Oggetto del Consiglio n. 132 del 30 maggio 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 132/74 - Concessioni di premi ai produttori di formaggio "fontina" marchiata prodotta nell'anno 1973. Delega alla Giunta.
Lustrissy (DP) - Come avviene da alcuni anni, anche per l'anno 1973, in base al resoconto presentato, l'Amministrazione regionale corrisponde ai produttori un premio di marchiatura della Fontina che ricordo è di 900 lire per le fontine di prima qualità e di 700 lire per le fontine comuni.
La produzione della Fontina, almeno dagli elementi statistici che sono in nostro possesso, è in continuo aumento, siamo infatti passati dalle 172.000 alle 203.000 dell'anno 1973, con una percentuale di fontine di prima categoria di circa il 30-40%.
È un provvedimento, quello oggi all'ordine del giorno, abbastanza discutibile così com'è stato impostato e che non ha dato i risultati sperati nel corso di questi anni, infatti non è servito a incrementare di molto la quantità e la qualità di Fontina prodotta. È un provvedimento che potrebbe essere rivisto e corretto utilizzando forme diverse di sovvenzione, oggi esso si presta a un'attività discutibile, oggetto di dicerie continue, che in realtà non trovano molti riscontri, e che ha dato luogo ad alcuni inconvenienti anche abbastanza spiacevoli.
Avremo la possibilità di ridiscutere anche di questo problema, insieme a tutti gli altri provvedimenti in atto per l'agricoltura, in sede di Commissione, affinché dallo sforzo congiunto di tutti si trovino forme e modi di intervento che rispondano di più, da una parte, alle esigenze dei nostri agricoltori e, dall'altra, contribuiscano alla riorganizzazione e alla ristrutturazione dell'agricoltura nella Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda il problema ora in discussione, è naturale che vi siano opinioni molto discordi, in sostanza si tratta di una sovvenzione diretta alla produzione, che però non trova riscontro nella realtà dei fatti, in un sostegno maggiore della produzione in quanto molte volte incautamente si favoriscono delle soluzioni che non rispondono alle finalità delle organizzazioni stesse preposte a questo tipo di intervento. Naturalmente ci troviamo di fronte a un particolare prodotto agricolo che ha prezzi imposti in un modo molto discutibile in quanto il decreto ministeriale fa sempre riferimento al prodotto Fontal e similari e mai una volta accenna al formaggio Fontina, che pure è un prodotto riconosciuto a norma di legge e tutelato, poiché riconosciuto tipico del nostro Paese, come il Prosciutto di Parma e di San Daniele, che sono stati esclusi dall'elenco dei prodotti controllati con prezzi prefissati. Non si intende perché il decreto ministeriale debba essere interpretato nel senso favorevole all'equiparazione del formaggio Fontina con il Fontal, anche il fatto che il formaggio "Fontina" sia difeso da un marchio ed è un prodotto tipico che subisce un altro processo di lavorazione che non il Fontal.
La Giunta regionale ha richiesto espressamente al Ministero il depennamento e chiarimento del decreto che ha definito il formaggio Fontina equivalente al formaggio Fontal e pertanto compreso nella stessa categoria. Chiarimento questo non sollecitato da nessuno che poteva benissimo essere evitato. Oggi comunque vi è una comunicazione formale del Ministero e dovremo superare questa situazione, anche perché in più occasioni si è rivelata l'esigenza di proteggere i prodotti tipici della montagna.
Anche i sindacati degli agricoltori della montagna dell'Alta Savoia hanno già richiesto, tramite il governo della C.E.E., che i prodotti della montagna vengano garantiti con un marchio di genuinità e che il loro commercio sia libero e non sia quindi a prezzo controllato.
Considerando dunque che il tipo di lavorazione e l'organizzazione della produzione, il formaggio Fontina non ha nulla in comune con l'organizzazione industriale che produce il formaggio Fontina, i costi di produzione sono naturalmente diversi ed è assurdo che anche la Fontina venga assoggettata a un regime di prezzi controllati. Tutto questo contrasta con la dichiarazione approvata dal legislatore, che afferma essere la Fontina un prodotto di qualità protetto da un marchio.
È necessario dunque un impegno dell'Amministrazione regionale per ottenere la liberalizzazione del mercato di questo prodotto che come conseguenza potrà certamente essere più remunerativo per i produttori.
Per finire vorrei proporre una modificazione alla deliberazione per quanto riguarda la parte della spesa. Da nuovi accertamenti fatti dall'Assessorato le forme marchiate sono aumentate rispetto al periodo in cui era stata predisposta la deliberazione, pertanto l'impegno di spesa corrispondente alle 203.000 forme marchiate, di cui 82.000 di prima qualità, porterebbe a un impegno di spesa di circa 160 milioni, perciò propongo che la deliberazione nella parte dispositiva relativa alla spesa, avendo accertato la disponibilità in bilancio, sia portata da 145 milioni a 160 milioni.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Il mio gruppo è favorevole a questo provvedimento. Ho preso la parola per denunciare, com'è già stato detto nella relazione dell'Assessore, l'errore gravissimo di equiparare la Fontina al Fontal. Sono pure d'accordo su quanto ha proposto l'Assessore, tuttavia vorrei sapere chi ha sollecitato il chiarimento del decreto ministeriale; molte volte, volendo essere più realisti del re, si finisce per intralciare il giusto andamento delle cose.
Purtroppo in Valle d'Aosta molti Enti si rivolgono o hanno collaborazione con l'Amministrazione regionale solo quando devono percepire i contributi, invece, quando devono svolgere alcuni azioni concordate con l'Amministrazione regionale, se ne dimenticano completamente. Ora, purtroppo, l'errore è stato fatto e bisognerà certamente provvedere al più presto perché non si può accettare assolutamente un'equiparazione del prodotto Fontina con il prodotto Fontal; è necessario vi sia un'energica protesta da parte dell'Amministrazione regionale poiché un telegramma non fa testo, e se sul decreto prezzi è citato solo il Fontal, dobbiamo sfruttare questo fatto per imporre le nostre giuste rivendicazioni.
Se la Giunta ha la necessità di avere anche il conforto del Consiglio su questo problema, faremo ogni cosa che si riterrà utile affinché la protesta non sia solo della Giunta regionale, ma di tutto il Consiglio.
È necessario arrivare a una chiarificazione poiché la tutela del marchio distingue il nostro prodotto, la nostra produzione rispetto agli altri prodotti che assolutamente non possono chiamarsi Fontina, è fondamentale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera, ne ha facoltà.
Ramera (DC) - Sono piuttosto profano in materia, tuttavia quello che mi ha stupito è l'intervento dell'Assessore Lustrissy, che ha coinvolto due problemi importanti in maniera direi quasi sovrapposta per cui è molto difficile distinguere la prima parte e la seconda.
Il primo problema riguarda la delibera, non mi trova d'accordo su tutte le dichiarazioni fatte dall'Assessore quando afferma che forse quel provvedimento deciso vari anni fa non ha portato i risultati sperati, mi sembra che allora continuare a stanziare dei contributi sarebbe assurdo, però vorrei sottolineare il fatto che l'aumento notevole dei costi non ha permesso di ottenere i risultati che erano nelle nostre speranze, basti pensare ai costi di gestione di un alpeggio.
Effettivamente occorrono studi per nuovi provvedimenti che però arriveranno entro il 1975. Se il problema si dovesse trascinare ancora per molto, io direi che bisognerebbe aumentare queste quote se veramente vogliamo invogliare ancora i nostri contadini a tenere le mandrie in montagna. Gradirei a questo proposito dei chiarimenti.
Per quanto riguarda il secondo problema, sul quale è già intervenuto il Consigliere Fosson, è chiaro che occorre una protesta del Consiglio regionale, perché è assurdo che dopo aver lottato per anni per ottenere il marchio di origine per la Fontina, ora un Funzionario qualunque del Ministero dell'Agricoltura possa paragonare il Fontal con la Fontina. Forse il C.I.P.E. ignora che esiste una legge che concede il marchio d'origine alla Fontina, spesso a Roma si fanno confusioni di questo genere.
Non intendo certamente accusare nessuno, però vorrei sapere come e perché si è arrivati a questo equivoco. L'Assessore mi pare abbia spiegato sufficientemente questo punto. È stato detto che è arrivato un telegramma dal Ministero che vuole equiparare la "Fontina" con il Fontal. Il Consiglio deve unanimemente appoggiare l'azione dell'Assessore nei confronti degli organi centrali, però non vorrei nello stesso tempo coinvolgere un organismo che forse ha agito in buona fede e non per creare confusione, perché in tale caso snaturerebbe addirittura la propria funzione.
Vorrei perciò alcuni chiarimenti precisi: forse quanto detto dall'Assessore non è stato avvertito dai Consiglieri nella sua gravità, è necessario che la Giunta si faccia promotrice di un'azione affinché si arrivi a liberare il prezzo della Fontina dai vincoli imposti, altrimenti è inutile studiare nuovi provvedimenti per l'agricoltura se dall'altra parte accettiamo di venire danneggiati su un prodotto così importante per la Valle d'Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni, ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Innanzitutto sulla marchiatura della Fontina ci vorrebbe un maggiore controllo, gran parte del formaggio che viene spacciato per Fontina, fuori Valle particolarmente, ha ben poco a che vedere con il nostro prodotto, persino negli alberghi della Valle d'Aosta viene servito altro formaggio con il nome di Fontina. Non so se sia compito della Regione o del Consorzio, tuttavia è necessario un maggiore controllo.
Per quanto riguarda il problema del prezzo, noi abbiamo aumentato il prezzo del latte a 150 lire alla stalla per coloro che portano il prodotto alla Centrale Laitière, essa assorbe 4 milioni di litri di latte su 40 milioni prodotti complessivamente, per quel che riguarda gli altri 36 milioni di litri, una gran parte viene trasformata in Fontina; se non si ottiene l'aumento del prezzo della Fontina, coloro che la producono potrebbero trovarsi in condizioni sfavorevoli poiché producendo tale formaggio non si riesce, col prezzo attuale di vendita, a ricavare le 150 lire al litro. Mi sembra che la proposta dell'Assessore vada appoggiata e sollecitata in modo che innanzitutto si chiarisca l'equivoco tra Fontina e Fontal e in secondo luogo per sottrarre questo prodotto tipico al controllo del C.I.P.E., in modo che si possa aumentare il prezzo di vendita cosicché anche i produttori possano ottenere una remunerazione superiore per il latte impegnato alla produzione di Fontina.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Leggendo l'allegato dell'oggetto n. 13 all'o.d.g., avevo concluso che era necessario sbloccare il prezzo della Fontina o aumentare i premi di marchiatura. In seguito l'intervento dell'Assessore Lustrissy mi ha dato la possibilità di riflettere ulteriormente.
Innanzitutto vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni argomenti, ho preso la parola alla fine della discussione poiché sono molto meno esperto su questo argomento di alcuni Consiglieri che si definiscono profani e invece non lo sono affatto, è il caso del Consigliere Ramera. Tuttavia, è ovvio che sentendo sempre discutere di questi problemi, e non vorrei poi essere denunciato per interessi privati in atti di ufficio se dico di avere interessi in alcuni alpeggi... ho sempre seguito questo problema con grande attenzione. Non posso quindi essere perfettamente d'accordo con l'Assessore Lustrissy quando afferma che i risultati non sono stati quelli previsti, ma non vorrei ulteriormente discutere tale problema, è sufficiente dire che con i provvedimenti presi in passato abbiamo cercato in ogni modo di migliorare la produzione. In una riunione che abbiamo fatto prendemmo proprio in esame il problema della Fontina; chiedo scusa, ma devo dichiarare che ho già avuto un lungo colloquio con l'Assessore Lustrissy a questo riguardo e se oggi lo riferisco, è per informare tutti gli altri Consiglieri e in modo particolare affinché rimanga a verbale.
Effettivamente noi abbiamo già esaminato i problemi sorti dalla discussione di oggi senza alcuna demagogia, ma con l'obiettività con la quale questi problemi devono essere esaminati.
Sono d'accordo nel rivedere i provvedimenti presi sino ad ora e se riusciremo a fare qualche cosa di meglio di quanto è stato, sarà un grande aiuto per l'agricoltura e i contadini della Valle.
Mi sembra che il premio di marchiatura, anche se costa un certo numero di milioni alla Regione, è stato di grande aiuto ai produttori e ai conduttori di alpeggio. La vita che si conduce in alpeggio è veramente tremenda, siamo tutti d'accordo, per 100 giorni consecutivi si lavora dalle 3 di mattino alle 10 di sera, in un ambiente difficile, con molti "handicap", però la verità è che questi premi di marchiatura e gli aumenti di prezzo della Fontina sono stati assorbiti dal costo della mano d'opera. Non si deve dimenticare che un conduttore di alpeggio, alcuni anni or sono, pagava lo devàn berdjé [traduzione letterale dal patois: primo pastore] circa 700-800 mila lire, ora lo paga circa un milione e mezzo; lo freté [traduzione letterale dal patois: casaro], come direbbe il Consigliere Manganoni, la stessa cifra, se non di più, e lo sedjé [traduzione letterale dal patois: operaio addetto alla pulizia delle stalle, alla preparazione della legna, eccetera] non certo meno di un milione.
Facendo dunque i conti, una mucca in alpeggio per la durata di 100 giorni dà circa tre litri di media per mungitura e produce quindi al massimo 50 chili di Fontina; un alpeggio di 100 mucche produrrà quindi circa 500 chili di Fontina, anche se il prezzo fosse liberalizzato, se non ci fossero questi contributi, l'azienda andrebbe senz'altro in deficit.
Varie chiacchiere si sono fatte sul problema della marchiatura, lo dice anche l'Assessore Lustrissy, il quale inoltre ha precisato che molte volte si tratta solo di inutili allarmismi o frasi tendenziose, ma sono nel contempo sicuro che qualche cosa di vero in queste chiacchiere ci sia. Certamente questa situazione ha da essere rivista nel suo complesso generale. Giustamente prima di me qualche Consigliere ha fatto presente il problema dei controlli, ma io vorrei chiedere se questi controlli, specialmente per quanto riguarda la marchiatura, vengono effettuati con la dovuta attenzione. Se non sbaglio, anch'io ho a volte delle lacune, dovrebbero esserci due controllori incaricati dalla Regione, ebbene, io vorrei sapere quali città, quali località, quali negozi hanno visitato, come hanno agito; io sono sicuro che i controllori stanno facendo il loro dovere, sia ben chiaro, ma ritengo che essi dovrebbero viaggiare molto per cercare di chiarire la differenza tra Fontina e Fontal. Infatti dobbiamo essere molto efficienti nel controllare i punti di vendita. Quando arriviamo in determinate località e città, è facile guardando la vetrina dei negozi accorgersi che non vi è la Fontina. Questo non è cosa grave, ma il Fontal si vede benissimo e spesso e volentieri viene contrabbandato per Fontina, il che danneggia notevolmente il nostro prodotto.
Un problema di importanza rilevante è senza dubbio l'errore in cui è caduto il C.I.P.E.. Mi soffermerò un attimo su questo problema. Vorrei affrontare la questione con molta cautela per non offendere la suscettibilità di nessuno, mi sembra abbia fatto bene il Consigliere Ramera a puntualizzare l'inconveniente della lettera mandata al Ministero che forse non avrebbe mai dovuto essere scritta. Noi siamo soci della Cooperativa Fontina e quando possiamo partecipiamo alle sue riunioni; certo a volte gli impegni ce lo impediscono, tuttavia sappiamo che a queste riunioni vengono spesso invitati l'Assessore e a volte il Presidente della Giunta. Ora, mi pare che se avessero partecipato all'importante riunione in cui fu stilata la lettera, forse molti guai avrebbero potuto essere evitati. Evidentemente anche l'Assessore e il Presidente della Giunta hanno i loro impegni e certamente non possono recarsi a queste riunioni tutte le volte, lo capisco benissimo, tuttavia alle più importanti sarebbe bene che partecipassero.
L'esempio riportato dall'Assessore Lustrissy riguardante il Prosciutto San Daniele è ottimo, infatti è pura follia che questo problema sia considerato tipico mentre non lo sia la nostra Fontina che viene addirittura paragonata al Fontal. Vorrei essere informato dei provvedimenti presi dall'Assessore per chiarire questo equivoco.
Si è detto che il prezzo della Fontina era bloccato, poi, correggetemi se sbaglio, ripeto non sono un esperto in questo campo, c'è stato un aumento di 120 lire e per la Fontina non si è autorizzato questo aumento. Ora, il Presidente della Giunta che ha mandato di fare applicare i prezzi, poteva in Valle d'Aosta almeno prendere dei provvedimenti; non è un rimprovero quello che io ho fatto bensì un suggerimento. Mi sembra infatti inconcepibile che ci sia un aumento per determinati formaggi e che nello stesso tempo venga negato per un prodotto quale la Fontina che è marchiata ed è paragonabile ad altri prodotti alimentari come i prosciutti, riconosciuti tipici e particolarmente apprezzati.
Non si può assolutamente paragonare la Fontina con il Fontal, il quale mi sembra venga addirittura prodotto con determinati fermenti lattici, quindi è una lavorazione diversa ed è diversa anche la sostanza, infatti se facessimo la Fontina con certi fermenti, avremmo una resa più sicura, si eviterebbe il gonfiore, ma è altrettanto vero che non vi sarebbero più gli enzimi che arricchiscono la Fontina.
A me interessa ora sapere se si doveva fare o meno il telegramma al Ministero e se è stato fatto un errore, nessuno è infallibile a questo mondo, tuttavia è necessario sapere la verità. Bisognerebbe inoltre studiare attentamente questo problema, perché non abbiamo altre alternative: o si aumenta il prezzo della marchiatura o si consente di poter aumentare il prezzo. Se infatti ogni anno si trova sempre meno personale che voglia andare in alpeggio, questo personale vorrà essere ben pagato e non possiamo dargli torto pensando al duro lavoro al quale si sottopone e che passato il periodo estivo molti devono nuovamente cambiare lavoro. Quindi io pregherei di rivedere in Commissione questo problema, perché se noi non riusciamo a sbloccare il prezzo, cosa che io mi auguro, indubbiamente dovremo aumentare il premio di marchiatura, infatti le 700 lire che ora assegniamo non sono più sufficienti. Di questo problema ne abbiamo parlato anche con l'Assessore alle Finanze Albaney e con l'Associazione Coltivatori Diretti.
Tanti anni or sono noi Consiglieri allora presenti discutevamo spesso dei problemi dell'agricoltura e qualche volta trovavamo delle difficoltà, bisogna poi riconoscere che si era più propensi ad aiutare altri settori e altre categorie di lavoratori e molte volte siamo anche stati derisi perché accusavano i nostri interventi di demagogia, ci dicevano infatti che un'azienda agricola se non era redditizia economicamente, doveva scomparire, mentre noi, Signori Consiglieri, sin da allora affermavamo che i nostri contadini erano parte integrante degli interventi per salvare l'equilibrio ecologico, che i Paesi abbandonati di alta montagna sarebbero stati controproducenti e che non curando i campi alle porte di Aosta, avremmo avuto le vipere in città. Non vogliamo oggi vantarci per aver fatto delle giuste previsioni; cerchiamo di difendere in ogni modo il settore agricolo, ricordiamo che molte volte essere agricoltore o contadino voleva dire essere preso in giro, quindi oggi ci fa molto piacere prendere atto che l'atmosfera è cambiata. Purtroppo ora che siamo tutti concordi sulla necessità di aiutare l'agricoltura, sorgono problemi enormi sulla necessità di aiutare l'agricoltura, sorgono problemi enormi che diventano sempre più difficili: per esempio, facendo una discussione sul latte, mi sembra che l'abbia già detto il Consigliere Manganoni, e dovendo ammettere che ci vogliono 100 lire di latte per fare 10 kg. di Fontina, si può facilmente capire quanto poco può rendere un alpeggio. È necessario quindi che il prezzo della Fontina venga aumentato e di molto; naturalmente, sia ben chiaro, io non voglio dire che tutto l'aumento debba essere stanziato dalla Regione, altrimenti sarebbe presto la bancarotta dell'Amministrazione regionale, tuttavia è indubbio che sono problemi da affrontare.
Sono d'accordo con quanto ha detto l'Assessore Lustrissy quando afferma che vuol rivedere determinati contributi, ma, ripeto, se per caso non è possibile sbloccare il prezzo della Fontina bisognerà vedere l'ammontare del premio di marchiatura, perché 700 lire mi sembrano veramente insufficienti e non lo diciamo per ragioni elettorali, ma perché abbiamo a cuore gli interessi dei nostri contadini.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi, ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Indubbiamente torna ad onore della Regione la corresponsione di sussidi per la marchiatura della Fontina. Si è parlato in molte occasioni di valorizzare la zootecnica con leggi dello Stato e si è intervenuti per aumentare la produzione di carne. Evidentemente per incentivare la produzione di latte non si è fatto nulla, il contributo di 700 lire per Fontina, assegnato come premio di marchiatura, va a sopperire alle carenze delle leggi statali. Sono perfettamente d'accordo con i Consiglieri che mi hanno preceduto, in effetti il premio di marchiatura è insufficiente, è quindi necessario studiare interventi opportuni per incentivare la produzione.
Vorrei soltanto porre tre domande: anzitutto se sono stati fatti accertamenti sulla produzione di Fontina in relazione ai capi di bestiame da latte posseduti da ogni produttore; vorrei sapere inoltre se esiste un elenco di produttori in relazione al numero delle forme di Fontina sottoposte a marchiatura; la terza domanda è questa: vorrei sapere in che modo avviene la marchiatura, infatti potrebbe prestarsi a operazioni non del tutto limpide; ad esempio, sappiamo che molti tessuti di Biella erano portati a Londra dove veniva loro applicato il marchio "London" e quindi ritornavano in Italia per essere venduti a prezzo maggiorato. A questo proposito, chiederei all'Assessore di applicare ogni attenzione a questo problema che mi sta particolarmente a cuore.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino.
Viglino (RV) - Naturalmente sarò breve, perché è già stato detto praticamente tutto da coloro che mi hanno preceduto. Ho sentito parlare molto di alpeggi, volevo ricordare che vi sono anche un certo numero di latterie che producono Fontina ed è da quest'attività che proviene un reddito per gran parte dei nostri agricoltori. Quindi l'aumento del prezzo della Fontina senz'altro interessa gli alpeggi, ma coinvolge anche un numero molto maggiore di agricoltori.
Tutti noi sappiamo quanto sia difficile questo periodo e quanto possa costare il lavoro di un buon casaro, e la bontà e qualità della Fontina è in stretta relazione con l'abilità di chi la lavora e di chi la produce. In questo momento, lo so benissimo, e già da qualche anno, la diminuzione del numero di mano d'opera in questo settore ha determinato la richiesta di un aumento di salario e in modo anche elevato. Perciò anch'io ritengo che il prezzo stabilito dal C.I.P.E. deve essere rivisto al più presto in modo da non rinviare ulteriormente la risoluzione di un problema di così grande importanza.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - Vorrei rispondere brevemente ai colleghi Consiglieri che hanno posto domande e hanno sollevato alcuni problemi. Al Consigliere Parisi risponderò che la marchiatura della Fontina avviene attraverso il Consorzio produttori che per legge ha queste competenze. Il Consorzio stesso tramite altra organizzazione cooperativa trasmette all'Assessorato gli elenchi dei produttori con la quantità prodotta di formaggio, così abbiamo tutti gli elementi per valutare la produzione e il numero dei produttori. Per quanto riguarda i controlli, già ne accennai nella relazione fatta precedentemente, sono un aspetto delicato del problema; l'osservazione fatta dal Consigliere Parisi sulla stoffa importata purtroppo è una realtà che può essere applicata a molti prodotti che dovrebbero essere fatti per legge secondo determinati provvedimenti. Le chiacchiere che si sentono sulla marchiatura del formaggio Fontina rientrano in questo problema, comunque vorrei ricordare anche al Consigliere Bordon che abbiamo fatto due tipi di controlli: quello sulla marchiatura che viene svolto dall'Amministrazione regionale attraverso i suoi rappresentanti, vi sono a questo proposito difficoltà di collaborazione e abbiamo agli atti molte lettere di richiamo per quanto riguarda la presenza dei nominati dell'Amministrazione regionale all'attività di marchiatura. Un altro tipo di controllo riguarda la vendita che è di competenza, per legge, del Consorzio che lo esercita tramite due agenti che ha a disposizione. Naturalmente, essendo il numero di agenti molto limitato, il servizio svolto non può essere eccellente, tuttavia ogni anno abbiamo un certo numero di verbali, di contravvenzioni per vendita di un prodotto che non corrisponde alla qualità dichiarata. Naturalmente il problema dei controlli è complesso ed è interesse di noi tutti e dei produttori che siano intensificati e non vi siano abusi, affinché effettivamente la Fontina marchiata corrisponda alla Fontina prodotta in Valle. Mi pare che sempre l'Assessorato abbia svolto un'efficace opera di controllo tramite i suoi rappresentanti anche se a volte ci sono state delle difficoltà di collaborazione.
La Signorina Viglino ha messo in luce un problema abbastanza complesso, cioè quello del funzionamento delle latterie turnarie, le quali peraltro beneficiano anche loro dei premi di marchiatura previsti per tutti i produttori. In realtà, vi sono delle latterie turnarie di piccole dimensioni che trovano difficoltà, per questi motivi nel quadro della riorganizzazione di quest'attività abbiamo approvato la legge sul potenziamento dell'attività di cooperazione, prevedendo contributi e mutui per la riorganizzazione della produzione dell'attività lattiero-casearia. In molti Comuni vi sono ancora parecchi ostacoli per via di inutili campanilismi e di difficoltà insite nell'ambiente agricolo che impediscono, soprattutto in certe zone, la cooperazione, perché è talmente elevato, diciamo, l'egoismo privato, che difficilmente gli agricoltori riescono a collaborare nelle attività, non so se a causa dell'origine teutonica.
È necessario riconoscere che vi sono stati molti progressi, da parte nostra eroghiamo anche dei contributi per le spese di trasporto latte, in modo da contribuire indirettamente al pagamento di alcuni costi di gestione che diventerebbero proibitivi per organizzazioni di questo tipo. Da uno studio che avevamo fatto, se ben ricordo, alcuni anni addietro, con la Commissione Agricoltura, si è convenuto che la lavorazione giornaliera di una latteria turnaria dovrebbe aggirarsi sui mille litri di latte, per dare ai produttori il maggior vantaggio rispetto a un altro tipo di organizzazione. Comunque uno degli obiettivi che chiaramente è indicato dalle disposizioni regionali è quello della riorganizzazione di tutta l'attività delle latterie turnarie con la costruzione di un caseificio di latteria per Comune.
Per quanto riguarda i provvedimenti generali presi in favore dell'agricoltura e il problema della revisione degli attuali provvedimenti in corso, avremo modo di discutere di questi problemi in sede di Commissione.
Per quanto riguarda la marchiatura, esistono dei problemi abbastanza complessi, che sarebbe lungo ora elencare; se questo contributo corrisponde alle finalità per le quali è stato istituito, oggi si rivela ancora più utile in quanto è l'unico sostegno diretto alla produzione del formaggio Fontina. La finalità però del premio marchiatura oltre a quello del sistema di produzione era anche quella di migliorare la qualità del prodotto, su questi problemi sarà necessaria una discussione approfondita che avverrà in Commissione consiliare quando si prenderanno in esame tutti i provvedimenti che riguardano l'agricoltura, in quella sede vedremo quali saranno i provvedimenti che dovremo porre in atto.
Il vero problema della Fontina mi pare sia quello del mercato, credo se vi fosse un po' più di collaborazione e consultazioni preventive con gli organi tecnici preposti a questi settori, forse si eviterebbero degli inconvenienti.
La Giunta ha già deciso di inviare al Ministero dell'Industria una relazione che dimostri che il formaggio Fontina non equivale al Fontal, perché l'errore di fondo del Segretario generale del C.I.P.E. è proprio questo, affinché si chiarisca che il formaggio Fontina non deve essere compreso nella categoria di prodotti per i quali i prezzi sono stati bloccati. Bisogna risalire all'origine di tutti gli errori; in definitiva, la Fontina era considerata in elenchi precedenti come prodotto a sé stante e solo dall'ultimo decreto sui prezzi controllati viene paragonata al Fontal, perciò è valida la richiesta, da parte della Cooperativa, di chiarimenti al Ministero. Se queste iniziative tuttavia fossero avvenute in modo diverso, con consultazioni preventive, probabilmente l'errore sarebbe stato evitato, personalmente non ero neanche a conoscenza di questa iniziativa. Comunque credo che dalla collaborazione di tutti si riesca a chiarire tutti gli aspetti relativi alla produzione del formaggio Fontina in sede ministeriale, in modo da ottenere la liberalizzazione del mercato proprio per le considerazioni e gli indirizzi generali che sembrano prevalere a livello di C.E.E., cioè di considerare in modo particolare i prodotti di qualità, genuini, delle varie situazioni ambientali. Arriveremo così a ottenere non solo la liberalizzazione della Fontina, ma anche di altri prodotti, com'è già stato richiesto, che, grazie al marchio di qualità, garantiscano al consumatore la loro genuinità e nel contempo diano al produttore una remunerazione adeguata poiché, data la scarsa quantità immessa sul mercato, questi prodotti potrebbero benissimo avere in definitiva dei prezzi diversi da quelli attuali ora soggetti al controllo degli organismi preposti a quest'attività.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Vorrei sollecitare l'Assessore per quanto riguarda i chiarimenti da dare al C.I.P.E., a procedere subito senza aspettare l'esito della riunione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - Ho detto che i tecnici incaricati stanno stilando una relazione da inviare subito al Ministero, con la quale si chiarisca l'attività di produzione del formaggio Fontina e i motivi per i quali questo formaggio non possa essere soggetto a equiparazioni con altri tipi di formaggio. Tutto questo naturalmente avverrà subito indipendentemente dall'esito della riunione che avremo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi, ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Volevo ancora una delucidazione. La marchiatura della Fontina viene fatta nei locali del Consorzio o i funzionari del Consorzio vanno sui luoghi di produzione?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Mi sembra che tutti i Consiglieri concordano sull'assurdità di equiparare la Fontina al Fontal, volevo quindi chiedere se si riteneva necessario che il Consiglio prenda dei provvedimenti a questo riguardo. Penso infatti che sia giustissimo inviare al Ministero la relazione per informare l'organo tecnico; d'altra parte mi sembra che non si debba aspettare la risposta, ma avviare subito dei provvedimenti per liberalizzare il prezzo della Fontina.
Dolchi (Presidente) - Ci sono altri che chiedono la parola? Visto che nessuno chiede la parola, possiamo considerare chiusa la discussione. Qualche Consigliere vuole fare dichiarazioni di voto prima che si metta in votazione il dispositivo proposto dalla Giunta? Nessuno chiede la parola per dichiarazioni di voto; ricordo allora al Consiglio che il dispositivo della deliberazione va corretto al terzo punto, al posto di lire 145 milioni deve essere segnata la cifra di 160 milioni. Ci è stato assicurato che il capitolo 366 ha egualmente la necessaria disponibilità.
Metto in votazione per alzata di mano il dispositivo di deliberazione di cui all'oggetto 13.
Proclamo il risultato della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 26
Maggioranza: 14
Favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità.
