Oggetto del Consiglio n. 3151 del 21 ottobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3151/VIII - PROPOSTA DI LEGGE CONCERNENTE: "COSTRUZIONE DI UN TEATRO AD USO POLIVALENTE NEL COMUNE DI AOSTA".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.) - Ho premesso stamani, nell'affrontare a discussione sulla istituzione del nuovo Comune di Breuil-Cervinia, che forse questa non sarebbe stata una giornata fortunata. Ho l'impressione che anche la costruzione di un nuovo teatro ad uso polivalente nel Comune di Aosta subirà forse la stessa sorte.
Ho comunque il dovere di illustrare questo provvedimento di legge che non è frutto di una pensata estemporanea, ma di una constatazione che abbiamo fatto sulla realtà culturale della nostra città, sulla opportunità di dotare a città di Aosta di strutture che siano le più idonee possibili, al fine di dare la possibilità al capoluogo regionale di fare quel salto di qualità nell'offerta dei servizi, anche di quelli di tipo culturale, che serva a farlo diventare quello che tutte le forze politiche hanno più volte auspicato: la vera capitale della nostra Regione.
Negli ultimi anni l'Amministrazione regionale nel suo complesso ha operato nel settore culturale con estrema sagacia, le iniziative che sono state portate avanti hanno avuto il pregio della qualità, hanno avuto il pregio di coinvolgere strati di popolazione sempre più vasti e consistenti. Il discorso vale per le manifestazioni organizzate sia dall'Assessorato alla Cultura sia dallo Assessorato al Turismo e Beni Culturali, senza tralasciare, e qui lo voglio sottolineare, anche se non è un fatto strettamente istituzionale, le iniziative che la Presidenza del Consiglio ha voluto ugualmente assumere. Direi che questo pacchetto (mi si passi l'espressione) di fermenti e di proposte culturali che sono state portate avanti con un taglio diverso, hanno fatto capire che quella cosiddetta fame di cultura, di cui parlo nella relazione, non è un elemento fittizio, ma reale. Credo che a Regione abbia fatto bene ad impostare questo discorso, anche in previsione di una possibile trasformazione della economia cittadina da prettamente industriale e assetata sulla presenza dello stabilimento siderurgico della COGNE, ad una economia di tipo diverso, turistico. Sappiamo quanto i fattori di ordine culturale possano incidere su altri fattori, di ordine turistico, e credo che stagione teatrale come quella che si è svolta durante l'estate, con la presentazione di complessi orchestrali di tutto prestigio, sia servita a rilanciare il nome di Aosta non solo nel contesto nazionale, ma anche in quello internazionale.
Il limite di tutto il discorso sta nella mancanza di una struttura che sia adeguata ad ospitare manifestazioni di questo tipo, e a tale proposito riporto l'osservazione di un illustre studioso, che è consulente dell'Assessorato al Turismo, per quanto riguarda le manifestazioni di tipo musicale. Il prof. Bassi, in una intervista recente, ha detto che a grossa carenza che esiste in questo momento per organizzare ad Aosta manifestazioni di un certo prestigio, è individuabile nella mancanza di una idonea struttura teatrale. Ha portato a questo proposito l'esempio, che è stato sotto gli occhi di tutti, di un complesso musicale come l'orchestra di Mosca, il quale per un capriccio del tempo ha dovuto esibirsi nel teatro Giacosa a ranghi ridotti, in quanto gli orchestrali non potevano essere ospitati sul palcoscenico.
Questo è un dato di fatto sintomatico che forse ha fatto fare a voce alta quella riflessione al prof. Bassi.
Credo che tutta questa serie di elementi che ho cercato di esplicitare, possano portare ala considerazione che dire di no ad una opportunità che vogliamo offrire alla città di Aosta sia un grosso errore; questo perchè non intendiamo nè prevaricare l'autonomia del Comune di Aosta, con il quale abbiamo avuto un contatto seppure informale a livello di Sindaco, nè tantomeno l'autonomia della Giunta regionale perchè sarebbe stato sciocco ed inopportuno che un Gruppo consiliare venisse qui proponendo un certo tipo di teatro. Riteniamo che, sia la localizzazione della struttura sia il come realizzare la struttura sia compito e frutto di un accordo che debba nascere fra l'Amministrazione regionale e l'Amministrazione comunale di Aosta, dato per scontato che la presenza di un teatro ad uso polivalente è diventata indispensabile sia per incentivare a vocazione turistica del Comune capoluogo, sia per quei risvolti di carattere economico che la presenza di un teatro può avere nel contesto cittadino.
Ritengo che lo stanziare cinque miliardi per far sì che questi rimangano accantonati, nel senso che si possa procedere, appena sarà stata individuata l'area, alla impostazione del problema sul piano progettuale e sul piano eventuale della realizzazione, sia un dato di fatto estremamente positivo. Ma questo non per rivendicare dei meriti in quanto il Gruppo socialista ha proposto questa iniziativa legislativa, ma piuttosto per prendere atto di una realtà che esiste, che è quella che è, e di fronte alla quale non ho sentito in Commissione pareri contrari se non per motivi di opportunità.
Credo che l'opportunità in questo caso non sia rivendicabile da parte di un gruppo politico, ma da parte dell'intero Consiglio regionale.
Voglio spendere una parola a questo proposito perchè ricordo una sollecitazione, nel corso di una discussione del bilancio di due anni fa, fatta dal Presidente della Giunta regionale, sulla esigenza di un diverso rapporto fra maggioranza ed opposizione, sulla esigenza che, in una situazione anche di un certo tipo, la maggioranza fosse più permeabile a quelle che sono le istanze della minoranza, e la minoranza diventasse di converso più propositiva.
Ricordandoci di questo suggerimento, abbiamo cercato di portare un nostro modesto apporto di tipo propositivo, alla attenzione della maggioranza, lasciando tutta la possibilità di manovra alle forze che siedono in Giunta, sia nello ambito della Giunta regionale sia nello ambito della Giunta comunale, per assumere quelle che saranno le decisioni definitive.
Mi sono reso conto che questo discorso è profondamente sentito dalla popolazione aostana, direi anzi valdostana, e riprendo quanto diceva stamani l'Assessore Perrin, rispondendo ad una interpellanza sull'arena e sulla Bataille des Reines. Abbiamo visto, per una manifestazione specifica quale la bataille, ma potrebbe essere una manifestazione di altro tipo, ad esempio un concerto rock, quanto sia importante la presenza di una struttura; ottomila spettatori si sono mobilitati anche perchè hanno trovato la possibilità di essere collocati in maniera tale da vedere uno spettacolo in tutta tranquillità. Se non ci fosse stata l'arena, probabilmente avremmo registrato una affluenza di pubblico più limitata, perchè mancava a struttura idonea ad ospitare spettatori in misura maggiore. Questo riferimento non è casuale, perchè se è stato utile costruire una arena del genere, anche quella polivalente, è poi difficile dire no alla costruzione di un teatro che serve ad ospitare altre manifestazioni, di altro genere culturale, che però hanno la possibilità di far crescere non solo la collettività aostana, ma l'intera popolazione valdostana.
Voglio fare una ultima notazione che riguarda a posizione della nostra città, che è baricentrica rispetto a interessi di tipo culturale che possono anche essere individuati in zone limitrofe della Francia e della Svizzera.
Una grande stagione teatrale, una grande stagione musicale, sono certo porterebbero fasce consistenti di spettatori provenienti dalla vicina Svizzera (per andare a Ginevra si impiega un'ora e mezza in macchina, lo stesso tempo per andare al Regio di Torino), e dalla vicina Francia.
La caratterizzazione in senso culturale della nostra città darebbe anche un altro respiro a quelle che sono le aspettative di tipo urbanistico che la città di Aosta sta maturando, in accordo con la Regione, proprio in questi giorni.
Perchè farci sfuggire una occasione? Perchè voler dire aprioristicamente di no ad una iniziativa che lascia totali margini di manovra sia alla Giunta regionale che alla Giunta comunale di Aosta, e far ricadere una proposta della minoranza, presentata in termini corretti, nel dimenticatoio per obbedire ad un gioco delle parti, secondo cui io propongo, tu respingi?
Da parte dell'opposizione, anche di quella socialista, in più occasioni si è dato il parere favorevole ad iniziative della Giunta, ma non perchè erano proposte della Giunta, ma perchè andavano nel senso di soddisfare interessi ed aspettative della comunità valdostana. Credo che questo sia il compito che si attribuisce in democrazia a coloro cui competono responsabilità di governo e sia altrettanto il compito che spetta a coloro che siedono all'opposizione.
Dissi, nel discorso di apertura di questa legislatura, che la nostra non sarebbe stata una opposizione crudele, nè disperata, e lo abbiamo dimostrato. la nostra è stata anche una opposizione di proposta, e questo disegno di legge non è altro che la riprova e la conferma di questa nostra impostazione.
In Commissione sono rimasto perplesso dei pareri espressi, ho visto che è cambiato il sistema del pronunciamento della Commissione in quanto adesso si adotta il sistema di dare parere favorevole, o parere contrario; quando i pareri erano più personalizzati, ho visto alcune difficoltà a dire di no o a dire un "ni" a questa proposta. Ho avuto la netta impressione che questa proposta di legge non fosse accettabile perchè proveniva da una determinata parte politica o perlomeno dai banchi dell'opposizione. I Consiglieri Ricco e Pollicini - leggo testualmente - "pur concordando in linea di principio sulla necessità di una struttura polivalente, propongono preliminarmente la costituzione di un gruppo di lavoro di nomina consiliare incaricato della localizzazione e del ruolo di tale struttura". Siamo un po' nella logica della Commissione, e dicevo stamattina che quando si vuole insabbiare un problema si trova la scappatoia della Commissione.
Il Consigliere Stévenin invece dà "parere contrario perchè pur concordando con l'esigenza di una struttura del genere ritiene superflua l'iniziativa", e questo parere dimostra estremo imbarazzo nell'esprimere la propria opinione. Infatti il Consigliere Stévenin dice di concordare con la esigenza di questa struttura, ma di ritenere superflua l'iniziativa; c'è un po' di contraddizione in termini, come direbbero i giuristi.
Ho notato anche l'imbarazzo di altri Consiglieri che in una Commissione hanno dato un parere, nell'altra Commissione ne hanno dato uno diverso.
Il Consigliere De Grandis ha dato parere in linea di massima favorevole, con riserva di presentare emendamenti nel corso del dibattito consiliare. Poi si è "emendato" perchè nella prima Commissione ha dato parere contrario.
Questo sta a testimoniare quel legittimo imbarazzo che ognuno di noi ha provato di fronte alla esigenza di doversi esprimere pubblicamente. Dire di no ad un teatro va nella direzione contraria per quelle considerazioni che ho fatto; dire di no ad una proposta di legge proveniente dalla minoranza, che propone una cosa abbastanza utile, è anche difficile.
A dimostrazione che questo del teatro era un elemento non avulso dal contesto cittadino e regionale, abbiamo cercato di sopportare la nostra proposta di legge con una iniziativa di raccolta di firme, e devo dire che in pochi giorni abbiamo raccolto 2200 firme, che deposito alla Presidenza. Abbiamo toccato con mano che cosa significa tutto sommato voler dotare di una struttura di questo tipo la nostra città di Aosta; i cittadini sono favorevoli a questo discorso, che fra l'altro è in linea con quanto l'Amministrazione regionale ha proposto in questi ultimi quattro anni, con un impegno finanziario per quanto riguarda il complesso degli Assessorati che credo assommi a varie centinaia di milioni. Questo è un dato di fatto positivo che vogliamo sottolineare ancora, però sarebbe sciocco che si perdesse questa opportunità se, dopo aver sollecitato la pubblica opinione ad essere attenta a fatti e ad avvenimenti culturali, non le si desse poi la possibilità di veder realizzati quegli stessi fatti e avvenimenti culturali in una sede idonea quale può essere un teatro ad uso polivalente.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.) - Les observations qui ont été faites sur l'exigence de l'auditorium, ont été l'objet, dans es diverses Commissions, de certaines prises de position, dont je voudrais expliquer les raisons.
Ce n'est pas un mystère que face aux différentes exigences de la Commune d'Aoste il y ait la nécessité de prévoir toute une série d'infrastructures, parmi lesquelles il y a aussi l'auditorium.
En même temps il y a eu une rencontre avec la Commune d'Aoste, au cours de laquelle on nous a reproché que trop souvent l'Administration régionale s'insère avec des initiatives concernant la Commune d'Aoste sans qu'il ait une modification du plan d'aménagement.
J'ai voulu souligner cet aspect pour dire qu'on partage cette initiative, mais on avait choisi d'avoir avec la Commune d'Aoste une autre attitude: étant donné qu'on a financé la Commune d'Aoste pour avoir un plan d'aménagement différent, et à propos de l'auditorium on a étudié le système de l'insérer dans une zone qui prévoit le déplacement d'une infrastructure d'un certain type, on a cru que c'était indispensable d'avoir au moins un pourparler avec la Commune, qui soit conséquent à une délibération de la Commune d'Aoste, et par la suite une intervention de l'Administration régionale sur certaines infrastructures.
Je ne veux pas entrer dans les détails de ce rapport, que plusieurs Conseillers connaissent, mais en ce qui nous concerne, l'attitude à tenir face à ce problème peut être la suivante: nous demandons que le projet soit retiré pour les raisons que je viens de dire; en cas contraire l'attitude de la part des forces de la majorité ne sera pas contraire pour le fait que le projet a été présenté de la part d'une force politique plutôt que d'une autre, mais on demanderais d'avoir préalablement au moins le temps de savoir quel est l'avis de la Commune d'Aoste vis-à-vis de toute une série de problèmes qui ont été présentés à la Commune même.
Je voudrais rappeler qu'il y a eu des initiatives dans ces derniers temps de la part de l'Administration régionale, et une initiative sur laquelle il y avait eu des difficultés, a été le réaménagement de la ex "casa dipendenti", qui devait devenir le siège de l'Instruction Publique. On avait décidé de ne pas intervenir pour l'instant, pour qu'il y ait la possibilité de discuter avec la Commune d'Aoste sur la destination de cette zone.
C'est pour ces raisons qu'on demande pour l'instant de retirer ce projet de loi, en considération d'un choix fait en collaboration avec la Commune d'avoir une étude préalable, comprenant, à côté de la construction de l'auditorium, le problème du parking, de la circulation etc.. Donc on n'est pas contraire à ce projet, mais ce serait quand même souhaitable qu'il y ait la possibilité de déplacer le moment de l'intervention financière.
Voilà les raisons pour lesquelles je demande à M. Torrione de retirer le projet de loi, autrement on devra tenir une attitude cohérente à celle qui a été déjà exprimée.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.) - Avevo precisato prima che non volevamo essere invadenti nè nei confronti della Giunta regionale, nè tantomeno nei confronti del Comune di Aosta.
Questa è una legge di tipo esclusivamente finanziario, perchè non dice assolutamente niente, se non un impegno finanziario.
Se il Presidente vuole una cosiddetta moratoria per consentire che questi contatti vadano avanti, non abbiamo niente in contrario. Ci rendiamo conto che una fase di tipo urbanistico nuovo si è aperta al Comune di Aosta e possiamo condividere che si approfondiscano alcuni aspetti. Non abbiamo niente in contrario a sospendere l'esame di questo disegno di legge, purchè non sia un rinvio sine die; fra un mese e mezzo chiederemo a che punto sono le trattative, ed eventualmente lo riporteremo in Consiglio. Questo vuole essere la dimostrazione del recepimento da parte nostra delle dichiarazioni che ha fatto il Presidente, di una attitudine che non è quella di volere ad ogni costo prevaricare, se mai prevaricazione potesse esserci su un argomento del genere, nè le competenze della Giunta comunale nè le competenze della Giunta regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.) - Mi corre l'obbligo di prendere a parola più che altro per fatto personale, perchè l'interpretazione data dal Consigliere Torrione non corrisponde a quella che è stata a verità, cioè a quanto si è discusso allo interno della Commissione.
Avevo parlato di "una struttura del genere" perchè anche la stessa parola teatro era in discussione; si pensava più ad un auditorium o ad una struttura che potesse in qualche modo essere anche polifunzionale.
Per quanto riguarda poi il ritenere "superflua l'iniziativa", il significato era chiaro, ed ho spiegato in quella occasione che da anni ormai si discuteva in Valle d'Aosta della esigenza di un auditorium, che trattative erano in corso - e credo che ci sia una documentazione abbastanza consistente alla Presidenza della Giunta su delle trattative fra RAI e Regione per la creazione di un auditorium là dove c'era il Cinema Luce - e che il problema era la sua collocazione.
Oggi il Consigliere Torrione sottopone al Consiglio una proposta che consiste in un disegno di legge di un finanziamento, senza precisare dove, come e quando. Tale proposta ritengo sia una iniziativa superflua, in quanto questo era lo spirito con cui da anni si lavorava per realizzare una struttura di questo genere, e soprattutto si discuteva per definire dove andarla a creare. Il problema del finanziamento, rispetto poi alla scelta, è ininfluente.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.) - Per fatto personale. Ho letto un parere, a cui ognuno può dare l'interpretazione che più ritiene opportuna.
STEVENIN (U.V.) - (fuori microfono) ... il Consigliere Torrione era presente in Commissione, e fa il furbo....
TORRIONE (P.S.I.) - Allora faccio tanto il furbo, e il Consigliere Stévenin quello che ha detto in questa aula se lo va poi a rileggere, perchè avevo ragione io. È lui che vuole fare il furbo, perchè ha esattamente l'abito mentale di chi dice: "questo lo propone il Consigliere Torrione che vuole fare della demagogia, e siccome noi siamo più furbi e sono trent'anni che lo abbiamo proposto, è inutile che lo venga a riproporre lui". Questo è il senso delle parole del Consigliere Stévenin, e questo sta a dimostrare che quel discorso che faceva il Presidente della Giunta sul confronto fra maggioranza e opposizione, in alcuni Consiglieri non è ancora penetrato.
Quanto alla RAI, dichiaro qui che essa non ha più alcuna intenzione di costruire un auditorium ad Aosta, perchè la testata di RAI 3 è una testata di tipo nazionale, e al massimo qui costruirà una sede.
Allora, quando si viene in Consiglio, prima si esprimono i pareri in italiano o in francese corretto per non far sorgere equivoci, poi, quando si vuole replicare, non ci si dà la zappa sui piedi, come ha fatto oggi il Consigliere Stévenin.
Concludo pregando il Consigliere Stévenin di andarsi a rileggere il parere che ha dato in Commissione e l'intervento che ha fatto oggi in aula, dopo di che vediamo se voglio fare il furbo io o se è poco furbo lui.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, per fatto personale, ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.) - Voglio ancora una volta ribadire che in occasione della riunione della Commissione, ho espresso esattamente lo stesso pensiero espresso in questa aula, cioè che chi fa il furbo ancora una volta è il Consigliere Torrione, che si basa su una resocontazione che non riporta tutto quanto ho detto in occasione della riunione. Comunque lui, essendo stato presente, se non volesse fare il furbo come vuole fare, saprebbe benissimo che ho espresso un giudizio preciso, dicendo che ero favorevole alla iniziativa, che su questa iniziativa da anni si stava operando e che c'erano dei contatti a livello comunale. Ma ho detto anche di più: sapendo che questa cosa stava andando avanti perchè il suo partito è presente in maggioranza al Comune di Aosta, se n'è servito per fare un exploit elettorale, chiaramente.
PRESENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione per fatto personale, ne ha facoltà.
TORRIONE (U.V.) - Intanto devo precisare una cosa: il Consigliere Stévenin in mia presenza ha dettato il suo parere. Altrimenti si rischia di andare ad accusare dei funzionari che non hanno nessuna responsabilità, ma che anzi erano molto attenti sotto questo aspetto, perchè erano già successi inconvenienti con coloro che avevano espresso dei pareri, quindi hanno richiesto la dettatura.
Ho solo messo in luce alcune incongruenze della posizione del Consigliere Stévenin che egli ha confermato ulteriormente con la sua ultima replica. E se questa è la mentalità in questa aula, vuol dire che il confronto vola molto basso.
PRESIDENTE: I Consiglieri proponenti hanno accettato che si rinvii la trattazione della proposta di legge all'ultimo Consiglio di dicembre.
