Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 178 del 11 luglio 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 178/74 - Commemorazione Onorevole Paolo Alfonso Farinet.

Dolchi (Presidente) - Devo assolvere alla dolorosa incombenza di ricordare in questa sede la figura dell'Onorevole Dottor Paolo Alfonso Farinet, deceduto il 6 luglio in Aosta, all'età di 81 anni. In genere il suo nome viene associato alla battaglia diplomatica da lui condotta per la costruzione del Traforo del Monte Bianco ma, anche se a tale opera egli indubbiamente dedicò particolare attenzione con una attività di pioniere prima e di artefice poi, non possiamo di certo dimenticare la sua lunga militanza politica e la sua intelligente opera di studioso. Partecipò alla vita politica nelle file della Democrazia Cristiana, di cui fu dirigente ed esponente di primo piano e fu Deputato della Valle d'Aosta per due legislazioni dal 1948 al 1958.

Alla notizia del decesso ho provveduto, a nome del Consiglio, a far pervenire alla vedova, Signora Albina Farinet, l'espressione di cordoglio di tutto il Consiglio regionale e assieme a numerosi colleghi Consiglieri ho partecipato alle esequie per testimoniare la dolorosa partecipazione dell'Assemblea valdostana alla scomparsa di un uomo che, con la sua attività, con la sua personalità, influenzò un periodo non breve della storia della nostra Regione.

Ritengo che il Consiglio sarà d'accordo nel rinnovare oggi alla vedova, alla famiglia, nonché alla Democrazia Cristiana, le sue sincere condoglianze.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.

Ramera (DC) - A nome della Democrazia Cristiana ringrazio il Consiglio per le espressioni di cordoglio rivolte in questa triste occasione.

Ancora una volta dobbiamo levarci dai nostri banchi a ricordare la scomparsa di un'altra figura della vecchia guardia della Democrazia Cristiana e della Valle d'Aosta, dopo la morte degli amici Bionaz, Berthet e Page.

Come democratici cristiani dobbiamo ricordarlo come uno dei fondatori del Partito Popolare prima del fascismo e come fondatore della Democrazia Cristiana subito dopo la liberazione.

Come valdostani dobbiamo ricordare la sua presenza, ancora giovanissimo, nella Ligue valdôtaine pour la protection de la langue française e la sua opera a favore dell'autonomia valdostana. Fu deputato dal 1948 al 1958, Segretario della Commissione della Camera per i Trasporti, Presidente dell'Unione interparlamentare per il Turismo; però il suo cavallo di battaglia, l'opera grandiosa per cui si era battuto tutta la vita, è il traforo del Monte Bianco, che ha tolto la Valle d'Aosta dal millenario isolamento. Nel chiudere questo brevissimo intervento, mi associo a quanto detto dal Presidente del Consiglio nel rinnovare alla vedova e alla famiglia tutta, i sensi del nostro più profondo cordoglio.