Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3720 del 6 maggio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3720/VIII - ESERCIZIO DEI CONTROLLI SUI GIOCHI PRESSO IL CASINO' IN CONCOMITANZA CON L'ASTENSIONE DEGLI STRAORDINARI DEL PERSONALE REGIONALE. Reiezione di mozione.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Sandri e Mafrica:

MOZIONE

Il Consiglio regionale

APPRESO che durante lo sciopero degli straordinari del personale regionale addetto al controllo della Casa da Gioco di Saint-Vincent si verifica frequentemente che il conteggio degli incassi alla chiusura dei tavoli da gioco venga completato senza alcun controllo regionale;

RITENUTO che tale situazione possa risultare pregiudizievole per gli interessi regionali

IMPEGNA

il Presidente della Giunta regionale ad inviare immediatamente alla SITAV una diffida dal continuare a mantenere aperti i tavoli al di là dell'ora in cui è ancora possibile il controllo da parte dei dipendenti regionali.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Signor Presidente e colleghi Consiglieri, questa mozione ha tratto origine da una specie di gita che il sottoscritto ed il Consigliere Mafrica hanno compiuto a Saint-Vincent parecchi giorni fa, verso la fine del mese di marzo.

Cosa è successo? Certamente tutti voi ricorderete che, nei primi giorni del mese di marzo di quest'anno, in questo Consiglio è iniziata una lotta sindacale, sulla base della quale i dipendenti regionali hanno intrapreso tutta una serie di azioni di lotta, anche nei nostri confronti, per ottenere determinate rivendicazioni, legate in particolare al rinnovo del contratto di lavoro.

La forma di lotta intrapresa dai dipendenti regionali che svolgono la funzione di controllori presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent è consistita nell'astensione dagli straordinari. Si tratta di un'azione di lotta della quale i controllori si erano già serviti nella primavera del 1985 e che già allora aveva dato luogo ad alcuni problemi organizzativi.

Eravamo venuti a conoscenza che i tavoli, sia dei giochi americani sia dei giochi francesi, venivano aperti alla presenza degli addetti regionali al controllo, ma che alcuni tavoli, sempre sia di giochi americani sia di giochi francesi, venivano chiusi senza la presenza degli addetti regionali al controllo. In seguito a questa notizia, noi di Nuova Sinistra, insieme al Partito Comunista, ci siamo organizzati strategicamente e, dopo aver individuato il mezzo migliore, abbiamo dato avvio alla nostra iniziativa, intervenendo direttamente presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent, per constatare "de visu" che cosa stava accadendo.

Abbiamo pensato di attuare il nostro piano di sabato, quando cioè si poteva essere certi che i giochi si sarebbero protratti oltre le ore tre del mattino, cosicché le ore di servizio entravano nella competenza dell'orario straordinario, così avremmo avuto modo di verificare se, in presenza di un prolungamento dell'attività del gioco, vi fosse o meno la presenza degli addetti al controllo regionale.

Questa esperienza, a mio avviso, è stata interessante anche dal punto di vista umano, perché vi lascio immaginare il sottoscritto ed il Consigliere Mafrica, uno più miope dell'altro, partire da Aosta per recarsi a Saint-Vincent. Ma ancora più interessante, sempre a mio avviso, è stato il clima che abbiamo incontrato al nostro arrivo al Casinò di Saint-Vincent, quando abbiamo osservato le facce di alcuni impiegati tecnici del Casinò che stavano uscendo e quelle del personale addetto alla vigilanza: tutti avevano gli occhi fuori dalla testa.

Per l'importanza che riveste ai fini della discussione in corso, vorrei sottolineare il significato di questo nostro atto. Poiché in questi giorni si parla molto del Casinò, il nostro gesto ha voluto anche rappresentare un momento di rottura rispetto a determinati schemi di tipo tradizionale. Il Casinò è entrato e continua ad entrare in quest'aula, tant'è che vi è entrato anche questa mattina, sempre e soltanto per una vicenda giudiziaria di tipo penale, che attualmente è competenza di altri organi o istituzioni e cioè del Tribunale di Torino.

Ma, dal "blitz" del novembre del 1983 ad oggi, nessuno si è mai posto il problema di verificare, con calma e con cautela, come si è evoluta la situazione, tranne, ovviamente, due debite eccezioni: la risoluzione della convenzione con la SAISET e la sua consegna alla SISER, con un atto che, peraltro, proprio in questi giorni ha avuto un riscontro positivo da parte del Consiglio di Stato, e la delibera sugli orfanelli, del maggio o del luglio del 1984, con la quale - caso unico in tutta Europa e forse anche nel mondo, ma ciò non è stato ancora verificato - abbiamo concesso il dieci per cento degli orfanelli agli operatori tecnici del Casinò.

A parte questi due interventi, non ci si è mai più interessati del funzionamento del Casinò, dando per scontato che, dopo l'intervento della Magistratura e della Guardia di Finanza, tutto andasse bene: "Tutto va ben, madama la marchesa!". Ciò non era vero, ovviamente, come ci viene dimostrato da questa mozione.

E' interessante il fatto però che, al di là degli schematismi, dei moralismi e degli atteggiamenti preconcetti, Nuova Sinistra ed il Partito Comunista hanno ritenuto importante effettuare una verifica "de visu" della situazione. lo ritengo importante prendere atto di questo nuovo clima e di questo nuovo atteggiamento nei confronti della realtà di Saint-Vincent in modo che, proprio alla loro luce, si possa affrontare la presente discussione.

Noi, pertanto, arriviamo a Saint-Vincent, correttamente vestiti con giacchetta e cravatta, come si conviene a delle persone che si recano al Casinò. Entriamo, consegniamo le nostre palandrane - faceva piuttosto freddo - al guardaroba e, visto che la competenza o la proprietà di determinati diritti concerne il Consiglio regionale e che la funzione ispettiva è una delle condizioni fondamentali per fare il Consigliere regionale, chiediamo di poter entrare nelle sale da gioco.

Prima sorpresa: non ci hanno fatti entrare!

TORRIONE (fuori microfono): Forse vi occorreva il visto della Guardia di Finanza.

SANDRI (N.S.): Bravo! Forse è proprio come dice il Consigliere Torrione e cioè che ci voleva il visto della Guardia di Finanza per ottenere il permesso d'ingresso.

In ogni caso, noi abbiamo dovuto aspettare un quarto d'ora prima di poter entrare, in qualche modo, nelle sale da gioco. Notate bene che abbiamo anche scoperto che all'interno del Casinò esiste una persona addetta ad identificare la gente, nel senso che, per professione, cerca di scoprire se la gente è conosciuta o è dabbene, ed anche questa persona è stata chiamata per verificare se, sulla base della nostra fisionomia, la mia e quella del Consigliere Mafrica, noi potevamo entrare o meno al Casino de la Vallée.

E' grave, però, che si sia perso un quarto d'ora anche per cercare il vicecommissario che era in servizio in quel momento. Io mi sono permesso di chiedere al Presidente della Giunta alcuni dati sull'orario dei vicecommissari, proprio perché abbiamo constatato un certo trambusto prima che si riuscisse a trovare il vicecommissario in servizio. Tra l'altro, chiedevo al Presidente della Giunta se erano state emanate particolari disposizioni per la mensa e cioè, visto che dovevano osservare degli orari particolari, chiedevo se gli stessi vicecommissari avevano la possibilità di consumare dei pasti all'interno della Casa da Gioco.

Il Presidente della Giunta, con una lettera del 19 aprile 1988, mi ha risposto testualmente: "I vicecommissari, in casi di particolari esigenze di servizio (doppi turni, straordinari e simili), devono consumare un pasto in loco, in quanto i medesimi devono essere costantemente reperibili". Questo ha detto il Presidente della Giunta. Noi, invece, e ve lo può confermare anche il Consigliere Mafrica, abbiamo dovuto attendere un quarto d'ora prima che arrivasse un commissario.

Voi sapete bene che le sale del Casinò non sono enormi ed io non so se era "imboscato" dentro il "33" o in qualche altro posto; sta di fatto, però, che sono trascorsi circa 20 minuti prima che lo potessimo vedere e, nell'attesa, io ed il Consigliere Mafrica abbiamo cominciato a girare per le sale del Casinò. E cosa abbiamo scoperto?

Già al piano terra, dove ci sono le "slot-machines" ed i giochi americani, alcuni operatori tecnici della Casa da Gioco stavano chiudendo dei tavoli di "roulette americana" senza la presenza dei controllori. Noi abbiamo chiesto ai dipendenti dove fossero gli addetti al controllo regionale, ma ci è stato risposto: "I controllori regionali non ci sono, perché stanno praticando lo sciopero degli straordinari".

Finalmente arriva il vicecommissario, che ci fa visitare tutti i vari locali. Nel corso della visita abbiamo constatato che numerosi tavoli di "roulette" e di "chemin de fer" venivano chiusi senza la presenza dei controllori regionali. Non solo, ma, fino al momento del nostro arrivo a Saint-Vincent, è successo più volte che anche la conta-biglietti, sia dei giochi sia della "cagnotte" dello "chemin de fer", specie nelle giornate di sabato e domenica, quando tale operazione si protraeva nelle ore mattutine e quindi oltre il turno di lavoro dei controllori addetti alla conta-biglietti e cioè oltre le ore cinque della mattina, sia stata effettuata senza la presenza dei controllori regionali.

Fatta questa escursione, o questo controllo, soddisfatti dei dati raccolti, io ed il Consigliere Mafrica siamo rientrati ad Aosta ed abbiamo presentato questa mozione. Perché? Perché - e lo vorrei ricordare a tutto il Consiglio - l'articolo 10 della convenzione Regione-SITAV dice:

"La SITAV continuerà ad assicurare con il più severo controllo la regolarità dei giochi e degli incassi relativi. L'Amministrazione regionale, anche allo scopo di avene riscontro sulla piena conformità della gestione a tutta la legislazione vigente, si riserva il diritto di esercitane, con personale proprio, presente in modo continuativo e sistematico ai tavoli da gioco, e con interventi saltuari, qualsiasi forma di controllo sui giochi, manifestazioni varie, servizi, ingressi, taverna, spettacoli..., salvo il disposto del 2° comma dell'articolo 7. Nessun tavolo può essere aperto o chiuso al gioco, senza l'intervento di almeno un incaricato interno".

L'articolo 10, quindi, è chiarissimo e, pertanto, noi siamo di fronte ad una situazione contraria a quanto disposto dalla convenzione e che non garantisce il benché minimo controllo a che i conteggi avvengano in maniera regolare. Considerando poi che qui si parla di decine di milioni, diventa evidente l'importanza di un'estrema precisione.

Ciò che però è più preoccupante è che già nel 1985, quando si era verificata una situazione di questo genere, l'azione del Presidente della Giunta è andata via via sempre più scemando in efficacia ed in precisione nel richiedere controlli all'interno della Casa da Gioco, per giungere ad una posizione che noi riteniamo inaccettabile.

All'inizio dello sciopero, il Presidente invia dei telegrammi, nei quali, tra l'altro, si dice: "Il commissario è incaricato, ai sensi del 3° comma dell'articolo 10 della convenzione 16 febbraio 1968, di fare gli interventi di apertura e di chiusura dei tavoli. Per questa incombenza può avvalersi di personale dipendente non aderente allo sciopero".

Qualche giorno dopo, questa indicazione del Presidente della Giunta, inviata per telegramma ai vari commissari, si trasforma ed il commissario regionale del tempo, che mi sembra fosse Michele Rosset, sempre sulla base del 3° comma dell'articolo 10, viene invitato: "...a fare gli interventi di apertura e di chiusura della Casa da Gioco mediante presenza in loco, esclusa la partecipazione diretta alle operazioni tecniche".

Quindi, è già il Presidente della Giunta a fornire una interpretazione del 3° comma dell'articolo 10 della convenzione, sulla base della quale l'apertura e la chiusura dei tavoli da gioco possono avvenire anche con la semplice presenza "in loco". La mia interpretazione dell'articolo 10, invece, è profondamente diversa. Il Presidente della Giunta è rimasto fermo sulla sua interpretazione, perché anche nelle comunicazioni di quest'anno la sua impostazione è rimasta analoga, nel senso che, ai fini della validità dell'apertura o della chiusura dei tavoli da gioco, era importante che fosse presente qualcuno all'interno della Casa da Gioco o all'interno dei locali.

Ma, considerando che gli scioperanti erano la stragrande maggioranza e che non scioperavano solo i vicecommissari ed il commissario, la funzione di questi dipendenti da una parte e di questi incaricati fiduciari dall'altra diventa molto controversa, anche per l'atteggiamento che questi signori continuano a mantenere all'interno della Casa da Gioco.

Io non ho partecipato ad una cena che è stata fatta da alcuni Consiglieri regionali, insieme ad alcuni dipendenti della Presidenza del Consiglio, ma mi è stato detto che, durante le molte ore della cena, uno dei vicecommissari è stato bellamente e costantemente presente nella tavernetta, al "33", a controllare le manifestazioni, mentre credo che la sua funzione sarebbe stata un po' diversa.

Ora, se non hanno alcun ritegno a farsi vedere in determinate condizioni durante la cena dei Consiglieri regionali, pensate che cosa può succedere negli altri giorni. Ciò può essere verificato in un modo piuttosto semplice: i vicecommissari, come tutto il restante personale regionale presente nella Casa da Gioco di Saint-Vincent con funzioni di controllo, sono tenuti a rispettare determinate fasce orarie e determinati turni di lavoro: 14,30-21,00; 18,30-01,00; 20,30-03,00 della notte. Queste fasce orarie sono seguite pochissimo, per non dire per niente, ma in compenso abbiamo un numero di ore di servizio straordinario assolutamente incomprensibile e sul quale non abbiamo mai sentito il Presidente della Giunta fare alcun intervento.

Nel maggio del 1986, con tre vicecommissari in servizio, sono state fatte 131 ore di lavoro straordinario. Nel mese successivo, con due vicecommissari in servizio, ne sono state fatte 136. Notate bene che, durante il mese di agosto, quando c'è il maggior carico di lavoro, le ore di lavoro straordinario scendono a 83. Nel maggio successivo si verifica la stessa cosa: maggio, 177 ore; agosto, 58 ore, sempre con 3 vice-commissari.

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che, tra il carico di lavoro e la reale presenza in servizio, non esiste alcun collegamento. Notate bene, però, che non esiste alcun collegamento nemmeno in coincidenza con i "gran galà". Qualcuno diceva: "Evidentemente c'era qualche galà da seguire o delle manifestazioni alle quali bisognava presenziare...". Io mi sono fatto dare un certo elenco dall'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, che ringrazio per la sollecitudine con la quale me li ha consegnati, dai quali risulta che nel 1986, nei mesi di maggio e di settembre, non c'è stato alcun "galà", mentre ce n'è stato solo uno nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e poi di nuovo, uno a giugno, luglio, ottobre, novembre e dicembre. Nel mese di maggio, quindi, quando hanno dichiarato 183 ore di lavoro straordinario, non potevano collegare tale maggior lavoro a nessun tipo di "galà".

E' evidente, quindi, che i vicecommissari non svolgevano un ruolo di controllo, perché il loro lavoro non era rapportabile all'effettiva presenza del gioco. Ma tale controllo non l'hanno svolto nemmeno in questa situazione, perché, dopo il cosiddetto "blitz Sandri-Mafrica" a Saint-Vincent, si sono mosse alcune pedine ed abbiamo visto i vicecommissari, alle cinque del mattino, quando il controllore addetto alla conta-biglietti si alzava e se ne andava perché non effettuava gli straordinari, fermarsi per cinque minuti, per dar modo al controllore di uscire e di non poter più controllare; dopodiché se ne andava anche il vicecommissario e, almeno due volte, la conta-biglietti si è svolta senza la presenza di alcun rappresentante dell'Amministrazione regionale, e questo dopo il 23 marzo.

Questo modo di gestire il controllo della Casa da Gioco di Saint Vincent a noi non sta bene. Per questo motivo noi, con questa mozione, chiediamo che il Presidente della Giunta intervenga per diffidare dal continuare ad aprire o chiudere oppure a mantenere aperti i tavoli da gioco, quando non sono presenti i controllori regionali.

Parlo di controllori proprio perché io chiedo che si faccia una profonda riflessione sulla figura dei vicecommissari, e che eventualmente sia avviata un'inchiesta da parte del Presidente della Giunta per accertare le ragioni per le quali a tante ore di straordinario non corrispondono effettive presenze o effettivo maggior lavoro all'interno della Casa da Gioco, ma anche per conoscere la loro posizione durante lo sciopero degli straordinari.

Come ben sappiamo, noi siamo oggi in balia di una vicenda giudiziaria che ha condizionato pesantemente l'attività politica in Valle d'Aosta e per questa ragione non dobbiamo abbassare la guardia sul problema del Casinò, perché ciò comporterebbe altri problemi. Dobbiamo essere inflessibili ed estremamente precisi, ma non lo saremo mai inviando telegrammi che, sostanzialmente, avallano certe modalità di intervento, da parte dei controlli regionali, assolutamente non accettabili.

Ieri sera, su "Antenne 2", ho ascoltato un giornalista che accusava gli "heizebollah" libanesi, che sono una frazione filo-iraniana dei terroristi libanesi, di essere riusciti, con atti terroristici, con la cattura di ostaggi e perfino con il loro rilascio, a tenere in ostaggio l'opinione pubblica ed il quadro politico francese. Io credo che anche in Valle d'Aosta si stia attuando un'analoga situazione: il Casinò, nonostante l'intervento della Magistratura e di altri organi dello Stato, malgrado l'atteggiamento delle varie forze politiche che si sono ritrovate unite nello stilare le conclusioni della commissione d'inchiesta, rimane, di fatto, come un elemento di turbativa dell'attività politica.

Per questo, se si accetta la nostra mozione, si può mantenere un corretto atteggiamento di fermezza, con il quale è possibile modificare l'influenza del Casinò sulla nostra Regione.

Credo di aver illustrato tutto il significato della mozione, ma altre questioni potranno comunque essere illustrate dal Consigliere Mafrica.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Credo che sia da preferire il "blitz" dei Consiglieri ad altri tipi di "blitz".

Noi abbiamo accettato di aderire a questo tipo di indagine perché in effetti si poneva un problema che, a nostro giudizio, è serio. Colgo l'occasione per richiamare il Presidente della Giunta a riflettere su Questo aspetto e sul merito del problema, anche perché sappiamo che il nostro Presidente è molto riflessivo.

Il problema sul quale vogliamo richiamare l'attenzione della Giunta è il seguente: in occasione dell'astensione dagli straordinari da parte dei "controlli" - già in passato ma anche adesso - c'è l'impossibilità pratica, da parte del corpo dei controllori, di verificare contemporaneamente in tutti i tavoli come avviene la loro chiusura.

A noi sembra che questo problema sia di un qualche rilievo, perché, se un tavolo viene chiuso senza la presenza di alcun "controllo" regionale, sia esso il commissario, il vicecommissario o il controllore, la Regione deve per forza di cose prendere per buone le risultanze degli addetti delle società di gestione, della SISER o della SITAV. E' comprensibile che, rispetto all'aver i tavoli chiusi, l'avere i tavoli aperti induca comunque un qualche guadagno per l'Amministrazione regionale. Il problema, quindi esiste.

Rimane però il fatto che la misura degli introiti regionali deve essere certificata, a norma dell'articolo 10, dalla presenza di un rappresentante del corpo dei controllori regionali.

Personalmente non so cosa facesse il vicecommissario e, prima d'ora, non ho avuto notizia di tutti gli altri elementi che erano a disposizione del Consigliere Sandri. Può anche essere che il vicecommissario fosse impegnato in un altro tavolo e che quindi ne aspettasse la chiusura prima di porsi a nostra disposizione. Il problema, però, non si sposta, perché, mentre questo vicecommissario era impegnato in un tavolo, abbiamo verificato di persona che almeno altri tre tavoli venivano chiusi senza che fosse presente né il vicecommissario, né un controllore regionale.

Poiché in questo Consiglio è stato ripetutamente detto che la materia della Casa da Gioco è complessa, che in quegli ambienti, specie in passato, si sono verificati dei fatti che hanno comportato dei danni per la Regione, non crediamo che il problema posto da questa mozione sia da sottovalutare.

Il Presidente della Giunta ha dato delle disposizioni per telegramma: noi gli chiediamo se non sarebbe più opportuno che questa materia, che riguarda casi che si sono già verificati e che potrebbero ancora verificarsi in futuro, non debba essere regolamentata attraverso una revisione delle norme che riguardano il corpo dei controllori regionali. Si tratta di tutelare, da una parte, il diritto allo sciopero anche per questa categoria, e dall'altra di studiare delle procedure che garantiscano all'Amministrazione il controllo effettivo di quanto viene introitato da ciascun tavolo. Se l'Amministrazione rinuncia a questo controllo effettivo, a nostro giudizio si viene a trovare in una situazione di possibile irregolarità.

Io richiamo l'attenzione del Presidente della Giunta su questi aspetti, ben al di là, ovviamente, della coloritura dell'episodio, che può essere stata fatta, perché a noi sembra che si tratti di un problema serio, sul quale vorremmo avere una risposta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Noi voteremo questa mozione, anche perché può contribuire ad apportare chiarezza su di un aspetto della vita del Casinò.

Visto che siamo ormai all'ultima riunione del Consiglio, mi si consentirà di ricordare che, purtroppo, in questa aula ho già avuto modo di ascoltare "blitz" al Casinò di ben altra drammaticità. I nostri due colleghi, che, a quanto ci ha detto il Consigliere Sandri, sono rimasti per un quarto d'ora ad attendere che li facessero entrare, mi sono sembrati un po' patetici.

Rifacendoci ad un vecchio interrogativo del Consigliere Baldassarre, che così suonava: "Chi c'è dietro l'angolo?", potremmo rispondere: "Dietro l'angolo c'è il Consigliere Sandri". Onestamente devo comunque riconoscere che il "blitz" della Guardia di Finanza aveva mietuto ben altre vittime.

A prescindere da ogni altra possibile considerazione, occorre riconoscere che il problema del controllo sulla Casa da Gioco non deve essere liquidato, in quest'aula ed in questo momento, con quattro semplici parole. Credo, invece, che debba essere ripreso nel corso della prossima legislatura, alla luce di tutta l'esperienza positiva e negativa che abbiamo maturato anche in seguito al verificarsi dell' "Affaire Casino".

Se quanto ci hanno riferito i nostri colleghi è vero, il fatto che i tavoli vengano chiusi senza alcun "controllo" regionale può destare qualche perplessità o far sospettare che il controllo non sia esercitato con la dovuta accuratezza.

Detto questo, ribadisco il nostro voto favorevole alla mozione, augurandomi che il prossimo Consiglio, con un altro stato d'animo e con un'altra tranquillità, riprenda in esame la questione del controllo sul funzionamento della Casa da Gioco di Saint-Vincent. A mio parere, il prossimo Consiglio dovrebbe anche rivedere la parte normativa, che riguarda il personale addetto ai servizi di controllo, perché risale a circa venti anni fa e, probabilmente, è un po' obsoleta rispetto alle reali esigenze del Casinò, che, specie in questi ultimi anni, si è ampliato sino a raggiungere le dimensioni che noi tutti conosciamo.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Anch'io voglio essere breve su questa mozione presentata dai Consiglieri Sandri e Mafrica. Essi hanno avuto la forza di recarsi al Casinò di Saint-Vincent alle tre del mattino, anche se, forse, non hanno avuto la fortuna di poter entrare subito nella Casa da Gioco.

Non faccio nomi, altrimenti dovrei chiedere la seduta segreta, ma con tutta onestà devo dire che, insieme ad altri Consiglieri, ho assistito ad una situazione, a mio parere, poco piacevole. Se svolgere un lavoro di controllo, per il commissario ed i vicecommissari, significa trascorrere delle ore in taverna, perché, come ci è stato detto, "erano di servizio", io credo che debba essere riesaminato attentamente il ruolo che queste persone devono svolgere all'interno del Casinò.

Posso dire che quello che si è presentato agli occhi di alcuni Consiglieri regionali è stato uno spettacolo poco piacevole e, se gli elettori mi vorranno dare la loro fiducia anche alle prossime elezioni del 26 e del 27 giugno, prometto fin d'ora che tornerò senz'altro su questo argomento che, ripeto, è poco edificante.

Se a ciò aggiungiamo anche la mancanza di ogni controllo alla chiusura dei tavoli da gioco, credo che forse ci troviamo in una situazione addirittura peggiore di quella da me incontrata quando ebbi occasione di chiedermi che cosa ci fosse dietro l'angolo. Io ritengo che siamo nelle stesse condizioni e, forse, anche allo sbando, quasi in una specie di terra di nessuno.

Il Consiglio regionale, pertanto, deve assumere delle posizioni chiare che garantiscano un effettivo ed efficace controllo da parte dei dipendenti regionali. Dico subito che questa situazione non si verifica di certo per colpa dei controllori; io credo che essi operino in una situazione difficile ed in una situazione economica tutta particolare. Quel tipo di lavoro deve essere premiato e, quindi, io do atto ai controllori regionali di svolgere sino in fondo il loro dovere.

Ho già parlato poco fa del commissario e dei vicecommissari e ribadisco le mie critiche, delle quali mi assumo tutta la responsabilità, anzi ribadisco di non credere che facciano il loro dovere. Non devono essere lasciati così liberi, senza alcun controllo, al punto che possono trascorrere le ore in taverna. Questo problema, pertanto, dovrà essere ripreso nel corso della prossima legislatura, anche perché ormai siamo arrivati alla fine e non abbiamo più il tempo materiale per assumere provvedimenti idonei.

Io voterò questa mozione proprio perché credo che si devono ricercare dei chiarimenti sull'effettivo controllo che la Regione può esercitare sulla Casa da Gioco, attraverso i propri rappresentanti.

Fatte queste brevi considerazioni, anticipo che il mio voto sulla mozione sarà favorevole, ma ribadisco che l'esame di questo problema dovrà essere ripreso nel corso della prossima legislatura.

PRESIDENT: Le Président de la Junte a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): Le 23 octobre 1985 on avait discuté exactement du même problème; il s'agissait du même débat. J'ai relu les interventions des Conseillers et il s'agissait du même problème. Je voudrais rappeler qu'à cette date j'avais préalablement participé à une rencontre avec les Chefs de groupe qui avaient accepté de discuter justement sur la possibilité de prévoir une intervention qui puisse prévoir la fermeture de la maison de ,jeu ou bien de donner l'application la plus complète de l'article 10, 3ème alinéa dans le cas justement de grève des contrôleurs.

A ce moment-là tout le monde avait été d'accord qu'on ne pouvait que donner l'interprétation qui, d'ailleurs, avait été donnée à ce sujet par le conseiller juridique de l'Administration régionale, c'est-à-dire que dans le cas de grève on a la possibilité de donner application à l'article 10 et, par conséquent, de maintenir ouverte la maison de jeu.

Si vous voulez, je donnerai lecture de l'intervention du 23 octobre 1985 et j'avais - je le répète - cité cette rencontre au cours de laquelle toutes les forces politiques avaient donné leur avis de maintenir ouverte la maison de jeu. Les modifications du règlement sont sans doute possibles et, en effet, au moment où la Commission compétente ou n'importe qui voudra nous soumettre des modifications, on est là pour en discuter. On ne veut absolument pas soutenir qu'il est impossible de modifier ce qui est dit à l'article 10, 3ème alinéa.

Je veux le relire, car là il y a la possibilité de faire des contrôles et non pas la "possibilità": "L'Amministrazione regionale, anche allo scopo di avere riscontro sulla piena conformità della gestione a tutta la legislazione vigente, si riserva il diritto di esercitare, con personale proprio, presente in modo continuativo e sistematico ai tavoli da gioco - et justement c'est un droit, et le droit qu'est-ce que c'est, ce n'est pas une possibilité? - con interventi saltuari, qualsiasi forma di controllo sui giochi, manifestazioni varie, servizi, ecc. Nessun tavolo può essere aperto o chiuso senza l'intervento di almeno un incaricato esterno".

D'après cette lettre, il y avait eu l'interprétation du conseiller juridique de la Région qui avait dit que c'était suffisant. En effet la lettre de M. Siniscalco avait donné suite à une question qui avait été posée par l'Administration régionale, déjà à ce moment-là, sur le même sujet: "Casa da gioco. Richiesta di parere sull'articolo 10, comma 3°, della Convenzione 16/2/1978". La lettre de réponse de M. Siniscalco date du 9 juillet 1985; par conséquent, rien n'a changé depuis ce moment et, comme on avait répondu à ce moment-là, nous sommes de l'avis que suffit la présence d'un commissaire ou d'un commissaire adjoint pour maintenir ouverte la maison de jeu.

Si l'on veut modifier le règlement - je le répète - on est disponible, on peut en discuter, mais à présent le règlement donne cette possibilité. On a appliqué le règlement et, par conséquent, je crois qu'il n'y a rien d'autre à répondre sinon le fait de donner la possibilité de relire ce qui avait déjà été dit le 23 octobre 1985.

Par conséquent la motion ne sera pas approuvée pour ces raisons et je crois que, en partageant la possibilité de relire le règlement, et le prochain Conseil pourra en discuter de nouveau; je crois qu'il le fera sans doute. On s'abstiendra sur la motion.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Voglio soltanto rilevare due aspetti: la differenza tra lo sciopero dell'intero corpo dei controllori e lo sciopero degli straordinari.

La mozione, infatti, pone una prescrizione non rispetto alla chiusura, ma rispetto alla chiusura anticipata. Il caso del 23 ottobre poneva la scelta tra l'aver chiuso la Casa da Gioco e l'averla aperta. Qui, invece, la differenza è tra chiudere i tavoli dopo le ore tre del mattino oppure prima di quell'ora: è una cosa ben diversa.

Non concordiamo con il Presidente del la Giunta sull'interpretazione della frase "nessun tavolo può essere aperto o chiuso senza l'intervento di almeno un incaricato interno"...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... La possibilità dell'apertura si riferisce al tavolo, ma l'obbligo per il controllore di essere presente al tavolo, a nostro giudizio, è prescrittivo, nel senso che, se non c'è il controllore regionale, il tavolo non può essere aperto e quindi non può neppure essere chiuso. A me sembra che quella frase sia chiara. In quest'aula, del resto, sono presenti anche dei Consiglieri che hanno partecipato alla stesura della convenzione. I legali possono anche fornirci delle spiegazioni differenziate, ma il senso con cui il Consiglio regionale ha votato a suo tempo la convenzione era appunto quello di avere sempre e comunque, al momento dell'apertura e della chiusura del tavolo da gioco, la presenza di un controllore regionale. Nessun tavolo può essere aperto o chiuso al gioco senza l'intervento di almeno un incaricato interno.

Comunque, pur prendendo atto della volontà del Presidente della Giunta di rivedere con più calma, nel corso della prossima legislatura, questa materia, che anche a noi sembra opportuno rivedere, anche al di là delle occasioni che ci possono avere indotto a questa riflessione, confermo che noi voteremo la mozione, perché ci sembra che il problema da essa sollevato abbia una notevole importanza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Io credo che non sia sostanzialmente corretto paragonare la situazione di oggi a quella del 23 ottobre 1985, perché quello che si è verificato ultimamente, infatti, e che abbiamo potuto controllare di persona, non è accaduto tutti i giorni, ma solo venerdì, sabato e qualche volta anche domenica...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... Sì, modifica, perché qui significava che un piccolo intervento del Presidente della Giunta, per impartire disposizioni più precise al Commissario, sarebbe stato sufficiente a far chiudere quel certo numero di tavoli, che, nei giorni di maggiore affollamento, proseguivano la loro attività anche oltre le tre del mattino, quando termina il turno di lavoro dei controllori, alla presenza dei controllori regionali.

Per far capire la situazione ai signori Consiglieri, vorrei fare un esempio. Noi abbiamo visto che quando alcuni tavoli venivano chiusi, alla nostra presenza, ma non a quella dei controllori regionali, c'erano dei biglietti da cinquantamila lire che cadevano sotto i tavoli e che a mano, con l'aiuto di pile, venivano raccolti e rimessi dentro le "cagnottes" dei vari tavoli. Certamente con dei biglietti da cinquantamila lire, oggi, non si possono fare troppe cose, ma è una questione di correttezza e di precisione, sulla quale non si può transigere.

In questo caso specifico, non si tratta di porre in forse la chiusura della "Maison de Jeu", ma di avere tutta l'attenzione possibile, specie nei momenti in cui si chiudono i turni di gioco, affinché in tutti i cinque o sei tavoli di alcune sere, i dieci o dodici di altre sere e, magari, in quell'unico tavolo di qualche altra sera, soprattutto durante la conta-biglietti dei giochi e quella dello "chemin de fer", ci sia sempre presente il servizio di controllo regionale.

Questo è importante non solo ai fini di una diversa interpretazione del regolamento, visto che la situazione di oggi è diversa da quella del 1985, ma anche ai fini di un possibile parere legale. Poiché il Presidente della Giunta ha dimostrato una certa disponibilità, io gli vorrei suggerire di chiedere allo stesso legale un parere sulla situazione che si è verificata nello scorso mese di marzo...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... Insomma, signor Presidente, io chiedo... Anche questa volta?... E cosa ha detto?

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... In ogni caso, noi concordiamo con il Partito Comunista nel ritenere che sia opportuno segnalare l'esigenza di agire con correttezza. Se fino ad oggi il Presidente della Giunta ha ritenuto che le forze politiche si siano dichiarate o abbiano espresso un certo orientamento, lo invitiamo a prendere atto che due forze politiche, da questo momento in poi, assumono una posizione ed un orientamento diversi. Certamente in uno dei prossimi Consigli si dovrà affrontare il problema, in modo che ogni tavolo debba essere aperto o chiuso alla presenza di un controllore regionale, e, se ciò non sarà possibile, si dovrà tenere chiuso il tavolo.

Questo atteggiamento vede concordi Nuova Sinistra ed il Partito Comunista, ma riteniamo che dovrebbe vedere concordi tutte le forze regionali, specie nel momento in cui...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... Non è così facile, Presidente, ma molte volte non lo è proprio perché si cercano accomodamenti che talora possono anche essere eccessivi. Noi, tuttavia, non vogliamo fare illazioni su nessuno. Personalmente, nel corso della presentazione della mozione, ho fatto alcune osservazioni sul comportamento dei vicecommissari e chiedo che il Presidente ne tenga conto.

Poiché ritengo che questa mozione meriti l'appoggio delle forze che ritengono importante sottolineare l'aspetto che ho già detto, credo che il Presidente della Giunta debba tener conto, oltre che delle forze che hanno presentato la mozione, anche di quelle che, eventualmente, la vorranno votare, proprio perché ritengo che l'interpretazione da lui data non sia più all'altezza dei tempi e che debba essere modificata.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Sandri e Mafrica ed iscritta al punto 4 dell'ordine del giorno.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 19 (Andrione, Beneforti, Borbey, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pedrini, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat).

Il Consiglio non approva