Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3165 del 22 ottobre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3165/VIII - INIZIATIVA PER UN RAPPORTO DI CONSULTAZIONE E COLLABORAZIONE TRA CONSIGLIO REGIONALE E I PARLAMENTARI DELLA VALLE D'AOSTA. (Interpellanza e approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Sandri e della mozione presentata dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé, di cui si propone la trattazione congiunta:

Interpellanza

Ricordato l'art. 57 della Costituzione che prevede per la Valle d'Aosta un solo Senatore; nonchè l'art. 92 del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati che concede alla "Valle d'Aosta" un solo Deputato;

Considerato perciò il mandato parlamentare un momento fondamentale di rappresentanza di tutta la popolazione regionale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;

Ricordato come sino ad oggi non si sia concretamente realizzato un concreto e assiduo collegamento tra il Consiglio regionale ed il Parlamento italiano, per la tendenza "partitica" dei precedenti rappresentanti nazionali;

Preso atto della recente elezione del Deputato On. CAVERI e del Senatore On.le DUJANY;

INTERPELLA

il Presidente della Giunta regionale, come rappresentante della Regione, per conoscere come intenda affrontare tale problema.

F.to: G. Sandri

Mozione

Nel corso dell'ultima campagna elettorale si è aperto un dibattito sul ruolo dei Parlamentari valdostani in relazione al fatto che il sistema di elezione a collegio uninominale dovrebbe far assumere agli stessi una connotazione tale dal collocarli, ad elezione avvenuta, al di sopra e al di fuori degli schieramenti partitici che li hanno espressi, facendoli assurgere, almeno così dovrebbe essere, a rappresentanti dell'intera comunità valdostana.

Questa considerazione di ordine generale ha trovato infatti un suo riscontro nell'ipotesi - che in campo nazionale riscuote tra l'altro sempre maggiori consensi - di riformare il meccanismo elettorale introducendo il sistema a collegio uninominale per l'elezione generalizzata dei membri del Parlamento italiano.

A questa che resta pur sempre una petizione di principio si contrappone però l'esperienza vissuta dalla nostra Regione in questi ultimi 40 anni nel corso dei quali i Parlamentari valdostani che si sono nel tempo succeduti hanno mantenuto, nell'espletamento del loro mandato, uno stretto legame con le espressioni politiche e partitiche che li hanno di volta in volta designati ed espressi.

È forse sulla base di questa constatazione che nell'ultima tornata elettorale si è da più parti manifestata l'esigenza che il Parlamentare valdostano, proprio per questa sua veste diversa -nel senso di potersi effettivamente collocare al di sopra delle parti e divenire così rappresentativo delle istanze e delle esigenze dell'intera collettività valdostana - debba trovare nel Consiglio regionale - inteso come espressione complessiva del popolo valdostano - un costante e specifico punto di riferimento connotandosi in tal modo anche quale portavoce degli indirizzi e delle indicazioni che il massimo consesso vorrà fornirgli sui problemi più importanti che interessano non solo la Valle d'Aosta e i rapporti Stato-Regione ma anche quei temi di ordine generale che maggiormente possono riguardare la vita stessa della comunità regionale e nazionale.

Altro aspetto che riguarda più da vicino l'attività dei parlamentari è quello di considerare l'opportunità di istituire un apposito ufficio nell'ambito del Palazzo regionale dove il Senatore e il Deputato possano espletare la propria attività quando si trovano in Valle e ricevere periodicamente gli amministratori locali e tutti coloro che hanno la necessità di incontrare i rappresentanti del popolo valdostano in seno al Parlamento, allo scopo di poter stabilire un effettivo e corretto "filo diretto" con tutti i cittadini della nostra Regione.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali propongono che il Consiglio regionale

Deliberi

a) di dare mandato alla conferenza dei Capi Gruppo di proporre una modifica all'art. 49 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale al fine di consentire una periodica consultazione dei parlamentari valdostani da parte del Consiglio regionale e di conseguire l'obiettivo di una più stretta collaborazione e di un più organico rapporto fra queste due diverse istanze istituzionali;

b) di istituire presso i servizi dell'Amministrazione regionale un apposito ufficio da destinare a sede permanente dei parlamentari valdostani.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - Il problema era stato sollevato con toni piuttosto accesi nell'ultima campagna elettorale, ma a mio parere meritava di essere ripreso con calma al momento della digestione dei risultati: si tratta della questione di un più stretto collegamento fra il Consiglio regionale e i nostri rappresentanti in Parlamento.

Volevo con questa interpellanza sollevare il problema soprattutto perchè mi pare che malgrado delle manifestazioni di presenza che abbiamo avuto in questo Consiglio, a livello di strutture ancora non siamo perfettamente funzionanti.

Volevo chiedere che il Presidente ci relazionasse su come intende favorire questo stretto collegamento con i nostri rappresentanti in Parlamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione per illustrare la mozione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - In effetti la nostra mozione vuole sollevare il problema più generale dei rapporti fra il Consiglio regionale e i parlamentari valdostani. Direi che su questo argomento, come ha già sottolineato il Consigliere Sandri, nell'ultima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento, i due schieramenti che si sono contrapposti hanno giustamente puntualizzato, da ottiche e da prospettive diverse, la difficoltà di collaborazione fra il Consiglio regionale e il parlamentare. Nella nostra mozione sottolineiamo un dato di fatto che non può non essere considerato, cioè che il sistema di elezione a collegio uninominale pone il parlamentare valdostano in una posizione nettamente diversa rispetto agli altri parlamentari, nel senso che una volta eletti i due parlamentari dovrebbero rappresentare l'intera collettività valdostana. Questa affermazione l'abbiamo sentita in bocca a più parlamentari eletti, ma poi di fatto sono stati i rappresentanti di una parte politica, e su argomenti che hanno dei riflessi profondi per la vita dell'intera Valle d'Aosta.

Ho ascoltato una tribuna politica dell'On. Dujany sulla questione dei referendum, e mi è venuta in mente la nostra mozione, perchè il Sen. Dujany ha fatto una affermazione: "la nostra assemblea per i referendum è per quattro sì e un no, ed il no è quello sui magistrati". E poi ha argomentato in maniera molto egregia, come è costume del nostro senatore, la sua affermazione.

Il fatto è che l'assemblea, ho poi scoperto, è una assemblea di partito, è l'assemblea degli A.D.P.. In questa collocazione è riduttivo questo ruolo; il parlamentare valdostano dovrebbe assumere la veste di tutelare gli interessi di tutti i valdostani, perchè il sistema di elezione lo costringe ad essere l'unico rappresentante in seno al parlamento italiano. Se poi uno però parcellizza la propria posizione e in quella sede, su un argomento estremamente difficile come il nucleare e la giustizia, fa riferimento al movimento di appartenenza, vuol dire che questo problema esiste realmente. Esiste in questo senso: ci sono problemi che riguardano la coscienza individuale e l'appartenenza ad un movimento, ci sono problemi che riguardano invece l'intera collettività valdostana.

L'unica cosa su cui insisto è che il rapporto fra il parlamentare e il Consiglio regionale si è consolidato nel tempo in maniera estremamente disarticolata. Sovente il Consiglio regionale ha detto una cosa e il parlamentare ne ha fatta un'altra - ma non faccio riferimento a questo o quel parlamentare, dico che la storia è contrassegnata da questi inconvenienti -, oppure il parlamentare promuove una iniziativa presso il Governo che è non in asse con quella che è la politica che la stessa Giunta regionale porta avanti. La storia del parco nazionale del Gran Paradiso è disseminata di atteggiamenti anche di questo tipo, dove il parlamentare ha finito per fare un'azione del tutto personale e il Governo regionale a volte ha avuto impostazioni diverse.

Mi chiedo: è possibile che il Consiglio regionale, quale espressione complessiva del popolo valdostano, abbia un diverso rapporto con il parlamentare? Questo diverso rapporto credo che sia indispensabile, nell'interesse non di una parte politica piuttosto che un'altra, ma dell'intera collettività regionale e dello stesso parlamentare, perchè questo filo diretto che un parlamentare ha tentato di stabilire con l'opinione pubblica in maniera mediata, attraverso un giornale, può essere interessante, ma è riduttivo.

Mi diceva il Consigliere Dolchi, che sa di cose del Consiglio, che a formulazione dell'articolo del regolamento che presuppone la possibilità di presenza del parlamentare nella seduta del Consiglio, ha formato oggetto in passato di discussioni enormi. Ed è una materia estremamente difficile e travagliata. Riteniamo che, così come è formulato, quell'articolo non consenta quello scambio di opinioni, quella osmosi che ci deve essere fra chi siede in questo consesso e chi siede in un consesso ben più vasto.

Questa è l'esigenza essenziale, indipendentemente dalla colorazione; l'importante è il problema in sè che volevamo fosse posto all'attenzione del Consiglio.

L'altro argomento che ci pare di dover sottolineare e che forma oggetto della nostra proposta, è quello di dare al parlamentare una sede conveniente, proprio per collegarlo maggiormente ai problemi del Consiglio, ai problemi della gente. In questo rapporto più attivo nei confronti del Consiglio regionale, riteniamo che sia opportuno che il parlamentare abbia una sede conveniente e che sia dotato dall'Amministrazione regionale, possibilmente nel Palazzo o in altra struttura purchè regionale, di una sede idonea a ricevere i cittadini, per dare la possibilità di individuare nel parlamentare una figura concreta che è a disposizione della collettività per i grandi e i piccoli problemi. Sappiamo quale azione può svolgere il parlamentare in sede nazionale, nei confronti di esigenze spicciole del cittadino, non per trasformare il parlamentare in un passacarte, ma perchè riteniamo che anche il cittadino abbia diritto di rivolgersi al parlamentare in quanto suo rappresentante legittimo in seno al parlamento.

Questo è lo spirito della mozione; questo problema è stato affrontato con ottiche diverse nell'ultima campagna elettorale e merita un approfondimento. Chiediamo solo di riflettere in accordo con la Giunta, con la Presidenza, per dare mandato alla Conferenza dei Capigruppo di proporre una modifica dell'art. 49 del regolamento e di dotare contestualmente i due parlamentari di un apposito ufficio che sia possibilmente collocato nell'ambito del palazzo della Amministrazione regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.) - Non vorrei intaccare con il mio intervento l'autonomia di ogni parlamentare, però bisogna distinguere se i nostri due parlamentari vogliono solo dar conto delle loro scelte all'elettorato, oppure vogliono dar conto delle loro scelte anche al Consiglio regionale.

Se deve valere la prima soluzione, penso che la nostra discussione sarebbe inutile perchè nessuno di noi si può permettere di intaccare l'autonomia decisionale o l'autonomia di operatività che vogliono portare avanti i nostri parlamentari.

Dico che non ho condiviso, e qui ci sarebbe stato bisogno - si entra nella seconda ipotesi - di un incontro con i Capigruppo, la dichiarazione rilasciata dal Sen. Dujany al momento del dibattito in parlamento sull'invio delle navi nel Golfo Persico, e di questo ne chiedo scusa al Senatore di cui peraltro ho una grande stima.

Non ho condiviso quelle dichiarazioni, perchè non si può dire in parlamento che in Valle d'Aosta siamo contrari perchè non abbiamo la garanzia di una copertura aerea americana; mi sembra semplicistica questa affermazione. Un minimo di dibattito ci doveva essere su questo argomento perchè non ha parlato a nome degli A.D.P., ma del popolo valdostano.

Non ho condiviso il silenzio dell'On. Caveri sull'ora di religione, per cui ribadisco che, se si tratta della prima ipotesi di cui parlavo prima, è un dibattito inutile, ma se è alla seconda che ci riferiamo, concordiamo sulla necessità di un collegamento anche con il Consiglio regionale. Forse qualcosa si muove in questa direzione, perchè so che c'è un incontro dei due parlamentari con le segreterie dei partiti.

Ritengo che la mozione vada in questa direzione: in primo luogo, che ci sia un collegamento con il Consiglio regionale, in secondo luogo, che possa crearsi una sede per i due parlamentari, nella quale essi abbiano la possibilità di incontrare sia i Consiglieri regionali che i cittadini valdostani.

Noi lo avevamo detto questo in campagna elettorale; gli elettori ci hanno dato torto e bisogna rispettare il loro voto, la loro convinzione.

Dichiaro il voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.) - A propos de l'interpellation, les rapports avec les parlementaires doivent servir surtout pour présenter et interpréter les différentes exigences de notre Région: il y a des rapports avec eux presque chaque semaine pour ces contacts.

Quant à la motion il faut d'abord distinguer deux aspects: par le fait que les deux représentants ont été élus suite à des accords politiques, c'est tout à fait normal qu'il y ait la possibilité de maintenir certains contacts avec cette position, ce qui n'empêche, comme nous l'avons dit, que les deux élus représentent la Vallée d'Aoste. De ce fait il dérive qu'au moment où il y a n'importe quelle prise de position de la part du Conseil régional, les parlementaires se font interprètes des décisions du Conseil régional et dans ce sens je crois que c'est tout à fait normal. Je crois que ce serait impossible qu'il ait toujours l'unanimité sur la position à prendre de la part des parlementaires. On a fait ici l'exemple de la crise du Moyen Orient; là il y a des positions différentes, tandis que très souvent il y a des ordres du jour, des propositions de loi au niveau régional à majorité sur lesquelles les parlementaires peuvent se faire interprètes.

L'autre exigence est celle d'établir un contact entre les parlementaires, d'un côté, et les Conseillers et les citoyens de l'autre. A cet égard de la part de l'Administration régionale on essaie de trouver un bureau qui puisse être à la disposition des parlementaires, afin qu'il y ait la possibilité pour les Conseillers, pour les citoyens, d'avoir toute une série de rapports avec eux.

On partage donc le deuxième point de la délibération, parce qu'on est en train de trouver un bureau pour les parlementaires; sur l'autre problème de modifier le règlement, j'aurais quelques doutes dans ce sens: s'il y a l'exigence d'avoir des contacts avec les parlementaires, ils sont disponibles pour faire des rencontres avec les Chefs de Groupe. Etant donné leur disponibilité, ce serait au moins inutile de modifier le règlement. Alors je demanderais de maintenir le 2ème point de la délibération et en même temps d'essayer de voir comment on peut entretenir ces rapports au niveau soit de Conseillers, soit de Groupes, soit de Commissions. Si on a des suggestions différentes, on peut examiner à nouveau le cas et s'il y a l'exigence, même modifier; je propose donc de faire cette distinction entre le deux temps.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.) - A nome della Democrazia Cristiana vorrei esprimere la nostra opinione in merito alla mozione, perché la DC era una forza di maggioranza che faceva parte della lista n. 3.

È vero che nel programma della lista n. 3 era previsto che i parlamentari valdostani, se venivano eletti i nostri due candidati, avrebbero preso determinate iniziative, quindi noi come DC, d'accordo con tutte le forze della maggioranza regionale, possiamo fare un invito ai parlamentari eletti di prendere determinate iniziative. Loro rappresentano la Valle d'Aosta, ma non rappresentano tutti gli elettori della valle d'Aosta; spetta a loro prendere l'iniziativa, come ha detto giustamente il Presidente della Giunta. Questo è quanto era nello spirito del programma della lista n. 3.

Quindi la DC invita i due parlamentari valdostani a prendere contatti con tutte le forze politiche, con la popolazione valdostana; come ha dichiarato il Presidente della Giunta, l'esecutivo si sta muovendo per dare i locali appositi affinchè possano esserci i contatti. Quanto a legiferare nel merito, se un domani loro stessi lo chiederanno alle forze politiche, potremo modificare il regolamento, ma non spetta a noi fare una forzatura di questo tipo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I) - Voglio sentire le osservazioni del Consigliere Torrione in merito alla mozione a cui in linea di massima siamo favorevoli.

Quello che voglio sottolineare è a necessità di un rapporto fra i parlamentari valdostani e le forze politiche, anche quelle che non hanno contribuito a votare, ma addirittura si sono contrapposte, perchè ovviamente su alcuni temi i parlamentari valdostani hanno la loro libertà di opinione, trattandosi di temi che dividono anche le forze politiche, oppure che riguardano la loro coscienza, esistono però dei problemi che riguardano la legislazione della Valle d'Aosta. Faccio un esempio: recentemente era in discussione un disegno di legge che riguardava le funzioni del Presidente della Commissione di Coordinamento; sarebbe stato opportuno che il parlamentare valdostano avesse, prima di presentare quell'emendamento, potuto concordare con tutte le forze politiche a sostegno di quell'emendamento, come poi è avvenuto in una seconda fase. Credo che questo rapporto sia necessario, ed una sede in cui ci si ritrova e si concorda, è indispensabile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Il rapporto fra il Consigliere regionale e i parlamentari esiste, perché il sistema di elezione del parlamentare presuppone una rappresentanza che è unica. Essendo una rappresentanza unica trasforma la veste del parlamentare, che nelle altre Regioni mantiene la sua connotazione politica ben precisa, cosa che qui viene più sfumata perchè nel momento della sua elezione è chiaro che rappresenta un coacervo di forze, un cartello, come si chiama, nel momento in cui viene eletto diventa il rappresentante di tutta la collettività valdostana, di tutti i valdostani. Credo che questo problema ci sia, e il Presidente lo ha evidenziato e sottolineato.

Non abbiamo nessuna difficoltà a rinunciare al primo punto del deliberato, perchè ci rendiamo conto che la modifica del regolamento non è facile, quindi se vogliamo sperimentare una diversa disponibilità dei parlamentari nei confronti del Consiglio in questo periodo, per noi va bene; manteniamo invece la richiesta del secondo punto che ci sembra importante.

Quindi, emendando la mozione in questo senso, la riproponiamo alla votazione del Consiglio.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la mozione del testo così emendato:

Mozione

Nel corso dell'ultima campagna elettorale si è aperto un dibattito sul ruolo dei Parlamentari valdostani in relazione al fatto che il sistema di elezione a collegio uninominale dovrebbe far assumere agli stessi una connotazione tale dal collocarli, ad elezione avvenuta, al di sopra e al di fuori degli schieramenti partitici che li hanno espressi, facendoli assurgere, almeno così dovrebbe essere, a rappresentanti dell'intera comunità valdostana.

Questa considerazione di ordine generale

ha trovato infatti un suo riscontro nell'ipotesi - che in campo nazionale riscuote tra l'altro sempre maggiori consensi - di riformare il meccanismo elettorale introducendo il sistema a collegio uninominale per l'elezione generalizzata dei membri del Parlamento italiano.

A questa che resta pur sempre una petizione di principio, si contrappone però l'esperienza vissuta dalla nostra Regione in questi ultimi 40 anni nel corso dei quali i Parlamentari valdostani che si sono nel tempo succeduti hanno mantenuto, nell'espletamento del loro mandato, uno stretto legame con le espressioni politiche e partitiche che li hanno di volta in volta designati ed espressi.

È forse sulla base di questa constatazione che nell'ultima tornata elettorale si è da più parti manifestata l'esigenza che il Parlamentare valdostano, proprio per questa sua veste diversa - nel senso di potersi effettivamente collocare al di sopra delle parti e divenire così rappresentativo delle istanze e delle esigenze dell'intera collettività valdostana - debba trovare nel Consiglio regionale - inteso come espressione complessiva del popolo valdostano - un costante e specifico punto di riferimento connotandosi in tal modo anche quale portavoce degli indirizzi e delle indicazioni che il massimo consesso vorrà fornirgli sui problemi più importanti che interessano non solo la Valle d'Aosta e i rapporti Stato-Regione ma anche quei temi di ordine generale che maggiormente possono riguardare la vita stessa della comunità regionale e nazionale.

Altro aspetto che riguarda più da vicino l'attività dei parlamentari è quello di considerare l'opportunità di istituire un apposito ufficio nell'ambito del Palazzo regionale dove il Senatore e il Deputato possono espletare la propria attività quando si trovano in Valle e ricevere periodicamente gli amministratori locali e tutti coloro che hanno la necessità di incontrare i rappresentanti del popolo valdostano in seno al Parlamento, allo scopo di poter stabilire un effettivo e corretto "filo diretto" con tutti i cittadini della nostra Regione.

Tutto ciò premesso il Consiglio regionale

Delibera

di istituire presso i servizi dell'Amministrazione regionale un apposito ufficio da destinare a sede permanente dei parlamentari valdostani.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità