Oggetto del Consiglio n. 253 del 8 ottobre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 253/74 - Demolizione della Caserma Ménabréaz, in Comune di Châtillon. (Approvazione di Mozione)
Andrione (UV) - ... i Consiglieri sanno che non ho avuto l'onore di avere i natali a Châtillon per cui la situazione la conosco soltanto attraverso le decisioni del Consiglio e in materia vi era stata una decisione seguita da un sopralluogo della Commissione Lavori Pubblici presieduta dal Consigliere Manganoni che avevano preso una certa decisione, anche in questo caso, si devono essere verificati dei fatti nuovi perché questa decisione è rimasta sulla carta, non solo, radio scarpa mi ha informato che recentissimamente è stato scoperto un ingegnere che tra l'altro è un mio amico personale, che ha fatto un sopralluogo a Châtillon e ha trovato che c'è pericolosità nel demolire, oggi senza disturbare degli ingegneri, ma oggi si possono spostare palazzi di 20 piani e quindi credo che si possa demolire la caserma Menabreaz con poche opere, magari utilizzando i numerosi geometri che ci sono in questo Consiglio senza avere dei pericoli, la questione è semplicemente una questione di volontà e noi ribadiamo la nostra opinione anche in relazione a certe situazioni di Châtillon che non si può parcheggiare e riteniamo che anche se il fronte della strada non fosse continuo, non ci sarebbero dei danni estetici particolari all'urbanistica di Châtillon, ma abbiamo questa opinione, che come tutte le opinioni ha un valore più o meno relativo, vorremmo semplicemente che il Consiglio decidesse quello che effettivamente vuole e cioè se conferma la precedente decisione di demolizione o se scoprendo dei fatti nuovi decide di mantenere in piedi la Caserma Menabreaz, semplicemente questo.
Pollicini (DP) - La Giunta per quanto concerne la demolizione della Caserma Menabreaz, ha operato in maniera conseguenziale a quanto ha deciso il Consiglio. L'ha già operato quando ha formulato il programma dei lavori pubblici laddove ha messo una cifra a questo titolo. Era evidente che la demolizione della Caserma Menabreaz non è soltanto un fatto di buttare giù una vecchia costruzione, riteniamo giusto che il discorso vada visto nel suo complesso totale, non soltanto quindi inquadrato nell'eliminare una vecchia costruzione e realizzare al suo posto un parcheggio così come era stato richiesto e proprio per fare un discorso serio e completo, si è dato un incarico ad un architetto di studiare delle soluzioni da prospettare alla Giunta che poi a sua volta le avrebbe prospettate, alla Commissione Lavori Pubblici e quindi al Consiglio. L'architetto incaricato ha consegnato la relazione in data 28 settembre cioè alcuni giorni fa, e in questa relazione prospetta tre soluzioni della Caserma Menabreaz, premesso che il discorso di un semplice abbattimento non può essere accettato per una serie di problemi che sono implicati all'abbattimento stesso. Si tratta innanzitutto di un'utilizzazione razionale dell'area e non dimentichiamo che la proposta di ricavarne un parcheggio va vista in maniera quantificata se si pensa che nella zona al massimo non lasciando neppure un metro quadrato di zona verde, ma soltanto un mando di asfalto, si possono parcheggiare 60 macchine, al massimo. Premesso questo, va tenuto presente un altro aspetto del problema che per rendere più percorribile via Chanoux, che oggi ha funzione anche di parcheggio laterale, non possiamo dimenticare che l'Amministrazione comunale ha un centinaio di metri e non di più un enorme parcheggio molto ma molto sotto occupato forse neanche un terzo ne è occupato ed è il parcheggio dell'ex campo sportivo, se a questo aggiungiamo che l'Amministrazione comunale ha già concluso l'acquisto dell'ex ferriera dove prevede la localizzazione di un ulteriore parcheggio a monte del paese ci si rende conto che il problema di ricoverare 60 macchine innanzitutto va visto nel contesto di queste due opere una già esistente e una progettata dal Comune stesso. A questo possiamo ancora dire, che per accedere al parcheggio bisogna abbattere la facciata, creare quindi uno squarcio nel centro storico per cui investe un problema di carattere economico di cui è consapevole il Consiglio comunale di Châtillon e qui evidentemente lo stesso Consiglio ha notevolissime perplessità e ritiene che il problema non sia così semplicistico come può sembrare in un primo momento, si tratta quindi e questo è anche un'opinione del Consiglio comunale di Châtillon, di cogliere l'occasione dell'abbattimento di questa costruzione per localizzare una attività, un centro socio-culturale del Comune stesso per considerare quindi questo è un'occasione a St. Vincent un certo ruolo visto che, scusate, a Châtillon, visto che St. Vincent ha un ruolo per altre cose, non certamente un ruolo socio-culturale, quindi il problema è urbanistico, il problema di cogliere questa occasione per dare a Châtillon una funzione che è diversa da quella che ha St. Vincent e quindi si tratta di vedere nel contesto di Châtillon, contesto economico, sociale e culturale, quale destinazione dare a quest'area e non semplicemente un'area per metterci, 50, 40, 60 macchine. Vi è un altro aspetto del problema, abbiamo detto che St. Vincent è sede di cose diverse e Châtillon oggi rischia di essere un sobborgo di St. Vincent per cui mi pare e il Consiglio comunale ripeto è di questa opinione, non si dovrebbe perdere questa occasione per mettere 50 macchine.
Sono stati iniziati dei contatti con i vicini, con i proprietari vicini, delle aree circostanti in modo da poter risolvere questo problema, con un respiro maggiore di quello che invece potrebbe essere la soluzione, se non vi è disponibilità di questa area circostante, non dimentichiamo che su quel fronte, fronte sud si apre il belvedere che ha, diciamo così, come elemento caratterizzante il Castello di Ussel e tutta la zona di fronte.
La proposta che ha fatto quindi l'Architetto incaricato si articola su tre tipi di soluzione; una soluzione diremmo così, la più semplice, la meno costosa, ma comunque di un costo nettamente superiore ai venti milioni previsti sul programma dei Lavori Pubblici potremmo definirla la soluzione parcheggio da destinare ai parcheggi. La seconda soluzione prospettata dall'architetto è di restaurare l'attuale Caserma che è in piedi, corpo sud è già stato abbattuto, corpo est e recuperarla a funzioni varie. La terza soluzione prospettata dall'architetto è quella di abbattere e ricostruire limitando la ricostruzione ai due piani superiori e nella parte inferiore alla soluzione a "piloty" cioè a colonnine portanti che avrebbe anche questo tipo di soluzione nella facciata prospiciente la strada, la via centrale, Via Chanoux.
Torniamo quindi alla prima soluzione, soluzione a), chiamiamola così, soluzione parcheggio, se lasciamo una area verde anche all'interno, si prevede di localizzare da 30 a 40 macchine, abolendolo, arriviamo al massimo a 60 macchine come dicevo prima, abbiamo però dei problemi per questo tipo di soluzione e sono quelli che praticamente avremmo distrutto il valore ambientale della zona, un manto di asfalto, le macchine, l'accesso per poter entrare in parcheggio prevedrebbe quindi l'abbattimento di tutto il fronte sulla via Chanoux, quindi creare uno squarcio sul centro storico e a questo punto abbiamo da verificare la volontà del Comune di creare questo squarcio, questa ferita sulla via centrale del paese e andrebbe in questo momento vista, d'accordo anche con gli architetti che stanno dirigendo il piano regolatore di Châtillon stesso, quindi il problema di accesso, quindi di abbattimento.
La soluzione b) che ci ha prospettato l'architetto, prevede come dicevo prima, il restauro della parte in piedi del corpo ovest, restauro a cui aggiungerebbe sul fronte sud un salone della superficie circa 16 m. per 12 m. per riunioni e l'utilizzo della parte sottostante per altri locali per funzioni evidentemente pubbliche e manifestazioni del genere. Questo inquadrato nell'atmosfera del Convento dei Cappuccini che è a est e quindi anche qui sorgerebbero delle grosse preoccupazioni che non sono preoccupazioni così dell'ultima ora, ma sono preoccupazioni per quanto concerne il tipo di lavori che sono lavori di estrema incertezza con tutti i restauri e qui penso che il collega al Turismo potrebbe insegnarmi quando si restaura un vecchio o vecchissimo fabbricato a cui magari sono stati accostati in tempi successivi altri edifici che stanno in piedi in quanto appoggiati, implicano una serie di problemi di cui non si sa e non si può prevedere il costo se non quando si arriva al lavoro di ristrutturazione. Quindi dicevamo soluzione 2) quella del restauro estrema incertezza, problemi comunque che vanno visti anche sotto l'aspetto funzionale, cioè l'attuale accesso è rappresentato da un androne, mi pare dall'altezza, mi pare di 2 metri e 50 e largo circa 2 metri, 2 metri e 20, quindi piuttosto insufficiente e una terza soluzione chiamiamola buona, cioè che prevede la ricostruzione, cioè l'abbattimento e quindi costruzione, come dicevo prima, dei due piani superiori, mentre la parte inferiore sarebbe sostenuta da colonnine. Questo evidentemente verrebbe fatto anche nella facciata del prospiciente su via Chanoux, questo, quindi i portici verrebbero a crearsi e darebbero un aspetto diverso e comunque certamente più funzionale perché il tutto sarebbe costruito secondo un concetto più valido, diremmo così, e più attuale, teniamo conto che è stata costruita per la funzionalità di una caserma, cosa molto diversa, che quello che vorremmo dare come funzionalità del settore.
Speriamo quindi il problema dei costi, la soluzione seconda e terza, sempre tenuto presente agli effetti dell'incertezza delle incognite che derivano dal restauro o dall'abbattimento e quindi ricostruzione per cui c'è un problema legato alle spinte delle volte che oggi sostengono il tutto, c'è un problema di appoggio degli stabili vicini, che nel caso di abbattimento o restauro potrebbe darsi, potrebbe darsi che vengano a subire delle lesioni o anche dei crolli, non è prevedibile, così dall'esterno senza prima arrivare decisamente a vedere che cosa c'è, perché si sostiene e quali sono i muri di spinta o meno, quindi fatto questo è chiaro che le soluzioni di b) sono costose e superano i 300 milioni in previsioni di larga massima, probabilmente non sappiamo quanto comunque, non certamente inferiore ai 300 milioni e ed è un investimento che va visto evidentemente e che il Consiglio va a decidere, la soluzione 1°) cioè quella della trasformazione in un parcheggio, si prevede una spesa per abbattimento, risanamento della zona sottostante dove ci sono pozzi neri, cantine piene di topi e altre cose, spianatura, si prevede circa dai 30 ai 50 milioni di costo sempre tenuto presente che l'abbattimento può riservare delle grosse sorprese, grossissime sorprese, quindi non quantificabili.
Vi è poi il problema delle proprietà indivise e quindi gli avvocati mi possono insegnare, con responsabilità diretta dell'Amministrazione regionale che potrebbe evidentemente investire anche lì, un notevole impegno di carattere finanziario, una soluzione potrebbe essere quindi a mezza strada e potrebbe essere quella l'abbattimento ma prevedendo sempre questi rischi è meglio dirlo prima, perché il rifacimento della facciata che dà sulla strada a "piloty" nell'acconsentire vari accessi e dunque al giusto androne che oggi esiste, tale da poter consentire l'entrata e l'uscita dal parcheggio stesso. Evidentemente fare su un tamponamento della facciata e lasciare rustico la parte posteriore, questa ulteriore opera avrebbe un costo all'incirca di larghissima massima dai 25 ai 30 milioni, quindi quella soluzione minima di cui dicevo ora, potrebbe costare dai 55 agli 80 milioni sicuramente non riducibili, anzi molto probabilmente aumentabili, quello che io posso dire è questo: abbiamo avuto recentissimamente le proposte, gli studi e questi non certamente esecutivi di massima, su cui dovremo orientarci nella scelta, abbiamo preso contatti con l'Amministrazione comunale, la nostra proposta è di continuare questi contatti con l'Amministrazione comunale, con gli architetti che stanno dirigendo il piano regolatore di Châtillon, con l'architetto che ha fatto le proposte, quindi la Giunta si riserverebbe di presentare alla Commissione Agricoltura e al Consiglio delle proposte su cui si possa discutere.
Manganoni (PCI) - La decisione della Commissione, non ho qui il verbale ma si potrebbe farlo rintracciare dalla Presidenza del Consiglio effettivamente diceva, cioè prevedeva innanzitutto la demolizione senza però stabilire la destinazione dell'area, dicendo questo si esaminerà in seguito.
Ora, potrà essere parcheggio, potrà essere altro, comunque la Commissione aveva anche esaminato se vi era o meno necessità di costruire altri edifici a Châtillon, tenendo anche presente che a Châtillon abbiamo una scuola alberghiera vuota, che è un'enorme edificio vuoto, chiuso da alcuni anni, comunque il problema, la decisione era quella. Io mi rendo conto di un fatto però, che demolendo quella caserma, demolendola interamente, dato che le due case, i due edifici a fianco, sia ad est che ad ovest, edifici che avranno non so alcuni secoli, vecchissimi, potrebbero subire delle lesioni nella demolizione che non si prevedono delle opere preventive allo scopo di evitare queste lezioni ed io concordo, con la Giunta che prima di demolire bisogna prevedere questo, dicendo anche all'Assessore che sarebbe anche, c'era anche il tempo di prevedere, comunque io sono di questa tesi, concludendo, che la Giunta se questo studio sulle opere di protezione prima di demolire, non le ha ancora fatte, le faccia fare al più presto. In secondo luogo se contemporaneamente vogliamo anche studiare la destinazione, niente di male, perché la Commissione l'altra volta non aveva deciso sulla destinazione, comunque questo dovrebbe però impegnare la Giunta, e così ha detto l'Assessore, che entro un termine breve, perché oramai è passato più di un anno da quando si è cominciata la demolizione, che entro un termine breve, porti l'Assessore delle proposte concrete, sia per la demolizione cioè opere di protezione di due edifici. In secondo luogo destinazione ed è anche bene, perché demolendo se si sa già la destinazione, beh si può anche prevedere la costruzione di certe opere, che se si prevede solo la demolizione e non la ricostruzione, non si possono prevedere, quindi che riporti tutto in un tempo, in un lasso di tempo breve alla Commissione, naturalmente la quale si farà premura di sentire il Consiglio comunale, che secondo me va anche sentito, è anche un dovere e poi che il problema venga in Consiglio, no, un termine breve.
Andrione (UV) - Ma le soluzioni esaminate possono essere valide, evidentemente spiegate in questa maniera non sono discutibili da un Consiglio, potremmo anche vedere un'altra soluzione, quella di restituire la Caserma allo Stato e lasciare le cose come sono, perché a questo livello si può discutere di qualsiasi cosa. No, a me sembra che la discussione posta in questi termini sia fuori da quella che invece è la nostra preoccupazione, perché l'ho detto all'inizio dell'illustrazione della mozione, sulla Caserma Menabreaz si possono avere tutte le opinioni, quella di fare dei "piloty" quella di ricostruire e via dicendo. Quello che a noi preoccupa è il metodo con il quale questa Giunta procede perché si prende una decisione, dopodiché si viene assaliti da scrupoli in confronto ai quali quelli di Amleto erano esercizio da dilettante, si ferma il tutto, si manda a studiare, adesso qui per fortuna non siamo ancora arrivati a Losanna, ma può darsi che entro breve termine, arriveremo almeno fino a Martigny e intanto come giustamente ha sottolineato l'Assessore Pollicini i costi crescono, si arriva a delle soluzioni sempre più grandi magari si fanno anche dei piani leggermente faraonici, però la realtà rimane quella che era prima. Ora questa mozione non aveva nessun significato nei confronti di quella che è la soluzione migliore, per quello spazio occupato dalla Caserma Menabreaz che penso che in antico fosse un convento e non sia stata costruita in origine come caserma, ma aveva un significato per quello che riguarda il modo di procedere i lavori del Consiglio, io non so se ho capito bene Manganoni, ma mi sembra, mi sembra che Manganoni abbia detto, vabbè fate gli studi per rinforzare convenientemente le pareti delle case vicine, demolite e fate le proposte per quello che si dovrà fare in quest'area. Comunque secondo me invece bisogna rimanere fermi e ripeto, il Consiglio può cambiare di opinione. Questa è una questione che riguarda i Consiglieri singolarmente presi, ma questa opinione dovrebbe essere cambiata non su iniziativa di un Consigliere che chiede l'applicazione di una decisione precedente, ma su iniziativa della Giunta che dice "Signori ci siamo accorti che ci sono queste, queste e queste cose". Ora io questa questione qui l'avevo sollevato se non vado errato al mese di aprile, l'Assessore allora aveva preso un mese di tempo, siamo al mese di ottobre, si tratta di fare ancora un altro rinvio, noi protestiamo non prendendo posizione oggi su quello che è l'optimum per la caserma Menabreaz, protestiamo per questo modo di procedere e chiediamo che il Presidente del Consiglio che dovrebbe essere colui, che è colui che difende, che garantisce l'applicazione esatta di quelle che sono le norme della democrazia e le norme di questa assemblea, dove la Giunta regionale è organo esecutivo ma dove le decisioni sono quelle prese dal Consiglio, debba riconoscere che in questo caso, si sia proceduto in una maniera che è contrarissima a quelle che sono le norme elementari dei lavori di un'assemblea, per cui riconoscendo che il linea di principio può essere opportuno fare degli studi, noi manteniamo questa mozione per una questione di principio, manteniamo la mozione e non ci rifiutiamo evidentemente di studiare delle altre soluzioni che però secondo noi dovrebbero passare nelle varie ipotesi fatte dall'Assessore Pollicini, dovrebbero passare comunque attraverso la totale demolizione della Caserma Ménabreaz e il recupero dell'area secondo quanto stabilirà la Commissione agli Affari, ai Lavori Pubblici, a ciò destinata. La mozione dà il mandato di eseguire quanto era stato deciso precedentemente, punto e basta, però una volta che abbiamo stabilito che questa area è libera, su quell'area possiamo fare qualsiasi cosa.
Dujany (DP) - Indipendentemente dal problema dei natali o meno, la cui allusione è chiara ma non è giusta, proprio per una questione direi di coerenza maggiore di quella usata in precedenza, vorrei che questo deliberato fosse attenuato in rapporto a quanto ha affermato l'Assessore Pollicini.
Mi pare che qui il problema della demolizione totale, tanto più totale, perché la demolizione parziale è già avvenuta, la demolizione totale è messa in discussione proprio per queste ragioni e non vorrei per una ragione così di frettolosità o di superficialità di nuovo riconfermare un mandato del Consiglio così rigido e poi ritrovarci in Consiglio ad essere rimproverati d'incoerenza o d'inefficienza e credo che a questo punto è opportuno di accettare un deliberato più lato in modo che le varie prospettive e i vari tipi di soluzione possono avere un opportuno approfondimento per poter poi successivamente essere decise dal Consiglio e vorrei qui fare un'osservazione di carattere più generale, non è il problema della Caserma Ménabreaz a Châtillon. Credo che questo Consiglio abbia più volte sottolineato come spesso l'Amministrazione regionale non è stata esemplare nella costruzione dei suoi fabbricati, sia sul piano estetico sia sul piano, direi così delle scelte, facciamo qualche volta dei bei discorsi e pretendiamo uno sviluppo paesaggistico e urbanistico da parte dei privati e qualche volta anche noi abbiamo errato nel passato proprio qualche volta per necessità di frettolosità o per necessità naturalmente di realizzazione immediata e vorrei alludere qui a qualcosa a cui il Consiglio ha fatto allusione, la casa di Charvensod, per chi si resa al Palazzo regionale; la scuola di Charvensod non è certamente bella e questo è anche colpa nostra, perché io ero Presidente della Giunta e la delibera l'ho approvata anch'io, però stiamo attenti naturalmente alla realizzazione di certe opere che non sono naturalmente a, dire, non sono espressione di giudizio favorevole su questo piano nei riguardi dell'Amministrazione regionale, quindi direi se vogliamo fare qualcosa di serie e qualcosa di ben fatto, io pregherei il Consigliere Andrione di non darci un mandato così rigido, ma di darci un mandato rigido forse nei tempi ma meno rigido nel contenuto, perché se qui si conferma la totale demolizione della caserma è chiaro che alla Giunta non rimane altro da fare che di fare la scelta, che di metterci un "bulldozer" e di buttarlo giù senza sapere poi successivamente che cosa ricaviamo e che cosa facciamo, non dimentichiamo che questo fabbricato è inserito in un determinato punto, non è isolato, è nel centro di un vecchio borgo, è una specie di centro storico e naturalmente come tutti i centri storici, non è che trovano soluzione a brevi termini e soluzioni molto facili, quindi io vorrei pregare se può modificare nel senso di voler procedere a rivedere il problema della Caserma Ménabreaz in relazione a quanto affermato dall'Assessore e riportare il problema nei tempi più brevi al Consiglio regionale.
Andrione (UV) - Ma, io ringrazio il Presidente della Giunta e non vorrei che prendesse quello che dico come una cattiveria, ma anche se leggermente bastardo, ho il cranio fatto alla moda valdostana e quindi ho anche il dovere come Consigliere regionale di salvare la faccia e avendo preso ad un certo momento una decisione e avendo insistito tre volte, credo in questo Consiglio perché quella decisione venisse eseguita e avendo ricevuto confortanti parole in materia, mi sembrerebbe di addivenire ad una specie di piccolo compromesso nel ritirarmi in questo modo, per cui io pregherei il Presidente della Giunta di modificare il deliberato della mozione così come lo ritiene o come è sospetto e suddetto deliberato troverà una maggioranza, noi un po' testardamente voteremo questa mozione e ci rimarrà soltanto la modesta soddisfazione di avere permesso al Consiglio di procedere secondo le regole in una materia di questo genere.
Manganoni (PCI) - Scusi io penso che qui noi ne possiamo uscire con un accordo, se parlate in tempi brevi ne ho accennato anch'io, no, perché oramai è più di un anno che questo problema trascina, se noi stabilissimo e qui vorrei rivolgermi al collega Andrione, se noi stabilissimo una data però si rispetto no, ma quando le date, quando si dice no, entro un tempo breve, ma si dice entro il 27 gennaio no, allora no, è difficile farsi prendere in giro, ora direi che entro fine novembre bene, sono poi un mese e mezzo, due, quasi due mesi quindi la Giunta ha tempo di studiare la deliberazione, entro fine novembre venga portato in Commissione ed io in questo caso, come Presidente della Commissione ed io in questo caso, come Presidente della Commissione mi impegno di convocare entro fine novembre la Commissione e se l'Assessore non ha fatto il suo dovere ne risponderà, no, dopo passato in Commissione il problema verrà, dopo il parere della Commissione il problema verrà in Consiglio, se entro la fine novembre la Commissione esamina, esprime un parere. Io penso che entro dicembre volendo, si può portare in Consiglio, no, quindi sono dei tempi abbastanza brevi, due mesi, no, in confronto ai problemi che trascinano degli anni, io penso, anche questo ha trascinato, però stabilendo un termine di due mesi, beh, io penso che si può anche concordare su questa data, no?
Andrione (UV) - ... visione di compromessi più o meno storici, sono costretto ad accordare quanto il Presidente della Commissione dei Lavori Pubblici richiede, ma ripeto che non ho capito bene quello che mi propone, cioè se si segue una certa logica e allora Manganoni ha detto: "può darsi che ci siano dei problemi tecnici non affrontati fino adesso che debbono essere risolti" e questo presupporrebbe quel mandato rigido a cui il Presidente della Giunta faceva cenno, e mentre lui lo vorrebbe più ampio, più lato, cioè si dice di procedere a una demolizione secondo le regole, oppure Manganoni dice una cosa differente e dice: "facciamo la parte tecnica della demolizione, però a questo livello qui avrebbe già meno significato, però entro il 27 novembre avremmo trovato anche la soluzione ottimale, per questo problema e allora la Commissione dei Lavori Pubblici potrà modificare la sua precedente opinione e proporre altra soluzione in materia. Qual è l'interpretazione esatta io non lo so, però ripeto, Manganoni è il più vecchio Consigliere di questo Consiglio credo, e di fronte ai suoi canuti capelli io cedo, diamo mandato di vedere che cosa succederà della Caserma Ménabreaz, perché, ... (voci) ... non lo so, non si tratta di pre e di block-pack, qui, ma mi era venuta una battuta un po' cattiva che non resisto a dire, ma questa sembra un pochettino la Giunta Cirio, perché "come natura fa, Cirio conserva".
Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta.
Dujany (DP) - Vorrei fare una proposta concreta, nelle premesse si potrebbe aggiungere "preso atto delle dichiarazioni dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, dà mandato alla Giunta regionale, scusi, ai Lavori Pubblici, dà mandato alla Giunta regionale di voler proporre soluzioni concrete circa il problema della Caserma Ménabreaz di Châtillon e di presentare soluzioni alla Commissione entro fine novembre".
Andrione (UV) - ... voler procedere alla definizione del problema della Caserma Ménabreaz e di proporre proposte concrete entro fine novembre alla Commissione consiliare dei Lavori Pubblici.
Dolchi (Presidente) - Leggerei il testo definitivo compreso anche le premesse che riguardano l'accordo sulla mozione presentata dal Consigliere Andrione; "Il Consiglio regionale, viste le proprie decisioni precedentemente assunte, preso atto delle dichiarazioni dell'Assessore ai Lavori Pubblici, dà mandato alla Giunta regionale di elaborare proposte concrete sulla sistemazione della Caserma Ménabreaz e di trasmettere tali proposte entro fine novembre 1974 alla Commissione Lavori Pubblici".
Vi basta questa lettura? Chi è d'accordo allora sul testo così concordato, è pregato di alzare la mano, chi non è d'accordo, chi si astiene? Il Consiglio approva all'unanimità con 27 voti favorevoli, su 27 presenti e 27 votanti.
