Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 466 del 26 aprile 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 466/IX - SOLUZIONI TECNICHE O LEGISLATIVE PER RISOLVERE I PROBLEMI DELL'ARTIGIANCASSA. (Interrogazione).

PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Bajocco e Mafrica:

INTERROGAZIONE

AVUTA NOTIZIA che le associazioni degli artigiani della Valle d'Aosta hanno segnalato alla Giunta la delicata situazione in cui versa l'Artigiancassa, alla quale sarebbero destinate risorse molto inferiori a quelle ritenute necessarie;

SOTTOLINEATO il ruolo essenziale che le operazioni creditizie rivestono per le attività artigiane;

I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

INTERROGANO

l'Assessore competente per conoscere quali soluzioni tecniche o legislative sono allo studio per risolvere i problemi dell'Artigiancassa e per evitare l'allungamento dei tempi necessari alle imprese artigiane per ottenere dall'Artigianato o dalla Finaosta i finanziamenti richiesti.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.

LANIVI (ADP):Devo fare alcune precisazioni in merito a questo problema inerente al ruolo dell'Artigiancassa, che ci sta preoccupando e che è all'attenzione da un po' di tempo. Come si sa, l'Artigiancassa interviene per agevolare dei finanziamenti a favore di ditte ed imprese artigiane che realizzino forme di investimenti, abbattendo del 40% il costo del denaro.

La legge regionale n. 101, che prevede interventi a favore degli artigiani, dei commercianti e di altre categorie economiche, all'art. 2 dice che le misure di legge per quanto concerne gli artigiani sono sussidiarie rispetto a quelle dell'Artigiancassa. Il problema che ci si pone deriva dalla decisione contenuta nella Finanziaria per il 1989 di diversificare e diminuire le possibilità e le disponibilità di intervento dell'Artigiancassa in questo settore. In modo particolare per la Valle d'Aosta, anche se il Parlamento deve ancora legiferare circa la dotazione finanziaria all'Artigiancassa, quest'ultima ha già deliberato un intervento a favore delle richieste provenienti dal mondo artigiano valdostano nella misura di un miliardo e 100 milioni, quindi ben lontano dal fabbisogno, se riferito agli anni precedenti e in modo particolare al 1988.

Qual è la situazione attualmente? In virtù di una disposizione del 1979, nei prossimi mesi succederanno alcune cose. Intanto il Comitato dell'Artigiancassa per la Valle d'Aosta, in una riunione che è già fissata per il 4 maggio, approverà per regolarità le circa 100 domande che sono già pervenute da parte degli artigiani. Questi artigiani con la domanda approvata pagheranno il tasso pieno, cioè il tasso di riferimento che per questo bimestre è fissato nella misura del 13,35%, quindi senza l'abbattimento del 40% pari a 5,34 punti.

Quando il Ministero del Tesoro metterà a disposizione della Valle d'Aosta i 1.100 milioni assegnati per il 1989, all'artigiano che avrà accettato questo contratto verrà rimborsata la quota interessi del 40% a partire dalla decorrenza del mutuo. Il problema, dunque, non si pone per questa prima tranche di richieste; si porrà immediatamente dopo - quindi è legittima la richiesta fatta dall'interrogante e dirò come intendiamo far fronte -, cioè si porrà quando l'Artigiancassa, avendo esaurito i 1.100 milioni a disposizione, dovrà affrontare le restanti domande non coperte. A questo punto dovrà scattare il meccanismo della legge n. 101, che prevede all'art. 2 la sussidiarietà dell'intervento regionale proprio nei casi specifici indicati nella stessa interrogazione. Leggo il punto 2 dell'art. 2: "Sono ammissibili i finanziamenti sul fondo di rotazione regionale alle imprese artigiane che dimostrino di aver richiesto e non ottenuto i finanziamenti ai sensi della legge 949/52". Ecco le motivazioni: per carenza di fondi o per il raggiungimento di importo massimo finanziabile, o per altre cause non dipendenti dalla propria volontà.

Il meccanismo dovrebbe tutelare in pieno gli artigiani della Valle d'Aosta; il problema reale sono i tempi, perché la legge n. 101 dovrebbe scattare quando le imprese artigiane dimostrino di avere richiesto e non ottenuto i finanziamenti ai sensi della legge n. 949. Si prefigura, dunque, questo tipo di meccanismo: l'artigiano dovrebbe richiedere l'intervento dell'Artigiancassa, quindi istruire la pratica presso una banca, l'Artigiancassa dovrebbe riconoscere di non avere i fondi disponibili, e a questo punto, con un no della banca per carenza di fondi Artigiancassa, l'artigiano dovrebbe inoltrare la propria domanda alla Regione. Il problema non si pone nella condizione attuale, perché l'artigiano pagherà la prima rata al tasso pieno, che però gli verrà rimborsata in quanto riguarderà il primo miliardo e cento milioni, ma esisterà invece nella fase successiva. Per questo abbiamo avuto un primo incontro con le banche e con l'Assessore alle Finanze durante la scorsa settimana; è prevista in questi giorni una riunione con l'Artigiancassa e le banche e gli uffici competenti, oltre che con i Presidenti delle Associazioni artigiane, per vedere in che modo attraverso le impalcature legislative attuali è possibile arrivare in tempi non biblici alla erogazione dei finanziamenti agevolati previsti sia dall'Artigiancassa sia dagli strumenti legislativi regionali. In quella sede vedremo quali sono, tenuto conto della legislazione vigente, i modi che possano consentire la più rapida erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato per gli artigiani.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

BAJOCCO (PCI):Questa interrogazione è nata dalla grande preoccupazione del Gruppo comunista che, essendoci già una grave crisi industriale nella nostra Regione, non vi sia anche una grande crisi nel settore artigianale, che è il settore che ancora oggi "tira" nella nostra Regione.

Una lettera fatta pervenire dalle tre associazioni degli artigiani al Presidente della Giunta, all'Assessore alle Finanze e all'Assessore al Commercio, ai due Parlamentari, ci ha allarmato. Questa è la ragione che ci ha spinto a conoscere la disponibilità della Giunta per venire incontro ad una situazione che ci preoccupa.

L'Artigiancassa quest'anno come diceva l'Assessore, anziché ricevere dalla Finanziaria due miliardi e mezzo, ha solo un miliardo centro milioni; questa cifra non è sufficiente a coprire i mutui presentati. L'Assessore ci dice di non preoccuparci, perché, anche se il fondo attualmente non c'è, sarà messo e gli interessi verranno pagati dopo. Mi preoccupo un po' per questo, perché leggendo anche i giornali di oggi si minaccia una grave crisi di governo. L'On. Formica dice che dobbiamo arrivare ad elezioni anticipate e non vorrei che con queste crisi di governo la Finanziaria non inserisse parte di quanto dovrebbe spettare all'Artigiancassa.

La richiesta delle tre confederazioni era che, non essendoci più fondi da parte dell'Artigiancassa, ci fosse la possibilità di attingere con la legge n. 101 a fondi regionali. E' vero, la legge c'è ma le formalità burocratiche sono lunghe. Pertanto le tre confederazioni chiedono che da parte della Giunta vi sia un impegno, un interessamento, per risolvere questo problema. Sono convinto che se c'è buona volontà da parte dell'Assessore e da parte della Giunta, si debba rivedere la legge n. 101 per quanto compete l'art. 2, per venire incontro quanto prima agli artigiani. Delle ultime parole dell'Assessore e dell'impegno che si è preso, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.