Oggetto del Consiglio n. 284 del 25 gennaio 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 284/IX - INIZIATIVE CONTRO IL GRAVE FENOMENO DELLA DROGA. (Approvazione di mozione).
PRESIDENTE: Ricordo al Consiglio che la mozione in oggetto, avendo subito tre rinvii, è stata iscritta all'inizio dell'ordine del giorno, ai sensi dell’art. 104, 2 comma, del Regolamento interno.
Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Aloisi:
MOZIONE
ATTESO CHE il problema della droga e della sua diffusione ha raggiunto anche nella nostra Regione livelli preoccupanti con gravi conseguenze per il mondo giovanile e per le famiglie stesse dei tossicodipendenti valdostani;
CONSIDERATO CHE da anni, i fermenti ed i disagi derivanti dall'uso di stupefacenti sono al centro di un dibattito politico di mera risultanza, incapace di dare risposte concrete ad un fenomeno che distrugge giovani vite e che alimenta i circuiti della malavita organizzata;
RITENUTO indispensabile affrontare seriamente la problematica connessa alla diffusione di un veleno che distrugge i nostri giovani, devastando l'ambiente familiare e corrodendo la società civile;
VISTI le pur nobili esperienze ed i percorsi intrapresi da associazioni volontarie impegnate sul fronte della tutela dei giovani e, constatato che gli sforzi dei privati sono vani ed insufficienti dinanzi all'enormità ed alla difficoltà delle soluzioni prospettate per il pieno recupero dei malati e per il loro reinserimento nell’attività sociale e lavorativa;
PRESO ATTO che la droga, come del resto il terrorismo o il disordine economico e sociale, è il frutto avvelenato del sistema di idee e di valori che presiede alla vita della nostra società;
E CHE solo in una società profondamente diversa e migliore di quella attuale perché, sorretta da un sistema di valori e di idee forza antitetici a quelli dominanti, sarà possibile vincere definitivamente la battaglia contro la droga;
AL FINE di determinare una prima fase di attacco frontale al mondo della droga, e segnatamente a quello degli spacciatori, così attivi e pericolosi anche in Valle d'Aosta;
SENTITA la voce popolare che reclama giustamente un inasprimento delle pene fino alla richiesta della pena di morte nei confronti dei grandi trafficanti e spacciatori di droga;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
DELIBERA
1) di avviare in tutti gli istituti scolastici regionali di ogni ordine e grado, corsi a frequenza obbligatoria per sensibilizzare gli studenti al problema ed alle conseguenze dell'uso di sostanze stupefacenti;
2) di istituire corsi a frequenza libera per i genitori da tenersi settimanalmente nelle scuole o presso le sedi dell'U.S.L.;
3) di sollecitare le autorità regionali militari all’istituzione di corsi con frequenza obbligatoria da tenersi nelle caserme per sensibilizzare i giovani di leva al problema e renderli coscienti delle conseguenze dell’uso della droga;
4) di affiancare e collaborare con le Forze dell'Ordine così duramente impegnate nella repressione degli spacciatori ad ampliare la loro azione, intensificandola a tutti i livelli, scoraggiando così con ogni mezzo l'introduzione degli stupefacenti nella nostra Regione;
5) di invitare il Parlamento della Repubblica italiana a:
a) abrogare la legge 685 del 1975 laddove depenalizza l'uso della droga per uso personale, equiparando quindi il drogato al piccolo spacciatore;
b) lottare più duramente contro le organizzazioni criminali che spacciano la droga, fino alla introduzione della pena di morte o ergastolo ai trafficanti e ai grandi spacciatori con la soppressione dei benefici di legge ed il sequestro dei beni personali;
c) considerare il possesso della droga illecito;
d) obbligare lo Stato a prendersi cura dei tossicodipendenti avviandoli alla disintossicazione in adeguate strutture e provvedendo al loro reinserimento nella società;
e) depenalizzando i reati minori commessi dai tossicodipendenti che siano sottoposti alle terapie di disintossicazione ed abbiano definitivamente cessato ogni uso di sostanze stupefacenti; ricovero presso le Comunità terapeutiche in alternativa al carcere;
f) rafforzare l'impegno per la prevenzione e promuovere un’efficace campagna pubblicitaria attraverso la televisione di Stato e quelle private e i vari organi d’informazione;
g) aiutare ed assistere le Comunità terapeutiche esistenti e in grado di svolgere i compiti che la legge fissa per il recupero;
h) interrompere da parte dello Stato ogni aiuto economico agli Stati che producono od esportano sostanze stupefacenti sollecitando iniziative analoghe in sede internazionale;
6) di inviare la seguente mozione ai Presidenti delle due Camere del Parlamento, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti di tutti i Gruppi parlamentari della Camera e del Senato.
PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (MSI):Prima di addentrarmi nell'illustrazione di questa mozione, volevo portare a conoscenza dei Consiglieri che da parte mia saranno apportate delle modifiche al testo originario. Questo perché la mozione era stata presentata inizialmente il 30 novembre e all'epoca non era stato ancora presentato il progetto di legge governativo sul problema della droga, che è stato presentato nel mese di dicembre.
Il progetto governativo, che ho letto e che ho qui davanti a me, ha assorbito gran parte di quelle richieste che avevo fatto con la presentazione di questa mozione, richieste da farsi al Parlamento della Repubblica Italiana. Pertanto, essendo ormai un discorso superato perché il progetto di legge dovrà andare al dibattito del Parlamento e ritenendoci per certi aspetti anche soddisfatti, sia per l'abolizione della legge n. 685 - legge che aveva permesso il dilagare di questo grosso fenomeno - sia principalmente per l'inasprimento delle pene, presento un nuovo deliberato che leggo ora, proprio per dare la possibilità a tutti i colleghi Consiglieri di analizzarlo prima di dare un giudizio.
Prima di leggere il nuovo deliberato, volevo far presente che apporterò una modifica all'ultimo capoverso delle premesse, proprio per evitare che vi siano da parte di alcuni Consiglieri delle remore sulla votazione di questa mozione, perché l'obiettivo su un argomento così importante è quello di coinvolgere tutte le forze politiche, per dare tutti insieme il nostro apporto alla soluzione di questo grave fenomeno che è ormai dilagato anche nella nostra piccola realtà regionale. Quindi nello ultimo capoverso delle premesse, vengono eliminate le parole "fino alla richiesta della pena di morte".
Mentre invece il deliberato viene così modificato:
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
DELIBERA
1) di impegnare il Governo regionale a predisporre nel territorio della Valle d'Aosta, strutture ricettive, volte ad arginare il fenomeno della droga;
2) di porre in essere ogni eventuale strumento legislativo atto a far sì che, i giovani valdostani ricoverati presso i centri di recupero esterni, possano fare affidamento con le loro famiglie sul sostegno morale e finanziario della Regione, soprattutto laddove il reddito dei singoli nuclei familiari risulta chiaramente insufficiente, cioè inferiore ai 10 milioni di lire;
3) di invitare il Presidente della Giunta, anche nella sua veste prefettizia a voler imprimere una svolta dinamica, di concerto con gli organi di polizia, alla repressione dello spaccio della droga, così frequente in tutti i luoghi di ritrovo e di divertimento;
4) di attuare per il tramite dei competenti Assessori alla Sanità ed Assistenza Sociale nonché alla Pubblica Istruzione una vera e propria campagna di educazione e di prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado della Valle d'Aosta, al fine di sensibilizzare i giovani sui gravi rischi connessi all'uso di stupefacenti, non escluso quello della contrazione dell'AIDS!
Questo è il deliberato che pongo all'attenzione del Consiglio.
PRESIDENTE:Faremo diramare una copia del deliberato del Consigliere Aloisi, tenendo conto che tale deliberato costituisce un emendamento sostitutivo della mozione.
E' aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (MSI):Il fenomeno della droga è purtroppo esploso in tutta la sua drammaticità e di anno in anno cresce a dismisura, secondo una progressione geometrica. Vediamo brevemente di analizzare e di capire quali sono le cause del diffondersi di questo grave fenomeno.
Ogni tossicodipendente ha alle spalle una sua storia; ogni giovane che abbia fumato o che si sia bucato ha creduto di dare una soluzione ai propri problemi personali; pertanto a voler ricercare le ragioni che inducono i giovani all'uso della droga, occorrerebbe in primo luogo analizzare la storia e la psicologia di ogni tossicodipendente. Ciò nonostante un approccio di carattere sociologico, storico e politico è non solo possibile ma addirittura indispensabile per comprendere appieno le cause del fenomeno droga.
Sarebbe lungo addentrarsi in questa analisi, ma penso che alcune considerazioni vadano comunque fatte.
La società consumistica disattende ancor più che in passato le esigenze esistenziali e religiose dell'uomo e pretende di esprimere pienamente le potenzialità della coscienza umana solo soddisfacendo i bisogni materiali. Sempre più spesso l'uomo, smarrito il senso del proprio essere, si sente ridotto a pura esteriorità e percepisce la realtà che lo circonda come opprimente. E' per questo motivo che molti giovani ricercano una dimensione diversa e più soddisfacente, meno problematica attraverso la droga.
Fin qui le spiegazioni sociologiche; vi sono però altre cause assai meno teoriche. Nessuno può infatti ignorare il gioco di colossali interessi economici che sono connessi alla diffusione della droga, né è possibile nascondere un'altra amara realtà: la droga vanta una grande funzionalità come mezzo di strategia politica. La droga tende ad annullare la volontà di un individuo, impedisce la crescita autonoma e libera della personalità, se inserita in un disegno politico, può assolvere al ruolo di valvola di sfogo delle contraddizioni della società. In una non lontana intervista, l'allora Ministro della Sanità, On. Altissimo, ebbe a dire che in Italia lo spaccio della droga è facilitato da complicità di natura politica. Sono dichiarazioni queste che devono farci riflettere.
Persino il rapporto della Commissione parlamentare antimafia indicava allora le pesanti responsabilità di uomini politici, di partiti di governo, nello spaccio della droga in Sicilia. Dietro a questo immorale commercio vi sono interessi di migliaia di miliardi di lire, ma anche interessi politici; il giovane drogato perde ogni volontà, diviene uno strumento nelle mani dello spacciatore, è del tutto incapace di reagire, di lottare, di opporsi.
Decenni di irresponsabilità governativa fra imprevidenza, cinismo ed impotenza hanno trasformato l'Italia nel paradiso degli spacciatori di droga e nell'inferno dei drogati. Dal 22 dicembre 1975 lo Stato italiano in virtù della legge n. 685 aveva scelto di non riconoscere al tossicodipendente lo status giuridico di reo, ma al tempo stesso rifiutava di riconoscerlo quale malato da curare e da riabilitare; semplicemente lo Stato italiano abbandona il tossicodipendente a sé stesso e arriva addirittura a farsi somministratore, cioè spacciatore, con il famigerato decreto Aniasi del 1980, per la somministrazione del metadone.
Nessun altro paese civile al mondo ha mai avuto una legislazione così permissiva ed inutile in materia di droga. La legge 685 è una normativa che se da un lato ha lasciato lettera morta molte delle disposizioni previste, per esempio interventi informativi ed educativi, centri di assistenza sociale, interventi preventivi, curativi e riabilitativi, dall'altro, con la non punibilità della detenzione di droga per uso personale e in modica quantità - l'art. 80 di quella famigerata legge - ha di fatto favorito l'enorme diffusione dei cosiddetti piccoli spacciatori, a loro volta tossicodipendenti, che costituiscono l'aspetto maggiore della massiccia infiltrazione di droga nei quartieri e nelle scuole, anche nella nostra realtà regionale.
Dobbiamo purtroppo constatare che lo Stato, con le sue strutture burocratiche, è riuscito soltanto a produrre una azione carente sul piano della prevenzione e del recupero e allo stesso tempo, introducendo la liceità dell'uso personale delle sostanze stupefacenti, ha favorito lo sviluppo e l'aumento di tale fenomeno. A tutt'oggi infatti l'unica assistenza che lo Stato offre, è la distribuzione di metadone e di psicofarmaci.
Abbiamo raggiunto questa allarmante situazione a causa soprattutto della vergognosa passività con cui la classe politica di governo si è posta di fronte al drammatico problema della diffusione della droga. Però in questo ultimo periodo è avvenuto un fatto nuovo: il mese scorso è stato presentato dal Governo un progetto di legge, quindi rivedendo la vecchia legge n. 685, per cercare di arginare questo grave fenomeno della droga.
Finalmente, dopo innumerevoli polemiche e indecisioni, ha visto la luce questa nuova proposta di legge. Salutiamo con grande soddisfazione questa legge che servirà a cambiare strategia nella lotta contro la droga; la spinta crescente della gente per una nuova e più incisiva lotta contro la morte per droga è servita finalmente a richiamare l'attenzione del Governo e a farlo muovere con concretezza su questo terreno pericolosissimo per i singoli e per l'intera società.
Nettamente positivo è anche il giudizio di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di S. Patrignano, il quale ha parlato di un grosso passo in avanti per abolire la cultura della droga e potenziare la cultura della vita. In riferimento poi alla modica quantità, Muccioli ha affermato che avremo un buon risultato se non ci saranno discriminazioni sostanziali fra droghe e droghe, se il cittadino che ha bisogno di cure sarà curato e non verrà più lasciato a sé stesso nell'abbandono.
E' senza alcun dubbio positiva l'abolizione del concetto di modica quantità, come pure una fin troppo tardiva autocritica da parte dei vari partiti di governo: dalla DC al PSI e al PCI, questi partiti avevano voluto nel 1975, con la sola opposizione del MSI, l'assurda legge n. 685, che ha di fatto liberalizzato uso e spaccio di droga.
E' altresì positiva l'inversione di tendenza che consentirà l'inasprimento delle pene per trafficanti e spacciatori.
Molte altre parti del provvedimento sembrano ancora estremamente superficiali e appaiono frutto di compromessi, più che di chiare e responsabili scelte. Non è poi chiaro nel nuovo provvedimento, che dovrà ancora essere discusso in Parlamento e quindi potrà ancora essere migliorato, l'impegno dello Stato per facilitare la creazione di comunità terapeutiche, le strutture più efficaci per il recupero dei tossicodipendenti.
Abbiamo chiesto in passato - e certamente continueremo a farlo nelle sedi parlamentari e non - la creazione di una agenzia che coordini la lotta al traffico della droga, le attività di prevenzione e la creazione di nuove comunità. Il punto centrale è proprio quello delle strutture; i finanziamenti appaiono ancora inadeguati; sarà dunque necessario modificare in più punti un provvedimento ancora in parte insufficiente.
Resta il fatto positivo della svolta chiesta da tempo dal MSI; abbiamo sempre sostenuto che l'uso della droga è un delitto contro sé stessi e la società. Nel 1975 prevedemmo il drammatico fallimento di una legge sciagurata; ora la pubblica opinione esige, la società civile pretende interventi concreti perché la cultura della vita prevalga su quella della morte. Il dramma della droga, i problemi che ne derivano, sono problemi che non appartengono più alla sfera personale del tossicodipendente, o ai suoi genitori, ma devono investire tutta la società civile. Ci sono soprattutto i doveri dello Stato, che la legislazione del passato ha ignorato. Se è vero che ogni uomo ha la possibilità di scelta, è anche vero che lo Stato ha il dovere di fermare il giovane che sceglie il degrado, che abbandona sé stesso, rifugiandosi nella droga.
Ormai la prima parte della battaglia contro la droga almeno come approccio al problema, come dibattito sembra essere vinta, tutti ne parlano. Ma lo scontro vero da condurre è quello sulle strutture, dopo aver abbattuto il muro dell'indifferenza. E' necessario attrezzarci e dare un ventaglio di risposte in maniera tale che ciascuno possa scegliere quella che collima con la propria personalità; è qui che devono intervenire le strutture pubbliche, le strutture regionali. Strutture che vanno diversificate. che dovranno tener conto anche di centri dove il recupero è basato oltre che sulle terapie e sui dialoghi, anche su un allenamento pratico di vita, atto a ristrutturare psicologicamente l'uomo, ma contemporaneamente a metterlo in grado di provvedere a sé stesso, con una specializzazione, con un titolo di studio che conseguirà, ma senza influenzarlo nella scelta. Insomma, l'individuo recuperato alla vita di relazione: questo è il vero disegno! Riammesso nella società non come ex tossicodipendente da assistere, ma come individuo che si ripresenta sotto una nuova veste, che non ha bisogno di falsi pietismi.
Bisogna fare molta attenzione a discorsi pericolosi, come la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti, o come la liberalizzazione del mercato degli stupefacenti; tutto ciò serve ad alimentare nei giovani la cultura della droga. Ci vuole uno Stato che educhi, che risvegli una sensibilità morale, umana e anche cristiana.
Il fenomeno della droga e della sua diffusione ha raggiunto anche nella nostra Regione livelli preoccupanti. Una indagine svolta nel settembre 1987 stimava per la nostra Regione l'esistenza di circa 700 tossicodipendenti; oggi sicuramente la cifra è ampiamente superata, sicuramente arriva intorno alle mille unità. E la nostra Regione come si pone nei confronti di questo problema?
Cosa è stato fatto di concreto, al di là dei comunicati-stampa, degli incontri, dei dibattiti? Ricordo che nell'ottobre scorso entrò in funzione ad Aosta una nuova struttura di assistenza ai tossicodipendenti, ubicata nei locali dell'USL di via G. Rey. La costituzione di questa nuova unità operativa, che prende in carico i tossicodipendenti che prima si rivolgevano al reparto ospedaliero di psichiatria, è il risultato di un progetto discusso ed approvato dal gruppo regionale permanente per le tossicodipendenze, di cui fanno parte il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore alla Pubblica Istruzione e l'Assessore alla Sanità.
Questo gruppo lavora per la Regione, con un rapporto di consulenza semestrale - il primo semestre scade proprio a fine febbraio 1989 - ed è alle dipendenze dell'USL. La Regione ha finanziato la ristrutturazione, l'arredamento e l'attrezzatura dei locali. In questo centro, il tossicodipendente incontra il personale medico e psicosociale, viene sottoposto a visita medica, alle analisi del sangue, delle urine e al test di sieropositività AIDS. I sieropositivi vengono avviati al reparto ospedaliero degli infetti, viene compilata una cartelle medica, viene stilata una bozza di programma terapeutico personalizzato e quindi si passa alla fase della distribuzione del metadone.
Tutto questo non basta, bisogna andare oltre; ci vogliono interventi seri e coordinati volti alla prevenzione, al recupero, al reinserimento dei giovani nella società. Non dobbiamo ripetere lo stesso errore che è stato commesso con la legge n. 180 che aveva provveduto alla chiusura dei manicomi lasciando i malati in mezzo alla strada, senza strutture e senza aiuto per i familiari. Bisogna pensare al recupero e al reinserimento nelle strutture e soprattutto alla formazione professionale. A mio avviso è necessaria una capillare opera di informazione nelle scuole, una politica di sostegno alla famiglia per far sì che il primo nucleo della società ritrovi le motivazioni per continuare ad esistere. Con questa illustrazione di carattere generale ho voluto porre questo problema all'attenzione del Consiglio, perché se ne dibatta e soprattutto perché si conosca quali sono le attenzioni della Giunta verso questo problema, quali sono le iniziative che verranno prese; iniziative che mi auguro vadano oltre il comunicato-stampa, oltre i concetti di principio, per arrivare alla concretizzazione di fatti e di realtà, di stanziamenti di fondi, perché vi sono situazioni drammatiche di tossicodipendenti che sono costretti ad andare in Francia, a Verona, in altre realtà regionali perché nella nostra realtà esiste poco o nulla.
Sono curioso di sentire dall'Assessore regionale alla Sanità quelle che sono le iniziative che verranno prese; soprattutto mi auguro che vi sia un impegno da parte di tutte le forze politiche per affrontare nel modo più adeguato questo grave fenomeno della droga che sta danneggiando i giovani della nostra Regione, come i giovani di tutte le realtà sociali; La situazione della droga in Valle d'Aosta è molto grave - le autorità preposte a questo problema penso ne siano a conoscenza - quindi ritengo che sia nell'interesse di tutti affrontarlo con determinazione e impegnarci fino in fondo per cercare di sanare questa grave piaga sociale.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Il problema droga è un problema chiave, un problema emblematico del tipo di società in cui viviamo. Non mi pare si possano condividere le impostazioni che sono state date dal Consigliere Aloisi alla sua mozione.
Il Consigliere Aloisi mi pare abbia dato a questo problema una versione particolare; in un punto delle sue premesse parla di drogati come di malati e pensa che la questione si possa sostanzialmente risolvere reintroducendo la pena di morte. Mi pare che sia l'analisi che le soluzioni proposte non ci farebbero fare grandi passi in avanti.
Sono i tossicodipendenti dei malati? Sono dei delinquenti? E' gente da tenere in carcere? Credo che questa sia una semplificazione del problema. E' vero che la necessità di rifornirsi di queste sostanze illecite porta anche ad un aumento di fatti criminosi, ma occorre andare alla ricerca delle cause del fenomeno e credo che le cause - come dicono regolarmente tutti quelli che si occupano di queste cose, che vengono ad illustrare le proprie esperienze - risiedono in un disagio del nostro particolare tipo di società. La nostra è una società opulenta e insoddisfatta, una società che è basata sulla competizione, sul successo, ed avendo questi indirizzi generali lascia ai margini quelli che non riescono, quelli che sono fuori gara. E così il disagio c'è per i giovani, per gli anziani, per gli handicappati.
Gli anziani e gli handicappati hanno problemi anche vitali da risolvere e non cercano scorciatoie; i giovani hanno bisogno di altri fattori, hanno bisogno di dialogo, di partecipazione, di impegno, di creatività e non riuscendo ad esprimere queste loro necessità nell'attuale organizzazione sociale si lasciano catturare da queste esperienze che sono sempre più tragiche.
Il problema, a nostro giudizio, non sta nella sola repressione. Indubbiamente occorre rafforzare tutti gli strumenti che possano colpire soprattutto i grandi trafficanti, non crediamo però che sia un problema di inasprimento delle pene fino alla pena di morte. Si è verificato negli U.S.A. che la pena di morte non è risultata assolutamente un deterrente, anzi il fatto di essere eventualmente condannati a questo tipo di pena toglie remore rispetto a comportamenti che si possono venire a creare in determinate situazioni, per cui può diventare più facile l'omicidio.
D'altronde sulla pena di morte tutto quello che c'era da dire è stato già detto alcuni secoli fa da Beccaria e non mi sembra che sia questa la sede per riprendere la discussione su questo punto.
Rispetto alla legge esprimiamo grosse riserve su questa idea della disintossicazione coatta: se si trova qualcuno che ha una certa quantità di droga che supera un quantitativo da definirsi, o questa persona si adatta ad essere ricoverata in una comunità terapeutica oppure c'è il carcere. Mi sembra che questa sia una impostazione che non corrisponde alle acquisizioni di tutti gli operatori del settore. Innanzitutto sono insufficienti le attuali strutture per poter dare spazio a tutti quelli che ne avrebbero bisogno, ed occorrono lunghe attese per quelli che volontariamente si vogliono fare ricoverare in una di queste strutture.
I posti mancherebbero perfino nelle carceri; già oggi, circa la metà della popolazione carceraria è costituita da tossicodipendenti, e se anche quelli che comunque hanno una minima quantità dovessero essere ristretti, non credo che il sistema carcerario italiano sarebbe in grado di risolvere la situazione. A parte il fatto che questo non è giusto, neanche fisicamente sarebbe possibile.
C'è però una ragione più forte nel dire che non è questa la strada da seguire. Gli psicologi, gli operatori, continuano a dire che il processo della disintossicazione è un processo psicologico, che l'uso di sostanze tossicodipendenti è un rifiuto della realtà, un rifiuto della lotta per la vita. Se uno non acquisisce nel profondo la necessità di riprendere contatti con la realtà, di rimettersi nel circuito sociale, non può essere la pura e semplice collocazione in una certa struttura a fargli nascere l'esigenza di risolvere i suoi problemi.
Pensiamo perciò che il lavoro da fare per lottare realmente contro le tossicodipendenze sia più complesso e che occorra agire su più piani: sul piano soprattutto della prevenzione e in modo particolare verso i giovani. Occorre indirizzarsi per contrastare il disagio giovanile e questo va fatto lavorando più che altro su determinati valori su cui impostare la convivenza sociale. Se i valori prevalenti continueranno a rimanere quelli della competizione, del successo, della ricchezza, mentre invece saranno molto svalorizzati temi quali quelli del lavoro, della cultura e della solidarietà, probabilmente non si riuscirà a fare grande strada.
Crediamo che il Consiglio regionale, la Pubblica Amministrazione, tutti gli Enti interessati debbano lavorare per riuscire a ridare ai giovani nuove possibilità di dialogo, di impegno, di partecipazione, in modo da riuscire a dare loro una volontà di non cercare scorciatoie.
Cosa si è fatto nella nostra Regione? Sono state intraprese sostanzialmente due iniziative: una comunità terapeutica a Talapé, che è stata affidata (ma non mi pare ancora sia in funzione) ad una cooperativa locale, e un nucleo operativo per le tossicodipendenze, che ha dei problemi; in modo particolare si è presentato difficile da risolvere il problema dei casi acuti. In precedenza, quando dei giovani erano soggetti a crisi di astinenza, venivano ricoverati nel reparto di psichiatria; con la nuova organizzazione che si è data attraverso la istituzione del nucleo operativo di tossicodipendenze si è sganciata questa parte degli interventi dalla psichiatria. Esiste allora una difficoltà quando si presenta la necessità del ricovero, perché tutti i reparti dell'ospedale o non hanno posti letto o non ritengono di essere specializzati per intervenire in questi casi. E' un problema sicuramente da risolvere.
Ci sembra che se si vuole dare uno sbocco positivo a questa mozione, sarebbe opportuno non votare oggi delle precise indicazioni, ma affidare ad una Commissione del Consiglio regionale il compito di approfondire la materia e di venire in Consiglio regionale con delle proposte. A questo proposito presento un testo alternativo alla mozione del Consigliere Aloisi, che dice quanto segue:
CONSIDERATO che il problema del consumo di droga, espressione di una complessa situazione di disagio, soprattutto giovanile, ha assunto caratteristiche allarmanti anche nella nostra Regione;
RITENUTO necessario approfondire le cause di un tale fenomeno e sottoporre a valutazione gli strumenti di intervento finora predisposti e le iniziative ancora da avviare, in particolare sul terreno della prevenzione;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
DELIBERA
di impegnare la V Commissione consiliare permanente ad effettuare, in collaborazione con gli organismi tecnici interessati, una approfondita analisi dell'attuale situazione del problema droga in Valle d'Aosta (consistenza del fenomeno, valutazione degli strumenti esistenti, proposta di nuove iniziative) che si concluda con una relazione da presentare al Consiglio regionale.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
PASCALE (PSI):La mozione del Consigliere Aloisi, al di là dei suoi contenuti in parte condivisibili, in parte da rivedere, ci permette di fare il punto della situazione su un fenomeno così grave come quello della droga, che ha registrato e continua a registrare un aumento considerevole. Basta leggere i giornali o vedere la televisione per apprendere che la droga è sempre al centro della cronaca: vuoi per registrare arresti di spacciatori , vuoi per raccontare di come un altro giovane è morto di overdose. Questo avviene negli ultimi tempi sempre più frequentemente anche sulle pagine locali della Valle d'Aosta, a dimostrazione ulteriore che anche la nostra Regione soffre questo problema alla pari di tutte le altre Regioni d'Italia e d'Europa.
Perché questa recrudescenza, questo dilagare del fenomeno? A livello nazionale si è aperto un dibattito che ha posto sotto accusa la legge n. 685 del 1975; un'accusa in parte giustificata e in parte no. Bisognerebbe anche dire con onestà che questa legge non è stata attuata interamente a tutti i livelli, perché la lotta alla droga non è stata mai portata avanti con molta incisività. D'altro lato è anche vero che questa legge prevedeva dei meccanismi abbastanza contorti, soprattutto là dove registrava la non punibilità della modica quantità, il che era un ostacolo alla azione repressiva.
Va anche detto che questa permissività era un po’ il riscontro culturale dell'epoca in cui la legge è nata. Oggi il clima è cambiato; è cambiato l'approccio culturale a questo problema; di qui un nuovo disegno di legge che è stato approvato dal Governo e che verrà all'esame del Parlamento. Alla base di questo nuovo disegno di legge c'è anzitutto l'equiparazione sul piano giuridico della illiceità sia della vendita sia dell'acquisto della droga il che quanto meno sul piano giuridico ci sembra fondamentalmente giusto. Questo poi non vuol dire che bisogna andare a punire il tossicodipendente e metterlo in carcere; noi siamo d'accordo che il tossicodipendente va curato e quindi è importante per questa figura innanzitutto la prevenzione e poi la cura e il reinserimento nella vita sociale. Ma indubbiamente questa equiparazione sul piano giuridico ci sembra importante, perché attualmente è una contraddizione che commetta un reato chi vende la droga e non lo commetta chi l'acquista.
Ci auguriamo che questo disegno di legge, così come verrà approvato in via definitiva dal Parlamento, possa dare una svolta incisiva alla lotta contro la droga.
Al di là di questi aspetti, che sono poi di competenza più prettamente nazionale, crediamo che dei compiti e dei doveri fondamentali spettino anche alla Regione, agli Enti locali, soprattutto in termini di prevenzione, che è poi l'aspetto fondamentale della lotta alla droga. Indubbiamente, per quanto riguarda la nostra Regione, bisogna dire che negli ultimi due anni molto è stato fatto, dopo un periodo di incertezze: per studiare l'entità del fenomeno è stato creato questo comitato tecnico presso l'Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale; è entrata in funzione l'unità operativa per l'assistenza ai tossicodipendenti presso l'USL e dovrebbe entrare quanto prima in funzione la comunità di Talapé per la cura, anche se di per sé questa struttura sarà insufficiente per risolvere tutti i problemi relativi alla cura delle tossicodipendenze.
Molto resta ancora da fare; l'Assessore tra poco relazionerà su quelle che sono le iniziative studiate dal comitato, che dovranno rendere operative queste strutture che sono state create. Vorrei soltanto sottolineare in questo momento l'importanza della prevenzione per questo fenomeno e, ai fini della prevenzione, l'importanza della sensibilizzazione di tutta la popolazione su questo fenomeno, perché trovo che della droga se ne parla ancora troppo poco. E' vero che c'è stato fino a qualche tempo fa l'opinione che della droga bisognava parlare poco e con cautela; mi pare però che alla luce delle esperienze vissute fino ad oggi e dei risultati negativi sono in molti oggi a pensare che la terapia migliore forse non è più quella del silenzio, ma piuttosto quella della sensibilizzazione massiccia. Bisogna cioè parlarne e a mio avviso bisogna parlarne non soltanto nelle scuole, come propone il deliberato della mozione del Consigliere Aloisi, ma dappertutto: nelle famiglie, nei posti di lavoro, nelle associazioni, nelle parrocchie, perché l'ostacolo principale che bisogna rimuovere è l'indifferenza della gente che forse nasconde la paura di parlare di questo fenomeno. Allora dobbiamo scuotere questa indifferenza con una campagna di sensibilizzazione, al limite dobbiamo anche spaventarla come un po' si sta facendo oggi con l'AIDS, perché forse la gente si scuote dal proprio torpore solo quando prende coscienza della gravità del fenomeno; per cui a mio avviso sarebbe opportuno, e non so se questo è già nell'intento del comitato di studio, di avviare delle campagne di sensibilizzazione che investano non soltanto i giovani, ma tutta la popolazione.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Ribadire che il fenomeno della diffusione delle tossicodipendenze ha assunto livelli preoccupanti anche nella nostra Regione può essere ormai un luogo comune, anche se decisamente molto amaro e direi persino tragico. Siamo tutti angosciati, come siamo pure consci delle grosse difficoltà in quanto amministratori, cittadini, genitori nel fronteggiare tale situazione. Condividiamo pertanto lo spirito che ha mosso il collega Aloisi a presentare questa mozione.
Sul problema droga, che ha dimensioni ormai universali, è in corso un ampio dibattito a tutti i livelli nel nostro paese. Riteniamo che già il prendere coscienza della drammaticità del problema sia positivo; lo è perché in passato vi è spesso stata la tendenza ad eluderlo, a chiudere gli occhi di fronte alla realtà.
Il dibattito attualmente in corso è stato in larga parte determinato dalla concomitanza della presentazione del disegno di legge statale da parte del Ministro Rosa Russo Jervolino. Certamente si tratta di un provvedimento che può essere perfezionato, ma è importante che non si perda nei meandri del Parlamento ne, ancora peggio, che finisca in qualche cassetto. Questo è il nostro auspicio.
Se concordiamo con l'intento del presentatore della mozione, non ci sentiamo però di condividere certe affermazioni contenute nel testo della stessa; ci sembra sommario e semplicistico questo enunciato: "Preso atto come la droga, come del resto il terrorismo e il disordine economico e sociale è il frutto avvelenato di un sistema di idee e di valori che presiede alla vita della nostra società".
In collega Aloisi ha inteso dare un taglio politico alle premesse della sua mozione; su questo piano posso anche concordare con lui che "solo in una società profondamente diversa e migliore di quella attuale potrà essere finalmente vinta la battaglia contro la droga". Almeno personalmente credo ancora in certi valori spirituali e morali e non mi sento di auspicare, come fa il Consigliere Aloisi, che la società debba essere "sorretta da un sistema di valori e di idea forza antitetici a quelli dominanti". E quale sarebbe poi tale sistema?
Non entro nel merito dell'ultimo capoverso delle premesse, in quanto il proponente ha modificato il testo per quanto riguarda la richiesta della pena di morte.
Sul piano della lotta alle tossicodipendenze riteniamo che si debba operare senza lasciarsi trascinare dall'onda emozionale e anche evitando facili strumentalizzazioni.
Il nostro gruppo tecnico permanente per le tossicodipendenze ha messo a punto il piano di lotta all'abuso di sostanze lecite e illecite, che potrà entrare in fase operativa a partire da questo anno. Il piano del gruppo tecnico permanente di lavoro per le tossicodipendenze riguarda in via primaria tutta una serie programmata di interventi a livello di studenti, insegnanti e genitori relativamente alle scuole di ogni ordine e grado.
La realizzazione di incontri con le autorità militari regionali per la definizione di interventi di prevenzione da realizzare nelle caserme sarà senz'altro possibile attraverso l'unità operativa dell'USL per l'assistenza ai tossicodipendenti, da pochi mesi entrata in funzione, sulla quale ho già riferito in una precedente adunanza del Consiglio regionale. Faccio un inciso: domani si rifarà il concorso per le assistenti sociosanitarie, sperando - dal momento che ci sono delle domande - che si presentino delle candidate e non succeda come la volta scorsa che il concorso è andato deserto.
Ricordo che a livello di promozione e di coordinamento delle iniziative è impegnato il Presidente della Giunta nella sua veste di Presidente del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica; inoltre rappresentanti delle forze dell'ordine sono presenti all'interno del gruppo tecnico permanente di lavoro suddetto, per una maggiore conoscenza e per il migliore coordinamento delle attività.
Riteniamo comunque, come Giunta regionale, anche perché questa è in sostanza la direzione di percorso seguita dalla nostra Regione in questi ultimi anni, di sottolineare i seguenti aspetti che riteniamo rivestano in ogni caso particolare interesse; decisa repressione dei traffici illeciti e adeguamento delle misure, anche sul piano legislativo, per la lotta al mercato degli stupefacenti, inteso soprattutto come grande traffico nazionale e internazionale, prevedendo tra l'altro di estendere ai trafficanti di droga le norme previste dalla legislazione antimafia; potenziamento dei fondi da mettere a disposizione delle Regione per iniziative di prevenzione capaci di produrre significativi cambiamenti tra i giovani e nel contesto in cui viviamo, finalizzate alla acquisizione di equilibri e sani stili di vita.
L'educazione alla salute, la messa in discussione di come gli adulti svolgono i loro ruoli educativi, il porre al centro dell'attenzione il bisogno di relazioni significative che gli adolescenti richiedono, dare capacità e competenza ai giovani per metterli in condizione di esprimere più maturità nella loro scelta, sembrano essere i terreni su cui oggi basare le azioni di prevenzione. A tale scopo si rende necessario continuare il coordinamento tra le istituzioni che intervengono a diverso titolo nei confronti dei giovani, promuovere e sostenere l'attivazione di politiche per dare ai nostri giovani reali possibilità di inserimento civile e adeguati sbocchi professionali.
Le strutture per la cura, la riabilitazione, il recupero sociale dei tossicodipendenti vanno potenziate in una ottica di qualificazione e formazione permanente, realizzando quella catena assistenziale di interventi capace di assumere il reale carico di tutte le varie problematiche esistenti.
Fatta questa premessa, entro nel merito del deliberato proposto dalla mozione.
Quanto viene richiesto al primo punto "di impegnare il Governo regionale a predisporre nel territorio della Valle d'Aosta, strutture ricettive, volte ad arginare il fenomeno della droga" è cosa che abbiamo già fatto con l'istituzione della comunità di Talapé, che è in funzione dal primo gennaio 1989. Vi si trasferiranno i due tossicodipendenti attualmente in carico alla comunità di Gioannet, e poi si inizierà l'inserimento di nuovi tossicodipendenti in stretta collaborazione con l'unità operativa di tossicodipendenze che opera in Via G. Rey.
Sul secondo punto: "di porre in essere ogni eventuale strumento legislativo atto a far sì che i giovani valdostani ricoverati presso i centri di recupero esterni, ecc." è cosa che noi facciamo già. In questo momento la Regione ha in carico (dal punto di vista finanziario e proporzionato al bisogno) il pagamento del 99% delle spese, lasciando solo proprio una piccolissima parte a carico della famiglia nei casi più bisognosi, in tutte le comunità terapeutiche che riteniamo valide.
Abbiamo un gruppo di persone alle quali siamo stati costretti a negare il contributo, perché è gente che vuol essere ricoverata presso i centri Narco, i quali sono sotto inchiesta, in quanto non danno alcuna garanzia di recupero. Questi centri adottano dei metodi che non hanno nessuna validità; praticamente da tossicodipendenti diventano narcodipendenti, perché il compito principale di quei ragazzi che rientrano da queste comunità è quello di andare a cercare dei ragazzi che vogliono andare in quella comunità. Quindi, se il presentatore della mozione si riferiva a questo, è vero, a queste persone non diamo contributi perché non glieli possiamo dare per le ragioni sopra dette.
Pertanto è un problema che noi già affrontiamo e non da ora, ma da sempre. Il Consigliere Aloisi parlava prima di persone che vanno a curarsi all'estero; quanto l'unità operativa per le tossicodipendenze ritiene che per l'interesse del tossicodipendente sia opportuno l'allontanamento dal suo ambiente, diamo anche dei contributi per dei ricoveri all'estero.
Il fatto di far rientrare tutti i tossicodipendenti che sono nelle varie comunità terapeutiche, è un problema da valutare perché sempre questa Commissione specifica e gli stessi operatori della unità operativa per le tossicodipendenze hanno detto che continueranno ad inviare fuori Valle diversi tossicodipendenti, perché come terapia è alle volte indispensabile.
Per quanto riguarda il terzo punto "di invitare il Presidente della Giunta, anche nella sua veste prefettizia a voler imprimere una svolta dinamica, di concerto con gli organi di polizia, alla repressione dello spaccio della droga, così frequente in tutti i luoghi di ritrovo e di divertimento", ci sono riunioni che vengono fatte periodicamente, c'è un continuo contatto da parte della Presidenza della Giunta con le forze di polizia, per cui ritengo che quanto chiesto dal Consigliere Aloisi venga attualmente già fatto in modo dinamico, preciso e tutte le volte che se ne sente la necessità.
Quanto all'ultimo punto: "di attuare per il tramite dei competenti Assessori alla Sanità ed Assistenza Sociale nonché alla Pubblica Istruzione una vera e propria campagna di educazione e di prevenzione ecc.", questo è un coordinamento che viene fatto di norma, perché di questa Commissione tecnica fanno parte sia l'Assessore alla Sanità sia quello alla Pubblica Istruzione e i dirigenti dei due Assessorati, quindi è una cosa che già va avanti di comune accordo da diversi anni.
Nello stesso tempo, parlando del fenomeno della droga, è ovvio che si parla anche del fenomeno dell'AIDS, essendo preminentemente collegati.
Tenuto conto che quanto viene proposto nella deliberazione viene già fatto, non riteniamo opportuno votare questa mozione, perché è superflua, sia per quello che ho illustrato sia per quello che effettivamente già stiamo facendo.
Il Consigliere Aloisi diceva di non limitarsi ai comunicati-stampa, alle assemblee; su questo siamo d'accordo. E' necessario fare le conferenze-stampa, è necessario fare questi dibattiti, ma soprattutto è necessario operare. Quindi, quanto ho detto adesso è la cronistoria di quanto stiamo operando nella realtà.
E' stato interessante fare il dibattito, perché non se ne parla mai abbastanza come fenomeno, però come deliberato noi riteniamo che sia superfluo perché già facciamo quanto è stato richiesto dal Consigliere Aloisi.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Vierin, ne ha facoltà.
VIERIN (UV):Je voudrais moi aussi faire quelques considérations de caractère général, avant de faire état des mesures qui ont déjà été prises par l'Assessorat de l'Instruction Publique pour faire face aux phénomènes de diffusion de la drogue et pour présenter aussi les objectifs de l'assessorat en coordination avec les autres institutions, les autres assessorats qui sont chargés de ce problème.
Plusieurs l'ont déjà rappelé, les problèmes liés à l'usage de drogue affectent désormais de façon progressive les jeunes et les adultes, en raison aussi des problèmes et des contradictions de notre société: le phénomène de marginalisation, de chômage, le manque de qualité de la vie et d'autres. Les solutions envisagées ne sont par ailleurs ni simples ni, en effet, immédiates à court terme. Tout en refusant tant la répression pure et simple que la libéralisation, il faut en effet opérer un choix équilibré des mesures à adopter et dans cette perspective une action de prévention s'avère nécessaire et indispensable pour rechercher et faire comprendre les causes tant profondes qu'immédiates du recours aux drogues, pour aider les jeunes et les adultes à résoudre leurs difficultés, à faire leurs choix et à mener leurs existence sans recourir à ces drogues.
Or, parmi toutes les activités préventives, les activités éducatives tiennent une place importante, même si elles ne constituent pas pour autant à elles seules une stratégie préventive.
La prévention de l'abus de drogues - licites ou illicites - doit en effet comporter de mesures dans de nombreux domaines, et sur le plan législatif et sur le plan social. Pour ce qui est de l'Instruction Publique, un bureau d'éducation à la santé et de prévention des toxicomanies, chargé d'encourager et de coordonner la planification d'activités spécifiques dans les écoles de tout ordre et degré, a été auprès de la Surintendance des écoles depuis l'année scolaire 1987-88, et un enseignant déchargé des cours est affecté chaque année à ce bureau pour coordonner et solliciter, en favorisant les différents établissements scolaires et les projets, ces mêmes activités.
Un comité régional d'étude, de planification et recherche, duquel font partie le personnel de l'école et de la santé, un magistrat, un fonctionnaire de police, les représentants des élèves, des parents et des circonscriptions scolaires, a été créé par le Surintendant des écoles aux termes de l'article 85 de la loi n° 685.
Par ailleurs, l'Assessorat de l'Instruction Publique participe à l'activité du groupe technique permanent de travail, chargé de la planification, du contrôle et de l'assistance concernant les actions de prévention, traitement et réadaptation des toxicomanies.
Le Surintendant des écoles, le Président du comité et l'enseignant déchargé des cours au bureau scolaire d'éducation à la santé représentent l'école au sein de ce groupe, qui s'attache actuellement à l'étude d'un plan d'action systématique en matière d'éducation à la santé et de prévention des toxicomanies dans le secteur de l'école. Tout programme de prévention nécessite aussi une connaissance précise de la communauté environnante, d'où l'importance d’enquêtes permettant de chercher les facteurs susceptibles d'exercer une influence sur la consommation de drogue. C'est ce qu'on a fait à l'intérieur des établissements d'écoles secondaires supérieures par une enquête menée en donnant application aux dispositions de ce groupe technique, enquête qui a été publiée et qui concerne l'année 1987. Le deuxième rapport qui se réfère à l'année 1988 est en cours de publication et donc là on pourra avoir tous les renseignements nécessaires pour pouvoir intervenir dans ce domaine.
Mais une activité éducative, conçue aux fins de prévention contre l'abus de drogue, diffère quelque peu des autres enseignements, qui visent à donner la maîtrise d'une discipline déterminée; il ne s’agit pas seulement de dispenser une information en vue de faire acquérir une connaissance. Nous savons depuis quelques années qu'une éducation conçue comme un choix de pure information, diffusée souvent sans discrimination, sans tenir compte par exemple de divers niveaux de développement psychologique, et non intégrée dans le processus éducatif, est non seulement inefficace, mais encore peut être dangereuse dans de nombreux cas, parce qu'elle risque d’entraîner un phénomène d’attirance, le phénomène bien connu par le spécialistes de curiosité ou de la transgression des interdits.
L'éducation préventive ne doit donc pas viser tant à faire acquérir des connaissances nouvelles, mais à provoquer une modification du comportement et dans de nombreux cas du comportement à terme, c'est-à-dire au sortir de l'institution éducative; de ce fait l'éducation préventive contre l'abus de drogue fait partie déjà d'un ensemble d'actions éducatives à caractère pluridisciplinaire, relatives à des problèmes sociaux qui ont trait à divers aspects de la qualité de la vie, tels que l’éducation relative à la santé.
Il faut donc atteindre l'intégration de l’éducation préventive dans le programme d'enseignement scolaire et d'éducation extra-scolaire, de façon à en garantir le développement généralisé. Il faut de plus assurer sa prise en charge financière par le budget de l’éducation: c'est ce qu'on est en train de faire et de par les dispositions qui sont édictées dans le domaine de l'éducation à la santé et qui se rapportent aux différentes disciplines scientifiques, qui à l'intérieur de leur programme d'enseignement se sont chargées aussi de cette question d'information, d'éducation sanitaire, et de par les différentes interventions qui sont sollicitées par les conseils d'établissement. En effet notamment dans les établissements de deuxième degré l’éducation à la santé et la prévention des toxicomanies fait déjà l'objet de la normale éducation didactique, mais à la demande des conseils de circonscription et d'établissement des cours d'éducation sanitaire à l'intention des élèves et des parents, ainsi que des cours de formation pour le personnel enseignant, ont été organisés. En prenant seulement les données de ces dernières années scolaires, depuis l'année scolaire 1985-86 jusqu'à l'année dernière on a organisé et on a financé en tant qu'assessorat de l'Instruction Publique, toujours avec la coordination de ce groupe permanent, 15 cours à l'intention des enseignants et des parents d'élèves.
Si on tient compte que seulement l'année scolaire 1987-88 a vu l'organisation de 11 de ces cours, il me semble qu'on est en train de donner les informations nécessaires, tout en tenant compte des spécificités et des conditions requises. Cette année on a déjà soumis à l'attention du groupe 3 projets, qui nous ont été présentés par les établissements scolaires, à l'intention et des enseignants et des parents et des élèves.
Pour conclure, nous pensons que l'activité d'information, d'éducation sanitaire ne doit se limiter à informer, former ou favoriser les initiatives autonomes des parents d'élèves ou des élèves; il faut aussi - et là c'est un autre engagement de l'assessorat - améliorer la qualité de la vie scolaire, développer la capacité de l'école d'assister, de récupérer les élèves, d'affronter leurs problèmes, tels que l'échec scolaire, et ce dans un cadre intégré de coopération avec les parents d'élèves et les collectivités locales.
L'engagement de l'assessorat c'est d'aller aussi dans cette direction, en se penchant sur ces problèmes et en voyant quelles mesures l'on peut introduire pour favoriser aussi la vie scolaire des élèves et donc éviter que ces même soient tentés par l'affectation des drogues licites ou illicites.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Presidente Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Je n'ai pas grand-chose a ajouter après les interventions des Assesseurs compétents.
Je dois avant tout dire - il peut paraître un paradoxe - que d'après les relations de l’organisation mondiale de la santé etc., je suis convaincu qu'on gagnera bien avant le défi contre le SIDA plutôt que contre la drogue, car le SIDA c'est une maladie et on sait comment intervenir, tandis que pour ce qui est de la drogue c'est très difficile de dire quel est le point de départ, comment commence l'attitude d'un jeune envers les drogues.
La discussion d'aujourd'hui a donné la possibilité aux différents Conseillers d'intervenir encore une fois sur un problème qui sans doute mérite toute l'attention et le temps qu'il va prendre au Conseil régional.
Cependant je dois dire que comme c'est indispensable qu'il y ait le maximum de coordination au niveau régional, il est nécessaire d'avoir la possibilité de coordonner les différentes activités au niveau national et international, car surtout la lutte contre le marché de la drogue ne peut pas être affrontée à niveau local, tout en signalant que l'activité contre ceux qui vendent la drogue a donné des résultats significatifs. Je dois remercier aussi l'engagement des forces de l'ordre par rapport à ce problème; il y a une activité de prévention qui est faite un peu partout justement pour intervenir préalablement et donc porter en avant ce travail.
Les différentes rencontres sur l'ordre public nous donnent la possibilité d'évaluer le type d'intervention. La Commission dont ont parlé les Assesseurs a le but d'examiner les propositions et de les porter à l'attention des organes compétents. La proposition qui présentera l'Assesseur va conclure la discussion sur ce que nous avons dit et surtout va donner un essor aux travaux que sont en train de faire les experts, en accord avec les assessorats compétents, travaux qui nous donneront la possibilité d'évaluer d'ici quelques mois le document qui pourrait reprendre les propositions dont on parlé déjà les Assesseurs et donner un programme pour les années à venir, comme activité de prévention, d'intervention et de réhabilitation.
Là c'est l'engagement de l'Administration régionale dans son ensemble et de ma part, en tant que Président et membre: du comité de l'ordre public, qui a un engagement assez spécifique.
J'ai entendu aujourd'hui les interventions des différents Conseillers qui ont repris un peu le débat au niveau national. A ce propos il faut dire que les forces politiques ont modifié leur attitude et nous le signalons, car il y a quelque temps il y avait différentes propositions, comme a rappelé M. Aloisi, pour libéraliser la drogue. Ce changement d'avis donne aujourd'hui de résultats assez différents: la proposition de loi au niveau national donne une identité aux travaux qui est entièrement différente des propositions qui avaient été faites, il y a quatre années, de la part de certains partis. Je dois avouer qu'on apprécie une attitude telle qu’elle est aujourd'hui, d'attention aux problèmes liés à la drogue. Je crois que chaque fois qu'on va résoudre un problème concernant le marché du travail, on donne une contribution à la solution du problème de la drogue, car les aspects sociaux sont assez importants par rapport à l'activité de prévention.
Dans son ensemble l'Assesseur pourra faire une proposition, que j'espère soit acceptée de tout le monde, qui va résumer les intentions et la disponibilité des forces, par rapport aux problèmes de la drogue.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore Lanièce, ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Se il Consigliere Aloisi è d'accordo a ritirare la mozione, proporremmo un deliberato, ritenendo valide le considerazioni avanzate dal PCI riferendosi alla mozione, che recita:
di impegnare la Giunta ad illustrare alla V Commissione consiliare permanente:
1) i risultati delle indagini già in corso sulla attuale situazione del problema droga in Valle;
2) le proposte relative agli interventi in campo preventivo, curativo e riabilitativo nella nostra Regione.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Mi pare che la proposta possa essere accolta con una sola parola da modificare; invece che a "illustrare", a "discutere" con la V Commissione.
Interviene fuori microfono l'Assessore Lanièce per fornire chiarimenti.
MAFRICA (PCI):Va bene, ammettiamo che sia implicito....
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (MSI):La mozione presentata dal sottoscritto ha avuto un esito positivo, nel senso che ha dato la possibilità di dibattere il problema; questo era l’obiettivo che mi ero prefissato.
Al di là del fatto che è stata presentata una mozione dal MSI, che comunque - ne ero certo - non sarebbe passata, il nostro intento era quello di affrontare l'argomento. Quindi, penso che la richiesta fatta dall'Assessore, di concludere questo dibattito con un impegno da parte dell'intero Consiglio, sia da me accettabile. Ringrazio L'Assessore alla Pubblica Istruzione per l'illustrazione che è stata fatta; comunque ci dà la possibilità di valutare come con il passare del tempo questi impegni saranno mantenuti.
Con questa premessa e con questo impegno accolgo l'indirizzo dell'Assessore, ritiro la mia mozione e voterò il deliberato proposto dall'Assessore.
PRESIDENTE:Riassumendo, gli emendamenti erano tre: uno presentato dal Consigliere Aloisi, che era sostitutivo di gran parte della sua mozione, il secondo presentato dal Consigliere Mafrica, e il terzo proposto dalla Giunta. Adesso, con il ritiro della mozione da parte del Consigliere Aloisi, il terzo emendamento diventa un ordine del giorno, le cui premesse sono quelle dell’emendamento presentato dal Consigliere Mafrica.
Do lettura del testo dell'ordine del giorno:
CONSIDERATO che il problema del consumo di droga, espressione di una complessa situazione di disagio, soprattutto giovanile, ha assunto caratteristiche allarmanti anche nella nostra Regione;
RITENUTO necessario approfondire le cause di un tale fenomeno e sottoporre a valutazione gli strumenti di intervento finora predisposti e le iniziative ancora da avviare, in particolare sul terreno della prevenzione;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
DELIBERA
di impegnare la Giunta ad illustrare alla V Commissione consiliare permanente:
1) i risultati delle indagini già in corso sulla attuale situazione del problema droga in Valle d'Aosta;
2) le proposte relative agli interventi in campo preventivo, curativo e riabilitativo nella nostra Regione.
Lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità
