Oggetto del Consiglio n. 386 del 22 marzo 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 386/IX - PROVVEDIMENTO INTESO A SUPERARE LE ATTUALI DISPARITA' DI TRATTAMENTO TRA I BENEFICIARI DI MUTUI PER L'ACQUISIZIONE DELLA PRIMA CASA. (Interrogazione).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Chenuil, Tonino e Bajocco:
INTERROGAZIONE
RICORDATO che nel corso della seduta consiliare del 9 novembre 1988 era stata approvata una mozione del gruppo comunista con la quale si impegnava la Giunta a presentare in tempi brevi un provvedimento inteso a superare le attuali disparità di trattamento tra i beneficiari di mutui per l'acquisizione della prima casa;
TRASCORSI ormai quattro mesi dalla data in cui la Giunta si era assunta l'impegno in questione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
del gruppo comunista
INTERROGANO
l'Assessore competente per conoscere a che punto si trova l'elaborazione della normativa intesa ad uniformare i tassi dei mutui per la prima casa e quando, presumibilmente, il provvedimento sarà sottoposto all'esame del Consiglio regionale.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Fosson, ne ha facoltà.
FOSSON (DC):L'interrogazione fa seguito ad una mozione del Partito comunista, che avevamo votato all'unanimità in questo Consiglio. Nella mozione si richiedeva di rivedere i meccanismi che stabiliscono i tassi di mutuo della legge regionale n. 31 entro un certo numero di mesi e di proporre al Consiglio le eventuali modificazioni. In quella seduta, nel corso della trattazione della mozione comunista, si era parlato più in generale dei tassi dei mutui agevolati che richiedevano una modificazione.
Ebbene, posso cominciare a dare al Consiglio una serie di dati che, a giudizio della Giunta regionale, fanno concludere che per quanto riguarda la legge n. 31 la modifica, nel senso di un suo adeguamento rispetto ai tassi dell'attuale legge in vigore, legge regionale n. 76 del 1984, sarebbe addirittura dannosa per i mutuatari, in quanto verrebbero a pagare una cifra maggiore. E mi spiego.
La legge regionale 5 maggio 1983, n. 31, quella che era oggetto della mozione del Partito comunista, ha permesso di erogare circa 400 mutui ad altrettanti nuclei familiari per l'acquisto della prima casa. Di questi 400 mutui 22 sono stati erogati con un tasso di interesse compreso fra l'1 e il 4 per cento; 69 con un tasso di interesse compreso fra il 4 e il 7 per cento; 59 con un tasso di interesse compreso fra il 7 e il 10 per cento, e 18 con un tasso di interesse superiore al 10%. Il tetto massimo assoluto è intorno all'11% e si riferisce soltanto a quattro nuclei familiari, a quattro soggetti.
Paragoniamolo alla normative vigente della legge 76/84: questa legge prevede tre fasce di reddito alle quali corrispondono tre fasce di tasso; i tassi sono determinati nella misura del 30%, 50% e 70% del tasso di riferimento stabilito dal competente Ministero. Ad esempio, i tassi del 1986 con un tasso di riferimento 12,70% sono, a seconda delle fasce, del 4 - 6, 5 - 9 per cento; nel 1988 con un tasso di riferimento del 14,10% i tassi applicati sono 4 - 7 - 10 per cento. E 4 - 7 - 10 per cento sono i tassi che sono stati presi come termine di paragone per fare la tabella di raffronto che leggevo prima rispetto alla legge n. 31 del 1983.
Parliamo adesso di cooperative, quindi quelle relative alla legge statale n. 457 del 1978. I tassi applicati in base a questa legge hanno seguito l'andamento della inflazione e quindi hanno creato una serie di situazioni abbastanza differenti proprio a seguito dell'innalzamento e della successive diminuzione del tasso di inflazione. I tassi sono quindi variati dal 1980, quando sono stati stabiliti da una deliberazione CIPE, nella seguente misura: 4,5 - 6,5 - 9; questo a secondo delle fasce di reddito. Con deliberazione sempre del CIPE, nel 1981 sono saliti a 5 8 - 11, nel 1982 sono saliti a 6,5 10,5 - 14,5, nel 1984 sono saliti a 5,5 - 9,5 - 13,5, scendendo poi nel 1986 a 4,5 - 8 - 12. Dal 1987 il CIPE, che negli anni che ho citato stabiliva i tassi annuali o biennali, ha introdotto la formula del 30%, 50% e 70% da applicarsi al tasso di riferimento, in analogia alla nostra legge regionale che riguarda i mutui per la prima casa non in cooperativa. I valori attuali sono quindi del 4,5 - 7 - 10.
Ulteriormente, 1'8 aprile 1987, con deliberazione n. 197 del CIPE è stato stabilito un tasso medio indicizzato da applicarsi a tutti gli interventi le cui erogazioni a saldo del mutuo sono avvenute prima del 30 giugno 84, quindi su quei tassi sono state apportate delle variazioni. Faccio un esempio, riferendomi alla deliberazione CIPE del 1980, quella che stabiliva i tassi 4,5 - 6,5 - 9: a seguito della deliberazione di cui dicevo, la n. 197 del 1987, il tasso medio indicizzato è salito da 4,5 a 7,8 da 6,5 a 11,8 e da 9 a 13,7.
Questo per dare il quadro della situazione della legge n. 457 e per poter fare un confronto fra le cooperative che hanno avuto finanziamenti particolari da leggi straordinarie. Mi riferisco alla cooperative che ha avuto un mutuo dai fondi ANIA e ad altre tre cooperative che hanno avuto un mutuo da fondi INAIL. La cooperative che ha avuto fondi dall'ANIA ha un tasso del 1'8%, quindi penso che non sia in discussione, è un tasso favorevole. Il tasso dell'INAIL del quale si discuteva e del quale avevo parlato nella precedente seduta del Consiglio, in cui era stata presentata la mozione comunista, è del 13,35%; è un tasso che può apparire di una certa dimensione, ma se raffrontato ai tassi praticati dalla legge n. 457 non è certo più sfavorevole di altri, anzi può essere addirittura più favorevole di altri praticati per legge dello Stato.
Concludo dicendo che per quanto riguarda la legge n. 31 mi pare che non sia il caso di procedere a delle variazioni: proprio i soggetti che hanno avuto il mutuo a seguito della legge n. 31 si trovano in una situazione addirittura più favorevole (salvo qualche caso straordinario che non penso ci sia) rispetto alla legge n. 76. Per quanto riguarda i mutui dell'INAIL, ripeto che è un caso estremamente complesso e controverso; comunque è intenzione della Giunta regionale rivedere il complesso dei mutui e dei tassi dei mutui non solo nel settore della prima casa, ma in generale. In quella sede troverà posto una eventuale modificazione anche di questo tipo di mutuo.
Si dà atto che alle ore 10,12 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Chenuil, ne ha facoltà.
CHENUIL (PCI): A proposito della delibera n. 197, non rientrano in questi casi le case ex Ilssa Viola di Pont-Saint-Martin. Dal momento che c'è l'intenzione di rivedere questi tassi, chiedo se è possibile analizzare questo caso particolare.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
BAJOCCO (PCI): Chiedo all'Assessore come prima cosa se ci può dare la documentazione che ha letto, perché non è facile valutare bene le due leggi e i tassi che i cittadini pagano in base ad esse; poi ci riserveremo di prendere altre iniziative.
Guardando il problema della cooperativa ANIA e delle cooperative INAIL, qui c'è una differenza discrepante: una paga 1'8%, le tre cooperative INAIL pagano il 13,35%. L'Assessore dice che, sulla base della legge n. 457, il tasso del 13,35% che questa gente paga è un tasso molto basso; questi poveri diavoli possono benissimo pagarlo. Però c'è un'altra differenza: qui c'è un unico tasso, non ci sono le tre fasce come vi sono con la legge n. 31 o con la legge n. 76; qui c'è un tasso unico per cui se uno ha un reddito di 10 milioni paga un tasso del 13,35%, se uno ha un reddito di venti milioni paga il 13,35%.
Sono queste le cose che dobbiamo rivedere. Alla fin dei conti questi sono cittadini residenti nella nostra Regione: per avere la prima casa hanno attinto da questo mutuo e vengono presi per il collo e non riescono neanche più a pagare.
E' per questo che bisognerebbe come Giunta rivedere questo provvedimento, anche sotto l'aspetto delle fasce: non è ammissibile che si applichi il 13,35% per tutti, quando per gli altri c'è una differenza.
Se la documentazione da parte dell'Assessore ci verrà data, ci riserveremo di prendere nuove iniziative al riguardo.
Siamo insoddisfatti.
