Oggetto del Consiglio n. 258 del 11 gennaio 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 258/IX - APERTURA DI UNA CAVA DI PIETRA NEI PRESSI DEL PONTE DI SAINT - MARCEL (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
CONSTATATO che a Saint - Marcel, nei pressi del ponte che collega la Statale n. 26 con la strada che conduce in paese, è stata aperta una cava di pietra;
RILEVATO che l'estrazione dei blocchi di pietra della parete rocciosa sta accentuando la deturpazione ambientale di una zona già in parte degradata;
SOTTOLINEATO, inoltre, che i lavori in corso provocano grave intralcio alla circolazione sulla Strada Statale n. 26 e determinano il formarsi di lunghe code di veicoli
AL FINE di conoscere in che modo e da chi sono stati autorizzati i lavori in corso nonché le intenzioni in merito della Giunta regionale il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore regionale ai lavori Pubblici per conoscere:
1) chi, ed in base a quali pareri, ha autorizzato l'apertura di una cava di pietra a ridosso della Strada Statale n. 26 nei pressi del Ponte di Saint - Marcel;
2) quale impresa sta eseguendo i lavori e dove vengono trasportati i blocchi di pietra estratti dalla parete rocciosa;
3) se esiste un progetto di sistemazione ambientale della zona interessata agli attuali lavori, chi ha redatto tale progetto, da chi è stato approvato e per quale importo di spesa;
4) che cosa intende fare la Giunta regionale per ricondurre sotto controllo l'indiscriminata proliferazione di cave su tutto il territorio regionale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Tutti abbiamo notato che a Saint - Marcel, nei pressi della strada statale n. 26 ed a circa 300 metri dal ponte che conduce all'abitato di Saint - Marcel, è stata aperta di fatto una cava di pietra. Si tratta di un lavoro di demolizione di uno sperone roccioso molto ampio, ma questo lavoro crea grandi intralci alla circolazione, perché causa lunghe code. Ci sembra inoltre che quel luogo sia il meno adatto per una cava.
Questa interpellanza vuole appunto capire come ed in base a quali criteri sia stato possibile autorizzare l'apertura della cava in quella località.
Premetto subito che una possibile obiezione potrebbe riguardare l'allargamento della strada. In realtà non si tratta di un allargamento, innanzitutto perché non capisco la ragione per la quale si dovesse allargare la strada proprio in quel punto e poi perché, se si doveva allargare la strada all'altezza del ponte, per agevolare la svolta verso Saint - Marcel, si sarebbe potuto intervenire esattamente in quel punto, senza alcuna difficoltà, mentre si è intervenuti addirittura all'altezza della centrale idroelettrica di Saint - Marcel, cioè a 300 metri di distanza, con l'esecuzione di lavori di enorme entità, sicuramente dell'ordine di miliardi. Si tratta quindi di una vera e propria cava, anche perché non si potrebbe giustificare altrimenti questo intervento.
Teniamo presente, inoltre, che siamo in riva alla Dora, quindi in zona sottoposta al vincolo della legge Galasso, per cui io vorrei anche sapere se esiste una autorizzazione, come previsto appunto dalla legge citata, per questo tipo di intervento.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (DC):La risposta all'interpellanza è già stata data, sia pure in parte, dallo stesso Consigliere Riccarand, quando ha detto: "Mi si potrebbe obiettare che non si tratta di una cava". A quanto ci risulta, si tratta di lavori che vengono eseguiti dall'impresa Follioley per conto dell'ANAS e che sono stati progettati da quest'ultima nell'ambito degli interventi per il miglioramento della strada statale n. 26, che in quel punto prevedono il miglioramento dell'imbocco della strada regionale dal Ponte di Saint - Marcel, con conseguente asportazione di una certa quantità di materiale lapideo. E' questa asportazione che fa ritenere al Consigliere Riccarand che si tratti di una cava. Di fatto si tratta di una cava, sia pure impropria, ma questi lavori sono resi indispensabili dalla necessità di allargare la strada statale n. 26.
C'è una lettera del Corpo delle Miniere, che chiede all'impresa Follioley tutti i documenti e tutti i progetti relativi ai lavori in corso. La lettera è inviata per conoscenza all'Assessorato ai Lavori Pubblici, proprio nello spirito di collaborazione che noi abbiamo richiesto e che si è instaurato fra il Corpo delle Miniere e l'Assessorato ai Lavori Pubblici in questa fase, durante la quale il Corpo delle Miniere ha ancora funzioni di polizia mineraria, a ciò delegato da una deliberazione della Giunta regionale del 1982, nell'attesa che tali funzioni vengano riprese dalla Regione Valle d'Aosta, sulla base di una proposta di normativa che quanto prima verrà portata all'attenzione del Consiglio regionale.
Penso che la domanda di fondo del Consigliere Riccarand sia la quarta dell'interpellanza, che chiede "che cosa intende fare la Giunta regionale per ricondurre sotto controllo l'indiscriminata proliferazione di cave su tutto il territorio regionale". Nell'ultimo Consiglio regionale, rispondendo ad un'interpellanza relativa all'ipotesi di una cava in prossimità di Quart, ho già avuto modo di dire che c'è una corrispondenza fra la Regione ed il Corpo delle Miniere, volta a limitare o a chiudere l'apertura di nuove cave in questa fase di transizione e nell'attesa che venga presentato al Consiglio regionale il piano delle cave, che per la verità è già quasi completato.
Torno a ripetere che, nel caso specifico, non si tratta di una cava, ma di un allargamento di strada, che porta come conseguenza l'asportazione di una certa quantità di materiale. Ciò non toglie che ci sia stato comunque un interessamento da parte del Corpo delle Miniere, con tutto quanto sarà ad esso conseguente.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Io non sono per nulla soddisfatto della risposta che mi è stata data, perché lì si tratta proprio di una cava: già due anni fa noi avevamo segnalato in Consiglio che si sarebbe intervenuti per tirare giù quello sperone roccioso per ricavarne dei blocchi di pietra. L'intervento sulla strada è solo un pretesto per la cava, nel senso che non è vero l'inverso, cioè che per allargare la strada si tirano giù delle pietre..
(...Interruzione dell'Assessore Fosson...)
... E' così! E' proprio così! E siccome questo lo avevamo già detto due anni fa, ecco che adesso ce ne viene la conferma. Del resto si è intervenuti anche 200 metri più sopra, dove ci sono squarci ancora aperti di cave che voi avete lasciato aprire e coltivare e che ora sono rimaste lì, senza preoccupazione da parte di nessuno perché non c'è stato alcun intervento di ripristino.
Nell'interpellanza c'è una precisa domanda che chiede "se esiste un progetto di sistemazione ambientale della zona interessata agli attuali lavori, chi ha redatto tale progetto, da chi è stato approvato e per quale importo di spesa"; ma ad essa non è stata data alcuna risposta.
Vedremo tra un anno in che condizioni si troverà quell'intervento. Già prima la situazione non era delle migliori. ma vedremo allora come sarà sistemata quella zona con quel lavoro enorme che sicuramente verrà fatto, perché praticamente si tirerà giù tutto quello sperone, con un intervento che non si giustifica affatto con l'esigenza di allargare la strada e di creare una corsia per girare verso il ponte di Saint - Marcel.
Ribadisco il nostro giudizio, precisando che siamo totalmente insoddisfatti della risposta, perché ci sembra che non si sia prestata attenzione a questo problema. Torno a ripetere che questa zona è vincolata ai sensi della legge Galasso, perché è a meno di 150 metri dalla riva della Dora Baltea, che in questa zona non è stata sottratta a tale vincolo, il quale quindi è pienamente operante. Vorrei sapere pertanto se esiste l'autorizzazione della Sovraintendenza. Non credo, perché non è stata citata. Credo invece che non esista un progetto di ripristino ambientale e che l'apertura di una cava sia spacciata per allargamento della strada.
Ben sappiamo che Follioley sta facendo dei lavori di arginatura lì vicino: probabilmente ha bisogno di blocchi di pietra, che prende in questa cava e se li fa pagare; poi li mette di là e se li fa pagare anche di là. Questo è il meccanismo; del resto, è con questa logica che è stata fatta tutta una serie di interventi lungo la strada statale n. 26, con l'unica giustificazione di ricavare delle pietre e farsi pagare due volte lo stesso lavoro.
