Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3728 del 6 maggio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3728/VIII - DELIMITAZIONE TERRITORIALE DI ALCUNE CONSORTERIE DEL COMUNE DI AYAS. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Cout e Tonino:

INTERPELLANZA

Il Presidente della Giunta regionale con decreto in data 27 luglio 1982, n. 689 riconosceva come enti speciali di natura pubblica diverse Consorterie del Comune di Ayas, facendo riferimento per la delimitazione territoriale a quanto risulta dal Catasto Terreni del Comune di Ayas del 1 771 ;

In data 14 dicembre 1987 il Presidente della Giunta emetteva il nuovo decreto n. 5602/1213 con cui modificava il precedente per la parte riguardante terreni che da sempre erano ritenuti appartenere al patrimonio della consorteria e sui quali da tempo immemorabile sono stati esercitati i diritti di pascolo e legnatico da parte dei cittadini di Ayas facenti parte delle relative consorterie;

Considerato che tale provvedimento modifica la delimitazione dei confini della consorteria, riconoscendo e assegnando praticamente la proprietà di alcuni terreni a privati, togliendoli alla consorteria, senza però essere suffragato e basato su validi e necessari presupposti;

Tenuto presente che tale decisione è inopportuna, inadeguata, in contrasto con lo spirito stesso della legge regionale sulle consorterie, e anche precipitosa, in quanto sulla questione esistono controversie in atti pendenti e per cui si attende decisione da parte del Commissariato Usi Civici, e che in questo caso dalla legge regionale 5 aprile 1973, n. 14, concernente "Norme riguardanti le consorterie nella Valle d'Aosta" viene espressamente previsto all'art. 5: "Il Presidente della Giunta regionale promuove avanti il predetto Commissariato di Torino in giudizio ricognitivo sulle terre di uso collettivo la cui natura giuridica sia dubbia o controversa";

Tenuto altresì presente che da parte di cittadini di Ayas consortisti interessati a difendere diritti riconosciuti per legge, è stato a suo tempo richiesto un ritiro del decreto, decisione sinora rifiutata dal Presidente della Giunta e che sono stati presentati da parte loro ricorsi al TAR;

Valutando opportuno non creare un pericoloso precedente che potrebbe creare problemi per l'integrità e al limite la sopravvivenza stessa delle Consorterie;

I sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) i motivi e le valutazioni che lo hanno portato alla emissione del decreto del 14 dicembre 1987 n. 5602/1213;

2) se intende ritirarlo e cosa intende fare per non creare un precedente pericoloso e salvaguardare i giusti diritti vecchi di secoli e il riconoscimento delle Consorterie che sono non indifferente patrimonio sotto vari aspetti e punti di vista della storia, delle tradizioni e degli usi della Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Penso che tutti i Consiglieri sappiano che in Valle d'Aosta le consorterie sono regolate da una legge del 1973 e che su di esse si applica il controllo da parte della Giunta regionale. Nella legge citata si dice che i beni immobili delle consorterie sono indivisibili e non possono essere alienati a favore di privati.

Con un primo decreto del 1982, emanato dall'allora Presidente della Giunta, Andrione, diverse consorterie del Comune di Ayas vennero riconosciute come enti speciali di natura pubblica e, per quanto attiene alla loro delimitazione territoriale, in esso si faceva riferimento, addirittura, al Catasto dei terreni del Comune di Ayas del 1771.

Il 14 dicembre 1987 il nuovo Presidente della Giunta, Rollandin, emetteva un altro decreto (n. 5602/1213) di natura abbastanza diversa, che modificava il precedente nella parte che riguarda i terreni, che da sempre erano ritenuti appartenere al patrimonio pubblico della consorteria e sui quali si può dire che da secoli erano esercitati sia i diritti di pascolo che di legnatico da parte dei cittadini di Ayas che facevano parte della consorteria.

Tale provvedimento modifica la delimitazione dei confini della consorteria, ma, cosa a nostro parere più grave, assegna praticamente la proprietà di alcuni terreni a dei privati e li toglie, pertanto, alla consorteria; tutto ciò senza che vi siano validi e necessari presupposti.

Noi riteniamo, quindi, che questa decisione sia inopportuna, inadeguata e, addirittura, in contrasto con lo spirito della legge regionale sulle consorterie e riteniamo che si tratti anche di una scelta abbastanza precipitosa, visto e considerato che sull'argomento esistevano già delle questioni pendenti, per le quali si attende una prossima decisione da parte del Commissariato degli usi civici di Torino.

Proprio la legge regionale che citavo all'inizio, infatti, all'articolo 5 dice esattamente:

"Il Presidente della Giunta regionale promuove avanti il predetto Commissariato di Torino un giudizio ricognitivo sulle terre di uso collettivo la cui natura giuridica sia dubbia o controversa".

Proprio per questo si è levata la reazione degli abitanti di Ayas che fanno parte delle consorterie, che intendono difendere i diritti che sono loro riconosciuti dalla legge e a suo tempo è stato anche chiesto al Presidente della Giunta di ritirare il decreto; ma non mi risulta che finora questa decisione sia mai stata presa. Oltre a ciò, mi sembra che da parte della consorteria e da parte del Comune siano stati presentati dei ricorsi al T.A.R..

A mio parere, si crea un precedente molto pericoloso, perché, se non ci sono dei presupposti più che sicuri e validi su cui fondare decreti di questo tipo, diventa possibile, in qualsiasi momento, alienare in favore di privati alcuni terreni delle consorterie. Ci sembra che ciò vada contro lo spirito e gli usi che in Valle d'Aosta si tramandano da diversi secoli. Ciò può essere anche motivo di pregiudizio per l'integrità e, al limite, per la sopravvivenza delle stesse consorterie e, pertanto, si tratta di un precedente molto pericoloso.

Con questa interpellanza, quindi, noi intendiamo conoscere i motivi e le valutazioni che hanno determinato il Presidente della Giunta a modificare, così come abbiamo già detto, un decreto precedente. Vorremmo anche chiedergli se intenda ritirarlo, proprio per non creare un precedente pericoloso, e sapere in definitiva che cosa intenda fare per salvaguardare i giusti diritti, ormai vecchi di tanti secoli, ed il riconoscimento delle stesse consorterie, che, come diciamo nella nostra interpellanza, rappresentano un "non indifferente patrimonio sotto vari aspetti e punti di vista della storia, delle tradizioni e degli usi della Valle d'Aosta".

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): La question posée par M. Cout est un sujet qui a été discuté à maintes reprises par les représentants de la consorterie; ce qu'a oublié de dire M. Cout c'est qu'il y a un autre arrêté du même genre, datant du mois d'août 1986. Ce qui est drôle c'est que sur le même arrêté, qui a les mêmes raisons, personne n'a présenté de recours; c'est toujours dans la Commune d'Ayas: il s'agit de la consorterie de Magnéaz.

Lorsqu'il s'agit de la consorterie de Bisou, les choses changent; les raisons qui sont à la base de cet arrêté sont les mêmes, car, en effet, il y avait eu précédemment et au moment de la loi un arrêté qui reconnaissait une consorterie d'après les documents de 1771; par la suite, des actes ont été présentés par des particuliers et, comme le sait sans doute le Conseiller, il s'agit en particulier des actes "riconoscimento legale" de la Royale Délégation de 1798.

Les mêmes raisons ont été posées de la part des propriétaires de la consorterie de Bisou et par conséquent j'ai agi pour Bisou comme j'avais fait pour le cas de Magnéaz. Il y a toute une série d'actes légaux qui ont été présentés et donc nous avons adopté la même mesure.

Je sais qu'il y a un recours au T.A.R. et nous attendons la décision du Commissaire "ad acta degli usi civici". J'ai déjà dit aux représentants de la consorterie qu'il n'y avait aucune prise de position contre les consorteries, mais qu'en revanche il est possible de régler certaines questions par rapport à des actes qui n'avaient pas été produits auparavant à l'Administration régionale et qui, d'après les rapports des responsables, des bureaux, ont été jugés suffisants pour permettre un arrêté de ce genre.

A l'appui de la demande il y a des actes de partage, des titres d'achat, etc. C'est la seule raison à l'origine des arrêtés en question.

Si M. Cout le souhaite, je lui donnerai une copie concernant Magnéaz qui est la même que celle de l'arrêté présenté par l'Administration régionale le 14 décembre 1985.

Je ne vois rien de contraire d'examiner les autres actes, mais je ne crois pas que ces deux arrêtés soient contre les consorteries. Les particuliers ont le droit de présenter leur requête, surtout si à l'appui il existe des documents.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): La risposta del Presidente della Giunta non ci soddisfa appieno. In questo momento non ci interessa sapere che esistono anche altri problemi per altre consorterie; anzi, se il Presidente vorrà gentilmente farmi avere una copia dell'altro decreto, gliene sarò molto grato. A nostro parere, invece, è importante sapere se in questo caso si stiano ledendo o meno i diritti delle consorterie.

Il ricorso e le osservazioni che sono stati fatti confermano che quanto diceva prima il Presidente della Giunta non può essere preso come base per l'emanazione di un decreto di assegnazione di alcuni terreni. Si tratta semplicemente di atti notarili o giudiziari di un tribunale civile che non possono essere assunti a fondamento di decisioni sulle consorterie. Molto probabilmente è proprio su questo punto che, bene o male, il decreto del Presidente della Giunta è destinato a decadere.

Signor Presidente, io non so che cosa succederà, ma staremo a vedere. Il problema è semplicemente questo: un decreto di questo genere ha provocato la reazione di tutti i consortisti che si sono premurati di preparare gli atti necessari alla difesa dei giusti diritti, secondo loro, delle consorterie. Gli uffici competenti, invece di esprimere un parere favorevole sulla possibilità o meno di predisporre un decreto del genere, avrebbero potuto fare quanto è ritenuto necessario dalla legge regionale affinché il Commissariato per gli usi civici di Torino potesse esprimersi in merito, cosa che faranno comunque, al di là di quanto stabilito dal decreto del Presidente della Giunta.