Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3620 del 23 marzo 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3620/VII - VALUTAZIONE DEL PROGETTO DI MASSIMA DELL'ACQUEDOTTO DEL MONTE BIANCO. (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Breuvé, Torrione e Pascale.

MOZIONE

Con deliberazione n. 1683 in data 27 febbraio 1987 la Giunta regionale ha affidato, per un importo di cento milioni, la progettazione esecutiva di un acquedotto consortile a servizio dei vari comuni dell'alta Valle della Dora Baltea da Courmayeur sino ad Aosta e Comuni viciniori.

Si tratta, in buona sostanza, del cosiddetto acquedotto del Monte Bianco per il quale esiste non solo uno specifico consorzio costituito dal Comune di Aosta negli anni '70 ma anche un altrettanto specifico progetto esecutivo predisposto dai progettisti Pezzoli e Quaglia dell'Università di Torino. Ma come se ciò non bastasse i lavori per la realizzazione di tale acquedotto sono già addirittura iniziati con la costruzione di un'opera di captazione in Val Veny e con la posa di una condotta di adduzione per circa due chilometri. Ebbene tutto ciò viene letteralmente spazzato via dalla citata deliberazione che, ignorando anche le battaglie politiche degli anni a avallo fra il '60 ed il '70 a favore di un acquedotto del genere e tutti gli atti progettuali ed operativi conseguenti, reincarica un certo numero di progettisti di elaborare un progetto in pratica già realizzato concretamente per almeno la sua parte iniziale.

Il problema dell'acquedotto del Monte Bianco era stato sollevato da una nostra mozione nel lontano 1984 quando si chiedeva che in concomitanza con i lavori dell'autostrada Aosta-Courmayeur si esaminasse, contestualmente, per ovvi motivi di economicità, la possibilità di costruire l'opera di cui trattasi.

E in questo senso si pronunciava appunto l'intero Consiglio regionale approvando una simile impostazione. Ora, in sede di discussione del Piano dei Lavori Pubblici, l'Assessore Fosson affermava in primo luogo che i lavori dell'acquedotto non solo non avrebbero potuto essere eseguiti seguendo il tracciato autostradale e secondariamente che esisteva addirittura un veto da parte della R.A.V. per una soluzione giudicata rischiosa (scoppio dei tubi, percorso in galleria ecc.) e quindi impraticabile.

Si è venuti quindi meno ad una precisa decisione del Consiglio adottando inoltre una deliberazione che appalesa in maniera evidente le seguenti incongruenze e cioè:

a) la progettazione di un'opera ex-novo quando esiste già un progetto esecutivo sulla base del quale sono già iniziati i lavori;

b) una nuova progettazione avrebbe avuto un significato soltanto nel caso in cui il tracciato dell'acquedotto avesse seguito quello autostradale;

c) la mancata utilizzazione del percorso autostradale comporta un impatto ambientale di notevolissima portata, come si può chiaramente dedurre dal già esistente progetto esecutivo Pezzoli-Quaglia.

Tutti questi elementi, uniti al fatto che il Consorzio dell'Acquedotto del Monte Bianco composto da 17 Comuni non è stato neppure interpellato per esprimere un parere su un incarico di progettazione che altro non è che il doppione di un analogo progetto già pagato e già in fase di realizzazione, fanno considerare l'opportunità di riesaminare tale problema con tutti i soggetti interessati ad una così importante e qualificante realizzazione.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di dare mandato alla II Commissione consiliare di esaminare tutti gli aspetti, compreso quello dell'impatto ambientale, concernenti la costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco riferendo al Consiglio entro 1 mese dall'adozione del presente provvedimento.

PRESIDENTE: Ha chiesto a parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Sarò breve, perché la discussione di questa mozione ha subito un certo ritardo anche per colpa nostra.

Credo che l'Assessore conosca a fondo il problema del cosiddetto "acquedotto del Monte Bianco", per l'esecuzione del quale, negli anni '70, il Comune di Aosta aveva commissionato ai professori Pezzoli e Quaglia, dell'Università di Torino, un progetto esecutivo che prevedeva la captazione dell'acqua da tre sorgenti, due delle quali in Val Vény e una in Val Ferret. Quell'opera sarebbe servita, non solo al Comune di Aosta, ma anche ai comuni della sua cintura ed a quelli dell'alta Valle, che in totale, se la memoria non mi tradisce, sarebbero stati circa 14. Quell'opera avrebbe garantito il rifornimento idrico per una notevole porzione della nostra Regione.

Per mancanza di finanziamenti, quell'acquedotto, la cui realizzazione era già iniziata con la costruzione di una canalizzazione di adduzione di circa due chilometri, fu poi interrotto e non se ne parlò più per parecchio tempo.

Ricordo che, quando in questo consesso si iniziò a parlare dell'autostrada, il nostro Gruppo presentò una interpellanza per riproporre il tema dell'acquedotto del Monte Bianco, approfittando del fatto che il tracciato autostradale ne avrebbe potuto evitare la costruzione "ex novo", facendo seguire alla condotta il tracciato autostradale.

In quell'occasione fu votata una specie di risoluzione consiliare che concordava sull'opportunità di riesumare la questione dell'acquedotto del Monte Bianco per esaminare la convenienza o meno di farlo passare lungo l'autostrada.

Di recente, invece, smentendo quella decisione consiliare, la Giunta regionale, con deliberazione n. 1683 del 27 febbraio 1987, ha commissionato un incarico professionale per riprogettare l'intera opera. Ciò, ovviamente, in contrasto con la decisione assunta in precedenza dallo stesso Consiglio e in contrasto anche con l'ipotesi, avanzata allora, che il costo dell'opera si sarebbe addirittura dimezzato se si fosse riusciti a collimare il tracciato dell'acquedotto con quello dell'auto strada.

Io credo che su questo argomento sia opportuno fare un po' di chiarezza, anche perché mi sembra che non sia stato più interpellato il Comune di Aosta, che, all'uopo, aveva costituito a suo tempo ed è ancora funzionante un apposito consorzio per la costruzione dell'acquedotto in questione.

La nostra mozione ha lo scopo di riaprire il discorso e di dare mandato alla Commissione consiliare competente di esaminare tutti gli aspetti, compreso quello dell'impatto ambientale, concernenti la costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco e di riferire poi al Consiglio sulle eventuali determinazioni cui potrebbe pervenire.

Qualcuno mi dice che il mese di tempo da noi concesso alla Commissione per riferire al Consiglio è un periodo di tempo troppo ridotto, in quanto è imminente la scadenza dello stesso Consiglio regionale...

(Voce fuori microfono): È una mozione elettorale!

TORRIONE (P.S.I.): Tuttavia, proprio per dimostrare che la nostra mozione non è "elettorale", siamo disponibili ad un accordo con l'Assessore, se ci proporrà qualcosa di diverso.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): Voglio dare alcune delucidazioni sul progetto esistente e sui fatti che hanno determinato la redazione di una nuova progettazione.

Innanzitutto, il progetto esistente era previsto al servizio di 8 comuni della media Valle d'Aosta e precisamente: Aosta, Saint-Christophe, Quart, Jovençan, Saint-Pierre, Sarre, Charvensod e Gressan, per una popolazione prevista allora in 76.000 abitanti. In data 25 novembre 1968 è stato redatto un progetto di massima, a firma dei professori Quaglia e Pezzoli, che prevedeva un importo di spesa di circa 3 miliardi.

È stato poi redatto - e qui c'è un'inesattezza nelle premesse della mozione - un progetto esecutivo che comprendeva tre lotti:

- primo lotto, in data 15 marzo 1971, per la captazione dell'acqua dalle sorgenti Freboudze, Tronchey e Peuterey, da finanziarsi per 300 milioni;

- secondo lotto, in data 30 maggio 1971, per la realizzazione di un tratto di condotta in Val Ferret, dalle sorgenti fino a Planpincieux, per una lunghezza di 5 chilometri e con 2 vasche di interruzione, per un importo di 300 milioni;

- terzo lotto, in data 30 maggio 1973, per le opere di prosecuzione della condotta proveniente dalle sorgenti fino a La Villette.

Il progetto esecutivo, quindi, è stato redatto senza uscire dal Comune di Courmayeur. C'è un progetto di massima globale, ma il progetto esecutivo è limitato ad una parte, tutto sommato, minima. Le opere eseguite sono una parte di quelle previste nel progetto esecutivo del primo lotto e quindi, in definitiva, il progetto esecutivo riguardava una parte minima e le opere eseguite erano ancora meno.

A venti anni di distanza le esigenze sono cambiate; il progetto di massima era stato redatto, appunto, secondo le esigenze di allora; la progettazione esecutiva esistente rappresenta la decima parte della progettazione di massima e, inoltre, le opere realizzate costituiscono la trentesima parte dell'opera. Parte delle opere realizzate addirittura non sono più agibili. Si aggiunga che in questi venti anni, oltre alle esigenze, sono cambiati i luoghi interessati dalle opere, gli insediamenti abitativi e produttivi, i piani regolatori e, soprattutto, le esigenze idriche delle popolazioni che dovrebbero essere servite.

In questo senso l'Amministrazione regionale ha provveduto a dare una serie di nuovi incarichi, proprio per tener conto delle nuove esigenze e, soprattutto, dell'esigenza di servire non soltanto gli 8 comuni previsti nella prima fase, ma tutta un'altra serie di comuni, ivi compreso il Comune di Courmayeur e tutti quelli del fondovalle attraversato dall'opera di adduzione dell'acquedotto. In questo senso, quindi, la Giunta regionale ritiene giustificato il riesame globale della progettazione.

Da parte mia e da parte della Giunta regionale non c'è nessuna volontà di imporre soluzioni e siamo aperti alla discussione. Personalmente, accogliendo sostanzialmente quanto chiede il Consigliere Torrione, gli suggerirei di stralciare quasi tutte le premesse, proprio perché contengono le inesattezze che ho sottolineato, e di presentare una mozione di questo tipo:"Premesso che con deliberazione n. 1683 in data 27 febbraio 1987 - questo è scritto nella mozione del Gruppo socialista - la Giunta regionale ha affidato....". Terrei valido, in pratica, il primo capoverso della mozione. Premesso questo: "...il Consiglio regionale della Valle d'Aosta delibera di dare mandato alla Giunta regionale, o all'Assessore ai Lavori Pubblici, di presentare alla Commissione consiliare competente, o alla 2a Commissione, il progetto di massima, quando sia disponibile, dell'acquedotto del Monte Bianco, per procedere a tutti gli esami o a tutte le discussioni...", che i Consiglieri del Gruppo socialista indicano nel loro deliberato e quindi, in pratica, "...di dare mandato alla Giunta regionale di presentare alla Commissione consiliare competente il provetto di massima dell'acquedotto del Monte Bianco per le opportune valutazioni". Questa è la mia proposta...

(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)

FOSSON (D.C.): Non so se il progetto di massima sia disponibile o meno.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Sono perfettamente d'accordo, perché a me ed al mio Gruppo interessa che si riesamini il problema e penso che questo si possa fare in sede di Commissione: tuttavia vorrei far presente all'Assessore che quest'opera, che dovrà provvedere anche al rifornimento idrico della città di Aosta, non venga smentita nella sua realizzazione. Sembra, infatti, che lo stesso Comune di Aosta stia assegnando un incarico per progettare la captazione delle acque superficiali del Buthier, rispolverando, tra l'altro, un progetto che è più vecchio di quello per l'acquedotto del Monte Bianco. Se questo è vero, cerchiamo di metterci d'accordo, altrimenti non si capisce più niente e si corre il rischio di cadere nel ridicolo, perché di progetti ne abbiamo anche troppi: abbiamo già accumulato quello di massima dell'acquedotto del Monte Bianco e tre esecutivi. Se adesso il Comune di Aosta parte per la tangente, nel senso che, di sua iniziativa, assegna un altro incarico, alla fine non ci si capirà più nulla. Morale della favola: l'acqua, nonostante tutto, la continuiamo a pompare su dai pozzi. Mi sembra che questo sia addirittura indecoroso!

Pregherei l'Assessore di ricuperare questo argomento con il Comune di Aosta, perché è del tutto assurdo riprogettare l'acquedotto del Monte Bianco, mentre il Comune di Aosta pensa alla captazione delle acque superficiali del Buthier che, tra l'altro, dovrebbero essere anche clorate. Non vorrei, in proposito, sollevare un'altra polemica che già venti anni fa divise il Comune di Aosta tra favorevoli e contrari all'acqua clorata. Pregherei, quindi, di evitare che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra e che si creino inconvenienti tali da farci cadere nel ridicolo. Grazie.

PRESIDENTE: Poiché mi sembra che i Consiglieri proponenti abbiano accettato la proposta dell'Assessore Fosson, do lettura della mozione nel testo emendato.

MOZIONE

PREMESSO CHE con deliberazione n. 1683 in data 27 febbraio 1987 la Giunta regionale ha affidato, per un importo di cento milioni, la progettazione esecutiva di un acquedotto consortile a servizio dei vari comuni dell'alta Valle della Dora Baltea da Courmayeur sino ad Aosta e Comuni viciniori.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di dare mandato alla Giunta regionale di presentare alla Commissione consiliare competente il progetto di massima dell'acquedotto del Monte Bianco per una opportuna valutazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Io non voterò questa mozione per i dubbi che Nuova Sinistra ha, nel Comune di Aosta e nel Consiglio regionale, non solo sull'impatto ambientale dell'acquedotto del Monte Bianco, ma sulla stessa filosofia che sta alla base di una scelta così faraonica rispetto alle dimensioni della nostra Valle.

A nostro parere, sarebbe più opportuno studiare il buon utilizzo dell'acqua che c'è ed evitare di pensare a delle opere tanto fantastiche quanto impattanti per il nostro ambiente. Mi asterrò, quindi, dal votare la mozione.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione nel testo emendato.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 23

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva