Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3167 del 22 ottobre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3167/VIII - IMPEGNO PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE E PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA DELLE PERSONE PIÙ SVANTAGGIATE.(Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Bajocco, Cout, Millet e Dolchi:

Mozione

CONSTATATO che, nonostante le prescrizioni della legge regionale 28 dicembre 1981, n. 85 la maggior parte degli edifici pubblici della Valle d'Aosta non ha ancora le caratteristiche richieste per il pieno inserimento nella vita sociale delle persone con difficoltà psichiche, fisiche e sensoriali;

RIBADITA l'importanza, ai fini di un miglioramento della qualità della vita, di un impegno straordinario da parte delle pubbliche amministrazioni finalizzato all'abbattimento delle barriere architettoniche ed al miglioramento delle condizioni di vita delle persone più svantaggiate;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a:

1) presentare al Consiglio regionale un quadro analitico dei risultati ottenuti in applicazione delle leggi regionali a favore delle persone con difficoltà fisiche, psichiche e sensoriali;

2) predisporre i provvedimenti urbanistici e finanziati necessari ad avviare un programma pluriennale di sistematico e progressivo adeguamento di tutti gli edifici pubblici valdostani alla normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Mi dispiace che questa mozione venga discussa a quest'ora perchè forse meriterebbe una attenzione maggiore di quella che si può richiedere ai Consiglieri alle 13,12.

Con questa mozione solleviamo un problema: nel 1981 la Regione ha legiferato ed ha dato indicazioni sia ai Comuni che ai privati per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Ora succede che essendoci dei finanziamenti iscritti a bilancio, i privati in parte hanno cominciato a richiedere questi finanziamenti, e i Comuni che fanno ricorso ai finanziamenti regionali per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono ancora pochi e per gli edifici esistenti non vengono presi interventi sufficienti.

All'art. 32 della legge finanziaria dell'anno passato, c'era scritto: "Per gli edifici pubblici già esistenti, non ancora adeguati alle prescrizioni del DPR 27.4.1978, n. 184, dovranno essere adottati competenti piani dell'eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge". Poichè questi piani finora non sono stati presentati e in questa Regione invece è possibile programmare, fare qualcosa di utile, la mozione chiede alla Giunta di presentare al Consiglio un quadro analitico dei risultati ottenuti con la legge 85/81, sia nei confronti dei Comuni e delle Comunità Montane, sia nei confronti dei privati; chiede inoltre di predisporre i provvedimenti urbanistici, che sono già richiesti nella legge, e finanziari necessari per permettere, attraverso un piano pluriennale, un sistematico progressivo adeguamento di tutto gli edifici pubblici valdostani alle normative per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Credo che un impegno di questo tipo potrebbe essere studiato e sicuramente darebbe della nostra Regione una immagine di civiltà e di sensibilità a questi problemi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Il problema che ha sollevato il Consigliere Mafrica riguarda non solo l'edilizia pubblica, ma anche l'edilizia privata in virtù di una legge che stanziava dei contributi ai privati che favorissero l'abbattimento delle barriere architettoniche anche nelle costruzioni di edilizia privata.

So che esistono - e approfitto della mozione del Gruppo comunista, che voteremo, per fare una raccomandazione all'Assessore - delle perplessità a livello regionale sull'applicazione della legge, per quanto riguarda le cooperative edilizie. L'Assessore ha già presente il problema, so che se ne sta interessando, solleciterei solo una definizione della pratica in corso, anche perchè, se è vero che il finanziamento pubblico deve venire incontro ai privati, credo debba farlo a maggior ragione nei confronti di quei privati che si sono consorziati a livello di cooperative. È una sorta di raccomandazione che faccio all'Assessore, ben sapendo che del problema si sta attivamente occupando, con l'augurio che a questo riguardo si trovi una soluzione felice nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.) - Evidentemente non è questa l'ora per cominciare ad illustrare sia la legge 85 che la seguente, n. 57 del 1982, e il regolamento successivo. Comunque, venendo a quanto richiesto da questa mozione, vorrei anche delle delucidazioni là dove si chiede di presentare un quadro analitico dei risultati ottenuti. Se con questo si intende solo l'elenco degli interventi fatti, glielo posso già dare adesso, perché di interventi richiesti da parte dei privati ce ne sono stati solo otto, che hanno avuto un finanziamento per un totale di circa 33 milioni, mentre solo 6 soggetti hanno richiesto invece quelli che sono degli accorgimenti per l'acquisto di apparecchiature o che aiutano a superare le barriere architettoniche; quindi altri 32 milioni sono stati spesi in questo campo.

Per quanto concerne i Comuni, invece, è vero che è minore il numero dei Comuni che hanno chiesto, rispetto alle domande provenienti dai privati; i Comuni che hanno chiesto ed ottenuto finora finanziamenti per l'adeguamento delle strutture pubbliche sono il Comune di Aosta, per 50 milioni, e il Comune di Montjovet, per 44 milioni 500 mila.

Per gli edifici scolastici, l'unico ad aver chiesto finora è il Comune di Saint-Christophe, per circa 33 milioni. Altri Comuni hanno fatto delle richieste ma non hanno ancora ottenuto il finanziamento, sia perchè ci hanno fatto sapere che rinunciano in quanto non sono sicuri della destinazione che daranno a questi edifici, sia perchè non hanno ancora ultimato i lavori e non sanno ancora qual è la parte che dovrebbe essere finanziata dall'Amministrazione regionale. Quindi proporrei di eliminare il primo punto, perchè la risposta la posso fornire immediatamente.

Per quanto riguarda il punto 2, i provvedimenti finanziari non c'è bisogno di predisporli, in quanto c'è una legge del 1982, n. 57, che prevede il finanziamento annuo in bilancio; i piani di intervento sugli edifici pubblici devono essere i Comuni a presentarceli, e in questo senso a partire dal 1982 fino ad ora, tutti gli anni, la Regione fa una circolare ai Comuni chiedendo che vengano presentate delle domande per finanziare questi interventi. È difficile da parte della Regione andare da ogni Comune a dire di adeguare quell'edificio; l'impegno che possiamo prendere è di inviare nuovamente una lettera ai Comuni chiedendo che vengano predisposti dei piani di intervento per questi edifici pubblici. Noi non abbiamo nessuna remora ad accettare una mozione che vada in questo senso, ma non possiamo accollarci l'onere di andare nei Comuni a fare questi piani. I finanziamenti almeno per il momento sono più che sufficienti in quanto non vengono ancora utilizzati, per cui direi di cominciare a vedere quali sono le richieste, con l'impegno di rivedere il finanziamento in Consiglio regionale qualora le richieste fossero di molto superiori a quello che è lo stanziamento.

L'Amministrazione regionale ha fatto delle circolari non solo agli enti pubblici, affinchè facessero dei piani per il finanziamento da sottoporre all'Amministrazione regionale; abbiamo fatto delle lettere anche agli ordini dei liberi professionisti, perchè purtroppo, ancora troppo sovente, ci sono dei progetti che vengono presentati per opere commissionate all'Amministrazione regionale che non prevedono l'abbattimento delle barriere architettoniche. Purtroppo, anche da parte dei Comuni a volte vengono approvati dei progetti che non tengono conto della legge regionale. Comunque era solo per sottolineare che anche in questo campo l'Amministrazione regionale ha mandato delle circolari agli ordini dei liberi professionisti, perchè si attengano alle disposizioni di legge.

Per quanto chiesto dal Consigliere Torrione, domani la Giunta discuterà il problema, cioè l'adeguamento o la interpretazione autentica dell'art. 3 della legge 85, in cui fra i privati vengono considerate anche le cooperative, in quanto queste ultime sono un insieme di privati, pertanto quelle che fanno adeguamenti secondo la legge 85, hanno diritto ad un finanziamento. In conseguenza all'interpretazione autentica dell'art. 3 della legge 85, ci sarà l'adeguamento e la modifica del regolamento che verrà in Consiglio per l'applicazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Le cifre fornite dall'Assessore confermano la mia impressione: sia da parte dei privati sia da parte dei Comuni, pur essendoci dei capitoli di bilancio che dispongono contributi finanziari della Regione quando i privati o i Comuni abbattono delle barriere architettoniche, le richieste sono esigue e siamo nell'ordine di 200 milioni, anche meno.

Mi pare che uno sforzo a sei anni dalla votazione della legge possa essere fatto in questo senso: si potrebbe fare un censimento da parte della Regione per accertare quali sono gli edifici pubblici sui quali è necessario intervenire, e poi si dovrebbe concordare con i Comuni, dimostrando la disponibilità della Regione a interventi finanziari anche cospicui che vadano al di là delle cifre finora stanziate in bilancio regionale.

Il compito della Regione dovrebbe essere a mio avviso, ma la cosa può essere ulteriormente approfondita, di predisporre questa indagine sul territorio valdostano per ciò che riguarda gli edifici pubblici, e poi studiare forme di sollecitazione nei confronti dei Comuni che vadano oltre quanto già fatto, perchè in effetti questa legge, che potrebbe essere importante, non ha dato tutti i suoi frutti.

All'art. 2 della legge c'erano degli impegni anche per la Regione: credo che utilizzando questo articolo si possa andare ulteriormente avanti, perchè si dice che "La Regione entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge adegua la propria legislazione in materia urbanistica, turistica, scolastica, di lavori pubblici, di trasporti, di edilizia pubblica alle finalità ed ai contenuti della presente legge". Eventualmente si potrebbero studiare in questo programma di progressivo abbattimento delle barriere architettoniche anche appositi provvedimenti legislativi. Il senso della mozione è quello di dare delle indicazioni di massima; c'è la constatazione di una legge che era partita con una serie di intenzioni e che non ha dato tutti i frutti, e la volontà di rimetterla in movimento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.) - Quanto è previsto all'art. 2, in cui si dice che la Regione entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge adegua la propria legislazione in materia urbanistica ecc., è già stato fatto, tant'è vero che anche all'interno degli edifici regionali si stanno facendo delle opere di abbattimento delle barriere architettoniche.

Il fatto di prevedere una cifra cospicua di finanziamento, per me è mettere i buoi prima del carro, in quanto non si sa quale può essere la richiesta, mentre noi andremo a finanziarla già ora. Visto che la cifra di 230 milioni annui, non è tutti gli anni utilizzata al completo proporrei di tenerla con l'impegno di adeguare la legge sulla base dei piani presentati ai Comuni.

Per quanto riguarda la mozione, la maggioranza sarebbe dell'avviso di accettare eliminando il punto uno, in quanto ho già fatto avere una fotocopia adesso al Consigliere Mafrica, e il punto due modificarlo come segue: "sollecitare i Comuni a predisporre i provvedimenti urbanistici, ad avviare un programma pluriennale di sistemazione e progressivo adeguamento di tutti gli edifici pubblici alla normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Sul tema si potrà tornare in Commissione, comunque per far avanzare la questione accettiamo gli emendamenti proposti dall'Assessore.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione nel testo così emendato:

MOZIONE

CONSTATATO che, nonostante le prescrizioni della legge regionale 28 dicembre 1981, n. 85, la maggior parte degli edifici pubblici della Valle d'Aosta non ha ancora le caratteristiche richieste per il pieno inserimento nella vita sociale delle persone con difficoltà psichiche, fisiche e sensoriali;

RIBADITA l'importanza, ai fini di un miglioramento della qualità della vita, di un impegno straordinario da parte delle pubbliche amministrazioni finalizzato all'abbattimento delle barriere architettoniche ed al miglioramento delle condizioni di vita delle persone più svantaggiate;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a sollecitare i Comuni a predisporre i provvedimenti urbanistici atti ad avviare un programma pluriennale di sistematico e progressivo adeguamento di tutti gli edifici pubblici valdostani alla normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità