Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 468 del 26 aprile 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 468/IX - ORIENTAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MERITO AL SERVIZIO DI RIABILITAZIONE IN VISTA DELLA REVISIONE DEL PIANO SANITARIO REGIONALE. (Interrogazione).

PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:

INTERROGAZIONE

VISTO il documento preparato predisposto dai terapisti operanti nei presidi territoriali ed ospedalieri dell'U.S.L.;

SOTTOLINEATO il ruolo insostituibile della fase riabilitativa all'interno del servizio sanitario, come d'altronde risulta dalle più recenti disposizioni di programmazione sanitaria nazionale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERROGANO

l'Assessore competente per conoscere:

1) quale spazio è stato riservato alla riabilitazione nel provvedimento attuativo della determinazione degli standards, di cui al D.M. 14 settembre 1989;

2) quali sono le indicazioni per il servizio di riabilitazione che la Giunta prevede di inserire nella revisione del piano sanitario regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Devo dire anzitutto che ho molto apprezzato lo spirito di collaborazione con il quale il gruppo dei terapisti della riabilitazione, i logopedisti e i fisioterapisti hanno redatto il documento del quale si sono fatti eco in questo Consiglio i Consiglieri Mafrica e Bajocco con la loro interrogazione.

Il ruolo della riabilitazione è fondamentale e tutti ad ogni livello ne siamo ben consci, come pure sappiamo perfettamente che in Valle d'Aosta la riabilitazione, come viene ricordato nel documento in questione, si regge da sempre sulle capacità autorganizzative e tecnico-professionali dei tecnici della riabilitazione, logopedisti e fisioterapisti.

Non conosco negli esatti termini i risultati dell'incontro che ha avuto luogo nel febbraio 1986 fra i responsabili dell'U.S.L. e il personale della riabilitazione, pertanto non posso esprimere una valutazione adeguata su eventuali discordanze fra il documento emesso dall'U.S.L. il 22 dicembre 1988 e gli accordi presi in quella circostanza. Penso comunque che si debba tenere conto delle mutazioni che ci sono state ancora recentemente nella normativa, che, come ben sanno i colleghi interroganti, anche per altri aspetti del settore sanitario hanno obbligato e tuttora obbligano sia le Regioni sia l'U.S.L. ad improvvisi e talvolta non facilmente spiegabili cambi di rotta nelle scelte programmatiche. Ovviamente della normativa ministeriale dobbiamo tenerne esatto conto e ad essa non possiamo certo derogare, anche se ci può capitare a livello locale di notare gli inconvenienti che ne possono derivare all'atto della pratica attuazione. Tutto ciò è tanto più spiacevole quando la costrizione della normativa fa sì che non possa essere tenuto pieno conto delle osservazioni degli operatori di un determinato settore sanitario, o che non si possa coinvolgerli pienamente nel momento delle scelte programmatiche.

In particolare, per quanto concerne la riabilitazione va osservato che essa, come disciplinato dal D.M. 13.9.88, comprende tutta la riabilitazione prevista nella legge 833/78 e che va organizzata secondo modalità che tengano conto dello standard minimo di posti letto vincolati per tale funzione (uno per mille abitanti), delle diverse discipline presenti nella struttura ospedaliera, nonché della opportunità di collegare per tale funzione l'organizzazione ospedaliera con quella territoriale.

Ne deriva, pertanto, che nelle strutture ospedaliere della nostra Regione devono esserci necessariamente almeno 114 posti letto destinati alla prestazione di riabilitazione, nonché relativi spazi operativi (palestra, ambulatorio, attrezzatura, piscina, ecc.). Ora, siamo ancora alle prese con una grave carenza di posti letto: per raggiungere gli standard previsti a livello nazionale mancano alla Valle d'Aosta circa 170 posti letto e soprattutto gli spazi per collocare le strutture operative previste per lo svolgimento dell'attività di riabilitazione in ambito intraospedaliero.

Nell'attesa di poter giungere al sempre più urgente adeguamento dei posti letto, provvedendo contemporaneamente alla determinazione del relativo organico di personale anche ai fini del finanziamento della spesa, si può concludere che l'unica soluzione che appare oggi praticabile è quella di prevedere la costituzione di una unità operativa di riabilitazione dei neurolesi, paraplegici e dei motulesi, lasciando alla geriatria il compito di provvedere ai fini riabilitativi dei ricoverati ultra sessantacinquenni, nonché alle altre discipline specialistiche (cardiologia, otorino, ortopedia) di provvedere ai trattamenti riabilitativi di competenza, adottando modalità organizzative ed operative che colleghino strettamente ospedale e territorio.

Concordiamo sostanzialmente sulla opportunità, in una visione globale del problema della riabilitazione quale essa è oggi concepita, di dar vita ad un unico servizio di riabilitazione opportunamente coordinato. E' evidente che in futuro, sia con il processo di riordino dell'U.S.L. sia con il piano di ristrutturazione e potenziamento delle strutture ospedaliere e territoriali nell'ambito dell'applicazione dell'art. 20 della legge finanziaria 1988, dovranno essere previsti appositi interventi di realizzazione di strutture riabilitative polivalenti, secondo modelli organizzativi interdisciplinari.

In definitiva vanno condivise le osservazioni formulate nel documento dagli operatori del settore della riabilitazione, citato appunto dagli interpellanti, operatori che ringrazio per la loro collaborazione e dedizione nell'attività di riabilitazione.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Dalle risposte dell'Assessore mi pare che siamo ancora alla fase di definizione dei posti e della struttura entro cui deve avvenire il servizio di riabilitazione.

Diceva l'Assessore che sono previsti 114 posti letto, che non ci sono e che è intenzione della Giunta dare indicazione per distribuire questo servizio in alcune unità operative, assegnando ad esse compiti differenziati, a seconda che si tratti della geriatria o di altre unità operative.

Con questa interrogazione intendiamo sollecitare la Giunta a rivolgere una attenzione particolare a questo problema della riabilitazione, perché le disposizioni nazionali prevedono che ci sia l'1 per mille su una quota del 6,5 per mille di posti letto destinati alla riabilitazione, ciò significa che viene data una importanza particolare a questa fase del servizio sanitario nazionale.

Ci sembra che ancora non siano stati fissati in modo definitivo né i posti letto né gli organici conseguenti, pertanto invitiamo la Giunta ad approfondire questo problema, prestando attenzione alle esigenze del territorio. Non vorremmo che si prestasse attenzione soltanto alla questione dei posti letto, senza vedere anche come il servizio può operare sul territorio, essendo quindi più vicino alle esigenze del cittadino.

Torneremo sull'argomento più in generale, perché ci sembra che il decreto del 13 settembre 1988 prevedesse delle scadenze che cominciano ad essere superate, sia per quanto riguarda la determinazione degli standards sia per quanto riguarda la revisione del Piano sanitario nazionale. Qui si parla di 180 giorni: siamo preoccupati ed intendiamo che si sviluppi intorno a questa revisione del Piano sanitario regionale tutta la discussione e tutti i confronti che possono risultare utili.