Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3064 del 24 settembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3064/VIII - INIZIATIVE PER LA RICERCA DI SOLUZIONI AI PROBLEMI ESISTENTI ALL'INTERNO DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO. - APPROVAZIONE E REIEZIONE DI ORDINI DEL GIORNO.

PRESIDENTE: Si procede alla discussione congiunta dei quattro ordini del giorno, in quanto trattano lo stesso argomento, presentati dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé, dal Consigliere Aloisi, dal Consigliere Baldassarre e dal Consigliere Chabod.

Do lettura dell'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé:

VISTO il documento del cosiddetto "Movimento di Villeneuve" dal titolo "Pour le Parc, contre le colonialisme" con il quale si indice una Giornata Nazionale di solidarietà con gli abitanti dei Comuni del Parco;

ACCERTATO che nel documento in questione si afferma tra l'altro testualmente "Le comportement colonialiste tenu per l'Etat au cours de ces dernières années, sur la "question du Parc National du Grand Paradis" constitue sans nul doute l'attentat le plus grave contre l'intégrité territoriale et politique de la Vallée d'Aoste";

CONSIDERATO che il Presidente della Giunta regionale, interpretando correttamente l'orientamento del Consiglio regionale, ha da tempo avviato una trattativa con il Governo italiano al fine di risolvere l'annosa vertenza del Parco del Gran Paradiso tenendo conto in primo luogo le legittime aspettative e le elementari esigenze delle popolazioni interessate ed in particolar modo di quella di Valsavarenche che ormai da due anni opera una civile protesta rifiutando di rinnovare il proprio Consiglio comunale in attesa di una soluzione che tenga soprattutto conto dell'autonomia del Comune stesso specie in materia urbanistica e di gestione del proprio territorio;

RILEVATO che l'azione del Presidente del la Giunta va sostenuta e confortata attraverso un'opera solidale di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale che non possono ovviamente non solidarizzare con le giuste rivendicazioni della collettività di Valsavarenche;

OSSERVATO che il linguaggio usato nel citato documento non solo può precludere l'esito positivo di tale auspicabile accordo ma è addirittura offensivo nei confronti dello Stato che non ha mai posto in essere, specie in questi ultimi anni, un comportamento di tipo colonialista con gravi attentati tra l'altro all'integrità territoriale e politica della nostra Regione;

OSSERVATO infine che appare del tutto inopportuno che una sorta di raduno inneggiante ad un presunto "nazionalismo valdostano" potrebbe fornire una chiave di lettura volta ad avvalorare la tesi di coloro che sostengono che la Regione Valle d'Aosta è contro il Parco del Gran Paradiso tanto più se le richieste che giustificano l'effettuazione di una simile manifestazione si concretizzano di fatto nella proposta di scorporo del territorio del Parco e nella regionalizzazione della porzione valdostana del territorio stesso.

dall'atteggiamento del cosiddetto Movimento di Villeneuve che ha assunto una impostazione estremamente discutibile sul tema del Parco Nazionale del Gran Paradiso, impostazione che non serve a conseguire nè una corretta soluzione di tale annosa questione nè una ripresa del la trattativa con il Governo italiano nei confronti del quale è peraltro necessario avere un atteggiamento fermo e deciso ma aperto e disponibile onde non pregiudicare la possibilità di un accordo che consenta il sollecito soddisfacimento delle elementari necessità di vita in generale della gente che vive nel Parco e in special modo della popolazione di Valsavarenche.

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Aloisi:

Ordine del giorno

Visto il contenuto del comunicato emesso da "Le Mouvement de Villeneuve" che annuncia la promozione per domenica 4 ottobre 1987 a Valsavarenche di una giornata nazionale di solidarietà con gli abitanti delle Comunità del Parco Nazionale del Gran Paradiso;

Considerato che nel comunicato in questione, al primo capoverso, sono contenute le seguenti affermazioni: "Le comportement colonialiste tenu per l'Etat au cours de ces dernières années, sur la question du Parc National du Grand Paradis, constitue sans nul doute l'attentat le plus grave contre l'intégrité territoriale et politique de la Vallée d'Aoste";

Ritenuto estremamente equivoche ed oltraggiose queste affermazioni, che costituiscono un inusitato attacco all'integrità dello Stato italiano nel quale è inserito il Parco Nazionale del Gran Paradiso;

Pur ritenendo giusta la battaglia condotta dalla popolazione di Valsavarenche per una definitiva sistemazione della vertenza Parco nell'ambito delle vigenti leggi;

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

Condanna

il ricorso a questi atteggiamenti che nuocciono alla causa delle popolazioni che operano e vivono nel comprensorio del Parco.

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Baldassarre:

Ordine del giorno

Visto il documento del "Movimento di Villeneuve" in cui si sottolinea tra l'altro che "Il comportamento colonialista tenuto dallo Stato nel corso di questi ultimi anni sulla questione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, costituisce senza dubbio un grave attentato contro l'integrità territoriale e politica della Valle d'Aosta";

Considerate gravi tali affermazioni che certo non favoriscono la risoluzione del problema del Parco Nazionale del Gran Paradiso e offesa allo Stato democratico italiano;

IL CONSIGLIO REGIONALE

Condanna

il comportamento del Movimento di Villeneuve che fa uso di un linguaggio scorretto nella forma e nella sostanza.

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chabod:

Ordine del giorno

IL CONSIGLIO REGIONALE

Di fronte ai disagi ed ai contrasti derivanti dalla mancata soluzione dei problemi all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso; sfociati nella civile protesta dei cittadini di Valsavarenche che si rifiutano di partecipare alle elezioni amministrative;

Ribadisce

la necessità di un accordo urgente tra la Regione e lo Stato che salvaguardi le competenze statutarie della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e l'autonomia dei Comuni;

Impegna

il Presidente della Giunta regionale a promuovere un incontro urgente con il Governo al fine di concludere positivamente la trattativa avviata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione per l'illustrazione dell'ordine del giorno presentato dal Gruppo socialista, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Il problema del Parco è un problema che grava sulla vita politica valdostana da ormai troppo tempo, ed è inutile rifarne qui la storia; dico solo che di questo problema si discute in varie sedi, l'ultima discussione è avvenuta all'interno del cosiddetto "Movimento di Villeneuve", che peraltro ha organizzato una manifestazione di solidarietà con la popolazione di Valsavarenche, dandole una connotazione di festa. È una manifestazione che, in una telefonata ad un rappresentante di questo Movimento, avevamo deciso di sostenere e alla quale avremmo potuto anche aderire.

Trovo che far sì che l'opinione pubblica fosse colpita da questo atteggiamento, che non era provocatorio nei confronti di nessuno, ma che aveva lo scopo di mettere in luce i disagi, le frustrazioni di una popolazione che da troppo tempo attende una soluzione ai suoi gravi problemi, era un dato di fatto positivo. Purtroppo, ha fatto seguito un documento che non può non lasciare perplessi, anche perchè il suo contenuto testimonia non solo di una impostazione che si vuole dare alla soluzione della vertenza Parco, ma di una certa presa di posizione che non ci sentiamo di condividere.

Abbiamo sempre appoggiato e continueremo ad appoggiare, perché questa era la nostra impostazione, l'azione del Presidente della Giunta nei confronti del Governo centrale; qui si rispolvera un dualismo Ente Parco-Regione che non ha ragione d'essere, e bene ha fatto il Presidente della Giunta ad assumere tutte quelle iniziative che cercavano di rapportare il problema stesso, non più con l'Ente, che è un ente di gestione, ma con il Governo nazionale.

Qualche passo avanti su questa strada difficile e tormentata è stato fatto e noi abbiamo sempre solidarizzato con il Presidente della Giunta regionale su questo argomento.

Il voler riportare, quando si intravede lo spiraglio di una soluzione, anche il linguaggio su posizioni che sono inaccettabili, a nostro avviso vuol dire non volere risolvere il problema del Parco in un clima di collaborazione con lo Stato.

Non credo che in questi ultimi anni lo Stato abbia attentato all'integrità territoriale e politica della Valle d'Aosta, anche solo per la questione del Parco, ma credo che abbia dimostrato una diversa disponibilità sedendosi ad un tavolo delle trattative, tentando con fatica di arrivare ad un protocollo d'intesa che risolvesse in primo luogo il problema della popolazione di Valsavarenche, alla quale ribadiamo da questa sede tutta la nostra solidarietà ed alla quale rivolgiamo il nostro plauso per questa civile protesta, che da anni sta portando avanti, rifiutando di voler rinnovare il proprio Consiglio comunale, offrendo a testimonianza di come una piccola collettività possa reagire anche ad un sopruso dello Stato in maniera addirittura esemplare.

Il discorso della popolazione va enucleato da certi tipi di estremismi, che invece sono ancora presenti in quella zona, e noi siamo contro questi tipi di estremismi, anche perchè riteniamo che attraverso questa strada non si arrivi ad una conclusione della vertenza del Parco.

Il lanciare una manifestazione, il colorirla di aspetti politici che nulla hanno a che fare con il Parco, il voler incentrare l'attenzione sul fatto che questa manifestazione è fatta perchè la impostazione che se ne deve dare è di escludere i centri abitati dal territorio del Parco ed attribuire la gestione del Parco stesso (che non dimentichiamo è pur sempre un Parco nazionale) alla Regione Autonoma della Valle d'Aosta, per a parte di territorio di sua competenza, sta a significare la volontà di spezzare l'omogeneità di un territorio che ha un suo significato, anche ai fini della tutela della flora e della fauna, solo se considerato nel suo complesso.

Non vogliamo esasperare i toni, ma vogliamo affermare una ferma condanna di certi tipi di estremismi. Riteniamo di dover proseguire nella strada che ci eravamo tracciati; il nostro ordine del giorno non è altro che un ribadire questo nostro atteggiamento di appoggio costante e solidale all'opera del Presidente della Giunta e, per quanto ci compete come forza politica, faremo il possibile affinchè i contatti fra la Regione, come istituzione, e il Ministero competente seguano quei canali istituzionali attraverso i quali soltanto si può risolvere il problema del Parco Gran Paradiso.

Dispiace di non poter festeggiare insieme agli abitanti di Valsavarenche, perchè se la connotazione non era politica, ma era soltanto la testimonianza della volontà di una popolazione di voler ribadire i propri incontestabili diritti di gestire il suo territorio, noi saremmo stati sicuramente a Valsavarenche. Quando invece si vogliono dare connotazioni di altro tipo, a questo punto dobbiamo non condannare, ma dissentire, ed è quello che è racchiuso in questo ordine del giorno, che è piuttosto articolato e che è la chiara esplicitazione di ciò che pensa il Partito Socialista sul problema del Parco.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi per illustrare l'ordine del giorno da lui presentato, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Nel comunicato del "Movimento di Villeneuve", al primo capoverso, sono inserite delle frasi che direi molto oltraggiose per i rappresentanti di un consesso qual è il nostro, di una regione che è parte integrante dello Stato italiano.

Sono convinto che da questo consesso debba uscire una condanna unanime contro questo Movimento, perchè si ha l'impressione che questo sia un movimento che mira a tutt'altri obiettivi, non certo alla soluzione della vertenza del Parco Gran Paradiso.

Siamo consapevoli che vi sono delle carenze, degli errori da parte dello Stato italiano, che non vuole risolvere il problema.

Voglio solo ricordare brevemente che, una volta istituito il Parco nel 1923, Valsavarenche era stata inserita nel Parco stesso; nel frattempo, la popolazione si era ribellata, perchè chiedeva di restarne fuori. Nel 1925, Sua Eccellenza il Capo del Governo, Benito Mussolini, con un decreto aveva lasciato fuori dal Parco il paese di Valsavarenche. Il problema è andato avanti in modo tranquillo fino al 1977, fino alla famosa "legge Marcora", da quando sono sorti i problemi del Parco del Gran Paradiso.

Vi è, da parte dello Stato, una responsabilità e quindi una volontà di non voler risolvere il problema; in questo senso anche noi siamo solidali con il popolo di Valsavarenche, quindi critichiamo l'atteggiamento dello Stato, che non vuole risolvere il problema. Chiediamo che Valsavarenche sia fuori dal comprensorio del Parco nazionale, che abbia tutte le possibilità che hanno gli altri paesi per potersi sviluppare; ma non possiamo accettare atteggiamenti estremisti, come dimostra questo documento, che è nella linea politica portata avanti da questo Movimento. Non possiamo accettare che si accusi lo Stato di voler attentare all'integrità territoriale e politica della Valle d'Aosta, per ché sono parole enormi, che hanno il solo significato di voler creare qui una situazione di conflittualità permanente con lo Stato.

Condanniamo questo atteggiamento con la massima durezza e siamo disposti anche a portare il discorso a livello parlamentare, se necessario, perchè da questo consesso deve uscire una condanna nei confronti di questo Movimento. Come Movimento Sociale Italiano siamo vigili, affinchè questi atteggiamenti non vadano oltre, e dovete essere vigili anche voi esponenti di partiti nazionali e di movimenti regionalisti di una regione che è parte integrante dello Stato italiano. Ribadisco che certe affermazioni sono inaccettabili per un rappresentante di un consesso qual è il nostro.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Crediamo moltissimo nel dialogo, tant'è vero che siamo contrari ad atteggiamenti strumentali, siamo contro coloro che vogliono essere provocatori a tutti i costi. Questo raggruppamento, che addirittura accusa lo Stato italiano di un attacco alla integrità politica e territoriale della Valle d'Aosta, rasenta l'incredibile.

Siamo contro gli estremismi, crediamo nel dialogo democratico, e questo dialogo esiste fra la Regione e lo Stato; se ne sono fatti portavoce non solo il Presidente della Giunta, ma anche altre forze politiche, potrei dire tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale.

C'è un Movimento che, dopo essersi definito non politico, si sta adesso tra sformando in un movimento politico e per di più estremista. Non condividiamo i fini di questo Movimento e condanniamo i termini che vengono messi in atto. Sono convinto che la popolazione non accetterà mai le provocazioni di certi gruppi, nè certe frasi, che servono solo ad elementi che vogliono fare dell'estremismo la loro arma migliore.

Mi auguro che il Consiglio approvi l'ordine del giorno, perchè una risposta il Consiglio regionale a deve dare, e non può essere una risposta negativa. Mi auguro che il Presidente della Giunta, che ha anche funzioni di Prefetto, dopo questo manifesto di quella associazione, faccia un attimo di attenzione nel partecipare il 4 ottobre, anche in qualità di Prefetto della Repubblica Italiana, a questa manifestazione. Sono convinto che la comunità è contro questo tipo di provocazioni, tanto è vero che sta manifestando civilmente, non partecipando alle elezioni.

Chiedo che questo ordine del giorno venga votato, perchè ritengo che una risposta a manifestazioni del genere il Consiglio regionale la debba dare.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.

CHABOD (D.C.): Il mio ordine del giorno non è articolato come quello del Partito Socialista, è molto semplice, ma in poche parole dice un po' tutto. Ribadisce la necessità di un accordo urgente fra la Regione e lo Stato, perchè noi continuiamo a fare una protesta civile; è da anni che non votiamo, ma non possiamo andare avanti così. È per questo che chiediamo di risolvere questo problema urgentemente.

È un problema che non è facile; lassù la gente è esasperata e, se capitano certe cose, non possiamo dare loro torto, perchè chi vive là, specie negli ultimi tempi, vive in un mondo dove sembra di essere fuori dall'Italia, dalla Valle d'Aosta. C'è, ad esempio, un appalto che è stato fatto da tre anni, in mezzo ad una frazione, e non si sa perchè il Parco non dà il permesso. Dunque, la gente è esasperata. Ho preparato questo ordine del giorno, che dice tutto, e pregherei il Presidente della Giunta, come ha sempre fatto, di portare avanti questo discorso.

Il nostro Gruppo voterà il mio ordine del giorno e si asterrà sugli altri tre.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Credo che si debbano fare alcune osservazioni più generali sui fatti che hanno portato alla presentazione di questo ordine del giorno e credo che si debba denunciare un ricatto da parte di una formazione politica spontanea, chiamata "Movimento di Villeneuve", che viene fatto alla popolazione valdostana e alle istituzioni della Valle d'Aosta.

Il ricatto è quello di dire: "La popolazione esasperata la gestiamo noi, la popolazione è esasperata anche da noi". Questo è un fatto inaccettabile ed è criticabile l'atteggiamento del Presidente della Giunta, che, ancora oggi accetta, anche se involontariamente, que sto ricatto, mantenendo il divieto di piazzare le paline adducendo dei motivi di ordine pubblico. I motivi di ordine pubblico non esistono più già da molto tempo e, quindi, sarebbe opportuno che questa che è la legge fosse applicata, dimostrando una fermezza che, a mio parere, è indispensabile per la soluzione del problema. Infatti, quando esiste un ricatto, e lo Stato italiano è stato più volte ricattato in questi anni, dal rapimento Moro in poi, è sempre stata la via della fermezza che ha pagato.

L'aver accettato o, comunque, non aver avuto un atteggiamento drastico e coerente nei confronti di questi esagitati, ha provocato la situazione che stiamo vivendo. E non penso che sia stato un fatto positivo, lo abbiamo già rimarcato sulla nostra stampa, l'aver scelto come Commissario per il Comune di Valsavarenche, in quanto c'è una situazione che bene ha illustrato prima il collega Chabod, un personaggio che fa parte di questo gruppo, che ha firmato il documento che ha portato alla presentazione di questi ordini del giorno.

Questa è la testimonianza che la persona non era quella adatta ad avere un ruolo di mediazione per cercare di risolvere il problema; una persona che dovrebbe meditare sugli atteggiamenti che porta e che, invece, assomiglia più ad un "capopopolo" che ad un Commissario rappresentante della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

Quella manifestazione poteva essere l'occasione di un confronto civile fra le forze politiche, anche se non attraverso una discussione pubblica, un ritrovarsi lì per testimoniare la volontà di risolvere il problema: quel documento la fa assomigliare molto di più, quella manifestazione, ad una "marcia su Roma". Credo che questi siano atteggiamenti che dobbiamo totalmente rifiutare.

Nuova Sinistra voterà l'ordine del giorno del Partito Socialista e voterà anche l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chabod, per due motivazioni di fondo: la prima, crediamo fermamente che questa situazione debba essere risolta, quindi interpretiamo l'ordine del giorno della D.C. come un tentativo per superare il problema. Ci rendiamo conto della esasperazione della popolazione, ma abbiamo avuto notizie che l'esasperazione è diretta anche verso questo gruppo di Villeneuve, questi estremisti della lotta al Parco, come attentato alla autonomia della Valle d'Aosta. Pensiamo che questi segnali siano di deterioramento della situazione e debbano essere colti, e, se è possibile che il Presidente della Giunta, con il Governo, porti ad una soluzione il problema, credo che questa via debba essere battuta il più rapidamente possibile.

La seconda motivazione è legata alla stessa questione della diatriba con il Parco. Bisognerebbe cominciare a non chiamare più il Parco "Parco Nazionale del Gran Paradiso", ma "Riserva Naturale Nazionale del Gran Paradiso", perchè un parco naturale è un'altra cosa.

Penso che è proprio la "vetustà" della legislazione vigente, in tema di parchi nazionali, che ha provocato alcuni dei problemi che citava prima il Consiglieri Chabod. Un parco nazionale è una cosa articolata, che prevede delle zonizzazioni, che prevede utilizzazioni diverse del territorio, che prevede una integrazione ottimale fra l'insediamento umano e la natura circostante, nel rispetto della popolazione, ma nel rispetto anche delle esigenze che ha un parco nazionale. E che quest' armonizzazione sia un fatto positivo lo testimoniano le centinaia di esperienze in tutto il mondo, in cui i parchi nazionali sono una ricchezza, sono un'industria, sono un modo di risolvere il problema economico delle vallate laterali.

Il nostro voto favorevole a questi due ordini del giorno, che ho menzionato, è anche un invito al Presidente della Giunta e ai nostri parlamentari ad intervenire, affinchè la legislazione sui parchi nazionali sia approvata il più presto possibile, perchè tutti gli studi che sono stati fatti - ed uno è stato votato nel maggio-giugno di questo anno - per studiare a fondo la situazione, vengano compiuti il più presto possibile. Mi permetta di aprire una parentesi, signor Presidente: mi hanno detto che ci sono dei piccoli ritardi nella elaborazione dello studio affidato alla Commissione presieduta dal prof. Janin.

Bisogna raccogliere in tempi rapidi il maggior materiale possibile, ma bisogna anche spingere per una soluzione legislativa; non è possibile risolvere le situazioni di urbanizzazione, edilizie, che citava il Consigliere Chabod e che sono di fatto alla base dell'80% della esasperazione degli abitanti di Valsavarenche, senza misurarsi, da una parte, con i problemi di piano regolatore e, dall'altra parte, con i problemi di piano nazionale. Questo non si realizza mettendo le bombe ai tralicci, nè trasformando manifestazioni a livello di "marcia su Roma" a Valsavarenche: lo si fa confrontandosi sulle cose concrete, lo si fa discutendo, dibattendo, assumendo un atteggiamento comunque di disponibilità nei confronti delle posizioni di chi la pensa diversamente.

In questo senso troverei scorretto e considererei una posizione debole, dal punto di vista politico, il cedimento verso chi ci sta ricattando, se qualcuno di noi, Consiglieri regionali, domenica 4 ottobre si presentasse a Valsavarenche; sarebbe ancora più grave se, a questa manifestazione, dei Consiglieri regionali esprimessero l'accordo con queste posizioni politiche, perchè sarebbe la testimonianza che stanno rinunciando al loro essere politico.

Per quello che ho capito dalle discussioni che si facevano qui, intorno a questi banchi del Consiglio regionale, c'è qualcuno fra di noi che pensa di avere un atteggiamento di questo genere: se costui ha il coraggio delle proprie idee, se ha il coraggio di fronte a tutti di dire di essere uno che cede ai ricatti della violenza morale, lo dica apertamente, davanti a tutti.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Vice Segretario Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Je crois que la dernière intervention de M. Sandri est vraiment le germe qui a créé le manifeste et le document de Villeneuve. C'est cette façon "pharisaïque" d'affronter les problèmes aux réactions conséquentes qui porte à la formation des comités, porte à la formation des documents que nous avons lus et que nous ne partageons pas entièrement.

Ce fait de mêler les bons mots avec l'exaspération est la façon la plus simple pour déclencher les extrémismes opposés, et c'est à ce comportement que nous nous opposons avec force.

On risque, après, de valoriser les positions de M. Aloisi, qui, en nous rap pelant la "bonne âme", nous démontre que, peut-être, la "bonne âme" avait plus de bon sens et de sens de démocratie que d'autres âmes vivantes, parce que la provocation de vouloir aujourd'hui dire au Président du Gouvernement de placer les "palines" me paraît tellement offensante pour cette Assemblée régionale, et je crois que personne devrait prononcer ces mots dans cette salle, s'il ne veut pas déclencher une bagarre. Bagarre qu'il n'y aura pas dans ce Conseil, ce soir, même si M. Sandri l'a cherchée à tout prix, parce que nous pensons être à même de raisonner sans déclencher la bagarre et pensons être à même de raisonner avec notre tête et en pleine liberté, au delà de M. Sandri et au delà du "Comité de Villeneuve". Nous sommes à même d'être un parti politique qui est capable de donner sur le fait un jugement indépendant.

Personnellement, je serai à Valsavarenche, dimanche 4 octobre, le matin; si je peux, dès la messe jusqu'à la fin de la manifestation, justement parce que je solidarise en plein avec la population de Valsavarenche et mon Mouvement est sur la même position, position que nous avons déjà déclarée, sans attendre ce document du "Comité", mardi au Comité exécutif de notre Mouvement.

Nous pensons avoir fait un document équilibré, un document qui tient compte de la situation. Mais ici, nous aussi, nous ne pouvons pas faire à moins de déclarer que ce maudit décret Marcora a quand même dix ans et je crois que là des administrateurs sérieux ne peuvent pas se cacher que le temps passe, et ce temps est un temps qui passe contre les gens, et nous, en tant qu'administrateurs, ne pouvons pas faire à moins de noter ces aspects du problème.

Il y a dix ans qu'un décret maudit, inutile, a été écrit, duquel nous ne connaissons pas encore la fin au point de vue légal, parce que les déclarations à ce propos ne sont pas encore claires. Il est sans doute un décret inutile, parce que le Parc pouvait cohabiter tranquillement avec la Valsavarenche et avec d'autres zones du Piémont, sans placer les palines.

Nous ne partageons pas entièrement ce qui est écrit sur ce document, parce que nous croyons porter de l'avant des batailles démocratiques, et là nous partageons entièrement ce qu'a dit M. Torrione, que l'action doit être l'action du gouvernement régional et, mieux encore, l'action de l'Assemblée régionale, qui appuie l'action du Président du Gouvernement vis-à-vis du Gouvernement italien, pour trouver la solution de ce problème. Sur cela nous ne pouvons qu'être d'accord.

Nous ne pouvons pas être d'accord avec M. Torrione quand il parle des attributions à la Région. Nous avons présenté, d'ailleurs nous-mêmes, dans ce Conseil, dans la législature passée, et renouvelé dans cette-ci, un projet de loi qui va dans cette direction. D'ailleurs, il existe déjà des réalités territoriales dans l'Etat italien dans les quelles les parcs nationaux ont été gérés de cette façon, et ce n'est pas dit que le Parc du Stelvio soit géré pire que le Parc national du Gran Sasso. Dans ce sens on pourrait en discuter longuement, parce qu'être là, aussi, ceux qui ont déjà tout résolu, on devrait y aller doucement.

Les positions politiques raisonnables sont toutes à discuter; dans ce sens, je voudrais inviter ce Conseil. A mon avis, nous avons mal fait à entamer cette discussion, parce que nous ne devons pas nous mettre de l'essence sur les différents petits feux qui sortent par-ci, par-là, en Vallée d'Aoste, parce que ces feux pourraient se transformer dans des incendies. C'est ma position personnelle, mais c'est aussi la position de mon Mouvement. En même temps, nous ne pouvons que souhaiter la solution urgente des problèmes du Parc.

Nous voulons répéter ici une chose qui nous tracasse beaucoup: le fait que ces 200 personnes ne puissent pas exprimer leur voix pour nommer un Conseil municipal est, à notre avis, une atteinte à la démocratie. Nous sommes d'ailleurs étonnés que l'Etat italien n'ait pas voulu accomplir les actes nécessaires pour résoudre le problème d'une population qui refuse, dans une démocratie, le droit au vote, même s'il s'agit d'une petite partie de la population de l'Italie.

J'ai entendu ici parler de "marche sur Rome": mais comment les habitants de Valsavarenche pourront-ils jamais participer à une telle marche! Ces affirmations sont faites en mauvaise fois, ce sont seulement des bêtises.

Nous devons tout notre appui aux habitants de Valsavarenche, et c'est dans ce sens que nous voterons l'ordre du jour présenté par M. Chabod, tandis que nous nous abstiendrons sur les autres ordres du jour, pour ne pas provoquer d'autre mécontentements.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): L'ora è tarda e non possiamo affrontare il problema in tutti i suoi aspetti, però i Consiglieri che siedono in questo Consiglio sanno bene che la soluzione della controversia all'interno del parco del Gran Paradiso ha due piani di iniziativa: un piano legislativo, rispetto al quale questo Consiglio si è espresso, ha prodotto documenti, esistono iniziative di carattere parlamentare; e in quella sede potranno trovare soluzione il pieno rispetto dello Statuto speciale della Valle d'Aosta ed anche - noi aggiungiamo - una gestione più avanzata, più giusta, più equa delle aree protette del nostro Paese, che è disciplinata da una legislazione alquanto vecchia (potrà far piacere al Consigliere Aloisi) e inadeguata al momento.

Il secondo livello di iniziative è quello che abbiamo avviato unitariamente con il Consiglio regionale, basato su una intesa fra la Regione e lo Stato, per definire, nella gestione, alcuni strumenti relativi alla gestione, che restituiscono al Comune e alla Regione un ruolo dignitoso; ed è la trattativa che tutti conosciamo.

Su quali presupposti, finora, ci siamo espressi, come Consiglio regionale? Già qualcuno lo ha detto, ma credo vada ribadito: ci siamo espressi sulla necessità di una gestione unitaria del Parco, rispettando sempre, anche nella gestione delle cosiddette aree speciali, i livelli delle competenze. Lo Stato ha le sue competenze; la Regione deve vedere attribuite le competenze in materia di parchi e di tutela dell'ambiente e del paesaggio; i comuni devono avere la loro competenza in materia di gestione del territorio e le altre competenze amministrative, in un rapporto fra i vari livelli che non è autoritario o puramente gerarchico, ma deve essere dialettico: il rapporto dialettico che esiste anche nella gestione dei vincoli, fra la Regione e gli altri comuni di questa Regione, fra la Regione e lo Stato italiano. Questa è, a nostro avviso, la strada maestra della democrazia.

È sbagliato ridurci a posizioni di chiusura; è forte, invece, una nostra posizione che chiede la collaborazione con altre regioni, con lo Stato, perchè no, con l'Europa, nella gestione di queste aree protette. È un principio, passatemi il termine, federalista. Federalismo non vuol dire chiusura, ma vuol dire, nella gestione di aree, di questioni che hanno rilevanza, la collaborazione, l'intesa. A mio avviso, questo mi pare un principio base anche di posizioni di tipo federalista.

Ho voluto riassumere le posizioni nostre, che erano largamente condivise, finora, dal Consiglio regionale, perchè la posizione contenuta nel manifesto di cui si è discusso oggi può avere altre posizioni, altri contenuti. Il "Movimento di Villeneuve" può avere legittimamente altre posizioni per seguire altre strade. Ripeto quello che hanno detto altri stasera: anche noi non condividiamo buona parte dei contenuti di quel documento, abbiamo a nostra posizione, che non illustro qui dettagliatamente - cosa che però faremo come forza politica -, rispondendo all'invito del "Movimento di Villeneuve", di aderire alla manifestazione del 4 ottobre. È fin troppo evidente che non può una forza politica, che ha una sua posizione, aderire ad una manifestazione su un'altra base, peraltro con un programma che non permette neanche un confronto sulle posizioni diverse.

Ma attenzione: questi sono fatti delle forze politiche, e, in questo senso, mi permetto di dire che abbiamo qualche perplessità ad esprimere la condanna; non è compito di questo Consiglio regionale condannare prese di posizione di altri. Abbiamo appena votato prima una risoluzione che condannava l'azione giudiziaria rispetto all'espressione di una posizione, proclamando con quel voto la libertà di opinioni.

Non è compito del Consiglio regionale, a nostro avviso, rilasciare condanne di buona o cattiva condotta a movimenti di opinione che possono avere posizioni diverse. Quello che a me pare importante è che, se qui oggi si vota, è necessario che il Consiglio regionale voti una posizione che consenta alla Giunta, al Presidente della Giunta, di continuare una azione per risolvere le questioni del Parco nazionale del Gran Paradiso, avendo e rispettando la volontà unitaria (se possibile) di questo Consiglio regionale.

Questa è la preoccupazione nostra, perchè - bisogna dire le cose per quello che sono - è una battaglia non facile, che va condotta con i 1 massimo di intelligenza e con il massimo di unità. Questa è a linea che abbiamo sempre tenuto in questi anni, qui, e con i nostri parlamentari, ed è l'azione che anche in questa legislatura, che si è appena avviata, abbiamo già iniziato a portare avanti.

È la linea che dovrebbe essere espressa da questo Consiglio regionale e portata avanti dai nostri rappresentanti in Parlamento, quale linea della Valle d'Aosta; questo è il compito nostro. Non tocca a noi esprimerci qui su quelli che qualcuno ha definito: "opposti estremismi"; tocca a noi, invece, entrare nel merito.

Questo è un consesso che ha una grande responsabilità: risolvere quel problema, con proposte realizzabili, possibili, che siano dignitose rispetto allo Statuto speciale che deve guidare tutta la nostra azione. Questa è la posizione che esprimiamo.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): M. Tamone n'a pas vraiment écouté, à mon avis, ce qu'ai dit avant; je ne suis pas assez content qu'il a apprécié mon intervention comme une déclaration à peu près de guerre envers les positions de l'Union Valdôtaine ou, pire, du "Mouvement de Villeneuve". J'avais dit autre chose et je chercherai dans très peu de minutes de l'expliquer.

Si l'Union Valdôtaine a cherché de modifier sa position pour résoudre le problème, il est aussi de notre part de chercher une modification de notre position politique, pour rechercher une solution. Si j'avais dit que j'allais voter le document présenté par la Démocratie Chrétienne, c'est un choix qui cherche de comprendre qu'on doit partir d'ici en avant sans trop croire à ce qui s'est passé jusqu'à présent.

Le premier fait qu'on doit souligner, pour partir vers une solution, c'est de partir de a loi: si le décret Marcora n'est pas bon, on va le changer, mais le décret Marcora c'est la loi, maintenant, et il faut la respecter. Ce n'est pas pour faire quelque chose contre les habitants de Valsavarenche qu'on a parlé de porter les palines là où elles devraient être depuis longtemps.

Credo che l'atteggiamento del Consigliere Tamone sia ancora meno apprezzabile nei confronti del mio intervento, che credevo fosse più disponibile, almeno ai suoi occhi, quando ripete un atteggiamento - non lo dico con cattiveria, ma con rammarico - tenuto da altri molti anni fa, forse un cinquantennio, davanti al compagno Matteotti ed altri compagni del Parlamento italiano che si lamentavano dell'aggressione delle camicie nere; ad essi dicevano: "Siete voi che con le vostre parole, il vostro atteggiamento, provocate le nostre squadre di camicie nere".

Non è bello dire queste cose, perchè assolutamente non credo che si possa annoverare agli ecologisti, a Nuova Sinistra, ai Verdi in generale, un atteggiamento di provocazione. Noi non abbiamo atteggiamenti provocatori nei confronti di nessuno.

Sono intervenuto, in questa seconda tornata, anche per manifestare un certo stupore nei confronti dell'atteggiamento del Partito Comunista, che, finalmente, dopo tanto tempo, è riuscito anche sul Parco a trovare la soluzione "camionabile". Sul Parco si può avere una posizione politica o un'altra: al P.C.I. le hanno assunte tutte e due e hanno trovato una soluzione "camionabile".

Non è con un atteggiamento così incerto che si arriva ad una soluzione, bensì partendo dalla legge di oggi e rendendosi conto che le soluzioni si danno affrontando di petto i problemi, e i problemi sono: l'esistenza del Parco, che non è neanche negata da parte dell'Union Valdôtaine, e ne do atto - e la volontà che rimanga un Parco, come mi pare di aver capito dal vostro ordine del giorno - e la necessità di risolvere i problemi della gente in Valsavarenche.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): En examinant les ordres du jour qui ont été présentés, on doit avant tout remarquer qu'il y a une attitude différente. Si trois ordres du jour ont posé l'attention sur les problèmes du Parc, en conséquence des déclarations du "Mouvement de Villeneuve", l'autre ordre du jour, tout simplement, examine le problème du Parc.

J'ai fait cette affirmation car à la fin de ces deux journées de Conseil on a présenté des ordres du jour qui ont été motivés du fait qu'il y avait une rencontre, cette rencontre avait un sujet et la même rencontre avait été étudiée dans son organisation par le "Mouvement de Villeneuve".

Je peux apprécier qu'on veuille discuter du Parc, et dans ce sens je proposerais de faire une séance sur le Parc et reprendre le discours dans son ensemble, ce qui était l'attitude avec laquelle on s'était quittés à la fin du mois de juillet, après avoir fait un examen très sérieux des projets de loi, des études qu'on était en train de faire, qu'on avait déjà faites, et de toutes les informations qu'on avait examinées, afin de se présenter face au Gouvernement avec une position qui soit la plus unanime possible. Je crois que cette attitude c'est l'unique à tenir pour aboutir à des résultats.

Je refuse de croire qu'on va reprendre le discours, comme quelqu'un l'a dit, en recommençant d'aujourd'hui. Je dois dire que j'ai donné acte de l'attitude du Gouvernement qui avait changé: il y avait eu des rencontres avec la volonté d'arriver à une solution. Pour des raisons différentes, on n'a pas abouti à des résultats; la législature était à échéance, on n'a pas réussi à trouver finalement un accord sur deux points fon dament aux: d'abord, celui de revoir, s'il était le cas, le décret, l'arrêté Marcora, et, en deuxième lieu, de quelle façon on pouvait gérer le territoire du Parc. Ce sont les deux points sur les quels j'étais engagé de discuter avec le Gouvernement et sur lesquels l'Assemblée régionale m'avait donné mandat, en se rappelant de la loi n° 15, concernant aussi la gestion de ce territoire, et compte tenu de nos compétences statutaires.

Je reconfirme ma disponibilité à discuter du Parc, mais affronter une telle discussion en conséquence du fait qu'il y a une manifestation qui va soutenir un certain problème, c'est différent. Je peux comprendre que le système de gestion du Parc a porté à une situation quin'est celle que le Conseil se souhaitait, mais nous retenons que ce soit indispensable qu'il y ait une réponse de la part du Gouvernement sur les thèses que l'Administration régionale a toujours soutenues: compétence régionale et communale. Cela ne signifie pas détruire le Parc, au contraire, on pourra trouver, après, la façon de gérer, en accord avec les régions ou n'importe qui.

J'ai apprécié l'ordre du jour qu'a présenté a Démocratie Chrétienne: je suis un peu douteux sur la possibilité de l'accepter en tant que tel, car il m'invite à fixer une rencontre avec le Gouvernement. Moi, j'ai eu de nombreuses rencontres avec le Gouvernement; je suis toujours en contact avec le Ministère compétent.

Cet ordre du jour pourrait être même lu comme un engagement à quelqu'un qui n'a pas exercé jusqu'au fond ses compétences; je ne suis pas totalement d'accord sur une certaine interprétation et je dois même dire que je vais - je ne le fais pas aujourd'hui, je le ferai dans d'autres occasions - vérifier certaines attitudes; autrement, on risque vraiment d'engager les personnes pour demander une rencontre, mais nous sommes dans l'attente d'avoir une rencontre depuis la formation du nouveau Gouvernement.

Quant au problème de l'affiche, qui a été présentée pour inviter la population à être présente le 4 à Valsavarenche, il faut faire là une distinction entre la question de principe, et donc l'attitude que chaque force politique peut avoir face au Parc, et la solution du problème; quelqu'un a fait des distinctions, je crois qu'on avait même trouvé des positions largement unitaires sur certains points et, à mon avis, c'était dans cet esprit qu'il fallait participer à une manifestation qui n'avait qu'un but: sensibiliser le Gouvernement sur un problème qui existe.

Si un mouvement, qui va s'exprimer sur toute une série de problèmes, fait des affirmations à l'égard du problème du Parc, ces affirmations pourra-t-on les partager ou non, mais ce sont des droits qui reviennent à ce mouvement. M. Tonino remarquait justement qu'on l'a dit de l'autre côté, en soutenant qu'il y a le droit de s'exprimer et, en même temps, il y a le droit de dire qu'on n'est pas d'accord; après, chaque force politique peut dire sur le système de présenter le problème. Autre chose c'est la distinction sur la solution du problème.

Pour semplifier: si on peut être critique sur le système par lequel a été invité la population à être présente à cette manifestation, on ne peut qu'être d'accord sur l'urgence de résoudre le problème. C'est là la distinction à faire. Le fait de réaffirmer la possibilité à n'importe qui - dans le cas échéant au "Mouvement de Villeneuve" - sur sa responsabilité, de dire certaines choses, c'est bien différent d'organiser une manifestation à laquelle tout le monde intervient, en soutenant qu'il est nécessaire de résoudre le problème.

L'esprit avec lequel le Mouvement de l'Union Valdôtaine va participer à la manifestation est celui de souligner l'importance de résoudre le problème. C'est dans ce sens que nous interprétons cette manifestation du 4 du mois d'octobre et c'est dans le même sens que la Junte fera un document. Cela ne signifie absolument pas - je le répète - l'acceptation tout court du contenu de cette affiche.

Quelqu'un a voulu mêler dans cette affaire le Commissaire désigné, étant donné qu'il n'y a pas eu de votation: à cet égard, personnellement, (mais aussi la population) j'ai eu la possibilité d'apprécier le travail qu'il est en train de porter de l'avant en tant que Commissaire et je ne peux que reconfirmer l'attitude de pleine confiance dans son travail. Je n'entre pas dans le mérite de questions personnelles, mais je peux tranquilliser M. Sandri que les questions administratives sont l'unique objet du rôle du Commissaire. Toutes autres choses sont des questions personnelles.

Sur les différentes propositions, comme il a été déjà dit, on s'abstiendra.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dal Gruppo socialista:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 31

Votanti 6

Favorevoli 6

Astenuti 25 (Bajocco, Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, Cout, Dolchi, Faval, Fos-son, Lanièce, Lanivi, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Millet, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Tonino e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Aloisi:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 31

Votanti 1

Favorevoli 1

Astenuti 30 (Bajocco, Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Borbey, Breuve, Chabod, Cout, Dolchi, Faval, Fos-son, Lanièce, Lanivi, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Millet, Pascale, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Sandri, Stévenin, Tamone, Tonino, Torrione e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Baldassarre, con la modifica delle parole "condanna il" in "dissente dal":

Ordine del giorno

Visto il documento del "Movimento di Villeneuve" in cui si sottolinea tra l'altro che "Il comportamento colonialista tenuto dallo Stato nel corso di questi ultimi anni sulla questione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, costituisce senza dubbio un grave attentato contro l'integrità territoriale e politica della Valle d'Aosta";

Considerate gravi tali affermazioni che certo non favoriscono la risoluzione del problema del Parco Nazionale del Gran Paradiso e offesa allo Stato democratico italiano;

IL CONSIGLIO REGIONALE

Dissente

dal comportamento del Movimento di Villeneuve che fa uso di un linguaggio scorretto nella forma e nella sostanza.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'ordine del giorno testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 31

Votanti 5

Favorevoli 5

Astenuti 26 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, Cout, Dolchi, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Millet, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Tonino e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.

CHABOD (D.C.): Vorrei fare una piccola rettifica: dove si dice "a promuovere un incontro urgente", sostituire con "continuare gli incontri".

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chabod nel testo così modificato:

Ordine del giorno

IL CONSIGLIO REGIONALE

Di fronte ai disagi ed ai contrasti derivanti dalla mancata soluzione dei problemi all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso; sfociati nella civile protesta dei cittadini di Valsavarenche che si rifiutano di partecipare alle elezioni amministrative;

Ribadisce

la necessità di un accordo urgente tra la Regione e lo Stato che salvaguardi le competenze della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e l'autonomia dei Comuni;

Impegna

il Presidente della Giunta regionale a continuare gli incontri con il Governo al fine di concludere positivamente la trattativa avviata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità