Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 279 del 11 gennaio 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 279/IX - "INCARICO ALLA II COMMISSIONE CONSILIARE DELL'ANALISI DEL DISAGIO ABITATIVO IN VALLE D'AOSTA E DELL'INDIVIDUAZIONE DI CONCRETE MODALITA' DI INTERVENTO". (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE:Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 32 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

MOZIONE

RILEVATO che anche in Valle d'Aosta vi è ancora una forte domanda di abitazioni e che sono numerosi coloro che vivono in situazioni abitative precarie ed inadeguate;

EVIDENZIATO, in particolare, che per il recente bando per l'assegnazione ad Aosta di una cinquantina di alloggi di edilizia economico-popolare sono state presentate ben 598 domande;

EVIDENZIATO altresì che, nel solo capoluogo regionale, vi sono circa 150 famiglie colpite da sfratto esecutivo che non sanno dove e come trovare un alloggio in affitto;

SOTTOLINEATO che è compito della pubblica amministrazione garantire a tutti i cittadini il diritto ad una abitazione dignitosa ad un prezzo equo;

AL FINE di avere un quadro completo dell'entità e della distribuzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta e di individuare concrete modalità di intervento;

il Consiglio regionale

DELIBERA

1) di costituire un Gruppo di lavoro in caricato: a) di fare un censimento dell'entità e della distribuzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta; b) di quantificare il fabbisogno di edilizia abitativa per il decennio 1990-1999, analizzando le caratteristiche della domanda ipotizzata; c) di formulare al Consiglio regionale delle concrete proposte di intervento;

2) il gruppo di lavoro sarà composto dall'Assessore regionale ai Lavori Pubblici con funzioni di Presidente, dal Presidente dell'IACP da un Consigliere designato dalla maggioranza del Consiglio regionale; da un Consigliere designato dalla minoranza del Consiglio regionale; da un funzionario del Servizio Studi, programmi e progetti della Presidenza della Giunta; da un funzionario dell'Assessorato ai Lavori Pubblici; dal responsabile dell'ufficio casa del Comune di Aosta;

3) le funzioni di segreteria saranno svolte da personale della Presidenza del Consiglio regionale ed il Gruppo di lavoro potrà promuovere audizioni e ricorrere, tramite la Presidenza del Consiglio regionale, ad apposite consulenze;

4) il Gruppo di lavoro dovrà presentare al Consiglio regionale un rapporto sui dati e le conclusioni dello studio entro un anno dalla sua costituzione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Questa mozione parte dalla constatazione che in Valle d'Aosta vi è ancora, purtroppo, un grave problema di disagio abitativo. In questi ultimi mesi, anche per la vicenda del bando per l'assegnazione di abitazioni di edilizia economico-popolare, si è potuto constatare come la disponibilità di alloggi da assegnare attraverso la forma dell'edilizia sovvenzionata sia enormemente sproporzionata rispetto alla domanda.

Questo problema esiste ed è particolarmente acuto ad Aosta, ma è presente anche in altri centri della Regione: Courmayeur, Pont-Saint-Martin ed in altre località del centro Valle. Tuttavia nei confronti di questo problema c'è una difficoltà d'intervento da parte dell'Amministrazione regionale, che, pur avendo notevoli disponibilità finanziarie, non ha ancora definito una linea coerente di intervento rispetto al problema dell'edilizia economico-popolare, infatti, specie in quest'ultimo decennio, si è sostanzialmente limitata a girare ai Comuni i finanziamenti previsti dalle leggi statali.

Esiste invece il problema di avere una propria linea politica precisa e delle proprie scelte di politica abitativa, per cui la proposta che viene formulata con questa mozione è quella di costituire un gruppo di lavoro a termine, nel senso che dovrebbe fare uno studio o una relazione e poi sciogliersi, con il precipuo compito di fare un censimento dell'entità della distribuzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta, cioè di vedere quali sono i Comuni in cui questo disagio è più accentuato, quali sono le caratteristiche di questa domanda di edilizia economico-popolare, perché si tratta di una domanda diversificata, cercare di quantificare il fabbisogno di edilizia abitativa nel prossimo decennio e, sulla base appunto di questi dati, articolare poi una proposta che dovrà essere esaminata e discussa, ed eventualmente votata, da parte del Consiglio regionale.

Si propone che questo gruppo di lavoro, affidato alla Presidenza dell'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, sia composto dal Presidente dell'Istituto Autonomo delle Case Popolari, da un Consigliere della maggioranza e da uno della minoranza, da alcuni funzionari dell'Amministrazione regionale, che già si occupano di problemi connessi alla questione abitativa, ed inoltre dal responsabile dell'ufficio case del Comune di Aosta, in quanto si tratta del Comune che ha maggiormente presente questo tipo di problema.

Credo che un gruppo di lavoro di questo genere, senza appesantire i lavori e l'attività del Consiglio, potrebbe arrivare con una certa agilità ed in tempi brevi - si è proposto al massimo un anno, ma l'arco di tempo potrebbe anche essere più breve - ad avere un quadro o una radiografia del disagio, di quello che è già stato fatto, dei problemi che ancora sono aperti e di come si possa intervenire, lasciando poi al Consiglio ed alla Giunta di articolare, evidentemente sulla base di queste analisi e proposte, delle scelte legislative concrete.

Io credo che come Consiglio regionale, come Giunta e come Amministrazione, dobbiamo farci carico di questo problema molto grave, che, pur non essendo estesissimo perché non coinvolge forse migliaia e migliaia di persone, è vissuto in modo drammatico da chi si trova in queste situazioni. Noi non possiamo permettere che in una Regione, che ha le possibilità di risolvere alla radice questo problema, ci siano ancora centinaia di famiglie in situazioni di disperazione, perché non riescono a trovare un alloggio in affitto a condizioni sostenibili per i loro redditi. La situazione è proprio questa ed è molto difficile anche dal punto di vista psicologico.

Allora io credo che vada fatto uno sforzo d'indagine, di conoscenza e di intervento, tanto più che la nostra Amministrazione è in grado di sostenere questo sforzo.

Chiedo, quindi, al Consiglio di approvare questa mozione, di istituire questo gruppo di lavoro e, soprattutto, di attuare evidentemente degli interventi concreti.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Dico subito che noi siamo favorevoli alla mozione presentata dal Consigliere Riccarand, nel senso che sentiamo forte l'esigenza di fare nuovamente il punto sull'intervento pubblico nell'edilizia residenziale, anche a fronte dell'esaurimento del piano decennale dello Stato, perché negli anni passati questa Amministrazione, per quanto riguarda le case da affittare a canone sociale o ad equo canone, e sostanzialmente vissuta utilizzando i finanziamenti dello Stato: ma alcuni di questi, specie nella città di Aosta, non sono ancora stati spesi, e questo è un piccolo scandalo, perché avrebbero dovuto essere utilizzati da anni.

Il finanziamento dello Stato però si è fermato, ma so di un progetto per il rifinanziamento di un piano decennale per l'edilizia residenziale pubblica; anzi, tra non pochi giorni c'è un convegno che formulerà le proposte alternative delle Regioni su quel progetto e quindi è opportuno che anche la nostra Regione dica qualcosa in quella sede.

Riprendo il filo del ragionamento, per ribadire che esiste il problema di una politica regionale, che si preoccupi di avere una quota importante di edilizia controllata pubblicamente, da utilizzare per le fasce meno abbienti da un lato e dall'altro per il crescente fenomeno, prima denunciato, degli sfrattati, vale a dire delle famiglie che, pur avendo la disponibilità economica per pagare l'equo canone, non trovano fisicamente l'immobile. Già in altra occasione abbiamo detto che non dobbiamo pensare di aver risolto, come Regione, il problema della casa con l'intervento a favore dell'acquisizione della prima casa, perché resta quella fascia di intervento pubblico che deve essere realizzata e qualificata. A nostro avviso, in particolare per i Comuni della Valle, dobbiamo incentivare la politica di acquisizione e di recupero di alcune parti dei centri storici, perché possano essere utilizzati in questo modo.

Esiste anche la necessità di avere un collegamento più organico (ed in questo senso siamo favorevoli all'istituzione della Commissione) tra la politica regionale e l'intervento dell'IACP.

Ripeto qui quanto ho già detto altre volte, cioè che a me non sono mai piaciuti i termini "Istituto Autonomo" e tantomeno mi piacciono gli altri due "Case Popolari": oggi si parla di "edilizia residenziale pubblica" ed anche per la Regione c'è la possibilità legislativa, che viene percorsa ormai da alcune Regioni a statuto ordinario, di trasformare gli IACP in Aziende regionali per l'edilizia residenziale pubblica - ecco una strada da seguire! per avere un coordinamento di tipo regionale o un'azienda di tipo regionale che si occupi e si preoccupi di questo tipo di politica.

Queste sono sinteticamente le ragioni per le quali noi riteniamo utile la formazione di un gruppo di lavoro e per le quali riteniamo di dover intervenire successivamente, anche con proposte più articolate, su questa materia.

PRESIDENTE:Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Le débat sur les problèmes du logement nous porterait très loin; on en a déjà parlé à maintes reprises au moment où on a discuté des lois de financement, des modifications aux projets concernant le fonctionnement de l'Institut des Maisons Populaires. A ce sujet je dois dire qu'il y a déjà des pourparlers avec les responsables pour présenter un projet de loi qui aille dans la direction que tout à l'heure M. Tonino donnait, c'est-à-dire reprendre un raccord entre l'Administration régionale et l'administration existante, et nous sommes déjà en train de prédisposer un projet de loi régionale dans ce sens.

Sans doute le problème existe et si quelqu'un a suivi ce qu'on a montré récemment à la télévision, il se serait aperçu qu'il paraissait d'être dans une Région du sud. Certes, quelqu'un a exagéré une situation qui se vérifie dans deux ou trois cas et je voudrais dire qu'on n'a pas dit un mot sur le fait que certaines requêtes qui ont été présentées ne sont pas admissibles. parce que existent des critères que l'on doit appliquer; donc, il ne s'agit pas de l'exigence de la maison, mais d'avoir une requête qui a des motivations suffisantes.

Je regrette le fait qu'il y ait cette attitude à exagérer les problèmes, même s'ils existent réellement. On est tellement convaincu de ce fait qu'on avait présenté des propositions de loi là où on prévoyait d'intervenir surtout pour le réaménagement des vieilles maisons. Les Conseillers savent très bien qu'on n'a pas pu utiliser certains financements, là où il a fallu déplacer les fonds établis pour l'achat de nouveaux bâtiments. Tout de même, les problèmes qui concernent soit la construction de nouvelles bâtisses, soit l'utilisation des logements existants peuvent être examinés aussi par le Conseil, même si celle-ci serait une compétence surtout des Communes.

Par conséquent, sans entrer dans le fond de la question, je dois dire qu'on proposerait des modifications à la motion même: au premier alinéa, je dirais de substituer "decennio" avec "cinque anni", car je crois qu'il est déjà beaucoup et on pourrait avoir une première analyse pour les cinq ans qui vont du 1990 au 1995; pour le deuxième point, au lieu de prévoir un nouveau groupe de travail, je dirais d'utiliser la deuxième Commission, qui est compétente dans ce sens, avec l'intégration du Président de l'Institut des Maisons Populaires et du Syndic de la Commune d'Aoste. Si, par hasard, il y avait l'exigence de consulter des Communes intéressées au problème, ce serait la Commission même qui irait convoquer les Syndics pour les faire participer à la Commission.

Pour le troisième point, je dirais qu'il est inutile de discuter, étant donné que la deuxième Commission s'occupera de ces thèmes, donc il n'y aura pas de problèmes de secrétaire, etc.

Pour le quatrième point je dirais qu'il serait mieux si les travaux pouvaient être achevés avant le terme indiqué: tout de même, je crois qu'une année est suffisante pour avoir le matériel à examiner de la part du Conseil qui l'analysera ensuite.

Je voudrais souligner encore que pour le premier point, au lieu de dire "costituire un gruppo di lavoro", on pourrait dire "incaricare la seconda Commissione..."

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):E' importante che si faccia una radiografia della situazione del disagio abitativo, perché è di fondamentale rilevanza poter disporre di un preciso quadro di riferimento.

Giustamente il Presidente della Giunta, rivolgendosi anche agli organi di informazione, dice che non bisogna accentuare determinati aspetti, che però esistono...

( ....... Interruzione del Presidente Rollandin...... )

Sicuramente alcune cose sono state fatte, però il problema è che comunque esiste un disagio oggettivo. al di là dei servizi giornalistici. perché i dati stessi delle graduatorie e le domande che vengono presentate dimostrano che il disagio è reale, per cui bisogna riuscire ad intervenire, per affrontare questi problemi dando loro una risposta.

A me sembrava che la proposta del gruppo di lavoro fosse più agile rispetto all'affidamento di tale incombenza ad una Commissione permanente, che ha già un notevole carico di lavoro legato alla normale attività del Consiglio. Comunque, se si ritiene che la 2a Commissione, integrata dal Presidente dello IACP e dal Sindaco di Aosta, possa svolgere questo lavoro, sentendo eventualmente anche i Sindaci degli altri Comuni, io sono d'accordo e, quindi, accolgo la proposta di modifica che è stata presentata dal Presidente della Giunta.

Chiedo solo che, prima della votazione, si dia una lettura della mozione nel testo che sarà posto in votazione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Vorrei solo fare una considerazione sull'osservazione del Presidente della Giunta, che diceva: "Non si possono fare servizi scandalistici su alcuni casi particolari, dimenticando tutto ciò che in Valle d'Aosta è stato fatto per risolvere il problema della casa".

Io devo comunque dire che, per Aosta, 600 domande su 12.000 famiglie rappresentano il 5% della popolazione. E' chiaro che si tratta di un problema che non riguarda né la totalità, né la maggioranza dei cittadini, ma che riguarda una parte di cittadini che deve comunque essere tenuta presente.

In questo caso voglio osservare che sono forse più numerosi i casi in cui la RAI e la stampa in generale espongono in qualche modo le posizioni e le attività della Giunta o del Consiglio. che non i casi in cui la stessa RAI e la stampa prendono in considerazione situazioni particolari. Mi sembra che se per una volta i giornalisti vanno anche a cercare delle cose che interessano i cittadini e si sottraggono ad un clima piuttosto generale di attenzione a quello che fanno il potere. la Giunta ed il Consiglio, non sia il caso di lamentarsi troppo.

PRESIDENTE:Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand, nel testo comprensivo dell'emendamento presentato dal Presidente della Giunta ed accettato dal Consigliere proponente.

MOZIONE

RILEVATO che anche in Valle d'Aosta vi è ancora una forte domanda di abitazioni e che sono numerosi coloro che vivono in situazioni abitative precarie ed inadeguate;

EVIDENZIATO, in particolare. che per il recente bando per l'assegnazione ad Aosta di una cinquantina di alloggi di edilizia economico--popolare sono state presentate ben 598 domande;

EVIDENZIATO altresì che nel solo capoluogo regionale, vi sono circa 150 famiglie colpite da sfratto esecutivo che non sanno dove e come trovare un alloggio in affitto;

SOTTOLINEATO che è compito della pubblica amministrazione garantire a tutti i cittadini il diritto ad una abitazione dignitosa ad un prezzo equo;

AL FINE di avere un quadro completo dell'entità e della distribuzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta e di individuare concrete modalità di intervento;

il Consiglio regionale

DELIBERA

1) di incaricare la II Commissione consiliare permanente, integrata dal Sindaco di Aosta e dal Presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari: a) di fare un censimento dell'entità e della distribuzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta; b) di quantificare il fabbisogno di edilizia abitativa per il quinquennio 1990-1994, analizzando le caratteristiche della domanda ipotizzata; c) di formulare al Consiglio regionale delle concrete proposte di intervento;

2) la Commissione dovrà presentare al Consiglio regionale un rapporto sui dati e le conclusioni dello studio entro un anno.

PRESIDENTE:.Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità