Oggetto del Consiglio n. 3098 del 7 ottobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3098/VIII - INTERVENTI PER FAVORIRE I CITTADINI COLPITI DA HANDICAPS MOTORI NELL'USO DI MEZZI DI TRASPORTO. - (Interpellanza e reiezione di mozione)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Breuvé Lilliana:
INTERPELLANZA
A CONOSCENZA che la Sezione regionale dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (A.I.S.M.), Ente che da anni, sotto la Presidenza di Rita Levi Montalcini, si batte a favore dei malati di sclerosi a placche, ha inoltrato al Comune di Aosta la richiesta dell'istituzione di un servizio taxi per i soci colpiti da handicap motori gravi ed irreversibili, in virtù del quale, pagando il costo di una corsa su mezzi pubblici urbani, i malati stessi possono veder risolti, parzialmente, il loro isolamento e la loro emarginazione e veder facilitata la loro vita di lavoro, di studio, di relazione;
RILEVATO che la stessa Sezione A.I.S.M. precisa, che il servizio dovrebbe estendersi a tutti gli handicappati motori indipendentemente dalla patologia che ha determinato l'handicap;
CONSIDERATO che si sta costituendo in Aosta una Cooperativa di taxisti, anche nell'intento di collaborare alla soluzione di problemi sociali come quello enunciato;
RICORDATO che parecchie Amministrazioni comunali di grandi centri, tra cui Torino, già nel 1979 hanno istituito servizi analoghi;
INTERPELLA
l'Assessore regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale al fine di conoscere quali iniziative intende assumere, date le peculiari caratteristiche della nostra Regione, per estendere una forma di servizio corrispondente a quella richiesta per il capoluogo, a tutto il territorio regionale.
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Sandri:
MOZIONE
RITENUTO indispensabile fornire a tutti i cittadini affetti da sclerosi multipla la possibilità di una reale vita di relazione, nonché di poter accedere ai servizi sanitari senza difficoltà;
CONSIDERATO che, come dimostrano esperienze in altre regioni, la forma migliore di aiuto è quella di integrare i costi dei servizi di autonoleggio con autista (taxi) rispetto alle normali di autolinee;
il Consiglio regionale della Valle
d'Aosta
DELIBERA
di impegnare l'Assessore regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale a predisporre nel più breve tempo possibile un provvedimento di legge che recepisca gli orientamenti espressi in premessa.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario, Breuvé Lilliana; ne ha facoltà.
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): L'interpellanza vuole sottoporre all'attenzione dell'Assessore alla Sanità il problema, sollevato dagli handicappati che aderiscono all'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (A.I.S.M.) che riguarda la possibilità di un servizio di trasporto, che consenta loro di vivere meglio, spostandosi in modo idoneo ed autonomo, utilizzando una specie di servizio pubblico, così come suggerito dagli stessi tassisti, che hanno proposto di mettere delle vetture a disposizione degli iscritti all'A.I.S.M. che non dispongono di autonomia di movimento.
Un servizio analogo è già stato istituito in alcune grandi città, come ad esempio a Torino, dove è stato istituito fin dal 1979. Poiché è stato chiesto anche al Comune di Aosta di attuare un servizio simile, chiedo all'Assessore se sia possibile estendere, in breve tempo, questo servizio a tutto il territorio regionale, per togliere gli handicappati dall'emarginazione conseguente alla loro penosa situazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei precisare un piccolo aspetto della mozione.
Noi sappiamo che l'Assessorato già riserva particolari attenzioni verso i portatori di altri tipi di handicap; nel nostro caso, si tratta solo di trovare un meccanismo che consenta a queste persone, che sono oltre 60 e cioè in numero relativamente grande per una piccola regione come la nostra, di potersi muovere con tranquillità nello svolgimento delle loro normali attività di lavoro. La malattia di cui soffrono, specie in alcuni periodi più o meno lunghi, determina grandi difficoltà di movimento. Ne consegue che l'istituzione di questo servizio diventa più impellente, per questo, più che per altri casi, proprio perché non si tratta di persone inabili, ma di persone che esercitano quotidianamente una loro attività e che, quindi, devono vedersi riconosciuto il loro diritto a potersi muovere liberamente ogni giorno.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Io credo che la mozione e l'interpellanza abbiano il merito di orientare l'attenzione del Consiglio verso una parte della popolazione, afflitta da problemi molto gravi. Ritengo anche che la normativa regionale possa effettivamente contribuire a risolvere, in qualche modo ed almeno in parte, i problemi di queste persone, che incontrano difficoltà nei movimenti e che, proprio per questo, affrontano delle spese non certo indifferenti.
Poiché la legge regionale n. 85, sulle barriere architettoniche, consente alla Giunta regionale di erogare finanziamenti per i servizi pubblici da mettere a disposizione delle persone handicappate, vorrei sapere se, anche in questo caso, sia possibile ricorrere a tale normativa. Questa è la prima domanda.
In secondo luogo, poiché esiste un preciso regolamento d'attuazione della legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche, che assegna alle famiglie che hanno un handicappato in casa un contributo fino all'80 per cento delle spese, nel caso di ristrutturazioni interne all'alloggio o di acquisto di attrezzature che facilitino il movimento delle persone handicappate, vorrei avere dall'Assessore la conferma che questa normativa possa essere estesa o considerata estensibile anche a questi casi.
Noi, quindi, siamo favorevoli sia alla mozione, sia all'interpellanza, perché, essendoci già delle norme che ce lo consentono, riteniamo che si debba e si possa procedere.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Al Consigliere Mafrica dico che non è possibile utilizzare i fondi previsti dalla legge regionale n. 85 per i trasporti di coloro che ne hanno necessità, siano essi i colpiti dalla sclerosi multipla, gli invalidi al 100 per cento o i ciechi; i fondi di cui si parla, infatti, devono essere utilizzati o per l'adattamento dell'abitazione o per l'acquisto o l'adattamento di mezzi di trasporto. Nei possibili utilizzi della legge rientrano anche: l'acquisto di carrozzelle montascale, la costruzione e l'introduzione di ascensori... Il trasporto in taxi, tuttavia, non può rientrare nella legge, perché non si tratta di un mezzo di proprietà del privato o dell'ente pubblico.
Per rispondere all'interpellanza ed alla mozione, preciso che non servono nuove leggi, in quanto esiste già la legge 28 dicembre 1981, n. 85, che, all'articolo 6, recita:
"La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi... ed a stipulare convenzioni, con autisti di piazza e autonoleggiatori, per trasporto di persone non deambulanti".
Questa legge è già stata utilizzata, ad esempio, per il trasporto di coloro che, periodicamente, devono essere sottoposti a dialisi, per il trasporto degli handicappati psichici, delle persone che devono essere curate presso il "day hospital" o che necessitano di visite specialistiche.
In ogni caso, il problema di estendere il servizio-taxi era già stato affrontato dalla Giunta regionale, prima ch'io divenissi Assessore; tuttavia, non era stata trovata una soluzione idonea, in quanto i comuni che avrebbero potuto beneficiare della convenzione sarebbero stati inferiori al 50 per cento. I Consiglieri ben sanno, infatti, che gran parte dei comuni non ha neppure un servizio di autonoleggio, per cui si sarebbero dovute affrontare grandi difficoltà, specie se consideriamo che in Valle d'Aosta ci sono circa 1800 persone che beneficiano dell'assegno di accompagnamento e che, quindi, potrebbero chiedere di beneficiare anche di questo servizio. A costoro sono da aggiungere i ciechi ed i circa 400 grandi invalidi del lavoro.
Non è stato possibile, inoltre, realizzare questo servizio, perché non si era riusciti a determinare con precisione in quali casi ed a quali persone lo si sarebbe potuto estendere.
Fin dall'inizio del 1987, questo problema è stato affrontato in modo diverso e cioè, ai comuni nei quali esistevano dei casi particolari e che avevano avanzato formale richiesta, è stata data la possibilità di inserire tra le spese di gestione dell'assistenza comunale anche quelle per il trasporto delle persone che ne avevano necessità.
Ciò è stato fatto, in primo luogo perché il comune conosce più facilmente le effettive necessità del cittadino e, a parte il discorso relativo al reddito familiare, può sapere se il nucleo familiare sia o meno in condizioni di assistere e accompagnare la persona handicappata, e, in secondo luogo, perché, introducendo questo nuovo servizio tra le forme di assistenza a carico dell'Amministrazione regionale, forse si sarebbe trovata anche una soluzione per gli autonoleggiatori. Speravamo, infatti, che, specie nei comuni privi di servizio di autonoleggio, qualcuno avrebbe finito per chiedere tale licenza, così come, appunto, è accaduto al momento dell'istituzione del servizio per le persone che, periodicamente, si devono sottoporre a dialisi.
Finora, pertanto, le difficoltà di applicazione non sono derivate da cattiva volontà dell'Amministrazione regionale, ma dalle effettive difficoltà di trovare degli autonoleggiatori su tutto il territorio regionale. Un provvedimento, del quale avrebbero potuto beneficiare solo i pazienti di Aosta, Verrès, Châtillon o Courmayeur e zone limitrofe, sarebbe stato piuttosto limitativo. Noi ci auguriamo di poter estendere il servizio, analogo a quello che già esiste per i pazienti che si devono sottoporre a dialisi, per gli handicappati gravi o per i malati psichici, che, giornalmente, devono recarsi presso il reparto di psichiatria, anche ad altre categorie di invalidi, consentendo al comune di autorizzare il trasporto delle persone bisognose di cure sanitarie, utilizzando i fondi regionali.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario, Breuvé Lilliana; ne ha facoltà.
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Mi fa piacere sapere che il problema sia già stato esaminato in sede di Giunta. Non intendevo, tuttavia, riferirmi solo alle persone che si devono spostare per motivi di salute, ma anche a quelle persone che intendono spostarsi per semplici motivi personali, non fosse altro che per non sentirsi isolate e quasi recluse in casa per tutto il giorno. Credo che queste persone, dopo essere state registrate, possano essere munite di una specie di tesserino che le autorizzi a beneficiare di alcuni interventi dei comuni, che potrebbero consentire a questi infelici, per esempio, di scendere ad Aosta. Del resto, non si può aspettare che una persona si ammali, per intervenire con un mezzo di trasporto; io penso che si debba intervenire anche per darle solo un'ora di felicità: è un dovere che, a mio parere, rientra nelle azioni di medicina preventiva. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Mi consenta l'Assessore di svolgere un'osservazione positiva, preceduta, però, da altre di natura più critica.
Innanzitutto, mi sembra positivo che l'Assessore, tutto sommato, interpreti correttamente lo spirito dell'interpellanza e della mozione: ciò lo desumo dalle sue stesse parole. Non mi sembra, tuttavia, che la soluzione proposta sia sufficiente, anche perché i comuni della Valle che hanno a disposizione un servizio di autonoleggio con autista, pur coprendo più del 90 per cento delle esigenze degli iscritti all'A.I.S.M., non coprono ancora il 100 per cento di coloro che ne hanno bisogno.
In secondo luogo, io penso che sia poco funzionale delegare ai comuni questo servizio, anche se suffragato da finanziamenti regionali, perché è doveroso e spetta comunque, al di là della famiglia che lo richiede, al di là del reddito posseduto e al di là del problema contingente del grado di difficoltà motoria, perché il potersi muovere liberamente, specie e soprattutto in presenza di impedimenti di salute, è un sacrosanto diritto del cittadino. Io penso, per esempio, che le persone che, per dichiarazione del Centro di neurologia dell'Ospedale o perché riconosciute affette da questa malattia, abbiano comunque diritto ad un tesserino che consenta loro di accedere al servizio-taxi ad un prezzo pari a quello delle corse urbane dei servizi pubblici.
È una misura già sperimentata in altre realtà, con ottimi risultati, e consente al cittadino di beneficiare di una libertà personale anche nei confronti della sua famiglia. Una persona, infatti, non deve essere di eccessivo peso ai propri familiari per delle difficoltà che, come in questi casi, non si ripetono solo una volta alla settimana, magari per sottoporsi a cure fisioterapiche o ad altre terapie, oppure per ottemperare ad eventuali incombenze di carattere saltuario, ma che si ripetono quotidianamente e, magari, più volte nello stesso giorno, perché si tratta di persone che lavorano e che necessitano anche quattro volte al giorno di questo tipo di servizio.
I familiari di questi pazienti devono già intervenire piuttosto di frequente per superare le barriere architettoniche che, purtroppo, sono ancora così diffuse nelle nostre abitazioni.
Tuttavia, per cercare una soluzione che possa trovarci concordi sulla mozione, io proporrei di togliere le parole "di legge" dalla parte deliberativa della mozione, che verrebbe così letta:
"...di impegnare l'Assessore regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale a predisporre nel più breve tempo possibile un provvedimento che recepisca gli orientamenti espressi in premessa".
Mentre mi rendo conto che esiste già una legislazione che, in questo senso, potrebbe essere utilizzata per risolvere le questioni da me sollevate, rimarrebbe valido, con la mozione emendata, l'impegno dell'Assessore a ricercare la formula migliore per consentire a tutti gli handicappati gravi di poter utilizzare, con relativa frequenza, questo tipo di servizio.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Mi pare che le difficoltà sollevate dall'Assessore ricordino analoghe difficoltà, frapposte per anni ad un'iniziativa dello stesso genere, quando era Assessore l'attuale Consigliere Pollicini. Il nostro Gruppo aveva proposto una legge per pagare il trasporto sui mezzi pubblici regionali alle persone colpite da un'invalidità superiore all'80%.
Ci fu obiettato: "In Valle d'Aosta ci sono migliaia di persone in queste condizioni. Se tutte beneficiano del servizio, il suo costo raggiungerà cifre veramente ragguardevoli". Dopo alcuni anni, si è accertato che, invece di 7.000 o 8.000, erano solo 300 o 400 le persone handicappate che usufruivano concretamente di quei biglietti per spostarsi nella città di Aosta o nella Valle.
Credo che anche in questo caso sarebbe meglio sperimentare un provvedimento ampio, piuttosto che continuare ad utilizzare dei meccanismi che, di per sé, sono in parte discrezionali ed in parte discriminatori. In alcuni casi particolari, infatti, la Giunta ha già deliberato che un servizio-taxi sia messo a disposizione di bambini handicappati o di handicappati gravi.
L'Assessore dice (e noi riconosciamo che sia già qualcosa): "I comuni che accertano l'esistenza di alcuni casi particolari, possono inserirli nell'assistenza comunale e ottenere il rimborso da parte della Regione". Nella valutazione di questi casi, però, in assenza di norme oggettive, possono essere usati criteri diversi ed entra in gioco il criterio della discrezionalità. Esiste, inoltre, una forma di discriminazione, perché ci sono anche dei comuni che, anche volendo, non riescono a trovare l'autonoleggiatore disposto ad effettuare questo servizio.
Noi, invece, crediamo che sia possibile studiare un provvedimento che individui dei meccanismi che consentano alla Regione di predisporre una normativa valida per tutti, per un certo periodo di carattere sperimentale. Probabilmente, così si risolverebbe una gran parte di quei casi che oggi si presentano come problematici ed i costi non sarebbero quelli temuti oggi, quando, con la preoccupazione di dover affrontare una spesa incontrollata, non si risolvono neanche certi casi realmente molto gravi.
Per quanto ne so io, questi malati incontrano delle effettive difficoltà di movimento; ciò, però, non significa che tutti gli invalidi al 100 per cento debbano usufruire delle stesse condizioni. Per loro fortuna, infatti, esistono degli invalidi che, nonostante il riconoscimento di un'alta percentuale di invalidità, riescono a muoversi più facilmente delle persone che hanno questo tipo di malattia.
Credo, quindi, che, in sede di Commissione o di Giunta, bisognerebbe approfondire questa materia, con l'aiuto di studi tecnici, prima di dichiarare che il problema è irrisolvibile o risolvibile solo in un certo modo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): La Giunta non ritiene di dover accettare questa mozione, in quanto si stanno già effettuando delle sperimentazioni sul territorio, a completo carico della Regione, sul trasporto delle persone handicappate che ne abbiano necessità, e, pertanto, non reputa conveniente emanare un'apposita legge esclusivamente per coloro che sono colpiti dalla sclerosi multipla.
Al trasporto per esigenze sanitarie, sociali e, in certi casi, anche economiche, provvedono già ora le assistenti sanitarie. Ad esempio, quando una persona anziana non ha la possibilità di recarsi con un mezzo proprio, con un mezzo pubblico o con l'aiuto di qualche familiare o vicino, a ritirare la pensione, viene accompagnata dalle assistenti domiciliari.
È intenzione della Giunta, invece, estendere questo servizio a tutti i comuni, in modo che, del servizio taxi o di quello di autonoleggio, possano usufruire tutte le persone bisognose.
Non si può provvedere solo a coloro che sono affetti dalla sclerosi multipla e trascurare le persone cieche o gli handicappati gravi: noi preferiamo estendere il servizio di assistenza ai vari comuni, per andare incontro alle esigenze di tutti coloro che ne hanno necessità.
(...Interruzione del Consigliere SANDRI...)
VOYAT (U.V.): Io mi riferivo ai servizi che già esistono, come ad esempio a quelli in favore dei dializzati, di coloro che necessitano di cure presso il "day hospital" di psichiatria, di quei casi sociali nei quali i comuni già oggi intervengono, con le assistenti sociali, per facilitare il ritiro della pensione e l'effettuazione di visite mediche o di analisi.
Dicevo anche che, a nostro avviso, non è il caso di predisporre un provvedimento limitato agli affetti da sclerosi multipla, perché è difficile stabilire il tipo di servizio e il momento in cui lo si deve svolgere. Nel caso, invece, di pazienti che devono sottoporsi a dialisi, è più facile organizzare e programmare un servizio di trasporto, perché si sa dove e quando intervenire; mentre non è altrettanto facile organizzare un analogo servizio per coloro che, ad esempio, devono recarsi in banca, per coloro che devono sottoporsi a degli esami o a delle prestazioni sanitarie saltuarie, oppure, come dice il Consigliere Breuvé, per coloro che intendono andare a spasso per un'ora al giorno, e, quand'anche si riuscisse ad organizzare tale servizio, si riuscirebbe a farlo funzionare in modo corretto solo con estrema difficoltà.
Il Comune di Saint-Pierre ed altri comuni, che ora non ricordo, sono stati autorizzati a stipulare, con il beneplacito del servizio di assistenza comunale, delle convenzioni con alcuni autonoleggiatori disposti ad effettuare un simile servizio. È ovvio, però, che il paziente che vive in un nucleo familiare con due o tre macchine non possa beneficiare della continua assistenza di un tassista, mentre si ritiene giusto che, in altre situazioni familiari ed economiche, si abbia a disposizione questo servizio di assistenza.
La Giunta regionale, pertanto, ritenendo di dover continuare ad operare nel modo già sperimentato in alcuni comuni nel 1987, non accetta la mozione. Mi scuso con il Consigliere Sandri, che ha riferito di sperimentazioni con ottimi risultati in altre realtà. Se dovessimo pensare solo al Comune di Aosta, risolveremmo la questione in modo molto più agevole; ma, pur ospitando quasi il 40 per cento della popolazione regionale, il Comune di Aosta non rappresenta la totalità degli abitanti della Valle. Un provvedimento di questo genere, a parere dell'Amministrazione regionale, non deve riferirsi ad un solo comune, ma a tutti i comuni della Valle ed a tutti coloro che necessitano di questo tipo di assistenza.
Credo che si possa sperimentare il tesserino, proposto dal Consigliere Mafrica, per l'uso di tutti i mezzi pubblici; osservo, però, che il trasporto pubblico consentirebbe di affrontare una spesa piuttosto limitata, proprio per la presenza di limiti di orario e di percorso, mentre la spesa di un servizio-taxi avrebbe dei costi molto più elevati, difficilmente quantificabili, specie se si tiene conto che le convenzioni finora stipulate per il servizio in favore dei dializzati prevedono un costo di lire 650 al chilometro, più l'I.V.A.
Credo che, d'accordo con l'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, si potrebbe prendere in considerazione il problema del trasporto pubblico, provvedendo, innanzitutto, a censire tutti gli affetti da un certo tipo di malattia o da una certa invalidità, per vedere se sia possibile o meno munirli di un tesserino personale. Preciso, però, che, in questo caso, per trasporto pubblico non si intende il trasporto per mezzo del taxi.
Credo che il problema possa essere risolto solo identificando le necessità ed i tipi di trasporto da fare. Noi, per il momento, non siamo assolutamente d'accordo con l'estensione a tutte le richieste ed esigenze possibili del servizio-taxi al prezzo del biglietto di un mezzo pubblico. Ripeto che questo esperimento è già stato fatto, non solo per i malati affetti da sclerosi multipla, e che servizi analoghi verranno organizzati dai comuni, tramite convenzioni con autonoleggiatori oppure tramite accompagnamento, da parte delle assistenti domiciliari, per tutti i cittadini affetti da malattie che necessitino di un mezzo di trasporto.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Sono abbastanza deluso dall'atteggiamento della maggioranza, rappresentata così brillantemente, in questo consesso ed in questa occassione, dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, verso la mia mozione, perché lo ritengo ottuso. Non voglio certamente essere offensivo, ma uso l'aggettivo "ottuso" nel senso che, a mio parere, non si intende cambiare la rotta dell'abituale politica dell'assistenza sociale in Valle d'Aosta, così ben delineata dall'Assessore e che praticamente, può essere identificata nel non fare niente.
Non si tratta, certamente, di una osservazione gratuita: io ho presentato questa mozione perché l'argomento affrontava uno dei tantissimi problemi, legati alla qualità dell'assistenza sanitaria e sociale, presentatisi negli ultimi tempi. Possiamo tranquillamente sostenere che le mozioni del Consiglio regionale, votate all'unanimità, non sortiscono l'effetto sperato, perché la Giunta non rispetta alcun impegno assunto in precedenza, come ci viene puntualmente confermato dalle risposte alle interpellanze che noi presentiamo, a mesi di distanza, per conoscere i risultati di vecchie mozioni.
Visti i precedenti, quand'anche la mia mozione venisse approvata, non mi fiderei di certo delle parole dell'Assessore, perché farebbero la stessa fine di quelle sul centro di senologia. Per quanto concerne i prelievi di sangue, sui quali spesso abbiamo discusso in Consiglio, notiamo con rammarico che la gente continua ad attendere per giorni e giorni. Veniamo ora al campo della fisioterapia, dove, secondo me, l'indecente testardaggine con la quale non si vuole prendere a cuore il problema della qualificazione professionale del personale paramedico, ha fatto sì che, per esempio, i problemi del settore siano rimasti assolutamente irrisolti. Ci sono delle persone che abbisognano di un intervento fisioterapico continuo e costante, che non sanno proprio che cosa fare, oltre che recarsi presso professionisti o ambulatori privati.
Una lunga serie di carenze organizzative è imputabile proprio all'atteggiamento "bizantino", del quale ho detto prima. Quando si presenta l'esigenza di dare il taxi a determinate persone, attraverso un servizio già effettuato in altre regioni, dove funziona bene e dove è dimostrato che non costa alla società e che, nel contempo, è dignitoso anche per le persone che ne beneficiano, si incominciamo a sentire i "bizantinismi" del tipo: "Ma,.. forse,... bisognerebbe andare a vedere chi c'è e chi non c'è,... i ciechi...". E così si sposta il discorso su altre categorie, per non affrontare realmente il problema.
Mi rivolgo all'Assessore alla Sanità, perché credo che poi riferirà a tutta la Giunta regionale. In questa Valle, purtroppo, si investe molto nell'attività produttiva, nel turismo ed in tutta una serie di settori economici, ma non si fa niente, proprio niente, per risolvere alcuni diritti fondamentali del cittadino; non si fa niente per risolvere il problema delle persone affette da sclerosi multipla e che pure hanno urgente bisogno. Di esempi ne potremmo fare, addirittura, "a iosa".
Come Consiglieri di opposizione, ad esempio, ieri siamo andati a Courmayeur, dove abbiamo potuto constatare che non esiste un asilo-nido, non esiste un servizio di trasporti per i bambini che ne hanno bisogno. Sarebbe proprio interessante vedere l'atteggiamento del Comune di Courmayeur se, nel suo territorio, ci fossero delle persone colpite dalla sclerosi a placche. L'assegnazione di un contributo o la possibilità di avere a disposizione un certo servizio è proprio in funzione della disponibilità di questo o di quell'altro sindaco.
Questo è il vostro modo di gestire l'assistenza sociale in Valle d'Aosta, controllando tutto, persona per persona, attraverso i comuni e attraverso le disposizioni dell'assistenza domiciliare o altro. Questo discorso si regge solo sulla possibilità di commettere degli abusi e di fare delle preferenze e di lasciare in mano a delle persone, che, ovviamente, non sono qualificate, perché un sindaco non può essere onnisciente, la possibilità di dare ad uno e di negare ad un altro. Non è un modo d'agire corretto; pertanto, se l'Assessore voleva essere più chiaro, poteva dire semplicemente, senza perdersi troppo in chiacchiere, che a lui, di questo problema, "non gliene frega assolutamente niente", che alla maggioranza regionale, "non gliene frega assolutamente niente" delle 60 persone che hanno problemi di mobilità. Questo è vero e lo ha anche detto quando ha aggiunto: "Bisogna vedere se possono andare, quanti sono.... Per 60 persone, non ci interessa, perché siamo interessati a risolvere problemi molto più gravi...".
I problemi diventano sempre più grandi e gravi, ma non vengono mai risolti. Esistono, infatti, situazioni estremamente gravi, sotto l'aspetto dell'assistenza sociale e sanitaria, come, ad esempio, la gestione dell'U.S.L., l'ufficio di direzione e tutta una serie di problemi che non vengono risolti, sempre per il solito atteggiamento "bizantino": "Bisogna curare questa persona che è amica nostra, per cui bisogna tenerla in quel posto lì...". Si fanno continuamente delle delibere...
(...Interruzione del Presidente ROLLANDIN...)
SANDRI (N.S.): Ci si serve di tutta una serie di procedure e atteggiamenti "bizantini" per non risolvere i problemi più pratici.
Ringrazio i Consiglieri che hanno apprezzato la mia mozione e ringrazio il Partito Comunista per il suo atteggiamento, anche se non condivide il problema del provvedimento di legge, pur essendomi reso disponibile a togliere la dizione "di legge" dalla parte deliberativa della mia mozione.
Credo, invece, che voi, votando contro la mozione, vogliate solo dimostrare che farete comunque qualche cosa per queste persone e per tutte le altre che ne avessero necessità. Vorrò proprio vedere, di qui a qualche mese, se rispetterete tutti gli impegni che assumete oggi qui in Consiglio. Preferirei, al limite, che anche allora, come oggi, mi diceste di non approvare neppure le mie eventuali mozioni, tanto non avreste né la capacità e neppure la voglia di rispettare le promesse che, nel caso, voleste fare.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 23
Votanti: 8
Favorevoli: 8
Astenuti: 15 (Beneforti, Bondaz, Chabod, De Grandis, Faval, Lanivi, Maquignaz, Martin, Pedrini, Perrin, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: L'oggetto n. 45 è stato rinviato e, pertanto, si procede con la trattazione dell'oggetto n. 46 all'ordine del giorno.
