Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 738 del 4 ottobre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 738/IX - Notizie sull'inquinamento della rete idrica di Aosta (Interrogazione).

Presidente - Do lettura dell’interrogazione presentata dai Consiglieri Tonino e Mafrica:

INTERROGAZIONE

In una città come Aosta, ai piedi dei monti più alti d’Europa, ha suscitato allarme e stupore la notizia che l’acqua non era potabile e che il Sindaco ne vietava l’uso a fini alimentari, se la stessa non veniva preventivamente bollita.

Poichè la ridda di dichiarazioni ed i palleggiamenti di responsabilità non hanno contribuito a chiarire nè l’effettiva consistenza nè le cause dell’inquinamento della rete idrica della città di Aosta,

i sottoscritti Consiglieri del Gruppo comunista

interrogano

l’Assessore competente per sapere:

1) quanto è a conoscenza della Giunta regionale in merito alla effettiva consistenza, alle cause ed alle responsabilità dell’inquinamento della rete idrica di Aosta;

2) quali indicazioni la Giunta regionale ha fornito all’Uniti Sanitaria Locale in materia di controllo degli inquinamenti idrici, soprattutto per ciò che concerne i consumi alimentari.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) - Premetto che la normativa prevede sulla qualità delle acque destinate al consumo umano controlli interni, da effettuare dagli enti gestori degli acquedotti - da noi, dai Comuni e dai Consorzi dei Comuni - nonchè controlli sanitari esterni affidati all’USL, alla quale spetta altresì il giudizio di qualità sulle acque controllate.

In caso di pregiudizio per la salute umana, l’USL richiede alla Regione, al Comune ed all'ente gestore dell’acquedotto l’adozione di opportuni provvedimenti e misure di competenza.

Ciò detto, preciso che non è pervenuta nessuna informazione ufficiale al nostro assessorato circa l’inquinamento della rete idrica di Aosta, nè è stata richiesta alla Regione l’adozione di provvedimenti o misure di cui sopra.

In data 2 ottobre 1989 il Presidente dell’USL mi ha trasmesso una nota dell’unità operativa chimico-tossicologica-fisico-ambientale, nella quale vengono fornite informazioni circa le caratteristiche dei coliformi fecali, la cui presenza era stata riscontrata nell’acquedotto di Aosta. E’ detto esplicitamente che i coliformi fecali non sono pericolosi di per sè stessi per la salute pubblica, ma vengono ricercati perchè microbi indicatori di inquinamento.

Comunque - comunica il Presidente dell’USL - nel caso specifico si può affermare senz’altro che l’acqua era sospetta, anche se probabilmente non pericolosa, e giustamente ha fatto il Sindaco di Aosta a limitarne il consumo.

Circa l’efficacia dei controlli, il Presidente dell’USL precisa (leggo testualmente):

"I controlli sull’acquedotto di Aosta vengono eseguiti dal laboratorio di sanità pubblica dell’USL, con periodicità mensile, come previsto dal DPR 236/88. Ma è opportuno chiarire una volta per tutte che il controllo non elimina l’inconveniente; il controllo serve solo a riscontrare ed a segnalare l’eventuale anomalia o sospetto. E’ infatti l’organo gestore dell’acquedotto il responsabile della buona gestione e della potabilità dell’acqua che somministra, come chiarisce lo stesso DPR 236/88 sopracitato: è inutile eseguire tanti controlli, se non si provvede ad eliminarne la causa.

Circa l’inquinamento dell’acquedotto della Comunità Montana del Grand Combin, specifico che l’USL comunicava in data 25.8.87 al Presidente della Comunità stessa e ai Sindaci di Aosta e di Saint-Christophe, che a seguito di controlli di routine alcuni giorni prima era stato riscontrato un inquinamento dello stesso acquedotto, sin dalle sorgenti in Comune di Bionaz. Poichè non aveva a disposizione i mezzi per potabilizzare una così imponente massa d’acqua (40 litri/sec), l’USL decideva di isolare le sorgenti inquinate finchè le stesse non dessero garanzie di potabilità, provvedendo, per ridurre il disagio derivante da tale provvedimento, a mettere in rete una sorgente della portata di 5-10 litri/sec.. Nel contempo venivano effettuate clorazioni di tutte le vasche di carico, con particolare riguardo per quelle dell’ospedale Beauregard. Nella stessa lettera il Presidente della Comunità ed i Sindaci interessati venivano invitati, per quanto di competenza, a mettere in atto tutti i mezzi per l’efficace gestione e controllo degli impianti e ad equipaggiarsi per eventuali future emergenze.

La relazione del laboratorio di sanità pubblica esplicita che l’inquinamento dell’acquedotto della Comunità Montana del Grand Combin, accertato il 14 agosto, consisteva nella presenza in vari punti della rete di coliformi fecali, indice batteriologico di inquinamento di origine fecale.

Pochi giorni dopo l’accertamento dell’inquinamento ne venivano evidenziate le origini, dovute ad infiltrazione di liquami da due vasche di raccolta poste a circa 300 metri a monte delle sorgenti. In pochi giorni - secondo quanto detto dalla relazione che tengo a disposizione dei colleghi interroganti -la situazione ritornava nella normalità".

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Si dà atto che alle ore 10,36 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.

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Presidente- Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Ritengo questa vicenda sconcertante, perchè - se ho capito bene - l’Assessore dice che le cause dell’inquinamento dovrebbe accertarle il Comune, nel senso che è affidato all’USL un controllo di tipo mensile sulla qualità delle acque e non tocca all’USL intervenire sulle cause che producono l’inquinamento.

La vicenda di questo ultimo periodo ha creato nella opinione pubblica un giustificato allarmismo e ritengo - e in questo senso mi rivolgo al responsabile della sanità dell’Amministrazione regionale - che il comportamento del Comune e della USL sia stato poco serio, nel senso che, di fronte a problemi così importanti come la potabilità dell’acqua in una città come Aosta, gli organi che sono competenti devono comportarsi con un dialogo più effettivo, senza lanciare allarmismi che poi vengono smentiti il giorno dopo da dichiarazioni che provengono dall’ambiente dell’USL. Nel complesso mi pare che il modo con cui ci si è comportati in questa vicenda sia da censurare.

L’invito che rivolgiamo all’Assessore è, quindi, quello di riunire sia coloro che fanno le indagini sulle caratteristiche batteriologiche dell’acqua, sia coloro che hanno la responsabilità sull’acquedotto, al fine di concertare misure per intervenire, se è necessario, là dove si verificano le fonti di inquinamento, ma anche per avere una univocità di comportamento nel caso in cui si registrino forme di inquinamento.

Questo atteggiamento mi pare una cosa non accettabile.

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