Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 291 del 20 dicembre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 291/74 - Elezione del Presidente della Giunta regionale.

Monami (PCI) - Abbiamo più volte manifestato la nostra preoccupazione per l'andamento della crisi, Signor Presidente e Consiglieri. Si può ormai parlare, penso, senza difficoltà, di una crisi lunga e difficile. Questa situazione favorisce l'aggravarsi delle già difficili condizioni sociali ed economiche e politiche della comunità valdostana; disorientamento esiste e aumenta giorno per giorno nell'opinione pubblica. Noi riteniamo che è necessario ridare prestigio e autorità all'istituzione regionale e a tutte le assemblee elettive per mettere in moto una politica riformatrice, efficace ed incisiva.

Ci adopereremo inoltre per evitare alla Valle i guasti ed i danni che potrebbero derivare dall'applicazione dell'articolo 48 dello Statuto, perché siamo, come Partito Comunista, siamo sempre stati e siamo ancora, e lo saremo nel futuro, contro i Commissari, e siamo contro lo scioglimento del Consiglio e contro le elezioni anticipate.

Quindi, come sempre, il nostro gruppo ha sempre chiaramente espresso le proprie opinioni, anche oggi si permette di fare una proposta concreta, che non ha la pretesa di risolvere questa crisi, ma, quanto meno, ha la pretesa di porre in atto un tentativo serio di ricerca di una maggioranza che possa governare ed esprimere un governo per governare la Regione.

La nostra proposta è quella di un ordine del giorno che conclude dando mandato al Presidente del Consiglio, Dolchi, un mandato esplorativo, per vedere sino a che punto e in che modo è possibile risolvere la crisi, per esaminare attentamente e constatare quali sono le posizioni delle singole forze politiche.

L'ordine del giorno che vi proponiamo è il seguente:

"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella sua seduta del 20 dicembre 1974, nel corso della discussione dell'oggetto riguardante "Elezione del Presidente della Giunta", rilevato che da oltre 50 giorni perdura la crisi regionale a seguito delle dimissioni del Presidente della Giunta e degli Assessori;

preoccupato che il perdurare di una tale situazione favorisca l'aggravarsi delle condizioni sociali ed economiche della comunità valdostana, con un maggior disorientamento dell'opinione pubblica;

ravvisata la necessità di dare, per la esaltazione delle istituzioni regionali e per l'attuazione di una politica incisiva e riformatrice, rapidamente un governo stabile ed efficace alla Valle d'Aosta;

allo scopo anche di evitare qualsiasi implicazione conseguente alle norme dell'articolo 48 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta

DELIBERA

di incaricare il Presidente del Consiglio regionale, Giulio Dolchi, ad effettuare una missione esplorativa sulle possibilità di soluzione della crisi in atto, e di riferire al Consiglio entro il 3 gennaio 1975."

È chiaro che, siccome, in Consiglio regionale, mai le forze politiche intendono manifestare le loro reali intenzioni, noi pensiamo che, proprio per questo motivo, noi pensiamo che tutti coloro ai quali stanno a cuore le sorti della Valle d'Aosta possono e debbono votare questa prima proposta concreta che noi indichiamo, che possa marciare verso la direzione della soluzione della crisi.

Si può anche non votare questo ordine del giorno; è chiaro però che chi non lo accettasse si assume tutte le responsabilità che ne possono conseguire dall'ulteriore dilungarsi della crisi, ed è chiaro che la negazione di una proposta di questo tipo presupporrebbe almeno proposte altrettanto concrete come quelle che facciamo noi, gruppo del Partito Comunista.

Dolchi (Presidente) - Appena fatte le fotocopie, farò distribuire ai Capigruppo.

La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - È indubbio che sarebbe meglio prepararsi una relazione, perché l'argomento è talmente grave ed importante che a parlare così a braccio si può anche creare confusione, avendo poi anche tanta di quella materia da discutere che si può non seguire una rotta di coerenza.

Però vedo che anche oggi ho fatto bene a non preparare niente, perché vengono sempre fuori dei fatti nuovi, che ad un certo momento scombussolerebbero il lavoro preparato prima.

Allora io vorrei dire molte cose, ma penso che, ancora una volta, vi tedierei, tedierei voi, chi ci sta ascoltando, perché in fondo, in fondo, noi ripeteremmo quello che è già stato detto in due o tre sedute precedenti e quindi il ripetere annoia doppiamente.

È indubbio che dovremmo riesaminare un po' questa situazione, e una volta tanto, consentitemi almeno questo, per noi della Democrazia Cristiana, il prendere la parola oggi, presenta una certa facilità; perché non si tratta qui di vedere chi ha voluto la crisi, o chi non l'ha voluta; è indubbio che noi della minoranza la crisi la volevamo; non volevamo già questa maggioranza, perché prevedevamo che questa maggioranza sarebbe finita così come è finita; perché non si può impostare una sana amministrazione e quindi una impostazione politica e ideologica basandola sull'equivoco. Questo è uno dei primi punti base e pertanto tutte le volte che ancora qui risolverete le situazioni basandole sull'equivoco, indubbiamente in un tempo più o meno lungo accadrà quello che è accaduto oggi.

Ora, io vorrei incominciare a ricordare qui dentro che la crisi è nata più che altro in seno alla maggioranza che si era costituita ed io lodo questi partiti, questi movimenti della maggioranza che questa hanno provocato, perché hanno confermato quello che dicevamo noi, che avanti così non si poteva andare e che malintese continue che avvenivano in quest'aula, da parte delle minoranze e anche da parte delle maggioranze, non potevano che dare questi risultati negativi.

Ora, io ho l'impressione che qui, da parte di qualcuno, non si voglia risolvere questa crisi, perché io dicevo l'altro giorno, scherzando, ma arrivati ad un certo momento, in campo nazionale, dove abbiamo la Democrazia Cristiana che ha una maggioranza relativa, e che pertanto ad un certo momento, anche quando in seno al Governo la crisi nasce, chi la deve risolvere questa crisi, anche se il mal di pancia è stato degli altri? - scusatemi l'espressione, ma la ripeto - la colpa è della Democrazia Cristiana ed essendo il Partito di maggioranza relativa addirittura deve assumersi la responsabilità di costituire un Governo, anche monocolore, a costo di prendersi poi tutte le legnate di cui vi accennai l'altro giorno.

Ora mi sembra che anche qui, in campo nostro, ... ad un certo momento, come si sta facendo oggi e ne abbiamo la riprova, e ne parleremo dopo, copiare quello che avviene in campo nazionale, io penso che la prima responsabilità sia quella dei Democratici Popolari, perché, essendo il partito di maggioranza relativa, hanno avuto 8 Consiglieri, hanno l'obbligo di portare qui dentro qualche soluzione. Io ritengo che non sia serio, non ho voluto parlare nelle sedute precedenti e quello che ho detto allora lo ripeto oggi. Ringrazio Ramera che ha dovuto sostituirmi perché qualche cosa mi scapperebbe oltre quei limiti di diplomazia e di machiavellismo che oggi domina in Valle d'Aosta in tutte queste trattative, perché probabilmente qualche volta parlando così, passionalmente, e con un sentimento che è provocato da una vita politica più che decennale, per dire ventennale, ad un certo momento ci si preoccupa e si dice: "ma qui, invece di andare meglio, andiamo sempre peggio!" Quindi io mi sarei aspettato che i Democratici Popolari, con tutte quelle motivazioni che avrebbero ritenuto di portare avanti, ad un certo momento sarebbero arrivati qui dentro e avrebbero portato avanti una determinata soluzione che poteva anche andare a buon fine.

Quindi, se invece vogliamo copiare determinate soluzioni, chiamiamole "nazionali", in questo piccolo nostro consesso valdostano, che è nato attraverso una speranza di tutti noi attraverso una autonomia di risolvere i problemi interni con maggior facilità che quanto accade in campo nazionale, oggi come oggi dobbiamo constatare che è tutto il contrario.

Perché io, scherzando, come scherzo sempre, perché purtroppo nella vita ci sono solo poche cose di "tragico" e questo non è una cosa tragica. Io mi dico: arrivati ad un certo momento se in campo nazionale abbiamo avuto una crisi di 40 giorni, non so quanti sono, qui nel nostro piccolo parlamento valdostano la crisi dura da molto di più e stiamo anche per raggiungere dei limiti che sono contro il buon senso. Quindi, un primo rimprovero mi sia concesso di rivolgerlo ai D.P. perché i D.P. avrebbero dovuto portare avanti questo problema, perché poi non dimentichiamo che qui dentro non abbiamo preso la parola per dire tante e tante cose nelle sedute precedenti, ma il bello è poi questo: che ad un certo momento abbiamo 6 Consiglieri Democristiani che si dichiarano pronti, senza ambire né a sedie né a niente, a dare tutti gli appoggi immaginabili e che ad un certo momento vengono quasi esclusi dalle trattative perché probabilmente, per comodità di coloro che hanno fatto parte di questa democrazia per tanti anni finiscono per dire "voi siete di destra, invece noi siamo di sinistra".

Ma la qualifica di destra e di sinistra, dicevano l'altro giorno in una riunione molto interessante, la si stabilisce, non con delle qualifiche "tu sei di destra, io sono di sinistra", la qualifica, caso mai, la sostanza la si vede attraverso le impostazioni e i programmi, le soluzioni che vengono portate avanti e su questo avremo ancora tempo di discuterne in questi due o tre anni di amministrazione che ci rimangono qui al Consiglio regionale.

Stabilito quindi questo, io sono stupito che non si possa procedere; giustamente ha detto Monami prima, e io ripeto solo la stessa cosa: se la Democrazia Cristiana, indubbiamente avesse potuto avere dei rapporti, non dico delle trattative, ma portare avanti dei colloqui col Partito Comunista, noi indubbiamente la crisi l'avremmo già risolta. Purtroppo questo ci è negato, e questo è anche un danno, non lo so, non lo so, lo dirà il futuro. Perché indubbiamente se ad un certo momento ci fossimo potuti incontrare su dei problemi di sostanza ... matematici, come li ho definiti in altro caso, due e due fa quattro, che sia votato dai rossi, dai neri, dai caffelatte i problemi forse sarebbero risolti. Purtroppo noi questo non possiamo farlo; purtroppo quando noi andiamo sulle pubbliche piazze della Valle d'Aosta, noi diciamo: "noi non abbiamo impostazione comunista, Signori, quelli che votano per noi lo sanno, che non potranno, non vedranno creare dei cerchi, come abbiamo visto fare nel passato".

Poi su questo ognuno esprimerà i giudizi che meglio ritiene e vedremo il futuro che cosa ci riserverà.

Detto questo... la situazione si complica sempre di più ci preoccupiamo tutti e i Capigruppo ricevono cataste di lettere, telegrammi, ne abbiamo ricevuti ieri, perché tutti i problemi sono, non dico tutti fermi, perché l'ordinaria amministrazione deve andare avanti; però i problemi si aggravano sempre di più; i Sindaci, attraverso le loro amministrazioni comunali non riescono a fare fronte ai loro impegni, devono assumere dei debiti in banca dove devono pagare degli interessi dove tutti noi conosciamo che oggi sono di una entità enorme; ad un certo momento vediamo dei problemi... di contributi di tutti i settori, artigianali, turistici, alberghieri, che sono fermi e quindi ognuno di noi arriva con una bella valigia di buona volontà e dice noi dobbiamo portare avanti questo, e poi all'ultimo momento magari non ci si mette d'accordo, perché? Perché la crisi, che è sempre una cosa dolorosa e non è necessaria come in questo caso, ha coinciso con la data del 31 dicembre, quindi fine anno, problemi che si aggravano ancora per questioni di bilancio, e allora si sperava, noi poteri tapini, che io dicevo sempre, ignorati qui in un angolo di minoranza, pur avendo 14.000 voti e sei/sette Consiglieri come hanno i maggiori partiti qui dentro, noi invece dobbiamo essere qui passivi perché mai riusciamo a portare avanti questo. Quantunque mi sembra che in Valle d'Aosta, fin dal 1946-'47 la Democrazia Cristiana, un contributo per l'avvenire e il benessere della Valle d'Aosta lo abbia dato. Ma questi sono gli eventi politici che certe alleanze noi non le possiamo fare e delle quali abbiamo parlato prima.

Naturalmente, dicevo prima, di nuovo, tutti i problemi fermi, li dobbiamo portare avanti, abbiamo le future amministrative, ad un certo momento i Comuni si troveranno a disagio.

La popolazione e l'elettorato perdono fiducia verso di noi, perché non è con una crisi, come avevamo il matrimonio all'italiana, il divorzio all'italiana e la crisi all'italiana, qui cominciamo ad avere una crisi alla valdostana per cui nel piccolo non si risolve niente e noi che siamo qui quattro gatti, scusatemi questa espressione, non riusciamo a concludere niente.

Ed allora, ad un certo momento, io penso che anche l'elettorato, anche il cittadino valdostano dice quello che dicevo l'altro giorno: "ma chiudiamoli in questa sala e obblighiamoli a mettersi d'accordo, perché se no avanti così non si può andare".

Arrivati a questo punto, quindi e qui mi trova bene qui ricordare l'augurio di Pedrini: caro Pedrini, tu l'altro giorno, tu hai detto l'altro giorno: "speriamo che alla vigilia di Natale vada tutto bene", anche io lo spero, specialmente con un richiamo agli uomini di buona volontà; ma voi sapete perfettamente che non usciamo bene, perché sembra strano, ad un certo punto, le crisi della Regione sono un po' sempre collegate con le crisi del Comune, d'altronde il Comune di Aosta, 33-34.000 abitanti, quindi la sua grossa importanza la risente, la crisi della Regione si riverbera, come quella là si riverbera qui. Ora, non solo Pedrini, tu vieni dalla Bassa Valle, ma tu lo sai che ieri sera la Giunta del Comune di Aosta è andata a quattro e quarantotto; perché? Perché ad un certo momento ci fu un documento politico, presentato dalla D.C., con l'accordo di altri, a me non interessa questo, rimango alla sostanza, per un rinvio di determinate cose dell'ordine del giorno, in relazione a questa crisi regionale che non va avanti, e la Giunta è stata messa in minoranza.

Ora, invece di semplificarsi le cose, mi sembra che si aggravano. E allora, continuiamo di questo passo, io penso che la Giunta di Aosta, di fronte ad una situazione come quella venutasi a creare ieri, ad un certo momento dovrebbe dare le dimissioni, perché sennò non ci sarebbe nessuna serietà, come è accaduto nel 1970, come è accaduto ultimamente, ad un certo momento bisogna che uno vada fuori dai piedi, perché se c'è qualche cosa che non quadra bisogna ripartire in altro modo.

Ora, io mi dico, ma questa crisi, qui dentro la portate avanti in questo sistema? E questa mattina il fatto nuovo è avvenuto. Io vorrei esprimere un giudizio, ma non è sempre facile; io l'avessi saputo ieri, pur avendo incontrato Monami ripetutamente mi avesse amichevolmente, e non è un rimprovero perché non sei tenuto a farlo, ma, avessi saputo che si presentava questo ordine del giorno, ci preparavamo in un altro modo, magari. Ma presentato oggi, così come è, io esprimo quello che sento: ma, mi dà l'impressione, non so, di voler copiare qualche cosa di più grosso; ma le crisi, qui, come sono accadute? Io ho avuto il piacere di essere nel ciclone, nell'occhio del ciclone in una crisi del '70, palline nere che sono venute fuori, che hanno svolazzato, come hanno svolazzato ultimamente, e, visto questo clima, e questo ambiente, e questa atmosfera, svolazzeranno ancora, ne siamo convinti, lo abbiamo detto allora, perché chi semina vento raccoglie tempesta, e quindi, arrivati ad un certo momento io ho l'impressione che, invece di risolvere i nostri problemi secondo le vecchie abitudini, si vuole portare avanti dei sistemi nuovi.

E il primo sistema nuovo è stato quello della riunione dei Capigruppo, questo per la volontà di tutti noi, cercare di non frenare la vita economica del paese che indubbiamente ne avrebbe avuto un grave nocumento. Ebbene, ad un certo momento abbiamo visto che anche questo è una soluzione che non era facile perché presentarsi - e io do atto qui, pur essendo di un Partito diverso da quello dei movimenti ecc... che partecipavano a queste riunioni, tutti i Capigruppo si sono presentati con l'intenzione di fare qualche cosa di buono; però la conclusione, che cosa si è fatto, ad un certo momento una ciliegia tira l'altra, e qui invece di avere una crisi si aveva una amministrazione che aveva questo di assurdo: che quasi, quasi, la Giunta, l'esecutivo dimissionario, che non esiste più, ad un certo momento si era seduta nei banchi del Consiglio, il Consiglio tirava avanti. Ma possiamo anche andare avanti dei mesi così, ma certamente era per vedere se in un lasso di tempo breve si risolveva questa crisi.

Ebbene, oggi come oggi, abbiamo visto che abbiamo soltanto questi tre punti all'ordine del giorno, perché anche questo fatto che i Capigruppo presentassero le leggi e le proposte di legge, che portassero avanti qualche cosa, è una cosa che a noi non ci sembra, vorrei dire, indispensabile, ma non è normale!

E questa mattina, mi sembra che non sia normale, per me, e dovrei anche rifletterci su un momentino, questa proposta fatta da Monami, perché io ho l'impressione e lo dico prima, ma ci siamo battuti, tutti quelli che era qui, indubbiamente, per avere questa autonomia, per poter avere una indipendenza amministrativa, politica, la vorrei chiamare anche, così, locale, ebbene oggi come oggi, immaginatevi, siamo 35 Consiglieri e tutti i giorni ci tocchiamo gomito a gomito e per poter risolvere la crisi dobbiamo copiare il Presidente Leone di Roma, o Spagnolli, affidando a Dolchi - nel quale abbiamo fiducia e simpatia, sia ben chiaro, lo dichiaro pubblicamente anche per dei vecchi legami di amicizia - ma alla fin dei conti è sempre un uomo di parte, è sempre un uomo che rappresenta un determinato Partito, che anche lui, sotto sotto ha le sue simpatie e le sue antipatie. Ora, a me non pare che sia una soluzione che possa andare bene, perché, come dico, tanto per cominciare, veniamo fuori da una situazione di normale crisi dando ... questo aspetto che non può avere questa crisi, perché allora qui leggeremo sui giornali locali che il Signor Pinco Pallino, Capogruppo del Partito, invece di salire il Quirinale, sarà salito qui in Piazza Deffeyes; ma io qui ho l'impressione che qui stiamo un po' scherzando e che a me non pare che sia questa la soluzione migliore.

E allora, Signori, visto che ci si viene avanti con delle proposte che non mi aspettavo, questa, allora ne porto una avanti anch'io. Oltre di chiedere una sospensione per pensarci su, vi dico, allora, Signori, non è che si debba fare come, per la terza volta ripeto, ad Avignone che si dovettero chiudere locali e fare morire di fame i Cardinali per eleggere un Papa, però allora io vi dico un'altra cosa: allora, Signori, io vi faccio una proposta, allora incominciamo a fare una votazione di un Presidente della Giunta. Vedremo cosa si tirerà fuori, vedremo quali saranno i nomi, quali potranno essere gli orientamenti che vengono, perché, ad un certo momento, da questo sforzo interno, da questa pressione, io la vorrei definire così, forse qualche cosa avverrà. Ci sarà per esempio, non so, un certo gruppo che si riunisce, perché non credo che ogni Partito, oggi come oggi, l'unico che non dovrebbe saperne niente è la Democrazia Cristiana, perché noi dovremmo eleggere per esempio Bordon, per vecchia abitudine, e quindi Bordon certamente non ci starebbe più al gioco perché è già stato pizzicato una volta ... Io sono venuto qui per farvi un'altra proposta, invece: io dico, Signori, arrivati a questo punto, anche per dimostrare all'elettorato valdostano e a tutti quanti, io vi chiedo che si proceda per una votazione di un Presidente della Giunta e vedremo che cosa ne verrà fuori.

La situazione è talmente ingarbugliata, la situazione è talmente difficile, che è necessario trovare un qualche cosa che spinga questa crisi, e se noi riusciamo ad esprimere e non esprimere una specie di indirizzo, noi vedremo dove pendono ... e qui, perdonatemi, e non suoni a fine demagogico questo, ma io ho l'impressione che anche in questo consesso, in questo nostro Consiglio, ci debba essere questa impostazione ideologica, perché io non sono molto soddisfatto quando altri colleghi, che mi sono molto vicini, vedono solo e solamente in funzione amministrativa, perché guardate le funzioni amministrative, è logico è una delle basi dell'economia, di tutto quello che volete voi, ma ad un certo momento ci vuole anche l'impostazione ideologica, perché uno viene qui e dice: " per interessa niente, per me va bene "A" come "Z", quindi distante su tutto l'arco". Ebbene io vi dico, Signori, che non siamo a posto e non riusciremo mai a trovare un risultato proficuo, ve l'ho detto prima. Quindi io invece faccio un'altra proposta, la proposta mia è questa: che si studi brevemente la situazione e che si proceda per esprimere un Presidente di Giunta e poi esprimeremo un Assessore... (voce: la formalizzi) ...La formalizzo, la metto su un foglio da 700 lire - (voce: costa troppo).

Andrione (UV) - Esprimiamo un parere contrario alla proposta del Partito Comunista di dare un mandato specifico al Presidente del Consiglio per due semplici ragioni: una, che il Presidente del Consiglio, sia per la carica che ha, sia per la posizione politica che occupa nel seno di uno dei maggiori Partiti rappresentati in questo Consiglio, ha ampia facoltà di contattare tutte le forze e tutti gli uomini interessati alla soluzione di una crisi senza che questo avvenga attraverso una formalizzazione di delega da parte dei Movimenti o Partiti che, nel più grande rispetto democratico e della differenza di idee, non si trovino in questo momento allineati con il Partito Comunista.

L'altra ragione - ed è questa una ragione pratica - è che non riusciamo a vedere quali notizie nuove potrebbe ricavare il Presidente del Consiglio quando in un così piccolo ambiente è noto che ci siamo visti tutti e che continuiamo a vederci tutti, più volte alla settimana, in una specie di gioco di chassé-croisé dove ritroviamo puntualmente sul tavolo le stesse difficoltà, le stesse grosse remore alla formazione di un governo regionale. Ci sono forse delle possibilità di costituire un governo, però bisogna tenere presente che le soluzioni delle crisi sono tanto più difficili quanto più le crisi si sono dichiarate male per aver voluto formare una Giunta in maniera illogica.

Qui, non rifiutiamo nessuna delle nostre responsabilità, le assumiamo tutte molto chiaramente, però, scusateci vogliamo assumerle in prima persona.

Chanu (DP) - Io rispondo che è dato comune da questi primi interventi la complessità della crisi che dobbiamo affrontare e risolvere, ed è un dato che è emerso da tutti i banchi, sia oggi che nelle sedute precedenti. È proprio perché si tratta di crisi grave, di crisi difficile ritengo che compito degli amministratori, compito dei Consiglieri sia quello di trovare una soluzione alla crisi, ma che non sia una soluzione della crisi che porti ed esponga il consesso dove noi sediamo a breve o medio termine a trovarsi una situazione analoga se non peggiore.

Gli esempi di tante crisi e formule risolte a tutti i livelli, comunali e regionali, in Italia dove opera in prima persona anche la Democrazia Cristiana, non ultima quella della città di Torino, sono proprio il segno evidente che quelle crisi sono difficili, è necessario trovare delle soluzioni che non siano soltanto dei rappezzi più o meno efficaci e che poi espongano nuovamente dopo un breve respiro, una breve boccata di ossigeno, i consessi amministrativi a situazioni identiche alla precedente, se non peggiore.

Vorrei a questo punto riallacciarmi, sia pure brevemente, a quello che il Presidente Dujany ebbe a dire nell'ultima seduta, quelle cioè che erano le tendenze verso le quali il Gruppo dei Democratici Popolari poteva concordare, poteva contare per la soluzione delle crisi in corso.

E vorrei, a questo punto, ricordare come da parte del Movimento dei D.P., sia stata vista con grande interesse la proposta avanzata dai movimenti regionalisti confederatisi e riunitisi e precisamente Rassemblement, Union Valdôtaine, Union Progressiste Valdôtaine, volta, appunto a trovare una soluzione in una Giunta a carattere, a configurazione regionalista, nella quale fossero rappresentati ... dei Movimenti regionalisti e sulla quale i Democratici Popolari si erano dimostrati interessati ed anche convergenti a determinate condizioni e a determinati punti, condizioni e punti che investivano il programma e che investivano l'appoggio che a questa formazione, a questa Giunta sarebbe dovuto venire.

Ebbene, su questa linea i Democratici Popolari si sono mossi in questi ultimi tempi e hanno riscontrato, sia pure nelle naturali difficoltà che una convergenza e un incontro può provocare, hanno riscontrato degli elementi che bene possono fare sperare per un proseguimento e un approfondimento di questa trattativa che, a nostro avviso, appare interessante e potrebbe costituire, a nostro avviso, una soluzione razionale, efficace, di garanzia per il futuro, per i nostri problemi e costituire cioè una maggioranza a sfondo, a carattere regionalista, orientata ed appoggiata socialmente verso sinistra.

Detto questo e poiché questa situazione prosegue, questi incontri si stanno avendo, delle difficoltà si sono superate, delle convergenze si sono già trovate su diversi punti sui quali si erano manifestati dei dissensi e si erano manifestate delle riserve, io credo che su questa strada i Democratici Popolari intendano continuare per verificare se questa possibilità potrà portare a buon fine che intendono verificare e intendono perseguire fino in fondo, fino cioè ad avere la prova provata che tutto è stato fatto per giungere a questa che riteniamo una soluzione efficace, una soluzione soddisfacente, una soluzione razionale al problema.

Detto questo, io ritengo che, per quello che riguarda l'ordine del giorno che è stato presentato dai Comunisti, se su questo ordine del giorno, in relazione alla figura e alla funzione del Presidente del Consiglio, ci fosse la convergenza di tutte le forze qui rappresentate si potrebbe anche, da parte dei Democratici Popolari, esprimere un appoggio all'ordine del giorno stesso. Naturalmente però a condizione che si proceda, anche da parte del Partito, del più forte Partito di sinistra, del Partito Comunista, su quella falsariga a cui accennavo prima e che abbiamo tracciato nell'intervento precedente e in questo intervento.

Peraltro, mi sembra, almeno da questa prima battuta, che convergenza su questo punto non si trovi; quindi effettivamente mi rendo conto che la posizione del Presidente del Consiglio, in mancanza di questa convergenza unitaria, che per così dire lo scolorerebbe da quella che è la sua qualifica e posizione politica, ma che rimarrebbe soltanto, diciamo, come considerazione delle sue funzioni, questa mancanza di convergenza mi sembra che renda particolarmente difficile il poter dire che la persona indicata, con tutti i suoi ... la composizione ed i meriti e l'impatto che ha, proprio in questa situazione possa essere qualificata per un compito, per un mandato che dovrebbe porlo non come parte tra le parti, ma al di sopra delle parti. Per cui su questo punto, evidentemente, se questa convergenza manca non possiamo che esprimere le nostre più ampie riserve.

Altrettanto dobbiamo dire al momento per la proposta assai più bersaglieresca, assai più superficiale che ci è venuta al Capogruppo della Democrazia Cristiana; se stiamo in questo momento ricercando, e faticosamente stiamo cercando di dare una ... soluzione a questi problemi, è evidente che la mossa di una elezione d'emblée, tout court, di qualsiasi rappresentante, di qualsiasi esponente di qualsiasi Partito o Movimento che qui siedono, evidentemente non porterebbe a nessun vantaggio, a nessuna possibilità di azione minimamente superiore a quello che potrebbe essere l'eventuale mandato esplorativo del Presidente del Consiglio, anzi, forse sarebbe ancora peggio; ed è per questo che se questa proposta, come ho sentito dire, è stata formalizzata, a nome dei Democratici Popolari non mi sento di accettarla.

Milanesio (PSI) - Signor Presidente, colleghi Consiglieri.

Come è stato evidenziato negli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto, questa crisi si trascina da almeno 50 giorni, un record davvero per la nostra Regione, ma credo lo sia anche in assoluto, rispetto alle altre Regioni e rispetto anche alle stesse crisi che caratterizzano talvolta il Governo nazionale.

Noi siamo stati accusati, più o meno larvatamente da alcune forze e esplicitamente da altre, di aver voluto questa crisi sciagurata.

Noi siamo solo tre Consiglieri e abbiamo dichiarato la nostra disponibilità per risolvere questa crisi secondo schemi politici abbastanza chiari, che sono stati da me illustrati in questo Consiglio; illustrati dal mio Partito attraverso, diciamo così, articoli, attraverso dichiarazioni, ordini del giorno. Ma in questo momento, in questo Consiglio, o perlomeno tra le forze presenti in questo Consiglio, avvengono degli strani giochi politici che trasformano questa atmosfera in una atmosfera kafkiana. Non si capisce più niente. Per intenderci, alcuni dichiarano di volere delle Giunte dei movimenti regionalisti, - vedi i Democratici Popolari - Giunte orientate a sinistra, socialmente appoggiate a sinistra. Noi siamo un Partito della sinistra, fino a prova contraria, non abbiamo avuto inviti, contatti per discutere di queste Giunte eventuali, di queste combinazioni che noi non riusciamo ad intravvedere in un modo molto chiaro. Però nel converso ci si scarica, si scarica su di noi, appena possibile, responsabilità, che noi siamo disposti a prenderci per la nostra parte, ma non per tutto il Consiglio, non per altre forze che in questa crisi hanno avuto la loro parte, il loro gioco, la loro importanza.

Sono state fatte questa mattina due proposte concrete: una fatta dal Capogruppo del Partito Comunista, Monami, e l'altra dal Consigliere Bordon.

In una si dice di dare il mandato esplorativo a Dolchi, affinché cerchi il bandolo di questa matassa ed incominci a dipanarla.

D'altra parte si è detto: "beh, votiamo, visto che la crisi è in questo Consiglio, vediamo se attraverso un gruppo salta fuori" - presume già una situazione decisiva e un Presidente incaricato, un Presidente designato - "e vediamo se possiamo far fare un passo avanti alla complicata e delicata vicenda della crisi regionale".

Io mi aspettavo la prima proposta, quella dei compagni comunisti, non mi aspettavo la seconda, quella del Consigliere Bordon. Ma devo dire che, giunti a questo punto, per quello che riguarda il Partito Socialista Italiano, la seconda proposta cioè quella del Consigliere Bordon è certamente la più chiara e la più illuminante. Noi, che siamo solo tre, siamo disposti a partecipare ad una votazione. Vedremo cosa farà questo Consiglio, visto che al di fuori di questo Consiglio, se accordi sono stati presi certamente non riguardano il Partito Socialista come forza della sinistra ... quindi noi non ci sentiamo impegnati da nessun genere ... nei confronti delle altre forze politiche che sono, che dicono di essere in queste trattative.

A questo punto pensiamo e riteniamo che sia meglio che, se ci sono delle votazioni, avvengano in questo Consiglio, e poi il Consiglio valuterà, non è la prima volta che succede in altri consessi, non è la prima volta che succede in altre Regioni, riteniamo che la risoluzione della crisi debba essere ricercata alla luce del sole. Noi Socialisti siamo solo tre, non ci sottraiamo a questa richiesta, perché riteniamo che è un debito di chiarezza che si deve dare alla opinione pubblica che ci sta seguendo in questo momento.

Noi non è che respingiamo la proposta fatta da Monami a nome del Partito Comunista; riteniamo che la proposta Bordon, in questo caso, per il Partito Socialista sia molto più chiara e possa consentire di esprimere le proprie opinioni in merito a valutazioni che potranno esserci in questo Consiglio, anche perché siamo stufi di essere presi in giro da forze che si dichiarano aperte verso sinistra e poi hanno perlomeno un concetto discriminante e discriminatorio della sinistra.

Quindi, noi ci riteniamo di sinistra, tanto per incominciare; non siamo stati consultati, non siamo stati interpellati; siamo qui per votare perché riteniamo che sia meglio che il Consiglio assista, che il Consiglio faccia una votazione e che tragga le conclusioni e le conseguenze di certe cose che si vanno dicendo in giro e che scendono a livello, così, molto nebbioso e molto fumoso.

Pedrini (PLI) - Io già dall'inizio avrei voluto vedere, Signor Presidente, in questa sala, una determinazione ben chiara; purtroppo, quando si comincia a parlare, e io cercherò di essere veramente molto breve, si sa quando si comincia ma non si sa quando finisce.

Sono le 10.59 e io alle 10.58 ho preso atto che uno dei componenti la passata Giunta, non solo non è stato interpellato, ma addirittura accetta la proposta fatta dal Consigliere Bordon.

Io non so quello che ci possa essere di buono in questa proposta; può darsi che sia soltanto un tentativo e che questo tentativo vada a vuoto, ma, evidentemente, io penso che il tentativo è da farsi, perché se non altro diamo a noi stessi la tranquillità d'animo di aver fatto qualcosa per risolvere questa crisi. Ad un certo punto, ripeto, si deve fare solo e solamente perché anche se il Consiglio si esprimerà, anche attraverso i suoi membri, negativamente, tuttavia si sarà fatto qualcosa, come io già nelle passate sedute avevo auspicato di fare.

Non so se uscirà la fumata bianca o nera. Non ha importanza; l'interessante è fare qualcosa, cercare di fare qualcosa, anche per dare chiaramente la dimostrazione a coloro che sono al di fuori di quest'aula che, se non altro, abbiamo cercato una via di uscita; se questo ci sarà o meno non ha importanza, ma il tentativo si fa, deve farsi sotto questo auspicio.

Marcoz (UVP) - Signor Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri. Nell'intervento dell'amico Monami mi è sembrata veramente marcata l'influenza romana di un grande Partito nazionale ... è come se noi Consiglieri regionali fossimo dei minori e di conseguenza ci necessitasse un tutore. Visto che le cose sono così complicate e ingarbugliate, che sono stato veramente preso alla sprovvista; visto le due proposte fatte in questo Consiglio regionale, noi dell'U.V.P. riteniamo che la proposta Bordon sia la più valida.

Vediamo veramente se c'è la possibilità di nominare un Presidente che tiri le fila di questa intricata matassa. Quindi noi ci associamo alla proposta del Consigliere Bordon, ripresa da Milanesio, da Pedrini e altri.

Monami (PCI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri,

Mi pare che l'aver fatto una proposta che aveva carattere sbloccante di questa difficile situazione ha imposto ad altri a fare altrettante proposte che miravano, secondo me, con altrettanta coerenza e altrettanta serietà a sbloccare la situazione.

Noi non siamo (??) dal confrontarci anche in un voto per la nomina del Presidente della Giunta. Siamo anche stati informati, qui vorrei svolgere alcune considerazioni, siamo stati informati del tentativo in atto di costituire una nuova maggioranza ed una Giunta nel senso indicato dal collega Capogruppo dei Democratici Popolari, che mi pare anche apparsa sulla Gazzetta del Popolo di questa mattina.

Su queste cose noi pensiamo di dover esprimere alcune opinioni e cominciamo con il dire molto apertamente e molto francamente che non crediamo ad una Giunta che si definisca regionalista costituita soltanto da movimenti locali. Noi abbiamo detto più di una volta che ci sentiamo un Partito profondamente regionalista e siamo sinceramente regionalisti e lo abbiamo dimostrato in 30 anni di battaglie nel Paese e nella Regione, e vale qui la pena ricordare di quanto sia forte il senso regionalista del Partito Comunista Italiano, ricordare gli scritti di Gramsci nel 1919, quando già allora richiedeva e prevedeva come unica soluzione per la Valle d'Aosta un regime di autonomia profonda, concreta, e non certo perché i Consiglieri regionali sono dei minorati, proprio per questo Gramsci aveva visto queste cose per la Valle d'Aosta.

Vale la pena ricordare la Costituzione italiana che prevede l'autonomia per la Valle d'Aosta, firmata e che porta la firma di un grande Comunista, Umberto Terracini.

Vale qui la pena ricordare la battaglia ventennale che il Partito Comunista ha portato avanti in Italia per la creazione e la istituzione delle autonomie regionali a Statuto normale.

Vale inoltre la pena ricordare quale sia il senso profondo contenuto negli ideali del Partito Comunista per il decentramento dello Stato, per il decentramento della vita politica e amministrativa del nostro Paese, questi fatti che danno forza, consistenza, realtà, serietà al senso e al contenuto autonomistico del Partito Comunista.

Noi riteniamo che una proposta del tipo avanzato sia una divisione e che sia errore politico contrapporre le forze locali con i Partiti nazionali che hanno in sé profondo carattere regionalista. La riteniamo un tentativo di spaccare in modo verticale la comunità valdostana e può diventare questa una insanabile frattura in mezzo alla nostra popolazione.

Noi abbiamo auspicato più di una volta l'unità fra le forze locali valdostane; però non abbiamo mai preconizzato o augurato una unità che si contrapponesse ai grandi Partiti nazionali che di questi contenuti di autonomia di decentramento ne sono vivi e pieni, così come abbiamo sempre detto che l'unità delle forze locali avrebbe dovuto collocarsi politicamente in modo giusto, e in modo ben definito con dei contenuti e dei programmi sociali avanzati, perché, beh, è su questo terreno che si forma l'unità delle forze politiche locali. Non può essere una unità ambivalente, e deve avere, dicevo, un programma con dei contenuti riformatori, con delle scadenze e delle scelte precise e solo a quella condizione un Governo di quel tipo può avere l'appoggio del Partito Comunista e, inteso, l'appoggio della sinistra valdostana.

Tutto il resto riteniamo sia mistificante in nome di un malinteso regionalismo dove tutti si abbracciano e dove tutti si ritengono contenti. Regionalismo, sì, difensori del regionalismo e dell'autonomia, fino in fondo e strenuamente difensori dell'etnia valdostana, delle sue peculiarità, della sua lingua, delle sue tradizioni, della sua storia e della sua cultura, sì, ma soprattutto riteniamo, noi, difensori dei contadini e degli operai, della gente più povera e della gente che più soffre, contro tutti e ogni tipo di sfruttatori, contro tutti e ogni tipo di speculatori, e contro coloro che si mettono nella difesa di questi speculatori e di questi sfruttatori.

Ecco, noi come riconfermiamo la nostra posizione politica. Una larga maggioranza di 25 Consiglieri, e lo abbiamo già detto, costituita dalle forze comuniste, socialiste e forze locali avanzate. Ci sono essere in questo quadro delle autoesclusioni che riducano numericamente questa maggioranza, ma non politicamente, e che esprima un Governo, questa maggioranza, concordato, che sia vera espressione regionalista di tutte le forze e di tutti i Partiti regionalisti, che non sia una espressione locale di 25 Consiglieri, ma sia una espressione regionalista di 25 Consiglieri, per un programma che contenga cose avanzate per quella categoria di gente a cui facevo cenno prima, con delle scadenze precise.

In questo senso si può fare un Governo, subito e bene.

Tutto il resto, pensiamo che debba considerarsi, è e sarà, uno spostamento a destra dell'asse di Governo della Regione contro il quale noi ci batteremo.

Visto, comunque, che la maggioranza delle forze regionali di questo Consiglio si sono dichiarate contro la proposta concreta fatta dal Partito Comunista, a nome del gruppo ritiro l'ordine del giorno e chiedo al Presidente di voler concordare una sospensione di questa seduta.

Jorrioz (PSDI) - Oggi stesso un gruppo di Consiglieri arriva in questo Consiglio e si trova di fronte delle proposte nuove, delle proposte fatte così, un po' a sorpresa.

Questa mattina ce ne sono state due. Grazie a Dio una di queste è già stata ritirata. Ci troviamo di fronte ad una unica proposta; io penso che sia il dovere di ogni Consigliere di esaminare qui, in Consiglio, la possibilità di risolvere la nostra crisi che si trascina da troppo tempo.

La proposta fatta dal Consigliere Bordon non è che mi trova completamente consenziente; però ritengo che sia un dovere nostro fare un tentativo di questo genere per vedere se attorno almeno ad un Presidente si possa costituire al più presto possibile una nuova Giunta, una nuova maggioranza.

Grazie.

Ramera (DC) - Alla richiesta del Consigliere Monami io chiedo, aggiungendo a quanto ha già fatto l'amico Bordon, che prima avvenga una votazione in maniera che gli eventuali candidati alla Presidenza della Giunta possano avere dei contatti nella successiva sospensione. Prima facciamo una votazione, ognuno di noi voterà per il proprio gruppo, al massimo, tanto non usciranno 500 nomi, ne usciranno due o tre al massimo, in maniera che la sospensione abbia un senso e possa favorire l'incontro di gruppi per concordare un qualche cosa di positivo.

Manganone (DC) - Sarei un pessimo amministratore se lasciassi passare inosservata la proposta del collega Bordon, perché qui si parla di democrazia, si parla di contatti con altre forze, ma questi contatti non avvengono. Io non mi ritengo una forza, ma mi ritengo un Consigliere, anche se la mia sedia è mozza, e anche se mai nessuno venga ad interpellarmi. Quindi io voglio esprimere democraticamente il mio voto e mi associo alla richiesta del Consigliere Bordon.

Chanu (DP) - A nome dei Democratici Popolari faccio mia la richiesta di sospensione preliminare, anche per una ragione, diciamo, di correttezza, sulla base di quello che, evidentemente, ho detto prima. Essendo in corso contatti e trattative con determinate forze che dovrebbero, o dovevano, o dovranno costituire il nucleo regionalista, è bene che su questa proposta abbiamo la possibilità di poter scambiare, al di fuori evidentemente dell'aula consiliare, le nostre impressioni.

Quindi ritengo che una proposta di sospensiva di pochi minuti per noi potrebbe essere sufficiente, possa trovare accoglimento, dopo di che evidentemente se la maggioranza del Consiglio sarà d'accordo di procedere ad una votazione, andremo avanti.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? C'è una proposta di sospensiva di alcuni minuti. Mi sembra che in genere il Consiglio non abbia mai respinto proposte di sospensione. C'è una obiezione specifica del Consigliere Ramera. Ritenete che debba essere messa ai voti la proposta di sospensione, o il Consiglio è d'accordo, come in genere avviene?

Allora colleghi Consiglieri non mi resta che, in seguito alla proposta di sospensione richiesta dai Consiglieri Monami e Chanu, di procedere alla votazione sulla proposta di sospensione.

Allora, metto ai voti per alzata di mano la proposta di sospensione di alcuni minuti presentata dai Consiglieri Monami e Chanu. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Allora, esito della votazione: voti favorevoli al rinvio di alcuni minuti 15 - voti contrari 18 - Il Consiglio non approva.

Colleghi Consiglieri, non è ancora chiusa la discussione generale. Chiedo ancora se qualcuno intende prendere la parola prima della votazione che, vi ricordo, è iscritta all'ordine del giorno e che quindi, non essendoci richieste contrarie, è la naturale conclusione della discussione generale.

Nessuno intende prendere la parola in sede di discussione generale? La parola alla Signorina Viglino.

Viglino (RV) - Je dois dire que les évènements de ce matin m'ont certainement surprise mais ce qui m'a surprise davantage c'est le refus exprimé par Monsieur Monami publiquement d'appuyer une Junte que le RV avait proposée justement pour débloquer cette situation malheureuse.

Evidemment, dans ce cas, selon notre point de vue, il n'existe plus qu'un seul chemin et dans le fond, si nous voulons bien examiner la chose, la votation demandée d'un Président de la Junte n'est pas trop loin de la proposition qu'avait fait le parti Communiste de déléguer quelqu'un pour résoudre, dans la meilleure façon, cette crise qui dure depuis trop longtemps.

En effet si déjà la votation aura un certain résultat, qui mieux qu'un Président de Junte pourra résoudre une crise qui désormais depuis trop longtemps et que le RV avec une proposition qu'il retenait juste et équitable avait cherché de résoudre le plus rapidement possible?

Je rappellerai à ce Conseil que le groupe des régionalistes représentait 15 Conseillers ; ce qui est certainement une très grande force et je regrette que le Parti Communiste n'ait pas compris le sens politique que nous donnions à cette Junte régionaliste.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola in questa discussione generale? Nessuno più chiede la parola. Chiusa la discussione generale. Si passa alla votazione; la votazione per l'elezione del Presidente della Giunta ai sensi dell'art. 33 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta si svolge per scheda segreta e per appello nominale.

Pertanto, quindi i Consiglieri saranno chiamati per ordine alfabetico in cabina; dovranno scrivere un nome solo; l'esito della votazione riguarda la maggioranza assoluta dei presenti in questa seduta.

Si procede all'appello nominale.

La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Per dichiarazione di voto; è stata chiusa la discussione generale.

Sarò brevissimo; mi sarei immaginato che coloro i quali hanno richiesto la votazione del Presidente, di un Presidente della Giunta, prima di andare alla votazione avessero espresso su quale persona la loro opinione intendeva convergere o divergere nella votazione.

Noi non abbiamo nessuna difficoltà a dire che, poiché si ritiene di dare questo incarico ad una persona di risolvere una crisi che certamente va ben al di là della persona, che viene, che verrà oggi investita della carica di Presidente della Giunta, noi come gruppo dei Democratici Popolari dichiariamo di votare come candidato il Dr. Cesare Dujany.

Marcoz (UVP) - A nome dei movimenti regionalisti noi dichiariamo di votare Mario Andrione.

Dolchi (PCI) - Altri che chiedono la parola per dichiarazioni di voto?

Bordon (DC) - Non voglio fare della polemica, ma mi sembra che sia anche giusto puntualizzare, perché sarebbe troppo facile quello che ha detto l'avvocato Chanu, perché il Partito di maggioranza relativa ha avuto 50 giorni, non ha espresso, la dobbiamo esprimere noi adesso che siamo 6 Consiglieri di minoranza. Io lascio giudicare a chi ci ascolta, niente altro che questo.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola per dichiarazione di voto.

Monami (PCI) - Il gruppo Comunista dichiara di votare per Giulio Dolchi.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola per dichiarazioni di voto? Allora si passa alla votazione con le modalità che ho descritto prima.

Esito della votazione: 33 Consiglieri presenti; 33 votanti; maggioranza richiesta 17.

Hanno riportato voti: Andrione 14; Dujany 8; Dolchi 7; Milanesio 3; una scheda bianca.

Pertanto, non essendo stato raggiunto da nessun candidato il numero di voti prescritto si deve passare ad una seconda votazione.

Andrione (UV) - Monsieur le Président, Messieurs,

Autrefois quand les prétoriens de la garde impériale en avaient marre ils décidaient de prendre un d'eux, le lever sur le bouclier et le nommer Empereur.

Les Germains au contraire avaient l'habitude de se servir du bouclier comme d'une civière pour le chef mort, et je dois dire que hier à minuit je ne savais pas que ce matin certains faits se seraient déroulés et un certain consentement se serait fait sur mon nom.

Par conséquent, et du moins pour savoir si c'est d'une civière ou si c'est d'un triomphe qu'il s'agit, je demanderais à la courtoisie des colleguès d'une suspension d'un quart d'heure parce que je voudrais parler avec tous les groupes, et à la courtoisie du Président du Conseil la permission d'occuper son bureau pour pouvoir m'informer et savoir quelles sont les raisons qui ont fait précipiter une crise qui semblait longue et la faire précipiter de cette façon immédiate et très surprenante pour moi.

Dolchi (Presidente) - Ci sono delle obiezioni alla sospensione richiesta dal Consigliere Andrione? Il Consiglio è unanime?

La seduta è sospesa.

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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle 11,43 alle ore 12,21.

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Dolchi (Presidente) - I Consiglieri riprendono i lavori.

Si deve passare alla seconda votazione. Se c'è qualche Consigliere che chiede nuovamente la parola per dichiarazione di voto.

Ramera (DC) - Visto quanto è accaduto e visto che l'amico Bordon, nel proporre la votazione ha avuto ragione dell'intricata vicenda che si prolungava da 50 giorni a vuoto, mentre invece abbiamo visto che in una prima vista e in una breve sospensione, con la buona volontà si riesce a fare quello che certe alchimie non riescono, la Democrazia Cristiana è lieta di annunciare che darà il proprio voto a Mario Andrione come Presidente della Giunta.

Milanesio (PSI) - Il Partito Socialista Italiano, prendendo atto dei risultati della votazione che è avvenuta alcuni minuti or sono, al fine di consentire o di facilitare lo sblocco dell'attuale crisi, darà il proprio voto per l'elezione del Presidente della Giunta, intendendo questo voto quale voto per un Presidente designato, perché non abbiamo e non ci sono accordi di nessun tipo, darà il suo voto al Consigliere Mario Andrione, vuoi per la stima che ha nella persona, vuoi per quello che rappresenta sul piano politico. Evidentemente in questo caso la patata bollente, mi si consenta l'espressione, passa nelle mani del Presidente designato.

Il nostro Partito è a disposizione per eventuali incontri, che in qualche modo dovranno esserci o tenersi per dare una soluzione a questa crisi, soluzione che deve darsi nell'interesse della Regione, senza, come ho già detto in altre circostanze, avanzare pretese di natura né personale né di altro genere. Noi vogliamo e faremo semplicemente un discorso politico.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? Se nessuno più chiede la parola per dichiarazioni di voto, la parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Il Gruppo dei Democratici Popolari constata, al di là delle dichiarazioni di stima, che ci possono anche trovare e ci trovano consenzienti, una strana convergenza nella quale, per il valore determinante della convergenza stessa passa ai movimenti regionalisti, che nel corso delle trattative erano stati i più feroci ad avanzare preclusioni per l'appoggio del Partito Socialista, e passa al Partito Socialista.

Noi prendiamo atto di questa situazione; ci spiace forse che questa situazione dimostri che l'iniziativa, forse presa anche da alcuni in buona fede, di costituire il nucleo regionalista, appaia invece strumentalizzata come una pura operazione di tattica diversiva nella quale, alle petizioni di principio, in sede di trattative corrisponde invece una assoluta diversità di intenti.

Naturalmente riteniamo la stima per l'opera fin qui svolta dal Presidente della Giunta in carica Cesare Dujany; confermiamo nuovamente che il Gruppo dei D.P. voterà a favore del Dr. Cesare Dujany.

Questo vorrà dire passare all'opposizione; questo vorrà dire, smentire coi fatti le troppo facili affermazioni che i Democratici Popolari facevano della politica per il potere, per il potere. Lo sanno, molti e tutti forse qui presenti che se una politica del genere fosse stata portata nei fatti e nelle intenzioni, a quest'ora non si sarebbe certo parlato di questa strana convergenza che si è venuta a verificare.

Monami (PCI) - Il Gruppo del Partito Comunista e il Partito Comunista si è sempre comportato... e il Partito Comunista si è sempre comportato in questa lunga e difficile trattativa nel modo più serio e coerente.

Abbiamo fatto delle proposte politiche nel passato e ancora oggi penso di poter rivendicare alla proposta del Partito Comunista - nel tentativo di sbloccare la situazione proponendo il Presidente del Consiglio per un'indagine sulla situazione politica del Consiglio regionale - di essere stata la proposta che in fin dei conti ha avuto ragione. È solo sulla base di questa proposta che altre forze politiche hanno dovuto impegnarsi con uguale impegno e serietà nel fare proposte che possono essere comunque discutibili, ma che sono sempre delle proposte.

Prendiamo atto di una certa volontà del Consiglio e rispettosi sempre della volontà della maggioranza, riteniamo di poter non aggiungere nulla ai fatti avvenuti, salvo che, sempre con la medesima serietà ed impegno, il Partito Comunista valuterà, non appena Governo e programma ci saranno presentati, per definire nel modo più preciso e serio la nostra futura collocazione in Consiglio regionale.

Pertanto ancora una volta, come per la prima votazione, il nostro voto andrà al Compagno Giulio Dolchi.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? Più nessuno chiede la parola?

Allora, con le stesse modalità con cui si è proceduto alla prima votazione si passa alla seconda votazione per scrutinio segreto e appello nominale.

Esito della votazione in secondo scrutinio: votanti 33 su 33 presenti - maggioranza richiesta 17 - Hanno riportato voti: Andrione 17 - Dujany 8 - Dolchi 7 - Bianca 1.

Avendo il Consigliere Mario Andrione raggiunto il numero di voti richiesto in sede di seconda votazione lo proclamo eletto Presidente della Giunta e lo invito a prendere posto di governo.

La parola al Presidente Andrione.

Andrione (UV) - Con il permesso del Presidente del Consiglio e dei colleghi Consiglieri, vorrei parlare da questo posto per ringraziare coloro che mi hanno eletto e ringraziare in particolare per le attestazioni di stima che sono state fatte alla mia persona, in modo tutto speciale quella venuta da parte dell'Avv. Chanu, a nome anche del suo gruppo, che dimostra da parte dei Democratici Popolari una corretta interpretazione della democrazia e un notevole "fair play".

Vorrei ringraziare ugualmente il Partito Comunista per la serietà e la concretezza con la quale ha posto i problemi.

D'altra parte però ritengo che questa elezione abbia un significato di indirizzo e di volontà programmatica e che io sia soltanto in questo momento un Presidente designato, cioè colui che deve ricercare il programma, gli uomini e la formula per dare vita ad una Giunta.

Pregherei quindi il Presidente del Consiglio e tutti i Consiglieri di volermi concedere alcuni giorni e di essere concordi sulla possibilità di una convocazione di urgenza di questo Consiglio per l'illustrazione del programma e per la formazione della Giunta.