Oggetto del Consiglio n. 3025 del 23 settembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3025/VIII - POTABILITÀ DELL'ACQUEDOTTO DELLA COMUNITÀ MONTANA DEL GRAND COMBIN. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi:
Interpellanza
Ricordato che i lavori dell'acquedotto comunitario del Grand Combin (entrato in funzione nel 1985 e costato 5 miliardi) non sono ancora terminati e già si profila la necessità di rimediare alle infiltrazioni nelle sorgenti a monte del Comune di Bionaz per impedire che l'inquinamento derivante dalla presenza di letame nel terreno possa continuare a rappresentare per la salute della popolazione;
Preoccupato per i risultati delle analisi su campioni d'acqua prelevati nella vasca di Oyace e nei Comuni di Gignod, Valpelline, Roisan, Saint-Christophe e Aosta (zone di Porossan e reg. Roppoz, Beauregard e corso Ivrea), analisi risultate "batteriologicamente inquinate" con grave danno per la salute dei cittadini;
Riscontrata grave negligenza da parte delle autorità preposte al controllo, poiché l'inquinamento delle acque nelle zone sopra citate si protrae ormai da parecchi mesi (oltretutto l'acqua che sgorga dai rubinetti è di colore rossastro) senza che vi sia stato alcun intervento da parte delle autorità se non dopo le legittime e pressanti lamentele della popolazione;
Ritenuto necessario ed urgente un sistematico intervento di isolamento e di continuo controllo delle sorgenti di captazione onde evitare che, episodi analoghi si ripetano nel futuro;
il sottoscritto Consigliere regionale del M.S.I.-D.N.
Interpella
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere quali sono le intenzioni della Giunta per far sì che non si ripetano in avvenire simili episodi che mettono in pericolo la salute dei cittadini, e se vi è la volontà di predisporre un piano di prevenzione che attraverso il potenziamento del Servizio regionale di Igiene Pubblica consenta sistematici controlli sulla potabilità dell'acquedotto della Comunità Montana Grand Combin.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): È preoccupante discutere su questo argomento, discutere cioè della potabilità o meno dell'acqua, considerato che viviamo in una bella Regione quale è la Valle d'Aosta.
Vorrei fare una breve cronistoria di quello che è stato e che è tutt'ora l'acquedotto della Comunità Montana Grand Combin. La Regione ha speso circa 5,5 miliardi per questo acquedotto; ho qui dei ritagli di giornale che raccontano la vita di questa vicenda. Nel 1985, era stata inviata da 200 persone una petizione al Comune di Aosta, dove i cittadini scrivevano che da quattro mesi circa l'acqua potabile veniva erogata con regolarità, ma risultava di "colore rossastro, con gusto sgradevole e con una colorazione a tratti molto intensa, tale da causare danni anche alla biancheria. L'odore nauseabondo la rende imbevibile".
C'è stato l'impegno da parte del Sindaco della città di Aosta e da parte dell'Assessore Chiofalo: "gli abitanti vedranno fra pochi giorni miglioramenti nella qualità dell'acqua potabile".
Passiamo all'ottobre del 1986; l'acqua potabile è inquinata in tre zone di Aosta, l'acquedotto della Comunità Montana Grand Combin, che serve i Comuni di Roisan, Gignod, la zona est di Aosta e Saint-Christophe, è inquinato. Secondo i tecnici, si tratta di inquinamento batterico, non grave, appena al di fuori dei limiti di tolleranza, mentre l'ufficio di igiene ha predisposto tutta una serie di ulteriori controlli, dai quali dovrebbero risultare anche le cause dell'inquinamento. "È impossibile dire adesso - dicono i tecnici - se l'inquinamento è a livello di sorgente, o in qualche vasca, dalla quale si sarebbe poi diffuso in tutto l'acquedotto. Nel campo delle ipotesi potremmo indicare come responsabile della presenza di batteri gli abbondanti acquazzoni".
Arriviamo al 7 ottobre 1986, acqua inquinata per cause tuttora sconosciute. C'è un provvedimento da parte dell'U.S.L., che contiene anche un valore guida, che comprende i requisiti ottimali ai quali dovrebbe tendere l'acqua dei rubinetti. Di nuovo, sempre nel 1986, abbiamo delle dichiarazione del Presidente dell'acquedotto regionale Grand Combin; ecco l'ipotesi di Cerise, Presidente dell'acquedotto: "la sorgente delle acque si trova in località Crotte del Comune di Bionaz, a 2300 mt di quota. Vi è quindi la massima garanzia della potabilità della sorgente, il terreno dove sono stati eseguiti i lavori per la vasca di carico e le opere di captazione è però molto sassoso, con un drenaggio molto alto; è stato mosso, per cui occorrerà un po' di tempo perchè si assesti. Qui sarebbero avvenute le infiltrazioni".
Il Presidente della Comunità Montana dice anche che dovranno essere fatte le arginature delle acque provenienti dai pascoli alti per evitare che si ripetano simili inconvenienti.
Sono trascorsi due anni: siamo nel 1987. Nell'agosto di questo anno, su mia richiesta, persistendo sempre l'acqua inquinata nella zona che ho testè citato, ho fatto verificare la potabilità dell'acqua; è stata effettuata una analisi, dopo alcuni giorni è stata diffusa da tutti i giornali la notizia che l'acqua dell'acquedotto del Grand Combin è inquinata. E qui si ripetono le stesse cose che sono state dette nel 1986, si portano le stesse motivazioni di allora. Dice Carlo Cerise, Presidente della Comunità Montana: "è probabile che si tratti di una infiltrazione nella sorgente di Bionaz, dovuta alle abbondanti piogge dei giorni scorsi (tutti gli anni si ripete che la causa dell'inquinamento sono le abbondanti piogge), è nostra intenzione intervenire per evitare che il problema in futuro si ripeta, abbiamo in programma di rifare la recinzione che protegge la sorgente, in quanto quella attuale lascia filtrare l'acqua del terreno a monte e dovrebbe essere cementata. Interesseremo al problema anche la Giunta regionale".
Sono intervenuti i vari responsabili e dopo venti giorni l'acqua era ancora rossa, sempre inquinata. E qui abbiamo la citazione di Piergiorgio Montenera: "A tutt'oggi, questa mattina, ho verificato nuovamente l'acqua ed è nuovamente rossa".
A questo punto faccio alcune domande all'Assessore alla Sanità, al quale peraltro non voglio addossare delle responsabilità, tuttavia egli è preposto per la carica che riveste al controllo delle acque. Il problema dell'inquinamento dell'acquedotto Grand Combin è stato posto all'attenzione della Giunta regionale da parte dell'U.S.L.: vorrei sapere se corrisponde al vero o meno, e qual è l'intenzione della Giunta di fronte a simili denunzie di negligenza da parte delle autorità preposte al controllo, poiché l'inquinamento delle acque continua tutt'oggi, si protrae da qualche anno, senza che ci sia stato alcun intervento risolutivo, se non la sola clorazione della rete idrica. Infine vorrei sapere se la Giunta regionale ha la volontà di risolvere questo problema, di predisporre un piano organico di prevenzione e di intervento, che consenta di eliminare simili episodi che mettono in pericolo la salute dei cittadini.
Ho illustrato brevemente quella che è la situazione drammatica della rete idrica che serve una parte della città di Aosta e tutti i Comuni di Valpelline, Roisan e Saint-Christophe. Cito, e concludo, un caso di salmonellosi che si è verificato nell'inverno del 1986 nella frazione di Porossan, nelle scuole elementari, a causa dell'inquinamento di queste acque; il caso non è stato divulgato proprio per non allarmare la popolazione. Sulla base di quanto appena esposto, chiedo un intervento drastico e risolutivo da parte della Giunta su questo problema, proprio perchè è un problema drammatico che interessa la salute dei cittadini.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Senza stare a ripetere l'elenco dei casi di sopralluogo e di analisi effettuate che partono più o meno dalla data del 13 agosto, in data 25 agosto il Presidente dell'U.S.L. aveva scritto al Presidente della Comunità Montana Grand Combin, al Sindaco di Aosta e al Sindaco di Saint-Christophe, invitandoli a mettere in atto i mezzi necessari per una efficace gestione e controllo degli impianti. Evidentemente il controllo sulla potabilità delle acque è compito dell'U.S.L., ma la gestione degli impianti non è competenza nè della Giunta nè dell'U.S.L.: è competenza dei comuni, oppure in questo caso, visto che è un Consorzio formato dalla Comunità Montana, da parte del Presidente della Comunità Montana.
Tutti questi controlli, e poi i sopralluoghi effettuati con i tecnici ed i responsabili anche dell'U.S.L. e i Sindaci interessati, o almeno quasi tutti, avevano portato alla conclusione che due sorgenti dovevano essere tolte da questo acquedotto, in quanto erano causa di questo inquinamento, ed era stata inserita una terza sorgente.
Per quanto riguarda i lavori necessari a garantire il buon funzionamento di queste due sorgenti, mi ha telefonato stamattina l'ing. Cretier, progettista, il quale mi ha detto che si è proceduto alla impermeabilizzazione di quel canale a monte delle sorgenti. Pertanto a suo avviso, con il completamento delle recinzioni fatte questo anno in primavera (o lo scorso anno in autunno, non ricordo più), e con la impermeabilizzazione di questo canale, in cui confluiscono tutte le acque provenienti dagli alpeggi a monte, non vi sarebbe più stata la possibilità di infiltrazione nella prossimità di queste sorgenti; tutto quanto era possibile fare era stato fatto, e da quel momento le acque sarebbero state potabili.
In base a quanto mi dice il Consigliere Aloisi stamattina, questo inconveniente si è ancora verificato; sarà mia premura mettermi di nuovo in contatto con il progettista e con il Presidente di questo acquedotto per fare una riunione con altri tecnici e i responsabili dell'U.S.L., così com'è già stato fatto lo scorso anno, per vedere in tutti i casi quali soluzioni possono essere possibili.
Nell'interpellanza si richiede di intensificare i controlli: questo era già stato assicurato ed era già stato fatto da parte dell'U.S.L., perchè l'ultimo controllo che avevano effettuato, risaliva ai primi del mese di luglio, a quel momento la potabilità delle acque era assicurata.
Ripeto comunque che sarà mia premura convocare il tecnico, i responsabili dell'U.S.L. e il Presidente dell'acquedotto per vedere di trovare altre soluzioni; in tutti i casi ci recheremo sul posto per controllare se i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte. Nello stesso tempo, come è già stato richiesto dell'U.S.L. - ritengo che questo sia già stato fatto - intensificheremo anche i controlli per garantire che le acque siano potabili.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Ringrazio l'Assessore delle risposte, ma non mi ritengo soddisfatto perchè, come ho illustrato precedentemente, sono due anni che le acque sono inquinate. C'è un caso di salmonellosi, che è stato tenuto nascosto, provocato dall'inquinamento delle acque.
C'è il caso specifico del sottoscritto che, a fronte di vari organismi preposti al controllo, è dovuti intervenire per far eseguire l'analisi delle acque, da cui è emerso - anche i giornali lo hanno pubblicato - che le acque erano inquinate. Se ci fosse stato un controllo preventivo, questo non sarebbe successo, ce ne saremmo accorti prima. Non voglio addossare delle responsabilità all'Assessorato, però pretendo che ci sia un intervento immediato e deciso, nei confronti del Presidente dell'U.S.L., nei confronti degli organi preposti a questo controllo, per salvaguardare la salute dei cittadini, perchè se si dovesse continuare in questi termini, sarò costretto mio malgrado a procedere in altro modo.
