Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3583 del 14 marzo 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3583/VIII - INIZIATIVE CONTRO IL VERIFICARSI DI EPISODI DI VIOLENZA A SFONDO SESSUALE NEI CONFRONTI DI MINORI. Interrogazione, interpellanza e approvazione di mozione.

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione, dell'interpellanza e della mozione presentate rispettivamente dal Consigliere Baldassarre, dai Consiglieri Cout e Tonino e dal Consigliere Sandri, allegate ai punti 10, 20 e 38 dell'ordine del giorno dell'adunanza, di cui si propone a trattazione congiunta:

INTERROGAZIONE

Da diverso tempo gli organi di informazione ed alcune interviste televisive rilasciate dalle cosiddette "mamme coraggiose", denunciano violenze nei confronti di minori.

Preoccupato che tale fenomeno possa avere dimensioni maggiori di quelle denunciate e per consentire un attento esame della situazione;

INTERROGA

il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) quali sono le effettive dimensioni di questo grave fatto di crudeltà ed inciviltà nei confronti dei minori;

2) quali provvedimenti sono stati concordati con le forze dell'ordine per assicurare alla giustizia i responsabili di tali atti infami e per mettere fine a questo stato di cose che preoccupa le famiglie valdostane.

F.to: G. Baldassarre

INTERPELLANZA

Alcuni coraggiosi servizi sulla violenza sessuale nei confronti dei bambini nella nostra Regione, presentati al TG3 regionale dalla giornalista De Paoli, hanno messo in evidenza che non va sottovalutata neanche in Valle d'Aosta la gravità degli episodi di violenza ripetutisi negli ultimi mesi.

Dalle statistiche rese note dal Ministero degli Interni risulta che nel 1987 in Valle d'Aosta sono stati denunciati 10 casi di violenza sessuale sui minori (almeno questi sono i casi venuti alla luce).

I dati ufficiali del Ministero degli Interni collocano la Regione Valle d'Aosta ai primi posti per ciò che riguarda la percentuale tra casi di violenza denunciati e popolazione.

È perciò necessario porsi con forza il problema delle iniziative da prendere.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta e gli Assessori competenti per sapere:

1) quali azioni ha messo o pensa di mettere in atto il Presidente della Giunta nella sua funzione di Prefetto, per ciò che riguarda la sicurezza dei minori e la serenità delle famiglie;

2) quali iniziative intendono prendere gli Assessori competenti sul piano dell'informazione, della prevenzione, dell'educazione per modificare quel tessuto socio-culturale in cui trovano spazio gli episodi di violenza contro i minori;

3) quali strutture e quali servizi per l'infanzia intendono predisporre per una migliore qualità di vita dei minori e delle loro famiglie.

F.ti: E. Cout - A. Tonino

MOZIONE

APPRESO che ad Aosta nel Quartiere Cogne si è costituito un comitato di genitori che intendono denunciare alcuni episodi di violenza a sfondo sessuale nei confronti di bambini in età scolare verificatisi negli ultimi mesi;

PREOCCUPATO per la presenza inaspettata nel nostro capoluogo di sintomi delinquenziali, che allarmano la popolazione, in aumento quantitativamente rispetto agli anni passati;

RITENUTO opportuno informare l'opinione pubblica sulla attività delle forze di polizia;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

il Presidente della Giunta regionale

- a presentare un dettagliato rapporto sull'operato delle forze dell'ordine alla 1^ Commissione consiliare permanente;

- a predisporre un piano di vigilanza speciale, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei parenti e delle autorità scolastiche.

F.to: G. Sandri

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza iscritta al punto n. 20 il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): In questi giorni si legge sui giornali tutta una serie di episodi che molte volte hanno dell'incredibile. Leggevo sul giornale di ieri di un episodio avvenuto a livello nazionale che mi ha lasciato allibito. La notizia riportava di un fatto che è avvenuto ripetutamente per alcuni anni, di un operaio trentino che ha abusato di due delle tre figlie minori per anni, che le ha costrette ad abortire, ed ha avuto, proprio perchè il fatto non è avvenuto in pubblico, quindi non ha dato scandalo, cinque milioni di multa e non è stato perseguito in altro modo.

Abbiamo letto di altri episodi del genere successi in Sicilia qualche tempo fa: ad esempio il tribunale di Marsala ha condannato i violentatori di una ragazza norvegese e questi alla fine si sono visti diminuire la pena, anche se poi lo stesso Sindaco del Comune si è sentito in dovere di rivolgere pubbliche scuse nei confronti di questa ragazza.

Quello che lascia anche in questo caso allibiti è che i familiari, gli stessi amici della ragazza ed una parte della popolazione si sono espressi contro questa ragazza, a difesa di queste azioni a cui quei ragazzi sarebbero stati quasi istigati.

Su tutte queste questioni c'è da fare un salto culturale nel senso più ampio, e questo concetto è infatti stato ripreso e sottolineato in modo particolare durante la festa dell'8 marzo di questo anno, in cui le donne hanno sfilato in più di venti città italiane manifestando contro gli episodi di violenza.

Forse anche questo ha sollecitato ancora una volta che si trovino gli accordi sulle leggi in materia di violenza sessuale che sono state presentate in Senato ormai da tutte le forze politiche, in modo che si arrivi ad una legge che regolamenti in modo serio la questione.

Se tutto questo si può dire che è successo a livello nazionale, in Valle d'Aosta forse noi avevamo sottovalutato il problema, invece alcuni coraggiosi servizi sulla violenza sessuale nei confronti dei bambini nella nostra Regione, fatti da un giornalista al TG3 regionale, hanno evidenziato come anche nella nostra Regione si siano ripetuti in questi ultimi anni episodi di violenza sessuale. Dalle statistiche che sono state rese note dal Ministero degli Interni risulta che in Valle d'Aosta nel 1987 sono stati denunciati ben 10 casi di violenza sessuale su minori. I dati ufficia li del Ministero degli Interni collocano la Valle d'Aosta ai primi posti per ciò che riguarda la percentuale fra i casi di violenza denunciati e la popolazione.

È necessario porsi con forza il problema e trovare il modo affinchè anche questi comitati di genitori che sono stati formati non siano lasciati a se stessi. La nostra interpellanza vuole porre questo problema e chiede al Presidente della Giunta e agli Assessori competenti di riferire al Consiglio le azioni che il Presidente della Giunta, nella sua funzione di Prefetto, ha intrapreso, quali azioni ha messo o pensa di mettere in atto per ciò che riguarda la sicurezza dei minori e la serenità delle famiglie, e quali iniziative intendono prendere gli Assessori competenti per ciò che riguarda l'informazione, la prevenzione e l'educazione, affinchè possa essere modificato questo tessuto socioculturale in cui trovano spazio questi episodi di violenza contro i minori. Infine quali strutture e quali servizi per l'infanzia si intendono predisporre per migliorare la qualità della vita dei minori stessi e delle loro famiglie, anche perchè, se noi a tutto questo aggiungiamo una serie di altri episodi che sono collegati alle questioni della delinquenza minorile più in generale ed alle questioni della droga, che ormai sono un vero problema in tutta la Valle d'Aosta e in tutti i Comuni della nostra Regione - ed anche i fatti di questi giorni stanno a dimostrarlo -, è necessario che tutti quanti facciamo una riflessione e, a partire dagli organi che sono maggiormente competenti, ci poniamo il problema di trovare una soluzione al più presto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri per l'illustrazione della mozione iscritta al punto n. 38, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questa mozione è nata dalla esigenza di chiarire sostanzialmente alcuni dubbi emersi nella popolazione, soprattutto di Aosta, ma anche di altri Comuni, riguardo a notizie che sono state portate a conoscenza della opinione pubblica da alcune petizioni di genitori. Anzi, si è formato nel quartiere Cogne un comitato proprio inteso a denunciare alcuni gravi episodi di violenza a sfondo sessuale nei confronti dei bambini.

Questi sono dei temi estremamente preoccupanti da un lato, ma bisogna avere una grande responsabilità nell'affrontarli per evitare di ingenerare dei sentimenti diffusi nella popolazione, non fondati su dei dati certi.

Per questo motivo con la mozione si intende impegnare il Presidente della Giunta regionale, che sicuramente è a conoscenza degli episodi a cui ci riferiamo, a presentare un rapporto su quanto operato dalle forze dell'ordine e dalla 1^ Commissione consiliare permanente, ed a predisporre un programma di vigilanza in modo da dare un segno tangibile alla popolazione che in questo settore si fa soprattutto un'opera preventiva.

Quello che più ha colpito la popolazione, e credo che colpirebbe qualsiasi persona tra di noi che ha dei figli che vanno a scuola, è proprio il fatto che questi episodi si sono verificati all'entrata o all'uscita della frequenza scolastica, pertanto per queste ore della giornata in cui i bambini devono essere più seguiti sarebbe interessante pensare ad una vigilanza da parte delle forze dell'ordine specificatamente in questi momenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre sulla mozione presentata dal Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Interverrò sulla mozione ed anche sulla interrogazione che ho presentato, per evitare di tornare sull'argomento in un momento successivo.

La mia interrogazione è nata in seguito ad un atto, che ho definito coraggioso, di alcune mamme che hanno trovato la forza di presentarsi davanti alle telecamere accusando in un primo tempo il silenzio della stampa e degli organi di informazione su questo argomento molto importante.

A queste mamme va un riconoscimento per il coraggio che hanno dimostrato nell'affrontare un problema che ha colpito direttamente la loro famiglia, nel denunciare violenze, abusi subiti dalle loro figlie al momento dell'uscita dalla scuola.

Queste mamme hanno fatto bene a denunciare questo fenomeno grave, infame, che senz'altro non fa onore alla collettività, di cui sono protagonisti personaggi squallidi che meritano di essere emarginati dalla società.

Questo fenomeno, che secondo alcune informazioni non è un fenomeno isolato ma è assai diffuso sul nostro territorio, deve preoccupare non solo noi genitori ma tutta la comunità valdostana, perchè in una società, in una regione di piccole dimensioni quale la nostra, credevamo di essere al di fuori di questo fenomeno che è largamente diffuso nella altre regioni d'Italia.

Crediamo che si debbano prendere tutte le precauzioni necessarie e che si debba intervenire con fermezza per mettere fine a questo squallido fenomeno. È necessario che le forze dell'ordine, ed anche noi come partiti, in modo particolare il Presidente della Giunta nella sua veste di Prefetto, quale responsabile dell'ordine pubblico, mettiamo fine a questo fenomeno.

Parlo con tanta rabbia in corpo perchè vittima di questa violenza è stata la figlia di un mio conoscente, e quindi capisco come sia triste per un genitore ritornare a casa e sentirsi raccontare dalla propria figlia, o dal proprio figlio, la violenza subita. Siamo contro qualsiasi violenza, ma questi personaggi così squallidi devono essere isolati.

Bisogna prendere tutte le iniziative possibili, presidiando se necessario davanti alle scuole con le forze dell'ordine o con dei volontari, affinchè in questa Valle non si verifichino più fenomeni di violenza nei confronti di bambini.

Lo scopo di questa mia interrogazione era che, parlando dell'argomento in Consiglio regionale, si potesse esprimere solidarietà a queste famiglie che hanno subito un attentato di inciviltà da parte di certi personaggi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lilliana Breuvé, ne ha facoltà.

LILLIANA BREUVÈ (P.S.I.): Prendo la parola ancora una volta per esprimere la solidarietà mia e di molte altre persone alle madri che hanno avuto un grosso senso di responsabilità nel denunciare pubblicamente alla Rai la loro situazione gravissima.

Non solo, voglio dare pubblicamente la mia solidarietà alla giornalista che ha fatto questo servizio, perchè ci vuole anche del coraggio a divulgare certe notizie. So peraltro che ci sono stati dei personaggi che hanno contestato il fatto che queste notizie siano venute alla luce, perchè sembra che certe cose è meglio che non si sappiano. Invece credo, soprattutto in questo contesto e soprattutto nella nostra assemblea, che sia necessario sapere esattamente come si svolgano le cose, per vedere quello che si potrà fare.

Chiedo ancora una volta - e voglio sottolinearlo - con prepotenza al Prefetto di occuparsi personalmente di questo episodio: è pericolosissimo quando qualcosa tocca le giovani persone di un paese, perchè in questo modo si mette in dubbio tutto il futuro di queste persone che saranno i cittadini adulti del domani.

Sottolineo ancora che la Valle d'Aosta risulta essere, almeno dalle notizie avute dal Partito Comunista, ai primi posti in Italia (forse perchè è la più responsabile e denuncia i fatti) per ciò che riguarda i casi di violenza denunciati.

Ritorno a proporre la mia solidarietà a tutti coloro che vogliono cercare di fare qualcosa per risolvere questo problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Le problème que nous venons d'examiner concernant la violence envers les enfants, les jeunes, sans doute ne peut qu'avoir de la part de tout le Conseil une attitude très sérieuse. Je ne peux qu'apprécier le fait que plusieurs Conseillers se sont occupés de cette question.

En même temps je dois dire que soit sur le problème de la drogue que sur le problème de la violence aux enfants il y a une difficulté particulière à intervenir de la part soit des forces de l'ordre que des différents organes sociales et politiques.

A propos de l'exigence de faire connaître les personnes qui ont subi cette violence il y a eu des débats dans tous les états, car malheureusement ce problème est connu pas seulement en Europe mais au niveau mondial. Aux Etats Unis il y a eu des prises de position des autorités et je crois que la difficulté est surtout d'examiner quel est le rapport entre le facteur psychologique et le facteur matériel, car dans une petite communauté très souvent le facteur psychologique dépasse en importance l'acte matériel. Je veux lier ce que je viens de dire aux statistiques, vu que dans l'interrogation on demande de connaître quelle est la situation.

Avant de lire au Conseil les données que la Questure et les Carabiniers m'ont passées, je dis d'abord qu'il y a une distinction entre les viols consommés et les viols tentés, et je veux la main tenir pour donner un compte-rendu de la situation.

En 1984, viols consommés: 6, tentés: 1, personnes découvertes: 5.

En 1985, consommés: 2, tentés: 7, découvertes: 2.

En 1986, consommés: 2, découvertes: 1.

En 1987, consommés: 7, tentés: 0, découvertes: 1.

En 1988, consommés: 2, découvertes: 1.

Je crois que le problème n'est pas rapportable uniquement aux chiffres, qui disent très peu par rapport à la gravité de la question; il est tellement grave qu'il n'y a pas de paroles pour dire l'indignation que soulèvent ces actes de violence.

Je veux tout de même dire qu'à maintes reprises, en tant que comité de l'ordre publique, on a examiné ce problème, et après une longue discussion on a choisi de ne pas donner de comptes-rendus de ce que nous avions décidé, étant donné que les décisions étaient visées à une action préventive.

Justement on a cru que c'était nécessaire de donner la possibilité aux agents d'agir aux différents niveaux soit au niveau d'école, en prévoyant même la participation des personnes qui ne soient pas des agents, afin qu'il y ait la possibilité de faire la vigilance, la plus absolue, mais comme vous pouvez comprendre, d'après les numéros que je vous ai donnés, ce n'est pas simple de faire une action préventive totale.

Je peux assurer que de la part des forces de l'ordre - que je veux remercier ici - il y a l'engagement le plus total pour essayer de couper les racines de ce problème; malheureusement, il arrive dans ces cas que des personnes, mises en liberté, retombent dans la même attitude.

Au-delà de condamner cette violence, ce qui est le moindre qu'on peut faire, je ne peux que partager une attention particulière face à ce problème. Je dois dire qu'à ce niveau il y a l'engagement des différents Assessorats qui sont concernés, avec les responsables des différentes Institutions, pour alerter la plus grande partie des personnes, afin qu'en collaboration avec les familles il y ait la possibilité de prévenir cette attitude, même si c'est difficile, car très souvent un long temps passe avant qu'un nouveau cas se produit et après ça retombe. Ce sont des malades mentaux et, comme vous savez, le difficile dans ces cas c'est de réussir à intervenir préalablement.

Je peux reconfirmer, au-delà de la solidarité, de la part de l'Administration régionale, toute l'attention nécessaire face à ce problème.

Il s'agit d'un problème assez grave, qui transmet surtout aux familles une peur, une angoisse, qui est vraiment compréhensible, donc je crois qu'il doit y être cette prise de position de la part de toutes les forces politiques et du Conseil, et je peux vous assurer que ne manquera pas de la part du comité de l'ordre public une attention particulière face à ce problème, comme nous avons déjà eu jusqu'à présent.

Des mesures particulières ont déjà été entreprises: ce n'est pas le cas de les énumérer aujourd'hui pour la simple raison qu'il s'agit de mesures préventives; la motion demandait de présenter un rapport "sull'operato delle forze dell'ordine alla 1^ Commissione": moi je suis disponible à participer à une Commission, mais je peux assurer que de la part des forces de l'ordre il y a un engagement particulier face à ce problème, comme face aux problèmes de la drogue. Et les résultats de ces derniers temps sont une épreuve de cet engagement et, comme vous savez, à maintes reprises on s'est réunis spécifiquement sur ce problème.

Il y a un comité qui travaille en entente avec les différents Assessorats, chacun dans son domaine, pour coordonner l'action et pour avoir la possibilité de réagir préventivement sur ce problème.

Je suis disponible à accepter le premier point de la motion, qui dit: "impegna a presentare un dettagliato rapporto ecc.". Pour le deuxième point j'ai déjà déclaré qu'il existent des mesures, donc je vous demanderais de ne pas l'insérer dans la motion.

Nous voulons vraiment qu'il y ait la possibilité d'intervenir à ce sujet et nous remercions tous ceux qui ont porté l'attention sur ce problème.

Si dà atto che alle ore 18,30 assume la Presidenza il Vicepresidente DOLCHI.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Accolgo l'invito del Presidente della Giunta e sono d'accordo ad eliminare il secondo punto della mozione.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione con la eliminazione del 2° comma, nel testo così emendato:

APPRESO che ad Aosta nel Quartiere Cogne si à costituito un comitato di genitori che intendono denunciare alcuni episodi di violenza a sfondo sessuale nei confronti di bambini in età scolare verificatisi negli ultimi mesi;

PREOCCUPATO per la presenza inaspettata nel nostro capoluogo di sintomi delinquenziali, che allarmano la popolazione, in aumento quantitativamente rispetto agli anni passati;

RITENUTO opportuno informare l'opinione pubblica sulla attività delle forze di polizia;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

il Presidente della Giunta regionale a presentare un dettagliato rapporto sullo operato delle forze dell'ordine alla 1^Commissione consiliare permanente.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità