Oggetto del Consiglio n. 218 del 26 settembre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 218/74 - Parere favorevole del Consiglio regionale sulla proposta di schema di decreto delegato di cui all'articolo 19 della legge 30 luglio 1973, n. 477, elaborata dal Comitato tecnico misto Ministero della Pubblica Istruzione. Regione autonoma Valle d'Aosta integrata con le proposte dei sindacati e della Conferenza dei Capi gruppo del Consiglio regionale.
Dolchi (Presidente) - La discussione aveva avuto inizio questa mattina.
Alcuni Consiglieri erano già intervenuti, io ricordo che in sede di discussione generale i Consiglieri hanno diritto ad intervenire due volte, possiamo tenere conto di questa interruzione, faccio presente che dovremmo cercare di rimanere nei limiti previsti dal regolamento.
Viglino (RV) - Dunque, riprendo la parola, perché il mio intervento fondamentale è stato evidentemente fatto questa mattina, come l'ha ricordato in questo momento il Presidente del Consiglio, e riprendo, ho chiedo di nuovo la parola, proprio per fare un breve riassunto di quanto ho detto stamattina in Consiglio. In Consiglio, questa mattina, ho detto che la bozza di decreto delegato che il Consiglio regionale è chiamato a discutere, per me, non è sufficientemente chiara. L'articolo 1 è... presentata un'ambiguità che non possiamo non rilevare e naturalmente da questa ambiguità fanno seguito tutte le ambiguità che sono contenute negli articoli che fanno riferimento all'art. 1. Dunque, io ho detto che, in questa bozza, non risulta in modo chiaro la posizione giuridica degli insegnanti della scuola valdostana, perché, dalla lettura attenta di questa bozza, non si riesce a capire se l'insegnante rimane dipendente statale oppure diventa dipendente regionale. Quindi, dato che ad un certo momento, in base all'art. 7, gli insegnanti saranno chiamati a optare per questi ruoli, optare è una parola un po' non veramente propria, perché l'articolo dice "gli insegnanti saranno inquadrati e gli insegnanti che non vorranno essere inquadrati in questo ruolo dovranno fare domanda di raggiungere la loro sede di titolarità e questo entro tre mesi "...lasciamo passare la questione dei famosi tre mesi che è ridicola, perché se la legge va in vigore a metà anno io mi chiedo che cosa dobbiamo fare vedendo che alcuni insegnanti raggiungeranno la loro sede di titolarità, mandando via intanto il supplente che in questo momento occupa il loro posto e anche venendo a grave scapito della continuità dell'insegnamento, ma questa è una questione di dettaglio. La questione fondamentale è questa, dato che l'articolo 1 non è sufficientemente chiaro, io mi chiedo come gli insegnanti in situazione così fluida possano in coscienza effettuare una scelta e a questo proposito, avevo ricordato non dico una identità ma una analogia con i dipendenti del corpo forestale, i quali avevano avuto la possibilità di scelta optando o per il ruolo regionale, quando è stato stabilito, oppure rimanendo nel ruolo statale. Naturalmente, oltre questo ci sono numerose altre, diciamo, manchevolezze, perché non vedo per quale motivo si continui a dirmi che non importa che sia inserito all'articolo che parla dei trasferimenti una frase che io volevo fosse inserita e precisamente una frase di questo genere, dunque basterebbe inserire una frase di questo genere: "il periodo di servizio in Valle d'Aosta verrà conteggiato a tutti gli effetti all'insegnante che si trasferisce" e a questo proposito accennavo alla legge statale del 12 dicembre 1966, n. 1078, legge che permette ai dipendenti dello Stato che ricoprono delle cariche, tra cui la carica di Consigliere regionale, di chiedere un'aspettativa per motivi politici.
Ebbene, in questa legge, all'ultimo articolo, articolo 5, è detto esplicitamente "i periodi di aspettativa e di assenza autorizzati previsti dalla presente legge sono considerati a tutti i fini come effettivamente prestati" e quindi, se lo Stato senta la necessità di includere un articolo di questo genere per la sua legge, non vedo perché non dovrebbe risentire la stessa necessità in questa bozza di decreto legge. Per di più, la questione fondamentale che avevo posto durante la discussione alla Commissione per l'Istruzione Pubblica era questa: avevo chiesto, dunque, di rispondermi se gli insegnanti che prestano servizio in Valle d'Aosta sono da considerarsi alle dipendenze dell'Amministrazione regionale, oppure alle dipendenze dello Stato e l'Assessore mi ha riferito, dunque, rispondendo alle richieste del Consigliere Viglino, precisa che il concetto espresso all'articolo 2 ribadisce la piena libertà degli insegnanti di rimanere in Valle d'Aosta oppure di chiedere eventuali trasferimenti. Circa la seconda domanda, cioè sono da considerarsi alle dipendenze dello Stato dell'Amministrazione regionale dice questo, dunque, circa la seconda domanda riferisce che la bozza di decreto delegato in esame, definitivamente concordato con i tecnici del Ministero, diventerà un decreto delegato del Governo della Repubblica e, pertanto, sarà operante in tutti gli effetti e su tutto il territorio nazionale. A questo proposito questa mattina avevo accennato al fatto che lo Statuto speciale fa parte integrante della Costituzione italiana, non è stato affatto applicato in tutti i suoi punti proprio dallo stesso Governo. L'Assessore aggiunge che tutti i problemi degli insegnanti trovano una risposta e una soluzione nei decreti delegati per la scuola e che, per quanto concerne l'interrogatorio se gli insegnanti che prestano servizio in Valle d'Aosta debbono essere considerati dipendenti regionali o statali, osserva che il problema non rivesta un'eccessiva importanza in quanto non comporta incidenza di alcun genere sulla carriera e sul pensionamento degli insegnanti, trattandosi di una questione più teorica che altro e che sarà comunque definita dai giuristi.
Ora, mi sembra che questa risposta chiarisca affatto la domanda, non è una risposta alla domanda che ha fatto e perciò continuo a dire che questa bozza di decreto delegato non cautela sufficientemente la posizione degli insegnanti in Valle d'Aosta.
Jorrioz (PSDI) - Io volevo chiedere all'Assessore se eventualmente, non so, in base ai nuovi decreti vengono salvaguardati quelli che sono i diritti degli insegnanti a norma della legge 12 dicembre 1966, n. 1078 "Posizione e trattamento dei dipendenti dello Stato degli enti pubblici eletti a carico presso enti autonomi territoriali".
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola. La parola al Consigliere Bondaz.
Bondaz (DC) - In sede di Commissione della Pubblica istruzione ho avuto modo di dire all'Assessore che la Democrazia Cristiana avrebbe detto qual era la sua posizione in relazione a questi decreti delegati. A parte il fatto che ci troviamo a dover risolvere un problema quale quello della scuola valdostana, così, in tempo relativamente breve, anche se questo problema diciamo che è forse il problema più annoso che giace nei cassetti della pubblica amministrazione, diciamo che sono uguali, allora, quanto meno, non vorremmo così come idea che si volesse risolvere questo problema con i soliti colpi di maggioranza di cui siamo abituati in questa assemblea. Perché riteniamo che il problema della scuola valdostana, e quindi dei professori, dei maestri valdostani, non debba essere così ridotto ad un qualcosa di poco chiaro, qualcosa di poco significativo e direi subito che mi asterrò da quanto è mio compito in questo Consiglio, in questo momento, di entrare nelle... nei singoli articoli che potrebbero creare una valutazione di carattere magari sindacale, una valutazione che potrebbe anche, che si potrebbe anche rispondere non si tratta del luogo, del posto questo del Consiglio, di cui dobbiamo parlare. Cioè, noi dobbiamo valutare il problema, vista la sede in cui dobbiamo discuterlo sotto il profilo squisitamente politico, ritengo che il problema dal punto di vista sindacale, da quanto ci ha detto l'Assessore, dovrebbe essere stato risolto, in quanto si è affermato che i sindacati della scuola sarebbero stati contattati o in una riunione successiva, se ricordo bene, nella riunione della Commissione della scuola.
A scuola mi risulta, viceversa, i sindacati della scuola o quanto meno quei sindacati che rappresentano la stragrande maggioranza dei professori e dei maestri della Valle d'Aosta, il SINACHER e il Sindacato Scuola Media non sarebbero stati contattati. Ora questo è un problema, forse di opportunità politica, che sarà la Giunta a rispondere se quanto noi, quanto io, quanto mi è stato detto è vero o non è vero, mi sembra comunque se ciò fosse vero una cosa abbastanza, poco...
Lanivi (DP) - ... contattate ripetutamente, prima del primo di maggio e il 13 settembre, tutte le organizzazioni sindacali, nazionale scuola media e il SINACHER.
Bondaz (DC) - Prendo atto di questa dichiarazione dell'Assessore, a noi risulterebbero quanto meno valutazioni diverse su questo tipo e modo di contrattazione. In ogni caso, direi che, a parte queste valutazioni che possono essere di carattere sindacale o valutazioni di carattere di opportunità politica che riguarda esclusivamente la Giunta, noi riteniamo che il decreto delegato, così come ci è stato proposto, pur considerando e dando ragione all'Assessore quando ci dice "si tratta di un decreto delegato, la competenza è del Governo di approvarlo", ma il fatto stesso che il Presidente della Giunta e l'Assessore lo abbiano portato con procedura d'urgenza a questo Consiglio, in vista di quello che è l'incontro del 1° di ottobre con il Ministro Malfatti, sta a significare un'evidente importanza che la Giunta, il Presidente della Giunta ritiene di dare ad un parere favorevole, sfavorevole, di maggioranza o di minoranza, su questo problema, direi, e per tornare a bomba che una legge, qualunque essa sia, dive avere il merito, il pregio, quanto meno della chiarezza, almeno in fase di costituzione, perché se noi permettiamo, e già succede sovente, che le leggi sono suscettibili di varie interpretazioni e di varie valutazioni, può anche essere un vantaggio per gli avvocati, questo hai ragione Bordon, però è giusto, perché qui siamo in una sede cosiddetta legislativa o, meglio, legislativa, cerchiamo di apportare il nostro contributo affinché quello che deve essere approvato abbia il pregio della chiarezza e non certamente il pregio della ambiguità.
Sarebbe sufficiente fermarci a guardare l'articolo... a rileggere attentamente l'articolo 1 di questo decreto delegato e con questo chiudere ogni tipo di discussione, perché l'articolo 1 di una qualunque legge, ivi compresa, questa, rappresenta il fondamento per tutta la legge, per tutti gli articoli successivi, in effetti tutti gli articoli susseguenti o quasi tutti fanno riferimento all'articolo 1. Evidentemente la prima domanda che ci si pone, leggendo questo articolo, è di sapere che cosa abbia voluto intendere non dico la Giunta, ma questa commissione tecnica che è stata proposta, che è stata fatta dal Governo e l'Amministrazione regionale, che cosa significhi appositi ruoli regionali, se ciò sta a significare, e noi dobbiamo approvare, dei ruoli regionali per quanto riguarda la scuola, bene, al limite potremo anche dire di essere favorevoli, ma se ciò sta a significare, viceversa, quello che noi intendiamo leggendo in questo decreto delegato, vediamo che, mentre all'articolo 1 si potrebbe supporre che ci troviamo di fronte ad una soluzione di carattere regionalistico del problema della scuola, troviamo viceversa nei successivi articoli che tutta la legiferazione che riguarda la scuola statale viene inserita nella legislazione di carattere regionale e questo direi che è un primo, secondo noi, appunto che dobbiamo fare a questa... a questo decreto delegato. Bisogna pertanto che sia chiarito con estrema chiarezza, se mi passate il bisticcio di parola, il significato di questi appositi ruoli regionali, perché la Democrazia Cristiana da sempre ha avuto una sua idea, una sua valutazione riguardo la risoluzione dei problemi della scuola, si tratterà ed abbiamo sempre, negli anni decorsi, sostenuta la necessità che i ruoli siano ruoli statali. Con ciò noi non siamo oggi, e non vorremmo che si potesse identificare una valutazione diversa a quello che è stato fino ad oggi il discorso che riguarda la scuola valdostana, noi potremmo anche sostenere che possiamo essere d'accordo e dei ruoli regionali, purché questi significhino un decentramento del ruolo regionale che venga integrato da disposizioni di carattere regionale e non solo che questo ruolo regionale stia a significare una normativa di carattere nazionale applicata a dei ruoli di carattere regionale. Perché, evidentemente, se si tratta di ruoli regionali questi devono avere una loro normativa regionale, o integrativa delle norme di carattere nazionale, perché sennò ci troviamo di fronte a quella ambiguità che noi diciamo sussistere in questo momento nei decreti delegati e che, evidentemente, vogliamo nel modo, per quanto ci è consentito, per quanto ci è possibile, vedere di annullare, proprio perché riteniamo che una legge sia più chiara possibile ad evitare, e non vorrei dilungarmi perché certamente lo faranno altri nel vedere le difficoltà, non vorrei dire assurdità, che si sono inserite in questo decreto delegato perché ritengo che un qualunque professore che domani volesse opporsi a questo decreto delegato, a questa legge che presumibilmente verrà approvata, perché l'Assessore stamattina ci ha detto, e gradirei di avere un concetto un po' più chiaro, che quando ci dice che questo significa un accordo di larga massima con il Ministero, bisognerebbe che fosse un po' più chiaro, un accordo di larga massima mi consentite di dire che non ha significato, non significa assolutamente nulla se non, così, un qualcosa che può essere modificato, che può essere variato, viceversa, da quanto ci dice l'Assessore nella Commissione pubblica istruzione, a parte l'articolo, se non erro, l'articolo 10 che ci dice "è suscettibile di valutazione, di modificazione perché non c'è stato un accordo in questo Comitato tecnico" tutto il resto non può essere variato.
Evidentemente, ci troviamo pertanto di fronte a 10 fogli di carta scritti, concordati e ai quali noi dovremo dire sì o no perché variazioni, evidentemente, non ne possiamo apporre per dichiarazioni stesse fatte dall'Assessore.
Dovendo, evidentemente, dare un giudizio, un parere, come si è detto nella convocazione del Consiglio, su questo tipo di decreto delegato, pur con valutazione che sarà il Governo a dover approvare questo, e non vorrei che questa fosse una scusa da parte della Giunta per dare nuovamente... per ciò che è fatto male dà colpa al Governo, perché tutto ciò che è fatto bene, invece, è opera dei Democratici Popolari. Bene, a questo punto, per quanto mi consente il nostro giudizio è un giudizio negativo ed è un giudizio negativo basato sul fatto che non c'è una normativa precisa, perché non vi è, ritengo che non... questo né coloro che vogliono i ruoli statali, né coloro che vogliono i ruoli regionali, meglio sarebbe con tutte le opposizioni che uno potrebbe dire sono favorevole, dire noi vogliamo questo, questo sì, portiamo una normativa valida, giusta, dopo di che nel Consiglio regionale si potrà dire io sono favorevole o sono contrario ai ruoli regionali, ai ruoli statali, ma che la normativa sia giusta e che non ci si trovi di fronte a una ambiguità così com'è in questo decreto delegato.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? La parola all'Assessore Lanivi.
Lanivi (DP) - Dunque mi riferisco soprattutto all'ultimo intervento dell'Avvocato Bondaz, perché mi dà la possibilità di fare un pochino il riassunto della situazione. Vi è una prima parte dell'intervento dell'Avvocato Bondaz che mi sembra valida e io partirò dalle sue prime considerazioni per portare avanti il mio intervento.
Dice l'Avvocato Bondaz che la sede del Consiglio regionale su questo particolare problema deve essere un discorso o almeno affrontare questo tipo di problema con particolare taglio che deriva dalla responsabilità che ha questo Consiglio, e cioè quella di definire la linea politica, la scelta che questo Consiglio regionale intende sostenere di fronte a questo particolare problema. Però non ho sentito le conclusioni di questo discorso, ho sentito piuttosto dei giudizi che si sono conclusi con un dato complessivamente negativo su questa proposta e alcune, direi, richieste o appunti di dettaglio e cercherò adesso in questo intervento di chiarirli, se riuscirò.
Voglio solo precisare, e riprendere una parte dell'intervento che ho fatto nella... in occasione della discussione che è venuta prima dell'interruzione dei lavori di questo Consiglio per la pausa estiva, che sono perfettamente cosciente e consapevole dell'importanza che il decreto che il Governo emanerà per la Scuola della Valle d'Aosta ha per il futuro della Scuola in Valle d'Aosta e quindi per la comunità Valdostana, e quindi voglio evitare ogni spunto polemico e piuttosto incassare, ma non rispondere né scendere mai a livello di rissa proprio perché mi pare che l'argomento sia troppo grande per la nostra Valle, sia dal punto di vista politico, sia dagli interessi della classe insegnante che ha tutto il diritto di vederli rispettati.
Cos'è mancato secondo me all'intervento dell'Avvocato Bondaz? Dopo aver fatto un'affermazione che mi pare di condividere, è mancato un giudizio complessivo su questa proposta e cioè la presentazione, eventualmente, di alternative valide alla proposta che oggi sottoponiamo. Vorrei riprendere il discorso da capo e dire come la 477 rappresenti, per la prima volta, una vera... tra le altre cose, un vero e proprio contratto di lavoro che lo Stato italiano, direi, approva, ha fatto con gli insegnanti e in questo, nella legge delega e nei decreti che sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 13 settembre, sono ampiamente elencati, definiti, i diritti, i doveri, la condizione degli insegnanti, la normativa che, direi, d'ora in poi governerà il mondo della scuola. Vengono indicati nuovi modi di gestire la scuola attraverso gli organi collegiali, cosa si intende per sperimentazione, come sarà attuata e da chi sarà attuata, questo e per il personale insegnante e per il personale non insegnante, quest'ultimo problema a noi non interessa perché il personale non insegnante nella nostra Regione sono dipendenti regionali.
All'articolo 19 della legge delega vi sono due commi, il terzo e il quarto, che interessano la Valle d'Aosta, al terzo comma si dice "con apposito decreto delegato si provvederà alla definizione degli organici delle scuole primarie, secondarie e artistiche della Valle d'Aosta e all'inquadramento del relativo personale al quale si applicheranno le norme previste dalla presente legge", e questo è un primo punto.
Il quarto comma dice "l'applicazione delle norme della presente legge per la Valle d'Aosta si effettuerà in armonia con le disposizioni dello Statuto, sentita comunque la Regione", quindi qual è stato il lavoro del Comitato tecnico? Il lavoro del Comitato tecnico è stato nei limiti, direi, citati, stabiliti in questo terzo e quarto comma dell'articolo 19 della legge n. 477 del 30 luglio 1973, una proposta che fosse tecnicamente sul piano tecnico sostenibile e valida.
E io credo che questa è una scelta logica, in questi 12 articoli vi sono la possibilità di reperire tutte le risposte concrete che il personale insegnante può rivolgere e in questi articoli può trovare, a mio parere, giusta risposta.
Questa è una proposta, cioè è una scelta tra varie alternative che ora dobbiamo porre, dobbiamo fare una scelta e al livello di questo Consiglio: o discutere, direi, i vari commi e le varie affermazioni contenute in questa proposta, che come ho detto ha una sia logica, oppure presentare logiche alternative, e io penso che sia molto arduo presentare proposte alternative nei limiti fissati nei due commi, il terzo e il quarto dell'articolo 19 della 477.
Dico, tutte le domande che un insegnante si può porre trovano qui soluzione. Mi rendo conto ed è per me difficile, direi, acquisire, direi, un certo stato d'animo, una certa condizione, perché solo da un anno ho questo tipo di responsabilità e so che alle spalle, direi, di questo problema ci stanno circa 30 anni di polemiche e mi rendo conto che oggi più o meno in buona fede o in mala fede ci siano delle paure e delle diffidenze che nessuna, direi, nessuna dichiarazione, nessuna affermazione può risolvere, ecco lì io trovo un muro che mi è difficile superare, vi sono delle posizioni così aprioristicamente diffidenti nei confronti di tutto ciò che può fare in questo campo dalla Amministrazione regionale, di fronte, direi, a queste condizioni mi arrendo.
Se però vogliamo ragionare, e ragionare serenamente, io credo che questa, al di là delle varie, posizioni politiche che ognuno di noi rappresenta, ci sia una proposta che ha un suo valore, una sua validità e una sua logica.
Questo campo, direi, questo è un campo difficile e ho anche la sensazione, e questo non ne voglio fare una colpa al Consiglio, anche perché i decreti delegati sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale solo una decina di giorni fa e ci sono stati comunicati solo l'altro giorno, direi, mi rendo anche conto che pochissimi possono aver letto il testo di tutti i decreti e quindi vedere come anche moltissimi dei problemi sollevati qui trovino già risposta negli altri decreti, nei decreti già approvati. Qual è la logica di questo decreto. Dunque, intanto, che cosa vuol dire "appositi ruoli regionali? Qui dobbiamo immediatamente superare un modo di porre questo problema che ci deriva dai ricordi del passato, qui per ruolo regionale non sta, non ha il significato, questo, quanto è scritto nell'articolo 1, "ruolo regionale" non ha lo stesso significato che tradizionalmente si dava in Valle d'Aosta a ruolo regionale, cioè a ruoli chiusi, non impermeabile e in qualche maniera l'insegnante calato dentro questo ruolo non ne poteva più uscire.
Qui "apposito ruolo regionale" ha un altro significato, intanto perché "apposito", chi ha letto i decreti delegati sa che le ripartizioni territoriali, che erano a livello provinciale solo alla dimensione di scuola elementare, i decreti oggi le elevano alle scuole medie, ma data la particolare condizione della Valle d'Aosta, anche per il numero esiguo di insegnanti delle scuole medie superiori qui anche la dimensione territoriale è elevata agli insegnanti della scuola media superiore.
Quindi, qui intanto è "apposito" perché nella dimensione territoriale, provinciale altrove, regionale in Valle d'Aosta perché la Provincia è stata soppressa, sono inseriti anche gli insegnanti della scuola media superiore; e "apposito" anche perché per essere immessi in questo ruolo bisogna superare la conoscenza della lingua francese, è "apposito" anche per questo.
Apposito ruolo regionale, da non confondersi con, direi, l'interrogativo che più volte qui è stato posto di condizioni di dipendente regionale e dipendente statale, questo fin dall'inizio il Comitato tecnico - questo tipo di interrogativo - lo ha scartato, ha definito questo interrogativo privo di qualsiasi importanza e eventualmente problema da demandare ai giuristi successivamente, non ha effetto pratico, non ha nessun effetto concreto, ribadisco non ha nessun effetto concreto sugli insegnanti, può servire, e sappiamo che alcuni utilizzeranno anche queste affermazioni, per spaventare il mondo insegnante valdostano.
Tengo a ribadire, non è un'accusa a nessuno, ma so che qualcuno potrà anche fare questo, tengo a ribadire, la classe insegnante, gli insegnanti della Valle d'Aosta da questa proposta sono perfettamente, completamente, tutelati. Lo tengo ad affermare e in questa proposta sono, vengono trovate e trovano posto tutte le domande che un insegnante può porsi sulla sua condizione, su chi lo amministra, sulle norme che lo guidano, sa a chi deve rispondere, sa cosa può fare se vuole essere trasferito o rimanere qui, sa qual è il suo futuro di carriera, così come posso affermare che il servizio prestato dagli insegnanti in Valle d'Aosta sarà senz'altro conteggiato anche quando un insegnante chiederà di essere trasferito all'esterno.
Ecco, questo, queste sono affermazioni che vogliamo fare e ci tengo di fare, proprio perché riteniamo troppo importante un rapporto e una solidarietà tra il mondo insegnante e l'Amministrazione regionale per un corretto, giusto e utile Governo della scuola in Valle d'Aosta.
Abbiamo bisogno di una collaborazione con gli insegnanti, senza la quale credo sia molto difficile operare per la crescita e lo sviluppo della nostra Regione, come dico l'Amministrazione del personale della scuola in Valle d'Aosta è affidata all'Amministrazione regionale, questa proposta, direi, attua in parte l'articolo 4 del nostro Statuto, perché rispetta, cioè trasferisce le competenze dello Stato alla Regione, il trattamento economico e la normativa che guiderà gli insegnanti della Valle d'Aosta è quella stabilita dalla legge 477, approvata dal Parlamento della nostra Repubblica, e dai successivi e relativi decreti delegati.
Non esistono, e qui direi questa non è una sfida, è un tipo di ricerca che, anche faticosamente, siamo andati alla ricerca soltanto spinti da queste due preoccupazioni, rispettare lo Statuto, essere conformi alla legge delega 477 e tenere conto delle esigenze della classe insegnante della Valle.
Su queste preoccupazioni abbiamo voluto costruire una prima proposta; su questa proposta si è aggiunto il lavoro di quel Comitato tecnico formato da designati dall'Amministrazione regionale e dal Ministero e ne è venuta fuori questa proposta, che non è come qualcuno ha detto "non può essere variata", è una proposta alla quale aggiungeremo le osservazioni delle Organizzazioni Sindacali, e quelle che sono direi solidali con questo tipo di proposta, ma anche le altre, le preoccupazioni che ci possono venire, gli interrogativi sui singoli problemi che possono venire e dalle Organizzazioni Sindacali e anche da persone interessate al mondo della Scuola. Ripenseremo a tutte queste cose per arrivare a una soluzione che deve tener conto di questi dati fondamentali che ho elencato prima, il rispetto allo Statuto della nostra Regione, la conformità alla legge 477 e le aspirazioni della classe insegnante che opera nella nostra Regione.
Questi sono stati, direi, gli stimoli, questi sono stati i motivi che hanno guidato nella stesura della bozza che avete avuto prima delle vacanze estive e che anche ci ha guidato nella stesura di queste bozze.
Quindi il discorso non è di variare o meno, il discorso è che, se accettati questi presupposti da cui è discesa questa bozza, tutti gli interrogativi, la verifica di ogni punto, l'eventuale miglioramento le porteremo, ma però le dovremo portare come linea, come scelta politica di questo Consiglio regionale, perché l'approvazione e l'emanazione di questo decreto non è di questo Consiglio ma è del Governo della Repubblica italiana.
Questa mattina sono stati, chiedo scusa vorrei solo fare una precisazione, questa mattina ho distinto, mi hanno fatto rilevare, non era nelle mie intenzioni, ma forse nell'intervento ho detto una cosa imprecisa che vorrei rettificare.
Quanto è distinto parlando di Organizzazioni confederali ho distinto il... ho parlato di CISL, Scuola, SAVT, CGIL distinti da Sindacati Autonomi, ma pure Sindacato Nazionale Scuola Media Sinascel, ho commesso un errore se ho detto queste cose, ho commesso un errore, il Sinascel insieme al sindacato Italiano Scuola Media è della CISL, quindi direi come Sindacato Scuola Media, solo quello è autonomo, gli altri sono confederali, anche se su posizioni diverse appartengono allo stesso sindacato confederale, chiedo scusa se l'intervento ha potuto essere interpretato in questo modo, chiedo scusa.
Voglio ribadire che tutte le organizzazioni sindacali che ho elencato stamane che, ripeto adesso, sono state ripetutamente contattate ultimamente, dopo, al termine del lavoro del Comitato tecnico il 13 settembre, devo dire che anche alle Organizzazioni Sindacali è stata demandata la presentazione di una proposta di integrazione di alcune cose che avevamo lasciato in sospeso a Roma, e già a Roma avevamo detto che l'avremo discusso con le nostre Organizzazioni Sindacali, quindi sono state le Organizzazioni Sindacali che hanno collegialmente presentato alcune proposte che inseriremo e porteremo a Roma per la discussione.
Voglio ancora dire che, mi pare, chiedo scusa, ancora due minuti, abbiamo... pare che il dibattito si incentri quasi esclusivamente sul discorso del personale. La legge 477 e il nostro decreto parlano anche di altri temi su cui forse meriterebbe soffermarci, uno di questo sono gli Organi collegiali, un tema molto importante quello dei nuovi organi di gestione della scuola, in questo caso della Valle d'Aosta, interessata per due livelli, livello distrettuale e livello di Consiglio scolastico regionale che abbiamo cercato di risolvere nel modo che qui viene esposto.
Vi è, ancora, molto importante, il discorso della sperimentazione, degli Istituti di sperimentazione regionale, questi sono altri due temi che mi pare possano interessare il Consiglio, non vogliamo porre questa proposta come una proposta della maggioranza in qualche maniera, aprioristicamente, in contrasto con altre proposte. Saremmo lieti e, mi auguro, ci dobbiamo augurare come Consiglio regionale che un approfondimento di questo tema così importante per la nostra Regione, per il futuro della nostra scuola serva a migliorarlo. Devo anche sottolineare un piccolo dato, nell'ultimo bilancio regionale abbiamo visto che le spese per l'Istruzione pubblica sfiorano i 9 miliardi di lire in Valle d'Aosta, vuol dire che i denari che investiamo in questo settore rappresentano oltre il 20% delle risorse della nostra Regione, dobbiamo cercare di spendere il meglio possibile, ma io direi che la lunga, ripeto, il lungo sforzo che la Regione, da quasi 30 anni, compie a favore di questo settore mi pare trovi la giustificazione, prima nella importanza sempre data dalla Regione a questo settore, quindi nella possibilità e nella speranza di utilizzare la scuola per lo sviluppo della nostra Regione.
Nel momento in cui la Valle d'Aosta, la Regione autonoma della Valle d'Aosta non potesse più contare su una speranza che è quella di inserire, di adeguare, di rendere utile la scuola della nostra Valle a tutta la Comunità valdostana, credo che ci sarebbero seri dubbi sulla opportunità di spendere questa cifra.
Ecco quindi, questi, direi, non solo i dati teorici culturali o politici devono farci riflettere, ma anche il grosso sforzo finanziario che da sempre la Regione ha dovuto sostenere per questo settore, tendendo conto che l'applicazione della legge 477 e del futuro decreto delegato, apposito decreto per la Valle d'Aosta, comporterà un - crescente nei prossimi anni e direi consistente - aumento di spesa.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - Je crois que nous devons, tout d'abord, nous féliciter qu'un problème de ce genre, même si avec un certain retard et certainement hors de celle qui aurait été la procédure normale, vient la discussion du Conseil régional et nous nous félicitons car cela nous donne encore une fois l'occasion de préciser certains points fondamentaux qui doivent, à notre avis, régir toute discussion à la matière.
Il s'agit d'une discussion de droit constitutionnel, la loi 477, le Statut des enseignants, sont des choses certainement très importantes, mais qui viennent bien après les problèmes constitutionnels et nous oserions même dire très clairement que ces aspects du problème sont les cadets de nos soucis en matière.
S'il y a une compétence en matière d'école pour la Région Autonome de la Vallée d'Aoste c'est en défense d'une ethnique, et M. le Président du Conseil, qui se plaît de rappeler très souvent... de la Résistance, doit se rappeler que, en 1944, le Comité de la Libération de la Haute Italie avait formulé des promesses précises en matière d'enseignement pour les valdôtains. Si l'école en Vallée d'Aoste est différente du reste de l'Italie c'est par ce qu'il y a une minorité ethnique et linguistique, ce n'est pas parce que il y a des enseignants.
Par conséquent, le problème fondamental est celui du droit constitutionnel, et nous disons tout de suite qu'il il y a une modification fondamentale apportée au decret délégué dont on discute et qui doit être l'article premier, l'article premier actuel devenant le 2°, etc. et l'article premier doit être copié sur l'article premier du fameux, célèbre et honnête, décret du... provisoire de l'Etat du 11 novembre 1946, n. 75, qui dit "Le scuole di ogni ordine e grado", le scuole, non gli insegnanti, "le scuole di ogni ordine e grado esistenti in Valle d'Aosta dipendono dalla Regione valdostana" et non d'autres personnes ou d'autres organismes, si cela est avenu tout le reste en découle, si non ce décret ce ne sera que du papier mâché et du reste vous êtes assez hypocrites pour vous complaire dans les papiers mâchés.
Et alors il en suit, comme conséquence logique, que si les écoles en Vallée d'Aoste, et cela non pour un goût particulier, ce n'est pas un sadisme typique des valdôtains de vouloir que les écoles dépendent de la Région autonome de la Vallée d'Aoste, parce que cela, par exemple, arrive normalement dans la province de Bolzano, l'autre extrémité des Alpes, où il y a des écoles ou on enseigne l'allemand parce que on reconnaît qui il y a une population qui parle allemand.
Alors, si les écoles dépendent de la Région autonome de la Vallée d'Aoste, à l'article actuellement 1, qui devient 2, la parole "appositi, ruoli appositi" n'a aucune signification, mais souvenir de latin m'enseigne que "appositi" est une des vastes componantes du verbe "ponere", appono, compono, suppono, ou bien suppositoire en français et nous ne voudrions pas que encore une fois avec "gli appositi ruoli regionali" on nous prend pour des imbéciles, nous sommes assez âgés, assez vieux, contrairement à l'Assesseur de l'Instruction publique, pour connaître certaines pratiques et pour savoir que quand on fait des... des maigres... de ce genre, on ne les fait pas pour défendre des minorités ethniques. M. Lanivi m'excusera si je fais un petit rappel historique: en 1935, l'Allemagne avait demandé à la Tchéco-Slovaquie un Statut particulier pour les Sudètes, M. Bene?, premier Ministre Tchéco-Slovaque, avait refusé, trois ans après M. Bene? convoqua le Ministre des Affaires Etrangères allemand à Prague en lui disant ces mots précis "Demandez ce que vous voulez" et M. ... a repondu "Nous voulons la guerre" et l'accord a été la conséquence de cela.
Nous savons très bien que la politique est un rapport des forces et nous savons très bien que nous sommes plus faibles. Cela ne nous empêche pas de ne pas être stupides, de ne pas être des imbéciles et de ne pas être de vendus. Alors, ce type de décret délégat pour nous n'est pas suffisant, nous voulons que les écoles, comme elles sont la garantie, la seule sérieuse garantie de la défense d'une minorité, que les écoles dépendent de la Région autonome et pas d'autres personnes et pas de..., et alors nous faisons une position concrète selon votre proposition, M. Assesseur, et nous disons article 1er, "le scuole di ogni ordine e grado" c'est cela l'important, tout le reste vient après et on pourra trouver, et vous trouverez dans vos archives, une loi proposée par M. Gex où tous les droits au transfert desiderant (?) professeur, instituteur, directeur des articles, etc, était parfaitement envisagé et il avait vraiment personne qui aurait souffert.
Et donc, à l'article qui deviendrait 2, l'élimination de "appositi, sono istituiti con decorrenza dal prima ottobre 1974 i ruoli regionali", parce que ou bien les rôles sont régionaux, ou bien ils sont nationaux, parce qu'on ne peut pas être à la fois une courge et un melon, il faut choisir. Et puis, dernière question, à l'article 11 on reprend malheureusement certaines formulations du passif, et là aussi c'est une question fondamentale, parce que il faut qu'il y ait des disciplines enseignées en français en Vallée d'Aoste, il est indispensable que on parle français en Vallée d'Aoste, il est indispensable que on parle français dans l'école et qu'il n'arrive pas qu'il y ait des enfants qui vont à l'école et qui ne comprennent pas la langue qui leur est enseignée, et alors il dit "Gli attuamenti di programma di insegnamento, ecc, di sentire Commissioni miste nominate dal Presidente della Giunta regionale previa intesa con il Ministro della Pubblica Istruzione", ici c'est une tautologie, c'est une répétition d'une mauvaise disposition du Statut qui parle également d'une Commission mixte et où, pendant 29 ans, le Ministère n'a pas nommé ses représentants et cela on dit au contraire "previa intesa con il Ministro della Pubblica Istruzione" et encore une fois le Ministre de l'Instruction Publique aura très bon jeu et je dirais même la chose plus facile du monde de ne pas nommer ses représentants et nous resterons toujours là attendre pour savoir voir quelles seront les matières qui pourront être enseignées en français. Alors, à notre avis, nous répétons que tout le reste est secondaire, important ce n'est qu'une question de détail, ce n'est qu'une question de régler des rapports de travaux syndicaux, de garantir à chacun ses droits, mais avant tout il faut garantir le droit fondamental prévu par la Constitution qui est celui que la minorité valdôtaine ait droit de diriger et administrer son école, tout le reste pourra venir après.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Ma per il momento è... vorrei solo rivolgere una domanda all'Assessore Lanivi e cioè, riservandomi poi di riprendere la parola dopo, vorrei sapere quale significato e quali conseguenze ha sul piano della competenza l'ultimo comma dell'articolo 3 del testo.
Dolchi (Presidente) - Ci sono altri che intendono prendere la parola?
La risposta dell'Assessore al quesito posto dal Consigliere Caveri.
Lanivi (DP) - Rispondo a questo quesito.
La legge 477 prevede la costituzione di tutta una serie di nuovi organi di gestione della scuola che vanno dal livello della classe al circolo o all'Istituto, livello distrettuale provinciale fino a un livello massimo che è rappresentato dal Consiglio scolastico nazionale.
In genere, in linea di massima, questi organi collegiali hanno funzioni, direi, di esprimere pareri e formulare proposte circa la gestione della scuola.
A questi organi partecipano a vario livello componenti diversi, la logica di questo tipo dai livelli minimi, cioè i livelli più ridotti a livello di circolo, a livello di istituto, la partecipazione degli insegnanti accanto ai rappresentanti dei genitori e degli alunni, accanto alla presenza degli alunni per quanto riguarda istituti per i giovani che abbiano compiuto 16 anni e, ai livelli superiori, ai rappresentanti dei Comuni, rappresentanti dei Consigli regionali, rappresentanti delle Organizzazioni sindacali delle categorie dei lavoratori autonomi e del personale della scuola, non solo quello docente ma anche quello non docente.
Qui si afferma la possibilità del personale della Valle d'Aosta operante nelle scuole della Valle d'Aosta, di partecipare all'elezione delle rappresentanze nei vari settori del Consiglio scolastico nazionale.
In effetti, questa è stata una richiesta che c'era venuta dalle Organizzazioni sindacali, la Valle d'Aosta ha, come minimo, il diritto a un rappresentante nel Consiglio scolastico nazionale, se ne prevedono 3 per le 3 minoranze di lingua tedesca, di lingua mi pare slovena e di lingua francese, comunque un rappresentante ci sarà, si trattava di scegliere, di fare una valutazione di questo tipo, di considerare questo rappresentante, rappresentante di tutta la Valle, di tutti gli interessi tagliando poi fuori, fare una specie di collegio uninominale, oppure di avere comunque quella rappresentante di dare la possibilità alle diverse categorie di partecipare alle elezioni dei rappresentanti nei vari settori del consiglio scolastico nazionale.
Ecco perché è stato inserito questo terzo comma all'articolo 3.
Caveri (UV) - La cosa ha conseguenze sul piano della competenza e la prego di rispondere su questo punto.
Lanivi (DP) - Limita, direi no, sposta, non ha conseguenze, ecco, cioè le competenze amministrative della Regione rimangono inalterate. Questo è affermato nell'articolo n. 12, dove si riaffermano le competenze legislative dell'articolo 2 di integrazione, di attuazione della legge delle Repubblica, articolo 3 e dell'articolo 4, di competenza amministrativa della Regione, nell'articolo 12.
Resta ferma la competenza legislativa della Regione autonoma della Valle d'Aosta in materia di istruzione tecnica professionale, ecc. ai sensi dell'articolo 2, lettera r), nonché la competenza legislativa di integrazione-attuazione legge Repubblica, articolo 3, ecco, "nelle materie di cui al comma che precede le funzioni amministrative sono esercitate ai sensi dell'articolo 4 Statuto Speciale della Regione, che vi provvede con Uffici e personale propri".
Caveri (UV) - Dato che il Consigliere Chincheré ha chiesto la parola, sì, va bene, allora faccio qualche breve considerazione, no perché se lei desiderava la parola...
Io ho l'impressione che i redattori di questo testo sono stati abilissimi poiché, a una prima lettura superficiale, tale testo può apparire soddisfacente, ma se si legge più attentamente questo testo si scoprono le insidie, le trappole e, mi permetto di dire, anche gli inganni.
Io direi che le autorità centrali hanno messo nel sacco i rappresentanti regionali, con questo non voglio offendere i rappresentanti regionali, ma in realtà non si può dire questo, che i rappresentanti regionali siano stati ingannati, poiché l'Assessore Lanivi, dalle sue stesse dichiarazioni, in base alle sue stesse dichiarazioni, è consapevole del vero significato del testo che è sottoposto oggi all'esame del Consiglio regionale. A me sembra che l'Assessore Lanivi sappia, e questo non lo dico per ragione polemica, ma perché ne sono convinto, si renda conto che sotto l'apparenza regionalista rimane la sostanza senza... Certo che il resto è presentato molto bene, con grandissima abilità. Mi pare di aver capito, e se non ho capito chiedo scusa all'Assessore Lanivi e sono pronto a rettificare, se non ho capito, se ho frainteso una sua dichiarazione, ma mi sembra che l'Assessore Lanivi abbia affermato che sia privo di significato stabilire se gli insegnanti siano statali o regionali, questo in rapporto ai cosiddetti appositi ruoli regionali. Mi pare che l'Assessore Lanivi abbia detto questo, ma, allora, se dice questo e allora questi presunti appositi ruoli regionali non sono né carne né pesce, se non si è nemmeno sentito il dovere di precisare se, dopo l'istituzione di questi appositi ruoli regionali, questi insegnanti sono statali o sono regionali. E quindi questa è una constatazione che io faccio, e mi pare che sia una constatazione molto grave perché si allarga, di dire noi siamo per i ruoli regionali, sono stati istituiti degli appositi ruoli regionali, e l'Avvocato Andrione, il Consigliere Andrione, ha dimostrato quanto questa parola "appositi" sia gravida di insidie e di pericoli e di ambiguità. Nello stesso tempo non si distingue, si dice non si fa, la questione e con questo gli insegnanti siano statali o regionali, si dice "questa distinzione è superata" e allora l'Assessore alla Pubblica Istruzione è consapevole del vuoto che si cela, o meglio del pericolo che si cela sotto l'apparenza regionalista o regionalistica di questo testo.
Quindi, giustamente, il Consigliere Andrione ha chiesto la soppressione, ha chiesto intanto la trascrizione pure e semplice dell'articolo 1° del famoso testo 365 che è stato l'oggetto di battaglie atroci, non fino allo spargimento di sangue, ma con spargimento di molto inchiostro in questi ultimi 29 anni, e giustamente ha chiesto che nell'articolo 1 attuale, che diventerebbe l'articolo 2, sia soppressa questa parola "appositi" che evidentemente è ben lungi dal convincerci.
Aggiungo che l'articolo 7, e specialmente la prima parte dell'articolo 7, dimostra una cosa, dimostra che i presenti "appositi ruoli regionali" non sono una cosa seria, poiché proprio in base alla prima parte di questo articolo 7 si ripete quello che si verifica nella scena celebre della gran via dove si vede che si entra da una parte, in un determinato carrozzone, e poi si esce dall'altra parte. Questo dimostra, ancora una volta, che gli "appositi ruoli regionali" non sarebbero una cosa seria e la scuola non sarebbe certamente regionale con l'approvazione di questo testo. Aggiungo che la posizione dell'Union Valdôtaine non è quella di fare soltanto delle critiche, perché il Consigliere Andrione ha indicato una alternativa, in sostanza ha proposto delle correzioni e credo di aver capito che, secondo il Consigliere Andrione, se queste modifiche fossero accolte i Consiglieri regionali dell'Union Valdôtaine non avrebbero niente in contrario di votare a favore, però, di un testo corretto e modificato in modo che quei nostri timori possano essere fugati.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (PCI) - Vorrei partire un po' da lontano facendo anche una lunga... perché sembra che più che di parlare di decreti delegati, molte volte, e di conseguenza di parlare della scuola, molte volte si parli dello stato giuridico degli insegnanti, come se il problema, pur importante e debba pur essere affrontato e risolto, sia l'ottica unica attraverso la quale vedere il problema della scuola in Valle d'Aosta.
E soprattutto mi sembra che buona parte del dibattito avvenuto in quest'aula oggi, sia questa mattina che oggi pomeriggio, sul problema dei decreti delegati sia stata una discussione abbastanza soffocata che non abbia dato tutto quello spazio necessario, quel respiro a un problema di questa importanza, anche perché da parte di alcuni interventi, sia questa mattina e oggi pomeriggio, c'è stato un approccio aprioristicamente negativo al problema stesso, cioè non c'è stata la volontà di affrontare questo problema con ampio sgombro da preconcetti, in modo tale da garantire una discussione serena, certo anche scontrarsi su questo problema, ma arrivare possibilmente in modo unitario a una soluzione e una proposta da fare al Governo su questo argomento importantissimo che, oltretutto, ha della scadenze brevi e ravvicinate.
Vorrei partire invece, al contrario di altri, sottolineando gli aspetti positivi di questo dibattito e di questo problema.
Il primo aspetto positivo, che non riguarda specificatamente il problema dei decreti delegati, è che finalmente la formula ambigua di tutte le leggi regionali, formula ambigua contro la quale noi Comunisti ci siamo sempre battuti, di cui si dice "sentite le Regioni" poi non si sentiva assolutamente niente o per lo meno si sentivano e poi si continuava a fare esattamente quello che si voleva, per la prima volta, e vorrei sottolinearlo come un fatto estremamente positivo, questo "sentite le Regioni" diventa un momento reale di discussione, di partecipazione delle Regioni alla formazione di una legge nazionale e direi che il Consiglio regionale nella sua completezza debba sottolinearlo come un fatto positivo, farlo proprio ed esigerlo che ciò avvenga di fronte a tutte le altre leggi da fare e già fatte che portano questa formula: tanto per fare un esempio, direi che anche la legge dell'EGAM dice "sentite le Regioni" poi in realtà hanno fatto esattamente quello che hanno voluto.
Dobbiamo pensare a questa prima volta come un modo nuovo per partire nei confronti dei rapporti tra Stato e Regione.
Ma un altro aspetto positivo, e questo riguarda strettamente i decreti delegati, direi che non è venuto fuori assolutamente da nessun intervento e forse è una delle carenze maggiori, forse l'unica, dell'intervento, della relazione dell'Assessore Lanivi, che questi decreti delegati non sono una cosa strana che a un certo punto qualche Ministro più o meno bravo, qualche Governo nazionale più o meno avanzato ha messo sul tappeto, in discussione, ma sono il primo tentativo di dare una risposta positiva alle lotte, alle esigenze profonde di rinnovamento della scuola nazionale e regionale per la quale si sono battuti, si è battuto il personale docente e non docente, gli studenti, la classe operaia in primo luogo, i lavoratori, per andare verso la riforma della scuola, per andare verso quella riforma che, per la prima volta, non è una riforma settoriale ma cerca di dare alla scuola un aspetto nuovo nella sua globalità, dando anche alla scuola futura, prevista da questi decreti delegati, dei contenuti, una dimensione diversa da quella che ha avuto la scuola fino ad oggi.
Infatti, riassumendo brevissimamente quali erano i contenuti delle forze sociali che hanno lottato e che lottano per il momento della scuola, concepire la scuola come un momento unitario, non più la scuola materna a sé, la scuola elementare a sé, la scuola media a sé, e via di questo passo, ma la scuola come un momento unitario di formazione del cittadino e soprattutto che questa visione unitaria della scuola fosse una visione, fosse conseguita attraverso la partecipazione attiva-passiva di tutte quelle forze che sono interessate alla scuola, non più solo gli studenti o solo gli insegnanti o solo forze sociali al di fuori della scuola, ma trovare il modo e i termini concreti per avere unitariamente una gestione della scuola per andare verso, anche, a una riforma dei contenuti e della cultura nel nostro paese.
In Valle d'Aosta, che non è mai stata assente dalle grandi lotte nazionali per le riforme nella nostra società, questi contenuti sono stati fatti propri da tutta una serie di forze sociali e produttive della nostra Regione, direi arricchendo quella che era la problematica nazionale con alcune esigenze particolari della nostra Regione, e poi quelle esigenze che sono il fondamento della nostra Autonomia e del nostro Statuto Speciale, una scuola regionalista, una scuola fatta ad uso e consumo della nostra Regione, dove il Ministero potesse il meno possibile inserirsi di forza per snaturare quello che noi vogliamo, ma un rapporto dialettico, positivo tra la scuola regionale e la scuola nazionale.
Direi che, a questo punto, se tutto questo è vero, e credo che al di là delle sfumature che pur giustamente ci possono essere tra le forze politiche diverse, parlo delle forze politiche democratiche costituzionali evidentemente, i calderoni non mi sono mai piaciuti anche perché non esistono, dobbiamo chiederci se questa proposta di decreti delegati risponde a queste esigenze e fino a che punto risponde a questa esigenza.
Direi che come Gruppo comunista noi diamo un giudizio sostanzialmente positivo, sostanzialmente significa per la stragrande maggioranza delle cose di questi decreti delegati, anche se su alcune questioni abbiamo delle perplessità, ma siccome le reputiamo del tutto secondarie rispetto al nocciolo del problema non entriamo nel merito in questo momento, può darsi che in seguito... io vedremo, perché ci sembra che questa gestione sociale e unitaria e partecipata della scuola ci sia in questi decreti delegati, ci sembra che alcune esigenze fondamentali tengano conto della realtà politica e storica, evidentemente non estraniandola da quella che un contesto nazionale perché non lo possiamo fare, avremmo perso se ci ponessimo obiettivi di quel genere, siano sostanzialmente rispettati e siano non solo rispettati, ma siano indubbiamente un passo in avanti proprio perché mutano i rapporti tra il mondo della scuola, l'Assessorato alla pubblica istruzione e i rapporti tra Stato-pubblica istruzione e Ministero dell'istruzione.
Direi che, da questo punto di vista, i decreti delegati sono un fatto positivo, certo sono d'accordo anch'io sul famoso articolo 1, porre il problema se gli insegnanti sono dipendenti statali o sono dipendenti regionali è abbastanza un discorso ambiguo, nel senso che la domanda che io mi pongo è un'altra, anche perché sui problemi strettamente normativi non ho le conoscenze sufficienti per specificare ulteriormente, ma la domanda che mi pongo è un'altra: se i ruoli previsti da questi decreti delegati, primo, sono in contrasto con una volontà regionalista del Consiglio regionale per la strutturazione della scuola in Valle d'Aosta, secondo, se violano in modo concreto i diritti acquisiti degli insegnanti.
Direi che la domanda, in modo corretto, che io pongo all'Assessorato è questa: se violano dei diritti degli insegnanti, se evidentemente non violano, ma non violano concretamente, sostanzialmente i diritti degli insegnanti, credo che possa, l'articolo 1, possa andare bene così, evidentemente io ho un'altra preoccupazione, che è questa, noi non possiamo pensare a una scuola diversa in Valle d'Aosta contro gli insegnanti, perché evidentemente noi, come Consiglio regionale, da questo punto di vista credo che siamo tutti interessati, noi dobbiamo andare alla costruzione di una scuola diversa in Valle d'Aosta, con gli insegnanti, o per lo meno con la stragrande maggioranza degli insegnanti, insieme e convinti che quella è la strada giusta. Evidentemente, da questo punto di vista, per ottenere questo la Giunta e il Consiglio regionale, non direi la Giunta, il Consiglio regionale deve dare le massime garanzie al corpo insegnante che nessuno dei loro diritti acquisiti o da acquisire verrà violato. Però teniamo in mente anche un'altra cosa, se è vero che i decreti delegati sono il risultato di lotte pesanti, massicce, non sempre pacifiche nei confronti del Governo, è altrettanto vero che i decreti delegati non sono un fatto naturalmente operante, è probabile che dovremo mobilitarci ancora per un'applicazione dei decreti delegati, per un'applicazione corretta dei decreti delegati.
Parafrasando una frase infelice di un altro infelice uomo direi che la guerra continua, non è assolutamente finita, non diamo per acquisiti decreti delegati quando in realtà, per il momento, sono pur sempre, nella loro positività, soltanto un pezzo di carta, ma diventino la base per un rispetto sostanziale di quanto c'è scritto e per, possibilmente, un ulteriore passo in avanti, e nei confronti degli insegnanti e nei confronti del mondo della scuola più generale.
Direi che, se riusciamo a fare questo e se riusciamo ad uscire da alcuni schemi e collocarci in modo positivo di fronte a questo problema, veramente abbiamo fatto un passo in avanti.
Per quanto ci riguarda, ripeto, noi diamo un giudizio sostanzialmente favorevole a questi decreti delegati, voteremo un documento che sarà una delibera, un ordine del giorno, una presa d'atto, non lo so che tipo di documento sarà, che esprimerà la volontà del Consiglio, e dichiariamo fin d'ora che, come Gruppo consiliare comunista e come Partito comunista, siamo, come lo siamo stati nel passato, disponibili e disposti a continuare la battaglia perché i decreti delegati siano applicati e migliorati.
Si dà atto che dalle ore 17,56 assume la presidenza il Vice Presidente FOSSON.
Fosson (Vice Presidente) - Qualcun altro chiede la parola? La parola al Consigliere Ramera.
Ramera (DC) - Di fronte a un problema del genere, normalmente, si ha una certa deformazione mentale quando si proviene dal mondo della scuola, così come in tutti i settori quando un Consigliere di fronte un qualsiasi problema.
Però mi voglio soffermare e sull'ultimo intervento e su quello che è stato il primo intervento del Presidente della Giunta.
Stamani, il Presidente della Giunta, nel rifiutare il rinvio della discussione di questo problema - come se dopo 29 anni di attesa, l'ho già detto stamattina, si potesse in 3 ore o 2 ore risolvere così velocemente questo assillante punto della vita valdostana - diceva che il Consiglio regionale deve avere il coraggio di fare una scelta politica e non sindacale.
Però, in tutti gli interventi che si sono susseguiti, tranne quello del Consigliere Andrione il quale coraggiosamente ha detto il punto di vista del suo Gruppo, tutti hanno fatto riferimento al mondo della scuola per la classe insegnante, ed è chiaro che sia così, in questa Italia tanto strana in questi ultimi tempi dove non si muove foglia che sindacato non voglia appare strano che ad un certo momento si possa portare avanti un discorso di istituzione della scuola al di sopra e al di fuori della classe insegnante, e quindi è logico che le due discussioni si siano mescolate, anche se politicamente io non sono d'accordo perché, politicamente, la Regione doveva fare una sua scelta e non l'ha fatta, doveva essere una scelta politica, come ha detto il Presidente. Caso strano, per risolvere questo problema non si sono incontrate delle parti politiche, ma si sono incontrati degli organi tecnici che, contrariamente a quanto dice la relazione, che si sono riuniti numerose volte con numerose riunioni, poi stamane apprendiamo che questa Commissione si è insediata il 23 di luglio e ha fatto altre due riunioni il 29 luglio e il 6 agosto, per cui mi immagino le riunioni romane, essendoci stato per due anni so come funzionano, in due riunioni praticamente si è risolto un problema che da 29 anni assilla tutti i partiti della Regione e sono stati al centro sempre di scontri tra opposte fazioni del Consiglio regionale.
Ora io guardando, esaminando, questo disegno di legge dico subito che la posizione è per lo meno ambigua, lo hanno detto tutti e lo ripeto anch'io.
È ambigua perché, immagino un disegno di legge che comincia con la frase "sono istituiti appositi ruoli regionali", ma dico scherziamo, ma dopo 30 anni dalla Costituzione, dopo 30 anni dallo Statuto regionale, noi diciamo ancora "appositi ruoli regionali", cioè non siamo ancora sicuri se la scuola deve essere nazionale o regionale, se dobbiamo tenere conto della realtà valdostana o invece passare sopra e cercare, attraverso poi un'interpretazione preziosa, di dare un testo che poi alla fine si rivelerà come il pretesto e non un testo per tutti i ricorsi che qualunque insegnante potrà fare.
Ora io dico, appunto, occorreva il coraggio di dire "scuola regionale", ma lo avevano avuto anche le organizzazioni sindacali, e qui mi spiace di dover già subito rilevare che quando si parla di organizzazioni sindacali nel campo della scuola ne esistono due che contano e parecchie altre che fanno da satelliti, ma che nella nostra situazione, invece, appaiono come astri importanti perché sono i portavoce di determinate correnti che fanno parte della maggioranza di questo Consiglio.
Ora invece, egregi Signori, i due Sindacati che contano - il Sinascel, che è in CISL e ha fatto bene l'Assessore a ripeterlo questo pomeriggio mentre stamattina era incorso in un grave errore, e il Sindacato Nazionale Scuola Media- rappresentano almeno il 70% degli insegnanti della scuola valdostana. E questi che cosa avevano detto, all'inizio di questa discussione sui decreti delegati, che erano anche d'accordo su una scuola regionale - secondo gli articoli 2,3,4 dello Statuto, 38 e 39 dello Statuto - salvaguardando quelli che erano certi diritti acquisiti come lo stato giuridico degli insegnanti, per cui hanno avuto più coraggio di coloro che vorrebbero venire in questa aula a ergersi come paladini del regionalismo e poi accettano supinamente un testo che, come ho detto, è per lo meno ambiguo, per non dire di peggio, ma allora noi risolviamo che cosa, risolviamo niente.
Abbiamo detto che doveva essere una scelta politica, non l'abbiamo fatta, abbiamo parlato di tener conto di quello che dicono le organizzazioni della scuola e non ne abbiamo tenuto alcun conto, perché il Sindacato nazionale scuola media si è riunito lunedì e ha formulato un testo che, nonostante l'Assessore Lanivi dica che gli insegnanti trovano risposta nella 447, l'Assemblea generale, del Sindacato nazionale della scuola media, informata dell'elaborazione di una bozza di decreto delegato da parte di una Commissione mista di tecnici ed esperti ministeriali e regionali, innanzitutto protesta contro l'esplosione di Sindacati da tale Commissione, dopo aver compiuto un primo e rapido esame dei vari articoli constata che la bozza stessa corrisponde, in linea di massima, alla precedente elaborata dalla Regione con alcuni miglioramenti tecnici, ma anche con alcuni peggioramenti nella sostanza.
In particolare, rileva che la formulazione dell'articolo 1 è estremamente ambigua, in quanto non risulta chiara la natura giuridica degli istituenti "appositi ruoli regionali" e del personale in essi inquadrato. Tale ambiguità condiziona l'interpretazione di molti degli articoli successivi che possono significare cose diverse in relazione e possibili diverse interpretazioni dell'articolo 1, pertanto l'Assemblea dissente dalla formulazione dell'articolo 1 e di conseguenza fa le proprie riserve su tutti gli articoli che fanno riferimento al predetto articolo, dà mandato alla segreteria di svolgere ogni opportuna azione tendente a modificare l'articolo 1 nel senso che sia garantito il mantenimento della qualifica di impiegato statale, delibera la ricollocazione di una nuova assemblea, ecc.
L'altro Sindacato, il Sinascel, che ha oltre il 90% degli insegnanti, si riunisce in data odierna, quindi tutte le preoccupazioni sollevate da vari settori sono preoccupazioni che anticipano addirittura quelle che possono essere il pensiero, le decisioni dalla classe insegnante.
Ora, invece, che cosa è accaduto e con procedura d'urgenza, con 48 ore di tempo, noi abbiamo avuto questo testo da esaminare, da discutere quando all'articolo 1 e agli articoli successivi sono legati numerosi decreti di altre leggi che sfido chiunque ad andare a ricercare e a controllare e quando lo stesso testo non le ha ricercate e controllate, visto gli spazi bianchi che esistono nel testo portato in discussione, però vorrei ancora aggiungere una cosa, e non è per demagogia, ho fatto, credo, abbastanza per sapere quello che pensano gli insegnanti.
L'Assessore Lanivi ha chiuso con una nota patetica, dicendo che la Regione spende 9 miliardi per l'Istruzione pubblica, che è uno sforzo che la Regione compie e che la scuola deve essere utilizzata per la nostra Regione perché se la Regione non utilizzasse la scuola guai.
Ora io voglio, per quello che conosco l'Assessore Lanivi lo credo in buona fede in queste affermazioni, perché altrimenti sarebbero molto gravi, perché per me utilizzazione della scuola è rivolta in un solo modo e non, come altri partiti intendono, con la gestione sociale prevista dei decreti delegati di utilizzare la scuola, per me la scuola è indirizzata a formare i nostri ragazzi e credo che gli insegnanti della Valle d'Aosta in questi 29 anni di carenza di potere, in 29 anni in cui non si sono date direttive di nessun genere, abbiano dimostrato ampiamente di compiere il loro dovere, lo hanno compiuto non solo per la parte di formazione italiana, ma lo hanno compiuto, altrettanto con slancio e dedizione, anche per la parte di lingua francese, pur non avendo i decreti appositi riferentesi ai programmi, quindi se la Regione spende 9 miliardi per l'istruzione dei nostri ragazzi li spende bene, perché sa di avere alle spalle una classe insegnante preparata e troppe volte noi abbiamo visto, riferendo ragazzi da altre Regioni d'Italia, quanto diversa fosse la situazione delle scuole in quelle Regioni da cui i ragazzi provenivano.
Quindi, io ritengo che, nel formulare un parere a nome della Democrazia cristiana... io dico al Presidente della Giunta che se il primo di ottobre deve incontrarsi con il Ministro Malfatti, me lo saluti anche personalmente, dato che è un amico carissimo anche di Parrocchia oltre che di partito, ma che noi non possiamo dare un parere favorevole e se la colpa è sua se la prenda, e glielo dirò anche personalmente in altra sede, ma il 1° di ottobre è una data troppo ravvicinata perché il Consiglio Regionale possa dare obiettivamente un parere definitivo su questo testo.
Non do colpe a nessuno, come dico potrà anche imputare al Ministro Malfatti carenze che noi non siamo in questa legge... però la Democrazia Cristiana non si sente, in questa fase, di esprimere un parere favorevole al decreto così come presentato, perché non lo ritiene né una scelta politica e altrettanto non lo ritiene confacente agli interessi della scuola e degli insegnanti valdostani.
Si dà atto che dalle ore 18,06 riassume la presidenza il Presidente DOLCHI.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (PLI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi pare che il Partito liberale da anni su questo problema abbia sempre avuto un indirizzo chiaro e preciso. Mi voglio richiamare, proprio in quest'aula, quando qualcuno che allora reggeva il Consiglio regionale e qualche altro che reggeva le sorti dei due Sindacati autonomi valdostani furono invitati dall'allora Ministro Villabruna, Ministro liberale, per vedere se vi era la possibilità di incontro, per trovare una soluzione a questo problema. Non la si trovò allora, mi pare che sia quant'altro mai difficile trovarla oggi, dopo aver sentito da tutte le parti le batterie che sparavano con bordate più o meno violente.
Ma vi è una cosa da dire: noi siamo chiaramente per i ruoli regionali, dichiarando altresì che siamo decisamente schierati con la classe insegnante perché sia tutelata in tutte quelle richieste che ha fatto nel passato, dall'inizio del passato direi, che ha continuato a fare e continua oggi a premere per ottenere, perché ritengo che sia una giustificata e legittima difesa dei propri interessi nell'interesse della scuola stessa valdostana, ma quando sento l'amico Ramera della Democrazia Cristiana, il quale si rivolge al Presidente Dujany e all'Assessore Lanivi e dice "se andate a Roma e andate dal Ministro Malfatti che non solo è Democristiano ma è anche della mia Parrocchia fanfaniana me lo salutate", io avrei voluto sentire dall'amico Ramera un'altra battuta, un'altra aggiunta che egli doveva fare, che mi auguro farà, ed è quello, bene... e allora voi che siete sempre stati, ma evidentemente, siccome da questi banchi la Democrazia Cristiana - e io sicuramente non difendo, e l'ho dimostrato più di una volta, gli interessi della Democrazia cristiana, ma in questo momento difendo gli interessi della Valle d'Aosta, dei ragazzi della Valle d'Aosta, degli insegnanti della Valle d'Aosta - almeno così è quanto noi pensiamo, evidentemente, io volevo sentire, e se Ramera si alzerà e mi farà pubblicamente questa dichiarazione io ne gioirò e con me ne gioiranno molti altri che egli non soltanto fa salutare dal Presidente Dujany e dall'Assessore Lanivi - il Ministro Malfatti - ma che evidentemente è partito apposta, non soltanto gli ha telefonato per dire come in realtà si svolgono le cose in Valle d'Aosta su questo argomento e che cosa ne pensa la Democrazia cristiana, visto che ogni due minuti vi lamentate che la maggioranza vi va in testa con i colpi di numero ed è vero.
E allora, Signori miei, non si viene qua a dire soltanto: "noi auguriamo, voi salutate", ecc. ci si sente responsabili del problema e siccome nolente, a Roma, la Democrazia Cristiana, non so ancora per quanto tempo, ma comunque fa ancora alto e basso, evidentemente io penso che noi stiamo discutendo su un argomento che voi, se volete, in un minuto, e qua mi spiace per questa Giunta, mi spiace sotto un profilo anche come valdostano, ma effettivamente in un minuto viene ad essere accostato.
Questa è la realtà dei fatti, è inutile che noi stiamo qua a discutere e a fare ecc., evidentemente le cose stanno in questo senso, lo abbiamo visto altre volte, fare con più o meno eleganza, l'abbiamo sentito sulle nostre spalle, fare con più o meno eleganza la... evidentemente il risultato che si vuole è quello ora, se in effetti la Democrazia Cristiana valdostana, come dice tramite la bocca dei suoi rappresentanti, vuole difendere quei principi per cui ci siamo battuti vicino fianco a fianco anni fa per questo problema nell'interesse della classe insegnante. La Democrazia Cristiana, tramite i suoi esponenti, sa perfettamente cosa deve fare, nello stesso tempo io sono convinto che gli uomini di questa Giunta che, evidentemente, hanno preparato questo malloppo che non si poteva e non si può dirigere, dirigere in 48 ore e che evidentemente andava riveduto, corretto, sentito ecc. io vengo a sapere che oggi si riunisce un sindacato per discutere su questo e il 1° i nostri rappresentanti valdostani vanno a Roma a discutere su questo, ma, permettetemi, è veramente una cosa che non si doveva fare, io avrei preferito onestamente che i nostri rappresentanti fossero andati a Roma a discutere tenendo poi i punti interrogativi, ma non ci portassero 48 ore prima un malloppo che evidentemente essi sapevano a priori che, se si vuole approvare, lo si può approvare solamente nuovamente con un colpo di maggioranza, con un colpo di numeri. Questa è la realtà di fatto, solo con il numero, perché in realtà si sa a priori che la classe insegnante, che parecchi Gruppi politici che siedono in quest'aula non sono dell'avviso di questo decreto delegato. Io non ho fatto altro che esporre dei concetti, dei concetti che, ripeto, non sono miei, ma sono concetti del partito liberale da quando è nato questo problema fino ad oggi, e che noi continuiamo a seguire quella strada così come abbiamo fatto su tanti altri problemi, siamo a disposizione, evidentemente, per dare tutto quello che è il nostro aiuto sotto qualsiasi profilo di collaborazione e, evidentemente, saremo lieti se il primo di ottobre la nostra Commissione, i nostri tecnici - che poi sono stati nominati in maniera molto strana, si sono riuniti in maniera molto strana con queste cose molto strane - si avvedessero evidentemente di quello che richiedono non certi sindacati, ma tutti i sindacati presentando, e questo io ho già chiesto stamattina, presentando quelle che sono le loro richieste e si vedesse veramente di fare gli interessi, una volta tanto, della Valle d'Aosta, al di sopra degli interessi di parte o degli interessi personali.
Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola al Consigliere Parisi.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi riallaccio a quanto ho detto stamane per ribadire il principio che la mia tesi, oggi, viene avvalorata da altri colleghi che appunto reclamano che non si tengono conto dei responsi sindacali in materia.
Badate, io non sono affatto con i Sindacati, però, siccome in ogni salsa entrano questi sindacati, è ovvio che prima di poter approvare un disegno del genere è necessario sentire i sindacati e la legge, il dispositivo è ambiguo, certo è ambiguo, chiedo scusa all'Assessore Lanivi, l'Assessore Lanivi dice che la classe, e se sbaglio mi corregga, che la classe insegnante ha il diritto di tutelare i propri interessi e mi fermo qui.
Se la classe insegnante ha diritto di tutelare i propri interessi perché non lasciamo tutelare questi nostri interessi che li vogliamo menomare per i loro interessi.
È stato ribadito, detto, da tutti che l'articolo 1 perché... la classe insegnante al volere d'una classe politica che non fa gli interessi degli insegnanti stessi e allora quando si pongono delle domande bisogna rispondere un po' anche a queste.
Ad esempio, e le chiedo ancora scusa, Assessore Lanivi, le sono state poste delle domande da due professori, la Viglino e Jorrioz, se questi insegnanti una volta facenti parte di questo ruolo possono accedere alla vita politica, non gli è stato risposto, è una cosa importantissima, Assessore Lanivi, le chiedo scusa.
La legge elettorale, appunto per questo chiedevano i Signori se potevano far parte, non bisogna eludere la domanda, bisogna rispondere in maniera che anche la classe insegnante sappia che cosa potrà fare dopo l'approvazione di questo decreto delegato, ecco allora io riconfermo il mio voto contrario a questo dispositivo.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Jorrioz.
Jorrioz (PSDI) - Chiedo scusa al Presidente e ai colleghi Consiglieri se riprendo la parola, avevo posto alcune domande, il Consigliere Parisi dice "non è stato risposto", non ha nessuna importanza perché sono delle domande di un'importanza relativa su tutto il problema che è così importante per la scuola valdostana.
Vorrei soltanto sottolineare questo, cioè un certo momento, anche in questo momento, ci si è preoccupati soltanto di una posizione, cioè quella che ha sempre creato una situazione di disagio tra la classe insegnante e le varie Amministrazioni regionali che si sono susseguite da 29 anni a questa parte, cioè la posizione degli insegnanti in Valle d'Aosta. Invece, secondo me nell'articolo primo si doveva esaminare qual era la situazione delle scuole in Valle d'Aosta, cioè le scuole valdostane, le scuole in Valle d'Aosta -dalle scuole materne alle scuole secondarie- sono dipendenti della Regione o sono dipendenti dallo Stato, qui non si prevede la questione delle scuole, si parla, si parte in quarta del problema, essenziale, quello che ha diviso sempre gli insegnanti dai gruppi politici della Regione, invece secondo me nell'articolo 1° si doveva esaminare se le scuole sono alle dipendenze della Regione o dello Stato, una cosa principale, naturalmente nell'articolo 2° si doveva parlare degli insegnanti, quali erano i diritti e i doveri degli insegnanti.
Invece, si è voluto in questo creare un ruolo particolare che non è né carne né pesce, un ruolo speciale, o noi siamo dipendenti della Regione... io a questo proposito, tanto per non essere frainteso, ritengo che sia opportuno che in Valle d'Aosta ci sia un ruolo regionale però che siano garantiti tutti quelli che sono i diritti degli insegnanti in campo nazionale.
Qui si dice "con lo stesso stato giuridico", però è una frase un po' comoda, perché dietro alle quinte ci sono delle disposizioni di legge regionale per cui gli insegnanti, come del resto i dipendenti regionali, sono di categoria B, cioè in un certo aspetto sono quelli che, per esempio, se in Valle d'Aosta fosse un paese dove vi sono un gruppo di persone che può accedere a certe cariche regionali in campo nazionale, questo è stato previsto, in campo regionale questo si vuole negare alle categorie degli insegnanti.
Di conseguenza, ritengo che sarebbe prima di tutto opportuno esaminare prima la situazione delle scuole che diventano veramente regionali, dalle scuole materne che... adesso effettivamente bisogna constatare che è stato fatto molto per le scuole materne, però bisogna avere il coraggio di partire dalla scuole, cioè a un certo momento noi vogliamo costruire una casa e diciamo prima quali saranno i diritti degli inquilini che entreranno in questa casa, invece diciamo prima forniamo la casa e poi diremo quali sono i diritti e i doveri degli inquilini che entreranno in questa casa.
Ecco, secondo me, sarebbe opportuno rivedere, come hanno già detto alcuni Consiglieri che mi hanno preceduto prima, la situazione vera delle scuole e poi quella dei dipendenti e naturalmente tenere presente quelli che sono i diritti di tutti i dipendenti che passeranno nel ruolo regionale.
Grazie.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (UVP) - Il giudizio generale che noi dell'Union Valdôtaine Progressiste possiamo dare su questa bozza di decreto è, nel complesso, un giudizio positivo, riteniamo infatti che il testo indicato costituisca un passo avanti rispetto alla situazione che si è creata in seguito a circa trent'anni, trenta anni di disapplicazione delle norme statutarie in tema di scuola valdostana. Certo, non tutti i problemi della scuola vengono qui risolti con questo decreto, d'altra parte le soluzioni proposte nei limiti previsti dalla legge 477 rientrano e non contraddicono alcun principio del nostro Statuto, che resta sempre a salvaguardia di ogni eventuale applicazione antiregionale del presente decreto.
Pertanto, noi dell'Union Valdôtaine Progressiste riteniamo opportuno approvare questo provvedimento, lasciando certo aperte le porte a tutti i miglioramenti che ci saranno e che verranno all'avvenire.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - È con un certo rincrescimento che sparo, così prematuramente, la seconda cartuccia, lasciando ai miei colleghi Caveri, Blanc, Viglino di riprendere in seguito e di precisare se è necessario ancora meglio la nostra posizione.
A noi sono piaciuti gli interventi di Chincheré e di Ramera che, sostanzialmente, hanno confermato, a nostro avviso, quella che è la nostra posizione, e anche altri interventi l'hanno detto, cioè che il decreto delegato, e questo è molto valido, particolarmente valido per quanto diceva Chincheré, il decreto delegato per quanto concerne la Valle d'Aosta esiste ed è, scusatemi se sono noioso e lo ripeto, il decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 11 novembre 1946, n. 365, ratificato con legge 17 aprile 1956, n. 561, la delega è avvenuta, noi non riusciamo a capire perché dovremmo accettare una surdelega molto più ristretta, molto più piccola, molto più ambigua, in virtù dell'istituzione delle Regioni a statuto ordinario e dell'invenzione del Sovraintendente regionale e dovremmo accontentarci di questa "minus res" quando, invece, abbiamo tutto. Mi permetto di leggere - ad uso mio, ma certamente il Consigliere Chincheré capirà quello che si nasconde dietro questo articolo 3 del succitato decreto dove dice "l'Amministrazione della Valle d'Aosta provvede all'istituzione dei ruoli regionali", non "appositi", "dei ruoli regionali, per la Valle stessa, degli insegnanti per le scuole elementari, degli insegnanti per le scuole medie, degli ispettori scolastici, dei direttori didattici e dei capi istituto", a noi sembra che sia difficile dire meglio, dire più chiaro, dire più pulito, che è stata delegata alla Valle d'Aosta l'autorità in materia di scuola. Non solo, dice il secondo comma dello stesso articolo 3, legge che è in vigore nella Repubblica italiana, è vero che nella Repubblica italiana le leggi in vigore sono anche sovente disattese, ma comunque dice il secondo comma "è ammesso il passaggio dai ruoli regionali a quelli statali e viceversa, secondo le modalità che saranno stabilite con successivo provvedimento". Ora, a nostro avviso, il decreto delegato per la Valle d'Aosta andrebbe a dire, vista la legge costituzionale febbraio, 26 febbraio 1948, n. 4, e via dicendo, visto questo decreto e allora si elencheranno quelle determinate specifiche norme della legge 477, cui ha fatto allusione il Consigliere Chincheré, rispetto dal Consigliere Ramera ecc. però rimarrà fondamentale il concetto che la scuola in Valle d'Aosta dipende dall'autorità regionale, mentre, invece, se noi approviamo così come è questo decreto delegato, mettendo in un cassetto e continuando e dimenticare che già c'erano stati delegati questi poteri, noi, invece di andare avanti, facciamo come i gamberi e andiamo indietro e rinunciamo a delle prerogative che invece sono tipicamente della nostra Regione. È per questo che noi abbiamo delle perplessità, è per questo motivo che chiediamo che il Consiglio regionale si pronunci chiaramente in questa materia e dica, in particolare i membri della Giunta dicano se, secondo loro, il decreto delegato è un decreto di applicazione del decreto del Capo provvisorio dello Stato, o è invece qualche cosa che abroga quel decreto e crea per la Valle d'Aosta la stessa situazione esistente, salvo la provincia di Bolzano, per il resto della penisola e cioè se Aosta è uguale ad Ancona, ad Acqui e ad Asti, se invece è riconosciuta un'autonomia speciale per la Valle.
Caveri (UV) - Soltanto per sapere come dovrà procedere d'ora innanzi la discussione, se vi sarà una replica o meno dell'Assessore, perché se vi fosse una replica vorrei a mia volta avere la facoltà di controreplicare, quindi dobbiamo metterci d'accordo.
Dolchi (Presidente) - Io pensavo che si potrebbe seguire la norma generale del dibattito, cioè i due interventi, la replica finale dell'Assessore o del Presidente della Giunta e poi le dichiarazioni di voto considerate come il terzo intervento, perché in fondo è un oggetto su cui il Consiglio è chiamato ad esprimersi, il Consiglio può fare come crede.
Caveri (UV) - Non c'è un dialogo tra l'Assessore e i Consiglieri, perché si dà l'ultima parola all'Assessore e i Consiglieri non hanno più la possibilità di replicare, quindi, in un eventuale intervento, i Consiglieri devono cercare di indovinare se l'Assessore smentisce o meno certe affermazioni che sono state fatte dal Consigliere. Almeno si dovrebbe sapere quello, cioè io vorrei sapere se le affermazioni che ho fatto, per quanto mi riguarda, se poi sono uguali o simili a quelle fatte da altri Consiglieri, se queste affermazioni sono esatte o meno secondo l'Assessore, almeno questo, al che io potrei replicare e poi l'Assessore potrebbe fare poi il suo discorso finale.
Fosson (UV) - Io credo che in questa discussione sono state poste delle domande di chiarimento, sono state fatte delle proposte che praticamente sono degli emendamenti a completamento di questo decreto delegato. Ora se noi facciamo, come facciamo in certe occasioni, chiediamo solo la replica finale all'Assessore praticamente la discussione potrebbe essere in parte non dico strozzata, ma in parte non completa, quindi sarebbe bene di sapere dall'Assessore o dalla Giunta cosa ne pensa sulle proposte, cosa pensano sulle proposte che sono state fatte, se sono accettabili o meno e allora, eventualmente, ogni Consigliere potrà ancora dire qualche cosa e potrà esprimere con cognizione di causa un parere che potrebbe essere un parere favorevole o un parere discordante, ma in base a una discussione che ha avuto luogo ampiamente in quest'aula.
Lanivi (DP) - Anche per aderire all'invito, rivolto da alcune parti, di animare in qualche modo un confronto sui vari problemi sollevati, intervengo, riservandomi poi di intervenire e di lasciare spazio ai Consiglieri che desiderano chiedere la parola. Volevo solo precisare al Consigliere Ramera alcune cose che mi paiono necessarie debbano essere considerate in questa sede. A Roma non abbiamo fatto vacanza e si è lavorato, non abbiamo fatto vacanza, cioè non abbiamo partecipato a riunioni che forse in altri ambienti si fanno, si è lavorato e questo possiamo dirlo, anche perché mi sembra giusto prendere atto del lavoro compiuto non da me, ma anche dai tecnici, e non solo quelli della nostra Regione. Per quanto riguarda gli spazi bianchi riferiti ai... spazi bianchi contenuti nella proposta, tengo a precisare che lo spazio bianco era obbligatorio, perché i decreti delegati non erano ancora stati pubblicati e sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale solo il 13 settembre, per cui gli spazi bianchi erano obbligatori mancando un punto di riferimento preciso. Tengo a precisare anche che bozze ufficiose, non ufficiali, dei decreti, prima della loro pubblicazione, circolavano ed è stato proprio il giornale della Democrazia cristiana "La Discussione" che ha pubblicato per primo i testi di questi decreti e a questi ci siamo riferiti.
Per quanto riguarda alcune domande poste, mi sembra una dal Consigliere Andrione e poi ripresa dal Consigliere Jorrioz, cioè sul discorso delle... sulla situazione della scuola valdostana in generale e anche riferendomi in parte all'intervento del Consigliere Chincheré, tengo a precisare che la legge 477, legge nazionale, non affronta globalmente tutto il problema della scuola italiana, ma dà soluzioni, a mio parere completamente positive, ad una serie di problemi della scuola valdostana e li voglio ripetere... lo stato giuridico del personale insegnante e del personale non insegnante della scuola, gli organi collegiali di gestione della scuola, la sperimentazione. Sono questi i tre grossi temi sui quali la legge delega risponde, crea degli indirizzi e poi i decreti delegati regolamentano e, direi, creano degli schemi attuativi della legge delega. Per quando riguarda l'apposito decreto che deve essere emanato per la Valle d'Aosta, tengo a precisare, ci sono i limiti, ho voluto rileggere il terzo comma per dire il limite, il limite, cioè i confini del decreto, lo voglio rileggere per dire che anche il decreto della Valle d'Aosta, direi, risponderà ad alcuni temi che sono già segnalati nel momento stesso in cui il Parlamento dava questo tipo di delega al Governo, cioè con un appoggio del decreto delegato si provvederà alla definizione degli organici delle scuole primarie e secondarie ed artistiche della Valle d'Aosta e all'inquadramento del relativo personale al quale si applicheranno le norme previste dalla presente legge. Ecco, questo è il limite, quindi non è un decreto che può, a mio parere, se accettato l'ambito delle delega stabilita dalla 477 deve operare, per cui la stessa proposta per certi aspetti, direi, ingloba o prende certi temi che, stando strettamente nei limiti della delega, dire ne sono un pochino al di fuori. Non lo so, potremmo accettare il suggerimento di riaffermare la competenza della Regione sulle scuole di ogni ordine e grado, cioè eventualmente nell'articolo 12, quello che riassume le competenze, cioè ricorda e riafferma le competenze legislative ai vari livelli e quella amministrativa della Regione, potremmo proporre un testo, una aggiunta, un comma, del tipo indicato dal Consigliere Andrione, e mi pare anche dal Consigliere Jorrioz per ribadire la competenza della Regione sulle scuole presenti in Valle d'Aosta. Ecco, questo lo potremmo mettere a cappello dell'articolo n. 12. Vi sono poi, vediamo un po' quali altre domande sono state poste, Chincheré chiedeva se questa proposta veniva a violare lo statuto o gli interessi degli insegnanti, ho voluto, ho tenuto in precedenza ad affermare che, direi, la preoccupazione nostra era di essere rispettosi dello Statuto e tenere conto degli interessi degli insegnanti, questo è, direi, è un tipo di preoccupazione che ha, ci ha portato a questo tipo di soluzione, quindi mi pare scontato il tipo di affermazione che potrei fare in questo momento.
Sul discordo dell'"apposito", qui "apposito", i Consiglieri, alcuni Consiglieri intervenuti hanno voluto caricare questo aggettivo di una serie di dati negativi, credo che qui "apposito" sia per indicare il carattere del tutto particolare di questi ruoli rispetto a tutti gli altri, se non altro, per un motivo, come ho detto, l'inglobamento nei ruoli a dimensione regionale degli insegnanti delle scuole medie superiori, se non altro perché per accedere a questi ruoli bisogna superare la prova di francese, ecco, queste sono... nessuna volontà di mascherare, almeno da parte nostra, dietro questo termine "apposito" dei significati che... dei significati strani.
Caveri (UV) - Constato che non vi è stata nessuna smentita alle mie affermazioni, pertanto devo pensare che le mie affermazioni, che poi sono simili, uguali, a quelle fatte da altri Consiglieri, devo presumere che queste affermazioni corrispondano alla realtà delle cose, e la realtà delle cose è che, con questo decreto delegato, in questo Consiglio si fa finta di istituire i ruoli regionali, si fa finta, perché, come hanno detto parecchi Consiglieri regionali, i presunti "appositi ruoli regionali" in realtà non sono dei veri ruoli regionali, come i membri della Giunta stessi e l'Assessore alla pubblica istruzione devono riconoscere. D'altra parte, a me da parte di qualcuno si è obiettato "non possiamo fare modifiche nel senso da voi desiderato", questo veramente è stato modificato testé dall'Assessore Lanivi, ma di questo si occuperà il Consigliere Andrione, perché si tratta appunto delle proposte di modifiche da lui fatte. Il Consigliere Andrione replicherà quello che ha detto un momento fa, alle proposte fatte dall'Assessore Lanivi, ma a me, da parte di qualcuno, non degli ultimi membri della Giunta, si è detto che questo non era possibile, mi si è detto "perché c'è il decreto delegato 477", al che io rispondo che c'è il decreto delegato 477, ma c'è, perbacco, c'è lo Statuto regionale che è una legge costituzionale alla quale noi dobbiamo tutti ubbidire, legge costituzionale che noi dobbiamo tutti rispettare.
È vero che nel decreto delegato si ripetono gli articoli dello Statuto regionale, ma gli articoli che precedono sono la negazione degli articoli stessi dello Statuto regionale, quindi non facciano una grinza, non facciano una piega e la Giunta avrebbe il dovere, pure, di tenere conto. Ad ogni modo, sulla questione delle modifiche, io di queste questioni delle modifiche io non me ne occupo perché su questo argomento evidentemente interverrà il Consigliere Andrione.
Ramera (DC) - ...perché prima ho dimenticato. Primo: stamane, nella sua relazione introduttiva, l'Assessore alla Pubblica istruzione, parlando dell'incontro del 9 luglio, ha detto testualmente "il Ministro ha giustificato la mancata emanazione dei decreti delegati", vorrei sapere come l'ha giustificata, perché è stato detto "ha giustificato", ma non ha detto come. Secondo: nel pomeriggio, sempre l'Assessore alla Pubblica Istruzione ha detto nel giustificare la dizione "appositi ruoli regionali" che questa dizione non ha il significato tradizionale della parola, e quindi se non ha il significato tradizionale della parola, e questo interessa soprattutto gli amici dell'Union Valdôtaine, se non ha il significato tradizionale della parola, vuol dire che già subito, in partenza, la legge è ambigua, come abbiamo sollevato, e sarà sfuggito, ma io l'ho scritto testualmente mentre lo diceva "no, non ha il significato tradizionale della parola che aveva in passato", allora aggiungo anche, perché questo è stato scritto, se vogliamo sentiamo il nastro. Terzo: domande sugli articoli.
All'articolo 1 si parla della scuola materna e potrei dire che è una dizione positiva come espressa dall'articolo 1, ma vorrei sapere se è positiva in alto e allora sta tutto bene, perché vorrei sapere appunto in questa dizione se si allinea con le altre categorie di scuola.
L'articolo 5 è incomprensibile... (voci) ...l'art. 1 dice "la Regione potrà, altresì, disporre con legge l'estensione delle norme del presente decreto alla scuola materna e al relativo personale di cui alla legge regionale 3 agosto 1972 apportando i necessari adeguamenti alle norme in materia di organi collegiali, di cui solo per quanto", allora basta così, non c'è allineamento economico, ecc. no, dato che era una legge a parte, no, ecco.
L'art. 5 così come è espresso "ai consiglieri per l'accesso ai ruoli di cui al precedente articolo 1 sono ammessi coloro che, oltre ai requisiti previsti dalle vigenti norme, abbiano piena conoscenza della lingua francese. I concorsi sono indetti dalla Regione in concomitanza, di regola, con i corrispondenti concorsi indetti nel restante territorio nazionale, io vorrei sapere chi vi partecipa, perché quel "di regola" se è fissato con il concorso in piano nazionale, va tutto bene, perché altrimenti noi potremmo accontentare l'Assessore al Turismo Milanesio, perché con concorsi particolari noi vedremmo affluire, magari, per alcuni posto vacanti alcune migliaia di insegnanti delle altre province che vengono qui a cercare di vincere il concorso o di approfittare dell'abilitazione per poi chiedere immediatamente dopo il trasferimento in altre Regioni. Quindi quel "di regola" non mi piace perché i concorsi dovrebbero essere indetti in concomitanza con gli altri del territorio nazionale. Infine, all'articolo 7, io vorrei sapere, dato che vengono inclusi praticamente coloro che hanno avuto l'abilitazione nel corso dell'anno scorso in seguito ai corsi abilitanti, sui quali non voglio soffermarmi in questa sede, ma che però vanno a precedere coloro che avevano praticamente avuto l'abilitazione negli anni precedenti e che dovrebbero praticamente essere scavalcati da questa norma che non è molto ben chiarita nell'articolo 7, e quando infine, in sede di replica, ancora l'Assessore Lanivi precisa che siamo stati rispettosi dello Statuto e tenuto conto degli interessi degli insegnanti, io gli ripeto che rispettosi dello Statuto non mi pare, in quanto ho precisato che adesso "negli appositi ruoli regionali" non ha significato tradizionale della parola come in passato, tenuto conto degli interessi degli insegnanti, non è vero, in quanto sono tutt'ora in corso le riunioni dei sindacati e quindi non sappiamo che cosa, ad un dato momento, possano suggerire le categorie interessate. Quindi, o qui si ha voglia di fare una scelta politica e allora questa volontà deve essere specchiata, se si vuole invece armonizzare e l'una e l'altra cosa, io direi, per il parere definitivo, di sentire ancora quanto verranno a presentare le organizzazioni sindacali, dopo di che armonizzare con la nostra discussione un testo ben preciso e definitivo e presentarlo allora, con piena coscienza e piena volontà al Ministero e anche puntare i piedi, nonostante che a dirigere questo Ministero ci sia l'amico che a un certo momento ha fatto fare delle sottolineature così spiritose al collega Pedrini.
Dolchi (Presidente) - Consigliere Andrione e Signorina Viglino, se non hanno niente in contrario l'Assessore Lanivi precisa subito alcune cose al Consigliere Ramera.
Viglino (RV) - Desidero dire una parola, perché mi sembra che qui, in questo Consiglio, il fatto di essere di sesso femminile mi fa considerare come un Consigliere regionale di serie B, perché io, questa mattina, ho avuto, ho esposto lungamente molti problemi riguardanti questo decreto delegato, ho fatto numerose domande e mi sono sentita dire dall'Assessore Lanivi, questo pomeriggio, che non voleva rispondere alle polemiche e invece adesso tranquillamente risponde ad ogni domanda che viene rivolta da altri Consiglieri regionali. Quindi protesto e, se l'Assessore Lanivi desidera rispondere alle mie domande, allora potrò ricredermi, altrimenti permango su questo punto di vista, perché, per esempio, io questa mattina, tra l'altro, e si potrà anche riascoltare tutto quello che ho detto se occorre, avevo fatto una precisa domanda circa l'art. 6, avevo fatto a proposito anche dei direttori didattici, avevo fatto precise domande anche sugli altri articoli, ma a me nessuno risponde, perché io faccio della polemica.
Dolchi (Presidente) - Consigliere Andrione, la parola all'Assessore Lanivi.
Lanivi (DP) - Volendo dire che non avevo intenzione di fare polemiche, non era un'accusa per gli altri, volevo dire che io non volevo fare polemica, quindi chiedo scusa se è stato interpretato in questo modo dalla Sig.na Viglino. Ho ripreso il foglio, perché nell'intervento di oggi pomeriggio la Sig.na Viglino ha detto di riassumere l'intervento di stamattina e pensavo di aver risposto, solo che, in effetti, gli interrogativi posti dalla Sig.na Viglino questa mattina erano più numerosi di quelli riassunti nel pomeriggio, quindi rispondo alla Sig.na Viglino e poi alle domande poste dal Consigliere Ramera articolo per articolo.
Sulla mancata convocazione della Commissione consiliare per la pubblica istruzione, dopo l'incontro con le organizzazioni sindacali mi pare che il Consigliere Di Stasi, che è Presidente della Commissione pubblica istruzione, abbia detto come questo non sia dovuto ad una cattiva volontà da parte mia, ma ad una serie di circostanze che hanno reso impossibile questa riunione. Devo dire, altresì, che nella Commissione avevo detto che eventualmente i membri della Commissione che avessero voluto direttamente partecipare alla riunione con le organizzazioni sindacali vi potevano partecipare, non facevamo questione di ingresso e vi ha partecipato il Vice Presidente, mi pare, Chincheré.
Viglino (RV) - Chiedo scusa se la interrompo, quando io ho osato fare questa domanda, cioè se per caso avrei potuto partecipare alla riunione coi Sindacati, in un primo momento lei ha risposto in un modo piuttosto deciso dicendo che era inutile, perché più persone sono e meno ci si capisce, ha persino citato numeri, ecc. e solo quando ci siamo lasciati alle 8,30, ed eravamo in riunione dalle 5,00, lei mi ha detto "beh, allora se crede può anche venire", ma la sua prima reazione, Assessore lo riconosca, è stata talmente negativa che io ho pensato di essere un pesce fuor d'acqua andando a questa riunione e questo i presenti penso che lo potrebbero confermare.
Lanivi (DP) - Volevo solo chiarire, allora, il senso delle parole, perché è sempre possibile trovare un'interpretazione e chiedo scusa, cercherò di parlare il meno possibile, le prossime volte, e il più chiaramente possibile.
Avevo detto che in quella riunione della Commissione era stato, e anche nelle riunioni precedenti, sempre invitato il Presidente della Commissione pubblica istruzione perché ne potesse eventualmente riferire in Commissione, ritenevo perché la rappresentanza del Presidente , perché in queste riunioni, già piuttosto numerose, un eccessiva dilatazione del numero poteva portare anche a una certa difficoltà dei lavori stessi della Commissione, però avevo detto, e alla fine avevo ribadito, i membri della Commissione che avessero voluto partecipare alla riunione non chiedevamo le tessere per entrare, tant'è che ne sono venuti due invece che uno.
Sulla questione, poi, delle elezioni a Consigliere regionale, per me, e questo non è un problema del decreto, è un problema di leggi elettorali, sulle quali leggi non sono al corrente, quindi sono problemi e cui non saprei fornire una risposta in questo momento, ma credo che non sia un problema da trattarsi in questa... su questa proposta, ma sia un problema di, eventualmente, revisione della legge elettorale e non di questa. Vi era poi il problema dei trasferimenti, cioè il riconoscimento del servizio prestato in Valle d'Aosta: riaffermano quanto ho detto stamane, vi sarà senz'altro il riconoscimento del servizio prestato in Valle d'Aosta. Io non so chi ha fatto nascere un dubbio di questo genere, non lo so, ma mi sembra assurdo poter pensare a una cosa di questo genere leggendo questo tipo di proposta, cioè, tengo a ripetere, il servizio prestato in Valle d'Aosta sarà un servizio riconosciuto e valido per tutto il restante territorio del Paese. Questo è anche un tipo di discorso, un tipo di verifica che abbiamo fatto con i tecnici a Roma e questa è la risposta.
Richieste di congedo per motivi politici, ecco quindi su questa domanda credo bisognerà leggere molto attentamente i decreti delegati che sono stati pubblicati il 13 settembre e stabiliscono direi tutta la serie dei diritti, dei doveri, delle possibilità, delle possibilità di carriera offerte agli insegnanti, comunque viene garantito all'insegnante operante in Valle d'Aosta gli stessi diritti che ha nel restante territorio del Paese e la stessa normativa viene affermato nella proposta che è all'esame del Consiglio, tengo a dire proprio in questi ultimissimi giorni ed io ho provveduto stamane a farlo distribuire a tutte le organizzazioni sindacali finalmente il testo definitivo dei decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, ho fatto fare delle copie fotostatiche e le ho fatte distribuire a tutte le organizzazioni sindacali, tengo a dire che è arrivata ieri la Gazzetta Ufficiale che comunica questi decreti.
La posizione dei direttori didattici, non credo che esistano dei problemi particolari per i direttori didattici, verranno inseriti nei ruoli della Valle d'Aosta, comunque mi riservo eventualmente ecco su questo specifico problema di tenere una seconda verifica a livello tecnico per vedere che tipi di problemi si presentano e come sono risoluti.
Sulla questione delle dipendenze statali e dipendenze regionali, ho già avuto modo di esprimerle, cioè secondo me e non soltanto secondo me, c'è stato l'avvio per la formazione di questa bozza, il problema non ha direi conseguenze pratiche rilevanti, non è importante, è importante secondo noi, che l'insegnante in questa proposta trovi una risposta chiara e precisa di ogni problema che si propone, ecco questo mi pare importante al di là del problema che in queste condizioni un insegnante è dipendente dello Stato o è dipendente della Regione.
Per quanto riguarda le domande poste dal Consigliere Ramera, giustificazioni del Ministro, il Ministro ha detto che gli è mancato il tempo per pensare al decreto per la Valle d'Aosta, per quali motivi, ha detto il Ministro, perché direi, l'equilibrio, difficilissimo da raggiungere con tutto quel mondo che era interessato all'emanazione dei decreti ha portato il Ministero a lavorare fino a poche ore prima della approvazione da parte del Governo di questi decreti e dato che obbligatoriamente, parte di questi decreti, interessavano il decreto per la Valle d'Aosta, il tempo è stato talmente ridotto e complesso che, ha sottolineato il Ministro non c'è stato il tempo sufficiente per esaminare con, direi, con la dovuta attenzione l'apposito decreto per la Valle d'Aosta così come previsto dall'articolo 19. Questa la giustificazione, vi erano anche altri presenti, li elenco per eventualmente avere delle verifiche, c'era oltre al Capo di Gabinetto, il Capo dell'Ufficio Legislativo e oltre al Presidente e al sottoscritto l'onorevole Chanoux il Sovraintendente Thiébat e il professore di diritto regionale Dr. Onida.
Obiettivamente, la valutazione, il giudizio che abbiamo dato a loro e qui parlo come uomo di movimento, come sono stato onesto, ripeto l'onestà anche della nostra posizione, obiettivamente il mancato, la mancata emanazione del decreto per la Valle d'Aosta può costituire un pericolo molto grave per la Valle stessa, quindi ritengo sia stato giusto da parte nostra sottolineare questi pericoli.
Per quanto riguarda il, la mia affermazione, ripeto, non, relativamente al primo comma dell'articolo 1 dico che i ruoli regionali non ha il significato tradizionale che a ruoli regionali si voleva dare, cioè i ruoli regionali, chiusi impermeabili, cioè la impossibilità e la difficoltà di entrata e di uscita di questi ruoli, ecco in questo senso, di regola l'articolo 5, il di regola non so se può essere anche interpretato, come ha affermato, come ha sostenuto il Consigliere Ramera, ecco come esempio, il significato che diamo noi è di questo tipo "la Regione se fa i concorsi, se bandisce i concorsi li fa in concomitanza con i concorsi indetti nel restante territorio nazionale", però la Regione - questo era, direi è, fa parte di una politica anche di difesa della Regione - la Regione può trovarsi anche nelle condizioni di non dover bandire concorsi, ecco il "di regola", per noi aveva questo significato, cioè la Regione può farli, o, se vi sono delle circostanze particolari, non farli, se li fa, li fa in concomitanza con i concorsi nazionali. Ecco, questo era il significato che con questa dizione si voleva dare al secondo comma dell'articolo 5, quindi "se si fanno", ecco, questo è il significato che vogliamo dare noi, se si fanno in concomitanza con i concorsi nazionali, proprio per evitare i rischi sottolineati dal Consigliere Ramera, però potrebbero verificarsi delle situazioni per cui la Valle non necessariamente deve bandire dei concorsi, ecco il significato del "di regola". Per quanto concerne l'articolo 7, tengo a precisare che l'articolo 7, che dovrebbe riprendere il contenuto dell'ex articolo 8, era stato formulato interamente dalle organizzazioni sindacali e inserito nelle proposte inviate dalla Regione a Roma, i tecnici ministeriali, e non solo loro, hanno fatto dei rilievi di costituzionalità, per cui questo comitato tecnico si è limitato, direi, a fare alcune osservazioni ed a lasciare il completamento dell'art. 7 alle organizzazioni sindacali locali. In effetti, ieri le organizzazioni sindacali locali mi hanno fatto pervenire una proposta complessiva che dovrebbe completare l'art. 7. No, no, "locali" intendo tutte le organizzazioni operanti in Valle d'Aosta. Ecco, queste hanno, abbiamo dato, nell'ultimo incontro abbiamo dato loro mandato di preparare il testo con cui dovevamo presentarci in sede centrale.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione, considerando che la sua seconda cartuccia si era limitata a 4 minuti.
Andrione (UV) - Altri quattro, no, vorrei dire che non c'era un significato tradizionale di "ruolo regionale", perché ripeto che è sempre stato previsto e abbondantemente previsto con disegni di legge il normale passaggio da un ruolo all'altro e nessuno ha mai pensato di chiudere qualcuno in un ghetto che fosse quello dell'insegnamento in Valle d'Aosta.
Non esiste un pericolo grave, contrariamente a quello che dice l'Assessore Lanivi, perché se noi avevamo protestato perché non si discuteva di questo decreto delegato, ma anche se il decreto delegato non fosse applicato alla Valle d'Aosta noi abbiamo le nostre leggi e mi permetto di ricordare il famoso motto "Nolumus leges angliae mutari" che è servito all'Inghilterra a mantenere una legislazione che è tutt'altro che maligna, tutt'altro che stupida, perché non è detto che mutare di legge sia sempre fare bene e noi in certi casi siamo come gli inglesi "nolumus leges mutari", vogliamo che certe questioni rimangano come sono. Per cui mi permetto di dire che c'era una volta in India un dio che si chiamava "Vishnu" e che aveva l'abitudine, in francese si dice "avatar", di prendere forme diverse e aveva fatto 36 "avatar", di cui uno, era l'elefante, l'altro era il serpente e così via di seguito, e allora, se io ho capito bene quello che diceva in quel momento l'Assessore Lanivi, se all'art. 12, in relazione all'articolo 19 della legge 467, perché l'articolo 19 della 467 è molto pericoloso in quanto al secondo comma, lo leggo tutto, dice "i decreti delegati conteranno le norme di attuazione della presente legge per le scuole con lingua di insegnamento diversa da quella italiana", comma 1°, comma 2° dice "sono fatte salve le competenze in materia delle Regioni a Statuto speciale, nonché quelle delle province di Trento e Bolzano", però poi c'è il comma 3° che dice "con apposito decreto delegato si provvederà alla definizione degli organici delle scuole primarie e secondarie e artistiche", qui si allude ai Democratici popolari, perché sono degli artisti della Valle d'Aosta "e all'inquadramento del relativo personale al quale si applicheranno le norme previste dalla presente legge" il che, per un modesto... del diritto, vuol dire che vengono abrogate le leggi precedenti, e lì noi non siamo d'accordo. L'applicazione delle norme della presente legge per la Valle d'Aosta, si metterà" in armonia con le disposizioni dello Statuto, sentita comunque la Regione" e queste disposizioni dello Statuto sentita comunque la Regione ci ricordano il caro Prof. Visalberghi, il quale per fregare i valdostani parlava sempre dello Statuto e dimenticava regolarmente il decreto legislativo di novembre 1946, n. 365. Allora, sempre se abbiamo capito bene e facendo un pochettino come faceva Vishnu che aveva la possibilità di prendere 36 forme differenti, se all'articolo 12, 2° comma, viene detto... 1°comma dice "resta ferma la competenza ecc.", 2° comma "restano ferme le competenze trasferite con decreto legislativo "e via dicendo" 11 novembre ecc. alla Valle d'Aosta" e al 3° comma si dice "le materie di cui ai commi che precedono, le funzioni amministrative", noi considereremmo che questo decreto delegato non sia che uno dei tanti avatar di vishnu e quindi potremmo anche votare a favore, però rimane salvo il principio fondamentale, che invece è intaccato dall'articolo 19 della legge 467, resta salvo il principio fondamentale per il quale la scuola in Valle d'Aosta dipende dalla Regione. Quindi, secondo noi, ci battiamo soltanto per il punto che per noi è il principale e riprendendo quanto diceva giustamente il Consigliere Chincheré, che per una volta senza nominarlo citava il gen. Badoglio, la guerra continua, noi questa volta qui avremo il decreto delegato in questa materia, però rimane il principio per il quale noi siamo competenti in materia di scuola e quindi conquisteremo e non ci saranno problemi, perché sempre la Regione avrà questo diritto fondamentale, di essere competente in materia di scuola. Se le cose sono in questa maniera, per noi tutto il resto va bene, ma se invece... (voci)... "restano ferme le competenze delegate alla regione con il decreto legislativo 11 novembre, ecc." allora, in questa maniera, questa non è una tappa in quel discorso di maggior autonomia, di maggiore... di conquista dello Statuto a cui tu alludevi e per il quale noi siamo perfettamente d'accordo.
Dolchi (Presidente) - Ci sono altri prima di dare ancora la parola all'Assessore Lanivi?
Fosson (UV) - A complemento di quanto è stato detto dal Consigliere Andrione, c'è da vedere anche, c'è da vedere anche, all'articolo 1, la parte del 4° comma, perché praticamente noi attraverso una legge... attraverso una legge nazionale, un decreto delegato nazionale, ammettiamo il principio che si vengano a mettere in discussione delle competenze che sono già della Regione e qui parlo dell'Istituto professionale. Praticamente, e questo completa quello che è stato detto dall'articolo 19 della legge, le norme del presente decreto si applicano anche agli istituti di istruzione tecnica e professionale di cui alla legge regionale 30 agosto 1970, n. 23, e 17 novembre 1960, n. 8, e successive modificazioni, quindi praticamente sono cose che sono già regolamentate direttamente dalla Regione, dove abbiamo una competenza che non è mai stata messa in dubbio e praticamente, se noi lo sanciamo qui, automaticamente diminuiamo quello che è il potere della Regione anche in questo campo; quindi questo va visto con quello che è stato detto prima.
Lanivi (DP) - Vorrei chiarire l'ultimo aspetto perché mi pare molto importante. La competenza della Regione in materia di istruzione tecnica e professionale è ribadita all'articolo 12, qui si vuole sostenere soltanto che gli insegnanti che attualmente operano all'interno degli istituti professionali della nostra Regione, quelli istituti con legge regionale, hanno... si trovano nelle stesse condizioni degli altri insegnanti, cioè sono gli insegnanti che vengono trattati tutti allo stesso modo, anche per evitare alcuni disguidi che sono successi al termine delle abilitazioni speciali di due anni fa, in cui gli insegnanti degli istituti professionali regionali erano, sono stati ammessi con riserva e c'è stata poi una lunga tensione tra Ministero e Regione, che poi si è risolta in modo favorevole agli insegnanti. Ecco, in questo caso non si vuole ridurre la competenza della Regione, direi la competenza primaria legislativa in materia di istruzione tecnica e professionale è ribadita all'articolo 12, e si vuol solo dire che le norme del presente decreto, quelle relative al personale, mirano a creare una condizione di uguale trattamento degli insegnanti dell'Istituto professionale con quelli delle altre scuole operanti in Valle d'Aosta, questo è il significato del 4° comma dell'art. 1... Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Andrione, vorrei solo fare un appunto, sono 29 anno che questo problema si strascina, ora nell'intervento del Consigliere Andrione ho sentito anche una punta, direi, di disprezzo, forse nei miei confronti o del movimento di cui faccio parte, potrei rispondere altrettanto polemicamente chiedendomi come mai, nel corso di questi 29 anni, non sono stati istituiti i ruoli regionali, anche quando la responsabilità di governo, alla responsabilità di governo non c'erano i Democratici popolari, e in secondo luogo, se proprio vogliamo continuare una polemica feroce, andare a vedere certi atti fatti in precedenza che potrebbero smontare molte posizioni di ultra regionalismo.
Dolchi (Presidente) - Una precisazione del Vice Presidente Fosson. Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - ...nominato come tale, io ho nominato i Democratici Popolari ed è un diritto che in politica si riconosce a tutti di nominare il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana e anche i Democratici Popolari, in politica, io non ho nominato l'Assessore Lanivi e, per quanto riguarda l'ultra regionalismo, mi permetto di dire all'Assessore Lanivi che troverà agli archivi dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione, in cui è adesso, leggi presentate anche al Parlamento italiano che provano quello che l'Union Valdôtaine pensa in materia di scuola regionale, sulla quale accettiamo qualsiasi discussione e qualsiasi sfida, esattamente con voi che allora eravate, scusatemi ancora una volta, Democratici Cristiani, non popolari.
Fosson (UV) - Sì, io volevo solo ribadire un attimo il concetto che avevo espresso prima per la parte dell'articolo 1... Prendo... capisco che qui si voglia solo parificare quelle che sono le posizioni dei professori, del personale rispetto alle altre scuole, però questo, siccome dipende già dalla Regione, non dovrebbe far parte di un decreto delegato dello Stato, ma lo dovremmo fare con provvedimento regionale. Il decreto delegato, se lo dobbiamo fare, lo si fa per tutte le altre scuole: per questo, ad un certo momento, si dice con un provvedimento regionale che noi vogliamo che questi abbiano lo stesso trattamento e siano sotto le stesse norme, ma noi adesso demandiamo al centro, demandiamo al governo di stabilire questa parificazione, mentre è compito nostro di stabilire questa parificazione, cioè ci diminuiamo, in un certo senso, non so se rendo... si potrà dire in effetti non cambia niente, non cambia niente perché lo scopo è lo stesso, però è un provvedimento che dovremmo prendere noi, perché questa è già competenza nostra e sarebbe solo di dire questo "il trattamento deve essere uguale a quello che viene stabilito per gli altri". Questo volevo indicare, perché di questo passo noi potremmo ritornare su diversi punti del nostro Statuto e delegare, e lasciare allo Stato che a un certo momento dirima certe questioni che invece sono di nostra competenza, e il principio qui che ad un certo momento è pericoloso.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, penso che questo ampio dibattito stia per giungere al termine e che il Consiglio debba concretizzare la propria volontà, il proprio parere, manifestandolo in qualche modo.
Io penso che la formula che potrebbe essere impiegata per manifestare l'opinione dei colleghi Consiglieri a tutto il Consiglio possa essere la seguente:
"Il Consiglio regionale esprime parere favorevole sulla proposta di decreto delegato di cui all'articolo 19 della legge 30 luglio 1973, n. 477, elaborata dal Comitato tecnico misto, Ministero della pubblica istruzione - Regione autonoma Valle d'Aosta, e ne approva i criteri informatori". Per maggiore comodità ne faccio distribuire una copia ad ogni capo gruppo.
Lanivi (DP) - Non ho finito l'intervento, così, di risposta al Consigliere Andrione. Volevo dire che siamo disponibili a fare quelle aggiunte che ci ha suggerito all'art. 12, eventualmente con 5 minuti di sospensione potremmo vedere di fare quelle aggiunte. Per quanto concerne, invece, la proposta del Vice Presidente Fosson, ci terrei a precisare, ecco, sottolineare, quanto egli stesso ha affermato, cioè nella sostanza direi che il 4° comma dell'art. 1 lo trova consenziente, direi che i timori che lui ha manifestato sono stati anche i nostri timori. Non vorremmo però, seguendo altre vie, percorrere dei cammini piuttosto pericolosi e soprattutto creare l'impressione che gli insegnanti dell'Istituto professionale debbano attendere o possano correre certi pericoli, dato che gli insegnanti degli Istituti Professionali proprio sono freschi di alcuni ricordi non troppo piacevoli. Mi riferisco, in particolare, al riconoscimento delle abilitazioni speciali di due anni fa, quando il ministero ha accettato solo con riserva l'ammissione e la validità delle abilitazioni e in un primo tempo sembrava che il Ministero non volesse riconoscere quelle abilitazioni. Ora ci è sembrato con questo 4° comma che ci trova tutti d'accordo nella sostanza, ecco, modificare questo possa fare correre dei rischi o comunque possa alimentare dei timori tra gli insegnanti degli Istituti professionali, ecco perché ribadirei il 4° comma dell'articolo 1.
Dolchi (Presidente) - Se il Consiglio è d'accordo, io penso che la cosa più saggia sia quelle di sospendere la seduta per 5 minuti in modo da vedere di trovare un accordo sulla stesura definitiva.
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle 19,26 alle 19,59.
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La seduta riprende.
Lanivi (DP) - Per alcuni inserimenti proposti della Sig.na Viglino e dal Consigliere Andrione, e poi per una parte che invece è suggerita dalle organizzazioni sindacali, di comune accordo, allora l'articolo 6 al 1° comma dire l'aggiunta proposta dalla Consigliera Viglino cioè, l'art. 6, 1° comma, il comma si completerebbe in questo senso: dopo "il personale appartenente ai ruoli di cui al precedente art. 1 può essere trasferito a domanda ad uffici, istituti, scuole di tutto il territorio nazionale secondo le norme vigenti" continuerebbe così: "il servizio prestato in Valle d'Aosta nei ruoli di cui all'art. 1 è valutato a tutti gli effetti"... (voci)... va bene, poi va formalmente, poi magari lo..., allora, rileggo la proposta della Sig.na Viglino completata dalla... riveduta: "il personale appartenente ai ruoli", dunque art. 6, 1° comma, "il personale appartenente ai ruoli, di cui al precedente art. 1 può essere trasferito a domanda ad uffici, istituti e scuole di tutto il territorio nazionale secondo le norme vigenti e il servizio prestato in Valle d'Aosta è valutato a tutti gli effetti".
Caveri (UV) - ...due frasi, perché hanno due soggetti diversi, non si possono legare con né e fare, vabbè, insomma, visto che si tratta di pubblica istruzione, cerchiamo almeno di rispettare le regole della lingua italiana, no.
Dolchi (Presidente) - ... "il servizio prestato in Valle d'Aosta".
Lanivi (DP) - La formazione finale la facciamo anche rivedere, per non fare delle brutte figure in giro, io direi non è male la ripartizione in queste cose, quindi io riproporrei la versione iniziale, diciamo "il servizio prestato in Valle d'Aosta, nei ruoli di cui all'art. 1 è valutato a tutti gli effetti" ed è la formulazione completa, eventualmente poi lasceremo a chi stenderà la bozza definitiva di trovare gli aggiustamenti se non li vogliamo trovare noi, "nei ruoli suddetti ", allora rileggo, dopo il punto, dopo "le norme vigenti", "il servizio prestato in Valle d'Aosta nei ruoli suddetti è valutato a tutti gli effetti".
All'art. 7, le organizzazioni sindacali, collegialmente, hanno trasmesso la proposta di sostituzione e quindi di completamento, di sostituzione del 2° comma e di completamento dell'art. 7: dopo il 1° comma, il 2° comma reciterebbe così: "Negli stessi ruoli è inquadrato, altresì, il personale inserito nella Regione alla data di entrata in vigore del presente decreto che ha titolo per l'immissione in ruolo, in quanto inserito nelle graduatorie permanenti compilate ai sensi delle leggi 28 luglio 1961, n. 831, 25 luglio 1966, n. 603, 20 marzo 1968, n. 327, 2 aprile 1968, n. 468, 7 ottobre 1969, n. 748, 6 dicembre 1971, n. 1074, nonché il personale che ne ha titolo a norma dell'articolo 17 della legge 30 luglio 1973, n. 477, ferma restando, per quanto concerne l'assegnazione definitiva di spese, la precedenza per il personale nominato a norma delle già citate leggi 28 luglio 1961, n. 831, 25 luglio 1966, n. 603, 20 marzo 1968, n. 327, 2 aprile 1968, n. 468, 7 ottobre 1969, n. 748, 6 dicembre 1971, n. 1064", 3° comma: "Ha diritto, infine, all'inquadramento negli stessi ruoli il personale docente in servizio nelle scuole della Regione alla data di entrata in vigore del presente decreto, vincitore dei concorsi banditi con decreto ministeriale 30 giugno 1970 e con decreto ministeriale 5 maggio 1973." Ecco, questo in sostituzione del comma 2° e a completamento dell'articolo 7. ... Ieri, sì, nell'incontro con le organizzazioni sindacali, si era già, nel livello di comitato tecnico si era, direi, in qualche modo dato mandato alle organizzazioni sindacali locali di vedere alcuni problemi che sono, che interessano il corpo insegnante.
All'art. 12 c'è la proposta, ci sarebbe l'aggiunta di un comma. Dopo il 1°, ci sarebbe questa proposta avanzata dal Consigliere Andrione, dopo "resta ferma la competenza legislativa della Regione autonoma Valle d'Aosta in materia di istruzione tecnico-professionale, ai sensi e nei limiti dell'art. 2, lettera r) dello Statuto speciale, nonché la competenza legislativa di integrazione - attuazione delle leggi della Repubblica in materia di istruzione materna, elementare e media, ai sensi e nei limiti dell'art. 3, lettera g) dello Statuto medesimo", 2° comma, ecco l'inserimento, "restano ferme le competenze delegate alla Regione con decreto del Capo provvisorio dello Stato 11 novembre 1946, n. 365, ratificato con legge 17 aprile 1956, n. 561", per cui l'ex secondo comma, che diventerebbe 3°, andrebbe corretto "nelle materie di cui" non "al comma che precede", ma "ai commi che precedono" e poi rimane inalterato "le funzioni amministrative sono esercitate ecc."
Dolchi (Presidente) - Allora, queste sarebbero le proposte che la Conferenza dei Capi Gruppo avrebbe concordato a variazione del testo primitivo, chi chiede la parola sul risultato di questo lavoro fatto dai Capi Gruppo? Cioè, nel senso che... chi si pronuncia con le dichiarazioni di voto, in quanto sembra che, indipendentemente dalle correzioni, valga ancora quella formulazione che è stata distribuita ai Capi Gruppo. Cioè questo testo emendato, corretto, dovrebbe avere, con una votazione che io ritengo palese, parere favorevole e ripeto "sulla proposta di decreto delegato di cui ecc. e ne approva i criteri informatori", cioè quel testo che vi è stato distribuito e che mi sembra possa, pur in modo sintetico, riassumere la discussione ed il pensiero del Consiglio regionale. Ci sono dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto? Allora la parola al Consigliere Ramera.
Ramera (DC) - La Democrazia cristiana ha espresso chiaramente il suo pensiero di essere favorevole ad una scuola regionale, come del resto lo aveva dimostrato in passato coi suoi uomini ed anche nei suoi atti, con la legge dell'albo speciale votata nel 1959 all'unanimità dal Consiglio regionale ed ora operante perché non abrogata.
Abbiamo, nei nostri interventi in questa sede, detto che la legge invece crea confusione e non ci soddisfa costituzionalmente, perché la sua ambiguità si presta ad interpretazioni che causeranno intralci e disagi alla scuola valdostana, che non soddisfa la classe insegnante il cui pensiero non è stato per nulla recepito e sappiamo essere in netto contatto con questo disegno di legge. D'altra parte, i criteri informatori del disegno di legge sono stati elaborati da una commissione tecnica e non politica, a cui è venuta a mancare una precisa e decisa volontà politica di risolvere in senso chiaramente regionalistico il problema della scuola da trent'anni sul tappeto. Con questo, la Democrazia cristiana non può dare in alcun modo parere favorevole alla predetta proposta di schema di decreto delegato.
Dolchi (Presidente) - Altri? Ci sono altri che chiedono la parola? Bè, non è obbligatoria la dichiarazione di voto.
La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - Per riservarmi di fare la dichiarazione di voto soltanto quando sarò a conoscenza di quell'aggiunta, che l'Assessore Lanivi ci ha proposto, che non è stata fatta in sede di riunione dei Capigruppo.
Dolchi (Presidente) - È dalla Costituzione che gli articoli 7 sono sempre di particolare difficoltà. Il 7, il 7, ci sono altri nel frattempo, mentre attendiamo le fotocopie? Chi chiede la parola?
La parola al Consigliere Chincheré. Colleghi Consiglieri, stiamo arrivando alla fine, c'è qualcuno che chiede la parola per dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - Il gruppo comunista, per le considerazioni svolte nella seduta del giugno scorso dove abbiamo discusso analogo argomento e per le considerazioni qui esposte nel pomeriggio dal compagno Chincheré e data la necessità e l'importanza del problema, dichiara di aderire sostanzialmente a quanto propostoci e voterà favorevolmente il documento che ci sarà sottoposto.
Parisi (MSI-DN) - Il movimento Sociale in questa circostanza ribadisce il principio stesso dei precedenti interventi, chiedo scusa ai proponenti degli emendamenti, sia gli emendamenti che quanto hanno comunicato i Sindacati, che non è certamente il SINASCEL, voto contro la proposta.
Chanu (DP) - ...il gruppo dei Democratici popolari, preso atto degli emendamenti che sono stati apportati perché marcano il carattere regionalista che anche in questa importantissima svolta del problema della scuola non poteva essere né pre-permesso né lasciato in non cale, esprime parere favorevole e voterà a favore del documento conclusivo che ci sarà proposto.
Viglino (RV) - Devo dichiarare che sono ancora molto perplessa, evidentemente un accoglimento dell'emendamento che ho proposto nella conferenza dei Capigruppo mi tranquillizza un po', perché se il servizio prestato in Valle d'Aosta viene riconosciuto a tutti gli effetti, nel caso dei trasferimenti questo, e lo si dice esplicitamente nell'articolo 6, questa è già una prima garanzia per il corpo insegnante. D'altra parte, l'inserimento nell'articolo 7 di quanto trasmesso adesso dai Sindacati è un altro punto che può tranquillizzare un po' la classe insegnante, perché infatti, nel primo decreto, tutti gli insegnanti che entravano di ruolo, in base alle leggi che sono state elencate, dalla 831 alla 1074, venivano cavalcati nella... in questa possibilità di avere una sede in Valle d'Aosta. Pur facendo ancora delle riserve, perché purtroppo la fisionomia giuridica di questo corpo insegnante non è ancora veramente definita, proprio per venire incontro a tutti gli insegnanti che aspettano questo decreto delegato per avere il diritto che è riconosciuto a tutti i colleghi loro, nel restante territorio della nazione, io voterò a favore di questo decreto.
Jorrioz (PSDI) - Di fronte a un problema così importante, il dibattito ha lasciato ancora dei punti oscuri nell'espletamento di questi decreti, comunque, dopo la revisione di alcune parti dei decreti e l'aggiunta di alcune proposte può dare una certa tranquillità al corpo insegnante. Pur avendo ancora grosse perplessità di fronte a questo problema, io voto a favore dei decreti delegati.
Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno che chiede la parola per dichiarazione di voto? Allora, se non c'è più nessuno che chiede la parola per dichiarazioni di voto, si passa alla votazione per alzata di mano. Chi è d'accordo di esprimere parere favorevole sulla proposta di decreto delegato di cui all'art. 19 della legge 30 luglio 1973, n. 477, elaborata dal Comitato tecnico misto Ministero della pubblica istruzione - Regione autonoma Valle d'Aosta, io aggiungerei, integrata dalle proposte degli emendamenti della conferenza dei Capigruppo e ne approva i criteri informatori è pregato di alzare la mano. Grazie, alzare bene le mani, grazie, giù le mani. Chi non è d'accordo? Nessun astenuto.
Allora esito della votazione: presenti: 34 - votanti: 34 - maggioranza: 18 - voti favorevoli: 27 - voti contrari: 7.
Il Consiglio regionale esprime parere favorevole.
