Oggetto del Consiglio n. 282 del 12 dicembre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 282/74 - Elezione del Presidente della Giunta e nomina degli Assessori. Rinvio.
Monami (PCI) - Il Gruppo comunista è fortemente preoccupato dell'andamento, dalla lungaggine in cui si trascina questa crisi regionale e credo, Signor Presidente, Signori Consiglieri, che la preoccupazione non è, non dovrebbe, non è certamente soltanto la nostra; se poniamo la nostra attenzione alla situazione economica e politica del Paese e della Regione... a essere responsabili di quanto sta avvenendo e a essere responsabili di cosa vuole dire lasciare una Regione per molto tempo senza governo, per i riflessi che esso ha, e per quanto riguarda la vita politica ed economica del Paese, e per quanto riguarda la situazione politica ed economica regionale.
Non si può negare, nessuno può negare che vi sia un ristagno dell'attività economica regionale: l'edilizia che va man mano stagnandosi, ristagnandosi, alcune attività produttive della Valle e che di alcuni centri importanti, tipo la Cogne, le miniere della Cogne, è stata messa in dubbio l'attività; paradigma interessante che non tende a diminuire e che è lo strumento della classe padronale dirigente della vita economica del nostro Paese, per fare pagare la crisi alla classe dei lavoratori. La disoccupazione è incombente e siamo alle soglie dell'inverno e quindi la situazione andrà certamente peggiorando, deteriorandosi. Questo inverno incombente che porta problemi di riscaldamento e di rifornimento di materi prime, soprattutto alle classi economicamente più deboli; alcuni episodi recenti, tipo gli avvenimenti che da tre giorni si succedono nella scuola valdostana e il problema, non ultimo, di alcuni giorni fa, dovrebbero farci meditare circa la necessità e l'urgenza di risolvere questa crisi.
Abbiamo il dovere, tutti assieme Signori Consiglieri, di dare tranquillità alla nostra comunità valdostana; spetta a tutti noi la responsabilità della soluzione di questa crisi ma crediamo però che questa responsabilità spetta principalmente al gruppo di maggioranza relativa, ai democratici popolari, che qui rappresentano il gruppo politico più forte e diciamo a essi che è inutile chiudersi nel silenzio, cioè sull'Aventino, l'essere tardi di prendere delle iniziative. I tempi, dicevamo, lo abbiamo detto, incalzano e non è più il tempo di fare la prima donna che, ferita nell'orgoglio, si ritira dietro le quinte in attesa di momenti migliori. È necessario mettere da parte le questioni che sono servite a degenerare, a deteriorare questa situazione.
È inutile pensare a vendette per punire i cattivi, così come da altre parti è necessario accantonare velleitarie intenzioni di ridimensionamento numerico di certe forze politiche mentre invece incombe, sì, necessariamente, il dovere di ricorrere e ricercare il ridimensionamento politico di certe forze politiche in questo Consiglio; ed è velleitario altresì porre all'ombra e dietro questa crisi una ricerca di nuovi equilibri all'interno della Giunta regionale.
Il senso di responsabilità impone a tutti noi di prendere in mano la soluzione, ma soprattutto i democratici popolari, e indicare le soluzioni, assumersi le proprie responsabilità fino in fondo, pubblicamente, chiarire all'opinione pubblica le proprie intenzioni, le proprie posizioni.
Noi lo abbiamo fatto. Il programma dei comunisti per una legislatura lo abbiamo indicato più volte, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, nelle sue linee generali e anche nel dettaglio. Lo abbiamo però anche indicato, e notate quanto per noi era importante la questione programmatica; abbiamo però anche indicato la soluzione politica di questa crisi; abbiamo indicato agli amici coi quali abbiamo trattato e con i quali abbiamo discusso questo problema e lo abbiamo indicato pubblicamente qui e fuori di qui, come è necessario risolvere il quadro politico di questa situazione e i modi di procedere alla ricerca della soluzione di questa crisi.
Noi siamo per una maggioranza, l'abbiamo detto, fra le forze socialista, comunista, cattoliche di sinistra e autonomiste. Questo è il quadro politico per una larga maggioranza che conterebbe in questo Consiglio 25 Consiglieri: quelli del Partito Comunista, del Partito Socialista, dei democratici popolari, dell'Union Valdôtaine Progressista, dell'Union Valdôtaine e del Rassemblement.
È certo che in una maggioranza di questo tipo non si possono proibire anche delle volontarie autoesclusioni. Questo comunque non deve impedirci di indicare anche maggioranze numericamente diverse ma che portino ... per tenere conto che pur costituendo questo... di aggregazione di altre forze politiche.
E questa nostra elencazione esclude notoriamente e per ragioni politiche la Democrazia Cristiana, la Democrazia Cristiana che da 30 anni ha dimostrato, nel nostro Paese, la Valle d'Aosta, la sua ormai riconosciuta fede anti autonomista, e lo hanno ricordato molte volte, questo uno dei motivi degli amici democratici popolari uscendo da quel partito ma pur tenendo conto che con la Democrazia Cristiana è necessario stabilire un nuovo rapporto, il nuovo rapporto che deve esistere tra le forze di maggioranza e le forze di opposizione, ed è necessario iniziare a continuare... che ha nel suo seno ancora grosse rappresentanze popolari.
Se questo però non è il quadro attorno al quale... di lavoro... per dare soddisfazione a un programma di carattere politico; secondo, bisogna tener conto della autonomia della regione valdostana... perché questa maggioranza darebbe una enorme rappresentativa popolare a questa popolazione... (non si capisce, voce troppo alta) ...e delle scadenze precise e... unilateralmente a tutte le forze politiche.
... allo studio e alla risoluzione del problema della Giunta che deve tenere conto del quadro politico che si è tracciato e del programma che chi si è dati.
Deve essere un esecutivo e una Giunta... rappresentativo possibile, che rappresenti tutte le forze politiche che costituiscono la maggioranza: soltanto così avremo una Giunta forte, unitaria, che sappia affrontare e prendere in mano i problemi e risolverli.
... noi comunisti che non è del tutto indispensabile la presenza di tutte le forze costituenti la maggioranza nell'esecutivo. Ognuno di noi si assumerà le proprie responsabilità, se una volta chiarito il quadro politico... e un programma su cui operare, se la scelta delle aree di governo dovessero soltanto essere ... la disputa circa il numero degli Assessorati o la qualità degli Assessorati.
Ecco quali sono le indicazioni politiche che noi indichiamo per risolvere la crisi di questo Consiglio regionale.
Aggiungiamo che una maggioranza che non tenga presente i comunisti e altre forze politiche di sinistra costituisce un passo indietro nel processo democratico politico della nostra Valle e significa uno spostamento a destra dell'asse politico della Regione.
Ed è chiaro, Signori Consiglieri, Signor Presidente, che il gruppo comunista si batterà contro ogni altra soluzione che preveda lo spostamento di questa politica perché riteniamo che proprio questa larga rappresentanza popolare di valdostani nell'interno della maggioranza e nell'interno del governo, costituisca una premessa per porre... negli interessi dei valdostani.
Dolchi (Presidente) - Qualcuno chiede la parola? Colleghi Consiglieri, nessuno è iscritto a parlare. C'è qualcuno che chiede la parola sull'oggetto n. 2?
Manganone (Ind.) - ... c'è un silenzio tombale, io dico che noi stiamo compiendo, agli occhi di tutta la popolazione valdostana, una strana farsa, una farsa che è il momento di finirla con le parole ma di agire con i fatti e con gli accordi concreti, perché qui ci stiamo umiliando tutti quanti... perché qui dentro si stanno facendo solo delle grosse parole roboanti...
(interruzione di Pedrini)
Dujany (DP) - Contavo che gli attori della crisi avessero preso parola.
Visto questo persistente silenzio, mi permetterò di fare alcune considerazioni a nome del mio movimento.
Non credo di offendere la verità se ripeto quanto è già stato detto in questo Consiglio: che la crisi è stata voluta dai socialisti e dall'Union Progressisti e non intendo fare un processo politico alla loro decisione, che formalmente è più che legittima, ma la verità è quella e credo che nessuno possa negarla.
Non intendo dire che progressisti e socialisti abbiano votato contro la legge sulla medicina preventiva del lavoro perché il voto è segreto e, anche se gli stessi progressisti non dichiarano di averla votata, soltanto ognuno di noi può sapere se ha votato a favore o contro.
Desidero chiarire che socialisti e progressisti con la loro richiesta di profonde modifiche dell'esecutivo, hanno messo in crisi la Giunta che prima o dopo sarebbe comunque caduta e che doveva comunque cadere perché quelle richieste e il tono con il quale erano state fatte avevano creato un clima in cui la collaborazione e l'efficienza erano diventate impossibili.
Le accuse di strapotere e di immobilismo al mio movimento erano, sì accuse, spinte da fare pensare che i promotori della crisi avessero l'intenzione di collaborare con chiunque fuorché con i democratici popolari.
E siccome ogni disegno politico è rispettabile fino a prova contraria, noi democratici popolari, senza drammi né recriminazioni, ci siamo prospettati l'ipotesi del passaggio all'opposizione.
Del resto abbiamo detto chiaramente, e continuiamo a rimanere della stessa opinione, che escludevamo il nostro ingresso in qualsiasi maggioranza che rappresentasse una involuzione della politica valdostana e del nostro movimento, così come escludevamo qualsiasi maggioranza che, al di sopra di etichette superficiali, non desse al nostro movimento la possibilità di esplicare il compito che i suoi elettori gli hanno affidato, cioè quello di risolvere concreti problemi della nostra Regione.
Ma sembra che la nostra decisione di non forzare in nessun modo la situazione politica e di mantenere - dopo tante accuse - un doveroso riserbo che permettesse a ognuno di lavorare attorno alle proposte che ognuno avrebbe dovuto avere, non sia servito a nulla.
In effetti la crisi dura da quasi un mese e non pare ancora risolta.
Dobbiamo allora dire che non è stato saggio, da parte delle forze che hanno voluto la crisi, far cadere la Giunta senza avere una valida proposta alternativa da sottoporre al Consiglio.
Con questo salto nel buio si è gettata l'Amministrazione, e nel modo più completo, in quell'immobilismo che si denunciava; non solo, ma si è messa la Regione nel rischio grave di una paralisi istituzionale, dando all'esterno un esempio non brillante di noi.
E questo che ho detto mi si permetta di rivolgerlo rispettosamente non solo alle forze che erano in maggioranza e che dalla maggioranza si sono dissociate, ma anche a buona parte della stessa opposizione che ha distrutto per distruggere, senza avere né prima né dopo nessuna valida alternativa da contrapporre.
Per sfuggire a questa conclusione, da più parti si cerca inutilmente di dimostrare che la crisi è stata voluta dai democratici popolari.
Ad esempio i socialisti sostengono, nell'ultimo numero del loro giornale, che più di metà del nostro Gruppo consiliare ha votato contro la legge sulla medicina preventiva del lavoro.
Come si possa sostenere che i democratici popolari siano vergognosamente attaccati al loro potere e nel contempo silurino la Giunta in cui si manifesta il nostro potere, io non capisco. Se questa è logica, è logica da manicomio.
Ma non è nemmeno vero che dopo aver subito la crisi i democratici popolari vogliano ritardarne la soluzione. Noi non abbiamo compiuto un solo gesto che possa avere anche solo lontanamente questo significato. Anzi, il nostro riserbo avrebbe dovuto favorire tutte le soluzioni che prescindevano dalla nostra presenza e siamo noi a chiedere spiegazioni alle altre forze del perché questo non sia avvenuto.
Soltanto al Partito Comunista siamo debitori di una spiegazione perché questo partito è sempre stato fautore di una leale collaborazione con noi. Il Partito Comunista ci ha, a mezza voce, invitati a prendere in mano con più decisione la gestione di questa crisi. E al Partito Comunista rispondiamo che per noi è difficile collaborare con chi pensa più al potere del suo gruppo che alla soluzione dei problemi valdostani; ed è ancora più difficile quando alla mancanza di collaborazione si aggiunge una subdola abitudine alla denigrazione. Al Partito Comunista rispondiamo che per noi l'opposizione non è un fatto traumatizzante e aggiungo che neanche una formula di involuzione quale quella del centro-sinistra sarebbe un dramma di lunga durata, perché l'opposizione che siamo decisi a condurre sarebbe senza respiro e senza cedimenti.
A tutti desideriamo ancora dire che se siamo disponibili per l'opposizione, non rifiuteremo però la nostra collaborazione a chi ce la richieda con serietà di intenti e nell'esclusivo interesse dalla Valle d'Aosta.
Quelli che ritengono che la loro strada possa ancora incontrare la nostra sappiano che questo sarà per noi l'unico metro di giudizio, in quanto non siamo abituati a giudicare con la passione e l'animosità e neanche con gli interessi personali.
A proposito di interessi, credo di voler dire al Consiglio, e mi pare anche doveroso dirlo, che vi è stata da parte del Partito Socialista una proposta di Giunta regionale formata esclusivamente di democratici popolari e dal Partito Socialista Italiano con l'appoggio esterno del Partito Comunista Italiano, appoggio che forse non verrebbe negato.
Ebbene, dal momento che il Partito Socialista si è detto disposto a limitare la sua partecipazione in Giunta a due Assessorati, questa proposta rappresenta per noi esattamente quello che, secondo l'Avvocato Andrione, il nostro movimento ricerca, cioè la posizione di potere di dei democratici popolari.
Se Andrione avesse ragione oggi sarebbe dunque eletta la Giunta; ma così non è, perché Andrione conosce molto male i democratici popolari e perché la situazione è ben più complessa di come Andrione molto giustamente e superficialmente descrive.
Del resto se i democratici popolari sono quei "settari" che Andrione descrive sul suo giornale, se sono quegli integralisti di cui Chanu parla sul suo, se sono quei conservatori che affermano i socialisti, non si capisce perché queste forze che fanno fronte comune per combattere il nostro movimento non si accordino anche per fare una Giunta regionale con o senza la nostra presenza.
Invece, di concreto vi è soltanto, oltre alla proposta socialista, un'altra proposta che ci è giunta dal Rassemblement Valdôtain, il quale mira alla costituzione di una Giunta composta dai movimenti regionalisti. Questa proposta per noi è di grande interesse e siamo decisi a esplorarla fino in fondo. Abbiamo infatti sempre lavorato perché la Giunta regionale fosse l'espressione più forte possibile dei movimenti valdostani, cioè della nostra volontà autonomista. Questa proposta ha però dei limiti soggettivi e oggettivi.
Da un punto di vista soggettivo, devo dire chiaramente che non è possibile ipotizzare una Giunta senza una volontà comune, una fiducia reciproca e una mutua comprensione; in una sola parola, senza quell'animus necessario per superare tutte le difficoltà di ogni ordine e grado che oggettivamente esistono.
Da un punto di vista oggettivo, la costituzione di un accordo fra i movimenti regionalisti al fine di costituire una Giunta, non può prescindere da un accordo con altre componenti consiliari.
Se si volesse imporre indifferentemente a uno qualsiasi dei più importanti partiti nazionali qui rappresentati - la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista - di decidere l'appoggio a un gruppo minoritario in odio all'altro partito, si intenderebbe una estorsione politica che nessun gruppo con un minimo di dignità può accettare e, nella migliore delle ipotesi, si costruirebbe sulla sabbia un castello dei sogni che cadrebbe al primo soffio di vento.
Personalmente attribuisco troppa importanza e, se permettete, troppo interesse politico a un accordo fra i movimenti valdostani, per tentare una avventura di questo genere destinata a fallire entro breve tempo.
Ben venga finalmente la collaborazione fra i nostri movimenti, ma sia seria e duratura e si prendano pertanto i necessari contatti al fine di garantire vita lunga ed efficienza politica alla nostra collaborazione.
E, se si vuole essere realisti e vivere nel proprio tempo, l'unica possibilità è di rivolgersi a sinistra perché solo qui si può trovare aiuto e comprensione per la nostra battaglia regionalista, che è battaglia di libertà e di progresso.
Milanesio (PSI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, la crisi si trascina da oltre un mese e abbiamo sentito prima l'intervento del Consigliere Monami, intervento preciso, chiaro, che noi socialisti ci sentiamo di condividere in gran parte, non completamente, questo lo sottolineo, la proposta che Monami fa a nome del suo partito, non da oggi, su questi banchi, ma in tutte le sedi in cui siamo riuniti per discutere la soluzione di questa crisi che, come ho già detto in altre circostanze, ha radici lontane e non si riferisce semplicemente a quella imboscata che è avvenuta sul disegno di legge della medicina preventiva.
Noi socialisti abbiamo l'abitudine di assumerci le nostre responsabilità; non gradiamo però quando ci si attribuiscono delle responsabilità che non abbiamo o delle opinioni che non abbiamo espresso nella forma e nei modi che ci vengono attribuiti.
Non voglio fare qui il gioco delle affermazioni gratuite o delle smentite, che lasciano il tempo che trovano, voglio però dire, in risposta all'intervento del Dottor Dujany, che per esempio, la soluzione di usare la crisi, così, con la messa alla porta di una componente della vecchia maggioranza e quindi dell'ingresso in Giunta di un altro socialista, è stata formulata a più riprese da esponenti democratici popolari, ammiccando, così con l'aria di dire: beh, insomma, in fondo, insomma, a un certo punto chiudiamola lì.
Questa proposta è stata da me personalmente respinta in più di una circostanza e credo anche da esponenti del mio partito in riunioni a cui hanno partecipato.
Comunque, se ce ne fosse bisogno, e credo che le affermazioni che si fanno in Consiglio valgano molto di più di quelle che altri ci attribuiscono, io ripeto qui pubblicamente che noi non siamo disponibili per risolvere la crisi in questo modo "cadreghinista" che ci viene attribuito in questo momento dai democratici popolari. Non siamo assolutamente disponibili a risolverla in quel modo.
Noi abbiamo fatto sempre, al centro di questa crisi, un discorso di carattere politico generale che era anche di dignità delle componenti ed è sulla dignità dei componenti che abbiamo chiesto la distribuzione all'interno dell'esecutivo... però, se mi si consente una battuta, devo dire che questa crisi sarà possibile risolverla probabilmente con i democratici popolari nella misura in cui non verrà toccata la loro rappresentanza in Giunta; certamente vi è un dato sicuro in tutta questa vicenda... vi sarà una risoluzione della crisi che, così, contempli una diversa rappresentanza nella Giunta dei democratici popolari o forse vi sarà l'opposizione, come invocano essi stessi.
Noi non vogliamo scendere su queste schermaglie però, se le abbiamo tirate in balle, siamo pronti a farle.
Io ho fatto una dichiarazione precisa prima e io chiedo che si venga considerati e valutati per le cose che si... soprattutto nei consessi pubblici e, direi, importanti, quale può essere quello del Consiglio regionale.
Quindi la mia riposta a certe insinuazioni, e la risposta del mio partito, mi pare di averla data chiaramente.
Io ho il timore che si stia facendo della grossa tattica in questo momento. Noi avevamo indicato all'inizio della crisi una soluzione molto precisa, molto chiara; ci sentiamo rispondere con l'accusa di "cadreghinismo", ci sentiamo dire che avremmo, sotto sotto, lavorato l'esclusione di una componente politica, in questo caso i Progressisti, e lo vediamo, anzi riaffermo, che per quelle che riguarda il mio partito, la possibilità di tornare in una coalizione come quella precedente vi sarà solo alle condizioni che sono state fatte all'inizio e cioè alla presenza del Partico Comunista e una equa rappresentanza delle altre forze che erano nella maggioranza, vedi progressisti, chiaramente, e socialisti.
Quindi mi pare che in questo caso non si pecchi di oscurità da parte nostra.
Però si fanno appelli all'apertura a sinistra e appelli alla responsabilità, alla comprensione dei partiti di sinistra. Io mi auguro che questa comprensione, se si guarda a sinistra, ci possa essere; noi siamo anche molto comprensivi, lo saremo certamente, nella misura in cui però avremo l'impressione di non essere strumentalizzati, di non essere usati come scendiletto o cose del genere, nella misura in cui si riconosce alle forze a cui ci si rivolge una piena dignità politica, altrimenti, se noi non ci accorgiamo che esiste questo, questa comprensione, questo atto di riguardo, questo senso di responsabilità e del rispetto della dignità, noi non siamo disponibili; noi non ne facciamo una questione di orgoglio personale, di potere di gruppo, ne facciamo una questione di dignità di partito, questo sì.
... limiti invalicabili, e lo diciamo chiaramente ai democratici popolari. Sappiamo che in questo momento sono in atto quelle che di solito vengono definite "grandi manovre" che per noi sono delle piccole manovre, ma noi staremo a osservare a piè fermo, pronti ad accogliere le eventuali istanze che ci verranno rivolte, nel senso che ho detto prima però, certamente - e qui condivido gran parte dell'intervento di Monami - la responsabilità della risoluzione di una crisi che spetta soprattutto alle forze più grosse, che hanno qualcosa da dire, che facciano delle proposte che tendano a sbloccare questa situazione.
Non si può dire: "Noi la crisi non la volevamo, eravamo lì, siamo stati vittime di questa crisi", è un po' facile; la crisi c'era, la crisi non la volevano solo i comunisti o i socialisti, la crisi la volevano anche i comunisti e l'hanno detto in altre circostanze, la volevano soprattutto quelli dell'opposizione, la volevano un po' tutti in Consiglio; forse gli unici che non la volevano erano i democratici popolari, certamente, questo è vero però, adesso girare il guanto, la frittata, come si dice, beh, Signori, andiamoci piano; prendiamo atto di questa crisi, prendiamo atto, così, della tattica che fino a oggi, che fino a questo momento il Gruppo dei democratici popolari ha fatto perché una proposta strategica, chiara, precisa che dicesse: "Vogliamo una maggioranza coi gruppi A, B, C per queste cose e poi discutiamo tutti assieme e trattiamo gli alleati con piena dignità", questa proposta non mi pare che sia pervenuta né in una dichiarazione né nell'altra.
Si fa il discorso della Giunta dei 25, noi socialisti speravamo e saremmo tutt'ora disponibili a un discorso di quel genere, ma ci pare che questa soluzione sia naufragata qualche settimana fa, dieci giorni fa. Comunque, se fosse possibile, siamo qui a disposizione con una forza che vuole discutere con pari dignità con altre forze, senza problemi di ... in nessuna Giunta, in nessun consesso questo è un problema secondario; al massimo noi sosteniamo il discorso della proporzionalità ma non di un premio di maggioranza o cosa del genere; noi siamo disposti anche ad approssimare per difetto le rappresentanze, purché non si siano altri che approssimino per eccesso, raddoppiando la loro rappresentanza. Bisogna essere chiari, questo è un discorso matematico, siamo disposti ad approssimarci per difetto, guardate un po'.
Ora, a me pare che le ragioni della crisi o perlomeno le ragioni che non consentono la soluzione della crisi, siano da ricercarsi essenzialmente nella durezza e nella protervia di chi ritiene sia bene in questo momento non muoversi o fare solo delle manovre diversive per dimostrare l'impossibilità politica di risolvere questa crisi in modo diverso dalla composizione precedente. Noi non abbiamo proposto una composizione politica diversa, noi abbiamo proposto un rapporto di dignità diverso, abbiamo proposto una partecipazione di tutte le forze a quella maggioranza. Ora ci si risponde: "O accettate questa, o mangiate questa minestra o saltate questa finestra", pensando che non sia possibile trovare delle soluzioni politiche alternative. Io non nego che sia possibile trovare delle soluzioni politiche alternative, non nego che tutto questo potrebbe avere il sapore si un rovesciamento di fronti, di alleanze, non nego però, Signori, quando c'è una crisi si fa di tutto per risolverla; prima si ragione con fermezza, con chiarezza, secondo linee politiche chiare, responsabile, secondo le indicazioni dell'elettorato, però se non vi è un minimo di riscontro su questo piano, evidentemente le forze politiche... senza fare nulla di trascendentale, però una Giunta, sia pure temporanea, transitoria, a questa Amministrazione finiranno per darla. Noi, come dico, non possiamo essere protagonisti di questa azione perché siamo solo tre, noi non siamo 8 o 9 o anche solo 7, siamo solo 3. Daremo il nostro modesto contributo che però potrebbe essere anche determinante, daremo il nostro modesto contributo alla soluzione di questa crisi, sarà a carattere transitorio, sarà quello che sarà ma quando c'è una crisi... non si fanno mica le Giunte per una legislatura, non si fanno mica le Giunte per i prossimi 20 anni, mica dobbiamo mettere in piedi un regime... se proprio venire presi a pesci in faccia, evidentemente, anche noi reagiremo nel modo che ci sarà consentito di reagire.
Questo voglio dire, Signori Consiglieri, perché fino a oggi abbiamo ragionato in termini rigorosamente politici e lo stato di necessità potrebbe anche portarci a ragionare in termini di salute pubblica, di necessità di salvaguardare le istituzioni di questo consesso e della Giunta regionale.
Questo per rispondere a chi, a mio avviso, in questo momento fa solo della tattica e lancia delle accuse abbastanza gratuite dalle quali noi ci difendiamo.
Noi non abbiamo nessuna rivalità personale con nessuno; facciamo della politica, punto e basta. Questo significa però, e lo ripeto, che pretendiamo chiarezza mentale e rispetto della personalità degli interlocutori, questo solo.
Pedrini (PLI) - Signor Presidente, il mio amico Manganone poco fa si esprimeva probabilmente perché amareggiato dalla non riuscita sistemazione di una nuova Giunta, in termini generali, dicendo praticamente che tutti indistintamente i Consiglieri regionali avevano colpa o si dovevano perlomeno vergognare della situazione attuale.
Io sono legato da fraterna amicizia con Manganone, però tengo a dirgli che respingo in maniera assoluta questa gratuità che è stata fatta e anzi... nell'identica situazione in cui sono io rappresentante del Partito Liberale e di altri partiti di cui siamo solo e solamente degli spettatori di questo, non voglio dire parole forti, di questo spettacolo, di questo varietà, di questo cinema - non voglio dire farsa perché colpirebbe veramente tutto un sistema al quale io, perlomeno, credo - ma evidentemente che dà un qualche cosa di non costruttivo, direi anzi, da non copiarsi evidentemente da quelli che sono gli agenti esterni a questo nostro consesso.
Quella che maggiormente mi ha fatto male questa mattina e per cui, direi, in primis ho preso la parola, è stata la chiusura del Dottor Presidente Dujany quando egli ha detto: "Solo andando a sinistra", se così ho ben capito, "Faremo progredire il Paese".
Due sono le cose: o i concetti politici sono completamente cambiati, per cui siamo già nel 3000 non nel 1974, o purtroppo debbo constatare, mio malgrado, che il Presidente Dujany ha detto la frase esclusivamente propagandistica vorrei chiamarla, e cerco di moderare i termini e le parole perché io sono un impulsivo e talvolta escono dal mio linguaggio parole magari pesanti ma non offensive, in quanto è estremamente chiaro il rispetto che porto a tutti i partecipanti a questo Consiglio e ai cittadini in genere, per cui, ripeto, qui si vogliono veramente sovvertire tutte le cose. Ma quale sinistra? Quando abbiamo visto che tutti i Paesi che sono andati a sinistra strano passando un gravissimo periodo di crisi economica, quando vediamo che i liberali... in quel Paese, con la maggioranza assoluta...
(non si capisce) ... queste sono le cose che non si possono dimenticare, quando abbiamo nel Belgio i liberali che collaborano con i socialisti, quando abbiamo nei Paesi del Nord, dove i liberali al potere... Signori miei, abbiamo dovuto chiamare al potere liberali come Einaudi... e poi, checché si dica, nel Governo Andreotti, Malagodi stava risalendo il fondo... il Governo Andreotti è stato fatto cadere volutamente. Questa è la realtà dei fatti.
Lasciamo perdere i manifesti, le sarabande, i cortei, ecc., guardiamo la realtà dei fatti. Ma, evidentemente, la storia si ripete, monotonamente vorrei dire, ma si ripete.
E allora dico a coloro che ghignano sotto i baffi a certe mie affermazioni, quelli che oggi si ritengono di essere i taumaturghi di tutte le forze politiche finanziarie... di tutte le Nazioni del Mondo, non soltanto di una parte... se ci troviamo in questa situazione solo e solamente per la pusillanimità di gente borghese, mezza borghese, operaia, la quale non ha il coraggio di esprimere pubblicamente la propria opinione e supinamente china il capo al bastone e alla violenza. Queste sono le cose che si devono dire, queste sono le verità che scottano e che fanno... del nostro Paese, di cui bisogna avere il coraggio di denunciare l'estrema debolezza. Io di questo do atto. A Roma così, Dujany cosa...
È triste, cerchiamo di fare qualcosa di buono tutti insieme, anche se noi siamo degli emarginati, perché questa è la realtà, noi sappiamo le cose che avvengono qua dentro così come i cittadini che sono seduti su quella tribuna, così sta la realtà dei fatti; ma sentire che, a un certo punto, si deve dire di andare sempre più a sinistra, quando la realtà dimostra che bisogna spostarsi non a sinistra ma al centro, dove noi liberali ci siamo sempre posti dal 1945 a oggi, e quando in questo consesso ci sono dei Signori Consiglieri che dicono : "Voi siete a destra"... dimostrano di non sapere il credo liberale, dimostrano di non averlo nemmeno letto... di difesa dei cittadini e dei loro interessi.
Fa comodo non legger, fa comodo non sapere per... soltanto per la soddisfazione di emarginare.
Noi siamo tranquilli, siamo soli purtroppo, ma verrà il momento che il popolo liberale, così come gli altri, capirà le cose e vedrà dove sta veramente la realtà dei fatti e non soltanto le parole e le cose che giacciono sempre nel limbo.
Anche se non contiamo niente, anche se evidentemente il nostro voto può essere superfluo, noi ripetiamo ancora una volta che la Giunta del Partito, riunitasi quindici gironi fa, ha preso in esame questo momento politico valdostano, ha deciso, che ci venga o non ci venga richiesto, che noi voteremo a favore di una concentrazione di forze democratica, sinceramente democratica e valdostana.
Diciamo subito che non abbiamo niente da chiedere... su questo nostro voto. Lo vogliamo dare soltanto e solamente perché riteniamo che sia un voto giusto, da darsi in questo momento per risolvere una situazione che veramente è pesante.
Non penso di aver altro da aggiungere se non che il 25 di dicembre, come ho già detto nella scorsa riunione, si avvicina, giorno di pace, giorno di festa, giorno della nascita di Gesù Bambino, giorno che purtroppo si avvicina e mi auguravo di vedere nascere quella Giunta regionale e l'Epifania probabilmente ci porterà il carbone. Questa la realtà di fatto. È triste doverlo dire. Io ho solo un augurio da farmi: che quello che ho detto l'altra volta valga anche oggi per il 25, Natale. Il 20, mi pare, ci riuniamo un'altra volta, non so se dovremo dire le stesse cose, ripeterci ancora, non so se ci guarderemo, ci faremo soltanto gli auguri di Natale, auguri probabilmente personali, sinceri, ma politici no, e allora, allora vedere, voi che siete i grandi capi, che siete i capi del clan - ho visto un film l'altro giorno del clan, oddio, non siamo ancora a bruciare la prateria, ma poco ci cala - e allora vedete un po', voi che siete i capi del clan - io vado al cinema una volta l'anno o due volte e quindi cerco sempre dei film che divertono, pensavo di vedere, non so, il pistolero ecc., invece, purtroppo è drammatico come la nostra situazione, e proprio pensavo seduto in quella poltrona, questo si brucia il bosco ecc., ma non solo il bosco ma evidentemente anche quelle che sono le forze sane del nostro Paese, bruciamo quelli che sono tutti i presupposti, la fiducia dei cittadini, tutto bruciamo - quindi, voi che siete i grossi capi dei clan qua, vedete, parlo indipendentemente, Monami, per il Partito Comunista, come per i socialisti, come per i democratici popolari, come per la Democrazia Cristiana... con cuore aperto, non personalmente, parlo sempre come partito, tu sei un carissimo ragazzo, magari con i capelli bianchi, ci vediamo volentieri, ma sul piano politico, vedete un po', è logico che se voi restate fuori io sono contento, ma io ve lo dico in faccia, con estrema chiarezza, se voi venite emarginati all'opposizione come me, ma cosa c'è di più bello di sparare insieme sulla Giunta? Ma io sarei felice di poterlo fare e non chiedo mica niente di straordinario... (voce di Monami in lontananza) ...non ha importanza se noi non siamo forti e missilistici come voi, non abbiamo bombe atomiche, ma comunque... di andare avanti. E allora chiudiamo seriamente dopo aver fatto qualche battuta, così, tento per risollevare un pochino quest'ambiente pesante, veramente con l'augurio - e questo lo faccio sinceramente - al Partito Comunista Italiano, ai socialisti, ad Andrione dell'Union Valdôtaine, alla Democrazia Cristiana, all'amico Dujany, datevi da fare un momento, vedete un po' se riuscite a trovare un momento da mettervi d'accordo... (non si capisce) ...nella stessa maniera e con la stessa chiarezza per la popolazione valdostana, così come abbiamo fatto sino a oggi.
Andrione (UV) - Monsieur le Président, il est vrai que je connais très mal les démocrates populaires et je ne vois là aucune raison de honte, au contraire, j'en suis fort heureux, mais il est certain que Monsieur Dujany a été mal inspiré de dire que j'ai fait certaines affirmations, que je les ai faites, que je les ai écrites, parce que le suc de son discours confirme exactement ce que j'ai écrit. J'ai écrit que les démocrates populaires veulent avoir six places en Junte et c'est ce qui ressort clairement, il n'est pas nécessaire d'être grand clercs pour tirer dehors cela du discours fait par Monsieur Dujany ce matin.
Et je ne répéterai pas ce que j'ai déjà dit plusieurs fois dans ce même Conseil, mais je voudrais simplement dire que si les démocrates populaires passeront à l'opposition, nous n'aurons aucune raison pour pleurer; ce n'est qu'une vicissitude politique et il n'y a là vraiment rien d'extraordinaire.
Plutôt nous voudrions souligner un aspect qui a paru plus clairement aujourd'hui et qui est un aspect politique: il est encore une fois paru dans ce Conseil, mais par des affirmations précises, et de cela nous sommes grés à Monsieur Monami et à Monsieur Dujany, qu'il y a un pacte privilégié entre démocrates populaires et Parti Communiste, mais que le privilège est d'un seul côté: du côté des démocrates populaires. À notre sens - et nous le disons tout clairement parce que nous n'avons jamais caché une certaine sympathie pour le Parti Communiste - le Parti Communiste fait là une erreur grave parce qu'il empire cette crise et il permet qu'elle soit conduite d'une façon à démontrer, ce que nous ne permettrons pas qui soit démontré, c'est-à-dire qu'on ne peut pas faire de la politique en Vallée d'Aoste sans les démocrates populaires. Quand nous serons mis au pied de mur, quand nous jugerons que cela est le moment, et bien, nous ferons ce que nous devrons faire pour répondre à un défi où on ne sait pas si admirer davantage le culot ou l'infantilisme.
Marcoz (UVP) - Signor Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri, dopo la benedizione fatta da Pedrini non voglio fare certamente io il cattivo in questo Consiglio. Io non credo, Signor Presidente della Giunta, che veramente tutte le colpe siano da imputarsi all'Union Valdôtaine Progressiste; che due Consiglieri su 20 in maggioranza riescano a immobilizzare tutto un Consiglio regionale è veramente cosa assurda. O la Signora Chanoux e io siamo dei mostri di ingegno e di potenza oppure veramente qualcosa di marcio c'era in questa maggioranza. Certo, abbiamo denunciato che la passata maggioranza, come era costituita, non funzionava, non funzionava per il modo di gestione del potere, per il sistema di affrontare i problemi. Noi progressisti non vogliamo cercare... regionalista e su questa proposta siamo lavorando per dare un governo regionalista e autonomista.
I regionalisti si sono impegnati e in tal senso lavorano e giocano a carte scoperte. È una cosa seria e realistica, Dottor Dujany. La buona volontà la stiamo dimostrando; alle altre componenti del Consiglio chiediamo altrettanta chiarezza e realtà, ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità di fronte all'elettorato. Noi progressisti non ci vergogniamo di quanto abbiamo fatto, anzi, le cose poco chiare sono uscite, le abbiamo denunciate e oggi eccone i risultati. Non accetto, lo ripeto per la seconda volta, la provocazione, Dottor Dujany; mi metto, mettiamo a disposizione la nostra buona volontà per costruire cose durature e leali.
Ramera (DC) - Non essendo la Democrazia Cristiana una delle protagoniste di maggioranza, io devo venire qui prendendo degli appunti e non con il testo scritto che hanno i protagonisti, naturalmente, e non so se il mio, chiamarlo un intervento consiliare o chiamarlo un soliloquio perché, non avendo partecipato ai numerosi giri di valzer che da un mese a questa parte si stanno facendo in tutte le sedi dipartito con esclusione di Tizio, di Caio, Sempronio, a seconda del luogo dove avviene l'intrattenimento danzante, e non essendo mai la Democrazia Cristiana stata invitata a queste feste danzanti, naturalmente il mio non sarà altro che un soliloquio che prende atto di varie dichiarazioni e devo dire subito che le dichiarazioni che ho sentito portare avanti qui dentro stamane non debbono avere che deluso profondamente il pubblico che così numeroso è accorso perché riteneva forse che questa mattina si risolvesse la crisi regionale.
Il pubblico ha potuto farsi un'idea di questa solidità che unisce le componenti della vecchia maggioranza e avrà potuto accertare quali possibilità esistono, perché una nuova maggioranza sulla vecchia strada possa ancora avvenire.
Innanzitutto debbo constatare che in questo Consiglio ci sono due gruppi legati a doppio filo, perché il Presidente della Giunta Dujany lo ha detto chiaramente: i democratici popolari e i comunisti; e se ai comunisti ha detto, ha fatto l'elogio di essere fautori di una leale collaborazione, avremmo voluto almeno sperare dal Presidente della Giunta che dicesse altrettanto della Democrazia Cristiana: di essere stata fautrice di una leale collaborazione in quanto in più di una occasione, in più di un provvedimento, la Democrazia Cristiana ha salvato col proprio voto l'amministrazione della Giunta regionale.
E vorrei dire ancora una cosa - dato che c'è questa particolare simpatia tra i democratici popolari e il Partito Comunista - che bene avrebbero fatto i democratici popolari e il Partito Comunista lo scorso anno a fare la campagna elettorale... con la sinistra perché così avrebbero dato un motivo di chiarezza all'elettorato, mentre invece si sono presentati su tutte le piazze, in tutti i comizi a fare una politica anticomunista: hanno gabbato l'elettorato valdostano e oggi parlano di involuzione se si dovessero discostarsi da quelle scelte che hanno fatto, però, dopo le elezioni, involuzione a destra sarebbe incontrarsi a mezza strada con coloro che hanno condiviso con voi anni di milizia nello stesso partito. Involuzione sarebbe marciare accanto - tipo l'amico Pollicini - con chi, come me, ha fatto tante campagne elettorali avendo il medesimo linguaggio e questa sarebbe una involuzione a destra. Se questa è involuzione a destra, io sono lieto che la Democrazia Cristiana sia collocata dove si trova perché almeno è un motivo di chiarezza per tutti e coloro che votano ancora scudo crociato sanno dove ritrovarla e non che oggi la trovano qui e domani la trovano là, come altre forze abbiamo visto in questo Consiglio.
Certamente io debbo concordare con larga parte dell'intervento fatto dal Capogruppo comunista, con larga parte di quello che ha detto come premessa al suo intervento; siamo anche noi perplessi e preoccupati di questa lunga crisi, siamo anche noi convinti che tocca ai democratici popolari uscire da questa crisi perché non ci saranno differenze nel modo di agire tra il campo nazione e il campo regionale. A Roma tocca alla Democrazia Cristiana, volente o nolente, anche quando non è responsabile di crisi, cercare di ricucire i pezzi per dare al Paese un Governo e prendere le botte in testa. E anche in campo regionale tocca alla prima forza politica di questo Consiglio farsi promotrice per nuove maggioranze o per ristabilire vecchie maggioranze.
Ma noi siamo poco convinti di tutto questo; noi vediamo trascinarsi in una inutile consultazione questa crisi tra forze che hanno dimostrato la loro contraddizione nel passato e che non possono oggi eliminare con un semplice giro di valzer computo in una sede o nell'altra di un partito.
E se concordo appunto con larga parte dell'intervento del Consigliere Monami, io dico però, tutto crolla quando, così benignamente, il Partito Comunista affida l'amministrazione di tutto agli altri e se ne sta tranquillo, dice, a osservare, a pungolare, ma se ne sta al di fuori di questo esecutivo. Qui non si fa questione di poltrone, si dice da più parti, però noi abbiamo assistito solo a una cosa, o abbiamo sentito dire, come senti tu, caro Pedrini, perché noi non siamo così belli da essere invitati a ballare - noi siamo un clan tutto particolare - quindi noi assistiamo che si dica semplicemente che questa è una crisi che non viene portata a termine per diversità programmatiche, per diversità di concetti anche politici, quando invece sappiamo tutti che è una battaglia esclusivamente di posti nell'esecutivo regionale, perché i democratici popolari - ed è giusto, logico - difendono quello che hanno però non vanno incontro alle richieste degli altri diminuendo un pochino il loro potere; hanno già parte della loro maggioranza che li aiuta rimanendo all'esterno. Però neppure questo serve a modificare i termini e ad eliminare i dissensi che tuttora impediscono la formazione di una Giunta regionale.
Noi riteniamo da un lato che siano appunto le contraddizioni programmatiche, sì, ma fino a un certo punto, ma sono le contraddizioni di potere che impediscono il formarsi di una maggioranza.
Noi non diciamo che la Democrazia Cristiana è disponibile per tutte le scelte. La Democrazia Cristiana è disponibile per ricreare un centro-sinistra con i regionalisti e con l'esclusione del Partito Comunista, come i comunisti chiedono la nostra esclusione. Noi non abbiamo... anche se a Roma il segretario del Partito Comunista, ancora in questi giorni, sta facendo la sirena nei confronti della Democrazia Cristiana, comportandosi ben diversamente dal Gruppo comunista alla Regione valdostana... che la Democrazia Cristiana fa una involuzione a destra.
E ora, naturalmente, dobbiamo rispondere a Monami correttamente, come egli è stato corretto nel suo intervento: è la questione anti-autonomista della Democrazia Cristiana. Insomma, qui, a un certo momento, non si capisce più niente: le Regioni che sono state volute dalla Democrazia Cristiana, nonostante il voto contrario del Partito Comunista, oggi stanno cambiando i termini: il Partito Comunista diventa l'assertore principale delle Regioni e la Democrazia Cristiana è diventata addirittura anti-autonomista, nonostante abbia favorito il dettame costituzionale che c'era... 20 Regioni, e questa sarebbe anti-autonomista. Quella è un po' come la storia dell'antifascismo che noi vediamo che certa gente che era fascista, oggi è antifascista o viceversa, a seconda se milita in un partito anziché nell'altro e anche se di questo antifascismo si è fatto un elemento di confusione e un elemento che non favorisce certo la crescita democratica nel nostro Paese.
Quindi noi non vogliamo confusioni di questo genere. Il nostro antifascismo l'abbiamo dimostrato quando doveva esser dimostrato e abbiamo...
Monami (PCI) - Con l'abbraccio di Arcinazzo...
Ramera (DC) - Con l'abbraccio di Arcinazzo? So di averlo dimostrato andando in montagna con parecchi tuoi amici e che sono presenti in quest'Aula, quindi, e di essermi in seguito comportato sempre democraticamente, come credo tutti i Consiglieri che siedono in quest'Aula. Ti ricordo che già nel 1946, quando certi nostri amici credevano di comportarsi in un certo modo, dicevo: "Non siamo andati in montagna per sostituirci a quegli altri che avevano il filetto rosso intorno alla manica pe definirsi squadristi". Abbiamo combattuto una guerra di liberazione per dare al Paese democrazia e quindi non per farne tutti i giorni un motivo per mascherare certe deficienze che purtroppo ci sono in tutti i partiti e anche nel nostro. Quindi noi non siamo i primi della classe e non veniamo qui a fare i quanti evangelisti perché ne sono sufficienti quattro nel nostro Paese.
Comunque, per chiudere questo soliloquio, io voglio semplicemente augurarmi, come diceva poc'anzi l'amico Pedrini, che nella seduta del 20, cioè tra otto giorni, si formi una Giunta regionale. Lo vogliamo noi e lo vuole l'elettorato. Le preoccupazioni del Presidente Dujany sulla carenza... di una crisi troppo lunga, le conosciamo, la conosce la popolazione. ... non farne una questione di poltrone, ma farne una questione di efficienza amministrativa e se qualcuno deve fare dei sacrifici, li faccia perché altrimenti ricadranno addosso come un boomerang e pagherà troppo cara la negligenza di oggi.
La Democrazia Cristiana è disponibile con i nostri voti senza chiedere poltrone o cose del genere... sulle cose da portare avanti... che il Consiglio regionale non sia convocato due volte al mese per discutere, e lo abbiamo detto tante volte, su mozioni presentate da Consiglieri di minoranza o di maggioranza. Noi vogliamo ... per determinati problemi che tutta la popolazione si aspetta, che vengono portati avanti e risolti una volta per tutte. Questa è la base che deve unire i gruppi qui dentro per parlarsi di una maggioranza; è su questa base che si potrà andare avanti e fare gli interessi della popolazione. Quindi chi deve fare delle rinunce, le faccia, ed è chiaro che le rinunce possono essere solo dalla vostra parte, cari amici democratici popolari; occupate 6/8 della Giunta regionale, quindi il sacrificio siete voi a doverlo sopportare.
Quindi meditate in questi otto giorni che ci aspettano tra una seduta e l'altra, altrimenti la Democrazia Cristiana invita tutti gli altri gruppi a vedersi in separata sede dove si può discutere anche più chiaramente e non fare qui la palestra oratoria a grave scapito anche della credibilità che i partiti oggi riscontrano da parte dell'opinione pubblica. L'opinione pubblica non è tanto incoraggiata verso di noi quando assiste a questi spettacoli del Consiglio regionale dove per dieci minuti nessuno addirittura ha preso la parola, come se toccasse a noi protagonisti di minoranza aprire i dibattiti.
Quindi io mi auguro che questi otto giorni portino consiglio e che quindi si risolva questa crisi per il bene di tutti.
Viglino (RV) - Monsieur le Président, moi aussi je suis arrivée ici sans avoir préparé aucun discours parce que ce que je dois dire je l'ai clairement dans ma tête.
J'ai écouté avec beaucoup d'attention les discours précédents et je reconnais qu'il y a beaucoup de vérité de ce qui a pu être dit.
Mais la vérité première est que nous sommes arrivés au 12 décembre, que la crise réellement a été ouverte à fin octobre et nous n'avons encore rien résolu.
Ce n'est pas possible de continuer de ce pas. Il faut que chacun prenne clairement ses responsabilités et surtout prenne clairement ses responsabilités sans faire de magnifiques discours qui naturellement peuvent influencer ceux qui sont à l'extérieur de ce qui s'est passé tout ce temps-ci.
Le Rassemblement Valdôtain dans sa réunion d'Assemblée générale du 25 novembre a décidé de se faire promoteur d'une Junte appelée Junte régionaliste, comme l'a rappelé Monsieur Dujany dans son discours.
J'ai dit: le 29 novembre (?), et en effet tout de suite on s'est mis en action et il faut dire clairement que nous avons eu beaucoup de difficultés à recevoir quelques réponses. A un moment donné nous avion l'impression de devoir trainer des poids de plusieurs tonnes parce que, lorsque nous avons fait une lettre aux quatre mouvements, leur fixant un rendez-vous pour le vendredi suivant, les démocrates populaires ont envoyé un seul représentant. Or, la lettre parlait clairement de la constitution d'une éventuelle Junte régionaliste. Ce représentant nous a dit : "Je suis venu ici simplement pour écouter". Bon, alors nous avons pris la chose du meilleur côté, malgré que nous lui ayons reproché de ne pas être venu avec d'autres délégués, parce que notre lettre était très claire à ce sujet.
Nous avons aussi accepté de déplacer d'autres rendez-vous et nous sommes arrivés à hier soir, parce que les choses doivent être dites, nous sommes arrivés à hier soir où nous avions l'espoir de voir l'horizon politique s'éclaircir définitivement. Je ne dis pas que la réunion de hier soir n'a pas été constructive dans un certain côté; nous avons discuté un programme mais chaque fois que nous avons voulu poser des questions très naturelles et très claires aux démocrates populaires, ils ont esquissé, renvoyant encore la question aux jours suivants.
Notre demande était très claire, j'ajoute que sur le programme que les démocrates populaires nous avaient présenté il y avait même des possibilités d'accord. Pourquoi les démocrates populaires n'étaient pas plus clairs en ce qui concernait la formation de la future Junte, car selon moi la question politique et la question du programme sont deux questions qui doivent être débattues d'une façon contemporaine? On ne peut pas continuer à discuter sur un programme si en même temps on ne voit pas de quelle façon et par quelle, disons, force politique le programme doit être... avec une présence dans une Junte régionale.
J'ai entendu parler d'appui extérieur. Or, je veux dire très clairement aux démocrates populaires qu'ils ne doivent pas compter sur le Rassemblement pour retirer les marrons du feu. Le Rassemblement et disposé à faire de graves sacrifices pour arriver à la constitution de cette Junte régionaliste et c'est pour ça que dans notre communiqué et dans notre journal - qui n'a malheureusement pas pu paraitre parce qu'on l'a bloqué dans la typographie depuis exactement plus de quinze jours - dans notre journal nous avons été très clairs et je répète ici en public que le Rassemblement Valdôtain est disposé à faire de graves sacrifices en ce qui concerne un appui extérieur pour rejoindre ce que nous appelons le but de notre Mouvement, c'est-à-dire une Junte qui représente vraiment ce que l'électorat a voulu exprimer avec le vote du 10 juin 1973, c'est-à-dire une représentation régionaliste.
Il faudra que chacun se prenne ses responsabilités et je dis volontiers que si cette solution ne sera décidée pour le 20 décembre, eh bien, Messieurs, je dirai que je regrette de faire partie de ce Conseil régional.
Jorrioz (PSDI) - La mattinata ancora sta terminando e ci vede qui riuniti ad ascoltare tanti e tanti discorsi. I rappresentanti dei gruppi che mi hanno preceduto, ognuno di loro, ha esposto la situazione così, un po' come... dando la colpa a Tizio, dando la colpa a Caio. Qui ci sono delle responsabilità, ci sono dei responsabili, ci sono dei gruppi che hanno una rappresentanza enorme in questo Consiglio, parlo di tutti i gruppi, dai democratici popolari, ai comunisti, ai democristiani. Noi, purtroppo, facciamo la parte di quel gruppo che è oltre i 25, non abbiamo partecipato a riunioni, non siamo stati messi al corrente di queste riunioni e diciamo soltanto questo: noi siamo all'opposizione, daremo il nostro contributo a qualunque formazione che abbia il coraggio di sciogliere questa situazione. È da quasi un mese che la Valle d'Aosta aspetta una Giunta; io dico: non è possibile, tutti si sono riuniti almeno, così hanno detto. Noi non vogliamo dei posti di sottogoverno o di governo in più, siamo tutti disponibili, io sono convinto che un programma si possa realmente, effettivamente avere questa nuova maggioranza o... della vecchia maggioranza, l'importante è che la Valle d'Aosta abbia questa nuova Giunta.
Io mi auguro che questo possa avvenire la più presto possibile e che ogni gruppo dia un piccolo taglio a quelle che sono le divergenze, a quelli che sono i contrasti e che, specialmente i gruppi politici che in questo momento fanno un po' cadere la bilancia da una parte o dall'altra, abbiamo il coraggio di scegliere e che questa scelta sia fatta al più presto possibile. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, non c'è più nessuno iscritto a parlare. C'è ancora qualcuno che intende prendere la parola sull'oggetto n. 2?
Non è stato esplicitamente richiesto da nessuno anche se alcuni Consiglieri hanno fatto riferimento alla convocazione già prevista per il 20 dicembre. Penso di sostituirmi a quanto non è stato fatto da nessun gruppo nel richiedere che, stante le cose dette da tutti gli intervenuti, il Consiglio prenda atto dell'impossibilità di passare oggi alla elezione del Presidente della Giunta e quindi di rinviare questo argomento alla seduta già fissata dalla Conferenza dei Capigruppo per il 20 dicembre.
Nessuno più chiede la parola quindi il Consiglio prende atto che l'oggetto n. 2 viene rinviato e il Consiglio prende anche atto che la Conferenza dei Capigruppo ha fissato il 20 dicembre alle ore 9,30 la prossima seduta del Consiglio.
Analogamente, mi sembra ovvio come conseguenza, che il Consiglio prenda atto del rinvio dell'oggetto n. 3 concernente la nomina degli Assessori.
Si passa quindi all'esame dell'oggetto n. 4.
