Oggetto del Consiglio n. 230 del 4 ottobre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 230/74 - Proposte di linee politiche-programmatiche per il piano di sviluppo regionale. (Continuazione della discussione)
Dolchi (Presidente) - Il Consiglio continua la discussione sull'argomento, sull'oggetto n. 9 "Piano di sviluppo" dell'ordine del giorno del 26 settembre.
Si erano iscritti stamane per prendere la parola oggi pomeriggio i Consiglieri Jorrioz, Tonino e Manganoni.
La parola al Consigliere Jorrioz.
Jorrioz (PSDI) - Signor Presidente e pochi colleghi Consiglieri, pochi, ma buoni, questa mattina ho seguito con vero interesse gli innumerevoli interventi sulle proposte di linee politico-programmatiche per piano di sviluppo regionale presentato dalla maggioranza espressa dalla Giunta Dujany, interventi tutti interessanti, ma alle volte, secondo il mio modesto parere, troppo legati alle posizioni che uno, ognuno, in questo consenso esprime se appartenente alla maggioranza o alla minoranza.
Vorrei dire prima di tutto, che io anche a nome del Gruppo che rappresento, sono pienamente d'accordo sui presupposti che sono alla base di questo documento. Non penso che ci sia qualcuno fra i presenti e tra tutti quelli che in Valle dicono di essere valdostani, che non concordi sui principi enunciati, ma non posso far rilevare che fra tanti che dicono di accettare a parole o per scritto questa affermazione, al lato pratico cercano di affossare e distruggere quanto affermano verbalmente e per scritto.
Per primo c'è l'affermazione dell'idea regionalista, vorrei credere che chi ha scritto questa frase creda veramente alle idee regionaliste e non vorrei che su questa affermazione si giochi ancora per creare come al solito del contrasto tra valdostani d'origine, nativi e residenti, e se non si vuole nascondere con questa frase l'interesse di creare dei contrasti elettoralistici e di parte, e per ... sulla pelle dei valdostani di origine e di adozione dei grossi interessi personali o di gruppo, si dice in seguito della sopravvivenza della comunità valdostana, ma questa non si ottiene con interventi occasionali e settoriali, lasciando il nostro territorio in balia agli speculatori, o associandosi ad essi, come nel caso di Pila, o perseguendoli a parole ed aiutandoli di sottobanco.
Si è questa mattina messo il dito su problemi veramente importanti, programmazione, politica montana, per la difesa dell'agricoltura e dell'ambiente, risorse naturali ed economiche, mancata guida all'Amministrazione Regionale, viabilità, ecc. ecc. ma secondo me la soluzione di questi problemi rimane nelle mani di chi crede onestamente alla riaffermazione dell'idea regionalista, di chi opera per la sopravvivenza della comunità valdostana, di chi opera e amministra onestamente il bene pubblico, e sa indicare ai giovani che la Valle d'Aosta non è ancora il paese dei politicanti, furbastri e disonesti.
Questa mattina, il Vice Presidente del Consiglio Chanu, parlava di programmi a lungo respiro, sono d'accordo con lui, non si può fare tutto e presto, però dobbiamo fare in modo che il lungo respiro, andando avanti di questo passo non coincida con l'ultimo respiro della Comunità valdostana.
Grazie.
Manganoni (PCI) - Su questo piano di sviluppo, naturalmente non possono essere che d'accordo, sulle linee generali sui principi esposti. D'altronde si è detto che questo è un primo esame che però dovrà essere discusso dalle Comunità, dai Comuni, dalle associazioni di categoria, per ritornare in Consiglio, ho solo notato un fatto di queste proposte del piano di sviluppo, la forma, direi il linguaggio con il quale è stato steso, io direi che vi è una certa fraseologia non accessibile alla gente comune e coloro che non intendono spremersi le meningi per decifrare il significato di certe espressioni, se noi ci rivolgiamo alla popolazione usiamo un linguaggio accessibile alla popolazione, e non un linguaggio riservato a pochi tecnici, una seconda osservazione che mi lascia molto perplesso si trova a pag. 9, dove si parla di fonti energetiche e si propongono interventi regionali per la costruzione di nuovi invasi per centrali idroelettriche, il problema è già stato trattato da altri colleghi, ma io voglio approfondire, e qui, dice, condizionando tale concessione per la garanzia di forniture preferenziali agli insediamenti produttivi della Valle d'Aosta.
Ora, io mi chiedo se tutte le Regioni che permettono l'installazione nella loro regione di impianti idro-termo-elettrici dovessero fare questa riserva, cioè condizionare al rifornimento la loro regione, prima delle altre, be, io penso che noi faremmo ridere in campo nazionale, e allora penso che questa richiesta sia piuttosto infantile, un po' fuori dalla realtà come può uno stato accettare che una Regione che permetta la costruzione di una centrale abbia la precedenza dell'energia prodotta.
Mi sembra che sia un po' campata per aria.
Si parla di nuovi invasi, però non si accenna a quali generi di invasi, giornalieri o stagionali, perché noi abbiamo quelli giornalieri che servono per equilibrare la riproduzione dell'energia elettrica nelle 24 ore.
Hanno una dimensione ridotta, si trovano in quasi tutti i bacini di carico, per equilibrare su 24 ore, riserva d'acqua ... 24 ore.
Però con questo non è che aumenti la produzione, può equilibrare la produzione, non aumentarla. Ora per aumentare la produzione, ci vogliono degli invasi stagionali, cioè quelli che invasano l'acqua che d'estate va sprecata e non produce energia, per utilizzarla d'inverno.
Ora abbiamo due esempi di questi invasi noi abbiamo Place Moulin e Valgrisanche, oltre ad altri piccoli siti nella Valle di Gressoney, nella Valtournanche, ebbene Place Moulin e Valgrisanche, hanno una capienza di oltre 100 milioni di mc. non di litri, un miliardo di litri, ora nel periodo estivo si riempiono, nel periodo invernale vengono svuotate.
In Valle c'è ancora la possibilità di costruire di questi invasi, non che lo dico io, basta vedere le proposte.
Ci sono già i progetti di massima, e sono precisamente il Nivolet, e La Thuile, con il Nivolet si raccoglierebbero le acque della Val di Rhêmes e della Valsavarenche, quindi con dei canali di gronda si prosciugherebbero i torrenti delle due valli, per quello di Courmayeur, sono previsti dei canali di gronda che partono dalla Val Ferret e dalla Val Veny, portano nell'invaso che dovrebbero essere costruiti in quelle valli a monte di La Thuile e quindi prosciugherebbero torrenti di queste Valli, quindi rendiamoci conto del danno che causerebbero non solo all'agricoltura al paesaggio, all'ambiente.
Quello del Nivolet addirittura dovrebbe essere costruito completamente nel Parco.
Ora mi chiedo, se noi Regione dobbiamo patrocinare la costruzione di un invaso di oltre 100.000.000 di metri cubi, nel Parco.
Ma aggiungerò di più; io sono, mi è stato recapitato questo biglietto, in cui il Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in relazione alle nuove voci sulle ventilate costruzioni di un bacino idroelettrico sul piano del Nivolet, manifesta la sua decisa opposizione di ogni opera che possa alterare, un ambiente dico di rara bellezza, e dichiara fin d'ora che ogni e qualsiasi proposta di bacini nell'ambito del parco, troverà sempre il suo deciso rifiuto e io lo capisco, il parco minaccia di procedure giudiziali nei confronti di chi fa una piccola stradicciola interpoderale nel Parco, io penso che logicamente non possono mettere nel Parco la costruzione di un invaso di oltre centro milioni di mq.
Ma il problema è più grave, la costruzione di questi due invasi costituirebbe un incubo costante per le popolazioni dei paesi siti in fondovalle.
Il cedimento di una di queste dighe li spazzerebbe, la stessa città di Aosta, verrebbe in parte spazzata; ora le catastrofi del Vajont e del Fréjus non sono più presenti ai Consiglieri regionali?
Ce ne siamo già dimenticati, ne cito solo due per non citarne altri; oh, io ho visitato il Vajont dopo due anni, ebbene vi dirò era uno spettacolo impressionante dopo due anni, solo al Vajont ci sono stati 2500 morti e nel Vajont non è partita la diga, perché la diga era solida, è scesa la montagna, ha riempito l'invaso, l'acqua ha distrutto tutte quelle vallate.
Del Fréjus ce lo ricordiamo, ora questo insegnamento, eh beh, non ci dice niente, dobbiamo proprio essere noi, Regione, a sollecitare la costruzione di detti invasi che potrebbero rappresentare un domani degli strumenti di morte e di distruzione?
Io penso che, per lo meno, dovremmo stralciare queste affermazioni di invaso, ecc. per lo meno stralciarlo, e fatta questa eccezione, il resto del piano, come ho detto all'inizio, lo condivido.
Condivido l'impostazione, quasi tutto è stato detto, se noi dovessimo realizzarlo interamente in termini brevi va beh; noi vedremmo la nostra Regione trasformata nel paese di Bengodi, ciò che io mi auguro.
Ora non voglio trattare diversi problemi già accennati dai miei colleghi, ma voglio soffermarmi su due punti solamente: l'agricoltura e l'urbanistica.
L'agricoltura, pag. 7, forse per ragioni di spazio, il problema è stato trattato non dico con superficialità, ma in un modo troppo breve nel campo dell'agricoltura le osservazioni ed i suggerimenti richiederebbero una lunga esposizione, mi limito a proporre che le varie forme di contributi e sussidi esistenti, vengano riesaminati ed indirizzati particolarmente nel campo dell'allevamento e della viticoltura allo scopo di mantenere il verde dei nostri prati, dei pascoli e dei vigneti, che costituiscono una particolare caratteristica del nostro paesaggio.
L'agricoltura va considerata come un servizio sociale e la collettività se ne deve assumere gli oneri relativi, non è una scoperta che io sto facendo, ma questo è stato affermato da altri colleghi anche in precedenti Consigli.
Dato come punto fermo, come acquisito che l'agricoltura si potrà salvare solamente se integrata dal turismo e dall'industria chi è e continuerà ad essere l'industria, l'attività primaria della nostra Regione, l'esame del piano va affrontato sulle prospettive di sviluppo di queste tre componenti di base della nostra attività economica.
Dislocazione degli impianti industriali, non vanno concentrati in poche zone, come purtroppo si è fatto, non sempre, ma per la maggior parte fino adesso, bensì dislocati in altri punti del fondovalle, vi si dovrà comprendere quella fascia che va da Chambave a Nus, e la zona da St. Pierre, Villeneuve-Arvier, nell'alta valle, zone quasi sprovviste di impianti industriali.
Queste nuove industrie dovranno avere un carattere manifatturiero, assolutamente esente da fattori inquinanti, e con una dimensione limitata di poche centinaia od anche di poche decine di posti di lavoro, evitando nel modo più assoluto ai grandi complessi che comporterebbero immigrazione di manodopera, con i gravi problemi che ne deriverebbero proporzionate comunque, la loro dimensione, alla disponibilità locale di manodopera, ciò allo scopo di evitare il pendolarismo ed il trasferimento dei lavoratori nei centri urbani, si eviterà con l'inurbamento, e si manterrà all'operaio valdostano il suo carattere di operaio contadino, con evidenti vantaggi per la salute sua e della sua famiglia, ponendo anche un limite allo spopolamento dei nostri villaggi.
E nel campo turistico è urgente una brusca sterzata nell'indirizzo degli investimenti, non vi debbono più essere le aree privilegiate, i così detti poli di sviluppo, limitati a poche zone e le aree depresse, le aree degradate, il turismo va sviluppato in tutto il territorio della Regione, è urgente lo sviluppo di quelle zone sempre dimenticate, ignorate dall'Amministrazione regionale, non mi riferisco all'attuale, mi riferisco a tutto l'arco, in questi ultimi trent'anni, pur presentando, quelle zone ignorate che pur presentano una potenzialità di sviluppo turistico pari ad altre zone privilegiate, costantemente favoriti dai generosi interventi regionali.
In queste ultime zone, in questi villaggi considerati come parenti poveri, come cenerentola, non parliamo di attrezzature turistiche, ma mancano persino le infrastrutture primarie, i servizi più elementari, acquedotti fognature, piazzali, in certi casi persino l'energia elettrica.
Ecco il primo passo da fare se non vogliamo accentuare le esistenti situazioni di equilibrio, è necessario privilegiare l'edilizia turistico-rurale, anche per contenere l'esodo agricolo
Vediamo in Savoia cosa si è fatto. Io ho dato a suo tempo, mi pare all'Assessore interessato, una regolamentazione che esiste in Savoia per lo sviluppo dei ... ruraux, cioè il turismo agro-pastorale, però di questo non se n'è mai più parlato.
Sarebbe comunque un primo passo da compiere per correggere le esistenti situazioni di equilibrio, e nello stesso tempo si favorirebbe lo sviluppo del turismo popolare, che non ha mai goduto di eccessive simpatie da parte dei nostri amministratori regionali, e si eviterebbe l'auto-soffocamento di alcuni centri turistici di primo piano che ormai hanno raggiunto la saturazione.
Ora se è necessario ed urgente tutelare la natura, il paesaggio, non si deve dimenticare chi in questa natura vive, chi la mantiene, la cura, la coltiva, il montanaro, con le sue necessità ed i suoi diritti, se dovessimo ignorare o peggio ancora calpestare questi diritti o mettere in condizione il montanaro di dover abbandonare la montagna, di dover abbandonare il suo ambiente, ebbene ricordiamoci, la montagna gli verrebbe dietro; la montagna abbandonata alle sue forze naturali e non più curata e protetta dall'uomo si trasformerebbe anche se lentamente in un deserto, straziata da nuove valanghe, da frane, da smottamenti di terreno, sarebbe vittima di uno sconvolgimento naturale.
Pensiamo alle centinaia di chilometri di Ru di canalizzazione primarie, costruiti dai salassi, dai romani, e il Ponte acquedotto di Pondel ne è una testimonianza, alle migliaia di chilometri di canali irrigui secondari, che regolamentano il sistema idrico valdostano. Chi lo mantiene in efficienza? Il contadino... Se il contadino fosse obbligato ad abbandonare la terra, verrebbe abbandonato anche tutto questo sistema di canalizzazioni, con quali conseguenze, chi prenderebbe ancora la .... delle acque.
Ed allora io direi riflettiamoci, nel campo urbanistico e vengo alla fine, penso non sia necessario spendere molte parole.
In quest'aula se n'è discusso per intere giornate, girate la Valle, è uno spettacolo écourant, mentre la speculazione domina, .... incontrastati dappertutto, al nostro montanaro viene negata la possibilità di ripararsi la vecchia baita che gli crolla sulla testa.
Questa è la verità.
Sono andato ieri a Morgex, vorrei attirare l'attenzione della Giunta su un fatto, su un fatto che serve per tanti altri; la regione ha acquistato anni fa la Torre e l'edificio di Morgex.
La scorsa settimana i bambini giocavano sotto nella strada pubblica, sono precipitati i calcinacci del cornicione, per fortuna a pochi metri, quella casa è completamente abbandonata, sostituisce le toilettes che non esistono, ed allora, corridoio, le stanze aperte, vuote, servono, andate a vedere lo sconcio che c'è là dentro.
Ora stanno crollando soffitti, ora io mi chiedo, è possibile che l'Amministrazione regionale acquisti dei vecchi edifici e poi li lasci nel più completo abbandono, con pericolo dell'incolumità pubblica?
Io mi chiedo se quei calcinacci del cornicione cadevano anziché a fianco sulla testa dei bambini che giocavano, e sono tre piani, e beh, chi ne avrebbe risposto? Chi ne era il responsabile? Ora, io inviterei la Giunta a riflettere su questi fatti, e inviterei anche la Giunta, l'Assessore interessato a fare una scappatina a Morgex, veda cosa succede in questo edificio di Morgex, ho citato Morgex, ma io potrei continuare per ore su altre vecchie baracche che noi abbiamo acquistato e che vanno tutte in malora.
Quindi ... di acquistare le vecchie baracche per mandarle in malora prima, perché se lasciamo al privato, un po' di manutenzione lo fa; io dico è una politica sbagliata, acquistiamo vecchi edifici e restauriamoli, ma non mandiamoli in malora.
E io concludo dicendo, sempre riferendomi all'urbanistica, dopo tutte queste belle parole pronunciate nei passati Consigli, vogliamo passare dalle parole ai fatti.
Vogliamo passare dalle denunce ai provvedimenti concreti per mettere un alt a questo sconcio urbanistico che avviene nella Regione. È necessario provvedere presto, io direi subito, con degli strumenti urbanistici, rigidi, severi, che tronchino questa speculazione.
E concludo con l'augurio che questo piano di sviluppo completato e se necessario modificato, accogliendo i suggerimenti dei Consiglieri regionali, degli enti locali come dicevo all'inizio, delle comunità di associazione di categoria, venga attuato, almeno parzialmente, però oltre a quell'augurio, io vorrei rivolgere un invito a tutti i miei colleghi, colleghi di maggioranza, colleghi di minoranza affinché ci mettiamo tutti la buona volontà, tutta la nostra energia, anche con delle critiche costruttive, non demolitrici, di collaborare tutti assieme, per non dico, realizzarlo tutto, che non è possibile in pochi anni, in questa legislatura, ma almeno per realizzarne una parte.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (PCI) - Sul significato del documento in discussione, nelle sue linee generali, il nostro capogruppo ha già detto quanto doveva dire e che concorda con la volontà del gruppo.
Io vorrei solo scendere in alcuni dettagli per quanto riguarda alcune cose che si dicono sulle proposte di questo piano di sviluppo; e comincerò sul problema dell'agricoltura.
Per quanto riguarda questo ramo, si dice giustamente che la validità economica delle aziende agricole, per essere tali, soprattutto per quanto riguarda queste piccole aziende, di dimensioni piccole, si devono favorire in tutti i modi la cooperazione, ecco è su questo tema che vorrei soffermarmi.
Come Regione in questo campo abbiamo delle leggi che sono validissime, che sono molto importanti.
Basta che un gruppo di agricoltori si costituisca in una cooperativa e l'Assessorato dà tutti quei contributi necessari, anche quasi totali, sia che si voglia costruire una stalla sociale, sia che si voglia costruire un caseificio, una cantina di invecchiamento, una strada poderale ecc..
Ora c'è da chiedersi, come mai, che con una legislazione che va nell'indirizzo della cooperazione agricola e non v'è dubbio che della nostra legislazione va in questo indirizzo, con delle buone leggi veramente incentive queste forme associative o cooperativistiche non tendono a concretizzarsi.
Ecco, questo è un punto interrogativo, di cui dobbiamo dare una risposta. Possiamo dire, in questa risposta dico, possiamo dire che l'agricoltore valdostano è titubante?
Questo lo conosciamo tutti, che è geloso della sua proprietà, del suo bestiame è tutto vero; che c'è una tradizione, anche è vero, ma siamo certi che è solo per questo, e non è solo vero che pur avendo delle buone leggi, la regione per prima non applica severamente questo indirizzo? Perché in effetti cosa succede? Succede che da una parte abbiamo delle buone leggi, abbiamo dei buoni propositi, dall'altra continuiamo con la vecchia politica degli interventi dispersivi che servono unicamente a prolungare una agonia di queste piccole aziende agricole mentre invece se associate, potrebbero migliorare di molto la loro situazione.
Vi è poi un secondo discorso, di una seria politica di convincimento, nei riguardi della categoria, ecco qui non so se il nostro sforzo si possa chiamare tale, è vero parliamo sempre sulla necessità che i contadini si associno, però a me pare che questo nostro sforzo manchi di tutta una serie promozionale che vada in questo indirizzo. Noi non dovremmo stancarci mai di organizzare assemblee, dibattiti fra gli interessati, direi addirittura fare un calendario di questi interventi in tutta la Valle, mettendo a disposizione i tecnici dell'Assessorato, i Comuni, le Comunità montane e il medesimo Assessore all'Agricoltura.
Se noi fissiamo queste, non obbligando nessuno a costituirsi in Cooperativa, ma cercando di fare maturare nella gente il convincimento che solo attraverso le forme associative, e cooperativistiche, è possibile una sopravvivenza, io sono convinto che un'opera promozionale, generale, in questo senso può dare dei buoni risultati.
Per quanto riguarda il Commercio, si dice che bisogna costituire la costituzione di consorzi d'acquisto, ristrutturare la rete distributiva che attualmente è alquanto frammentaria, ed è vero, favorire punti di vendita, organizzati in cooperativa, ecco però per fare queste cose, occorre legiferare in materia, se lo scopo è quello dei controlli di prezzi di vendita al dettaglio, soprattutto nel settore alimentare occorre dare degli strumenti validi affinché la categoria possa organizzarsi.
E direi che oltre al problema del controllo dei prezzi, noi abbiamo davanti a noi oggi, una cosa molto più importante, vi è anche il problema della salvaguardia di questa grossa categoria, della sua sopravvivenza, parlo del settore alimentare, categoria che si trova coinvolta in una grave crisi che non ha precedenti nel passato, in grave crisi per causa degli insediamenti avvenuti nel passato, dei grossi magazzini di vendita, in questi ultimi anni, sorretti dai grandi gruppi monopolistici che fra l'altro fanno una concorrenza anche ... e vi porto un esempio, se voi provate a comperare un pacco di biscotti in un negozio, che sia un negozio serio, e comperate un uguale pacco di biscotti in uno di quei grossi magazzini standard, e poi lo portate nel peso, vedete che il pacco del magazzino dello standard, peserà quei tanti grammi in meno a differenza del prezzo che si è pagato meno.
Ecco, questa è una concorrenza per me assai sleale, e questo vale anche per il bottiglione del vino, e tutte queste cose.
Quindi, il settore è in gravi crisi, e poi ancora, se noi aggiungiamo a questo che per i .... sono i dettaglianti, che sono quelli che maggiormente, pagano le spese di questa grave crisi.
In questo campo ho un'esperienza ultra-ventennale quindi parlo con cognizione di causa, io faccio due esempi macroscopici, oggi il dettagliante paga il mezzo chilo di pasta 211 Lire IVA compresa pacco da mezzo chilo, e lo vende a 220 lire perché questo è stabilito dal Ministro, quindi ha un utile del 4%, lo zucchero, il cui prezzo viene fissato dalla Regione il dettagliante lo paga 338 lire alla razione, Iva compreso e viene venduto a 355 lire alla razione; ed ha l'8% di utile.
Quindi, se poi a questo guadagno noi aggiungiamo tutto il calo della merce, perché un sacco di zucchero deve essere, le razioni di un sacco di zucchero di 50 kg. quante razioni si devono fare per consumare il sacco di 50 kg., a tutto questo vanno aggiunti i vari tributi di cui sono soggetti questi piccoli ... questa è la reale situazione in qui vengono a trovarsi i dettaglianti, quindi oltre che al controllo dei prezzi che è molto importante, si pone anche il problema della salvaguardia della sua sopravvivenza, dando quegli strumenti indispensabili affinché essi riescano ad organizzarsi, togliendo di mezzo tutti quei passaggi parassitari che alimentano l'aumento dei prezzi.
Certo il tutto dovrà avvenire con severo controllo sia da parte della Regione sia da parte, là in quei paesi della Valle, da parte degli Enti pubblici, comunità montane, affinché non ne nascano delle speculazioni.
Direi che questo servizio di distribuzione nel campo dei generi alimentari, organizzati in questo modo in cooperative, dovrebbe assumere il ruolo, in un certo qual senso un ruolo come un senso di servizio sociale per la popolazione, e qui farei una proposta, la proposta è che il Consiglio dia già fin d'ora, non so, dia mandato alla Commissione Industria e Commercio di cominciare a studiare questo problema, sulla cooperazione, in questo preciso settore e anche in altri settori dove siamo carenti di leggi in fatto di cooperazione, per quanto riguarda l'industria avrei poco da dire in quanto mi sembra che gli indirizzi che adesso vengono dati vanno nel senso giusto, e il giusto criterio di intervento della piccola e media industria di mantenere l'attuale percentuale di addetti anche se una particolare attenzione va rivolta sulla necessità di industria e manodopera femminile che mancano ancora questi.
Siamo anche d'accordo di avere un inventario completo delle aree che devono essere riservate per l'insediamento di industrie, capaci di soddisfare le esigenze occupazionali là dove ve n'è bisogno, e quindi per prima cosa la Regione, dovrebbe secondo me, ... tutti questi terreni, acquistarli per poterli avere a disposizione qualora se ne presenti l'occasione.
Siamo anche d'accordo soprattutto sul maggior rapporto tra Regione e aziende pubbliche, con particolare riguardo alla Nazionale Cogne, quale industria privata della Valle d'Aosta, ma io direi che questo rapporto di collaborazione ai fini di un sempre maggior equilibrio per la nostra economica fra Regione e aziende pubbliche debba essere stese a tutto il settore industriale sia esso pubblico che privato e non solo nel settore industriale ma anche negli altri settori, uffici banche, agenzie di assicurazione, imprese varie, ecc. ecc.
E questo perché, perché da un lato abbiamo l'esigenza di equilibrare la domanda al posto di lavoro, per un certo tipo di domanda, e dall'altra abbiamo un'altra fondamentale esigenza, che è quella di trovare un posto di lavoro per tutti coloro che vengono sfornati dalle nostre scuole, che si trovano ad avere in tasca un pezzo di diploma, che nell'attuale situazione serve ben poco, o perché restano disoccupati, o si devono accontentare del posto che non corrisponde affatto al titolo di studio in loro possesso, perché purtroppo oggi la realtà è quella che la scuola, specie a livello di scuola media superiore sforna solamente dei disoccupati, ragionieri, geometri, periti, maestri, senza possibilità di avere un posto di lavoro adeguato al loro grado di studio.
Se dovessimo ricercare le cause di questo fenomeno, la prima causa la troviamo nel modo in cui è ristrutturata la scuola oggi. In un modo particolare nelle medie e superiori, che con i suoi soliti canali tradizionali non tiene per nulla conto delle esigenze tipologiche della Regione, cioè abbiamo una scuola che continua a sfornare geometri, ragionieri e periti e insegnanti, mentre ci manca il personale tecnico in agricoltura, nel turismo, personale sanitario, ecc. ecc. ecco che allora la prima causa è quella di non essere ancora riusciti a portare avanti un qualche cosa di nuovo in tale senso, il nuovo indirizzo nella scuola, questa è una proposta che io ci tengo a puntualizzare, almeno con questo canale si può portare avanti senza aspettare molto tempo quindi si potrebbe andare nel senso giusto.
La seconda causa per cui la scuola sforna dei disoccupati è l'assoluta mancanza di una seria programmazione per questo tipo di posto di lavoro. Ecco perché dico che è estremamente necessario che il rapporto di collaborazione con l'industria di stato vada esteso anche al settore pubblico e privato, nazionale Cogne, altre industrie private, Enel - Sip uffici, scuole regioni, comuni, affinché si possano programmare indirizzi nella scelta dei vari canali della scuola, compatibilmente con le necessità delle richieste.
In parole povere se noi riuscissimo tramite tutti i settori produttivi e pubblici e privati della Regione a instaurare un rapporto di collaborazione che ci permetta di avere davanti a noi un certo quadro che si possa garantire che per il 1980, sono degli esempi che faccio, la scuola sforna 150 geometri, 200 ragionieri, 250 periti, 50 per l'agricoltura, 100 assistenti sanitari, ecco noi avremo a questo fine, un quadro davanti a noi per poter indirizzare i nostri studenti su determinati canali a garantire loro che per quella data otterrebbero un posto di lavoro.
Mi rendo conto che non è facile fare questo, ma mi rendo anche conto che in una Regione piccola come la nostra se si riesce a stabilire certi rapporti, con una certa volontà politica non è poi così difficile prefiggersi un tale obiettivo.
Questa è la una mia quarta proposta che faccio, che non costa denaro e che si può portare avanti. Sempre nel settore dell'industria.
Noi abbiamo oggi due leggi, una è quella vecchia che conosciamo, sull'incentivazione per il risanamento dell'industria e contributo a fondo perso, e poi il fondo di rotazione, due leggi con due criteri diversi e non vi sto a spiegare perché penso che tutti li conoscete.
La domanda: è lecito mantenere in piedi due forme di questo intervento, il documento non scende su questi dettagli, però è una domanda che io pongo, sempre per quanto riguarda l'industria, io vorrei fare una proposta alla Giunta: per quanto riguarda i pendolari che lavorano all'Olivetti di Ivrea, e cioè quella di prendere delle iniziative per vedere fino a dove è possibile instaurare con essi un discorso con questi pendolari per un loro eventuale posto di lavoro in Valle, in che modo non lo so come iniziare questo, magari mandando ad essi un quesito, che dica noi Regione siamo disposti a instaurare in uno stabilimento di alcune dimensioni, non grosse naturalmente, in Bassa Valle per cedere se loro entrerebbero di nuovo, perché ricordatevi che la situazione dei pendolari in Bassa Valle è una situazione gravissima che oltre allo scompenso di questo pendolarismo, porta l'economia della Bassa Valle tutta a Ivrea, si direbbe che la Valle d'Aosta abbia due province, una, lo diceva bene una volta l'Assessore Lanivi, si direbbe che la Valle d'Aosta abbia due province Aosta e Ivrea, perché il forte della Bassa Valle gravita tutto commercialmente e per tutto ospedale e scuole, tutto verso Ivrea, quindi per togliere anche questo grosso problema, mi pare che il tentativo da portare avanti possa essere preso in considerazione.
Turismo - Anche qui siamo d'accordo sulle linee generali poste dal piano, vorrei però solo suggerire una cosa che secondo me ha una sua valida importanza. Noi è da anni che abbiamo presentato ancora nella Giunta Bondaz delle mozioni, affinché la Regione acquisti, affitti, non so come delle attrezzature per la creazione di una colonia marina per i nostri bambini, oggi il problema si pone anche e soprattutto per gli anziani, è un problema che riguarda anche i nostri anziani.
A quanto mi consta il problema è tutt'altro che risolto e allora la proposta mia è questa: perché non ci mettiamo in contatto con una Regione a porto di mare, per proporre un interscambio di strutture dando ad essi una località montana, ed avere in cambio, per noi, una zona al mare che potrebbe servire sia per i nostri bambini, sia per i nostri anziani; è una proposta che io faccio, che mi sembra, che non mi sembra poi tanto da respingere.
Certamente che fino a quando noi andiamo alla ricerca di una località al mare, dando come contropartita dei soldi, con il valore che hanno i soldi, ben difficilmente noi otterremo dei risultati positivi, mentre invece con una seria politica di interscambio a livello di regione e non a livello di privati, di speculatori, ma a livello di regione gestito dalla Regione, la cosa potrebbe andare a buon fine.
E vorrebbe dire risolvere un grosso problema, anche questa è una mia proposta che faccio.
I trasporti - Questo è uno dei problemi che pone alla Regione il compito di risolverlo nel modo migliore.
Direi che la Regione deve correggere tutta quella impostazione che già un Agnelli e i suoi 80 ingegneri di fiducia hanno voluto instaurare in Italia, a grave danno delle Comunità.
Abbiamo il caos più completo, mentre nelle città, nei centri c'è un intasamento completo di mezzi privati, mancano dall'altro lato i servizi dei trasporti pubblici, e i pochi che ci sono per giunta mal organizzati e così le società concessionarie oltre che a offrirci un servizio che si può definire disservizio, presentano anche i loro bilanci deficitari e mamma regione paga.
Paga per avere un servizio pubblico che è stato emarginato, mentre dovrebbe essere un servizio di alto grado sociale.
Paga credendo di riparare i gravi errori per i famosi programmatori degli anni '70 e così facendo continuiamo a peggiorare sempre di più la situazione, fino a renderla insostenibile. Paghiamo tutti assieme per quelle scelte errate che venivano ... come una Nazione delle più progredite.
In effetti abbiamo visto quale era questo progresso, questo grande boom economico.
Ora questi guasti qualcuno li deve pagare, e chi paga questi errori madornali sono ancora un'altra volta i soliti, gli operai pendolari, il cittadino che aspetta il pulmino sotto la pensilina; la massaia che deve recarsi a fare la spesa, gli studenti che vengono spostati da un centro all'altro della città, o peggio ancora lo studente pendolare.
E a tutto questo aggiungendo anche l'aumento delle tariffe per avere un servizio che fa acqua da tutte le parti.
Ora la relazione sulla proposta del piano di sviluppo per quanto concerne questo settore dice delle cose molto interessanti, come sono interessanti tutti propositi elencati nell'intero piano di sviluppo regionale, proposte che noi comunisti ci crediamo, ci adoperiamo in tutto e per tutto.
Si tratta ora in ordine prioritario di darne pratica attuazione, per fare questo occorre che da parte di tutti vi sia una certa azione da portare avanti, quindi lavorare seriamente tutti abbandonando gli spunti polemici e demagogici, perché la gente aspetta la risoluzione degli annosi problemi. Noi comunisti, come è già stato detto siamo pronti a batterci per risolvere e portare a compimento questo piano di sviluppo come abbiamo dimostrato di saperlo fare in altre regioni e in altre città italiane.
Qui non si tratta di sapere se questa Giunta rimane in piedi ancora dieci anni, o dodici, Consigliere Bondaz, qui occorre una cosa sola, la volontà politica di risolvere i problemi che il piano si presuppone, questo è importante portare avanti; aprire delle crisi inutili può anche essere una soluzione per qualcuno, che comunque noi comunisti respingiamo con tutte le nostre energie.
Può anche darsi che le proposte che vengono proposte dalla maggioranza pecchino in difetto, ma mi pare che il Presidente della Giunta nella sua breve introduzione, che riconosco sia stata un po' breve, è stato comunque molto chiaro e ha detto che il Consiglio Regionale è chiamato a dibattere i problemi contenuti nelle proposte, e quindi proporre, aggiungere, correggere, togliere tutto quello che si ritiene opportuno.
Mi pare che più chiaro di così non si può.
L'importante è che nelle critiche che hanno una sua validità, se sono veramente critiche e non sono critiche demagogiche, occorre passare all'azione un'azione concreta, che chiede lo sforzo di tutte le forze dell'arco democratico, tenendo anche conto e soprattutto tenendo conto anche di queste critiche, che provengono da varie parti, di ogni gruppo che vengono esposte, perché anche le critiche aiutano a risolvere i problemi.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Parisi.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, dopo i qualificati interventi di questa mattina, evidentemente al sottoscritto non rimane che ricalcare la strada già percorsa e che quindi non ha a disposizione altro materiale per poter meglio precisare ogni cosa.
Questa relazione politico-programmatica è indubbiamente scaturita dal programma lavori presentato dal Signor Presidente della Giunta allorché insediò la Giunta stessa.
In quell'occasione io ebbi a dire al Presidente che si trattava di un lavoro molto ambizioso, che quell'ambizione presumeva molta intelligenza, cose che oggi vi ripeto e ne riconosco ancora rispettoso delle istituzioni regionalistiche, credevo però che in questa relazione si parlasse della tanto anelata richiesta e attuazione della zona franca.
Penso Signor Presidente, che questo problema dovrebbe far parte di una programmazione perché e mi riferisco a un settore forse delicato, perché con una zona franca si potrebbe programmare molto di più nel settore dell'industria e del Commercio.
Su questo settore si dice poco, ma in seguito, probabilmente nei punti programmatici globali si penserà anche a questo. Quello che a me fa molto piacere, e ve ne chiedo scusa, è che nella relazione politico-programmatica si fa appello ai settori di categoria, evidentemente si riconosce che i settori di categoria non possono essere dimenticati in nessun consesso specie quando si deve provvedere a della programmazione.
Era un vituperato strumento di corporativismo che ovviamente è uno strumento sempre valido, ed è per questo che ne sono lieto e che ringrazio.
Circa i problemi dell'agricoltura connessi alle foreste, ho preso atto di quali sono i punti di programmazione; ecco, assessore Lustrissy, io vorrei effettivamente che questo fosse realizzato, che non rimanesse sulla carta e che non si facesse soprattutto come quando è successo in occasione dell'approvazione della tabella annessa ... di massima di dare un valore al legname che si è commesso un obbrobrio. Lei a quell'epoca mi rispose se vi era stata tutta una équipe di studiosi, di tecnici, e allora se questi sono gli studiosi ed i tecnici, la prego di servirsi di altri studiosi e di altri tecnici, per poter concordare bene ogni cosa.
Ora, quando si vuol programmare si deve avere l'esatta coscienza di quel che si può fare e di conseguenza non debba rimanere la programmazione soltanto sulla carta.
Non si può rigettare questa relazione così come è stata concepita, ma quello che a me ha comportato questa mattina è la breve relazione introduttiva del Presidente della Giunta, allorquando, francamente, e dobbiamo riconoscerlo, ha detto che questa relazione è aperta a tutte le discussioni, a tutte le proposte per meglio poter coordinare la programmazione della Valle d'Aosta.
E gliene rendo merito Signor Presidente, ma anche qui non si deve soltanto dirlo, perché come ho avuto modo di riscontrare in altre discussioni di carattere legislativo, ecc. non veniva riconosciuta la giusta aspirazione, i giusti suggerimenti della minoranza.
Ed allora io non voglio addentrarmi di molto non raccolgo evidentemente e chiedo scusa al collega Monami, quando ha detto nella sua introduzione, perché a mio avviso si andrebbe fuori del problema che si deve affrontare? Io invece Signor Presidente e Signori Consiglieri chiudo nel formulare un augurio che i progetti obiettivi riportati a pag. 18 siano veramente affrontati con la realtà con la coscienza, con l'onestà che ognuno di noi deve avere quando deve amministrare la cosa pubblica.
Grazie.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri non c'è più nessuno iscritto a parlare.
La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (PCI) - Vorrei cominciare prendendo il discorso un po' alla larga, per il gusto di fare degli esempi che se hanno lo svantaggio di portare via un po' di tempo, hanno indubbiamente il grosso pregio di chiarire, di esemplificare alcune cose che poi sono le questioni di fondo della discussione di oggi.
Gli osservatori ufficiali, e lo dico in senso ironico della vita politica valdostana, sostengono che il gruppo più forte in questo Consiglio, numericamente più forte sono i DP, io sostengo che non è vero, in realtà il gruppo più forte all'interno del Consiglio regionale è il gruppo dei geometri, siamo in 10, questo per dire che mi consente di fare un esempio che indubbiamente molti Consiglieri capiranno e tutti capiranno, perché direi che tutti soffriamo di deformazioni professionali e io non faccio eccezione.
Quando noi progettiamo una strada, in realtà non ci troviamo di fronte a un problema esclusivamente tecnico, bensì dobbiamo prima cercare di capire l'uso, il compito che questa strada deve assolvere, dove deve portare, qualsiasi sono i punti nevralgici che deve toccare, come si inserisce nella viabilità generale, e poi la progettiamo, poi come fare le curve, come fare i viadotti, come fare i muri di sostegno di controripa è una conseguenza di questa scelta.
Direi che per il piano di sviluppo regionale che la maggioranza oggi presenta in Consiglio è lo stesso discorso, evidentemente non poteva essere un documento diverso da quello che è; non poteva che essere un documento di scelte generali che dimostrasse, che chiarisse al Consiglio e così a quelli, che, alla popolazione amministrata dal Consiglio Regionale quali sono gli intendimenti, qual è la strada che vuole seguire la maggioranza per risolvere certi problemi, evidentemente tenendo conto della realtà, tenendo conto di quale situazione generale ci troviamo oggi a vivere.
E, se questo era l'intendimento della maggioranza, e non poteva che essere questo, infatti il titolo di questo documento non è programmazione regionale valdostana, ma è soltanto proposta di linee di sviluppo politico-programmatiche per un piano regionale, non sono state colte, questo non è stato colto dalla minoranza, non è stato colto, anche se con sfumature, parliamo di spirito, pensiamo dopo ai contenuti.
Anche se la minoranza ha avuto degli atteggiamenti diversi, come era giusto nei confronti di questo piano di sviluppo, noi abbiamo assistito ad un attacco violento e ingiustificato da parte della DC e un atteggiamento di sottovalutazione lo dico in senso benevolo, da parte di altri gruppi di minoranza in questo Consiglio.
Vorrei aggiungere ancora che evidentemente noi con questo piano, vogliamo dare non solo un contributo alla soluzione dei problemi della Regione, ma vogliamo anche partecipare come Regione, in modo diverso a quello che è lo sviluppo nazionale, proprio perché la situazione che oggi viviamo è frutto della situazione nazionale.
Atteggiamento negativo della DC che non è assolutamente giustificabile, perché la DC non ha assolutamente l'autorità politica, non ha le carte in regola per attaccare, nei termini in cui ha fatto stamattina questo piano di sviluppo; perché evidentemente bisogna avere il senso della misura, bisogna avere un minimo senso di autocritica, quel minimo senso che per lo meno hanno dimostrato i comunisti, come componenti di questa maggioranza, nel rappresentare questo piano di sviluppo.
Non si può dimenticare la situazione nazionale che pesa anche in Valle d'Aosta, non si può dimenticare che questa situazione trova la sua responsabilità soprattutto nella DC che è sempre stato il partito di maggioranza relativa all'interno del nostro Paese.
Dal 1948, certo. Evidentemente, bisogna avere il coraggio auto-critico per dire nei fatti concretamente quale è la volontà politica della DC, solo a queste condizioni, a condizione di una profonda auto-critica della DC possiamo accettare certi atteggiamenti critici nei confronti di questo piano di sviluppo a credere che effettivamente, la DC ha intenzione di camminare su una strada diversa, perché il problema è molto semplice: oggi la crisi di credibilità, la paga esclusivamente la DC, sono tanti e tali oggi i problemi del nostro paese che aspettano una risposta positiva, risposta che la DC non riesce a dare, l'ultima risposta è stata la crisi di governo, ma non credo che sia una risposta valida, non credo che sia una risposta accettabile, anche perché i problemi economici e sociali del nostro paese sono così gravi che richiedono decisioni, e non crisi di governo.
Non ha le carte in regola, per come governa, come fa la minoranza in Valle d'Aosta, non ha le carte in regola per quello, che, come partito nazionale.
E faccio solo due esempi, sul problema delle comunità montane, sulle quali l'Avv. Bondaz,, per la seconda volta interviene dicendo delle cose estremamente serie, la DC è stata totalmente assente da quel dibattito, non ha portato nessun contributo all'elaborazione di quella legge, l'altro esempio in campo nazionale, sul problema dell'Egam, e vorrei polemizzare così, un po' con l'Avv. Caveri che stamattina ha avuto un atteggiamento, secondo me, non corretto nei confronti di questo problema, è troppo facile liquidare l'Egam dicendo Ente Gestione Aziende in malora, in realtà il compito che si pone oggi alla Regione Valle d'Aosta è quello di premere affinché il Governo usi in modo corretto la legge sull'Egam che prevede delle cose esattamente contrarie da quelle che fa il Ministro delle Partecipazioni statali, infatti la legge istitutiva del fondo di rotazione dell'Egam per un ammontare di 370 miliardi, dice che devono essere elaborati dei piani di ricerca e di sviluppo industriale del nostro paese con la partecipazione attiva della Regione e questo piano deve essere presentato entro sei mesi, piano che non esiste, piano, esiste una bozza di piano, non esiste un piano, per quella bozza di piano, le Regioni sono state, non sentite, ascoltate e in realtà il ministero fa tutte le scelte sulle spalle della Regione, ecco che allora il problema per noi, quello dell'Egam è un problema serio e non si tratta di parlare male dell'Egam, si tratta di un'applicazione corretta di quella legge, applicazione che non è corretta soprattutto per merito della DC che consente ancora che in Valle d'Aosta esista un'azienda come la Cogne che vive e decide e fa i piani senza la partecipazione dei legittimi rappresentanti della nostra Regione.
Evidentemente lo sforzo che la maggioranza ha fatto, uno sforzo non sempre lineare, ci sono stati anche contrasti sull'elaborazione di questo piano, non intendeva presentare una programmazione completa, soltanto delle indicazioni per andare verso una programmazione democratica e partecipata come si dice oggi; lasciando fermo il fatto, e qui sono d'accordo con la Sig.na Viglino, che programmazione non significa soltanto studiare o avere dei cassetti pieni di bella roba, significa avere delle idee ed avere in mente un quadro generale della situazione, fare delle scelte immediate, concrete e portarle avanti subito.
Questo è per noi programmazione, però anche questa bozza di piano di sviluppo non è un libro dei sogni, tante belle parole magari già sentite, che però non spostano di una virgola la situazione, perché in realtà questo piano di sviluppo, queste linee programmatiche hanno già avuto una loro prima risposta, non dimentichiamoci mai che la legge sullo sport, che è passata con i voti della maggioranza, 17 sì e 9 no, malgrado il contributo della minoranza che era stato accettato dalla maggioranza, va in direzione di come questo piano di sviluppo concepisce lo sport in Valle d'Aosta, perciò una cosa concreta precisa su quel problema si è fatta quando noi in questo piano vogliamo uno sviluppo urbanistico diverso da quello che c'è stato oggi, fino ad oggi, abbiamo già preso delle decisioni in quell'argomento, la legge degli 800 milioni per il finanziamento della stessa, per la costruzione di case a basso fitto, sono già una scelta che trova nei fatti corrispondenza con questo piano di sviluppo. Quando diciamo che dobbiamo potenziare l'acquisizione da parte degli enti locali, di aree per i servizi e contemporaneamente arriviamo in Consiglio con una legge integrativa 865, facciamo già un'altra scelta concreta precisa, discutibile, ma una scelta precisa che va nella direzione indicata da questo piano di sviluppo, quando noi diciamo che è importante arrivare verso una sistemazione idro-geologica seria della nostra Regione e affrontare il problema della forestazione, non sono parole, perché nei fatti su proposta del Gruppo comunista, alla maggioranza l'Assessorato sta già lavorando in quella direzione, al fine di avere degli interventi programmati in quella direzione che ci servono ad ottenere due grossi risultati e mi auguro che la discussione su questo argomento arrivi presto in Consiglio per avere in contributo di tutti. Due grossi risultati: il primo di avere un uso razionale dei fondi a disposizione sulla forestazione e sulla sistemazione idro-geologica, il secondo di avere come effetto, non secondario, ma derivato, un'occupazione di manodopera locale e una integrazione del reddito del contadino, che è un'integrazione reale e attiva.
C'è lo sforzo, in questo piano di andare da un uso del bilancio regionale, che favorisce o ha favorito una economia sussidiata, c'è la volontà, lo sforzo di cercare di andare verso un'economia promozionale, tesa cioè a non dissolvere il bilancio di una serie di piccoli interventi che non costruiscono, che risolvono momentaneamente il problema, ma la volontà di andare verso un bilancio che costruisca posti di lavoro, e costruisca posti di occupazione che modifichi le strutture economiche nella nostra Regione.
Certo tenendo presente tutta una realtà, perché quando stamattina l'Avv. Bondaz accusa non so se la Giunta, non so se la maggioranza, non so se l'Assessore al Turismo che in Valle d'Aosta, quest'anno sono diminuiti i turisti di 170.000 presenze con un grave, così handicap economico per i nostri operatori turistici si dimentica di dire però qui la mancanza di autocritica è totale, e io lo definirei, senza cattiveria, così l'intervento della verginella, arriva qui non sa niente, tutto causale quello che succede, che se oggi la crisi economica che sta attraversando il nostro paese è una crisi strutturale, è grazie alle mancanze di scelte, alla mancanza totale di scelte, coraggiose, no, no, fatte dalla DC perché, perché evidentemente la Regione Valle d'Aosta come qualunque altra Regione non può mettere da sola, riparo alla crisi economico, certo, deve però tenerne conto, è costretta a subire, a pagare a lavorare di più per andare verso la soluzione di questi problemi; ecco che se noi affrontiamo in questo modo il piano di sviluppo, al di là se siamo d'accordo su alcune scelte specifiche, o se non siamo d'accordo, ma se l'atteggiamento resta sostanzialmente positivo, nel senso di voler cercare insieme delle soluzioni a problemi non abbiamo poi la possibilità di dire questo piano non vale niente o è soltanto fumo negli occhi o è l'osso da dare rosicchiare ai Consiglieri affinché si scaglino tra di loro, senza nulla risolvere, perché evidentemente da questo piano, scaturiranno altre scelte, una scelta molto vicina, molto ravvicinata sarà quella del bilancio; perché il bilancio dovrà rispecchiare queste scelte, dovrà essere un bilancio non fatto per Assessorati ma dovrà essere un bilancio fatto secondo anche nuove tecniche amministrative che consenta un uso diverso delle risorse, del denaro, dello stesso, da parte della maggioranza e da parte soprattutto del Consiglio Regionale nel suo insieme.
Noi riusciremo a convincere la maggioranza proprio perché i problemi sono maturi, ecco se riusciamo a fare queste cose, credo davvero, non per il gusto di scontrarsi frontalmente ma per il gusto di discutere in modo corretto i problemi che ha la nostra Regione.
Si dà atto che dalle ore 17,45 assume la presidenza il Vice Presidente CHANU.
Lustrissy (DP) - ... giornata sia proprio stato quello dell'agricoltura, perché giustamente anche a ragion veduta tutti quanti i Consiglieri che sono intervenuti hanno messo in evidenza gli aspetti e la delicatezza dei problemi e la difficoltà della soluzione dei quali tutti quanti siamo coinvolti.
Si è parlato più volte di una politica sbagliata nei confronti dell'agricoltura e concordiamo su certi aspetti di una politica sbagliata del passato, ma certamente non siamo noi oggi responsabili di una politica sbagliata nel settore dell'agricoltura fatta negli anni passati, anzi abbiamo tentato in questi ultimi anni un mutamento radicale di indirizzo negli interventi del settore dell'agricoltura e ne sono testimonianze le scelte di fondo che la passata, presente amministrazione hanno portato avanti con il consenso del Consiglio sui problemi dell'agricoltura.
Ne sono testimonianza, e qualche Consigliere ha avuto l'amabilità di ricordarlo, la legge fondamentale sulla cooperazione, la legge sul fondo di rotazione che è già in attuazione per il settore agricolo, l'assistenza tecnica e l'azienda agraria regionale.
Quattro grandi strumenti di intervento che hanno rivoluzionato in un certo qual modo il problema e un modo di porsi di fronte al problema dell'agricoltura da parte dell'Amministrazione Regionale, si è abbandonato una certa politica di contributi e di sussidi che molti hanno biasimato durante la discussione, incitando anche politiche sbagliate in agricoltura sulle quali concordiamo, ma delle quali non siamo certo responsabili, abbiamo tentato per lo meno, con molto coraggio in questi ultimi anni di evitare di ripetere interventi sbagliati facendo delle scelte di fondo; e forse avremmo dovuto avere il coraggio di fare delle scelte ancora più incisive e più decisive, avere il coraggio tutti assieme di dichiarare la fine di un certo tipo di politica di intervento basato sui sussidi e sulla contribuzione, ma di dedicarsi più chiaramente ad interventi di fondo a scelte che mutino veramente le condizioni della nostra situazione agricola regionale.
Tant'è vero che le direttive comunitarie dell'agricoltura che l'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta ha sempre contrastato hanno poi trovato un correttivo nell'ultima direttiva citata della montagna, della quale noi abbiamo già anticipato delle scelte, politica differenziata nei confronti dei problemi dell'agricoltura in rapporto alle situazioni dell'agricoltura nei suoi diversi aspetti nei paesi dove esso è praticato.
Dove certi interventi di fondo, quale quello dell'indennizzo agli agricoltori, del costo sociale che la Comunità paga agli agricoltori per il mantenimento di un certo servizio è stato affrontato, se non in modo radicale, con un primo intervento massiccio della comunità regionale, riconoscendo un giusto indennizzo a favore degli agricoltori per l'attività da loro sfruttata, e questo si inserisce poi ed è stata recepita dall'ultima direttiva CEE quando parla delle direttive svantaggiate e ne anticipa i provvedimenti, è chiaro che un problema di questo tipo che ha delle implicazioni diverse, delle interdipendenze con tutti i settori economici della nostra Regione è stato giustamente evidenziato e l'ha ricordato anche il Consigliere Parisi, nell'illustrare la parte relativa all'agricoltura sono poste le premesse per alcune scelte di fondo che dovremo operare nel settore agricolo.
Ebbene non si può fare astrazione quando si parla di agricoltura di una visione generale territoriale, cioè la scelta di fondo, la prima scelta di fondo che dovremo fare sarà il piano territoriale regionale, nel quale dovremo indicare quale parte di territorio sarà ancora riservato all'agricoltura e su questa parte di territorio riservato all'agricoltura quali saranno le scelte che l'Amministrazione Regionale dovrà fare per permettere a questa agricoltura di riorganizzarsi pienamente e di poter sopravvivere e di poter confrontarsi con le altre attività economiche.
Ebbene questo deve essere uno dei primi impegni di questo Consiglio Regionale di portare a soluzione questa scelta fondamentale per qualsiasi tipo di intervento nel territorio che è il piano generale territoriale.
Ebbene anche sulla scorta delle discussioni già avvenute nel corso dell'anno in Consiglio Regionale che sono terminate con una mozione che chiedeva appunto alla Giunta Regionale e all'Assessorato all'Agricoltura un impegno programmatico sugli interventi che l'Amministrazione Regionale intendeva attuare nel settore per gli anni a venire, io posso dichiarare oggi che proprio come conseguenza di questa prima relazione generale sul piano di sviluppo a livello di Assessorato abbiamo già predisposto e stiamo ultimando un progetto operativo per gli interventi nel settore dell'agricoltura, sul quale dovremo confrontarci, sul quale saranno indicati dei programmi, sui quali saranno indicati degli obiettivi, sui quali saranno indicate delle scelte che il Consiglio regionale dovrà effettuare e all'interno di queste scelte non faremo più astrazione di una politica agricoltura per agricoltura, ma chiaramente dovremo considerare l'agricoltura non come una attività a sé stante sul territorio, ma agricoltura più suolo, più territorio, più protezione del suolo.
Cioè un discorso generale che tenga conto di questo momento unitario dell'attività agricola e forestale nella nostra Regione che ha delle finalità ben precise da una parte nella difesa e protezione del suolo, e dall'altra nel mantenimento e nella razionalizzazione di un'attività economica così importante.
Ebbene, anche in accompagnamento a questo documento programmatico, si proporranno anche delle scelte più incisive per quanto si riferisce alla riorganizzazione anche dell'attività dell'Assessorato con l'istituzione, già più volte richiamata come proposta, di un ufficio specifico che abbia come competenza principale quella della difesa e della protezione del suolo; così anche come è stato ricordato dal Consigliere Chincheré alcuni studi sono stati già avviati e altri ne stiamo avviando per delle scelte che saremo chiamati tutti quanti a fare nel prossimo avvenire.
Ebbene, credo anche di poter dire che l'Assessorato all'Agricoltura da molti anni collabora con gli istituti di ricerca universitari, forse uno dei pochi esempi in questo campo, diciamo di attività dell'Amministrazione Pubblica, abbiamo intensificato in questi ultimi anni i rapporti con gli istituti universitari, proprio finalizzati a questa ricerca continua di metodologie, non disgiunte dalla parte operativa cioè che ci sia questa corrispondenza e questo muto scambio di esperienze e di proposte tra chi studia e ricerca e chi si trova ad operare nel settore applicativo.
Ebbene da tutta questa discussione e da tutte queste proposte credo potrà essere individuato da questo Consiglio Regionale, anche in ordine a quanto ognuno di noi ha potuto dire oggi, quali saranno le scelte di fondo che l'Amministrazione Regionale dovrà operare nel settore agricolo per gli anni a venire.
Si dà atto che dalle ore 17,57 riassume la presidenza Presidente DOLCHI.
Fosson (UV) - Io ho parlato stamattina sulle questioni generali di questa ipotesi di piano che ci è stato presentato, e ho sentito, come sempre, con molta attenzione, ho seguito con molta attenzione tutti gli interventi che sono stati fatti nel pomeriggio e siccome stamattina io non ho toccato l'argomento agricoltura, perché è un argomento complesso, che è facile dire molte parole, ma poi bisogna vedere nel momento in cui si opera come si deve fare, perché tutti oggi sono professori in campo, nell'agricoltura, e siccome ho sentito certe cose devo rispondere perché non posso star zitto e devo rispondere immediatamente, devo rispondere a un intervento del Consigliere Chincheré in merito alla forestazione e mi riservo di dire quello che devo dire, e vorrei anche rispondere a qualche cosa che ha detto l'Assessore Lustrissy, perché l'Assessore Lustrissy avrebbe dovuto mantenersi in un certo senso sfumare un po' quello che ha detto, perché possiamo essere tutti d'accordo che si sono commessi degli sbagli, e siamo sempre lì per perfezionare, ma non si deve a un certo momento dire tutto quello che è stato fatto è sbagliato e solo da quando ci siamo noi si è fatto un qualche cosa che serve per l'agricoltura e io non voglio lasciar passare sotto silenzio questo, e non è per fare una difesa personale di quando noi siamo stati alla testa del settore agricolo, però certe verità bisogna dirle bisogna ricordare certe opposizioni che venivano anche dalla parte di chi adesso dice che abbiamo tutto sbagliato.
E allora voglio prima dirimere il campo della forestazione, ho sentito dal Consigliere Chincheré e non gliene faccio colpa perché probabilmente non sa i precedenti e ha parlato, che quando noi parliamo di forestazione intendiamo dire di programmare gli interventi sia per gli investimenti, sia per occupare una manodopera che serva per i nostri valligiani.
Ora, noi non si parlava ancora di programmazione, in Consiglio Regionale e modestamente come Amministrazione abbiamo deciso di iniziare i piani economici comunali per quanto concerne le foreste.
Ora per chi si intende di queste cose e per chi ha seguito queste cose, sa che ogni piano economico comunale o intercomunale è una programmazione perché praticamente si stabilisce qual è la situazione del bosco in quel momento, con rilievo di confini, con rilievo della massa boschiva, con quelle che sono età delle varie essenze, le varie essenze che ci sono nel bosco, e poi si fa praticamente un programma che deve essere attuato gradualmente per migliorare il bosco e siccome la foresta non è, richiede per essere messa in sesto, non l'arco di due o tre anni, ma l'arco di una vita, di una pianta che si misura a centinaia di anni o almeno vicino al secolo, è una questione di lunga scadenza.
Ora, io mi sono sempre felicitato che anche le Amministrazioni che sono venute dopo e che hanno trovato questo avvio dei piani economici, abbiano continuato su questa strada e praticamente se non erro, attualmente tutti i Comuni, se non tutti ne mancherà qualcuno soltanto, di tutta la Valle, hanno il loro piano economico approvato e fatto a spese della Regione.
Ora si potrà pensare per la questione di rimboschimenti, ma i rimboschimenti che vengono fatti siccome praticamente rientrano negli ambiti comunali, se si vuole attuare la programmazione, non c'è bisogno di programmare nuovamente per quanto concerne le foreste, basta prendere tutti questi piani vedere l'unica programmazione è quella di dire il costo ogni anno è tanto, abbiamo i fondi disponibili, per fare questo, o abbiamo una somma a disposizione inferiore e allora bisogna vedere quali priorità.
Mi sembra che questa sia la questione programmazione, non c'è bisogno su questo punto di fare delle altre cose, perché quello che c'è da programmare è già fatto. Quindi c'è da vedere, di mettere le somme a disposizione. Questo per chiarire il concetto della forestazione. Probabilmente, abbiamo detto più volte che dei rimboschimenti si continua a farne.
Oggi i costi dei rimboschimenti sono necessariamente superiori, la manodopera disponibile è inferiore a quella che aveva in passato, e si fa quello che è possibile, e forse si fa qualche cosa di meno di quello che si è potuto fare in passato, ma di questo io non ne faccio colpa a nessuno, perché praticamente c'è un aumento dei costi e c'è una disponibilità di manodopera inferiore, almeno per il momento.
Questo, per quanto concerne la forestazione.
Ma l'Assessore Lustrissy ha detto che concordiamo su una politica sbagliata, in passato, nel campo dell'agricoltura e che solo da poco tempo si è pensato a correggere con la legge sulla cooperazione, con la legge sul verde agricolo, con l'assistenza tecnica, e con l'agraria regionale.
Io non dico che tutto quello che è stato fatto in passato, sia giusto, ci sono degli sbagli e ogni amministratore ne ha commessi degli sbagli, e deve avere la coscienza di riconoscere e di fare un'autocritica sugli sbagli che sono stati fatti.
Noi possiamo riconoscere che come amministrazioni del passato, anche quando io non ero Assessore all'Agricoltura ci siamo orientati sui sussidi e sui contributi.
Oggi sono il primo effettivamente a riconoscere che una parte di questi contributi devono essere soppressi o almeno modificati; ma perché devono essere soppressi o modificati, andiamo anche ad esaminare i motivi, e perché è invalsa una certa abitudine, questo non è adesso un'accusa che io faccio all'Assessore attuale, o all'Assessore precedente, ma effettivamente nell'Amministrazione è un po' invalso l'uso che si faceva di questi contributi un'arma di pressione anche politica, e questo lo abbiamo constatato nel passato e la prima cosa che abbiamo fatto quando siamo arrivati all'Assessorato all'agricoltura, abbiamo dato ordine agli uffici dell'assessorato che tutti i cittadini valdostani senza colore di tessera fossero trattati alla stessa stregua, con la precedenza in base all'ordine di presentazione delle domande, questo è quanto noi, quando eravamo all'amministrazione abbiamo stabilito nell'assessorato agricoltura; scontentando forse anche qualcuno che era dalla nostra parte, abituato a ben altre cose, perché sapeva che prima c'era una certa discriminazione, quindi si capisce che applicando un sistema di questo genere i contributi o i sussidi sono una cosa deleteria, deleteria perché una discrezione, quindi mentre in certi altri casi la questione del sussidio all'inizio mettiamoci in testa quella che era la situazione della Valle d'Aosta, parlo di vent'anni o 25 anni fa quando c'era necessità di scuotere, di scuotere, e eventualmente di dare un aiuto immediato, perché c'era tutto da fare, quindi ha avuto il suo rovescio della medaglia negativo e dobbiamo giustamente riconoscerlo e facciamo tutti i correttivi necessari per trovare un altro sistema, però tengo di nuovo a precisare che una parte di questa degenerazione è venuta, causa le questioni partitiche e di parte. Legge sulla cooperazione, credo che i Consiglieri possano vedere tutta la legislazione che si è fatta in questo campo e se è stata fatta e siamo stati perfettamente d'accordo di fare una legge nuova sulla cooperazione, credo che in tutti i provvedimenti che sono stati presi in passato la questione cooperazione è stata tenuta presente con una differenza di contributo proprio per favorire la cooperazione e anche qui si fa presto a dire facciamo la cooperazione, ma per creare una cooperativa ci vuole l'incentivo dell'Amministrazione regionale e ci vuole la volontà dei singoli appartenenti alla cooperativa, è questo che io avrei voluto sentire dire dall'Assessore Lustrissy, perché certe cooperative sono anche sorte, anche in passato esclusivamente per sostenere dei fondi superiori e poi non funzionare come cooperativa e gli esempi ci sono quando anche il Presidente della Giunta, ha dovuto richiamare a qualche cooperativa i contributi che gli erano stati dati, era una cooperativa di meccanizzazione agricola, sorta non lontano da Aosta che praticamente aveva falsificato le firme degli aderenti per ottenere il contributo massimo che è dell'80% per le cooperative, mentre era del 30% per i singoli, ma praticamente sotto un'altra politica, non certamente dell'Union Valdôtaine si era trovato il sistema di fare una cooperativa, mentre le macchine erano di proprietà di un solo individuo, e di queste cooperative alcuni anni fa, ne sono state fatte tante, tante, non tante, ma alcune i cui mezzi sono proprietà esclusivamente dei singoli, mentre il contributo è stato preso dalle cooperative, ed è per quello che quando abbiamo fatto la legge sulle cooperative mi sono battuto per mettere certe restrizioni, perché non avvenisse questo, perché questa è una truffa all'Amministrazione regionale e molte volte i premiati sono quelli che vogliono essere i più furbi, quindi ci sarebbe ancora da dire sulla cooperazione, quante cose ci sarebbero da dire e bisognerebbe andare a vedere i vecchi verbali, io non voglio adesso sollevare delle polemiche, qui che oramai sono del passato, è meglio lasciarle dormire, ma per diverse volte ho detto in questo Consiglio che gli organismi economici devono lasciare a parte le questioni politiche se vogliono funzionare e questo lo dicevamo per la cooperativa produttori e fontina, credo che qualcuno si ricorderà delle vecchie polemiche, perché, perché c'era anche lì qualche volta un trattamento diverso, se uno faceva parte di un partito o di un altro e non è con questo principi che funziona la cooperazione e se c'è stato un rigetto e una difficoltà di creare delle cooperative è dovuto a questi, la grande colpa è dovuta a questi fatti fondamentali che noi abbiamo più volte denunciato, più volte denunciato e abbiamo sempre detto le fontine non hanno né il marchio della Democrazia Cristiana, né la falce e il martello dei Comunisti, né lo stemma dell'Union Valdôtaine, la Cooperativa Fontine deve funzionare, deve funzionare per tutti, quindi mi dispiace che non ci sia Manganoni che ha seguito sempre queste cose qui e credo che potrebbe confermare quello che noi dicevamo in quest'aula.
Si parla dell'Agraria e anche dell'Agraria, permettetemi di ricordare, di andare molto indietro di andare molto indietro ma quando il Consorzio agrario ha fatto e voleva costruire quello stabile vicino all'Arco di Augusto, noi come amministrazione regionale abbiamo detto, diamo un contributo a condizione che la parte corrispondente al contributo che noi diamo, rimanga di proprietà dell'Amministrazione regionale, perché così li metterà a disposizione delle categorie interessate e qualcuno che è subentrato in quel momento alla nostra Amministrazione ha fatto dare il contributo direttamente alla Feder Consorzi, senza che quella parte rimanesse di proprietà della regione e anche qui forse in quel momento e in quel momento avevamo detto che il Consorzio Agrario di Aosta, doveva staccarsi dalla Feder Consorzi e formare un Consorzio agrario di Aosta, ma le forze politiche avverse a noi in quel momento non hanno seguito questa via e Signori, io vorrei dire, qualcuno di quelli che dice che questa politica è tutta sbagliata, allora da che parte era? Era praticamente il sostenitore o direttamente era in questa, da quella parte che agiva in quel senso e allora ci vorrebbe almeno, almeno un po' di pudore e almeno sfumare le cose e non dirle così crudamente, perché ognuno di noi ha un po' di sangue nelle vene e non può tacere certe cose e ingoiare dei rospi che non deve ingoiare, si è fatta la legge sul verde agricolo, siamo perfettamente d'accordo, si è fatta la legge sull'assistenza tecnica, noi non eravamo contrari all'assistenza tecnica, abbiamo solo precisato i motivi che eventualmente bisognava mettere in evidenza, perché anche questo servisse a qualche cosa e portasse dei frutti, ma si è tutto sbagliato in passato, e quando abbiamo fatto la legge sul risanamento del bestiame i vostri maggiori responsabili ne 1963 sulla piazza di Aosta, basta andare a prendere ancora il giornale della DC, allora segretario era il Signor Malagutti e andare a leggere quello che diceva il Signor Malagutti Segretario allora della DC in merito al risanamento del bestiame, era tutto sbagliato, non bisognava fare, erano soldi sprecati e tutti, ultimamente abbiamo ricevuto, credo che i vari Consiglieri abbiano ricevuto la relazione da parte dell'Assessorato all'Agricoltura che porta in evidenza i dati di 10 anni di risanamento del bestiame, dicendo che effettivamente come è la verità, si è arrivati a eradicare quasi completamente la tubercolosi, la brucellosi, le mastiti, migliorando con la questione mastiti la produzione della fontina e con tutti i riflessi che la questione dell'eradicazione della tubercolosi bovina ha anche su quella che è la tubercolosi umana, che interessa eventualmente l'Assessore Benzo, e allora facciamo le cose un po', guardiamo un po' le cose come stanno, si sarà sbagliato in certi campi, ma non si arrivi a dire, tutto quello che è stato fatto è sbagliato e adesso perché ci siamo noi, tutto va bene, perché abbiamo pensato a tutto. Abbiamo fatto allora la questione del risanamento del bestiame, con l'opposizione della vostra parte, come ho citato, abbiamo fatto la legge sulla viabilità rurale, oggi probabilmente si dirà e sono il primo a dirlo, che si sono fatte troppe strade interpoderali, ma siccome avevamo anche fatto una legge sulla meccanizzazione agricola mi pare che per l'accesso ai vari fondi era necessario di avere delle strade interpoderali, perché altrimenti una legge sulla meccanizzazione agricola certamente non avrebbe servito a niente perché i trattori non possono scavalcare i vari muri dei nostri terrazzamenti, ma era necessario di fare delle strade, forse se ne sono fatte troppe adesso di strade e sono il primo a dirlo che bisogna mettere un certo freno, però è un qualche cosa che è rimasto e che era necessario questa viabilità rurale, abbiamo fatto la legge sulla meccanizzazione agricola e ho già citato prima che questa legge sulla meccanizzazione agricola dava l'80% per le cooperative agricole, mentre il contributo era del 30% per i singoli, ho già detto quali inconvenienti ha portato in certi casi per la mancanza di controllo e di serietà, esclusivamente perché ad un certo momento qualcuno che era delle propria parrocchia bisognava favorirlo e allora si chiudeva un occhio, non è con questi sistemi che si facilita la cooperazione, perché si crea un qualche cosa, quindi io non voglio dilungarmi, ma voglio solo dire all'Assessore Lustrissy, che sa che noi siamo sempre pronti a dare tutto il nostro contributo di critica costruttiva, non distruttiva, perché credo che in seno sia nell'aula consiliare, sia in seno alla Commissione consiliare abbiamo sempre esaminato tutti i problemi con la massima obbiettività e non veniamo a dire o a fare qualche cosa contro quando voi proponete una cosa che va bene, ma chiediamo un'altrettanta obbiettività da parte vostra, perché questa obbiettività purtroppo noi non l'abbiamo avuta quando eravamo all'Amministrazione, perché si è fatto un sabotaggio veramente su questo punto, io potrei citarvi degli esempi che vi faccio grazia, di gente di partito che quando si voleva fare una cooperativa in un dato posto e che magari tutti gli agricoltori erano d'accordo, andava dire no, non dovete farla, andando a parlare con una certa parte, perché questa è un'iniziativa che parte dall'Union Valdôtaine, noi, le iniziative partono dai Comunisti, partono dai Democristiani, partono dai D.P. quando sono iniziative valide, noi obbiettivamente diciamo, bisogna approvarle e bisogna appoggiarle, chiediamo altrettanta obbiettività a voi e mi permetta Assessore Lustrissy, lei sa che io sono sempre abituato a dire le cose che penso, lei mi ha tirato un po' per i capelli, perché è stato un po' troppo spregiudicato, nelle sue affermazioni e quindi ho voluto risponderle, con questo siamo sempre al punto di prima.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Bordon, dopo la rinuncia del Consigliere Bordon, la parola all'Assessore Lustrissy.
Lustrissy (DP) - Io voglio solo fare una precisazione, perché pare che ci sia stato un equivoco, l'Assessore Lustrissy non ha affermato che la politica agricola sbagliata era colpa di qualcuno, ho detto che dei Consiglieri regionali hanno affermato che si è fatto una politica agricola sbagliata sino a questo momento. L'Assessore Lustrissy ha precisato che se politica sbagliata c'è stata nel tempo non era certo da additare a questa parte di maggioranza e in più ha anche affermato che se ci sono stati degli errori nel passato, se ci sono state delle Considerazioni e approva delle considerazioni fatte dal Consigliere Fosson si è tentato di porvi rimedio con dei nuovi interventi, più adatti alla situazione di oggi, ma io non ho affermato che la politica agricola sbagliata nel passato era da imputare a qualcuno, né ho detto che abbiamo fatto una politica agricola sbagliata, l'hanno detto altri Consiglieri, io mi sono riferito a quanto hanno detto altri Consiglieri, mi dispiace ma c'è stato un equivoco pertanto, credo di essere stato un falso bersaglio.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, non c'è nessuno iscritto a parlare. La parola all'Assessore Pollicini.
Pollicini (DP) - Mi pare che, anche se l'argomento specifico dei Lavori Pubblici non è inquadrato settorialmente nelle proposte delle linee programmatiche, trovi largo spazio l'intervento del settore e per dare credibilità a questo documento, credibilità per certi aspetti messa sia pure parzialmente in dubbio da alcuni Consiglieri, mi pare opportuno ricordare che queste non sono soltanto delle linee programmatiche espresse come indirizzo da seguire in un futuro più o meno prossimo e la prova della volontà e della credibilità su questo documento è data dalle scelte già operate in una direzione ben precisa, è sufficiente verificare l'impostazione del programma dei lavori pubblici dell'anno in corso per vedere che questa maggioranza ha già operato delle scelte precise, coerenti con le linee che sono proposte da questi documenti e, è sufficiente dicevo, vedere che ad esempio il capitolo della viabilità è stato rallentato, non va detto che le strade non debbano più essere fatte, è chiaro che in questo settore le spinte comunali sono diremo fortissime, noi però abbiamo frenato queste spinte e abbiamo indirizzato, innanzitutto informando i Comuni della situazione generale della nostra regione, dando documenti e informazioni tali da acconsentire anche alle Amministrazioni comunali una visione completa e globale della situazione regionale e dai documenti che abbiamo prodotto, consegnato a tutte le Amministrazioni comunali; se ne è desunto una fotografia della situazione regionale che penso per molti aspetti forse non era sufficientemente conosciuta dalla maggior parte delle Amministrazioni stesse, è sufficiente però dire e portare alcuni dati tra cui quello che riguarda il settore delle opere igienico sanitarie, basti dire che l'80% della popolazione valdostana e questi dati sono stati riportati, è servito inadeguatamente o addirittura non è servita da acquedotti, il 27% della popolazione valdostana è sprovvista di fognature e se non provvedessimo nell'arco di 10 anni al rifacimento di alcune fognature ormai in fase di disuso, il 61% della popolazione valdostana sarebbe sprovvisto di fognature efficienti, è chiaro quindi che con questi elementi si poteva già indirizzare con condizione di causa le scelte, le richieste dei Comuni e coerenti con questi elementi, era opportuno portare un programma di lavori pubblici che potesse coprire seppure in un'epoca pluriennale queste deficienze, noi siamo passati nel programma di quest'anno a prevedere per le opere igienico-sanitarie, acquedotti e fognature un impegno che oltrepassa i 2.200.000.000 e che in percentuale passiamo da un impegno del 25% dell'anno scorso a un impegno del 38,6% di quest'anno dell'intera disponibilità finanziaria dell'assessorato, quindi ci preoccupiamo in particolare di un argomento che interessa da vicino la salute della gente, siamo inquadrati in quella che è una delle tematiche più pertinenti del momento, che è quella della sanità, che è quella appunto della salute pubblica e pensiamo appunto che il problema del rifornimento idrico e delle fognature abbia prevalenza oggi a questo fine su quello delle opere stradali, quindi siamo in un'ottica di un problema che tutto il paese sta sviluppando e oggi come oggi, forse nella sua drammaticità in evidenza specialmente le zone sprovviste di queste opere, altro argomento di fondamentale importanza è l'edilizia scolastica, vogliamo adeguare le strutture scolastiche, non soltanto sotto l'aspetto edilizio, ma anche tenendo conto delle esigenze di carattere pedagogico che una scuola moderna richiede e in questi standards di costruzioni scolastiche noi portiamo avanti un programma di avanzata tecnologia e anche per quanto concerne gli investimenti nell'edilizia scolastica siamo passati dal 19% degli anni passati al 26% di quest'anno, tutto ciò non sarebbe ancora sufficiente se a monte di queste scelte, non ci fosse stato da parte dell'Amministrazione regionale uno studio delle situazioni locali che si riferiscono all'argomento, perché noi oggi abbiamo un censimento completo della situazione igienico-sanitaria e scolastica che riguarda frazione per frazione la nostra vale, per quanto riguarda quella igienico-sanitaria è già stato completato, per quanto riguarda il censimento dell'edilizia scolastica è a due terzi di tutta la Valle, quindi è un discorso che consente all'Amministrazione regionale di avere una documentazione che viene data ai Comuni per indirizzare nelle scelte con cognizioni di causa nelle scelte, quindi per superare quello che è stato, riteniamo sinora, uno dei nostri grossi difetti, di essere, diremmo così, sprovvisti di qualsiasi difesa di fronte a quelle spinte che vanno sotto il nome delle spinte relative allo sviluppo spontaneo, che tanti guai hanno provocato e che sono la causa prima di una serie di interventi sbagliati che hanno portato alla speculazione edilizia e ad altri interventi che poi investono altre necessità che vanno a caricarsi sulle spalle della Regione, tant'è che ad esempio di fronte a richieste e a spinte per un'opera stradale, noi non pensiamo che quell'opera poi come investimento indotto provoca l'esigenza di collocare nella zona, dove poi fatalmente sorgeranno degli edifici abitativi, tutte le infrastrutture che vanno dagli acquedotti, alle fognature e se poi questo investimento abitativo aumenta di dimensione si richiede la collocazione nella zona di scuole e altre strutture primarie; dichiaro quindi che questa documentazione, questo studio, queste scelte concrete, portano a guidare e penso questo sia il compito primario della Regione, lo sviluppo, e non essere lo sviluppo quello che guida gli interventi che vengono fatti un secondo tempo, perché sono ormai maturate le situazioni relative alle opere di infrastruttura stessa. Mi pare quindi evidente che di fronte a questa impostazione del programma delle proposte di linee politico-programmatiche per il piano di sviluppo regionale c'è già una strada che sta percorrendo questa maggioranza, evidentemente è agli inizi, però nella sostanza per dare credibilità a questo documento è sufficiente queste scelte già avvenute su cui stiamo camminando e pensiamo che con questo documento si debba continuare in questa linea.
Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare, la parola alla Consigliera Viglino.
Viglino (RV) - Al solito non ho l'abitudine di fare dei discorsi lunghi, però chiederei al Consiglio di permettermi di puntualizzare qualche cosa, perché sono, ho l'impressione di essere proprio stata presa un pochino di mira per le dichiarazioni che ho fatto questa mattina in tutta coscienza, in tutta sincerità.
Vorrei soltanto ricordare che quando io parlo di immobilismo, non ho tutti i torti e quando dico che alcuni problemi che potrebbero essere risolti molto rapidamente non lo sono, ho ragione, vorrei soltanto dire questo, mi si è stato citato come esempio di realizzazione la legge sullo sport, ma io vorrei chiedere al Consigliere Chincheré quante interpellanze e quante mozioni la sottoscritta ha dovuto fare perché questa famosa legge sullo sport finalmente venisse portata alla discussione in Consiglio, mentre si sarebbe potuto accelerare i tempi e non aspettare sei mesi per portarla in Consiglio, ma addirittura, quindici o venti giorni quanto bastava dal momento in cui la Commissione e l'Assessore l'avevano depositata presso la Giunta, non voglio adesso, perché penso che forse mi renderò ridicola, ma non posso neanche tacere, che è un anno e mezzo che 45 abitanti di una piccola frazione di Arnaz, hanno fatto una petizione, perché venisse salvaguardata la struttura geoidrologica del loro suolo, chiedendo e richiedendo che qualcuno possa finalmente, diciamo, venire, possa finalmente portare a termine lo studio che è stato fatto dal pericolo rappresentato da un torrente, risposta dell'Assessore del mese di giugno, mi ha detto, lo studio è finito, adesso, poi penseremo all'appalto, io, noi non abbiamo più saputo niente e non abbiamo visto arrivare nessun operaio, niente, ed è un anno e mezzo che la petizione è stata fatta, ora è stato riconosciuto che era un piccolo lavoro, che sarebbe costato venti milioni, che i venti milioni ci sono, ma se noi continuiamo ad aspettare, io penso che la struttura geoidrologica di quella zona, possa subire gravi danni, in conseguenza e così facendo potrei citare altri numerosi problemi, mi riservo di farlo, perché ho l'intenzione di prendere in mano tutto quanto è stato fatto in questo Consiglio nell'anno che è passato e segnalare tutti i punti che sono stati accolti all'unanimità dal Consiglio e non sono, e non hanno ancora ricevuto nessuna risposta positiva.
Milanesio (PSI) - Il documento, che la Giunta propone all'esame e alla discussione del Consiglio regionale, è stato visto ed esaminato da parte dei Consiglieri intervenuti sotto diverse angolature, complessivamente però mi pare che sia stata criticata una certa genericità di proposte, una certa vaghezza di formulazioni. Ora inevitabilmente un documento che si autodefinisce proposte di linee politico-programmatiche per il piano di sviluppo regionale non può contenere né i progetti operativi, né delle indicazioni operative, però contiene delle linee di tendenza, delle affermazioni, delle dichiarazioni di principio che non sono state contestate nella loro validità, mi risulta almeno da parte dei Consiglieri che sono intervenuti. Ci si è soffermati su alcuni aspetti particolari, si sono lamentate insufficienze dell'Amministrazione regionale, voglio solo ricordare al Consiglio regionale che questo documento è anche autocritico per quanto si riferisce alle carenze, alle insufficienze di un'attività dell'Amministrazione regionale ed è un documento così problematico, proprio perché si sollecita, si sollecitava e si continuerà a sollecitare io ritengo, la partecipazione attiva di tutte le forze politiche alla definizione di un piano di sviluppo, questo piano di sviluppo deve essere evidentemente l'espressione di una volontà politica generale e certamente su alcuni degli obiettivi che qui vengono proposti, credo che non vi potranno essere delle divergenze, degli scontri tra le forze politiche democratiche presenti in questo Consiglio, altri invece aspetti di questo programma, di questo piano, di queste linee, di intervento hanno il difetto di essere un po' vaghe nelle loro formulazioni pertanto devono essere precisate e riempite di contenuti particolari, è nel definire questi contenuti particolari che ci potranno essere degli scontri, delle divergenze di opinione; la discussione però che fino ad oggi si è svolta non ha messo in risalto a mio avviso delle divergenze sostanziali negli interventi che i Consiglieri hanno fatto, ecco, il problema secondo noi del partito socialista italiano è di passare dalla fase delle enunciazioni, ancora un po' vaghe, necessariamente vaghe, sottolineo, perché credo che questo problema possa essere risolto solo secondo un metodo pragmatico, cioè delle approssimazioni successive cioè fare delle approssimazioni di principio e poi da queste far discendere delle conseguenze di ordine pratico, insomma proprio nell'individuazione delle conseguenze di ordine pratico che potranno esserci scontri, contrasti, divergenze di opinione; è stato da più Consiglieri sollevato, indicato, il problema urbanistico, come un problema essenziale, direi, determinante, nella formazione di un piano di sviluppo regionale, indubbiamente l'aspetto urbanistico è essenziale, anche perché è la rappresentazione sul territorio delle scelte, degli obiettivi ed è anche la manifestazione in qualche modo su un territorio delle cose che si sono fatte o che si potevano fare e non si sono fatte, è chiaro che l'aspetto urbanistico è il più delicato in tutta questa vicenda, perché tocca interesse, così lede in qualche modo il diritto per lo meno concepito in un certo modo fino ad oggi della proprietà privata e quindi è oggetto di discussioni, contestazioni e il Consiglio regionale che ha già discusso più volte sull'argomento urbanistico non ha ancora trovato a mio avviso una volontà precisa perché le deliberazioni che sono state assunte in questa materia sono state assunte così ad un certo punto con un confuso animismo, mi sia consentita quest'espressione per cui indirizzi concreti, pratici non ne sono saltati fuori ed anche la Commissione all'uopo nominata ha brancolato un pochettino nel buio e questo è un problema sul quale probabilmente ci scontreremo o ci incontreremo nelle prossime settimane, nei prossimi giorni perché è un problema che non può più essere differito, perché è un problema di scelte importantissime, che se non verranno fatte da questo Consiglio verranno fatte comunque da altre forze che sono al di fuori da questo Consiglio e che continuano ad agire indisturbate e che possiamo definire se non proprio le forze della speculazione, comunque le forze dell'interesse privato che agisce nell'obiettivo del tornaconto personale, individuale o di società o di gruppo.
Ora il nodo urbanistico non è stato sufficientemente affrontato in questa discussione, era forse logico che non lo fosse, anche perché al discorso urbanistico non viene dedicato uno spazio amplissimo, lo si considera come un problema direi che discende dalla risoluzione degli altri problemi. Ho sentito alcuni Consiglieri che hanno voluto incentrare larga parte del loro intervento, ebbene credo che se non avremo, se non riusciremo ad avere le idee chiare in questa materia, difficilmente potremo realizzare altri obiettivi, se non arriveremo a definire altri obiettivi, se non arriveremo a definire una politica urbanistica della Regione, ben precisa da scusate l'espressione, imporre, alle Amministrazioni Comunali, non credo che sia possibile in alcun modo fare un piano di sviluppo nella nostra Regione, perché un piano di sviluppo lo faranno gli altri, cioè gli operatori privati con concorso di volontà, se vogliamo o senza concorso di volontà, però il risultato non sarà certo quello illuministico che il Consiglio regionale si vuole proporre nell'affrontare il problema di un piano di sviluppo o di un piano urbanistico. Io credo che il Consiglio regionale non possa esaurire questa sera, né probabilmente lunedì una discussione così ampia e così importante, però mi rendo conto che il "clou" della discussione, che il "clou" dei possibili contrasti sarebbero i progetti obiettivo, cioè quelli indicati a pag. 18 di questo documento e mi rendo anche conto che sul documento presentato poche possono essere le osservazioni in merito che i Consiglieri possono fare, rappresenta questo, lo sforzo in sintesi di lavori iniziati da tanto tempo da parte di diverse Giunte che si sono succedute, lavori che vanno sotto denominazione "studi per la programmazione" e qualcuno potrà considerare ben misere queste 18 pagine che invece sintetizzano alcune linee di intervento, che io per quello che mi riguarda e per quello che riguarda il mio partito sentiamo di sottoscrivere pienamente, resta, come dicevo prima, il problema delle priorità, il problema della definizione concreta dei progetti obiettivi, perché, dire progetto, innovazione metodologica amministrativa, segreteria regionale della programmazione, informatica, bilancio programmato, legislazione, vuol dire molto e vuol dire anche niente, a seconda di come verranno affrontati e risolti questi problemi.
Faccio l'esempio, progetto, occupazione e formazione professionale, vuol dire tutto e il contrario di tutto e quindi il compito che sta di fornire al Consiglio e alla forze politiche è di dare corpo a delle ombre che sono delineate ancora in modo tenue e di dare sostanza a delle enunciazioni che come ripeto, noi ci sentiamo di sottoscrivere, che riteniamo valide e che riteniamo vadano nella direzione voluta, il significato di questo documento il significato di questa discussione è soprattutto direi politico e metodologico, si riapre con una discussione formale il discorso del piano di sviluppo, il discorso della programmazione, il discorso che ritorna così abitualmente tutti gli anni all'atto dell'approvazione del bilancio regionale, un discorso che viene esorcizzato in queste circostanze, ma non permea, non ha permeato, almeno fino ad oggi in modo sufficiente le scelte dell'Amministrazione.
Questo documento è qui, per essere discusso, contrastato, contradetto, ma è anche qui per inchiodare alle sue responsabilità qualunque Giunta regionale, qualunque maggioranza regionale, perché evidentemente un documento di questo tipo fa delle affermazioni e queste affermazioni vengono contraddette, si ha un metro definitivo per misurare l'attendibilità delle proposte politiche l'attendibilità degli impegni. Io non intendo dare a questo documento un altro significato, è la ricerca di un discorso più ampio, generale, sui temi che stanno di fronte a noi e che sono stati mirabilmente sintetizzati, con, direi, un linguaggio che può apparire semplicistico, che però in definitiva è un linguaggio abbastanza essenziale e abbastanza calmo, credo che il pregio se non letterario comunque di questo documento, sia quello di aver condensato in poche pagine i più grossi problemi che esistono nella nostra regione, non voglio dire che possa diventare il breviario del Consigliere regionale, voglio però dire che leggendolo bene, approfondendolo, se non altro, tutti i problemi sono stati sottolineati, sono stati indicati sia pure in modo lapidario, si tratta però, come dicevo prima di fare un grosso lavoro di approfondimento e di progettazione sulle indicazioni che vengono semplicemente sfumate ed enunciate, questo lavoro spetta evidentemente in primo luogo alla maggioranza di Governo, ma spetta a tutti perché se viene fatto un progetto di sviluppo, un piano di sviluppo, questo piano in qualche modo condiziona l'avvenire dell'Amministrazione, non è sempre il caso di mettere ipoteche decennali o dedecennali anche perché le vicende politiche e umane ci fanno ritenere che programmare al di là di cinque anni sia vera utopia, che programmare al di là dei cinque anni sia cadere nella fantascienza, nella fantapolitica in questo caso, nella fantamministrazione, però è ragionevole che un'Amministrazione si ponga degli obiettivi, è ragionevole che cerchi di raggiungere questi obiettivi. Io credo che un piano di sviluppo debba appartenere un po' ad una comunità e quindi un po' a tutto un Consiglio regionale, al di là delle polemiche bisogna cercare di fare delle proposte concrete, ripeto, bisogna avere il coraggio però anche a mio avviso di non raggiungere l'unanimità, perché molto sovente in questo Consiglio per cercare l'unanimità abbiamo raggiunto solo la confusione massima e quindi non abbiamo risolto nessun problema, ma siamo tornati così nel limbo delle buone intenzioni; ora come ripeto questo documento deve avere dei contributi costruttivi, critici, negativi, nel senso di negazione, di opposizione, però deve avere dei contributi, questa è la mia opinione e chiudo questo intervento dicendo che per quanto si riferisce al partito socialista italiano noi ci sentiamo di sottoscriverlo nella sua stesura e però vogliamo cercare il confronto con le forze della maggioranza e con le forze dell'opposizione sui problemi che non sono risolti, ma che vengono adombrati e che passano sotto il nome, diciamo, la denominazione un po' tecnica di progetti obiettivi e su quello che intendiamo misurarci è su quello che vogliamo verificare la volontà politica di tutte le forze presenti nel Consiglio regionale.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, non c'è nessuno iscritto a parlare, così per un'informazione sull'intensità e la validità del dibattito sono già intervenuti, su questo argomento, si sono già avuti 22 interventi. Non è obbligatorio che tutti prendano la parola. Non c'è più nessuno che chiede di parlare? Ecco vorrei solo sapere dal Consiglio se dobbiamo considerare l'intervento del Presidente della Giunta, visto che ha chiesto la parola come una conclusione del dibattito essendo egli relatore o se riteniamo che questo non sia....
Bordon (DC) - .... Protette, io avevo intenzione già di prendere la parola e poi dopo aver riflettuto, anche come senso timoroso, perché non ho le spalle al coperto in quantoché non mi sono scritto il compitino a casa e allora la preoccupazione era questa, io protesto solo su questa impostazione, perché vedete come non sia giusta, stamattina noi abbiamo visto il Presidente della Giunta che ci ha portato questo documento, 18 paginette le chiamano adesso, molto sintetiche, fatte bene, non abbiamo niente da dir contro e quindi finisco poi per fare l'intervento ugualmente, cose che non voglio fare, noi questo documento l'abbiamo affidato a un nostro tecnico che è l'Avv. Bondaz, si è presentato vi ha fatto un'ottima relazione, non ha svagato, non è andato indietro di 20-30-40 anni, ha preso il problema così come l'aveva sul tavolo, lo ha sviscerato, lo ha criticato, ha suggerito impostazioni ed è quello che noi pensavamo di fare qui, quando voi vi stupite che io qualche volta vengo qui dentro e cito le parole di una nota cantante come vi ho già detto una volta suscitando lo scalpore di molti, quando mi dicono che qui dentro si dicono molte, molte parole ma non si combina un cavolo di niente e voi ad un certo momento quasi, quasi protestate, ma questa è la verità odierna, dalle nove, dalle dieci sta mattina, dalle dieci e mezza e vedo che è un problema molto grosso e di grossa importanza e noi lo abbiamo dibattuto attraverso la parola di Bondaz, che vi ha detto tutto quello che vi doveva dire, ma io non sono d'accordo l'ho già detto l'altro giorno anche con l'Avv. Caveri quando il Presidente del Consiglio e questo non solo è una grossa protesta, ma come il Presidente della Giunta viene qui, ci porta il documento, non apre bocca, dice Signori in dieci parole, dicendo forse e non volendo dire quello che era questo è un documento, mi sembra che ci abbia detto sta mattina documento che noi vi portiamo qui, vi preghiamo esaminatelo un po', noi abbiamo cercato di fare la cosa migliore di questo mondo, poi quando noi abbiamo detto tutto quello che dovevamo dire, così portando il nostro modesto contributo al mulino, ad un certo momento, si dice, adesso chiudiamo la discussione con la parola del Presidente della Giunta; io non trovo che sia giusto questo e lo dico proprio amichevolmente, io chiedo che sta mattina, è per questo che non voglio prendere la parola, ma sta mattina il Presidente della Giunta e il potere esecutivo ha fatto studiare un documento, ce lo porta qui il Presidente della Giunta dice, noi intendiamo portare avanti questo, noi intendiamo fare questo, non sentire prima il parere di tutti e poi raccogliere quello che, perché questo lo può fare anche in un'altra discussione, cioè impostandolo diversamente, ma io ho piacere di sentire che cosa mi dice il Presidente della Giunta, io ho piacere di sapere, che mi dica noi portiamo avanti questi problemi perché per esempio qui e qui dovrei incominciare e allora faccio l'intervento, ma Signori, io qui ho tutta una documentazione che mi è stata gentilmente data da parte del partito Comunista che ha tirato fuori ultimamente una circolare, che per me è fatta molto bene, sulla quale circolare, quando voi dite, le convergenze, ma se noi leggiamo quello che qui è elencato, io, allora dobbiamo cominciare a dire, è segno che qualche cosa non quadra, che qualche cosa non va avanti, perché se tutte queste cose che sono qui sono ancora da approvare è segno che non cammina e allora noi potremmo rispondere, ma da noi che cosa volete da noi minoranza, ma noi siamo qui, quando avete i problemi da risolvere, come giustamente in una libera democrazia, voi ad un certo momento avete 19, 18, 19, 20 voti di maggioranza, insomma, scusatemi l'espressione, ve ne, ecco vi salvo, ve ne infischiate di quello che possiamo dire, ma noi qui nei momenti come questo portiamo il nostro contributo e diciamo quello che vogliamo fare e allora per esempio, qui ci sono dei problemi da esaminare, per esempio non so, per i trasporti e mi fermo qui perché è la prima cosa che mi è venuta sott'occhio, è necessario partire dal fatto che sono un servizio sociale e quindi l'ente pubblico deve garantire l'efficienza del servizio ad un prezzo equo, quindi un prezzo politico ecc, e allora arrivati ad un certo momento vorrei proprio sentire anche la Giunta che cosa dice, perché se ad un certo momento, mi dice, guarda, io ti porto questo studio che noi abbiamo fatto, dimmi quello che ne pensi, però è pronto a variarlo, a modificarlo ecc.. ecco perché io protesto, perché desidererei che qualcheduno, specialmente il Presidente della Giunta, quando ci porta questa documentazione ci dica qualche cosa di più, infatti io ripeto in questo momento quello che ha detto l'Avv. Caveri sta mattina, come prima cosa, dice, ma mi sembra un po' striminzita la relazione del Presidente della Giunta e allora siccome le cose le può e le sa spiegare, io avrei preferito che avesse fatto un intervento molto più ampio in spiegazione e poi di arrivare ad una certa conclusione, ma adesso ad un certo momento il Presidente della Giunta si alza, dice, chiuso quindi per tutto quello che noi abbiamo detto, va bene, non va bene, il Presidente della Giunta finisce la sua battuta, noi non abbiamo più possibilità di rispondere o di riprendere un dialogo, io non lo approvo questo sistema, ma non è con cattiveria, io posso anche benissimo aver sentito il Presidente della Giunta dopo il suo intervento, e dire benissimo, mi tranquillizza, perché ha effettivamente detto che la Giunta ha intenzione di portare avanti questo, però io chiedo al Presidente della Giunta, ma non me lo dica qui, perché cade tutto il discorso, me lo dica in separata sede, raccolga tutte le idee di otto ore, di cinque, sei ore di discussione, non so che cosa ne può trarre, perché qui abbiamo sentito tutte le discussioni, abbiamo sentito le discussioni della crisi in campo nazionale, gente che ha parlato per 45 minuti, ha parlato 5 minuti della crisi e della situazione regionale, ma ha parlato 5 minuti della crisi e della situazione regionale, ma ha parlato tutto di problemi nazionali come se si risolvessero qui e allora è per questo che io protesto, perché io chiedo che quando il Presidente della Giunta è intervenuto, se qualcheduno ha ancora qualche cosa da dire lo possa fare, e non credo di andare contro le norme del regolamento o della democrazia.
Dolchi (Presidente) - Io non voglio polemizzare col Consigliere Bordon, voglio solo precisare che questo modo di procedere va contro il Regolamento e non solo contro il Regolamento del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, ma contro tutti i Regolamenti che regolano la vita assembleare, ai quali compete, che precisano come il relatore, che sia il Presidente del Consiglio dei Ministri quando si discute la fiducia, che sia il Ministro del Bilancio se si discute il bilancio al Parlamento, che sia nell'ambito del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, la discussione di una legge di una mozione, il Regolamento prevede che il relatore tira, conclude, lasciando poi al Consiglio quando c'è una votazione la parola per le dichiarazioni di voto, che diventano la presa di posizione ufficiale, documentata e che si conclude con l'espressione del voto. In questo caso non c'è il voto, l'ha detto il Presidente della Giunta nell'illustrare il documento e la Presidenza per venire incontro a quello che può essere il dibattito e il contributo a questa discussione al quale dibattito e contributo si è anche riferito il Presidente della Giunta stamattina; fa la proposta come Presidenza al Presidente della Giunta di voler fare un intervento e sarà poi il Consiglio a ritenere se questo può essere considerato l'intervento conclusivo di questa prima parte di dibattito perché il Presidente della Giunta ha anche sottolineato come questa era una prima parte di dibattito e di contributi che doveva poi successivamente essere arricchita dai pareri e dal confronto con le OO.SS., con le Organizzazioni di categoria imprenditoriale per ritornare poi successivamente ancora al confronto e al dibattito consiliare, mi sembra che la mia proposta possa essere accolta, chiediamo al Presidente della Giunta, la Presidenza chiede al Presidente della Giunta di fare un intervento, sarà poi il Consiglio che deciderà se prendendo la parola ogni singolo Consigliere lo ritiene un intervento al quale ancora si può dare seguito o se lo considera un intervento conclusivo di questa prima parte.
Bordon (DC) - ...innanzitutto non è una polemica che vogliamo fare fra noi perché sono troppo ossequiente al regolamento del Consiglio, fino adesso sono stato un democratico, non ritengo cambiare adesso e quindi troppo rispetto per la Presidenza del Consiglio, però mi sembra che ci sia un difetto in quanto lei ha esposto, lei ha detto ad un certo momento, il relatore fa una dichiarazione finale, io mi permetto di dire allora che è tutto obiettivo, è tutto relativo, per esempio io non posso considerare relazione iniziale quello che ha detto il Presidente della Giunta, in fondo, in fondo il Presidente della Giunta dirà certamente adesso quello che non ha detto stamattina, io volevo che me lo dicesse stamane, perché per poter arrivare ad una conclusione io ho bisogno di avere un relatore, se voi considerate relatore, cioè una relazione, c'è stata fatta stamattina; io dico che sta mattina i Presidente della Giunta, forse anche per un ossequio a questo Consiglio, io non discuto per non influenzare nessuno, è venuto, ha detto noi abbiamo questo studio programmatico, un inizio, un'idea, perché poi si parla sempre così, perché ad un certo momento siamo venuti fuori nella discussione e quasi quasi si doveva vedere questo pezzettino di carta, dire qui c'è qualche cosa che abbiamo portato avanti, voi diteci cosa ne pensate poi lo sottoporremo ai Sindacati ecc.. perché effettivamente io mi servo di battute che ho sentito, ma da stamattina che discutiamo, abbiamo parlato di Adamo, Eva, ecc., siamo andati indietro vent'anni nell'Amministrazione, però molte cose non si sono dette su questo programma e credo che siamo tutti d'accordo su questo punto, ora che cosa ne viene fuori, ma immaginatevi un po', a un certo momento se uno dovesse prendere in mano questo documento come è stato fatto, da chi lo ha studiato meglio di me, ma proposte di linee politiche programmatiche che per il piano di sviluppo regionale, io questa mattina parlavo con un Consigliere di maggioranza che non nomino perché siamo amici e non voglio mettere in difficoltà nessuno, ma mi diceva sta mattina seriamente, diceva, ma io dovessi fare un intervento, lo risolvo in due minuti, in tre parole io risolvo tutto, passiamo un po' ai fatti e lasciamo stare i programmi, questo lo ha detto e io lo condivido, naturalmente, poi è giusto che si dibatta, ma non mi volete mica venire a dire che non abbiamo già sviscerato questo problema qui e lo continuiamo a portare avanti e adesso sentiremo l'intervento del Presidente della Giunta, che sarà preciso come sempre, a me non interessa, poi sentiremo se dovremo sentire ancora i Sindacati e avanti, campa cavallo, che l'erba cresca, quindi io non so quando attueremo questo e allora uno rimane qui passivo, difatti quando io avevo chiesto la parola, ad un certo momento sapete quanti Consiglieri c'erano seduti in quest'aula? Ce n'erano sedici, perché non c'era più nessuno, erano fuori tutti, poi arrivati ad un certo momento uno si disamora anche, perché dice, ma insomma se dobbiamo fare degli interventi, sentiamo anche quello che dice il Presidente dopo aver sentito la relazione del Presidente finale, che si possa dire, guardi l'augurio che è stato fatto, perché qui dentro fanno tutti degli auguri, se non sbaglio, uno l'ha fatto Manganoni che ha augurato che cosa, l'altro l'ha fatto Parisi, anche lui, e io auguravo qui dentro ai miei amici, dicevo, io augurio voi che siete molto più giovani di me, di vederne l'attuazione, perché indubbiamente se andiamo avanti così, noi non la vediamo questa attuazione.
Dolchi (Presidente) - Qui, c'è un problema, parliamo sulla procedura o continuiamo il dibattito, perché se continuiamo il dibattito ha chiesto la parola il Presidente della Giunta. La parola al Presidente della Giunta.
Dujany (DP) - Sono certo che il mio intervento tranquillizzerà le preoccupazioni del Consigliere Bordon, perché mi pare che l'oggetto dinanzi al quale ci troviamo, non è una proposta operativa e decisionale, su cui il Consiglio deve esprimersi in termini di voti in questa seduta, ma è bensì un documento programmatico ed è una proposta di un metodo di lavoro che cerca di individuare delle scelte generali e delle linee programmatiche generali, tale documento è stato distribuito ai Consiglieri nel luglio scorso è passata tutta l'estate ed è sperabile che abbiano avuto il tempo di leggerselo e di meditarselo e d'altra parte gli interventi dei Consiglieri che hanno partecipato a questa assemblea lo ha dimostrato e quindi qui non si tratta di decidere nulla in termini di voti, si tratta di verificare se queste linee di carattere estremamente generale sono riconosciute valide o meno dal Consiglio regionale, oppure siamo qui per accettare tutte quelle osservazioni che sono state fatte dai Consiglieri di vari gruppi su queste linee di carattere generale e programmatico e quindi è un po' direi fatalmente una specie di programma, una specie di problematica dinanzi alla quale il Consiglio si trova dinanzi, che tende a rispecchiare la realtà e i problemi della nostra regione, che superano la stessa maggioranza attuale, che superano direi l'attuale legislatura, tale è vasta la problematica, tale sono vasti i problemi che sono stati accennati e superano per forza anche l'attuale Giunta, rappresenta quindi che cosa, un tentativo, una iniziativa, direi di elencazione, di coordinamento delle realtà e dei problemi che ci troviamo dinanzi e di cui ci siamo spesso volte interessati, ma in termini settoriali e in termini qualche volta più particolari, mentre qui ci trovavamo in una posizione più generale, si tratta poi successivamente di recepire queste linee indicatrici attraverso determinati strumenti e attraverso determinati modi, in modo da stabilire il modo, i tempi e le priorità di soluzione a questi vari problemi che sono stati qui elencati e a cui si è dato determinate indicazioni e determinate finalità.
È chiaro che sui mezzi, sui modi e sulle priorità, avremo ancora ulteriormente occasione di confrontarci, avremo ancora ulteriormente occasione di discutere e avremo ancora ulteriori occasioni di scontri perché naturalmente non concorderemo probabilmente su certi metodi, mi pare però di poter riassumere, così da questa prima disamina che è uscita dalla discussione del Consiglio regionale e voglio ringraziare i Consiglieri intervenuti, seppur con toni diversi, seppure in modo diverso su questo progetto, per l'apporto che hanno voluto apportare alla discussione di questo documento; si è detto che il documento è estremamente vago, si è detto che il documento non ha concretezza, si è detto che il documento non è operativo, e bè è chiaro, non era questo il suo scopo, però bisogna, ci troviamo qualcuno mi pare aveva citato l'esempio della progettazione di una strada, qualcun altro potrebbe citare la progettazione di una casa, si incomincia a pensare con questo progetto alle linee generali, direi potrebbe essere un progetto di massima del modo con cui vogliamo costruire o ricostruire la casa della Valle d'Aosta, poi successivamente vedremo quali sono gli strumenti, i mezzi finanziari, i modi che utilizzeremmo per realizzare questo tipo di casa che ci siamo proposti di costruire e mi pare di poter concludere credo, che se c'è stato un punto divergente, almeno l'essenziale, adesso ancora di leggere nel dettaglio i vari interventi dove c'è stato un non accordo sia stato proprio nel problema delle costruzioni degli invasi, per esempio questa è già una linea che il Consiglio rifiuta e dice, stiamo attenti agli invasi, non vogliamo la realizzazione di invasi idroelettrici, mi pare che questa sia una osservazione che è mersa in queste linee generali programmatiche, mi pare di non intravedere altre, diciamo, scelte, molto divertenti di carattere generale che appaiono da questa discussione, quindi io direi sul piano partitico, questo documento non si concluderà con una votazione, sarà riportato in Consiglio regionale dopo aver avuto il confronto con le forze sindacali, con le forze imprenditoriali, con le Amministrazioni comunali in modo che anche questi siano coinvolti su queste linee programmatiche, dall'Amministrazione regionale, in modo che vi sia una possibilità di indirizzo, non dico univoco ma per lo meno tendenzialmente in una stessa direzione o che ci sia l'accordo di queste tendenze sentiremo le affermazioni di questa varie categorie, le riporteremo in Consiglio e solo in quella sede e in quel momento diventerà un documento definito e approvato dal Consiglio regionale.
È chiaro che successivamente tutta la parte operativa dovrà essere legata a quella dei problemi di carattere generale, a queste linee di carattere generale, naturalmente divergeremo ancora sui metodi, divergeremo ancora sui mezzi, divergeremo ancora forse sui tempi, tutto questo sarà tutto da discutere però naturalmente alcune linee rimarranno fissate da un documento che sarà approvato dal Consiglio Regionale, qualcuno mi pare l'ha voluto chiamare un breviario, noi potremmo chiamarlo da buoni cattolici un Vangelo, un buon Vangelo che è sempre difficile da interpretare e sarà proprio dinanzi ai singoli progetti e dinanzi alle singole determinazioni che verificheremo in quale modo rispetteremo i principi che sono stati esposti, ecco la parte, direi, più importante e più concreta di tutte queste 18 pagine, mi pare che siano riassunte nella 18^pagina dove si dice che tutte le politiche di settore sopradescritte non possono essere perseguite nell'arco di una legislatura ed è, e quindi questo non per impugnare le future amministrazioni, ma caso mai sarà un primo sforzo per individuare i problemi e che altre legislature potranno eventualmente modificare, ma avranno per lo meno un confronto su determinate decisioni, quindi sarà necessario stabilire delle priorità, concentrare su alcuni problemi ritenuti più importanti, tenendo conto nell'affrontare ciascuno di essi delle implicazioni che gli uni hanno con gli altri e si prevede poi una serie di progetti, qui li chiamano progetti che in sostanza sono dei propositi, innovazione metodologica e amministrativa, ambiente, decentramento ecc. e sarà proprio in quella sede, per rispondere al Consigliere Bordon che credeva che entrassimo già nel dettaglio e decidessimo cose concrete, per esempio nel punto 2) dove si prevede progetto ambiente, piano urbanistico di sviluppo regionale, normativa di transizione, sarà in quella sede di progetto che discuteremo questo problema e sarà uno naturalmente dei temi a cui questo, queste linee programmatiche hanno dato la precedenza e sarà in quella sede che ci confronteremo naturalmente nel dettaglio e nel merito su questo tema, ecco quindi, io non ho dell'altro da aggiungere se non ancora di concludere che il problema ritornerà in Consiglio regionale e avremo così l'occasione di esaminare i problemi della Regione in termini più vasti che ha l'inconveniente però, forse nella mancanza di concretezza, ma che però ci dà un maggior respiro e ci dà la possibilità di avere uno sguardo globale sui vari temi che interessano lo sviluppo economico e culturale della nostra regione.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, abbiamo sentito l'intervento del Presidente della Giunta, io ho il compito di regolare e programmare i nostri lavori e quindi è a voi che mi rivolgo per sapere se dobbiamo considerare con questo intervento chiuso il dibattito su questo punto dell'ordine del giorno, e cioè l'oggetto 9 dell'ordine del giorno del 26 ottobre, o se dobbiamo ancora lasciare aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - No, è per dire, anche per eventualmente fare un secondo intervento visto che il collega Bordon ne ha fatto i suoi due, in 10 minuti di tempo, non per questo che non potrà più parlare, ma semplicemente secondo mea per dire che la richiesta di un intervento del Presidente della Giunta regionale era stata richiesta come motivo fondamentale per vedere se era possibile andare avanti nel dibattito o se concluderlo, il Presidente della Giunta regionale è intervenuto e i colleghi che avevano richiesto questo intervento con il loro silenzio dopo l'intervento del Presidente della Giunta regionale credo vogliano intendere la chiusura del dibattito, non so, allora non si parla più, allora mi consentite almeno di fare un'osservazione, mi rivolgo alla cortesia del Consiglio, bè anche perché mi è parso che una delle cose che ha detto Bordon nei suoi brevi interventi erano state personalmente riferite, non certo quella frase del passiamo ai fatti e non fare le parole di un Consigliere di maggioranza ma a quell'altra questione quando dice, in interventi lunghi 45 minuti per parlare poi solo cinque o dieci minuti di problemi locali, bè io pregherei il Collega Bordon, ed era riferito evidentemente al mio intervento perché sono il solo che ho parlato di problemi nazionali, vorrei ricordare al collega Bordon che avrebbe dovuto aggiungere che da nostra parte politica, anche se io mi sono soffermato di più dei miei compagni sui problemi di carattere nazionale, hanno, sono intervenuti ed hanno parlato diffusamente e a lungo sui problemi regionali nei loro specifici campi scelti che.....congeniali per un intervento e portando penso non lo voglia sottovalutare il collega Bordon un contributo notevole al dibattito, possano o no piacere le ipotesi, le tesi, la politica che il Partito Comunista porta avanti, ma mi sia consentito di dire relativamente al mio intervento e pensavo come ogni volta qui si fa di consumare la mia seconda cartuccia che sarebbe questa, ma che mi permette di dire e di ricordare all'amico Bordon, agli amici della Democrazia Cristiana, che io sono militante di un partito a carattere nazionale e non mi dimentico mai di questa mia caratteristica, così come non dovrebbero dimenticarselo i colleghi della Democrazia Cristiana che appartengono ad un altrettanto grande partito in campo nazionale e che ritengo sia nostro specifico dovere e compito, nostro o vostro e degli altri rappresentanti dei partiti nazionali, di portare qui la voce di qui partiti, ma con un largo respiro che raggiunga e investa la politica nazionale della quale non possiamo estraniarci, perché abbiamo avuto occasione mille volte di dirci che la Valle d'Aosta poi tutto sommato, tutto sommato se non ci fossero i benefici di un particolare riparto fiscale, non vive in un'oasi di benessere nella Valle dell'Eden, non solo, e non possiamo e non dobbiamo dimenticare che le vicende nazionali investono lo vogliate o no amici e colleghi dei movimenti locali, che questa è una realtà che dobbiamo sempre tenere presente, ecco perché secondo me è nostro compito di richiamare sempre a questa grossa realtà ed è compito dei partiti nazionali che hanno carattere regionalisti e che sono fondamentalmente, regionalisti, perché regionalisti non sono soltanto i movimenti locali, facciamola questa distinzione, chiediamo a questi partiti nazionali l'importanza che debbono, che hanno, l'importanza che hanno, che si sono conquistati che nessuno ha loro regalato, ecco perché mi sono soffermato un pochino di più collega Bordon sulle questioni di carattere nazionale, ma erano problemi strettamente legati al problema che noi studiavamo, era la situazione economica nazionale che pesa anche e si fa sentire anche nella Valle d'Aosta, come possiamo esimerci da questo preciso dovere e allora all'amico Bordon, quando mi fa queste piccole critiche si ricordi di tutte le altre cose che dicono i Comunisti che fanno parte di questo gruppo consiliare e giacché ho la parola proprio perché non mi si dica ancora una volta che spreco il mio tempo per discutere i problemi di carattere regionale, d'altra parte ribadisco ancora una volta, hanno qui il loro peso e la loro importanza ed è giusto che a questo ci riferiamo noi e mi stupisco di alcune affermazioni fatte in questo Consiglio da alcuni Consiglieri e voglio esprimere in proposito la mia. Intanto se il collega Bordon ha fatto sua la frase di quel collega di maggioranza, "passiamo ai fatti e non facciamo più parole" se l'ha fatta sua mi sembra di potergli dire, che certo non è questo un metodo di lavorare perché per passare ai fatti, secondo noi è necessario sapere con esattezza cosa fare e per sapere con esattezza cosa fare è stata ben spesa me questa giornata di dibattito perché io già una volta ebbe occasione di dire in questo Consiglio che l'errore fondamentale che noi commettiamo è venire qui a discutere su determinati progettini o deliberazioni proposteci dalla Giunta e poi votare e applicare o non quel provvedimento, mentre non abbiamo mai perso, si dice perso, si dice perso tempo, per discutere i problemi più generali che ci debbono dire che cosa fare per passare ai fatti e non fare solo le parole, perché ne sarebbe facile la risposta e dire, se la crisi nazionale è a questo punto è perché il Governo della Democrazia Cristiana ha fatto tanti fatti, ma probabilmente non li ha fatti e non li ha saputi collegare ad una realtà del paese che non ha saputo sufficientemente studiare e da quella realtà tirare fuori quei fatti che facessero uscire i paese da una situazione di crisi e questo è il tentativo che facciamo noi qui alla Regione, discutendo il piano di sviluppo regionale, me lo consenta la Sig.na Viglino, certo può sembrare da una prima lettura e probabilmente anche da una approfondita lettura, una certa vaghezza in questo documento, ma dobbiamo avere però il coraggio di dire e questo lo dico come parte politica, che un documento di questo tipo per quanto io me ne ricordi e non sono tanto giovane e da molti anni seguo la vita politica della nostra regione è la prima volta che si perde una giornata per discutere un documento, sia pure lacunoso e difettoso Sig.na Viglino e sono perfettamente d'accordo con Lei, dicevo io sta mattina, parlavo di ombre e di luci, ma è quella prima volta, dico la prima volta, e credo che nessuno abbia il coraggio di smentirmi, che si discute su un programma di linee che indicano delle linee su cui camminare per lo sviluppo economico regionale che non sia la solita attività artigianale del giorno per giorno, ma che si proietti in futuro che non sarà quello della Giunta Dujany, che sarà di altre Giunte, che non sarà quello di questa maggioranza, sarà di altre maggioranze, perché io questa mattina dicevo, questa è la maggioranza che in questo momento ci pare capace e idonea a portare avanti questi problemi, diamo queste indicazioni, e le abbiamo volute portare qui per un confronto per discutere, per vedere domani come trasformare questo documento in atti concreti che non siano quegli atti che qui quasi tutti abbiamo denunciato i contributi, gli interventi settoriali, gli interventi inventati di giorno per giorno, perché pressati dalle richieste e dalle esigenze che non trovavano una giusta collocazione in una politica economica regionale che avesse delle linee e delle prospettive chiare e la ragione è qui, l'Assessore Milanesio quando dice se non la facciamo noi questa programmazione la fanno gli altri, certo compagno Milanesio ed è per questo che io questa mattina dicevo, che il Governo, deve darci lui una linea politica strategica, così come noi dobbiamo darcela per la Valle d'Aosta e metterci alla testa di questo sviluppo, guidarlo, per sapere dove vogliamo andare e dove vogliamo arrivare, ecco la necessità di questi dibattiti che non si concludono sempre con la deliberazione del provvedimentino sottopostoci velocemente perché la gente lo preme, lo richiede, è necessario, perché perdiamo di vista tutta una panoramica più generale nella quale collocare questi provvedimenti che a distanza di anni ci accorgiamo di dire abbiamo ci accorgiamo col dire, dobbiamo dire, abbiamo preso dei provvedimenti settoriali, dei provvedimenti sbagliati, non possiamo andare avanti in questo modo, certo abbiamo bisogno di questo dibattito, abbiamo bisogno di questo confronto, l'agricoltura valdostana e io non mi soffermerò su tutti questi problemi diffusamente, ma solo per dire alcuni cenni, l'agricoltura valdostana, questa grande ammalata, ma come la si cura, soltanto dando dei contributi, soltanto pensando che è il giardiniere della natura, soltanto dando il piano carne o l'agraria su cui io sono d'accordo, quante cose concrete e buone abbiamo già fatto, ma ci imporrà anche il dovere, quello cioè di dire che determinati contributi, che determinati soldi non si spendono in determinate zone, perché in quella zona quel tipo di agricoltura, non deve essere portato avanti, perché è un peso per lo sviluppo economico della Regione, ci vuole del coraggio per dire noi, alla gente, bisogna avere del coraggio di dire no, alla gente quando crede di poter creare un polo di sviluppo turistico in una zona che turisticamente non può essere sviluppata o negare giustamente come insiste talvolta il compagno Manganoni, quando dice no, in quella zona non si deve più fare niente, ma per avere questo coraggio di dire no, dobbiamo conoscere le situazioni e dobbiamo avere davanti a noi una linea precisa sulla quale camminare per sapere dire sì e per sapere dire no, per fare delle scelte precise, per poter dire nella sanità per esempio dove abbiamo fatto alcune cose pregevoli, non so, alcune leggi sociali nei confronti degli invalidi, dei lavoratori agricoli, dei lavoratori autonomi, ma tutti provvedimenti così, occasionali, io capisco che non si poteva allora prevedere una programmazione su questo terreno, ma dobbiamo prendere dei provvedimenti che marcino in quale direzione, dico una sola direzione, quella che ogni cittadino valdostano ha diritto di essere curato gratuitamente a spese della collettività perché la salute è il primo bene dell'uomo e soprattutto perché se vogliamo curare la salute degli uomini, curando la salute degli uomini, curiamo così la possibilità anche di uno sviluppo economico della nostra, della nostra Regione, l'urbanistica, certamente anche questo è un problema importante e di .... proprio per dire anche nell'urbanistica, amici, colleghi dobbiamo avere coraggio, dobbiamo avere il coraggio di dire no, dove non si può e non si deve costruire e però dobbiamo avere altrettanto le idee chiare per sapere laddove si può e come si dive costruire per non cadere, per non fare in modo che questo sia monopolio di coloro che si interessano della speculazione delle aree edilizie ecc. e dobbiamo avere la coscienza che quando si parla di edilizia pubblica, per esempio come edilizia pubblica non esiste soltanto la scuola, l'ospedale o il presidio sanitario o la caserma dei carabinieri tanto importante, ma esistono le case da costruirsi i lavoratori per i contadini, come e dove farle, con quali interventi pianificati della Regione spendendo quest'anno cinque miliardi e più niente per trent'anni o prevedendo di spendere un miliardo all'anno per prevedere la costruzione di un certo numero di case per soddisfare le esigenze degli operai e dei contadini, ecco le esigenze della necessità, non di perdere tempo, lo so che il collega Chabod ride di queste cose probabilmente per altre cose, ma perché non le interessa l'argomento e d'altra parte non me ne stupisce che a lui non interessi questo argomento, perché quando si parte dal presupposto che questo vuol dire perdita di tempo, vuol dire non aver capito secondo me nella sua essenza il documento, anche se fosse pieno di cose inesatte e di cose irrealizzabili, allora se è vero e non ritengo di possedere la verità e mai i comunisti hanno ritenuto di possedere la verità, diciamo se questo è vero questo tempo non è stato scelto, questo tempo ci deve avere indicato come operare, sarà un documento che sarà ancora migliorato e meglio ancora ci indicherà come operare e voglio però concludere dicendo ancora un'altra cosa, noi non siamo la coscienza critica della maggioranza, siamo una componente della maggioranza e ci permettiamo in questa nostra funzione, data la nostra assenza dall'esecutivo anche di portare avanti accenni critici nei confronti di questa maggioranza, perché lo riteniamo nostro dovere e perché è giusto fare così, perché la nostra funzione è quella di pungolo e di essere di stimolo alle iniziative di questa maggioranza e a questa maggioranza che noi diciamo, soprattutto all'esecutivo di questa maggioranza noi diciamo, concludendo questo mio intervento, con una frase detta dal Presidente della Giunta regionale, a St. Vincent domenica o sabato, decidere è difficile, fare scelte è difficile, decidere e fare scelte coraggiose è ancora più difficile, però amici dell'esecutivo, amici tutti della maggioranza compresi noi, amici del Consiglio regionale se è vero che decidere è difficile e scegliere è difficile e decidere e scegliere bene è difficile, comunque si impongono delle scelte e queste vanno finalmente prese e portate avanti, ecco perché ci siamo battuti, perché questo documento fosse discusso al Consiglio regionale.
Bordon (DC) - Innanzitutto alcune precisazioni perché avendo l'amico Monami, avendo l'amico "Mon ami" detto ho sprecato, ho sparato l'ultima cartuccia, quindi io prometto solennemente di fare in modo di non stuzzicare l'amico Monami, perché non voglio assolutamente essere in una posizione di privilegio, no, no, in quanto che sia ben chiaro, sia ben chiaro e ben preciso che ci sono e sembrerà strano, ma ne parleremo anche visto che siamo ormai su questa strada, che siamo d'accordo su un sacco di impostazioni, cioè io sono sempre del parere e lo dicevo e l'ho detto in ripetute occasioni che quando si sta parlando di fatti, di sostanza e vorrei dire di matematica, cioè due e due fa quattro, non c'è barba di democristiano o di comunista o di DP che possa fargli fare quattro e mezzo o tre e mezzo, per cui queste convergenze possono sempre venire in tutti i momenti, sempre nell'interesse della baracca, poi ancora una precisazione, guarda Monami che non ridevo assolutamente di quanto tu stavi dicendo, questo tengo a precisarlo per il Consiglio e per quelli che ascoltano, in quanto che avendo richiesto un documento che mi serve per questa chiacchierata vedere il giornale di oggi, ma ho infilato quello di ieri ed era giusto che io gli soffiassi una dimostranza che lui ha preso ridendo perché era logico che fosse così, quindi sgombrato il terreno da questa impostazione, andiamo avanti, avete visto come sono stato indubbio nel prendere la parola e ho chiesto la parola, ho rinunciato e forse si poteva ancora adesso avere una discussione se ero ancora nei termini delle due cartucce o no, però ero convinto di non averne sprecata neanche una, perché l'intervento che avevo chiesto per Dujany, era un intervento costruttivo e difatti le parole di Dujany hanno chiarito molte cose e qui su quanto ha detto Dujany, potrei dirvi per esempio quello che diceva l'amico Ramera, forse sarebbe stato bene portarlo prima ai Sindacati, prima di portarlo qui, forse non portando avanti noi già una determinata impostazione, quasi, quasi mettiamo in difficoltà, però sia chiaro, perché sono di buon umore, tranquillo, sia ben chiaro che nel modo più assoluto non è una critica, perché tutte le idee sono opinabili, magari lo portavi ai Sindacati, io ti potevo dire hai fatto male di portarlo lì, lo dovevi dire a noi prima, quindi non entriamo in discussioni inutili, perché non è che si dica che ne abbiamo fatte tante inutili oggi Monami, ma che soltanto qualche volta effettivamente si portano avanti delle discussioni che sono importanti ma ad un certo momento quasi quasi si dovrebbero concludere perché sennò arriviamo ad episodi e gli episodi non sono nel caso nostro qui oggi, perché non possiamo entrare nel particolare e allora che cosa dicevo, forse quando io ho parlato dei 45 minuti, si, sì mi riferivo anche a te, perché sembrerà strano, ma il dialogo qui dentro il più violento è sempre tra noi due, sempre, pensare che, io penso come con Manganoni abbiamo le nostre stime perché siamo delle persone anche un po' diverse, dicevo non suoni offesa a nessuno quanto io sto dicendo, noi siamo sempre in contrapposto perché non abbiamo mai potuto collaborare, noi non abbiamo mai avuto la possibilità di iniziare un dialogo perché, perché noi ad un certo momento siamo sempre stati al di qua della barricata e tu sempre al di là, è più facile per certi movimenti, per altri partiti di incontrarsi, cosa che a noi è vietata, perché io che sono anti amante delle boutade, anche quando parlo di cose serie, io qualche volta dicevo, pensa Monami, ma lo dicevo a Germano allora, quando noi eravamo tredici Consiglieri e otto eravate voi Comunisti, tredici e otto ventuno, che maggioranza di ferro avremmo fatto e dove sarebbero andati allora quei partiti pur tanto importanti della Valle d'Aosta che invece dettavano legge in quel momento, perché non dimentichiamo mai che noi con tredici Consiglieri per fare diciotto qualche volta avevamo bisogno di tre o quattro altri partiti, i quali giustamente come minimo ci chiedevano uno o due Assessorati se erano un Consigliere o due Consiglieri e su questo io penso che ho il conforto anche dell'attuale ...(voci)... perdonami, anche su questo penso di avere il conforto dell'amico Dujany, di altri che si sono seduti qui con me tanto tempo, ma questo non lo diciamo mica con nessuna cattiveria, lo diciamo perché è giusto che qualche volta si facciano delle constatazioni e allora per esempio quando si rimprovera determinati periodi di amministrazione ecc...ma e ne parlerò, perché io non ne ho parlato prima, quindi in una volta sola vi dico tutto il mio pensiero che potrà anche essere non condiviso, ma è giusto che io lo precisi e allora arrivati ad un certo momento Monami, quasi quasi non sono i tredici Consiglieri e i 24.000 voti che governavano, magari erano i 2.000 voti che governavano perché quando non facevo 18 e lo abbiamo visto, si sono fatte le valigie e siamo andati a respirare migliore aria, perché indubbiamente l'aria dell'opposizione ecco qui che iniziamo l'attenzione, l'aria dell'opposizione indubbiamente è più respirabile di quella della maggioranza che deve decidere, ma questo vale non solo qui, vale anche a Roma, e allora veniamo avanti e qui devo essere molto, molto prudente, perché non voglio dire niente che tocchi la suscettibilità, noi siamo ormai abituati che in campo nazionale ci sentiamo proprio lapidare ed è doloroso, anche, perché la responsabilità della conduzione del Governo italiano, l'abbiamo sempre avuta, con alcune affermazioni, ecco il documento che io chiedevo all'amico Chabod, pensa Monami, e questo tu lo sai che almeno da dieci anni, non abbiamo mai avuto un governo democristiano, abbiamo avuto un governo con il PSI, con il Partito Repubblicano, con il PSDI naturalmente quando le cose vanno bene indubbiamente è il merito di tutti, ma quando vanno male la colpa è solo della D.C. perché di maggioranza, ma noi su questo anzi, anzi ...(voci) ... perdonami, perdonami Monami, no, no, se io guarda Monami se io dico qualcosa che non va, la pianto lì subito, perché io non voglio fare delle discussioni capisci, per esempio io vengo avanti con delle costatazioni, allora abbiamo sempre amministrato pensa che quando nel 1947 avevamo avuto il 51% e questo se ne ricordino anche gli amici DP De Gasperi ha chiamato al potere altri partiti, ma non lo ha mica fatto perché era contento di far bella figura, li ha chiamati perché li voleva responsabilizzare ed ecco qui la parte più difficile della mia chiacchierata amico Chincheré di cui parlavamo prima noi due alla buona, come parliamo sempre, qual è la parte più difficile, vedete voi al Governo a Roma avete avuto un pregio fino adesso, siete sempre stati all'opposizione, sempre, perché signori, voi mi direte noi siamo stati all'opposizione perché questo era il gioco democratico che ne veniva fuori, io qui potrei dire tante cose su questo fatto, potrei dirvi per esempio non so, anche delle cose che non posso dire per questo che mi trovate in difficoltà, perché non le voglio dire, potrei dirvi per esempio che l'opposizione a un certo momento era costruttiva, ma in molti casi non lo era, ma questo purtroppo il cittadino italiano le sa queste cose e le giudica, veniamo invece al momento attuale, vedete la mia preoccupazione, ma io forse sbaglio, perché ogni tanto mi viene e lo dicevo sta mattina e avremo occasione di ripeterlo e mi torna a conto dirlo adesso e ad un certo momento io mi sto quasi soddisfacendo perché io ho sempre detto che a casa mia una volta piantavo un quadro mi si criticava, era storto di qua storto di là, ad un certo momento ho detto a quello là, vieni a piantartelo tu il chiodo, si è dato una martellata sul dito, potrebbe accadere anche a voi un giorno, se io penso che un giorno uno potrebbe dire, ma qui abbiamo un certo gruppo di forze, laiche cattoliche, tutto quello che volete, vediamo di fare un incontro, io sono sempre stato uno di quelli che ho detto ma se hanno voglia di lavorare sul serio come io non metto in dubbio come io non metto in dubbio, due volte, e posso poi anche ricredermi magari, forse sarà troppo tardi non lo so, ma io non metto in dubbio che si possa lavorare seriamente e allora arrivati ad un certo momento potrei dire, venite qui a vangare con noi altri, naturalmente altra parte difficile del discorso, c'è molta gente che non la vede come me, perché dice, ma tu ti fidi, io mi fido, lui si fida, lui no, perché non si fida, perché basta riguardare al di là, oltre cortina, in certi paesi, stessi regimi come i vostri non danno quelle libertà che abbiamo in Italia, ma io ritengo che voi qui in Italia porterete avanti un discorso serio, come l'avete sempre fatto, ma io non ho niente da dire, perché io quando vi dico che noi siamo per cose serie lo dico a ragion veduta, perché non abbiamo mai cambiato le nostre idee, voi siete sempre stati comunisti, noi sempre democristiani e quindi nel modo più assoluto c'è il rispetto e ci dovrebbe essere la fiducia, ecco quindi che in campo nazionale non bisogna poi dare troppo, troppo in testa alla democrazia cristiana e questo lo dico per noi Consiglieri regionali tutti quanti, perché molte volte io qui dentro ho detto, guardate che la Democrazia Cristiana ha preso l'Italia alla fine della guerra nel '45-'46, con quel po' po' di disastro che c'era e siam venuti avanti con la collaborazione di tutti, perché quando le cose vanno bene, c'è la collaborazione di tutti e abbiamo avuto dei progressi economici, abbiamo avuto in campo nazionale innanzitutto una cosa assoluta che nessuno deve dimenticare ed è la libertà, libertà di stampa, di parola, siamo arrivati al punto in Italia che non è neanche più una democrazia io ho una parola che mi servirebbe ma non posso me ne salvo bene, è un caos perché è un caos, non c'è più nessuno che non protesti, l'altra sera parlavamo con Dujany, e faceva un paragone che faceva piacere, che lo abbiamo condiviso, pensate un po' a determinate cose che accadono in Svizzera, diceva Dujany, e se accadessero qui, e allora qui siamo tutti professori, qui siamo tutti per la protesta: è il nostro carattere di popolo italiano, latino, mediterraneo, intelligente, tutto quello che volete voi, ma un po' biricchino, ne siamo tutti d'accordo... (voce) ...biricchino, lasciamo biricchino e allora arrivato a un certo momento, è bellissimo, pensa su tutte le piazze della repubblica noi possiamo dire tutto quello che vogliamo e ci auguriamo, ecco la democrazia questo problema lo ha ancora portato avanti e qualche volta quando noi ci arrabbiavamo perché in Italia molte volte la democrazia non è stata capita, perché quando trovavamo della gente che si divertiva a votare per il partito della scopa o della bistecca, non capiva un accidenti, perché avrebbe dovuto votare DC o PCI, perché non si scherza con la democrazia o presto o tardi a forza di scherzarci su si va a carte 48, e oggi la crisi, ma io non do, ho troppo ammirazione e simpatia per il Ministro Tanassi, che è sempre stata una persona correttissima, al quale tutte le volte che sia siamo rivolti, lo dico per il PSDI ha sempre risposto, mentre molte volte i nostri amici ci hanno mandati a quel paese, ebbene, oggi la crisi, basta prendere il giornale, a un certo momento sono venuti fuori e hanno detto: Signori la crisi, la vuole la DC, e no, scusate, se voi fate il processo ad intenzioni, ma non si poteva andare avanti, e chissà che non venga di nuovo fuori quell'aggiustamento all'italiana, come è già accaduto prima, che lunedì ci vediamo di nuovo un altro centro sinistra e andiamo avanti di quel tipo lì.
Si tratterà del dosaggio di un ministro in più di qua o di là, ecco, però, con questo, Monami, io vorrei dirti, vedi, a un certo momento questa DC e se poi non si riesce ad arrivare a questo compromesso all'italiana, indubbiamente vedrete che ci sarà un monocolore democristiano, sul quale, perdonatemi l'espressione, sputeranno tutti, ma se non ci fosse lì a rimanere almeno lui, in questo momento così difficile, non so cosa ne potrà venir fuori, ve lo immaginate voi un governo democristiano, visto che parliamo di problemi nazionali, un governo democristiano in questo momento? Ma pensate gli scioperi che verrebbero fuori a catena, un 48 spaventoso, io mi auguro che la DC trovi almeno un partner che gli venga a braccetto, per portare avanti la baracca.
Da qui, naturalmente non voglio proseguire con compromessi storici, o no, io non lo posso dire questo, siamo troppo distanti e siamo troppo piccoli, per poter decidere queste cose qui, ma queste sono le situazioni di fatto, ma adesso veniamo un po', dopo aver risposto e cercato di salvare questa povera DC che ha salvato la libertà anche di quelli che le votavano contro e che forse adesso, certa gente si preoccupa, dice dove andiamo; votiamo ancora per il partito della bistecca o no, be, adesso se la vedano un po' loro, perché chi da venti anni predicava certe cose, oggi non le può più continuare a predicare.
La storia cammina, gli eventi vengono avanti, sono in continuo addivenire e chi ha poi certe responsabilità se le terrà e buona notte al secchio.
Per quanto riguarda la Regione, amico Dujany e amici Assessori, noi non abbiamo portato avanti critiche cattive, perché io penso che il nostro amico Bondaz stamattina abbia fatto una bella relazione, e penso che ve la potrebbe rileggere perché è stata molto ponderata e mi compiaccio con lui, perciò, ecco un'osservazione che io vi volevo fare, e qui di nuovo non vorrei toccare la suscettibilità di nessuno, perché sono partito non con questa intenzione, non così intenzionato, qui la situazione è molto più facile, ma qui al Governo, noi abbiamo già in maggioranza il partito comunista, noi questo lo abbiamo, se non nel Governo, come maggioranza, e noi ne siamo anche contenti, è mica detto che questo ci urti, noi siamo all'opposizione, e quindi noi lavoriamo per un'opposizione che sia costruttiva, che pungoli, che abbia da fare quello che ha da fare come minoranza.
Ma vedete, dove io ogni tanto, parlando con gli amici, mi stupisco, dico, ma allora c'è effettivamente qualche cosa che non quadra, e qui cerco di essere il più moderato possibile, perché se qui, lo dicevo prima, guardate, il PCI potrà avere un sacco di diversità ideologiche, io parlo per il nostro partito, è indubbiamente un partito che lavora e sa dove vuole arrivare, chiaro questo? Ebbene, ancora adesso, ha tirato fuori qui delle circolari, dei volantini che sono indubbiamente frutto di lunghi studi ponderati, sereni per loro e che vengono avanti, perché quando a un certo momento ti portano dei discorsi su questo tipo, di questa .... noi vogliamo adottare rapidamente il piano di sviluppo regionale, con relativi strumenti di gestione, predisporre un bilancio regionale di previsione, nel 1975, con una nuova impostazione, io chiedo scusa, ma penso che ci sono tante impostazioni, discuteremo l'impostazione, ma la sostanza io credo che tutti vogliono questo.
Per esempio, io non posso concepire che a un certo momento si vada avanti e che si dica: l'impostazione che il nostro partito dà sui vari problemi è la seguente; un controllo sui prezzi, ma siamo tutti d'accordo, io credo che sia proprio lì uno dei torti del governo nazionale, che a un certo momento doveva intervenire sui prezzi, c'è poco da fare, perché se no è una spirale tale che è inutile star lì a discutere, e chi è contrario, naturalmente troverete della gente che quando parleremo dei prezzi politici, magari non sarà più d'accordo, questo è un altro discorso, ma volendo andare avanti e continuando qui la dizione di misure urgenti volte a sviluppare la rete delle infrastrutture pubbliche di raccolta e conservazione, trasformazione commercializzazione dei prodotti, tutti d'accordo, poi qui invece insediamento di nuove industrie che abbiano un legame con l'ambiente naturale, ecc.. ma proposte che, io non so, se anche uno non volesse non può, ma attraverso un piano pluriennale, la costruzione di case ad equo affitto sotto forma di condomini che tutti abbiano la loro casa, ma signori, io non so perché non ci si può incontrare; ci incontreremo certamente qui sopra, una politica sanitaria, l'assistenza sociale, la scuola, i trasporti, cioè in altre parole, se non adesso, avete ragione di insultarmi, il problema per me si concretizza in questo: su questi problemi la programmazione che è stata portata avanti è da noi condivisa al cento per cento; discuteremo sui trasporti se devono essere regionalizzati, municipalizzati, questo poi lo vedremo, lo vedremo con lo spirito del Rag. Dolchi, del Rag. Bordon, come vi ho sempre detto prima, perché la matematica è matematica, perché la nazione sta andando a carte 48? Perché non si applica più nessuna norma economica che ci è stata insegnata sui banchi della scuola, perché ad un certo momento una società è passiva e produce a costi superiori di quelli della vendita, non c'è barba di demagogia che possa sanare questa situazione.
E allora su questi problemi noi ci troviamo, però noi, ecco qui, della reazione Chincheré mi può anche insultare, ma Monami non più, arrivati ad un certo momento per esempio, ma voi portateli avanti questi problemi, noi non ve li ostacoliamo mica, noi siamo ben qui per darvi un colpo di mano; ma fate parte di una maggioranza, vi trovate in difficoltà per portare avanti certi problemi, ma quante volte noi in questi tempi passati, abbiamo già dato un colpo di mano, ma non a voi, a tutto il Consiglio, per un'impostazione che è condivisa, e allora arrivati a questo punto, noi siamo ben contenti, che questo studio sia stato portato avanti, se c'è una protesta e quella che facciamo noi qui e voi a Roma, che a un certo momento, diciamo al Governo, amici tiratevi su i pantaloni, e portiamolo avanti, cerchiamo di attuare questi fatti, perché noi oggi come oggi non possiamo essere contenti, è già un passo avanti, è già un qualche cosa, per esempio se si dovesse ancora discutere certi problemi, che non sono stati portati avanti prima, ma io chiedo scusa, non vorrei dire di nuovo delle cattiverie, io mi rivolgo sempre a Dujany, un po' come capo espiatorio, perché l'ho sempre avuto vicino, ma Dujany, aveva anche un bilancio che qualche volta ci faceva zoppicare, anche noi volevamo fare tante cose, però poi le facevi quando le potevi fare.
Oggi abbiamo un bilancio di 43-44 miliardi, sono pochi sono tanti, be, insomma, incominciamo ad adoperarli bene, quindi la collaborazione della DC per questa cosa c'è, noi vi preghiamo soltanto di accelerare i tempi se è possibile, poi per tutti i problemi che sono di interesse valdostano, voi ci troverete sempre, ma perché non è mica solo un merito nostro i problemi valdostani, come non è vostro, naturalmente essendo rimasti al Governo a Roma, e qui alla Regione per tanto tempo, c'è una maggior responsabilità e non sempre le cose sono andate come volevamo, di questo nessuno può fare colpa, dei Consiglieri regionali, ecco il discorso.
Quindi l'augurio, andiamo avanti a base di auguri, buon natale, l'augurio è che questo venga portato avanti il più presto possibile, perché lo si possa attuare al più presto possibile.
E poi noi saremo qui come sempre per darvi la nostra collaborazione che è giusto che venga data.
Chincheré (PCI) - Malgrado i sospiri di disapprovazione di una parte del Consiglio, mi auguro una parte minima, alcune cose che ha detto il Consigliere Bordon, devono essere decisamente riprese.
Bordon, indubbiamente ha uno spiccato senso dell'umorismo, però non ha molto spiccato senso per l'autocritica e per una disamina corretta dei problemi che ha cercato di affrontare.
Infatti, dietro un discorso falsamente spregiudicato ed ironico, falsamente autocritico, nasconde in realtà una difesa del suo gruppo consiliare, del partito che rappresenta in questa sede, una difesa abbastanza infelice, e per brevità riprenderò alcuni aspetti particolari dell'intervento del Consigliere Bordon.
Dice il Consigliere Bordon, l'aria dell'opposizione è più respirabile, siamo in montagna, dell'aria del Governo. Questo è vero soltanto se si è al Governo per governare e per governare bene nella direzione indicata dalle esigenze oggettive della classe operaia, dei lavoratori, dei contadini, delle masse popolari, e non si è al Governo soltanto per spartirsi i posti con più o meno comodi alleati.
Altrimenti corriamo davvero il rischio di avere della funzione governativa che un partito come la DC svolge da 30 anni in Italia, una visione abbastanza strana.
L'accusa, che dal Partito comunista è sempre stata fatta alla DC alla quale va riconosciuto di essere un grande partito, oltre che grosso partito popolare, non è quella di essere al Governo da 30 anni, è quella di non aver governato l'Italia per 30 anni, le cose sono molto diverse, o meglio di aver governato male l'Italia soddisfacendo esigenze, forze sociali soddisfacendo uno sviluppo economico, che con una visione corretta dei problemi, con una esigenza di giustizia non hanno niente da spartire, lo dimostrano i fatti.
Si dice la Democrazia Cristiana può anche avere dei difetti, che sforzo che si fa qualche volta, si ha il coraggio di dire che la DC può anche avere dei difetti, come gentile concessione al popolo.
E si dice però la DC resta l'ago della bilancia, resta il Partito che per primo, in prima persona e più di tutti ha difeso la libertà del nostro paese.
Prima mettiamoci d'accordo su cosa si intende per libertà e poi andiamo a verificare con i fatti, non con la demagogia o le chiacchiere vuote, con i fatti documentati che sono ormai storia del nostro Paese, quando, come e dove la DC ha portato fino in fondo un discorso coerente di difesa delle libertà democratiche e costituzionali.
Perché il Rag. Bordon non ha nemmeno una visione chiara della matematica, per il semplice fatto che per la DC nel non lontano 1953, due più uno doveva fare cinque, con la così detta legge, giustamente chiamata legge truffa e se quella sbagliata della DC non è passata, non è per un ripensamento autocritico per una rinnovata adesione alle strutture, alla democrazia, che la costituzione si era data, ma semplicemente perché quel disegno è stato battuto nelle piazze, nelle fabbriche, nelle assemblee elettive; è il 1960, ce lo siamo scordati, il Governo Trambroni; i morti di Reggio Emilia, i morti di Palermo, i morti di Genova, gli scontri nelle piazze, contro quel tentativo di affossare le rivolte costituzionali e repubblicano, nate dalla resistenza, con un Governo che si appoggiava non a partiti strani, ma al partito al MS che fino a prova contraria, credo che ormai tutti oggi riconosciamo come l'erede storico del fascismo nazionale.
Come dimenticarci l'uso che ha fatto la DC della Radio-Televisione, di tutte le fonti di informazione, introducendo metodi e mezzi che finalmente dopo trent'anni si incomincia ad eliminare ed a dimenticare, per non parlare del rastrellamento delle testate giornalistiche che la DC ha fatto e sta facendo ancora oggi, non voglio qui richiamare le operazioni della Montedison e di cetis (?).
Ecco, che allora quando ci si vuole ammantare di difesa delle libertà costituzionali bisogna avere fino in fondo le carte in regola, e altrimenti è davvero demagogia e diventa un discorso che non serve a chiarire, perché il problema oggi non è che la DC chieda ai partiti della sinistra e al partito comunista in particolare della credibilità democratica.
Oggi il problema sul tappeto e lo dimostra la crisi è l'incapacità della DC di risolvere in positivo i grossi problemi che ha l'Italia, perché la crisi non l'ha aperta Tanassi, perché Tanassi non è nessuno, non è in grado di aprire nessuna crisi, se dietro non c'è una forza che accetta un'apertura di crisi e soprattutto risponde a una apertura con delle proposizioni positive per la soluzione del problema che sono le riforme, sono le risposte ai sindacati, ai problemi del paese, a una politica estera diversa, io mi auguro che la DC presto smetta di andare a dormire con la bandiera americana, avvolta come coperta, allora noi riusciamo a capire qual è il ruolo storico che la DC ha nel nostro paese e di conseguenza anche in Valle d'Aosta, e non a caso, in Valle d'Aosta la DC oggi, in questa situazione specifica è l'opposizione.
Oggi, il problema della credibilità lo deve tirare fuori la DC, deve dimostrare di essere in grado di affrontare in termini positivi i problemi del paese.
Oggi il problema non è un governo Democrazia Cristiana, Partito Comunista, oggi è un governo che governi nella direzione della soluzione dei problemi del paese e che vada decisamente certo in tempi scaglionati ma in quella direzione, verso le riforme e verso il decentramento politico-amministrativo perché nemmeno sul problema delle regioni e sul problema dell'autonomia e sul problema dei poteri locali la DC ha le carte in regola e lo dimostra il malgoverno siciliano, in cui voi siete in maggioranza, e lo dimostra il malgoverno della Campania in cui voi siete in maggioranza, e lo dimostra il malgoverno sardo in cui voi siete in maggioranza e in tutte quelle altre regioni dove il vostro unico problema è spartirvi i posti di potere e dove identificate i problemi del paese secondo una logica di partito e secondo la logica di partito intendete risolvere i problemi del paese.
Con una identificazione aberrante, antidemocratica-anticostituzionale di concepire i problemi del paese come problemi interni alla DC, evidentemente il discorso con la DC, per quanto ci riguarda resta aperto, non abbiamo chiuso e sarà ben difficile che lo chiuderemo in questo momento, a una sola condizione che la DC cambi definitivamente e dimostri di cambiare la strada e gli obiettivi che ha perseguito fino ad oggi, andando nella direzione di una politica estera di pace e di neutralità, di una politica estera che veda il dissolvimento dei blocchi militari in Europa, verso una politica interna che risolva i gravi problemi del mezzogiorno e metta in piedi e dia l'addio completo alle riforme; dove gli operai la classe operaia non sia costretta a lottare mesi e mesi, anni dopo anni per ottenere quelli che sono i diritti elementari di ogni uomo che viva in una nazione che si definisce civile.
Una democrazia cristiana che usando fino in fondo le leve del potere, che usando le leve del potere metta fine una volta per tutte alle trame nere di cui voi siete i principali responsabili, perché gli alti gradi delle forze armate, della Magistratura sono sempre stati una emanazione, espressione della volontà democristiana, e allora questo non per dire che il discorso con la DC è chiuso, è aperto, però a queste condizioni, perché oggi il problema della credibilità riguarda la DC e non certamente i partiti della sinistra e non certamente il PC.
Noi accettiamo l'ultima parte dell'intervento di Bordon, in quanto certo, a breve scadenza arriveranno in Consiglio tutta una serie di provvedimenti sui trasporti, su altre questioni, che tendono ad andare nella direzione della soluzione di certi problemi della nostra Regione, e qui verificheremo la disponibilità e il cambiamento di rotta della DC e a queste condizioni è possibile un incontro sui problemi a concreti per la soluzione dei problemi della nostra Regione e del nostro paese.
Borbey (DC) - Certo che mi ha stupido questa ultima sparata di Chincheré; perché abbiamo la stessa età, quasi e sembra che viva in un altro paese, non in Italia, perché lui .... paesi cui è molto affezionato, i paesi dell'est, va in là e vola soltanto a quota 4-5000; lo fanno volare, e gli dicono: guarda come è bello, tutto verde, e poi ritorna in Italia, perché lui è paracadutista lo fanno atterrare in un prato verde, con tante belle bandierine, gli dice: qui è tutto verde così e brilla tutto.
Ad ogni modo ritorniamo alla realtà, per cui oggi, abbiamo discusso per una giornata e cioè proposte di linee politico-programmatiche per il piano di sviluppo regionale.
Noi del Gruppo della DC per serietà, avevamo dato l'incarico al Consigliere Bondaz di preparare un documento e mi sembra che questo documento aveva delle basi di discussione, almeno per l'esecutivo, invece sul finale del Presidente della Giunta, non se n'è fatto nessun cenno, il Presidente della Giunta, come sempre, dice: ringrazio tutti i Consiglieri, non come sempre, chiedo scusa ai Consiglieri, ad ogni modo sempre accomodante, dice ringrazio tutti i Consiglieri per le indicazioni che ci hanno dato, questa è una proposta non operativa, ma un documento soltanto programmatico, quindi, man mano noi ci impegniamo, man mano di portare alla discussione del Consiglio queste varie proposte, e porteremo appunto delle proposte operative.
Ora, io mi permetto soltanto di fare una leggera critica che senz'altro il potere esecutivo non mi ringrazierà e cioè mi sono stupito come giovane consigliere che a un certo punto si presentino delle proposte di linee programmatiche senza almeno, diciamo un po', un piccolo documento e una piccola proposta operativa almeno per la priorità, invece il nostro Presidente della Giunta, ha detto: qui c'è questo documento, e nessun assessore all'inizio della seduta ha preso la parola per dire: per l'agricoltura si propone questo e questo, ma le priorità sono così e così abbiamo intenzione di operare così e così.
Allora ... (voci) ...se mi permette Presidente adesso, ad un certo punto e l'avevo già detto questo alla discussione del bilancio di quest'anno, che l'abbiamo discusso ad aprile, molto tardi, avevo allora accusato il PCI che aveva fatto perdere del tempo, ma, molti amministratori che aspettavano questo bilancio, molti amministratori comunali, mi riferisco, essenzialmente; proprio perché già allora si era sentito dire che il PCI stava, in collaborazione con tutta la maggioranza preparando un documento programmatico, per fare un nuovo bilancio.
Già allora era in gestazione questo, poi però per discussioni varie, si è rimandato il bilancio del 1974 alla fine di aprile e si è detto: lo porteremo al più presto questo documento programmato, e difatti è arrivato a noi, sui nostri banchi, al mese di giugno ed abbiamo avuto tempo di leggerlo, anche se il Presidente dice: all'ultima pagina, punto 18 dice tutto, cioè al punto 18 dice: i progetti obiettivo, e allora leggiamoli questi progetti obiettivi, progetto obiettivo, progetto innovazione metodologico amministrativo, metodologica amministrativa, qui abbiamo discusso abbiamo dato l'incarico ad una società, per portare alcune cose nuove in merito alle Segreterie, a tutto l'apparato burocratico della Regione, e la minoranza deve fare delle interpellanze e delle mozioni per sapere oggi giorno ancora qualcosa.
Al punto 2 - progetto ambiente - piano urbanistico di sviluppo regionale, normative di transizione alla fine della giornata vediamo, abbiamo sentito che l'Assessore al turismo ha preso la parola e ad un certo punto ha dichiarato che la Commissione urbanistica brancola nel buio, il Presidente della Commissione urbanistica: un comunista; un comunista, diciamo con molta esperienza, il quale in effetti, è vero, come Presidente brancola nel buio, ma perché? Perché il potere esecutivo non c'è mai in questa Commissione urbanistica.
Non c'è mai. Quindi, a cosa arriviamo, ed abbiamo proprio all'ordine del giorno di oggi una mozione da parte di un Consigliere, una interpellanza, dove chiede al potere esecutivo che ci dica, che dica al Consiglio cosa ha in mente di fare per un piano urbanistico regionale, se ha intenzione di mandare avanti la legge urbanistica regionale che la Commissione urbanistica pur brancolando nel buio l'ha fatta, senza il potere esecutivo presente.
Quindi, è bello scrivere, si ha intenzione di fare questo, ma ormai è quattro anni e più che c'è questa Giunta che il Partito comunista l'appoggia e siamo stufi di discutere soltanto di proposte programmatiche, perché l'ufficio... (voci) ...ma signori miei mi sembra che un ufficio di programmazione, che adesso, diciamo si è sciolto, si, ma d'accordo Monami, ma per carità, ma non si discute su questo, ma l'hanno già detto, Monami, se mi permetti l'ha detto bene Bordon, noi siamo dell'avviso che bisogna fare queste cose e sono tutte cose serie, ma noi avremmo, cioè forse pretendiamo troppo, ma avremmo avuto piacere di sentire i vari assessori, o almeno, ad esempio l'Assessore alla Sanità; che come ha fatto benissimo l'Avv. Siggia dice: un punto importante di questo documento, cioè che ad esempio, pardon, Sanità: allora dice "prendendo le mosse dell'autorizzazione ottimale dei presidi esistenti, diffidando almeno, nella fase iniziale dalla realizzazione di macro-strutture non adeguate alla realtà sociale" ma chi è qui l'Assessore alla Sanità. C'è un assessore alla Sanità, noi vogliamo sentire dal potere esecutivo o dalla maggioranza unità, se c'è intenzione di mandare avanti questo programma, voi ci dovete dire se avete intenzione di mandare in appalto il complesso psico-medico pedagogico, se avete intenzione di mandare avanti in Creux-Porté, è inutile solo scrivere; qui siamo contrari alle macro-strutture, perché ci sono già delle macro-strutture, o almeno, da banchi della maggioranza, e proprio dai vostri banchi, già in atto, già in progetto, quindi discutiamone qui, altrimenti ci riempiano la bocca di cose e dice: dopo in seguito arriveranno man, mano, quindi, è facile, lo credo fare le critiche al potere esecutivo, tutti sono capaci a farle, io per carità, sono un pivello in merito e non voglio ... al saputone, ma ritengo che una cosa seria sia proprio stata quella ed era una cosa seria di proporre le linee programmatiche anche con qualcosa di operativo ed era il potere esecutivo che all'inizio della seduta, ed è per questo che il gruppo della DC non aveva neanche quasi la voglia e l'intenzione di parlarne, invece chi ha preso la parola e bene, e molto bene, a nome del potere esecutivo, il gruppo del PC, infatti Monami ha fatto il primo intervento e ha parlato della questione nazionale e via dicendo, ma voi vi siete divisi i compiti, voi l'avete presentato questo programma e non il potere esecutivo, è questo che ci stupisce, ed è questo che alcune volte diciamo, se ci sono cose serie, e se dai banchi della maggioranza può esserci una componente seria che veramente vuole operare abbiamo il timore che questa componente che non fa parte dell'esecutivo, ad un certo punto parli con i sordi, e di questo ne provo perché faccio parte di una sola commissione, nella Commissione urbanistica lì è un discorso tra sordi, signori miei, perché non sappiamo che volontà c'è dal potere esecutivo, quindi io chiedo scusa di questo mio intervento e ho già premesso prima che senz'altro, il Presidente non mi ringrazierà per questo intervento, ma per il bene della Valle è inutile che parliamo di agricoltura, di industria e via dicendo se noi prima non abbiamo fatto un piano regolatore regionale per dire: qui dobbiamo incentivare l'agricoltura e qui dobbiamo lasciar perdere qui dobbiamo incentivare l'industria e di là no.
È inutile che ci riempiamo la bocca, quindi dobbiamo chiedere a voi della maggioranza se avete la voglia di prendere la responsabilità di mandare avanti uno strumento urbanistico regionale che è alla base di tutto.
Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Io penso che possiamo concludere questa prima fase del dibattito sulle proposte di linee-politico-programmatiche per il piano di sviluppo regionale, prendendo in considerazione l'intervento del Presidente della Giunta, che ha tracciato il programma futuro di consultazioni prima che il Consiglio sia nuovamente investito del problema e che le proposte di linee politico-programmatiche siano integrate da quanto è stato detto oggi in questa lunga e appassionata discussione, e da quanto potranno dire le organizzazioni sindacali, le organizzazioni di categoria imprenditoriali, gli enti locali e le comunità montane.
Quindi il Consiglio è d'accordo su questa procedura? Il Consiglio prende atto e ritengo che malgrado sia già abbastanza avanti nell'ora non si possa fare a meno, di concludere questa nostra giornata prendendo in esame il lavoro attento e valido fatto dalla Commissione che ieri avevamo incaricato di rielaborare gli articoli 4 e 13 della legge integrativa della 865, in modo che si possa concludere su quell'argomento.
