Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 333 del 15 febbraio 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 333/IX - STATO DELLE PROCEDURE DI COSTITUZIONE DELLA BANCA REGIONALE E MOTIVI DELLA MANCATA PRESENTAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE DEI PROVVEDIMENTI PER LA RISTRUTTURAZIONE DEI LOCALI DA DESTINARE A SEDE DELLA BANCA (Interpellanza).

PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino.

INTERPELLANZA

APPRESO da notizie di stampa che sono iniziati in via Carrel i lavori di ristrutturazione dei locali da adibire a Banca regionale;

CONSTATATO che non risultano agli atti deliberazioni concernenti la progettazione e l'appalto dei lavori, che secondo notizie di stampa procedono alacremente;

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERPELLANO

l'Assessore competente per conoscere:

1) lo stato delle procedure di costituzione della Banca regionale;

2) i motivi per i quali non sono stati sottoposti al Consiglio regionale importanti provvedimenti concernenti l'esecuzione delle opere relative ai locali della Banca regionale;

3) quali sono le intenzioni della Giunta in ordine alle procedure da seguire per il perfezionamento degli atti relativi alla sede della Banca regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI) Quando abbiamo visto sul settimanale "La Vallée Notizie" la fotografia ed un articolo che dimostravano come fossero ormai quasi ultimati i lavori di preparazione dei locali per il futuro Crédit Valdôtain, siamo andati a vedere le deliberazioni a suo tempo assume in proposito dal Consiglio regionale.

La deliberazione del Consiglio regionale assunta nella seduta del 9 maggio 1988 prevedeva di localizzare la sede del costituendo Crédit Valdôtain nei locali dell'ex albergo "Splendor" di Aosta, di approvare in via di massima l'acquisto dalla società "Splendor" delle unità immobiliari necessarie per la realizzazione della sede del nuovo istituto di credito e di delegare alla Giunta regionale, ad avvenuta definizione dell'apposita perizia di stima, l'approvazione definitiva del suddetto acquisto, nonché l'impegno della relativa spesa, dando atto che la stessa graverà sul capitolo tal dei tali. Noi avevamo inteso quella deliberazione come acquisto di quell'immobile, ma non dell'immobile già ristrutturato e predisposto per l'insediamento del nuovo istituto di credito, e questo per due ragioni.

Una prima ragione è di principio.

Com'è possibile acquistare un immobile progettato da altri sulla base di esigenze che almeno noi non conosciamo? Chi ha progettato quei locali? Per quale organico? In che modo si è tenuto conto della struttura funzionale di un istituto per il quale abbiamo fatto soltanto una deliberazione di carattere generale? Chiedo poi chi l'ha fatto, perché credo che dovrebbe essere autorizzato e perché competente ad entrare nel merito di quel progetto è in primo luogo l'organismo dirigente del futuro istituto di credito, che però, a quanto mi risulta, non è stato ancora istituito. Nell'interpellanza, tra l'altro, chiediamo anche notizie in merito all'iter: lo statuto è stato omologato? C'è il parere della Banca d'Italia? E' arrivato? Come andremo a rendere operativa la banca? Questo progetto, quindi, doveva essere approvato innanzitutto da quell'organismo.

Se però è stata la Giunta regionale ad approvare quel progetto così dettagliato, ci chiediamo sulla base di quale disegno l'abbia fatto, anche perché non è un compito semplice progettare i locali per una banca, con tutti gli impianti tecnologici necessari per il funzionamento di un istituto di credito; insomma, non è come acquistare il magazzino per gli automezzi dell'Assessorato dei Lavori Pubblici.

La seconda ragione è legata ai tempi. Se l'istituto di credito entrerà in funzione subito nei prossimi mesi, allora può anche essere giustificata una certa accelerazione nella predisposizione dei locali. Abbiamo però questa garanzia? La Giunta è in grado oggi di dare garanzie in tal senso? Se così non fosse, noi saremmo in grado, adesso, di approvare, com'è scritto nella delibera del Consiglio regionale, la perizia di spesa definitiva e perfezionare l'acquisto? Non ci stiamo muovendo in modo un tantino incauto rispetto alle regole che dovrebbero sovrintendere alla buona amministrazione? Questi sono i quesiti sostanziali.

Nello specifico, oltre alle notizie che chiediamo sullo stato delle procedure per l'istituzione della banca regionale e siccome non abbiamo trovato le deliberazioni di Giunta che riguardino l'approvazione dei progetti, le modalità di scelta dei materiali, le eventuali modalità di pagamento, noi vorremmo anche sapere come si è comportata la Giunta rispetto a questi punti e se alla società che sta realizzando quei locali sono già state anticipate delle prime somme per i lavori sin qui svolti.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (UV):Nel merito del primo punto dell'interpellanza posso dire che lo Statuto della banca, dopo essere stato approvato dal Consiglio regionale nello scorso mese di novembre e dopo essere stato vistato dalla Commissione di Coordinamento, è stato inviato alla Banca d'Italia per le varie autorizzazioni da parte dell'istituto di vigilanza. Dalla Banca d'Italia abbiamo già ricevuto una prima lettera che ci chiede alcuni chiarimenti sulle modalità di formazione della nuova società. Risponderemo al più presto e, quando avremo l'autorizzazione dell'istituto di vigilanza, si procederà alla formazione della società bancaria, con la conseguente scelta dei partner che dovranno entrare nel consiglio di amministrazione e quindi nella società bancaria.

Veniamo ora alla questione dei locali. Quando la società "Splendor" offrì all'Amministrazione regionale una parte dell'ex Hôtel "Splendor", dei quali assicurava la funzionalità e soprattutto un sistema di sicurezza adatto ad una banca, la Giunta regionale sottopose la proposta di acquisto al Consiglio regionale, chiedendo l'approvazione ed il mandato a provvedere all'acquisto.

La società "Splendor" non proponeva solo l'acquisto dei locali, ma dei locali già in avanzato stato di lavori, tali comunque da consentire la loro apertura. La progettazione è stata fatta, per conto della società, dall'arch. Garino, che è consulente di diverse banche e che ha già progettato delle sedi bancarie a Torino per conto del San Paolo e della Cassa di Risparmio. Si tratta quindi di un tecnico esperto in ingegneria bancaria. Per l'Amministrazione regionale i lavori sono stati seguiti dall'ing. Maione. Quest'ultimo entro qualche settimana ci farà pervenire una perizia completa, che dovrà garantire la funzionalità nonché la sicurezza dei locali per l'istituto bancario.

Sui ritardi, a parte le elezioni, hanno influito la famosa legge Siccardi, che, come ricorderanno bene i Consiglieri, ha ritardato tutta una serie di acquisti da parte dell'Amministrazione regionale, nonché la circostanza che la società sta solo ora ultimando i lavori. Quando questi saranno ultimati e dopo che il tecnico incaricato dall'Amministrazione regionale ci avrà consegnato la perizia suppletiva a garanzia della funzionalità e della sicurezza dei locali ad uso bancario, ne verrà proposto l'acquisto al Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Voglio esprimere la nostra completa insoddisfazione per la risposta, innanzitutto per il metodo. Se questi locali fossero troppo piccoli, ne costruiremmo degli altri?.

(...Interruzione dell'Assessore Voyat...)

... No, ma non lo sa neanche la Giunta.

Com'è possibile progettare la sede di un istituto di credito senza aver chiaro quale sarà il suo organico e la sua struttura? Secondo noi, la procedura seguita è paradossale.

Perché non si sono acquistati i locali e poi, dopo aver avute idee ben chiare sulla struttura e sul disegno generale dell'istituto di credito, progettare e realizzare noi, come Regione, direttamente la ristrutturazione dei locali? Perché? A questa domanda qui non è stato risposto con alcun ragionamento convincente.

Per queste ragioni noi manifestiamo grosse perplessità sul modo con cui si è proceduto, tanto più che, come risulta anche dalle parole dell'Assessore, noi rischiamo di realizzare una struttura, adesso, all'inizio del 1989, che cominciamo a pagare sulla base di scelte, progettuali e di materiali, fatte da altri, cioè dal venditore - certo, facendo un progetto, anche se non ho capito, perché non mi è stato detto, chi l'ha approvato; quindi il progetto sostanzialmente è stato approvato dal venditore - e senza sapere quando apriremo la banca, perché l'Assessore non ha potuto darci alcuna garanzia in merito. Inoltre, se ho ben capito, c'è la Banca d'Italia che chiede ancora chiarimenti sullo statuto o ne propone delle modifiche.

Secondo noi, quindi, perlomeno sul piano della correttezza amministrativa, proprio non ci siamo.