Oggetto del Consiglio n. 67 del 14 febbraio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 67/75 - SOSPENSIONE DEI LAVORI DI COSTRUZIONE DEL CAMPO DI TIRO AL PICCIONE DI ST. VINCENT E DESTINAZIONE DELL'AREA AD ATTIVITÀ SPORTIVO-RICREATIVE E SPORTIVO-CULTURALI. REIEZIONE DI MOZIONE.
Mozione
Visto la lettera inviata agli Amministratori regionali delle Associazioni valdostane per la tutela della Natura e dell'Ambiente;
Aderendo alle richieste di dette Associazioni che così recitano:
Atteso che a Saint Vincent, in una zona a monte della "Fons Salutis", su di una superficie di 30.000 mq. l'Amministrazione regionale ha in corso di esecuzione i lavori per la costruzione di un campo per il tiro al piccione, destinato ai clienti del Casinò in sostituzione di quello preesistente ed abolito perché situato in una zona ove gli spari costituivano un pericolo per l'incolumità pubblica;
Considerato:
- che il tiro al piccione costituisce uno "sport" barbaro e crudele, condannato dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica;
- che il favorire detta attività nella nostra Regione squalificherebbe, di fronte al resto d'Italia e all'Europa, le nobili ed umane tradizioni della nostra Valle urtando contro i sentimenti delle nostre stesse popolazioni;
- che certi non giustificati "svaghi" di una infima minoranza di benestanti non devono provocare sofferenze e torture agli animali indifesi;
Visto che i lavori eseguiti fino ad oggi consistono nel solo sbancamento del terreno e che pertanto è possibile costruirvi attrezzature per svaghi e sport realmente civili;
Constatato che in altre regioni d'Italia e nel vicino Piemonte (Campo di tiro al piccione di Orbassano) sono stati chiusi dall'autorità simili campi di tiro;
Il Consiglio regionale
delibera
di impegnare la Giunta a:
1) sospendere immediatamente i lavori di costruzione del campo di tiro al piccione;
2) preparare gli studi e gli atti necessari alla destinazione di detto terreno ad attività sportivo-ricreative e sportivo-culturali.
F.ti: Franco Chincheré - Tonino Aldo - Manganoni Claudio - Luigi Monami - Gianna Bianco Siggia - F. Lustrissy - G. Chanu - Benzo - G. Albaney - Ilario Lanivi - Dujany Cesare - Giuseppe Maquignaz
Caveri (U.V.) - Uno dei proponenti è pregato di voler illustrare la mozione.
Manganoni (P.C.I.) - Avete fatto presto per il Campo di aviazione! Io sono certo che se la Giunta approvasse tutte le mozioni così - in questo caso la seguente - noi perderemmo poco tempo, andrebbe tutto liscio! Ecco il sistema per risparmiare tempo, non è vero Presidente?
Caveri (U.V.) - Anche per risparmiare le indennità ai Consiglieri.
Manganoni (P.C.I.) - Anche quello! Ma veniamo al dunque...
Io penso che non sia necessaria una lunga illustrazione. A St. Vincent esisteva il vecchio Campo di tiro a volo. Ora io credo che alcuni Consiglieri - se non tutti - avranno assistito a quello spettacolo pietoso in cui a quelle povere bestiole vengono strappate le penne della coda quando sono ancora vive, no? Bisogna essere dei barbari... perché strappano loro la coda? Perché la coda è il timone, togliendo loro la coda non hanno più il timone quando volano e allora, anziché fare dei voli in una certa direzione, vanno tutte a zig-zag; quindi, secondo questi barbari che sparano, rende più difficile il tiro, richiede più abilità. Queste povere bestie spennate, rinchiuse giorni e giorni in cassette chiuse, torturate e terrorizzate! E ci sono ancora questi signori che vogliono sparar loro solo per sollazzo! Molte di queste sono ferite, perché venissero almeno ammazzate avrebbero finito di soffrire... no, tante vengono ferite, non muoiono subito e vanno a finire nei boschi di Ussel. Parlate alla gente di Ussel: queste povere bestiole morte le trovano due o tre giorni dopo il tiro, e magari dopo giorni di agonia!
Io penso che nel 1975 queste cose non debbano più avvenire; chi ha un minimo di sensibilità non può non ribellarsi a questo sistema e a queste torture. Senonché cosa è successo adesso? Che sul vecchio Campo di tiro a volo hanno costruito il Municipio di St. Vincent, quell'orrore che, se passate dall'autostrada, vedete pezzi in alluminio... ah, tutela del paesaggio! Ebbene, non possono più sparare perché a valle hanno costruito la circonvallazione e quando sparano i pallini arrivano su chi transita, quindi se ne sta costruendo uno nuovo. Comunque là già sono stati fatti i necessari passi... prima bloccavano il traffico perché quei signori sparavano e si sollazzavano, ed allora per chi transitava c'era la Police che faceva fare tutto un altro giro, si arrivava a questi estremi.
La Regione ha acquistato sopra la Fonte 30.000 metri quadrati di terreno, li ha solo sbancati, quindi è ancora possibile destinarli ad altri sport... non so, qualsiasi sport ricreativo, noi non entriamo nel merito di questo, fate quel che volete.
Ora, in Piemonte - ed è su questo che voglio attirare l'attenzione - sono già stati chiusi questi Campi di tiro al piccione. Ho qui i giornali: il Campo di tiro a volo di Orbassano è chiuso, Rivalta ha vietato il tiro al piccione perché il Questore ne ha sospeso il tiro. Per questo voglio attirare la vostra attenzione: in Piemonte sono più civili, gli Amministratori e le Autorità del Piemonte hanno questa sensibilità che non hanno gli Amministratori regionali. A me dispiace, perché noi, come Regione Valle d'Aosta, che siamo sempre stati additati come coloro che sono più avanti e più progrediti, in questo caso siamo dei barbari. Impariamo almeno dai nostri vicini, dalla Regione Piemonte, che in questo settore ci dà dei punti! Io vi dico: ma vogliamo proprio costruire e spendere un mucchio di milioni - non so quanti - per fare questo Campo di tiro al piccione quando sappiamo che presto verrà chiuso se lo costruiremo?
Aggiungo di più: per fortuna in questi ultimi anni sono sorte alcune Associazioni locali per la protezione della natura e dell'ambiente, data la deplorevole carenza dell'Amministrazione regionale in questo campo, che non solo non tutela niente, ma permette il massacro della Valle d'Aosta e dà via libera agli speculatori e ai colonizzatori. Queste associazioni sono: gli Amici del Parco del Gran Paradiso, il C.A.I., il Centro Ecologico Valdostano, la Sezione Anticaccia della Valle d'Aosta, il Comitato Valdostano Pro Fauna, l'E.N.P.A., l'Italia Nostra, il Parco Nazionale Gran Paradiso, Pro Avibus, Société de la Flore Valdôtaine, sono 10 Associazioni sorte per tutelare l'ambiente, quello che rimane ancora della Valle d'Aosta. Ebbene, sappiate che se l'Amministrazione regionale persiste nel voler costruire questo Campo di tiro a volo, queste Associazioni faranno tutto il loro possibile con denunce alla Magistratura per farlo chiudere, sappiatelo, e sappiate anche che io sarò in testa, perché non mi nascondo dietro un dito. Non vi parlo dell'opinione pubblica, dell'indignazione di questi massacri che avvengono a St. Vincent per il sollazzo di pochi ricchi benestanti.
Vorrei anche farvi questo breve accenno e poi ho finito: ci viene detto che ci rimettiamo 500-800 milioni, ho avuto delle telefonate in cui mi è stato detto: ah, lei, Consigliere regionale, li fa così gli interessi della Regione? Sono 500 milioni, 1.000.000.000 - e sparano... balle! - che questo tiro al piccione fa entrare nelle tasche del Casinò, che poi vanno a finire nelle casse della Regione. Bene, io vi dico innanzitutto che questo non è vero, miliardo o non miliardo. In secondo luogo, se poteva essere vero in parte, cioè che una volta produceva degli introiti, oggi non è più così, i giocatori del Casinò non sono più i medesimi. Oggi chi va a giocare al Casinò sono innanzitutto i nuovi ricchi, e ve lo preciso subito: sono quelli che normalmente si chiamano i "magnaccia", cioè i protettori; poi ci sono gli scassinatori, quelli che sequestrano, i contrabbandieri, ma non i nostri poveri contrabbandieri che vanno col sacco, questi fanno il contrabbando con le navi, con i TIR, quelli sono i migliori clienti al Casinò di oggi... e poi qualche industriale. Io dico: bene! Questi soldi li rubano e poi a un certo punto li riportano nelle casse pubbliche della Regione, vengono pure a portare questi soldi che hanno rubato nelle casse del Casinò che poi rientrano alla Regione. Io penso che tutta questa nuova categoria del tiro al piccione se ne infischi mica male, perché hanno altri giri da fare loro, altro che il tiro al piccione!
Fatta questa considerazione, io chiudo. Vi pregherei di far sì che queste mie affermazioni risultino bene a verbale. I soldi che stiamo spendendo siamo ancora in tempo per destinarli ad altri sport, ma se vogliamo persistere nel costruire il Campo di tiro a volo spenderemo decine di milioni per poi chiuderlo ed allora dovremo destinarlo ad altri sport, ad altre ricreazioni, chiamiamole "scopi culturali", non importa. Se la veda la Giunta, noi lo diciamo... e saranno altre decine di milioni che buttiamo dalla finestra come ne stiamo già buttando tante!
Andrione (U.V.) - La Giunta, in quanto Governo regionale, riconosce che in questa questione sono implicate gravi ragioni di principio per cui lascia libero ogni Consigliere di votare secondo coscienza.
Per quanto riguarda me personalmente, dichiaro che voterò contro per due ragioni. La prima è molto criticabile e può essere incomprensibile per chi non si trova da questa parte del banco, ed è quella che, facendo dei calcoli aritmetici sui galà corrispondenti al tiro al piccione, ne viene fuori che la Regione su questo sport incassa - non sto a definirlo, ma evidentemente non è consono a quanto penso - oltre mezzo miliardo all'anno. In questo momento, quando si parla di bilancio regionale, io divento una tigre, divento feroce, perché le richieste sono tante e quindi capisco che questo punto di vista possa essere criticabile.
Vi è una seconda ragione che è di principio e di continuità amministrativa. Con propria decisione del 23 ottobre 1971, presenti 24 Consiglieri, intervenendo in ritardo i Signori Pedrini, Perruchon (vedova Chanoux), Benzo, Bordon, Rollandoz, Lustrissy, Pollicini, Chabod e Maghetti, con un voto contrario e un astenuto, il Consiglio approvava il nuovo Campo di tiro a volo in Comune di St. Vincent. Il 15 dicembre 1971 la Giunta regionale, in esecuzione di detta decisione del Consiglio, incaricava l'Ingegner Del Gratta per la redazione del progetto esecutivo del nuovo Campo di tiro a volo di St. Vincent. Il 2 marzo 1973, con deliberazione n. 860, la Giunta regionale stabiliva, con appalto dei lavori a licitazione privata, la costruzione del 1° lotto del nuovo Campo di tiro a volo in Comune di St. Vincent. Il 4 aprile 1973, sempre con deliberazione di Giunta (la n. 1445), sono stati aggiudicati definitivamente i lavori di costruzione del 1° lotto del nuovo Campo di tiro a volo di St. Vincent all'Impresa Caves di Fleuran con sede in Issogne. Il 1° giugno del 1973, con deliberazione di Giunta n. 2669, su tali lavori c'è stata l'approvazione di una perizia suppletiva con l'approvazione e l'impegno della spesa, l'approvazione del nuovo prezzo e dell'atto di sottomissione; quindi vi è stato un principio di continuità amministrativa per il quale la decisione del Consiglio regionale è stata eseguita dalla Giunta. In relazione a tale decisione i lavori finora effettuati sono: costruzione della strada di accesso per circa 50 milioni; movimenti di terra per spianamento della zona detta "Piole"... campo di tiro: 110.830.000; spese per acquisto di terreni sui quali poi ci sono state delle ottime speculazioni: 87.768.000, per un totale di circa 50 milioni, più una parte, praticamente tutta la costruzione del viadotto per lire 167.608.000, per cui abbiamo speso oltre 400 milioni. Io dico che a questo livello se noi ogni giorno cambiamo direzione vuol dire che prendiamo i soldi dei contribuenti e li buttiamo a carrettate in Dora e quindi, anche se ho certe idee, voto contro questa mozione.
Infine, in data 29 ottobre 1974 l'Amministrazione regionale chiedeva all'Ing. Giancarlo Del Gratta: "Si richiede pertanto alla S.V. una rielaborazione tale da contenere la spesa del costruendo Campo entro la cifra massima di lire 300 milioni pregando di consegnare il progetto per la licenza entro il 30 marzo 1975". Io non so fare dei conti in questo momento, però so che per l'Amministrazione regionale votare questa mozione vuol dire perdere carrettate di soldi; non credo sia questo il momento di procedere in tale maniera.
Se volete, date al Consigliere Manganoni questa delibera, poi si vede chi è che ha votato a favore e chi ha votato contro.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, ad un certo momento si è deciso di costruire l'Ospedale Geriatrico con una certa finalità. Questo Ospedale Geriatrico non è ancora finito ed è già in corso un dibattito fra le forze politiche, sindacali, fra la gente, fra i Valdostani. Se l'Ospedale Geriatrico assolve ancora la funzione per cui è stata destinata la sua costruzione o meno, noi neghiamo la validità dell'esistenza di un Ospedale Geriatrico e non è escluso che ne chiederemo qui in aula un pubblico dibattito per vedere a cosa possa essere destinato questo edificio.
Per analogia, se ho ben capito, mi pare che allora il Consiglio regionale avesse deciso - io allora non ero né fra i presenti, né fra i ritardatari letti dal Presidente della Giunta, quindi con estrema tranquillità posso esprimere la mia opinione - per un Campo di tiro a volo. Noi non avremmo nulla da eccepire, perché riteniamo che il tiro a volo, al bersaglio, alla sagoma fissa o mobile, il tiro a segno in genere possa e debba essere considerato uno sport. Personalmente professo lo sport del tiro perché mi piace, mi cerco evidentemente di volta in volta il bersaglio.
Caveri (U.V.) - Speriamo che non cerchi noi...
Monami (P.C.I.) - ... esatto, può darsi anche che in futuro me lo cercherò, ma mi cerco di volta in volta un bersaglio che non è mai stato in vita mia un essere vivente, un animale; ho sempre tirato al bersaglio, alla sagoma fissa e movente al piattello per esercitarmi al tiro a volo.
Ora, qual è il dibattito, il nocciolo, il motivo del contendere? Mi pare che la posizione del nostro collega Manganoni - che io sottoscrivo totalmente - sia quella di vedere a che cosa vogliamo destinare questo Campo di tiro a volo. Allora noi diciamo, e precisamente questa è la mia opinione al di là di tutti i dibattiti che attorno a questo argomento si possono fare, che la predestinazione di quell'impianto è ancora valida, che quei soldi che giustamente il Presidente della Giunta ha paura di buttare in Dora e sarebbero buttati in Dora - e lo capisco - non lo sono più se noi continuiamo a dare quella finalità, che quello dovrà essere un Campo di tiro a volo. Cosa chiediamo? Che non sia trasformato o che non sia costruito in un Campo di tiro al piccione, perché riteniamo - e sono d'accordo con il Consigliere Manganoni - che sia superato il momento in cui... o dovrebbe essere superato in una società civile il fatto di vedere uno sport che si pratica uccidendo in modo abbastanza barbaro degli animali direi innocenti ed innocui come i piccioni. Io sono un tecnico del tiro e non degli impianti, ma ritengo che trasformare un impianto di tiro al piccione, anche se previsto, in un impianto di tiro a volo o al piattello, per essere più chiaro, comporti una spesa minimissima, quindi noi raggiungeremmo l'obiettivo che ci siamo prefissi, non spenderemmo niente di più: a delle volgarissime gabbie in cui dentro stanno degli uccelli, nella fattispecie dei piccioni, sostituiremmo delle macchine automatiche che lanciano dei piattelli di ceramica i quali vengono colpiti con il fucile.
Mi pare che la discussione dovrebbe vertere su questo argomento, su cosa vogliamo fare in quel Campo di tiro a volo: tiro al piccione o tiro al piattello? Noi diciamo che è valida ancora la sistemazione e la destinazione di Campo di tiro a volo, purché questa non sia utilizzata per il tiro al piccione. Alla luce di questi fatti e di queste posizioni - credo che il compagno Manganoni condivida la mia posizione - non si tratta di modificare la destinazione dell'impianto, ma si tratta di modificare alcune attrezzature che permettono un tipo di tiro anziché di un altro... chiaro, chiaro...
Manganoni (P.C.I.) - ... e destinare questo terreno ad attività sportive ricreativo-culturali fra cui rientra anche il tiro al piattello, ma che non si ammazzino i piccioni...
Monami (P.C.I.) - Quando ho detto che il compagno Manganoni sicuramente condividerà questo mio intervento il significato era questo. Quindi, alla luce della garanzia che lì si farà un Campo di tiro a volo al piattello, noi non chiediamo nessuna sospensione dei lavori, la chiediamo solo nel caso in cui si insistesse ancora per la costruzione di un Campo di tiro al piccione, per vedere eventualmente in un secondo tempo la sua successiva destinazione.
Se la Giunta, se la maggioranza, se il Consiglio è d'accordo di stabilire oggi che quello deve essere un tiro a volo al piattello, noi non chiediamo nessuna sospensione, che procedano pure tranquillamente i lavori e che si realizzi l'opera. Saranno contenti coloro che vanno a tirare, quelli del Casinò di St. Vincent, e saremo contenti anche noi. Mi pare che il nocciolo della questione stia in questi termini. Se vogliamo chiarire la questione in quest'aula si potrà poi modificare la mozione in tutti quei termini che vorremo, purché si rispetti la volontà che non ci debba essere il tiro al piccione.
Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Mappelli, Chincheré, Chanu Milanesio e Pollicini. Do la parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Ci sono vari aspetti che si inseriscono su questa mozione.
Io dico la verità: questa mozione non mi dà per niente fastidio, perché esprimo liberamente, democraticamente e con estrema serenità un punto di vista. Potrei anche dire immediatamente che questa potrebbe essere la partenza per la colonizzazione in Valle d'Aosta sulla caccia, però non voglio malignare sul futuro, chi vivrà vedrà, grazie a Dio siamo ancora giovani; se qui non ci sarò io, ci saranno ancora dei giovani, quindi potremo vedere dove si va a finire. Quello che mi dà un po' fastidio - questo è un pensiero ad alta voce e pertanto non vuole essere polemica - è il veder Enti come il Parco Nazionale del Gran Paradiso che, giustamente nelle sue funzioni, si occupa e si preoccupa dei piccioni, a cui però non gliene frega proprio un bel niente delle popolazioni che continuamente, in ogni momento, in ogni azione loro continuano ad umiliare e a togliere dei diritti, popolazioni in questo caso come i Valligiani della Valle d'Aosta. Non è una risposta e, visto che è una sfida, sia ben chiaro che se Enti, persone di questo Consiglio, Valdostani, cittadini valdostani, nati o che vivono in Valle d'Aosta, hanno delle iniziative, queste vanno democraticamente discusse, esaminate, e trovate le soluzioni più idonee.
Se il Parco Nazionale del Gran Paradiso riterrà di denunciare l'Amministrazione regionale, ebbene, stia tranquillo che ci trova preparati bene, perché da quel momento arriveranno in questa aula tante di quelle modifiche sul comportamento di questo Ente che per la vergogna penso che avrà altri impegni da prendere. Qui non voglio ricominciare daccapo a dire quello che tutti noi sappiamo, ce le siamo già dette ripetutamente queste cose, e le ultime le vediamo per la Valsavaranche, quando - io immagino in buona fede - gente che sedeva in quei banchi ha detto: "ma no, sulla faccenda non ci sono denunce dell'ENEL, non c'è niente di chiuso", invece inesorabilmente se ne strafregano di tutti noi, questo è il discorso, non di maggioranza o di minoranza. Si continua a fare la colonizzazione in Valle d'Aosta e sono quelle le cose che noi non possiamo e non dobbiamo accettare. Su tutto il resto possiamo discutere, su tutto il resto abbiamo il dovere di esaminare, di valutare, di prendere le nostre decisioni liberamente e democraticamente, ma che il Parco Nazionale del Gran Paradiso venga ancora qui ad imporci certe cose...
Io allora vi dico: sarà una mia mentalità piccolissima, ma proprio perché lo dice il Parco bisogna votare contro questa mozione. Il Parco Nazionale ha altre funzioni. Intanto il Parco Nazionale è una ricchezza nostra e sta a noi a difenderla, ognuno di noi deve difenderla perché è nostra. Chi rappresenta in quella sede i nostri interessi e quelli delle nostre popolazioni, qualunque posizione prenda, non deve esser messo continuamente alla porta o condannato. Chiedo scusa, ma non sono il solo a pensarla così, tutti coloro che vivono in certe zone e a qualunque partito appartengano la pensano così e prendono queste posizioni...
Caveri (U.V.) - Scusi, Consigliere Mappelli, bisognerebbe parlare del Campo di tiro a volo, non del Parco del Gran Paradiso...
Mappelli (D.C.) - Sì, ma è la stessa cosa, perché partiamo dal Campo di tiro e noi vediamo che tutte queste Associazioni fanno una cosa sola: vorrebbero che in Valle d'Aosta non si andasse più a caccia, diciamocelo questo, perché non ce lo dobbiamo dire? Che poi si parta dal tiro al piccione, va bene, è un altro discorso, ma il finale - e questo voglio proprio gentilmente che me lo si metta a verbale, perché noi ci arriveremo, è solo questione di tempo - è che in Valle d'Aosta si chiuda definitivamente la caccia...
Manganoni (P.C.I.) - ...bisogna distinguere fra caccia e bracconaggio, caro Mappelli! Sono due cose ben differenti...
Mappelli (D.C.) - Guarda, tu alludi a me, ma non mi tocchi, io non sono mai andato a caccia, non me ne frega proprio niente, io non sono mai andato a caccia, tu forse lo sai perché ci sarai andato, non lo so...
Manganoni (P.C.I.) - ...il migliore maestro è Mappelli, non io...
Mappelli (D.C.) - ... guarda, la prendo ridendo, perché io non sono mai andato a caccia, serenamente; forse altri saranno andati, ma io a caccia non vado e dunque non mi trovi, stai tranquillo su questo.
Il discorso mio è un altro, non so se non riesco a spiegarmi bene, chiedo scusa. Noi non vogliamo che queste Organizzazioni, che pure hanno una loro buona funzione - che riconosciamo - trascurino i problemi della sopravvivenza civile per le popolazioni che in Valle d'Aosta subiscono certi ricatti e certe umiliazioni. Ora, è evidente che noi si reagisca in queste posizioni. Adesso giustamente qualcuno mi ha richiamato dicendo che questo non c'entra con tale mozione, ma io vi dico: guardate - chiedo scusa se mi sopporterete tre minuti su questo oggetto - che in Valle d'Aosta, benché vi siano territori occupati da zone protette della fauna e la flora - dunque non solo il Parco - è chiaro che in quel mese, mese e mezzo che si va a caccia vengono abbattute alcune bestiole, questo è vero, però è altrettanto vero - diciamocelo francamente - che la possibilità di sopravvivenza di questa fauna in quei territori, se a un certo momento non viene abbattuta, arriveremo... quello che mi fa paura, ed è lì che mi fai paura, è perché si comincia come le ciliegie, si comincia con il "povere bestiole", le tue parole mi fanno ripensare a questo. Noi andiamo avanti, allora...
Manganoni (P.C.I.) - ...vorrei vedere te senza la coda...
Mappelli (D.C.) - Sì, ma guarda, una risposta di questo genere te la meriti, io ho cinque figli, tu non ne hai... tanto... però, per ritornare all'oggetto, io vi dico: non fate il gioco del Parco Nazionale del Gran Paradiso!
Manganoni, tu, come ognuno di noi, hai il diritto e il dovere di venire qui dentro ad esprimere certe preoccupazioni, democraticamente le accetto, ma non venire qui a insistere sul Parco Nazionale del Gran Paradiso, perché io presento delle mozioni, ne faccio subito una a cominciare da oggi, e poi ogni 15 giorni. Vediamo dove andiamo a finire e vedremo se è costituzionale la legge quadro del 1922 istitutiva del Parco... vogliamo mica andare lì! E allora?
Io voterò comunque contro a questa mozione.
Chincheré (P.C.I.) - Mappelli mi ha talmente affaticato da un punto di vista intellettuale che rinuncio al mio.
Caveri (U.V.) - Bene. Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Io sarò brevissimo.
Ritengo che il tiro su questa mozione, dato che si parla di mozione in cui il sottofondo è il tiro, sia stato aggiustato e centrato dal collega Monami, perché lo spirito di questa iniziativa che noi abbiamo sottoscritto - spirito che manteniamo - non è quello di eliminare nell'ambito del comprensorio di St. Vincent la possibilità di praticare lo sport del tiro a coloro che lo praticano, ma è quello di eliminare e di prendere tutti i provvedimenti affinché sia eliminata la bruttura che offende l'animo - io credo di tutti -costituita dal sistema di sport, chiamiamolo "Sport", ma con la "s" minuscola, che è stato praticato in questi periodi proprio nelle zone di St. Vincent, dove il tiro a volo è diventato praticamente o per la massima parte tiro al piccione.
Dato che il tiro al piccione non è caccia, ritengo che tutte le argomentazioni del Consigliere Mappelli sulla caccia qui non abbiano nessuna ragione d'essere, perché chiamare "caccia" o "presupposto della caccia" il tiro al piccione, quando sappiamo come questo tiro viene effettuato, in quali condizioni di inferiorità questi animali vengono messi, in cattività con la coda tagliata e con le ali spuntate, come vengono inseriti per soddisfare questa strana libidine di questi ricchi di portafoglio. A me non interessa che pratichino questo passatempo, non lo chiamo più sport.
È evidente che lo spirito della mozione è soltanto attirare l'attenzione del Consiglio e degli organi esecutivi sulla realizzazione di questo impianto, che - come ha detto Monami - può essere mantenuto nelle sue strutture fondamentali e di base, che si elimini questa cosa sconcia della pratica del tiro al piccione, ma in maniera radicale, definitiva.
Dichiarandomi per conto del Gruppo disponibile anche a modificare il testo deliberativo della mozione, ritengo che le preoccupazioni del Presidente della Giunta debbano essere fugate. Deve poi essere fugata la preoccupazione relativa all'aspetto finanziario, messa in seconda posizione dal Presidente della Giunta, ma che dovrebbe essere la prima, e cioè quella di correre il rischio di lasciare inutilizzato e addirittura disperdere in opere cominciate e non finite un impegno di spesa già rilevante, anche se non portato a quei limiti tali per cui oggi un intervento del genere, modificativo di questa destinazione particolare, che noi non accettiamo e non vogliamo accettare, può essere ancora... e così ritengo che debba essere fugata la prima preoccupazione del Presidente della Giunta, anche per una ragione morale.
Io credo che compito dell'Amministrazione regionale non sia solo quello di verificare il numero o la consistenza dei galà per il tiro al piccione, ma sia anche quello di dare un certo qual esempio di dirittura, di comportamento e di educazione civile; si dà il caso che la gente non lo senta o almeno una parte della gente questo non lo voglia sentire. Ebbene, ben venga anche dal punto di vista dell'Amministrazione regionale un atteggiamento che imponga dall'alto l'eliminazione di questo comportamento diseducativo, crudele, che secondo me costituisce uno dei compiti altrettanto fondamentali per la Regione quanto quello di incamerare dieci, venti o trenta milioni in più perché una gara del tiro al piattello verrà a sostituire una di tiro a volo, o perché colui che proprio ci tiene ad ammazzare dei piccioni indifesi non verrà più a St. Vincent perché vuole andare a sfogare la sua libidine altrove. A parte che le attrattive di St. Vincent sono tali per cui credo che quelle persone verranno ugualmente a St. Vincent, anche se dovranno scaricare le proprie doppiette in un inerte - seppur in movimento - piattello, anziché su una povera bestia che viene trattata in quel modo e destinata a così miseranda fine che, veramente, a me ripugna. Io rifiuto che si debba avallare questo proprio da parte dell'Amministrazione regionale.
In definitiva, tenuto conto delle preoccupazioni del Presidente della Giunta, si potrebbe fare nella parte dispositiva della mozione un aggiustamento, una rettifica, affinché appaia chiaro che l'opera deve continuare ed essere destinata come attrezzatura sportiva. Sono pure d'accordo per il tiro, ma che comunque sia escluso, anche da parte di chi dovrà poi gestire questa opera, che in quella struttura si pratichi questa forma barbara di passatempo che, a mio avviso, non può essere ulteriormente tollerata.
Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare sei Consiglieri: Milanesio, Pollicini, Manganoni, Pedrini, Bordon e Viglino, quindi darò la parola in ordine cronologico. La parola al Consigliere Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Signori Consiglieri, questo argomento fa il paio con altri emersi recentissimamente in questo Consiglio circa decisioni che il Consiglio regionale nella sua stragrande maggioranza - lo ricordava prima il Presidente, ad esempio questa deliberazione ha visto solo un voto contrario e un astenuto - ha preso e che adesso puntualmente, per quello che io definisco "il gioco delle parti", forse vengono rimesse in discussione.
Io credo che un consesso come il nostro abbia il diritto di rimettere in discussione sempre e comunque tutto quello che decide, fa parte della logica democratica e del diritto che ognuno di noi ha anche di contraddirsi, ma se certe contraddizioni sul piano individuale non lasciano nessuna traccia, certe "modificazioni di tiro" in questo caso, certi aggiustamenti di tiro, certe inversioni di rotta, ritengo che per un Ente pubblico che investe in certi settori - perché qui si tratta di un investimento - la modificazione di atteggiamento può comportare evidentemente dei danni, dei disinvestimenti. Io credo che sia il Consiglio regionale, quando ha votato non tanti anni or sono, sia le varie Giunte regionali che si sono succedute, e che con vari atti amministrativi hanno portato avanti questo problema sul piano esecutivo tanto da essere ormai nella fase finale, hanno tutti coscientemente pensato che in quel famoso "Campo di tiro a volo" - perché così si chiama quell'attrezzatura - certamente si sarebbe praticato anche il tiro al piccione che, guarda caso, era proprio l'attività più interessante agli effetti della produzione della Casa da Gioco di St. Vincent. Caro Manganoni, questa iniziativa è stata votata da questo Consiglio a suo tempo con la piena consapevolezza che si sarebbe certamente versato del sangue in quel tipo di sport, ancorché sangue di piccione e non sangue umano o giù di lì, questa era la consapevolezza che aveva tutto il Consiglio.
Ora, certi Consiglieri oggi hanno il pieno diritto di dire: ma a me questo tipo di attività non va, non sfagiola, io sono contrario, e quindi in questa sede con grandissima autonomia possono affermare quello che vogliono. Io però appartengo a quella schiera di Consiglieri e di ex Amministratori, ex Assessori che hanno votato per questo tipo di attività, che hanno portato avanti concretamente tutte le pratiche amministrative nelle varie fasi per realizzare quest'opera. Sapevo fin dall'inizio come so oggi che certamente non si sarebbe giocato a birilli in un Campo di tiro a volo, che certamente accanto al tiro a piattello - che è previsto anche lì - ci sarebbe stato anche il tiro al piccione, perché in tutte le attrezzature di tiro a volo che si fanno, o in quasi tutte, accanto al tiro al piattello che comporta alcune macchine, alcune strutture, vi sono anche le attrezzature per consentire il tiro al piccione.
Ora, questa attività da certuni Comitati viene considerata barbara, crudele, e questo è un discorso che potremo fare, io però vorrei poterlo fare anche su altre cose che non vengono considerate altrettanto barbare e crudeli. Parto da un concetto che forse non è cristiano, non lo so; io comunque non ritengo di essere un Barbablu, ma l'animale è strumentale all'uomo. Mi dispiace, non riesco a mettere sullo stesso piano l'uomo e l'animale, questo non significa che io soffra di... diciamo di sadismo o abbia libidine, volontà di persecuzione nei confronti degli animali, non vado neanche a caccia, ma posso capire coloro che ci vanno, non sono uno di quelli che dicono: non capisco chi va a caccia. Non faccio il tiro al piattello, ma posso capire quelli che lo fanno e capisco anche quelli che fanno il tiro al piccione, personalmente non mi interessa, non è un'attività che ritengo sufficientemente ricreativa, e forse ho modo di scaricare le mie frustrazioni in altri modi più interessanti, più divertenti, forse anche meno sanguinosi.
Detto questo, ora dico - e lo ripeto - che la Regione, quando ha fatto questo investimento, lo ha fatto sapendo quello che succedeva lì dentro, non ci andavano mica le educande del Convento di S. Giuseppe! Così come sulla Casa da Gioco ho sentito i soliti atteggiamenti tuonanti del "Manganoni biblico" quando prende queste posizioni contro la corruzione, ma noi sappiamo che a giocare ci vanno evidentemente le persone che forse sono prive di quell'equilibrio psichico e sociale che possono avere le persone normali. Ricordatevi però poi che grazie a queste persone - e ce ne sono, è un vizio che hanno molti in Italia - ci tiriamo su 7-8 miliardi all'anno in casa, e quindi in qualche modo attuiamo quella redistribuzione del reddito che le tasse non riescono a fare nei confronti di percettori di redditi occulti o di redditi evasi.
In fondo, la Casa da Gioco ha funzione sociale, perché sottrae questo reddito e lo dà alla Regione, la quale lo investe e fa anche Ospedali; magari non farà il Geriatrico perché - sono d'accordo con Monami - il Geriatrico è un discorso da rivedere. Qui, però, in questo caso noi abbiamo fatto un investimento, almeno la presunzione del Consiglio era di fare un investimento produttivo, perché è dimostrato, non dico scientificamente ma commercialmente; in concomitanza delle gare di tiro al piccione, soprattutto di tiro al piccione, bisogna dirlo, perché se diciamo: facciamo il tiro al piattello e non facciamo il tiro al piccione è come dire non facciamo più niente, perché allora l'investimento dei 5-600 milioni che alla fine sarà 700, è buttato via. A questo punto bastava fare una piccola area di qualche migliaio di metro quadro e senza attrezzature, senza progetti rivisti, senza sbancamenti, senza strade costosissime, senza opere d'arte di accesso, si faceva il tiro al piattello come si fa ad Aosta. La verità è però che il tiro al piattello non richiama quel tipo di clientela contesa da tutte le Case da Gioco, perché a Sanremo si fa il tiro al piccione. Voi mi dite... e Manganoni esce fuori... può darsi che si chiuda e, se si chiuderà, vorrà dire che si chiuderà per tutti. Ma perché noi dobbiamo privare la nostra Casa da Gioco di un argomento di richiamo che le altre hanno, perché dobbiamo mettere in condizioni di non potere affrontare la concorrenza insomma, tanto per essere chiari?
Ora, il discorso della Casa da Gioco è un po' questo: la Regione deve comportarsi come un imprenditore in questo caso, o siamo nel commercio - come si dice "suma en tel cummerci" - o non ci siamo, o noi aboliamo la Casa da Gioco oppure, se non la aboliamo, cerchiamo di capire che ha anch'essa esigenze di competitività con le altre Case da Gioco.
Qui mi pare però che si voglia assumere un atteggiamento, come sempre, a metà, si dice: "no al tiro al piccione, però facciamo il tiro a volo". Facciamo il tiro a volo e spendiamo 700 milioni? E quando li ammortizziamo e quando abbiamo degli introiti derivanti da quell'attività? È come dire: non facciamo niente, chiudiamo, diciamo che quei soldi che abbiamo investito in quella direzione sono da disinvestire, facciamo un disinvestimento su quella collina spianata, perché tra l'altro l'abbiamo anche spianata, potevamo lasciarla com'era se volevamo farci un "Parco Robinson" per bambini o altre cose.
Ora io credo che qui si stia parlando a dei Consiglieri regionali, a degli Amministratori regionali, a degli ex Assessori e a degli ex Presidenti che hanno portato avanti queste cose; io le ho portate avanti e non me ne vergogno. Sono qui per dire che, a mio avviso, bisogna continuare in questa direzione. Mi si consenta una battuta: se il Consiglio regionale del Piemonte o, che so io, molte Regioni a Statuto ordinario sono affette da nevrosi di impotenza politico-amministrativa, che non hanno denari, non hanno poteri, fanno dei magnifici ordini del giorno, prendono delle magnifiche decisioni, ma intanto non hanno un Casinò loro e quindi non gliene frega niente, giocano sulla pelle di chi? Noi giochiamo sulla pelle del nostro bilancio, tanto per essere chiari! Manganoni, io non credo che tu sia vegetariano, perché se tu fossi vegetariano questo discorso lo potresti fare fino in fondo con una grossa credibilità e tutti ti renderemmo atto che sei coerente, fino in fondo. Insomma, tu hai votato questo provvedimento a suo tempo! Ora c'è invece la possibilità - ecco perché salta fuori questa mozione - di fare bella figura, perché certamente se il Consiglio regionale vota una mozione di questo tipo fa notizia, ma perché fa notizia? Anche in Valle d'Aosta è proibita la caccia, il tiro al piccione, quindi dopo il Piemonte ci siamo noi; pertanto - cosa molto importante - siamo all'avanguardia e una Regione che è all'avanguardia va bene, poi si può anche fare bella figura... perché? Perché si cerca di mettere in difficoltà una Giunta recentemente costituita su un argomento che consente una certa emotività.
Vero è che il Presidente Andrione giustamente ha detto: tenuto conto che questo argomento consente una certa emotività, ognuno voti secondo coscienza. Per carità, qui c'è del sangue in mezzo, ancorché sangue di piccione, quindi non vogliamo che si dica che noi pigliamo soldi, che la Regione piglia soldi sporchi di sangue, in questo caso di piccione, sia ben chiaro naturalmente, però vedi l'ampia libertà di scelta dei Consiglieri.
Io faccio un invito ai Consiglieri come Amministratori di una Regione, come coloro i quali devono preoccuparsi della redditività degli investimenti che fanno, e dico: pensate che questo sia proprio il problema più importante da sottoporre all'attenzione di questo Consiglio, credete che in questo modo si incrementi il bilancio regionale? Credete che questa presa di posizione, che per il Consiglio regionale del Piemonte è assolutamente gratuita perché non gli comporta nessun aspetto negativo, a noi comporti qualche cosa di positivo oltre alla notizia sul giornale che siamo bravi e difendiamo gli animali? Io non lo so, ma ritengo che noi dobbiamo tenere conto di diversi fattori. Ogni Consigliere può avere la sua opinione in questo caso, io non credo di essere uno che si faccia degli scrupoli di coscienza se si fa il tiro al piccione. Ci ho pensato, ho fatto un esame di coscienza questa notte, ma credo proprio che non mi faccio nessun scrupolo di coscienza sul tiro al piccione, ve lo posso garantire! Ho provato a guardarmi dentro, ma questo non combatte con la mia etica; quindi, per quello che mi riguarda, il Consiglio regionale oggi può benissimo decidere di disinvestire i 400 e rotti milioni di cui ha parlato il Presidente della Giunta. Sappia però - il Consiglio regionale - che qualunque attrezzatura che si fa lì non renderà mai una lira, perché questo era lo scopo, sia ben chiaro, non era quello di fare un'attrezzatura sportivo-ricreativa, soprattutto al servizio della cittadinanza; era la logica accettata dal Consiglio di una certa convenzione che non era ben chiara, ma era quella di creare uno strumento di incentivazione per la Casa da Gioco, questa fu allora la logica. Il Consiglio decida oggi di disinvestire e di fare altro. Vuole nascondersi dietro i piccioni? Si nasconda dietro i piccioni, va bene, è un modo come un altro per portare avanti certi argomenti.
Io ritengo, tra l'altro, che questa non sia neanche una materia di competenza regionale, perché credo non sia caccia, può darsi che sia una materia di competenza di P.S., ma comunque è da accertarsi, è da vedere. Ad ogni buon conto, io, personalmente - e parlo a titolo personale come ex Assessore e come Consigliere che ha votato determinate deliberazioni - non posso che votare contro a questa deliberazione. Do a questo un significato evidentemente di coerenza e non ho, ripeto, nessuna preoccupazione morale nei confronti dei piccioni che vengono "pigeonnés" in questo caso, perché ad un certo punto anche per la caccia allora - e ha ragione Mappelli quando fa dei collegamenti - se si fa questo tipo di discorso, bisogna andare avanti; ma ecco che si fa questo tipo di discorso perché interessa poche persone e quindi si fa della demagogia senza pagare dei prezzi, a parte quello della caccia.
Compagni Comunisti e amici Democratici Popolari, portate avanti il discorso dell'abolizione della caccia, se volete essere coerenti, perché le ragioni cosiddette "umanitarie" sollevate sulla questione dei piccioni valgono per qualunque altro tipo di animale, assodato com'è assodato che non c'è più nessuno che vive di caccia, in Italia, in questo momento, non c'è più nessuna popolazione stabile che vive di caccia e che ha bisogno di cacciare per vivere. Questo succede ancora in qualche Paese del Nord-America, nel Canada, forse ancora in Lapponia, succede certamente in America, ma non in Europa e neanche in Valle d'Aosta, nemmeno in Italia, tutto lì. Abbiamo il coraggio di andare avanti, di portare fino alle estreme conseguenze questo tipo di discorso, se vogliamo essere coerenti; però, se si vuole fare un po' di rumore e battere la grancassa, il tiro al piccione va benissimo!
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Confesso, Signor Presidente, che questa notte ho dormito serenamente. Non ho fatto l'esame di coscienza per vedere un po' come trattare la colomba o le colombe; d'altra parte non ho né l'età che ha il collega Milanesio, né la preoccupazione di vedere se esistono popolazioni che vivono di caccia. Ci saranno popolazioni che vivono di caccia, ma sono popolazioni politiche, quindi sono un altro tipo di popolazione!
Il mio intervento si riferisce soltanto ad alcuni aspetti del problema visti da ex Assessore e cioè che quanto è stato fatto non pregiudica nessun'altra destinazione che si vuol dare all'area. Infatti è stato fatto soltanto lo sbancamento del pianoro e per la strada di accesso, che in un primo tempo doveva essere una strada, poi per motivi di preoccupazione di interruzione della vena della Fons Salutis si è dovuto ricorrere al viadotto, proprio perché lo sparo di mine creava questa apprensione.
Mi pare quindi che il Consiglio, oggi, senza preoccupazione di pregiudizio per la soluzione che si vuole dare alla destinazione della zona, possa scegliere in assoluta libertà. Non è stato fatto nulla: il progettista incaricato, l'Ingegner Del Gratta, aveva predisposto un piano di larghissima massima - quindi nessun progetto esecutivo - il cui costo peraltro era piuttosto elevato e ammontava, come mi pare abbia detto il Presidente - a 600 milioni. Noi avevamo detto che non si dovessero comunque superare i 300 milioni, pertanto il discorso deve essere rifatto; quindi, anche sul piano della progettazione, non vi è ancora uno stato di avanzamento tale da dire che occorre rifare tutto. A me pare, almeno fino all'epoca in cui ero Assessore - e non c'è molto tempo da quell'epoca - che si possano dare disposizioni, se questa è la volontà del Consiglio, per dare una destinazione in ordine a quella che è la scelta del Consiglio. Quindi nessun pregiudizio, né per l'area, né per il progetto.
Caveri (U.V.) - Consigliere Manganoni; certo che se tutti i Consiglieri iscritti a parlare raddoppiano il loro intervento non so quali siano le conseguenze...
(voce del Consigliere Manganoni)
... La parola allora al Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - ... almeno così risponde una volta sola, sennò è costretto nuovamente, Signor Presidente, a prendere la parola...
Signor Presidente, le dirò che sono veramente molto, molto perplesso, perché qua non stiamo facendo il processo ai piccioni, ma all'Ospedale Geriatrico, alla Piscina di Pré St. Didier, allo Stabilimento di Arnaz; insomma, tutto quello che abbiamo fatto è sbagliato, tutto quello che abbiamo stabilito prima... no, no, diciamo pure "abbiamo fatto", non voglio mica... ma ad un dato punto qua bisogna che qualcuno si assuma le responsabilità, non è possibile andare avanti così! Ogni volta che facciamo una riunione c'è qualcosa che non va! Abbiamo buttato dei milioni e dei miliardi dalle finestre. Ieri ho sentito dall'amico Monami che la Piscina di Pré St. Didier non servirà a niente, stamattina apprendo che del Geriatrico è meglio non parlarne, non è ancora finito e addirittura lo si contesta. So anche che ieri Manganoni e Tonino sono andati ad Arnaz; forse non hanno visto ancora molti marmi, però hanno visto delle pietre levigatissime che costano più dei marmi. Può darsi che non ne siano al corrente, se vogliono dirò anche i prezzi di quelle pietre e si convinceranno che i palchetti di legno che saranno messi nella fabbrica di Arnaz sono di primissima qualità, non sono soltanto attaccati come si fa per tutte le case, si metteranno addirittura le radici, perché costa di più... ma di tutto questo ne parleremo a suo tempo.
Ho fatto questa premessa soltanto per dire che qua ad un dato punto non si capisce più niente. Le persone che sono fuori, i nostri elettori, se veramente vogliono farsi loro un esame di coscienza, si chiedono: ma che cosa abbiamo fatto, chi abbiamo nominato? La gente, a chi dice una cosa e dopo un anno o due la disfa, non riconosce più il voto che ha dato. Ripeto: abbiamo buttato dei soldi dalla finestra, così, per il divertimento di fare qualcosa! Io non so se qua stiamo scherzando o se stiamo facendo gli Amministratori della Regione Autonoma della Valle d'Aosta! Questa cosa lascia veramente uno stato d'animo che non si può nemmeno esprimere, altro che i barbari perché togliamo la coda o il pezzettino di coda ai piccioni o li facciamo andare e li ammazziamo! Io non mi sento affatto barbaro, per niente! Ma quando sento un Manganoni che viene qua dentro a ricattare il Consiglio regionale dicendo: Signori, o fate così e accettate questa mozione o sennò dieci società valdostane cammineranno con le bandiere in testa e gli striscioni - ormai ci siamo abituati! - per la strada di Aosta e andranno a St. Vincent a fare la marcia notturna con le fiaccole per battersi contro i piccioni... ma scherziamo? Io non mi piego, neanche fossi stato d'accordo solo a quelle parole, io mi ribello, perché non desidero essere ricattato da nessuno, sia ben chiaro! Tanto meno in Consiglio regionale, è una vergogna che si permetta di dire certe frasi! Se lui è abituato nel suo Partito a ricattare lo faccia! Noi non siamo abituati ad un linguaggio del genere, ma per Dio! Ma dove siamo? O è così o noi faremo...
(voce del Consigliere Manganoni, in lontananza)
... tu non fai niente, non fai nessun ricatto, caro figliolo! Tu li fai a casa tua o dove ti pare, ma non in quest'aula! E sia chiaro che allora io, tanto quanto dice Manganoni, mi prendo l'arbitrio di dire: quelle dieci società che hanno firmato facciano bene attenzione a cosa fanno, con chi hanno firmato e chi vogliono seguire, perché evidentemente prenderemo le dovute misure, ognuno nel proprio ambito, dal momento che qua si vuol fare passare una cosa che non è come una cosa che è, la realtà è quella!
Io voglio anche invitare l'amico Manganoni a dire se è disposto a cacciare i soldi che la Regione perde da queste due sessioni di tiro al piccione (pare che in quel periodo si superi la cifra di oltre mezzo miliardo, ci avviciniamo al miliardo); allora, se lui è così "benefattore dell'umanità e dei suoi animali", sia benefattore anche della Valle d'Aosta e dei suoi cittadini che sono considerati pari ad animali! Bisogna avere il coraggio di dire pubblicamente che si privano i cittadini valdostani di un miliardo di soldi che entrano tramite questa libidine che qualcuno ha - come diceva l'Avvocato Chanu - nello sparare al piccione. Ognuno i suoi soldi li spende come vuole, ed evidentemente se c'è un'IVA aggiunta, a quanto diceva Milanesio, per questi "magnaccia" o questi industriali che vogliono farsi fregare i soldi dal Casinò di St. Vincent, ben vengano e ne vengano tanti.
Milanesio, mi ha stupito che tu ti sia dimenticato di dire questo: siamo addirittura al fatto che i Paesi d'oltre cortina non soltanto fanno il tiro al piccione, ma addirittura le case da gioco che vi sono nei Paesi rossi in questo momento stanno cercando di fregare la clientela italiana ai nostri casinò e lo fanno mettendo a disposizione aerei, belle donne, champagne... il tutto gratuito, tanto per parlarci. Vogliamo dire veramente le cose come sono? E allora andiamo fino in fondo! Manganoni tiri fuori lui i soldi e noi non abbiamo nient'altro da dire.
L'Avvocato Chanu un momentino fa diceva: "Cosa vanno lì a tirare al piccione? St. Vincent non ha mica bisogno del tiro al piccione per fare i soldi, St. Vincent ha delle attrattive per cui la gente ci va lo stesso, piccione o non piccione". Io vorrei sapere allora dall'Avvocato Chanu quali sono le attrattive di St. Vincent, perché c'è un paese? Permettetemi, St. Vincent fa proprio pena dal lato turistico se non avesse il Casinò e le Terme, che sono le sue due attrattive! Guardate che a St. Vincent, se voi andate alle nove di sera o quando volete - ve l'ho già detto una volta, in quest'aula - trovate i cani a quattro zampe e a due zampe, va bene? C'è solo quello dalle nove di sera in poi. Se questa è un'attrattiva per St. Vincent e per far venire la gente che ha dei milioni da spendere nel nostro principale centro turistico finanziario evidentemente io lo lascio giudicare a voi! Non voglio evidentemente continuare su questo tono, ma quando si tirano fuori parole pesanti, quando praticamente si vuole ricattare questo Consiglio con minacce od altro, è bene che si sappia che c'è ancora della gente che non è disposta a tollerare né a subire umiliazioni di questo genere, e non sono il solo, ringraziando il buon Dio!
Io voterò contro questa mozione. Io, in quanto eletto da una parte della popolazione valdostana, faccio gli interessi dei cittadini valdostani. I cittadini valdostani ritraggono un utile immediato da questa attività, questa attività ci permette di fare altre cose nell'interesse dei cittadini valdostani e quindi io sono perfettamente d'accordo nel respingere e votare contro a questa mozione.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (D.C.) - Ritengo innanzitutto che non sia facile incominciare da qui e intervenire dopo i brillanti interventi svolti da tutti, nei due sensi, non in uno solo, perché ognuno difende il proprio punto di vista con più o meno accanimento e più o meno brillantemente. Mi sembra però che il dibattito si stia avviando con toni di tragedia e non è proprio il caso; quindi, anche se so già che non sarò molto brillante perché molte cose sono già state dette, almeno in determinate cose voglio cercare di battere coloro che mi hanno preceduto. Ad esempio, sul fatto di non dormire la notte, sono tre notti che non dormo e non per effetto dei piccioni, ma perché sono afflitto da una tremenda lombaggine che naturalmente mi ha dato poi la possibilità di vedere volare i piccioni, così, nel dormiveglia e, in mezzo a tante altre preoccupazioni del Consiglio regionale, è venuta fuori anche questa cosa.
Non vorrei essere così draconiano, tutto da una parte o tutto dall'altra, perché mi sembra che il problema debba essere affrontato in quest'aula nei suoi vari aspetti, cercando naturalmente di conciliarli l'uno con l'altro, per arrivare ad una conclusione che sia nell'interesse innanzitutto della coscienza di ognuno di noi e, nello stesso momento, nell'interesse della Valle d'Aosta. Vorrei pertanto incominciare a suddividere, a "sezionare", se così posso dire, questo mio intervento, che non dovrebbe essere molto lungo; poi si dice sempre così e non si sa dove si va a finire e quanto tempo dura.
Vorrei incominciare a vedere il problema da un punto di vista umanitario e indubbiamente sono preoccupatissimo. Pensate se io adesso venissi fuori e dicessi: sono favorevole a sparare ai piccioni o sono contrario a sparare ai piccioni! Avrei paura di essere additato per le vie di Aosta, perché direbbero: "vedi, Manganoni è quello bravo, è umanitario perché non vuole sparare ai piccioni e Bordon, invece, spara ai piccioni"... cosa che io non ho mai fatto, perché, come dicevo prima, non sono neanche cacciatore! Impostare la questione sul "sì" e sul "no" penso sia una cosa che riguarda essenzialmente la propria coscienza.
Siccome mi si mette nella difficile condizione di dire qualche cosa di nuovo, che mi si dia almeno il vantaggio - voglio servirmene, ed è logico - di agganciarmi a un qualcosa detto prima. Mi aggancerò a quanto affermato molto bene dal Consigliere Milanesio. Per esempio, quando noi parliamo di animali - vorrei servirmi delle stesse parole proferite dal buon amico Milanesio -, gli animali sono strumentalizzati dall'uomo. Io penso che sia proprio così ed è una cosa che noi vorremmo evitare. Mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa in più sulla caccia, cosa che è già stata ventilata due o tre volte da diverse parti in quest'aula. Non siamo qui per fare il processo a nessuno, siamo contrari a certe impostazioni di politicizzare sempre tutto, però il problema della caccia è rimasto bloccato. Io penso che in quelle notti insonni si potrebbe andare a vedere quanti sono i cacciatori in Valle e allora sì che ci si dovrebbe preoccupare un po' tutti, perché so che sono un gran numero. Ce ne accorgiamo noi coltivatori diretti, anche se qualcheduno può sorridere e ce ne accorgiamo non solo dal fatto che non si vede più volare né un merlo, né un passerotto, ma anche dai risultati che si ottengono attraverso i campi, quando si vede il disastro generale che colpisce i coltivatori diretti.
Sia l'amico Albaney che l'amico Chabod conoscono bene le lamentele che riceviamo nelle nostre Assemblee, non solo attraverso la mancanza di questi uccelli che non vediamo più e che effettivamente ci ingentilivano un po' l'ambiente, ma anche attraverso i risultati in agricoltura. Questi cacciatori, dicevo, devono essere proprio tanti; ecco che allora si vanno ad affrontare i problemi così, sezionandoli, cercando di arrivare al risultato finale come diceva il nostro amico Mappelli, con un punto di vista completamente diverso forse dal mio. Questo mi farà arrivare poi ad una conclusione che dirò dopo, che per esempio ad un certo momento vorrebbe vedere a titolo personale abolita la caccia completamente. Ve lo dicevo prima: è l'ora di finirla, perché quel gruppo di cittadini che si sollazza - come diceva l'amico Manganoni - ad un certo momento dovrebbe pensare che c'è anche tanta gente che non si sollazza nel vedere questi massacri e se è vero che la selvaggina è... è altrettanto vero che dovrebbe essere di tutti; quel patentino che io ottengo pagando non dovrebbe mettere in condizione di sacrificare tutta la fauna per esempio di una determinata regione. Avrei quindi voluto esaminare questo con molta tranquillità, l'avrei voluto vedere in un quadro generale come si diceva prima, vedere la situazione tra caccia in generale e caccia in riserva, con tutte le altre conseguenze che non vi citerò qui perché ne siete a conoscenza meglio di quanto io ve le possa illustrare.
È però altrettanto vero - e qui si arriva già a un altro problema - che ci troviamo di fronte a una situazione particolare in Valle d'Aosta, quindi noi vorremmo effettivamente evitare questo massacro di colombi; questo non lo abbiamo detto adesso, bensì già quando abbiamo parlato del Campo di tiro a volo che si stava costruendo a St. Vincent.
Non è per polemica, ma ho sorriso con i miei amici quando l'amico Manganoni ha affermato: "a partire dal 1975 questo non dovrebbe più avvenire", perché io penso che non sarebbe già dovuto avvenire prima, cioè da quando abbiamo il tiro a volo al Casinò di St. Vincent. Nessuno fino ad oggi si è preoccupato di vedere che cosa veniva di meno alla Regione, ma tutti quanti siamo arrivati qui e abbiamo votato sulle indicazioni dateci dal Presidente della Giunta nel 1971, all'unanimità... con l'astensione di uno e con il voto contrario di un altro, se non sbaglio, quindi questo è sempre stato coerente. Pertanto noi da allora siamo venuti avanti ed ecco la preoccupazione.
Pedrini mi ha anticipato: io qui dentro non debbo soltanto vedere dal punto di vista umanitario il pietismo, questi poveri uccelli che vengono effettivamente massacrati, ma dovremmo fare di tutto per evitarlo.
Ha ragione Manganoni e anche altri Consiglieri quando dicono che una Regione come la Valle d'Aosta non dovrebbe speculare 500, 800 milioni o un miliardo sopra questi poveri animali che qui vengono massacrati da gente che si sollazza, ma siamo noi che li invitiamo a sollazzarsi e facciamo di tutto per farli venire! Se quelli là perdono la coda prima del volo, questi Signori perdono la coda dopo il tiro a volo, perché andando al Casinò di St. Vincent ci lasciano le penne sempre!
(voce di un Consigliere): peggio...
... benissimo, ben per questo! Allora andiamo avanti tranquilli per vedere un po' come si potrebbe risolvere questo problema. Se è tale la moralità e ci fa tanta paura il sangue di questi colombi - come effettivamente ci fa paura e ci preoccupa, perché non è certamente segno di civiltà - arrivati ad un certo momento la nostra moralità dovrebbe arrivare anche a certi episodi che provocano le case da gioco. Noi a volte vediamo che qualcheduno viene, si accoppa e molte volte non viene scritto sui giornali (se non è accaduto in Valle d'Aosta è accaduto là dove ci sono le case da gioco). Ora, se questo denaro puzza tanto per i colombi dovrebbe puzzare anche per gli altri, e allora entrerebbero in cassa alla Regione una decina di miliardi in meno, ma non solo: noi, che poi ci preoccupiamo tanto, adesso ci stiamo preoccupando anche che qui in Valle d'Aosta i valdostani non possono giocare, quindi forse c'è da modificare questa clausola, perché i nostri vanno a perdere le penne a Chamonix, amici!
Allora, non criticando nessuna impostazione, io vorrei risolvere qui con voi il problema degli 800 milioni o del miliardo del Casinò di St. Vincent evitando il tiro al piccione; studiamocelo con calma però, non arriviamo - dopo aver portato avanti per 10, 12 o 15 anni un'impostazione di questo genere ed aver stanziato i denari per il tiro a volo - a dire di punto in bianco: "niente, piantiamola lì, non parliamone più, tanto più che siamo ancora in tempo per poter fare qualche cosa"!
Arrivati a questo punto vediamo un po' che cosa si può aggiungere: gli animali strumentalizzati. Ecco, qui ricado nel discorso di Milanesio. Questo problema l'abbiamo seguito, non l'abbiamo mica solo discusso qui, l'abbiamo discusso fuori con un sacco di amici, è un problema di attualità, sembra strano, ma qui stavamo cadendo nel ridicolo... no, non c'è niente da ridere su questa impostazione. Come sono contrario alla caccia... anche se perderò il voto dei miei amici cacciatori, e questo bisognerà sottolinearlo, perché solo per andare a raccogliere delle firme e portare avanti impostazioni settoriali senza assumere la responsabilità del tutto io non sono d'accordo... allora, come siamo contro la caccia siamo anche contro questo. Però, Signori, non facciamone neanche una tragedia se questo problema dovesse ancora andare avanti un anno o due in attesa che si risolva al meglio! Parlando con alcuni amici mi si diceva (e lo ha detto Milanesio sotto un'altra forma): "ma noi abbiamo questi colombi, sono allevati per queste cose, sono allevati come i fagiani in riserva, come i polli che vengono presi e che poi noi ci sbaffiamo tranquillamente senza tanta preoccupazione, non è che vengano fuori per crescita naturale"; quindi sono strumentalizzati, oserei dire "industrializzati", proprio come li ha chiamati Milanesio. Allora, arrivati a questo punto... ma anche sulla questione "polli" io stavo scherzando, o di altri animali, noi dovremmo... no, non si può fare un discorso di questo genere. Andiamo avanti: ma abbiate pazienza, in Piazza ad Aosta, a Venezia o dove volete voi, ad un certo momento siamo insorti perché migliaia e migliaia di questi colombi ci avevano inquinato la città, rovinato i monumenti, e... che cosa si è fatto? Con delle reti o con lo zufolo, forse per non prenderli troppo violentemente, li si invitava a farsi acchiappare, poi dove siano andati a finire non lo so!
Bisogna anche esaminare i problemi uno per uno e cercare di risolverli; allora io continuo dicendovi che per la parte tecnica del campo - e mi sembra che anche questa sia un'altra cosa da tenere in considerazione - se non sbaglio abbiamo già speso 400 milioni, se ho capito bene.
L'ex Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, dice che non ci si dovrebbe preoccupare perché sono stati fatti solo gli sbancamenti; questo mi tranquillizza, ma a me sembra che ci si debba soffermare ancora un momentino su un altro fattore. Il fattore è questo: si dice che noi chiediamo l'abolizione del tiro al piccione e che vorremmo fare il tiro al piattello. Ora, io forse sono un profano perché come vi ho detto tiravo meglio prima, non tiro più come tira l'amico Monami che tira ancora adesso, ha la sagoma... ecco, bravo... e allora vi ripeto che secondo il mio modesto parere non si tratta di cambiare destinazione per questi lavori, perché io credo che la rosa dei pallini che impallina il colombo vada alla distanza di "x" metri, io non so a quanti, ma su per giù alla stessa distanza che va il tiro al piattello, mi sembra. Questo vostro acconsentimento mi dà quindi la forza per dire che mi sembra si creino delle enormi difficoltà nella costruzione del campo se io oggi lo destino al colombo e al tiro al piattello, perché penso che la distanza che deve percorrere questa rosa di pallini per non essere dannosa sia la medesima, quindi tutt'al più si tratterà di sostituire - come mi pare dicesse Monami - le gabbie dalle quali vengono fuori i colombi con delle macchine che lanciano i piattelli. Mi sembra che questo potrebbe essere esaminato attentamente; stabilito questo da un punto di vista tecnico, non mi spaventa la continuazione della costruzione del campo, perché se lo vogliamo destinare al tiro al piattello piuttosto che al tiro al piccione la musica è grosso modo sempre la medesima.
Mi preoccupa invece di più un'altra situazione. L'ha detto prima l'amico Pedrini, per quello che si parla anche con un po' di disagio, qui si tratta di avere il coraggio di dire: Signori, noi oggi incassiamo 800 milioni, circa un miliardo, questo denaro non puzza? Ci deve servire a fare che cosa? Degli ospedali, quello che volete voi, tante altre opere pubbliche, quelle che troviamo fino adesso, allorquando in determinati ambienti siamo stati aggrediti per aver voluto e mantenuto il Casinò in Valle d'Aosta. Abbiamo giustificato dicendo che sì, è un vizio, è una cosa dolorosa, tanto se non giocano qui giocano altrove, ma naturalmente venendo qui una larga percentuale di persone - non mi ricordo neanche più quanto sia quella del 1974 - nelle casse della Regione arrivano soldi che si tramutano in opere pubbliche nell'interesse della collettività.
Io pertanto ritengo che sarebbe stato bene esaminare questo problema con la massima tranquillità, naturalmente mettendoci di fronte a un fatto: o che si voti perché si continui con i colombi o che non si voti. Ho però anche delle responsabilità come uomo, in coscienza non vorrei accoppare i colombi, e come Amministratore regionale vorrei anche sentire i miei elettori che cosa dicono, perché domani, quando vado fuori in un caffè...
(voce del Consigliere Manganoni)
... appunto, arrivavo proprio lì, grazie, e ti dico: "abbiamo rinviato il referendum, questo sarà un oggetto da referendum". Ti sembrerà strano, perché se tu domani o dopodomani andrai in un qualsiasi bar della Valle d'Aosta, in un qualsiasi caffè, troverai degli amici e ne troverai uno che ti dirà: "bravo, hai fatto bene a far votare la legge contro, cioè per non ammazzare i piccioni", ma ne troverai magari un altro che ti dirà: "ci hai fatto perdere 800 milioni, mettili di tasca tua"!
Si tratterebbe, secondo il mio modesto parere, di capire se ad un certo momento vogliamo supplire il tiro al piccione con il tiro al piattello, considerando che in cassa non entreranno più 800 milioni ma solo 600. Signori, decidere però così, a spron battuto, diversamente da come abbiamo fatto dal 1971 all'unanimità, non va più bene, perché neanche a farlo apposta dai primi di gennaio del 1975 per strane coincidenze - qui mi fermo, perché non voglio far polemiche e cerco di resistere finché mi è possibile - sembrerà strano che, di colpo in bianco, si dia un colpo di timone contrario e si prenda la rotta inversa. Allora, arrivati a questo punto, come uomo io non vorrei massacrare questi piccioni, perché è una cosa veramente pietosa, come l'ha descritta molto bene Manganoni. Si vede proprio che diventando vecchi tu ed io diventiamo più sensibili ai piccioni, io più sensibile ieri sera, tu più sensibile oggi (sempre di penne si tratta, sia chiaro!). Però io dico: non esageriamo neanche le cose, perché come uomo sono contrario a questo, ma come amministratore pubblico ho le mie perplessità. Signori, io sarò molto schietto e vado forse contro la mia impostazione, ma mi sembra che a nessuno di noi, in un argomento come questo, si possa chiedere un impegno e un obbligo morale per il voto.
Pertanto, a nome di cinque miei amici che potrebbero essere benissimo Ramera, Chabod, Borbey, Mappelli e Bordon, io chiedo una votazione segreta, affinché uno possa andare lì e se ha delle perplessità dal lato umano... Signori, certe debolezze si sono sempre avute, e tante volte siamo ricorsi ad un voto segreto, quindi io chiedo che anche oggi ciò avvenga.
Caveri (U.V.) - Do la parola all'Assessore Viglino. Rinuncia? Allora la parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - È parzialmente riposato... innanzitutto una questione sola: io nel 1971 non ero Consigliere regionale, non ho votato quella delibera, anche se il fatto che oggi il Consiglio si rimangi un'eventuale deliberazione assunta nel 1971 non mi scandalizza assolutamente, in quanto credo sia pienamente legittimo che una scelta, che forse andava bene allora con il maturare dei tempi, con l'emergere di nuove realtà e di nuove prese di coscienza all'interno della società, possa benissimo essere rimangiata. Non è che mi preoccupi, per carità, ma quello che mi sembra un po' strano è che in mancanza di certi argomenti per affrontare la specificità del problema si tenda a proporre all'attenzione del dibattito consiliare dei falsi obiettivi.
Quali sono questi falsi obiettivi? Uno grosso venuto fuori - e credo che la polemica l'abbia sollevata il Consigliere Milanesio - è: caccia sì, caccia no. Se è vero che gli animali sono funzionali all'uomo, cosa sulla quale sono perfettamente d'accordo perché indubbiamente nella scala della vita gli animali sono al di sotto degli uomini, la cosa importante - e lo sosteneva anche il Consigliere Bordon - è affrontare il problema nella sua globalità, senza accusare i Comunisti di non essere in grado, di avere paura di fare una battaglia sul problema della caccia sì e della caccia no.
Vorrei rammentare che il problema posto in questi termini è sbagliato; infatti il problema non è essere pro caccia o anti caccia, il problema è essere pro fauna direi, nel senso che la caccia è uno sport che richiede un impegno personale non indifferente, almeno per chi la pratica in un senso serio. Si tratta quindi di regolamentare questo sport con tutte le questioni riguardanti la proprietà privata, i passaggi che hanno sollevato altri Consiglieri. Come non mi scandalizza il bracconaggio, per esempio, e certe situazioni storiche consentono e giustificano tale questione.
In realtà oggi stiamo parlando del tiro a volo, del tiro al piccione e non di altri problemi, e su questo problema specifico dobbiamo pronunciarci. Ora la domanda che mi pongo è questa: avete mai assistito al tiro al piccione? Il tiro al piccione non è uno sport. Io contesto che il tiro al piccione sia uno sport, perché non può essere chiamato "sport" lo sparare con un fucile a ripetizione - calibro 12, che fa una rosa dopo 5 metri, spari a un metro di diametro o giù di lì, magari con pallini doppio zero - a un piccione tenuto in cattività e all'oscurità, che viene abbagliato dalla luce quando si apre la gabbia e non vede dove vola, senza coda, cioè senza timone, non sa dove va, non può volare, non può decidere dove andare perché il suo volo è disordinato. Sparare ad un animale che di fatto è indifeso è come sparare con il cannone contro i passeri, non c'è nessuna differenza. A dimostrazione di quello che dico, della barbarità di questa attività che io mi rifiuto di definire sport, perché con lo sport non ha niente a che vedere, non è nemmeno uno sport di élite, non è uno sport e basta, si spara a venti metri a questi volatili, la dimostrazione che non è uno sport è che non esistono a nessun livello né gare, campionati, classifiche di tiro al piccione, mentre esistono giustamente le qualifiche del tiro al piattello.
L'altro argomento mi sembra abbastanza ridicolo, e sottolineo la coincidenza delle forze politiche che lo portano avanti e che scandalizza, perché si dice: "va bene, noi siamo contro queste barbarie, però di fronte alle esigenze della collettività valdostana e alle esigenze di bilancio non possiamo che accettare questo fatto, anche se non siamo d'accordo". A parte le battute che penso farà qualcun altro sul fatto che la Regione si potrebbe anche mettere a fare altre attività più redditizie se il problema è quello del bilancio, direi che le stesse forze politiche che oggi prendono quella posizione sono le stesse che, con estrema indifferenza, 15 giorni fa hanno votato 7 miliardi all'Alpila. Allora, se la Regione, se il Consiglio regionale nella sua piena autonomia che ogni tanto è sovranità, come spesso viene richiamata, decide di spendere in quel modo i soldi per quel tipo di iniziativa - sappiamo tutti a chi servono e che cosa produrranno in Valle d'Aosta - penso che con altrettanta legittimità, con altrettanta coscienza tranquilla e autonomia oggi possiamo decidere - ammesso che sia vero - di non introitare, a meno che non siamo in grado di trovare attività sostitutive a quella scelta di non introitare quei 500 milioni che sono diventati gli 800 di Pedrini e il miliardo di Bordon e che, fra qualche intervento, sarà di un miliardo e mezzo.
Direi che le questioni sollevate, se non mi sbaglio da qualche Consigliere Democratico Popolare, sono giuste e reali. Credo che il Consiglio regionale, fra le tante cose che deve fare, deve anche avere la forza, la capacità e il coraggio di rispondere alle esigenze di civiltà nuove che sono cresciute e che crescono per fortuna all'interno della società valdostana.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Io cercherò di essere breve e lo sarò, contrariamente a chi dice di esserlo e poi è lungo.
Ho voluto prendere i documenti passati, che non ho avuto la fortuna di leggere e di conoscere, e c'è una certa contraddizione in questa documentazione di cui sono in possesso, perché parla sempre e solamente di tiro a volo; mi si può dire che il tiro a volo è implicito delle due cose, però lo troviamo molto più chiaramente - e un accorto Consigliere lo avrebbe potuto scoprire già allora - nell'elenco del preventivo. Al n. 10 si trova una voce che inequivocabilmente lasciava pensare che quel Campo sarebbe stato destinato anche al tiro al piccione, la voce di "voliere", quelle gabbie alle quali io alludevo nel mio primo intervento, per un importo di lire 3.090.000 - a parte il fatto che si potrebbe dire: "risparmiamo questi tre milioni per coloro ai quali sta molto a cuore la sorte del denaro pubblico" - mentre alla voce 11 c'è quello che noi riteniamo debba esserci, la fossa olimpica, il tiro al piattello per lire 9 milioni.
Vorrei cercare di riportare il discorso, perché mi è parso che così ho fatto nel primo intervento, nella giustezza dell'argomento che stiamo discutendo oggi, anche se sarò costretto a dire qualche cosa per esempio all'amico Milanesio. Certo, il nostro dovere non è quello di buttare via i soldi, però non deve neppure essere quello dell'imprenditore. Noi non siamo dei pubblici imprenditori, siamo dei Pubblici Amministratori e quindi non dovremmo preoccuparci eccessivamente della concorrenza così come si dà significato alla parola "concorrenza" fra imprenditori, perché lo diceva già il Consigliere Chincheré: chissà a quali altre più basse attività scenderemmo soltanto per procurare dei soldi all'Amministrazione regionale. Aveva detto che non è vero che il tiro al piccione fa correre in Valle d'Aosta a legioni quadrate gli industriali milanesi che vogliono tirare al piccione. Non è vero, e direi che i dati dell'ultimo anno dimostrano semmai il contrario, perché il tiro al piccione è da un anno che, per inagibilità del Campo, non si esercita più in quel di St. Vincent. Mi pare che il Casinò abbia aumentato i suoi introiti di un miliardo e mezzo o di due milioni, manca la prova, e mi si potrebbe dire che se ci fosse stato l'aumento sarebbe stato di mezzo miliardo di più, ma manca questa prova. Sta di fatto che questa è una prova incontestabile che non significa: "annulliamo il tiro al piccione perché non rende di più", però dimostra che non è così incentivante il tiro al piccione, perché da un anno che non si effettua più gli aumenti degli introiti al Casinò sono stati notevoli e quindi... sì, parlo di due miliardi alla Regione... e quindi con introiti naturalmente superiori... come?
Andrione (U.V.) - Ventotto e cinquantacinque percento di incremento da un anno sull'altro.
Monami (P.C.I.) - Questo dimostra che il fatto non determinante, anzi, direi addirittura trascurabile nel contesto più generale della funzione amministrativa, è il tiro al piccione.
Ora noi siamo contrari al tiro al piccione. Me lo consenta ancora una volta Milanesio: mi pare che questo non sia un argomento che crea difficoltà alla Giunta, perché abbiamo detto che tutto va bene, vogliamo quell'impianto perché è un impianto sportivo. Vogliamo però che in quell'impianto non ci sia il tiro al piccione, quindi non veniteci a parlare di difficoltà per la Giunta e di aver cambiato opinione da cinque mesi a questa parte - voglio ripeterlo per allargare questo concetto - così come noi non ci rifiutiamo sul discorso sulla caccia, perché la caccia è uno sport, mentre non lo è il tiro al piccione. È uno sport che l'uomo professa da quando è nato, ma che, se vogliamo difendere il nostro patrimonio faunistico - perché semmai il problema si pone nei termini pro fauna e non pro caccia o anti caccia - diciamo che anche questa è una materia che nella nostra società va regolamentata, come si sta facendo avanti l'idea in mezzo a tutta l'umanità, va regolamentata anche la nascita nel nostro mondo. Se fra 10 o 20 anni non vorremo essere gli uni sopra gli altri, scatolettati come tante sardine, non possiamo arrenderci ad una civiltà che va avanti, ci pone problemi nuovi, ci propone sempre nuove esigenze per questa umanità che trova sempre più difficile la convivenza in questa terra, dall'equilibrio ecologico - che è anche la protezione della fauna - alla regolamentazione della caccia e, di conseguenza, in un discorso più largo e più ampio, la regolamentazione delle nascite. È mai possibile che non possiamo rivedere una nostra posizione su questi problemi? A me pare naturale, normale, ed è molto coerente con colui che non si attarda all'ieri ma cerca di vedere, se ne ha la capacità e la possibilità, cosa sarà domani, e di adeguarsi a quel tipo di vita organizzata civile, non a quella di ieri. Ecco la sostanza del nostro intervento.
Allora cosa si tratterebbe di fare? Credo che il compagno Manganoni farà delle proposte concrete relativamente alla nostra mozione: si tratta di non spendere tre milioni di voliere e di rinunciare probabilmente a 10 appassionati al tiro al piccione, ai quali auguriamo di andare a San Remo a godersi l'aria marittima, niente di più. Non vogliamo creare difficoltà all'Amministrazione regionale, non vogliamo diminuire i suoi introiti al Casinò, perché abbiamo dimostrato che non è il tiro al piccione che lo vuole; vogliamo soltanto dare un contributo - per quanto modesto - per far fare un passo in avanti ad una società che sia nuova, più civile, più moderna, che capisca anche questi problemi. D'altra parte in Paesi più civili dei nostri queste cose già si attuano. Nei Paesi Socialisti - che qui sono stati richiamati soltanto per i Casinò - si attua una rigida regolamentazione della caccia, ma non ci dicono che la caccia è così tanto regolamentata che per esempio in Jugoslavia e in Cecoslovacchia si trovano degli interi branchi, delle intere famiglie di cerbiatti che attraversano le strade e le autostrade; è regolamentata, così come deve essere regolamentata tutta la vita di un Paese civile. Noi, con la nostra mozione, non chiedevamo niente di più. Non comprendiamo come attorno ad un problema di civiltà si debbano inserire tanti argomenti di carattere demagogico-politico e polemico nei nostri confronti, noi, che abbiamo avuto il coraggio di far fare a questa piccola civiltà un passo in avanti.
Caveri (U.V.) - Io vorrei fare un'esortazione ai Consiglieri. Bisognerebbe vedere di stringere i tempi e cercare di arrivare ad una conclusione, non continuare a ripetere sempre le stesse cose che abbiamo già sentito, perché sentiamo continue divagazioni e ricami che fanno soltanto perdere tempo, altrimenti non arriviamo alla conclusione dell'argomento.
Do prima la parola al Consigliere Manganoni e poi al Presidente della Giunta, anche se altri Consiglieri regionali chiedono la parola.
Manganoni (P.C.I.) - Signor Presidente, questa discussione può apparire oziosa, ma per me non è vero, perché per me è una questione di principio e questo è il banco di prova della coscienza civile di un popolo, dei Valdostani che noi qui rappresentiamo. Sia chiaro, non confondiamo il tiro al piccione e la caccia come qualche Consigliere ha tentato di fare; il tiro al piccione è una cosa, quello di St. Vincent, la caccia è un'altra. Ora parliamo del tiro al piccione.
Il Presidente ha parlato di calcoli economici, di investimenti produttivi. Non se ne abbia a male il Presidente, ma a me stupisce questo sdoppiamento di personalità. Il Presidente, quando era seduto sui banchi dei Consiglieri, ha avuto delle espressioni e svolto degli interventi in fatto di tutela di paesaggio, di flora e di fauna che ho condiviso e ammirato; oggi, che siede sul banco della Giunta, ho l'impressione che abbia messo in soffitta questi sentimenti espressi allora, sopraffatti dal denaro. Ebbene, io non baratto i sentimenti con il denaro, io non faccio tacere la mia coscienza, e così dovrebbe essere per tutti quei Consiglieri che le coscienze le hanno; non la faccio tacere neanche di fronte agli ipotetici 500 milioni, perché i sentimenti e la coscienza per me valgono più dei milioni e dei miliardi.
Si è parlato della delibera del 1971 che il Consiglio ha approvato all'unanimità; ebbene, noi abbiamo detto in altra circostanza - e lo diciamo anche adesso - che se noi sbagliamo sappiamo anche riconoscere quando sbagliamo; l'abbiamo detto in occasione dell'Alpila, sappiamo farci l'autocritica. Il male è la presunzione di non sbagliare mai. Noi non rimangiamo niente della nostra delibera del 1971, tutt'al più la possiamo modificare, ammettendo sempre che si spari, ma anziché sparare ad un povero essere vivente già torturato prima spariamo ad un inerte piattello.
Ora si parla dei 400 milioni, che buttiamo i soldi in Dora, ma quando abbiamo parlato dell'Alpila da quei Consiglieri io non ho sentito queste affermazioni, non si parlava di 400 milioni! Io vi ho dimostrato che erano più di cinque miliardi e mezzo con le cifre, ma nessuno ha detto: "ah, il denaro pubblico"! Nessuno lo ha detto, dai nostri banchi sì, ma dagli altri banchi allora non si è parlato del denaro che si butta in Dora, perché quel denaro andava nelle tasche dei miliardari, della FIAT! Allora, quando si parlava della "piscina d'oro" di Pré St. Didier, quei Consiglieri non hanno avuto questa sensibilità; ce l'hanno oggi, ma è una questione di principio.
Ho sott'occhi una delibera che parla di un milione e mezzo per il Jazz Club. Ora sto constatando che la nuova Giunta ricalca in questo campo negativamente quanto abbiamo condannato nell'altra Giunta e qui, in Consiglio. Si dirà che un milione e mezzo è una balla, è un'inezia, è vero, ma è una questione di principio... e questi non sono soldi buttati in Dora? Perché, ripeto, il terreno è solo sbancato, l'hanno detto i compagni Consiglieri che mi hanno preceduto: si tratta solo di saper spostare, di modificare per esempio le attrezzature per fare il tiro al piattello. Quindi nessuno spreco, nessun soldo in Dora.
Oggi non è il caso, ma avremo occasione e ve li tirerò fuori i miliardi che si stanno buttando in Dora. Non voglio provocare le ire del Presidente, perché sarei troppo lungo, ma avremo occasione di ritornarci. In quanto Comunista non polemizzo neanche con Mappelli sul Parco, allorquando si è trattato di difendere i diritti delle popolazioni, anche se noi sosteniamo la necessità e l'utilità del Parco...
Caveri (U.V.) - Evitiamo questa divagazione...
... ho finito, non la faccio questa disgressione.
Vengo ad un altro punto che non posso mettere sullo stesso piano: l'uomo e l'animale. Milanesio, parlando di personalità, ha detto: "più conosco gli uomini e più stimo gli animali". Io condivido questo parere, ma precisiamo quali uomini? Non tutti gli uomini, solo quelli che appartengono alla categoria ristretta dei parassiti e degli speculatori. In questo caso ha ragione quando afferma che stima più gli animali che gli uomini, ma mi riferisco a "quella" categoria di uomini.
E circa la chiusura della caccia, sempre di Milanesio, io sono d'accordo con lui. Vogliamo chiudere la caccia? Ma quale caccia? La caccia al denaro? La caccia ai miliardi? La caccia alle poltrone? La caccia al potere? Milanesio siamo d'accordo di chiudere questa caccia? Io sono d'accordo!
Vedete, se vogliamo fare dei discorsi esclusivamente economici li possiamo fare. Io ve ne suggerisco uno, perché voi vedete solamente il denaro, i milioni e i miliardi del Casinò - Monami vi ha dimostrato che sono balle quelle che voi affermate - vi do un suggerimento: al posto del tiro al piccione costruitevi una villetta con dei separés e con le tendine rosa, vi mettete dentro delle belle e prosperose figliole, magari importate dalla Martinica, vi renderanno molto di più del tiro al piccione, e dato che qui...
Caveri (U.V.) - Consigliere Manganoni, c'è la legge Merlin!
... comunque, dato che qui si ragiona solo in termini economici di miliardi e di milioni... ebbene, volete i miliardi e i milioni? Aprite questa casetta ed allora scompariranno gli interessi del tiro a volo! Di fronte a quella villetta - che io vi propongo e vi suggerisco - gli introiti del tiro al piccione saranno delle inezie... fatelo! Volete i quattrini, volete i miliardi? Fate, ve le suggerisco io le iniziative!
Ora, Pedrini ha detto: "non mi lascio ricattare", dopo che ho preannunciato l'azione che faranno le dieci Associazioni. Ebbene, Pedrini, ha un modo molto strano di interpretare la Democrazia in Italia, perché queste Associazioni si avvarranno delle leggi della Repubblica Italiana! Se avvalersi delle leggi della Repubblica Italiana vuol dire ricattare, questo è un sistema di concepire la Democrazia che io non condivido, chiaro? Può essere la Democrazia di Pedrini, d'accordo, ma non è la nostra! Non mi stupiscono le affermazioni di Pedrini, perché è il rappresentante e l'esponente di quella categoria di sfruttatori, di speculatori che si sollazzano, che spendono i miliardi... sarebbe bene andare a vedere come li hanno accumulati quei miliardi, no? Si sollazzano torturando e sparando sulle povere bestiole. Fra coloro che impugnavano la carabina al tiro al piccione - io ho assistito e mi ha indignato - non ho visto le mani callose degli operai.
Vengo alla fine, Presidente. Mi ha stupito la convergenza di idee fra Milanesio e Pedrini: o Pedrini è diventato Socialista o Milanesio è diventato Liberale, questa è la mia conclusione; posso sbagliare, ma comunque questa è la conclusione che io ne ho tratto.
Presidente, accettiamo la sua raccomandazione. Abbiamo stanziato i denari per il tiro al piccione e abbiamo speso 400 milioni solo per lo sbancamento; Monami ha parlato delle voliere, delle attrezzature per il tiro al piccione... allora cambiamone la destinazione e non avremo buttato via neanche una lira, non 400 milioni, perché i 400 milioni sono solo per lo sbancamento del terreno.
Secondo, e qui voglio ancora attirare la vostra attenzione...
Caveri (U.V.) - Spero che non ci sia un terzo!
... no, solo un secondo punto, il terzo è la conclusione.
Secondo: sia chiaro, io non credo ai profeti, ma vi ho preannunciato l'azione che svolgeremo, non dico "che svolgeranno" ma "che svolgeremo", sappiatelo. L'esempio del Piemonte dovrebbe insegnarvi qualcosa, allora sì che butteremmo dei denari nella Dora pagando queste attrezzature per poi doverle togliere e sostituire; prevediamolo, allora, facciamo gli Amministratori previdenti e seri!
Per accogliere le richieste, concludo proponendo una modifica alla mozione che dovrebbe suonare così: "di impegnare la Giunta a predisporre le opportune disposizioni affinché fra le destinazioni del Campo di tiro a volo in costruzione a St. Vincent sia esclusa assolutamente quella del tiro al piccione", cioè fate il tiro a volo, il tiro al piattello, il tiro a... non so, io non tiro, non sparo con la doppietta... Fate tutto quello che volete, però noi vi chiediamo questo: no al tiro al piccione. Questa è la modifica alla mozione che abbiamo concordato e che consegno al Presidente.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Viglino Maria Ida.
Viglino M. Ida (R.V.) - Ho chiesto la parola e intendo che il Consiglio mi ascolti.
Prima di tutto io mi sono offesa, e penso con me tutte le donne che sono in questo Consiglio, Consigliere Manganoni. Che l'esempio sia sempre quello è una vergogna, perché noi qui dovremmo provare che siamo persone serie e non metterci a sorridere come ho visto fare appena si ricalcano i passi del più volgare modo di agire. D'altra parte, se volete il mio pensiero, lo posso anche dire: quelle persone a cui alludete dovrebbero essere rispettate, perché vi fanno molto comodo! È una vergogna quello che ho sentito dire in questo Consiglio a quel proposito... ma adesso veniamo alla parte che ci interessa.
Io voglio parlare proprio perché sono una persona che si rifiuta di accettare il tiro al piccione. Siccome non ho l'abitudine di nascondere quello che penso e ho sentito dire che la votazione potrebbe essere segreta, voglio che sia chiara la mia posizione, che è una posizione coerente. Già in questo Consiglio avevo parlato a favore del canile regionale, del fatto che lo stiamo portando avanti per poter dare un segno di civiltà verso questi animali. Approfitto per dire poi che sarebbe ora di prendere una decisione sulla caccia, perché la Regione Valle d'Aosta dovrebbe essere dichiarata "zona protetta", se vogliamo ancora vedere qualche cosa della fauna nella nostra Regione.
E ripeto: se un'altra volta sento fare degli esempi come quelli che ho sentito in questo Consiglio io esco e non partecipo più.
Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Non mi sembra di meritare certi tipi di allusione, perché credo profondamente che l'uomo sia funzionale alla natura e la natura all'uomo, per cui da questa posizione discendono certi capisaldi, certi principi che riguardano la tutela del paesaggio, il comportamento dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda. Non è affatto polemica e non riguardava certamente il Partito Comunista il fatto di dire che il cambiamento di rotta ad un certo momento può essere amministrativamente un modo stupido di condurre le cose, perché abbiamo perso coerentemente l'occasione nel 1971 di privare il Casinò di un mezzo di attrazione, quando non erano stati impegnati dei fondi per un certo tipo di opera, fondi che sono stati impegnati e in parte spesi. Avremmo potuto giocare sulla condizione di oligopolio in cui agisce il Casinò di St. Vincent per avere comunque delle entrate, ma questa occasione l'abbiamo persa, siamo andati avanti lungo una certa strada. Adesso non sto a ripetere i vari ragionamenti perché mi sembra perfettamente inutile, siamo tutti abbastanza grandi per capirci parlando una sola volta.
Ammettendo che la mozione venga approvata, chiederei perlomeno che venga dato mandato alla Giunta regionale di stabilire se è ancora congruo procedere in quei dati tipi di lavori, perché bisogna sapere che le spese previste ammontano a circa un miliardo e bisogna anche sapere se quel miliardo deve essere speso in quella maniera o se è un miliardo investito in maniera fruttifera.
Chiedo scusa alla Signorina Viglino se si è arrabbiata prima, ma parlo per l'Avvocato Chanu che parlava di "persone libidinose". Se vi sono persone libidinose disposte a spendere 20.000 lire per vedere uno striptease e, all'ultimo momento, vengono informate che almeno quattro dei sette biblici veli di Salomè saranno mantenuti, può anche darsi che non le spendano, e allora noi ci intestardiamo a fare opere per un miliardo perché improvvisamente al 14 febbraio del 1975 l'Amministrazione inverte una rotta che aveva seguito fino al 20 dicembre del 1974.
Ripeto: sono profondamente contrario al tiro al piccione. È stato l'unico Consigliere che ha votato contro quando si doveva votare contro, quando le decisioni potevano essere prese in maniera responsabile, non quando si fanno i buffoni, e questo vale per la vostra Giunta...
(voce): calma, calma...
... calma, sì... no, non vale per voi, l'ho detto prima. Lo ripeto per la sedicesima volta a Manganoni: abbiamo mantenuto gli impegni della Giunta precedente.
Chincheré ha ragione quando dice che si può cambiare rotta, si può quando ci si trova di fronte ad una decisione intollerabile, anzi, direi che si deve. Ho cercato di spiegare i motivi per i quali, in questo momento, senza nessun sdoppiamento di personalità e tenendo presenti certi obiettivi che dobbiamo comunque raggiungere, dal mio punto di vista non è opportuno, checché ne dica Pollicini, perché secondo me i 400 milioni non sarebbero più funzionali all'opera, non è opportuno in questo momento cambiare così la rotta; può anche darsi che sia una valutazione sbagliata e che sia io in questo momento a commettere un errore.
Credo soltanto in una cosa: che una Regione che si rispetti pianifica perlomeno sull'arco di cinque anni e dal 23 ottobre del 1971 ad oggi non sono passati cinque anni.
Monami (P.C.I.) - Non può pianificare improvvisando come da 30 anni improvvisa la Regione Valle d'Aosta, Presidente!
Caveri (U.V.) - Permettete al Presidente del Consiglio di fare una breve considerazione.
Si è fatto dello spirito ripetutamente questa mattina, ma io devo confessare con la più profonda tristezza che, oggi come ieri, ho assistito a questo spettacolo, non dico di un Consiglio, perché non voglio offendere il Consiglio, ma di una parte del Consiglio che si direbbe abbia soltanto la preoccupazione di distruggere in questi giorni tutto quello che è stato fatto proprio dalla Giunta precedente su certe materie, non preoccupandosi minimamente delle gravi conseguenze finanziarie che dovrà subire l'Amministrazione regionale in seguito a queste prese di posizione.
Prima di tutto, prima di voler fare una polemica settaria, io dico che una tale presa di posizione è tanto più strana da parte di coloro che hanno votato per certi provvedimenti e che oggi, con la più grande disinvoltura, si rimangiano quello che hanno deliberato per anni. Di fronte a cose di questo genere io dico: prima di essere settari, polemici o ideologi, ricordiamoci per favore di essere degli Amministratori! Agli Amministratori non è consentito il fatto di non avere senso di responsabilità e di buttare all'aria le somme considerevoli che sono state spiegate dal Presidente della Giunta e da altri Consiglieri regionali intervenuti in questo dibattito.
Io rivolgo un accorato appello ai Consiglieri, senza alcuno scopo, senza fare polemiche di Partito o di Movimento: veramente, in questi giorni, in questo Consiglio, sta succedendo qualche cosa di profondamente aberrante!
Ora prepariamoci alla votazione. È stato presentato dal Consigliere Manganoni un emendamento che suona in questo modo: "predisporre le opportune disposizioni affinché fra le destinazioni del Campo di tiro a volo in costruzione a St. Vincent sia esclusa assolutamente quella del tiro al piccione". Osservo che non si può dire "predisporre le opportune disposizioni affinché...", quindi io chiedo semmai al presentatore di questo emendamento di modificarlo in tal senso: "predisporre gli opportuni provvedimenti affinché...", eccetera. La mia richiesta è accolta? Va bene. Allora ci troviamo di fronte ad una richiesta di votazione a scrutinio segreto che deve essere accolta, poiché sono cinque i Consiglieri che appoggiano questa richiesta.
Mettiamo quindi in votazione a scrutinio segreto la mozione presentata dai Consiglieri di cui ormai conosciamo i nomi, con l'intesa che questa mozione è modificata da questo emendamento che mi sono permesso di modificare a mia volta.
Il Consigliere Dolchi ha chiesto la parola.
Dolchi (P.C.I.) - Il Presidente della Giunta, direi molto opportunamente perché il discorso non diventi poi interrotto, aveva avanzato una proposta che potrebbe anche, se volesse formalizzarla, trovare posto per un'eventuale valutazione, nel caso la mozione fosse approvata, sull'opportunità o meno di proseguire l'opera solo con le finalità indicate nella mozione.
Andrione (U.V.) - Sì, mi basta che la maggioranza del Consiglio sia d'accordo su questo esame, anche detto così, a voce, e riferirò sugli studi tecnici in materia.
Milanesio (P.S.I.) - Per dichiarazione di voto.
Preso atto delle dichiarazioni del Presidente della Giunta, io ritengo che se l'esito della votazione sarà di accogliere questa mozione, sarà evidentemente non solo utile ma necessario un ripensamento sull'intera esecuzione dell'opera prevista. Insisto e sottolineo: il Campo di tiro a volo aveva quale scopo preminente, nelle intenzioni del Consiglio regionale che lo ha approvato a suo tempo, quello del tiro al piccione e del tiro al piattello.
Per quanto ci riguarda, il Gruppo Socialista voterà contro la mozione presentata, anche con l'emendamento illustrato recentemente da Manganoni, e si riserverà di prendere le opportune iniziative per verificare la validità della sussistenza o meno di un'opera di questo tipo, se la mozione verrà accolta.
Voglio dire due brevissime parole, perché molto sovente gli interventi che si fanno vengono fraintesi. Intanto il Consiglio regionale non ha regalato nessun miliardo all'Alpila nella precedente discussione. Il voler fare questi collegamenti è un artificio retorico, mi si consenta, retorico nel senso negativo del termine, non nel senso costruttivo o per fare degli esempi o dei paragoni. E poi, caro Consigliere Manganoni, i toni drammatici e la tragedia greca su questi argomenti dovrebbero se non altro mantenersi su un certo livello, non scendere a battute o a considerazioni da osteria che, tutto sommato, sono estranee credo alla dignità di questo Consiglio regionale; questo tanto per non fare polemica.
Chiudo questo brevissimo intervento e ribadisco il voto contrario del Partito Socialista.
Caveri (U.V.) - Altre dichiarazioni di voto? Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Per dichiarazione di voto.
Vista la modifica presentata dai Consiglieri Comunisti che ricalca il concetto espresso dal nostro Gruppo in precedenza, e cioè che effettivamente non esistono o non dovrebbero esistere gravi difficoltà o gravi pericoli di pregiudizio da un indirizzo modificato leggermente, perché effettivamente non si tratta di uno stravolgimento sostanziale, checché si dica da altre parti per quello che riguarda la destinazione e il funzionamento dell'opera, annuncio voto favorevole alla mozione così modificata.
Chiedo soltanto scusa ai Consiglieri se alcuni miei termini sono forse stati fraintesi quando parlavo di "libido", evidentemente non li intendevo nel senso che poi sono stati colti e sfruttati. La libido a cui accennava il Consigliere Chanu è soltanto il termine psicanalitico di volontà di vivere e quindi, se forse involontariamente queste mie parole hanno potuto portare su campi che effettivamente non dovevano entrare in questa discussione, i discorsi sono certamente andati al di là delle mie intenzioni; ne farò tesoro per l'avvenire, eviterò termini troppo capziosi che possono poi venire fraintesi. Non mi rivolgevo con questo alla giusta reazione della Signorina Viglino.
Caveri (U.V.) - È una dichiarazione di voto?
Viglino M. Ida (R.V.) - In questo momento è per fatto personale.
Caveri (U.V.) - Per fatto personale... ma è un po' stiracchiato questo fatto personale...
Viglino M. Ida (R.V.) - Io credo di essere una Consigliera che non ha mai abusato del tempo del Consiglio e se qualche volta chiedo la parola lo faccio sempre per discorsi o interventi molto brevi, quindi rifiuto l'interpretazione del Presidente del Consiglio in questo momento e parlo per fatto personale.
Io non avevo neanche colto le parole pronunciate dal Consigliere Avvocato Chanu. Quello che ha potuto offendere non soltanto la mia persona - perché io sono una persona di una certa età e quindi, evidentemente, di una certa esperienza di vita - è l'insistenza che il Consigliere Manganoni ha messo per citare determinati esempi. Il Consigliere Chanu non ha affatto bisogno di scusarsi, perché conosco anche il valore scientifico di certe parole.
Caveri (U.V.) - Altre dichiarazioni di voto? Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Come ho già detto nel mio intervento precedente io voterò contro questa mozione.
Volevo soltanto richiamare l'attenzione del Presidente della Giunta, perché se cominciamo a fare il discorso che è giusto fare, cioè quello di un eventuale ridimensionamento - e io mi auguro che lo sia - allora dobbiamo aprire tutto un altro discorso, e ritorno a parlare della piscina di Pré St. Didier, del Geriatrico, di tutti gli altri problemi che evidentemente vengono sul tappeto (questo tanto per giocare sempre a bocce ferme).
Caveri (U.V.) - Questa non è stata però una dichiarazione di voto!
Allora procediamo con la votazione? Mi sembra superfluo dire ai Consiglieri che chi è favorevole alla mozione - Manganoni, tanto per fare un nome, diciamo Manganoni ed altri - cioè è favorevole alla soppressione del tiro al piccione, vota con la pallina bianca, questo è ovvio; chi è invece contrario alla mozione ed è favorevole al mantenimento del tiro al piccione, vota con la pallina nera.
Vi ricordo che dopo la votazione di questa mozione dovremo trattenerci in sala per una votazione a scrutinio segreto sulla continuazione del servizio di una dipendente regionale, quindi vi prego di non allontanarvi dalla sala dopo questa votazione ...(voci)... è tardi per fare questa polemica!
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 31
Maggioranza: 16
Favorevoli: 15
Contrari: 17
Astenuti: 1 (Manganoni), per errore.
Il Consiglio non approva la soprariportata mozione.
