Oggetto del Consiglio n. 578 del 7 giugno 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 578/IX - APPROVAZIONE DI RISOLUZIONE A SOSTEGNO DEL PIENO RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO SOGGETTIVO ALL'OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO MILITARE.
PRESIDENTE:Do lettura della risoluzione in oggetto, iscritta al punto 22 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
RISOLUZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
VISTA
la risoluzione del Parlamento europeo del 7 febbraio 1983, la quale invita i Governi ed i Parlamenti degli Stati membri della Comunità ad introdurre nelle proprie legislazioni norme di disciplina dell'obiezione di coscienza al servizio militare che prevedano:
- "il diritto di rifiutarsi di compiere il servizio militare armato";
- l'eliminazione di qualsiasi commissione giudicante le domande di obiezione;
- la pari durata del servizio civile rispetto al parallelo servizio armato;
- "procedure tali da non comportare attese e complicazioni amministrative supplementari" per l'ammissione al servizio civile;
VISTA
la risoluzione della Commissione per i diritti umani dell'O.N.U. del 1° marzo 1987, la quale fa appello agli Stati membri affinché l'obiezione di coscienza al servizio militare sia considerata "un legittimo esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici";
VISTE
le sentenze della Corte costituzionale n. 164 del 1985 e n. 113 del 1986, le quali, riconoscendo piena legittimità e dignità all'obiezione di coscienza al servizio militare e al servizio civile hanno affermato che il "sacro dovere" del cittadino di difendere la patria, sancito dall'articolo 52 della Carta costituzionale, è perfettamente "suscettibile di adempimento attraverso la prestazione di adeguati comportamenti di impegno sociale non armato, e che il servizio civile in quanto limite all'adempimento dell'obbligo del servizio militare, non può non tradursi in un'alternativa di natura profondamente "diversa";
PRESO ATTO
che la legge 15 dicembre 1972, n. 772 che attualmente disciplina l'obiezione di coscienza e il servizio civile nel nostro Paese, pur introducendo un importante istituto nella legislazione italiana, non soddisfa che in parte agli autorevoli pronunciamenti su richiamati e che anzi risulta inadeguata a gestire una realtà ormai evolutasi nella società italiana;
VALUTATO
peraltro come estremamente importante il fatto di permettere a tutti i cittadini di scegliere il modo più opportuno di assolvere ai doveri costituzionali, quando questi si pongano in forte contrasto con le proprie profonde motivazioni di coscienza;
VALUTATO INOLTRE
in maniera positiva l'apporto che i cittadini obiettori hanno dato non solo a rinsaldare i valori di solidarietà e cooperazione che il loro servizio civile esprime, ma anche a sviluppare e dare concreto sbocco nel tessuto sociale alla più generale aspirazione di pace della Nazione;
VISTO
l'appello nazionale promosso dalla Lega degli obiettori di coscienza, in cui viene richiesta una sollecita ed efficace riforma della legge 15 dicembre 1972, n. 772;
CONSIDERATE
le sette proposte di legge di riforma della legge 15 dicembre 1972, n. 772 attualmente depositate nei due rami del Parlamento, le quali, pur presentate da Gruppi parlamentari diversi, concordano in massima parte con le richieste degli enti ed associazioni sopra richiamate e permetterebbero finalmente di allineare la legislazione del nostro Paese con le autorevoli prese di posizione del Parlamento europeo, dell'O.N.U. e della Corte costituzionale;
ESPRIME
solidarietà e appoggio alle iniziative in atto nel Paese a sostegno del pieno riconoscimento del diritto soggettivo all'obiezione di coscienza;
AUSPICA
che l'accordo tra le forze politiche, così come emerge dalle proposte di legge presentate in Parlamento, possa svilupparsi ulteriormente e condurre alla stesura di un testo unificato che soddisfi i criteri enunciati dal Parlamento europeo e dall'O.N.U.;
SOLLECITA
le forze politiche presenti in Parlamento ad approvare in tempi brevi una nuova legge sulla Obiezione di Coscienza che sancisca inequivocabilmente:
1) L'OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO MILITARE COME DIRITTO SOGGETTIVO PIENO;
2) L'ELIMINAZIONE DI QUALSIASI COMMISSIONE GIUDICANTE LE DOMANDE DI OBIEZIONE:
3) LA PARI DURATA E LA ALTERNATIVITA' DI SERVIZIO CIVILE E SERVIZIO MILITARE;
4) LA SMILITARIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO CIVILE.
INVITA
IL MINISTERO DELLA DIFESA A:
1) Ottemperare alla prescrizione legislativa quanto ai tempi di riconoscimento ed assegnazione dell'Obiettore di Coscienza;
2) Rispettare, nelle assegnazioni, le richieste avanzate dagli Obiettori e dagli Enti di Servizio Civile;
3) Informare pienamente e correttamente sulla facoltà offerta ai cittadini dalla legge 772/72 di prestare Servizio Civile alternativo al Servizio Militare;
4) Non modificare unilateralmente i contenuti della "Convenzione Tipo" e rivedere le circolari su vitto, alloggio e vestiario emanate nel 1988;
5) Stabilire una sede di consultazione con gli Enti convenzionati e con gli Obiettori di Coscienza.
IMPEGNA
Il Presidente della Giunta regionale ad inoltrare questa risoluzione ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Commissione Difesa della Camera, ai Gruppi parlamentari, ai Parlamentari eletti nella Regione Valle d'Aosta, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei Consigli e delle Giunte delle altre Regioni.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Le problème mériterait une discussion plus attentive, mais je crois que, d'après le débat sollicité un peu partout à propos de l'engagement pour une société qui puisse travailler dans la paix, aller, avec ce document, contre n'importe qui, est un souhait. En effet il dit:
"... Sollecita le forze politiche presenti in Parlamento ad approvare in tempi brevi una nuova legge sulla obiezione di coscienza che sancisca inequivocabilmente:
1) l'obiezione di coscienza al servizio militare come diritto soggettivo pieno (afin qu'il n'y ait plus de doute sur la possibilité de trouver des alternatives au service militaire même);
2) l'eliminazione di qualsiasi commissione giudicante le domande di obiezione;
3) la pari durata e la alternatività di servizio civile e servizio militare ( je crois qu'il est qualifiant de pouvoir jouir de la disponibilité du personnel ou des services sociaux ou quand même des services pour la collectivité);
4) la smilitarizzazione della gestione del servizio civile ( selon moi, celui-ci est un point très important).
Pour le reste, je pense que tout le monde est à même d'apprécier le sens de cette intervention et je ne veux pas faire de la démagogie sur un point si délicat.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Esprimo una brevissima perplessità. La legge attuale prevede la presenza di una specifica commissione che giudica le domande degli obiettori di coscienza, sulla base di vari criteri egualmente importanti, mentre, secondo me, è di centrale importanza il criterio della comprensione del fatto che la persona che chiede di accedere al servizio civile possa dimostrare effettivamente di essere non violento o di essere davvero una persona che, o per fede religiosa, come ad esempio un testimone di Geova, o per un passato di militanza e di impegno, vede la sua coscienza trovarsi in contraddizione rispetto all'uso delle armi per difesa e per addestramento.
Chiedere di eliminare questo minimo criterio di verifica (sarebbe effettivamente proprio minimo) significherebbe aprire una strada veramente pericolosa, perché qualunque cittadino potrebbe dire: "Io non voglio fare la naja - io per primo, tant'è che ricordo i miei quindici mesi di militare francamente senza amore - ma voglio avere la possibilità di fare, per quello stesso periodo di tempo (perché è giusto e logico), in enti in cui...", e noi potremmo trovarci con i ranghi militari ridotti, con un grande rischio per la democraticità dell'esercito, perché a quel punto soltanto il fanatico della divisa o delle armi presterebbe il servizio militare e, quand'anche non corressimo il rischio della Cina, sicuramente potremmo correre il rischio di avere un corpo molto più separato, rispetto a quell'esercito di popolo che i padri costituzionali vollero prefigurare.
Sono d'accordo, quindi, sui punti 1), 3) e 4):
- l'obiezione di coscienza come diritto è una battaglia vecchissima, fin da quando la gente rischiava di andare in galera;
- è giusto che il servizio militare ed il servizio civile abbiano la stessa durata; sarebbe giusto, ad esempio, che i militari non facessero due mesi in più di servizio militare;
- è giusta la smilitarizzazione ed io aggiungerei la regionalizzazione della gestione del servizio civile, proprio perché il rapporto tra l'obiettore e la sua terra e la sua regione è importante.
Sottopongo, però, come osservazione all'intelligenza dei presenti la grande pericolosità implicita nell'abolizione di qualsivoglia commissione giudicante le domande di obiezione, quasi che fosse un optional scegliere tra il servizio civile e quello militare. Senza voler fare della demagogia, ma per richiamare la realtà ed un dato importante, ricordo che gli obiettori di coscienza della Provincia autonoma di Bolzano (Bozen) hanno la possibilità di accedere al servizio civile in alcuni enti austriaci. Ora, proprio nell'ottica del quarto punto, che io leggerei "Smilitarizzazione e regionalizzazione della gestione del servizio civile", e di un discorso europeo di federalismo, io mi domando se non sia possibile chiedere di trovare il modo (ecco perché io insisto per la regionalizzazione) che gli obiettori valdostani abbiano anche la possibilità di accedere a servizi di obiezione in organismi sovranazionali, in organismi cioè che in qualche maniera interessano la Savoia e magari anche alcune altre Regioni.
So che questo è già stato realizzato per gli obiettori di coscienza del Sud Tirolo; naturalmente non è in questa sede e neppure in questa mozione che si può esaminare una cosa del genere, però rifletto e mi chiedo se non valga la pena, per noi, di insistere meglio e di più su questo aspetto.
Nel merito della mozione mi sentirei di chiedere soltanto l'eliminazione di quel punto 2), così perentorio, in cui si chiede di abolire qualsiasi commissione incaricata di giudicare le domande di obiezione. Torno a ripetere che l'assenza di questa commissione è pericolosa, perché, non esistendo più nessun criterio, la scelta tra servizio militare e servizio civile viene rimessa alla discrezionalità della persona e noi correremmo veramente il rischio di indebolire l'essenza democratica delle forze armate. Se, per assurdo, tutti i pacifisti vanno a fare il servizio civile, il servizio militare viene fatto soltanto da coloro che non necessariamente sentono di farlo in quello spirito, richiamato peraltro nella mozione, per cui le forze armate sono chiamate a presidio ed a tutela della legalità repubblicana e democratica.
PRESIDENTE:Allora, Consigliere Gremmo, lei chiede formalmente la soppressione del punto 2) dell'undicesimo comma...
GREMMO (UAP):Sì, e chiedo anche che il punto 4) sia così modificato:
4) La smilitarizzazione e regionalizzazione della gestione del servizio civile, perché questa dizione va, non solo nello spirito autonomistico, ma anche in quello del rapporto tra gli obiettori ed il territorio.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Je crois que pour les observations faites sur les quatre points à la base de cette motion, on pourrait modifier le point 2 en disant:
L'adeguamento dei criteri base della commissione giudicante le domande di obiezione alle realtà locali.
S'il est possible, il serait mieux d'ajouter aussi le mot regionalizzazione au point 4. Donc je donnerais la..
PRESIDENTE:Allora, come proposto dal Presidente della Giunta, il punto 2) dopo il SOLLECITA viene così modificato:
2) L'adeguamento dei criteri base della Commissione giudicante le domande di obiezione alle realtà locali.
E' d'accordo, Consigliere Gremmo?
GREMMO (UAP):Sono d'accordo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Io credo, invece, che sarebbe preferibile mantenere la dizione originaria, perché non capisco bene che cosa significhi adeguare i criteri di accoglimento della domanda, di uno che vuole fare il servizio civile, in base alle realtà locali, cioè....
(...Interruzione del Consigliere Gremmo...)
... Ma la commissione giudicante ha il compito di stabilire se chi ha chiesto di fare il servizio civile ha i requisiti ed è realmente motivato. Non si tratta, quindi, della collocazione, che è un altro problema.
Ora, il fatto di avere i requisiti, evidentemente, non dipende da fattori locali o nazionali, ma dipende dal fatto se uno si professa non violento o meno. Oltretutto, io credo che l'eliminazione di questa commissione sia un punto qualificante delle richieste delle associazioni e dei movimenti non violenti, perché in realtà la commissione giudica su degli elementi molto soggettivi e discrezionali. Infatti, come si può dire ad un giovane che chiede di fare un servizio civile: "Tu sei un non violento d.o.c., oppure sei così e così...?". Tutto è molto soggettivo ed il lavoro di questa commissione si è prestato anche a delle interpretazioni e a delle decisioni molto arbitrarie. E' per questo che, a livello nazionale, le associazioni ed i movimenti non violenti hanno chiesto espressamente l'abolizione delle funzioni di questa commissione.
Del resto, non è con questa commissione che si risolvono i problemi, citati prima dal Consigliere Gremmo, di filtrare e di diminuire la partecipazione al servizio civile, perché, evidentemente, se ci fossero centinaia di migliaia di domande, a quel punto non varrebbe più alcuna commissione. In realtà, questa commissione si è rivelata... Come?...
(...Interruzione del Consigliere Gremmo...)
... Il problema è di organizzare il servizio civile affinché sia effettivamente utile per la comunità, così ci potrà essere chi sceglierà di fare il servizio militare armato e chi sceglierà di fare il servizio civile. A me pare, però, che non sia assolutamente giustificabile che sia una commissione a dire: "Tu hai i titoli per essere dichiarato non violento... Tu non hai i titoli...".
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Osservo brevemente che, se al punto 1) si dice che l'obiezione di coscienza è un "diritto soggettivo pieno", ciò sta a significare che l'arbitro di questo diritto "soggettivo" è chi fa la domanda. Ciò presuppone che non ci sia una commissione, altrimenti non si tratterebbe più di un "diritto pieno e soggettivo", ma di una richiesta condizionata all'esame di una commissione.
Mi sembra, quindi, che la sua proposta di modifica risponda con esigenze che sono sul piano del merito a questioni che invece sono di principio.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):A questo punto faccio una dichiarazione di voto sull'emendamento, perché, così com'è formulato, è anche in contraddizione con quanto ha deliberato il Parlamento europeo nella seduta del 7 febbraio 1983 e che citiamo in premessa, dove si dice che una delle indicazioni che il Parlamento europeo fornisce agli Stati nazionali è quella di eliminare "qualsiasi commissione giudicante le domande di obiezione".
Ora, io non ho potuto leggere il testo dell'emendamento sostitutivo, ma se si prevede che comunque sia eliminata la commissione giudicante, allora noi siamo d'accordo; se, invece, in modo surrettizio, non viene più richiesto quanto è stato bene illustrato prima dai colleghi che mi hanno preceduto, allora noi non siamo d'accordo sull'emendamento.
PRESIDENTE:Ricordo che il testo dell'emendamento del punto 2) è il seguente:
2) L'adeguamento dei criteri base della commissione giudicante le domande di obiezione alle realtà locali.
Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Io voterò questo emendamento ed invito il Consiglio a farlo, perché, Consigliere Tonino, esso non è in contraddizione, anzi, va nella direzione auspicata dalla richiamata risoluzione del Parlamento europeo del febbraio del 1983; tuttavia, va in quella direzione cum grano salis, come si dice in latino, cioè con i piedi di piombo.
Credo che noi dovremmo avere l'intelligenza politica di chiedere delle cose che vanno nell'obiettivo ideale che prefiguriamo, ma senza compiere dei salti. L'emendamento, così com'è stato prefigurato, va politicamente nella direzione che lei richiamava, ma attraverso una mediazione, che è quella di cominciare a dire (e qui rispondo anche al Consigliere Riccarand): "Certamente noi non vogliamo che si entri nel merito della coscienza e quindi delle scelte ideali, ma vogliamo che comunque ci sia un minimo di vaglio (ecco perché il richiamo alla realtà locale), che sposti un attimo dalla vacuità e discrezionalità (ed in questo ha ragione chi ha parlato prima ed ha detto che esistevano delle discrezionalità che potevano anche essere discriminatorie), per cominciare a prefigurare dei criteri e delle modalità di valutazione che si rapportino sempre di più al punto 4), che più ci interessa, cioè alla completa smilitarizzazione ed alla regionalizzazione del servizio, perché, soltanto in un rapporto organico tra il cittadino chiamato a questo obbligo e l'obbligo più generale di essere inserito nella realtà locale che lo ha prodotto ed in cui vuol vivere, noi troviamo la possibilità di superare la naja, cioè di superare quei 10 o 12 mesi perduti, così come vengono visti nella coscienza di tanti".
Ecco, quindi, perché non vedo questa contraddizione ed ecco perché io sostengo che quell'emendamento va bene, proprio perché prefigura ciò che lei, Consigliere Tonino, richiamava; ma, ripeto, lo prefigura attraverso una scala, per la quale non si ottiene tutto dall'oggi al domani, creando quindi dei vuoti che potrebbero essere pericolosi, perché, non esistendo più niente, non ci sarebbe più alcun punto di riferimento. Adesso esiste una commissione; si tratta di farla lavorare meglio, con criteri che vadano nella direzione indicata, evitando dei vuoti: lei sa che nel vuoto le discrezionalità e, temo, anche gli arbitri sono più facili da realizzare.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Deux mots seulement: le sens de cette modification n'est pas en contraste avec le point 1), car chacun a le droit de faire cette requête pour un service alternatif. Le problème est de relier les aspects locaux, étant donné que la tendance est de faire faire aux jeunes le service militaire dans la Région de compétence. Alors, si le service militaire est prévu dans la Région d'origine, la même chose pourrait être prévue aussi pour le service civile; et donc c'est dans ce sens que je proposais une plus grande attention aux problèmes locaux.
En connaissant la situation locale - et cela rentre dans la direction indiquée par les mots "smilitarizzazione e regionalizzazione della gestione del servizio civile - on ne pourrait mieux évaluer les exigences et trouver des critères fonctionnels, non pas à juger la possibilité du sujet à se proposer pour des services alternatives, mais plutôt à juger les exigences de la zone et à évaluer si le sujet peut être utile à son intérieur.
C'est pour cela qu'on a proposé cette modification, même si on savait que les temps de réaction seront assez longs.
PRESIDENTE:Do lettura dell'emendamento sostitutivo del punto 2), proposto dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Il punto 2), dopo il "Sollecita" è così sostituito:
"2) L'adeguamento dei criteri base della Commissione giudicante le domande di obiezione alle realtà locali " .
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 25
Votanti: 25
Favorevoli: 19
Contrari: 6
Il Consiglio approva
PRESIDENTE:Do lettura dell'emendamento al punto 4), proposto dal Consigliere Gremmo.
EMENDAMENTO
Il punto 4) dopo il "Sollecita" è così modificato:
"4) La smilitarizzazione e regionalizzazione della gestione del servizio civile".
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura del testo della risoluzione, comprensivo degli emendamenti testé approvati.
RISOLUZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
VISTA
la risoluzione del Parlamento europeo del 7 febbraio 1983, la quale invita i Governi ed i Parlamenti degli Stati membri della Comunità ad introdurre nelle proprie legislazioni norme di disciplina dell'obiezione di coscienza al servizio militare che prevedano:
- "il diritto di rifiutarsi di compiere il servizio militare armato";
- l'eliminazione di qualsiasi commissione giudicante le domande di obiezione;
- la pari durata del servizio civile rispetto al parallelo servizio armato
- "procedure tali da non comportare attese e complicazioni amministrative supplementari" per l'ammissione al servizio civile;
VISTA
la risoluzione della Commissione per i diritti umani dell'O.N.U. del 1° marzo 1987, la quale fa appello agli Stati membri affinché l'obiezione di coscienza al servizio militare sia considerata "un legittimo esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici";
VISTE
le sentenze della Corte costituzionale n. 164 del 1985 e n. 113 del 1986, le quali, riconoscendo piena legittimità e dignità all'obiezione di coscienza al servizio militare e al servizio civile hanno affermato che il "sacro dovere" del cittadino di difendere la patria, sancito dall'articolo 52 della Carta costituzionale, è perfettamente "suscettibile di adempimento attraverso la prestazione di adeguati comportamenti di impegno sociale non armato, e che il servizio civile in quanto limite alita" adempimento dell'obbligo del servizio militare, non può non tradursi in un'alternativa di natura profondamente "diversa";
PRESO ATTO
che la legge 15 dicembre 1972, n. 772 che attualmente disciplina l'obiezione di coscienza e il servizio civile nel nostro Paese, pur introducendo un importante istituto nella legislazione italiana, non soddisfa che in parte agli autorevoli pronunciamenti su richiamati e che anzi risulta inadeguata a gestire una realtà ormai evolutasi nella società italiana;
VALUTATO
peraltro come estremamente importante il fatto di permettere a tutti i cittadini di scegliere il modo più opportuno di assolvere ai doveri costituzionali, quando questi si pongano in forte contrasto con le proprie profonde motivazioni di coscienza;
VALUTATO INOLTRE
in maniera positiva l'apporto che i cittadini obiettori hanno dato non solo a rinsaldare i valori di solidarietà e cooperazione che il loro servizio civile esprime, ma anche a sviluppare e dare concreto sbocco nel tessuto sociale alla più generale aspirazione di pace della Nazione:
VISTO
l'appello nazionale promosso dalla Lega degli obiettori di coscienza, in cui viene richiesta una sollecita ed efficace riforma della legge 15 dicembre 1972, n. 772;
CONSIDERATE
le sette proposte di legge di riforma della legge 15 dicembre 1972, n. 772 attualmente depositate nei due rami del Parlamento, le quali, pur presentate da Gruppi parlamentari diversi, concordano in massima parte con le richieste degli enti ed associazioni sopra richiamate e permetterebbero finalmente di allineare la legislazione del nostro Paese con le autorevoli prese di posizione del Parlamento europeo, dell'O.N.U. e della Corte costituzionale;
ESPRIME
solidarietà e appoggio alle iniziative in atto nel Paese a sostegno del pieno riconoscimento del diritto soggettivo all'obiezione di coscienza;
AUSPICA
che l'accordo tra le forze politiche, così come emerge dalle proposte di legge presentate in Parlamento, possa svilupparsi ulteriormente e condurre alla stesura di un testo unificato che soddisfi i criteri enunciati dal Parlamento europeo e dall'O.N.U.;
SOLLECITA
le forze politiche presenti in Parlamento ad approvare in tempi brevi una nuova legge sulla Obiezione di Coscienza che sancisca inequivocabilmente:
1) L'OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO MILITARE COME DIRITTO SOGGETTIVO PIENO;
2) L'ADEGUAMENTO DEI CRITERI BASE DELLA COMMISSIONE GIUDICANTE LE DOMANDE DI OBIEZIONE ALLE REALTA' LOCALI;
3) LA PARI DURATA E LA ALTERNATIVITA' DI SERVIZIO CIVILE E SERVIZIO MILITARE;
4) LA SMILITARIZZAZIONE E REGIONALIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO CIVILE.
INVITA
IL MINISTERO DELLA DIFESA A:
1) Ottemperare alla prescrizione legislativa quanto ai tempi di riconoscimento ed assegnazione dell'Obiettore di Coscienza;
2) Rispettare, nelle assegnazioni, le richieste avanzate dagli Obiettori e dagli Enti di Servizio Civile;
3) Informare pienamente e correttamente sulla facoltà offerta ai cittadini dalla legge 772/72 di prestare Servizio Civile alternativo al Servizio Militare:
4) Non modificare unilateralmente i contenuti della "Convenzione Tipo" e rivedere le circolari su vitto, alloggio e vestiario emanate nel 1988;
5) Stabilire una sede di consultazione con gli Enti convenzionati e con gli Obiettori di Coscienza.
IMPEGNA
Il Presidente della Giunta regionale ad inoltrare questa risoluzione ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Commissione Difesa della Camera, ai Gruppi parlamentari, ai Parlamentari eletti nella Regione Valle d'Aosta, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei Consigli e delle Giunte delle altre Regioni.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la risoluzione emendata, testé letta.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
