Oggetto del Consiglio n. 3023 del 23 settembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3023/VIII - INIZIATIVE PER COMBATTERE L'INQUINAMENTO DELLE ACQUE IN VALLE D'AOSTA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Lilliana Breuvé:
Interpellanza
Dopo l'esposto all'autorità giudiziaria di un gruppo di cittadini, anche i pescatori valdostani (700 firme) e le associazioni ambientaliste hanno denunciato il gravissimo degrado delle acque valdostane, che presenterebbero tassi di inquinamento di gran lunga superiori a quelli previsti dalla legge Merli.
Dalla Valpelline alla Val Veny, dal Buthier all'Evançon, quasi tutte le acque valdostane sarebbero talmente piene di sostanze inquinanti che perfino i pochi pesci che riescono a sopravvivere sarebbero immangiabili e quindi nocivi alla salute.
La mancanza o il carente funzionamento dei depuratori, lo scarico massiccio di liquame, i molti lavori per arginature eseguiti senza tener conto delle esigenze biologiche delle acque, sarebbero tra i motivi più frequenti di tale degrado. Preoccupato per tale situazione, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo socialista
Interpella
gli Assessori competenti al fine di conoscere:
a) se è vero che gli uffici regionali competenti hanno registrato tassi di inquinamento delle acque valdostane superiori a quelli previsti dalla tabella A della legge Merli;
b) quali Comuni risultano ancora privi di impianti di depurazione degli scarichi fognari;
c) se sono stati effettuati controlli sul funzionamento degli impianti di depurazione esistenti ed in particolare se è vero, come riportato dagli organi di stampa, che il depuratore di La Salle sarebbe adibito a deposito di rottami d'auto;
d) quali iniziative hanno assunto o intendono assumere per assicurare il pieno rispetto della legge Merli, soprattutto per i lavori di arginatura delle acque commissionati proprio dall'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Lilliana Breuvé, ne ha facoltà.
BREUVÈ Lilliana (P.S.I.): Purtroppo ci sono sempre delle notizie allarmistiche, e vorrei che l'Assessore fosse molto preciso nel darmi l'assicurazione che non sono così allarmanti.
Ne "La Stampa" di venerdì 17 luglio è uscito un articolo che riferiva notizie sui veleni disciolti nei fiumi. Dice l'articolo che "settecento pescatori del Consorzio regionale per la tutela, l'incremento e l'esercizio della pesca, denunciano la continua e via via più grave e preoccupante situazione di degrado delle acque della Valle".
A questo esposto si unisce l'Esso Club, una associazione ambientalistica e naturalistica, anch'essa preoccupata per lo stesso problema.
Ancora qualche tempo prima, un gruppo di cittadini - circa venticinque - aveva lanciato un grido di allarme per il sistema fluviale valdostano sull'orlo del collasso ecologico: "senza voler essere allarmistici - dicono - la situazione è grave, anzi gravissima". In seguito mettono sotto accusa, oltre a ciò che si può scaricare nei fiumi, le grandi stalle, assai numerose ormai nella nostra Regione, che riversano nelle acque ettolitri di liquame.
Ma soprattutto le responsabilità andrebbero ricercate in chi non ha finora adottato i depuratori dove far defluire tutti gli scarichi prima di immetterli nei torrenti. L'allarme trovava quindi supporto diretto nel comitato regionale per la lotta degli inquinamenti idrici. Tornando ai settecento pescatori, essi denunciano la mancanza di impianti di depurazione di scarichi fognari, e una normativa che consenta la corretta gestione di quei pochi realizzati, che funzionano male, o che non funzionano, e citano l'esempio di un depuratore di La Salle adibito a deposito di rottami di automobili.
In seguito, denunciano esecuzioni di estesi lavori in alveo per arginature ed estrazioni di materiali inerti progettati, eseguiti e concessi senza tener conto delle esigenze biologiche delle acque, in particolare dell'habitat della sua fauna ittica.
Ed ancora, massiccio discarico nelle acque di sostanze inquinanti e liquami, derivazione ad uso elettrico irriguo delle acque, che non consente, nella maggior parte dei casi, un deflusso minimo di acqua dalle opere di presa, che quindi non soltanto non permette la circolazione della fauna ittica in quel tratto di corso d'acqua, ma ne decreta una sicura morte.
Inoltre abbiamo i risultati delle analisi compiute dagli stessi uffici regionali competenti, che evidenziano come gran parte dei nostri corsi d'acqua abbiano un tasso di inquinamento di gran lunga superiore a quanto previsto dalla legge Merli.
Nell'esposto sono poi citati documenti di analisi relative all'inquinamento della Dora di Val Veny, del torrente Buthier, del torrente Evançon a monte di Brusson, dove la crescita di alghe toglie ossigeno ai pesci, e a valle di Brusson, dove i pesci - riferisce ancora l'esposto - vengono soffocati anche dal fango.
Vi sono poi segnalazioni che riguardano località come Courmayeur, Pré-Saint-Didier, Morgex-La Salle, Derby, Cogne, Saint-Vincent, Montjovet, Arnad, in cui i pesci catturati sono risultati immangiabili per le condizioni delle acque in cui sono vissuti. Senza parlare della situazione della Dora da Villeneuve a Quart, nel torrente Marmore, Valtournenche e Cervinia, chiuso da circa sei anni per motivi igienici.
Quindi, Assessore, alla evidenza di queste denuncie aspetto una sua spiegazione, dopo di che vedrò in che misura tenerne conto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): L'U.S.L. ci comunica che alcuni punti delle acque superficiali presentano concentrazioni superiori a quelle previste dalle tabelle della legge Merli per i parametri batteriologici. Dal punto di vista chimico vi sono occasionali e ben definiti fenomeni di inquinamento che trovano generalmente riscontro in denuncie verso i responsabili o verso ignoti.
Per quanto riguarda il punto b) della interpellanza, i depuratori in funzione sono quelli di Arnad, quello di Brusson (ormai in fase di avviamento), quello di Saint-Vincent, quello di Nus, quello di Fénis; depuratori che sono progettati o in costruzione o in via di progettazione sono quelli della Valdigne, del Comune di Aosta, Valtournenche, Pont-Saint-Martin, Châtillon, Saint-Marcel, Cogne, Lillianes, Issogne e Hône.
Al punto c), ci sono i controlli periodici sull'efficienza degli impianti e nello stesso tempo vengono fatti controlli non solo di routine ma anche su segnalazione, o a sorpresa da parte dei vigili sanitari. Talvolta si è riscontrato un funzionamento non ottimale da parte di alcuni di questi depuratori e in modo particolare quello citato dal Consigliere Breuvé, di La Salle.
Per quanto concerne la "diceria" secondo cui questo depuratore sarebbe adibito a rottami di auto, bisogna precisare che se è vero che nelle vicinanze c'era un deposito di carcasse di auto, non è vero che il depuratore fosse adibito a deposito rottami. Ho preso contatti comunque con il Sindaco, il quale mi ha assicurato che questi rottami adiacenti al depuratore verranno spostati al più presto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Fosson, ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.): Intervengo per rispondere al punto d) che riguarda i lavori che vengono eseguiti sui torrenti e sui corsi d'acqua in generale.
Per quanto riguarda le opere di arginatura, ho già avuto modo di dirlo più volte in questo Consiglio, la loro progettazione tiene conto della oggettiva ed effettiva necessità di salvaguardare da esondazioni aree già urbanizzate o insediamenti anche isolati, ma comunque utilizzati a fini abitativi e produttivi. Dico questo per affermare ancora una volta che non vengono eseguiti lavori di arginatura se non là dove è strettamente necessario; quindi l'arginatura non viene fatta in maniera sconsiderata e assolutamente diffusa.
Oltre a questo, prima e poi nel corso dei lavori, vengono date precise disposizioni alle imprese, affinchè almeno il 50% della sezione fluviale venga mantenuto inalterato, ed i lavori si svolgano in maniera da non danneggiare il corso d'acqua.
A lavori ultimati, il corso d'acqua normalmente ha una sezione per la quale l'acqua defluisce in maniera più consistente verso il centro del fiume, quindi con accresciuta altezza d'acqua, maggiore ossigenazione e con maggior vantaggio per il corso d'acqua.
Per quanto riguarda il problema della Dora Baltea nei dintorni di Aosta, la sistemazione che sta per essere ultimata, permetterà finalmente di eliminare tutte le discariche abusive, e permetterà soprattutto un controllo delle sponde del fiume.
Per le estrazioni fluviali di materiale inerte dal fiume, cui faceva cenno il Consigliere Breuvé, possiamo dire che non vengono più concesse estrazioni nella zona medio-bassa della Dora Baltea, salvo pochissimi casi, limitati da effettive necessità di pulizia dell'alveo.
Per quanto concerne le derivazioni - questa è una annotazione che era fatta nella lettera a firma dei pescatori - per uso idroelettrico, si è inserito da tempo nel disciplinare per la derivazione una clausola che impone al concessionario di lasciare defluire dalle opere di presa i quantitativi richiesti dal consorzio pesca in sede di istruttoria.
Fra l'altro queste istruttorie che vengono fatte dalla Regione per dare la subconcessione a derivare dell'acqua, vengono sempre notificate al consorzio pesca, che quindi può fare le sue osservazioni.
Per le derivazioni già assentite in precedenza dallo Stato, prima che se ne occupasse la Regione, come concessioni all'E.N.E.L., alla DELTACOGNE, alla ILSSA VIOLA, risulta che sono state stipulate specifiche convenzioni con il Consorzio della Pesca.
Questo, per sommi capi, per quanto riguarda la competenza specifica dell'Assessorato ai Lavori Pubblici.
Si dà atto che alle ore 11,54 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Segretario Breuvé Lilliana, ne ha facoltà.
LILLIANA BREUVÈ (P.S.I.): Ringrazio per le risposte, però non posso complimentarmi con l'Assessore alla Sanità, perchè le sue risposte mi sembrano semplicistiche di fronte alla gravità di questo problema. Non voglio entrare in merito perchè il problema è già grave di per sè stesso, e voglio sperare che in seguito prenda la questione più a cuore, facendo dei controlli precisi.
Vorrei sottolineare la situazione di La Salle. Ho avuto modo di parlare con il Sindaco di questo centro, e ho saputo che questo deposito di auto non era troppo distante dalla discarica: era proprio nella discarica. Comunque momentaneamente pare che i rottami siano già stati rimossi. È importante stare molto attenti alle acque, è vero che i pesci sono importanti, ma a monte di essi sono importanti le nostre acque che possono servire a tanti impieghi.
Ringrazio anche l'Assessore Fosson per la sua puntuale risposta e insisto ancora perchè si segua da vicino questo problema.
