Oggetto del Consiglio n. 476 del 26 aprile 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 476/IX - INIZIATIVE IN VISTA DELL'ISTITUZIONE DI UN'AREA PROTETTA NELLA ZONA UMIDA DI SAINT-MARCEL IN CONSEGUENZA DELLE NUOVE TURBATIVE A TALE ECOSISTEMA RECENTEMENTE VERIFICATOSI. (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:
INTERPELLANZA
RICORDATO che la zona Umida di Saint-Marcel è di estremo interesse faunistico per la presenza di molte specie di uccelli nidificati e per essere il luogo di sosta per molte specie di uccelli migratori;
RICORDATO altresì che da diversi anni la Giunta regionale dichiara la sua disponibilità a creare una apposita area protetta acquisendo i terreni della zona e provvedendo a spostare il frantoio di ghiaia assurdamente installato nel 1983;
APPRESO che domenica 9 aprile un incendio, con ogni probabilità di natura dolosa, ha distrutto un'ampia parte del canneto del lago est provocando un grave danno faunistico;
CONSTATATO, inoltre, che lungo tutta la riva del lago est, è in corso di realizzazione un sentiero che, data la sua eccessiva vicinanza all'acqua, rischia di creare grave disturbo agli uccelli che nidificano proprio nel canneto in prossimità della riva;
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale per conoscere:
1) quali indagini sono state svolte sulle cause e le conseguenze dell'incendio che ha distrutto gran parte del canneto del lago est;
2) qual è lo scopo del sentiero che è in corso di realizzazione lungo tutta la sponda del lago est e quali pareri specialistici sono stati assunti prima di realizzare tale opera;
3) in che modo intende operare la Giunta per realizzare un'area protetta che sia ben delimitata, recintata e sorvegliata;
4) in che modo si intende operare per ottenere la disponibilità dei terreni privati e demaniali su cui sorge la Zona Umida di Saint-Marcel.
PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):La zona umida di Saint-Marcel è l'ultimo, ormai piccolo relitto di una vasta area umida che si trovava ad est della città di Aosta. Si tratta di un'area che, come è noto, ha un rilevante interesse scientifico perché è una zona di nidificazione di numerose specie anche ormai rare di uccelli, ed è luogo di sosta e di passaggio per altrettante specie rare di uccelli che utilizzano soltanto più quest'area all'interno della Valle d'Aosta.
Quest'area umida, che ha già avuto una sorta di riconoscimento come biotopo da parte dell'Amministrazione regionale, tant'è vero che (si può vedere) sono stati collocati alcuni cartelli che segnalano la presenza di questa area particolare, tuttavia con il passare degli anni è stata progressivamente sacrificata e ridotta a minime proporzioni. Non voglio ricordare la ferita sempre aperta della cava che è attiva proprio su una parte di questa area e che ne ha compromesso l'utilizzo su un'ampia parte, però voglio ricordare che abbiamo presentato già nel 1987 e nel 1988 delle interpellanze per chiedere cosa intendeva fare la Giunta di questa area e come intendeva valorizzarne le potenzialità scientifiche; ci sono sempre state date delle risposte rassicuranti, ma in pratica i risultati non si sono visti, iniziative concrete non ci sono state.
I motivi ultimi che hanno determinato questa interpellanza sono due: il primo è un incendio, probabilmente di natura dolosa, che si è verificato presso la zona umida il 9 aprile e che ha distrutto una notevole parte del canneto utilizzato dagli uccelli per la nidificazione, quindi con un danno notevole; il secondo è che abbiamo potuto constatare che sulla riva del lago est di questa zona umida è stato realizzato, pensiamo dal servizio di selvicoltura, un sentiero - e un ponte per unire i due rami del lago - che corre lungo tutta la sponda e che va a turbare la tranquillità di questa zona, la quale già è sottoposta ad una serie di pressioni.
Non sappiamo quali pareri siano stati acquisiti dalla Giunta prima di realizzare questo intervento, ma dal punto di vista naturalistico e scientifico il modo in cui è stato realizzato questo sentiero, che può permettere l'accesso anche a biciclette, moto, ecc., ci sembra che possa dare dei risultati all'opposto di quello che forse ci si è proposti, cioè di favorire l'osservazione più da vicino degli uccelli, degli animali che lì vivono.
Questi sono i due motivi per cui noi abbiamo presentato l'interpellanza e chiediamo di avere delle risposte. Al di là della questione dell'incendio, di chi lo ha provocato, di quali sono i possibili motivi di questa iniziativa, del significato e dei pareri che sono stati accolti a livello scientifico prima di realizzare questo sentiero, ci interessa sapere quali sono le intenzioni della Giunta rispetto all'area complessiva. Sappiamo che è un'area molto interessante, c'è gente che viene anche da fuori della Valle d'Aosta per visitarla, è una potenzialità enorme per la nostra Regione, si tratta di fare degli interventi di tutela da una parte e di valorizzazione dall'altra. Vorremmo sapere cosa ha intenzione di fare la Giunta, considerato il fatto che da anni si parla di questa iniziativa, che da anni si parla della soluzione del problema dei terreni demaniali, della realizzazione di un'area recintata, protetta e salvaguardata, ma niente viene fatto ed abbiamo un deperimento, una situazione che tende a pregiudicare l'esistenza di questa zona umida.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
PERRIN (UV):Nous avons tout lieu de croire nous aussi que l'incendie a été volontairement causé par des personnes inconnues. Ce fait est donné pour cette motivation: les foyers d'incendie ont été au nombre de trois, ce qui signifie qu'il n'a pas été occasionnel, mais volontaire.
C'est justement pour cette raison que les responsables de la maison forestière de Nus ont présenté un rapport judiciaire de dénonciation à l'organe compétent et nous attendons donc d'avoir, si cela sera possible, une réponse pour trouver les responsables de l'incendie. Responsables qui peuvent être individués non uniquement parmi les propriétaires, comme quelque organe d'information a voulu supposer, mais aussi parmi des visiteurs occasionnels de cette zone.
Il faut dire qu'il y a un contrôle de la part de la maison forestière de Nus sur la zone et très souvent, justement le samedi et le dimanche, qui sont les jours de plus grande fréquentation de la zone même, il y a presque toujours la présence d'un forestier. Il est évident que cette présence ne peut pas être continuelle et certains vandalismes peuvent surgir.
Pour ce qui est des dommages, ils sont moins graves pour la partie de la flore, mais il y en a eu à la faune, surtout aux oiseaux, vu que une partie de ces oiseaux mêmes étaient en train de couver les oeufs déposés.
Nous ne pouvons pas évaluer la quantité des nids qui ont été détruits; il y a aussi à dire que certaines espèces d'oiseaux en cas d'interruption de la couvée peuvent reprendre, et donc il y aura là une reprise et les résultats seront peut-être moins douloureux de ce qu'on pense maintenant.
Il faut bien dire que si le feu a été éteint rapidement et la dévastation n'a pas été supérieure, c'est vraiment grâce à la prompte intervention du personnel de la maison forestière de Nus, des volontaires et de leurs moyens, qui ont pu circonscrire l'incendie, qui entre autres a été arrêté du côté du lac par ce sentier. A l'égard duquel il faut dire qu'il ne s'agit pas d'un nouveau sentier, puisqu'il existait déjà; il s'agit donc de la remise en état de ce sentier même, remise en état qui d'ailleurs a été faite déjà les années dernières par le service de la défense de l'environnement à travers une équipe d'ouvriers du secteur écologique, pour améliorer la viabilité de la zone humide même.
Cette viabilité c'est extrêmement nécessaire, puisque c'est à travers la création et le maintien des sentiers que l'on peut diriger les visiteurs et leur permettre de regarder les animaux, donc utiliser cette zone au point de vue naturel, sans déranger trop les animaux. Ce sentier a été réalisé dans une action que nous sommes en train de mener à travers le service de la sylviculture, avec l'association des personnes porteuses de handicaps.
L'année dernière, à travers la délibération n° 5402 du 10 juin 1988, l'Administration régionale avait chargé M.lle Paola Cattellino d'étudier une série de parcours pour permettre aux personnes porteuses de handicaps de pouvoir utiliser soit des zones de montagne soit des zones ayant un intérêt naturel très élevé. M.lle Cattellino avait individué aussi dans la zone humide de Saint-Marcel une de ces possibilités et c'est justement sur cette indication que le service est en train de travailler.
Au point de vue scientifique on a tenu compte de l'étude préparée par M.lle Trèves, qui a étudié a fond il y a deux ans la zone humide de Saint-Marcel, soit au point de vue de la flore soit au point de vue de la faune, et qui avait donné des indications d'utilisation. Il y a là au point de vue scientifique une attention et je peux assurer M. Riccarand que non seulement la création de ce sentier, du petit pont et du restant ne dérangera pas la faune, mais permettra à des personnes - que nous avons le droit et le devoir de protéger et d'aider - d'utiliser la zone même.
Pour ce qui est de la création d'une aire naturelle protégée, il y a une attention particulière depuis très longtemps. Il n'y a pas un sacrifice progressif de la zone; je peux convenir sur certaines affirmations, car l'utilisation de '83 aurait dû être évitée, mais depuis lors il y a une restriction et nous n'avons plus octroyé de permis d'augmenter l'aire occupée. Il y a donc une protection qui est donnée d'un côté par la création de l'oasis de protection, de l'autre côté par la loi Galasso même, qui ne permet pas certaines types d'interventions; il y a aussi un contrôle continuel de la part de la maison forestière de Nus. Enfin à travers la loi générale, qui devra fixer les critères généraux, on arrivera à la création aussi de cette aire naturelle protégée, et là, je conviens avec M. Riccarand, nous devons le faire le plus tôt possible.
Le problème se pose; évidemment nous devrons ensuite suivre les indications qui ont été données par l'étude spécialisée qui a été conduite sur la zone. Je ne sais pas si le fait de mettre des barrières tout autour pourra être convenable ou moins; l'étude ne donne pas des indications du genre, il faudra approfondir le problème.
Par contre, pour ce qui est du terrain, justement il y a cette difficulté qui est donnée non tellement par la valeur du terrain, puisque là il peut y être un accord avec les propriétaires mais par le fait que la propriété n'est pas entièrement définie. J'ai eu pendant la première semaine du mois courant une rencontre à Saint-Marcel, au moment de l'assemblée du consortium d'amélioration foncière, à laquelle était présente une grande partie des propriétaires de la zone, auxquels nous avons resoulevé le problème. Il y a de la part de ces propriétaires mêmes maintenant une réponse négative, jusqu'à ce que l'Intendance de Finance n'ait pas résolu le problème.
Dans le passé nous avions intéressé l'Intendance de Finance, qui nous avait promis de donner une réponse rapide, pour connaître exactement si une partie de ces terrains sont domaniaux ou bien s'ils appartiennent aux propriétaires.
Ce n'est qu'à travers cette réponse qu'on pourra arriver à d'autres formules, voire l'expropriation, qui ne semble pas être le cas en ce moment, puisque les propriétaires se disent d'accord de vendre ces terrains, à condition qu'on puisse résoudre préalablement l'autre problème, celui des rapports avec l'Intendance de Finance.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Non posso dichiararmi soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché in sostanza ha ribadito dei concetti che da tre anni a questa parte vengono riaffermati, cioè disponibilità ed interesse a livello di principio nel realizzare un'oasi protetta, sorvegliata e valorizzata, esistenza di problemi che è difficile superare (la questione della proprietà dei terreni, ecc.), ma di fatto passano gli anni e non si fanno dei passi avanti, anzi, c'è il rischio di fare dei passi indietro perché si acuiscono elementi di tensione, si creano degli stati di fatto, ecc..
Esprimiamo la nostra preoccupazione rispetto alla situazione di questa zona umida. Il discorso di agganciare un intervento più deciso di salvaguardia di questa zona con la legge quadro sulle aree protette e sui parchi naturali lascia il tempo che trova, visto che non esiste ancora questo disegno di legge. Stiamo ancora aspettando una legge regionale di disciplina organica della intera materia. A noi sembra che sulla tutela di questa zona umida ci sia un ritardo e ci preoccupa la situazione attuale.
Per quanto riguarda il sentiero che è stato realizzato, solo in parte si tratta di una sistemazione del vecchio sentiero, perché ho qui una documentazione fotografica da cui si vede molto chiaramente che è stato realizzato un ponte completamente nuovo, che non esisteva. Siamo perfettamente d'accordo con iniziative ed interventi che permettono anche alla gente di accedere in determinati punti per osservare la fauna di questa zona umida, in particolare se c'è un accordo con l'associazione degli handicappati; però questo non significa che lungo tutta la riva debba essere fatto un sentiero. Che ci si possa arrivare in determinati punti, che ci siano anche dei capanni per osservare gli animali, questo va bene, ma è proprio il criterio di realizzare questo sentiero lungo tutta la riva che è sbagliato.
Noi raccomandiamo alla Giunta che, prima di fare questi interventi, che sembrano piccole cose, ma che in un ambiente così delicato e così piccolo possono avere delle gravi turbative, si investa una autorità scientifica rispetto a queste scelte. Qui si rimanda ad uno studio generale fatto tre-quattro anni fa che può avere un valore indicativo, ma su qualsiasi intervento che viene realizzato in questa zona dovrebbe esserci un organo scientifico che viene coinvolto in queste valutazioni ed esprime un parere. Ho chiesto dei pareri a persone che da anni si occupano di questa zona, che da anni hanno esperienza scientifica, e mi hanno detto che ritengono completamente sbagliato questo tipo di intervento.
Mettiamo a confronto anche pareri diversi, però non ho dubbi nel ritenere che se questo sentiero, come ho potuto verificare, corre lungo tutta la riva, evidentemente un disturbo va a crearlo, mentre quella zona già molto sacrificata dovrebbe essere protetta.
Da parte nostra intendiamo riproporre questo argomento, perché riteniamo che in questa zona va creata un'area adeguatamente protetta ed attrezzata, inserendola in un disegno più organico e strategico di aree protette regionali.
Ci auguriamo che questa legge generale entri in vigore al più presto, ma questo non impedisca che fin d'ora si possa trovare una soluzione particolare per questa zona umida, così come per altre zone da proteggere; riteniamo inoltre che sia superabile anche il problema dei rapporti con i proprietari. Sono tre anni che ci ripetiamo che non è risolto il problema della proprietà della estensione, ma credo che con un po' di buona volontà anche questo problema si possa e si debba risolvere.
