Oggetto del Consiglio n. 2276 del 26 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2276/IX Accertamenti sulla qualità delle bevande e degli alimenti immessi sul mercato. (Interrogazione)
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PresidenteDo lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno.
Interrogazione I cittadini sono oggi notevolmente attenti e preoccupati per la qualità degli alimenti e bevande. La distanza sempre più notevole fra produttori e consumatori e l'ampiezza di un mercato alimentare destinato ad espandersi ulteriormente con l'Europa del 1993 richiedono una intensificazione delle misure di controllo sulla qualità dei prodotti.
Molti cittadini valdostani ritengono di avere oggi controlli, notizie e strumenti inadeguati per sentirsi effettivamente garantiti sulla qualità di acqua, latte, vino, pasta, pane, verdure, frutta eccetera eccetera. Troppi e troppo gravi episodi di sofisticazione di alimenti e di inquinamento si sono verificati negli ultimi anni per permettere un'effettiva tranquillità.
Ne deriva la necessità di un'azione incisiva delle strutture sanitarie pubbliche per un controllo della qualità delle bevande, degli alimenti e la necessità di un'assoluta trasparenza sui metodi di controllo e sui dati raccolti. Ne deriva, inoltre, la necessità di garantire l'accesso dei cittadini ai laboratori delle strutture pubbliche senza procedure defatiganti e tariffe proibitive.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interroga
l'Assessore regionale alla Sanità e Assistenza Sociale per conoscere:
1) quante e quali strutture pubbliche vi sono in Valle d'Aosta in grado di svolgere accertamenti sulla qualità delle bevande e degli alimenti immessi nel mercato;
2) in che modo vengono effettuati i controlli, con quale periodicità e in che modo i dati raccolti vengono resi pubblici o sono comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, alle associazioni di consumatori, ai cittadini;
3) a quali strutture pubbliche il cittadino si deve rivolgere per poter ottenere un esame di alimenti e bevande; quali sono le modalità di accesso a tale servizio; quali sono le tariffe che vengono praticate e da chi sono definite tali tariffe;
4) se sono allo studio iniziative e provvedimenti per migliorare la quantità e qualità dei controlli su alimenti e bevande; per garantire una maggiore informazione sui dati raccolti; per migliorare il diritto di accesso dei cittadini agli esami di laboratorio.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Com'è noto, in base alle leggi istitutive delle Unità Sanitarie Locali, che ne disciplinano l'organizzazione ed il funzionamento, l'unica struttura operante in Valle in materia di igiene degli alimenti e delle bevande è il Servizio di igiene pubblica ed ambientale, dell'alimentazione e della sicurezza nei luoghi di lavoro dell'USL, che, per le attività di analisi, si avvale dei laboratori di sanità pubblica.
Le modalità per effettuare le attività di controllo e di vigilanza sugli alimenti e sulle bevande, alle quali collabora, per la parte di sua competenza, anche il Servizio di igiene ed assistenza veterinaria dell'USL, sono definite dalle specifiche leggi statali che disciplinano la materia. In particolare, l'attività di controllo e vigilanza sugli alimenti e bevande è disciplinata con appositi piani definiti in base a disposizioni ministeriali e procedure della legge statale n. 462 del 1986.
Tale attività si avvale altresì dell'intervento di un comitato regionale di coordinamento, istituito ai sensi dell'articolo 5 della sopraccitata legge n. 462 del 1986. In Valle d'Aosta tale Comitato opera fin dal 1988 ed ha collaborato alla predisposizione dei programmi stabiliti dal 1989 in poi.
Sulla base dei dati conosciuti, in possesso dell'USL, e delle informazioni assunte, risulta che l'USL sta sviluppando programmi di intervento che riguardano gli alimenti di consumo primario e che consentono di procedere a controlli sia dell'igiene sia della qualità degli alimenti prodotti o consumati nella Regione.
Nel corso della recente riunione del sopraccitato comitato, tenutasi il giorno 13 del corrente mese, è stato espresso l'indirizzo che i suddetti piani di controllo di attività distinguano gli interventi secondo che trattisi di alimenti prodotti in loco o provenienti da altre Regioni. E' stata altresì espressa la raccomandazione di effettuare dei controlli su alcuni prodotti locali, quali, ad esempio: birra, cioccolato, caffè, vino e superalcolici.
I cittadini che vogliano effettuare analisi di alimenti e bevande in loro possesso, possono rivolgersi al sopraccitato laboratorio di sanità pubblica, pagando tariffe che sono stabilite, secondo i casi, a livello nazionale o con provvedimento della Regione.
Nell'ambito dello sviluppo del sistema informativo sanitario e dei suddetti piani di controllo e di vigilanza, l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza sociale e l'USL promuoveranno l'informazione sull'attività svolta, evidenziando che in materia esistono e sono allo studio, iniziative di livello nazionale per un sistema strutturato dell'informazione, in materia di igiene degli alimenti e delle bevande diretto a fornire oltre che informazioni sull'attività svolta, anche elementi di educazione alimentare per la popolazione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Ringrazio l'Assessore Beneforti per la risposta e chiedo se è possibile averne il testo, in modo da poterla riesaminare.
Stando ad una prima valutazione, mi dichiaro abbastanza soddisfatto per le risposte ai primi punti dell'interrogazione, cioè sulla parte descrittiva del servizio svolto dall'USL e dal laboratorio che svolge gli esami. Mi sembra invece che la parte che concerne l'ultimo punto, che chiede se sono allo studio iniziative e provvedimenti per migliorare la quantità e qualità dei controlli, per migliorare l'accesso dei cittadini ed anche l'informazione, sia ancora carente.
E' vero che i cittadini teoricamente si possono rivolgere al laboratorio per degli esami, ma vorrei sottolineare che le tariffe per questi esami sono proibitive. Faccio un esempio: per fare esaminare una bottiglia di acqua, il prezzo varia dalle 300.000 alle 500.000 lire. Si tratta di tariffe molto pesanti per i cittadini, che quindi difficilmente possono accedere a tale servizio.
Se è possibile, chiederei che, per quanto attiene al diritto di accesso dei cittadini - chiaramente prevedendo delle tariffe, perché non si può trattare di un servizio reso gratuitamente e senza la partecipazione finanziaria dei cittadini - siano applicate delle tariffe entro limiti che rendano effettivamente praticabile tale accesso.
L'altro aspetto, su cui solleciterei l'Assessore ad intraprendere maggiori iniziative, concerne l'informazione dei cittadini sui risultati raccolti dall'USL e dal laboratorio su certe campagne di analisi dell'acqua e di certi prodotti, che allo stato attuale non sono noti. Su questa parte mi riservo di chiedere ulteriori chiarificazioni sulle iniziative che vengono svolte.
