Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3174 del 11 novembre 1987 - Resoconto

OBJET N° 3174/VIII - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): A mon tour je voudrais présenter mes condoléances au Parti Libéral pour la mort du sénateur Aldo Bozzi et pour l'accident sur la route du Mont-Blanc. Les considérations doivent porter sur l'exigence d'une plus grande sécurité en matière de circulation.

Pour ce qui est des communications, je voudrais ici souligner qu'il y a eu la sentence de la Cour constitutionnelle à propos du problème soulevé par l'Administration régionale sur le décret Marcora au sujet de Valsavarenche: plusieurs rencontres ont eu lieu avec les Chefs de groupe pour examiner les possibilités d'une entente avec le Gouvernement. A ce propos, une requête formelle a déjà été présentée aux différents ministères compétents et l'on attend une réponse en vue d'une rencontre qui permettrait de présenter les diverses requêtes actuellement discutées par les Chefs de groupe. Ceux-ci ont également rencontré le secrétaire général, membre de la commission paritaire chargée du problème du règlement d'application; au cours de cette rencontre une proposition de règlement d'application en matière de Parc National a été examinée.

Je voudrais à ce sujet me rattacher à ce qui a été dit sur l'activité de l'Administration régionale à propos du règlement d'application et rappeler à M. Mafrica que, pour ce qui est de l'industrie et de la finance locale, les travaux ont été achevés il y a trois ans et présentés au Conseil des Ministres, qui les avait approuvés et soumis à la Cour aux comptes qui n'a pas encore transmis définitivement les actes y afférents; c'est pourquoi nous n'avons pas encore eu la possibilité de

voir publiées les dispositions qui ont été discutées et approuvées par les organes compétents.

En revanche, pour ce qui est du règlement d'application concernant la formation technique professionnelle, à laquelle s'est ajouté dernièrement le problème du Parc du Grand Paradis, la commission compétente est en train de travailler; malheureusement, malgré le délai qui avait déjà expiré voilà deux ans (je veux rappeler que les travaux devraient être achevés avant la fin de l'année), nous avons eu des difficultés en raison du fait que l'un des trois membres de l'État, le professeur Tosi, est décédé au mois d'août et partant l'on attend que le remplaçant soit nommé. Le temps, donc, n'a pas été mal employé et les trois membres nommés par l'Administration régionale ont sollicité la reprise des travaux.

Il ne faut donc pas confondre le travail pour le règlement d'application et l'activité de l'organe de contrôle.

Parallèlement, des rencontres ont eu lieu pour le protocole d'entente IRI-Région et l'Assesseur présentera, après la rencontre avec les membres de la commission, un ordre du jour à l'attention du Conseil. Par ailleurs, le 24 octobre, à l'occasion de la journée mondiale des nations unies, une rencontre a eu lieu en présence du Syndic d'Aoste, de l'Assesseur Lanivi, avec les étudiants des pays d'Afrique qui suivent un stage de formation à Turin.

Le 28 octobre a été signée la convention entre l'Administration régionale, a Commune d'Aoste et l'ENPA, pour la gestion du chenil régional.

Pour ce qui est de l'attitude de l'Administration régionale face au problème du respect du Statut, je voudrais rappeler que celui-ci peut être obtenu par une attitude conséquente, et pas seulement envers l'organe de contrôle, mais qu'il est surtout le reflet des actes concernant l'Administration régionale: lois et délibérations.

Chacun a la possibilité de s'exprimer et c'est le moment de faire respecter les droits du Statut.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ritengo che, questa mattina, sia stato proposto all'attenzione e alla riflessione del Consiglio l'importante argomento dei rapporti tra lo Stato e la Regione. Era da un po' di tempo che non ci si occupava di questo problema, ma credo che non sia del tutto inutile spendere, in merito, qualche parola in più.

La discussione di questa mattina ha puntualizzato, da ottiche diverse, alcuni aspetti delle competenze della Commissione di Coordinamento e del suo Presidente.

Io credo che, per essere credibili all'esterno, dobbiamo fare un po' di autocritica, perché anche noi, in certe occasioni, siamo stati molto disattenti nei confronti di noi stessi. Mi riferisco, ovviamente, al periodo di tempo che mi è più vicino e che mi ha visto sedere sui banchi di questo Consiglio. Nei confronti della commissione paritetica, che è chiamata ad un difficile lavoro, non sempre, infatti, abbiamo esercitato l'indispensabile funzione di supporto che competeva a questo Consiglio. Sovente, ci siamo limitati a prendere atto di un lavoro, peraltro svolto in modo egregio, ma che, però, aveva ormai terminato il suo iter e del quale poi ci siamo addirittura dimenticati.

È vero che lo Stato ha certi atteggiamenti, ma è altrettanto vero che noi ne abbiamo degli altri, e, pertanto, a mio avviso, dobbiamo puntualizzare, con estrema onestà, le nostre carenze.

Come ho già detto in sede di Conferenza dei Capigruppo, io ho apprezzato l'atteggiamento del Presidente della Giunta, che ha sollecitato un incontro della Conferenza dei Capigruppo con il Segretario Generale, che è il nostro rappresentante in seno alla Commissione paritetica. È la prima volta, infatti, che l'informazione ci è stata data, anche in via preliminare, in termini giuridicamente corretti, così che ognuno di noi è stato messo in grado di farsi un'idea della dimensione del problema e degli strumenti giuridici da utilizzare nella trattativa con lo Stato.

Ci sono degli elementi di riservatezza che, molto opportunamente, io ritengo di rispettare anche in questa sede, perché, essendo ancora in corso la trattativa, sarebbe molto sconveniente che noi discutessimo sul suo merito. È stato giusto il richiamo, ma è altrettanto vero che, sulla base di questa prima presa di contatto, da una parte, i nostri rappresentanti in seno alla Commissione paritetica possono essere suffragati dall'utile supporto dell'avallo delle forze politiche presenti in Consiglio e, dall'altra, noi abbiamo la possibilità di esplicitare le nostre diverse prospettive di pensiero sul delicato argomento del Parco.

Credo che il Consigliere Dolchi, del quale io ho una grande stima, non solo per il suo passato di amministratore, ma anche per la sua umanità, abbia inteso porre alla nostra attenzione quanto previsto dallo Statuto. Non so, però, se sia politicamente opportuno sollevare, in questo momento, il problema del rapporto fra il Consiglio regionale e la Commissione di Coordinamento.

Se il problema fosse inquadrato in un contesto più generale, forse, varrebbe la pena affrontare anche questa battaglia, anche se non sono chiari i possibili risultati giuridici, fermo restando che potremmo conseguire l'obiettivo di fare chiarezza intorno ad un articolo del nostro Statuto che finora è stato sempre interpretato in un senso univoco. Il visto apposto sulle leggi regionali dal Presidente della Commissione di Coordinamento, infatti, è stato sempre interpretato come un controllo sull'attività legislativa posta in essere dal Consiglio regionale e, tra l'altro, proprio sulla base dei principi generali enunciati dal Consigliere Dolchi e che sono il rispetto di alcune questioni da lui stesso citate: l'assenza di contrasti con gli interessi nazionali o con quelli di altre regioni.

Evidentemente, anche la semplice enunciazione di questi principi sta a significare che l'organo è preposto ad un certo tipo di controllo; ma questa è una disquisizione di carattere giuridico, che, forse, esorbita dalle funzioni e dalle competenze di questo consesso per entrare in quelle della "camera alta" dei saggi suggerita dal Consigliere Sandri.

Noi approviamo il metodo escogitato per la soluzione dei problemi del Parco e seguiremo con molto interesse e attenzione gli sviluppi della situazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha contribuito a fare un po' di chiarezza, anche se con notevole ritardo, su certi aspetti giuridici, mettendo una pietra sopra gli stessi e ponendoci in condizione di discutere alla luce di una definizione della questione in termini giuridici estremamente chiari.

I nostri futuri atteggiamenti, pertanto, dovranno essere conseguenti a questa chiarezza. In sede di Conferenza dei Capigruppo, il Segretario Generale ci ha illustrato i limiti giuridici entro i quali ci possiamo muovere in seguito alla pronuncia della Consulta sul problema del Parco.

Noi intendiamo seguire questo problema, perché crediamo che la sua soluzione accentui la nostra autonomia. È una battaglia che non riguarda solo il Parco, ma la riaffermazione di un certo concetto della nostra autonomia nei confronti dello Stato. Grazie.