Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 891 del 14 novembre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 891/VIII - CONSULTA REGIONALE PER LA CONDIZIONE FEMMINILE. APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DI ATTIVITA' PER L'ANNO 1984.

PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:

IL CONSIGLIO REGIONALE

- ai sensi dell'art. 8 della L.R. 23.6. 1983, n. 65;

DELIBERA

1) di approvare il programma di attività predisposto per l'anno 1984 dalla. Consulta regionale per la condizione femminile, così articolato:

a) obiettivi privilegiati:

- interventi sul problema della droga, ormai tragicamente presente in Valle d'Aosta, mediante la promozione di indagini e studi sulla situazione attuale, l'organizzazione e la partecipazione a convegni per stimolare nuove proposte e confrontare le esperienze maturate in altre Regioni, l'esame delle misure più opportune per il pronto intervento, l'assistenza ed il recupero sociale dei drogati e per la sensibilizzazione delle famiglie, della scuola, ecc., attraverso conferenze, diffusione di opuscoli informativi. Nell'ambito di tale problema, la Consulta Femminile ritiene essenziale l'opera di prevenzione, che propone di attuare anche promuovendo l'istituzione di strutture socio-ricreative flessibili, soprattutto per i giovani adolescenti, più esposti al pericolo della droga.

- Interventi per migliorare il funzionamento dei consultori con particolare riguardo alla consulenza e all'informazione sui metodi di prevenzione della gravidanza, dato il numero elevato di aborti che ancora si registra.

- Analisi sullo stato di salute della popolazione valdostana e indagine conoscitiva dei servizi socio-assistenziali a sostegno della donna lavoratrice.

b) Cura della pubblicazione dei dati e degli elementi raccolti sui vari problemi; realizzazione di incontri, scambi di materiale, confronti di esperienze fra Consulte già operanti; sottoscrizione di abbonamenti a riviste, periodici e pubblicazioni di particolare interesse;

c) Istituzione del centro di informazione e consulenza per i problemi delle donne;

2) di approvare la sottoriportata previsione di spesa per la realizzazione del programma:

Organizzazione di Convegni-Dibattiti-Incontri

£ 15.000.000

Partecipazione a Convegni-Dibattiti-Incontri

£ 5.000.000

Pubblicazione di opuscoli informativi - Dati rilevati da indagini conoscitive - Notiziario trimestrale sull'attività della Consulta

£ 5.000.000

Abbonamenti a riviste e a pubblicazioni specializzate

£ 1.000.000

Consulenze

£ 4.000.000

3) di dare atto che il relativo stanziamento di spesa sarà approvato con successiva L.R., ai sensi del 2° comma dell'art. 8 della L.R. 23.6.1983, n. 65.

PRESIDENTE: I signori Consiglieri ricorderanno che nella seduta del mese di settembre il Consiglio aveva deciso di demandare alla Conferenza dei Capigruppo, per un ulteriore esame, le proposte che erano state avanzate dalla Consulta Femminile.

La Conferenza dei Capigruppo si è riunita ed ha invitato altresì una rappresentanza della Consulta Femminile, la quale vi è stato un utile scambio di idee sulle osservazioni che alcuni Consiglieri avevano fatto ed anche su alcune perplessità che questo prospetto aveva fatto intuire.

Dopo questo esame, il provvedimento passa nuovamente all'esame del Consiglio regionale per la sua approvazione, nel contesto delle richieste avanzate dalla Consulta Femminile, a meno che non vi siano Consiglieri regionali che hanno delle proposte o delle richieste da avanzare.

E' aperta la discussione generale sulla delibera in oggetto. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Je dois ajouter qu'à ce sujet les forces de majorité m'avaient invité à avoir une rencontre avec une délégation des femmes, car il y a à propos de cette délibération deux problèmes.

Avant tout on a un retard considérable, dû à un défaut de l'Administration qui n'a pas eu le temps de prendre en considération ce problème. Donc ce programme, qui est relatif à l'année 1984, on l'examine à la fin de l'année même pour d'activités qui devaient être faites dans l'année 1984. J'ai expliqué que sans doute le temps qui restait pour faire n'importe quelle activité pour l'année 1984, ne serait pas suffisant, mais les représentantes de la "Consulta" ont dit que c'était surtout une question de principe. Vu que le défaut est de l'Administration régionale, même si je ne partage pas entièrement le fait qu'on arrive à la fin de l'année à approuver un programme pour l'année 1984, je pense qu'on peut l'approuver comme fait de principe.

Au cours de la rencontre j'avais proposé qu'il aurait été plus utile de présenter, dès à présent, un programme pour 1985, afin qu'on puisse l'examiner avec les Assessorats compétents pour les arguments dont ils sont concernés, et ensuite reprendre cette activité pour l'année prochaine; mais à cette proposition s'est opposée l'insistance des représentantes pour que le programme soit approuvé de la part du Conseil avant tout comme fait de principe. Je dis quand même qu'il y aura tellement peu de temps pour faire des programmes relatifs à cette délibération, que l'ensemble ne marchera que l'année prochaine.

Je tiens à souligner que ce serait souhaitable qu'à l'avenir il y ait un échange plus profitable entre les représentantes de la "Consulta" et les Assessorats. La chose avait déjà été tentée de la part des représentantes de la "Consulta" mais malheureusement on n'a pas eu le temps d'avoir ces pourparlers.

Moi, je n'ai rien à ajouter si non le fait que je regrette que je n'ai pas eu le temps d'examiner ce programme avant l'été pour le voir réalisé dans l'année 1984.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Il nostro Gruppo è d'accordo per l'approvazione di questo programma di attività della Consulta femminile, in quanto ritiene che questa struttura possa avere una duplice veste: da una parte rappresentare un collegamento con le esigenze del mondo femminile, dall'altra un collegamento con la Pubblica Amministrazione e fornire dei suggerimenti, dei pareri sulle proposte di legge e sulle iniziative che il Consiglio intende prendere. Devo rilevare che - e se potessero parlare le rappresentanti lo direbbero loro - di fronte a tutti i problemi che ha il Consiglio regionale, il tempo per questo non si è trovato; lo ha detto lo stesso Presidente della Giunta. Ci sono stati dei ritardi, le rappresentanti della Consulta direbbero che quando si tratta di problemi che riguardano le donne, i ritardi ci sono sempre.

Sappiamo che ogni organizzazione, ogni struttura ha fondamentalmente due problemi da affrontare: il primo è quello della propria sede, della possibilità logistica di operare; il secondo riguarda i finanziamenti. Oggi approviamo in ritardo un programma, però i due problemi a cui ho fatto riferimento non hanno ancora trovato soluzione. La Consulta femminile ha potuto riunirsi per un certo periodo nella sede dell'Ufficio gruppi consiliari, ma adesso sembra che questa sede non sarà più disponibile, perciò il primo problema resta aperto. In questo caso la Presidenza del Consiglio dovrebbe provvedere sollecitamente a risolvere questo problema.

Per quanto riguarda i finanziamenti, oggi approviamo un provvedimento relativo al programma, però i finanziamenti sono rinviati ad un successivo disegno

di legge, pertanto questo è un provvedimento dimezzato che non diventa operativo. Anche se il programma è teoricamente relativo al 1984, gli argomenti contenuti, quali l'interessamento per i problemi della droga, dei consultori e altri problemi della salute non hanno una scadenza, quindi possono riferirsi sia al mese di dicembre del 1984 che ai primi mesi del 1985. Il finanziamento quindi non deve avere un carattere rigidamente temporale: prima ci sarà, meglio sarà.

Mi chiedo se la Giunta regionale intenda promuovere con proprio disegno di legge il finanziamento dell'attività della Consulta femminile, oppure se devono essere i Consiglieri a presentare una propria proposta di legge. Questo aspetto è bene chiarirlo, perché oggi approvare il programma senza parlare dei finanziamenti significa lasciare le cose a metà.

Vorrei dire un paio di cose sulla natura del programma: dalle parole del Presidente della Giunta, come già in altra sede dalle dichiarazioni del Capogruppo dell'Union Valdôtaine, si è avvertita una certa preoccupazione perché la Consulta femminile intende occuparsi di problemi di cui già gli Assessori dovrebbero occuparsi. La prima osservazione è che il programma presentato da un organismo che ha una sua autonomia può essere criticato, ma difficilmente è possibile entrare nel merito, altrimenti verrebbe meno questa autonomia. In secondo luogo penso che le osservazioni della Consulta femminile, se questo organismo intende avere un proprio ruolo, non possono fermarsi nè di fronte al rispetto dell'esecutivo, nè di fronte ad una particolare riverenza verso questo o quel gruppo politico. Penso che la Giunta, il Consiglio, gli uffici dovrebbero fare ogni sforzo per fornire le documentazioni richieste ed inoltre fare in modo che rimanga alla Consulta femminile tutta l'autonomia possibile nell'applaudire, nel criticare, nel fare osservazioni su questo o su quello.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Non nascondo un certo imbarazzo nell'occuparmi di questo problema per motivi di carattere strettamente personale; ciò nonostante non mi posso esimere dal fare alcune considerazioni sul provvedimento che è oggi sottoposto all'esame del Consiglio.

Abbiamo avuto uno scambio di idee con le rappresentanti della Consulta femminile come Conferenza dei Capigruppo, e ritengo che questo incontro sia stato di una utilità notevole; in primo luogo perché ci ha messo a contatto con una realtà di tipo diverso e poi perché abbiamo potuto, nel contempo, confrontarci su alcuni problemi singoli con coloro che sono portavoce delle esigenze e del mondo della donna.

Tengo a sottolineare questo aspetto perché mi sembra one la strada che abbiamo imboccato (e che è anche prevista dalla legge), cioè lo scambio e il confronto di opinioni, sia utile per evitare di considerare con un certo occhio di sufficienza i problemi della donna, come sovente succede quando l'ottica è puramente maschile, ed anche che la Consulta si chiuda in un ghetto esclusivamente femminile, per cui i rapporti tra i due mondi siano condizionati da reciproci sospetti ed a volte anche da reciproche diffidenze.

Ritengo che l'organismo abbia una sua validità - e noi come partito abbiamo aderito con estremo piacere ed abbiamo inserito nostre rappresentanti come previsto dalla legge - e ritengo anche che un'opera di sollecitazione in questa sede vada fatta perché la Consulta femminile abbia a disposizione tutti i mezzi e gli strumenti per funzionare in maniera adeguata.

Il problema della sua collocazione in una sede idonea, dal momento in cui tutti ne siamo venuti a conoscenza, è ormai diventato un problema non solo dell'esecutivo regionale ma anche di tutti i Gruppi consiliari, per cui se in tempi brevi non si provvederà a risolvere questo problema in maniera adeguata, ci faremo anche noi portavoce di questa che riteniamo una esigenza inderogabile per un corretto funzionamento di quest'organismo.

Auspichiamo che la Consulta, dal suo punto di vista, non si chiuda anche qui in una forma di burocratizzazione troppo rigida, ma sia molto aperta e disponibile verso i problemi non solo della donna ma della collettività in genere.

Credo che questi elementi di valutazione, di contatto con la società e con la comunità valdostana, emergano anche dal programma che la Consulta ha sottoposto come attività dell'anno 1984, che si attuerà nel prossimo anno perché dobbiamo approvare una legge di finanziamento della spesa che la Consulta ci ha sottoposto.

Non ritengo che ci siano delle sovrapposizioni di interventi fra il programma della Consulta e il compito istituzionale dei singoli Assessorati, come invece è stato detto nella riunione dei Capigruppo; anzi i problemi che sono stati sollevati possono essere gestiti in accordo con gli Assessorati stessi. Sarebbe auspicabile che su temi come la droga, che è drammaticamente attuale anche per la nostra collettività, un discorso fatto anche con l'apporto della Consulta femminile potesse consentirci di approdare a risultati più concreti di quelli raggiunti sinora.

Ripeto quanto avevo suggerito nella riunione che abbiamo fatto, cioè di sollecitare l'attenzione della Consulta su un aspetto che ci sembra altrettanto difficile, se non drammatico: l'occupazione femminile. Abbiamo visto quanto pesi in una situazione di crisi questo elemento sull'andamento dell'economia regionale, e la crisi del settore in questo momento è sopportata anche da tutte quelle donne che sono state messe in cassa integrazione o licenziate dai posti di lavoro, peraltro così difficilmente conquistati.

E' chiaro che saremo estremamente attenti al lavoro della Consulta e concludo ribadendo l'auspicio di avere con questo organismo un contatto più frequente non solo su problemi specifici, ma anche per uno scambio di opinioni a carattere più generale. Credo che l'utilità di questo organismo la si vedrà proprio sulla sua capacità di incidere nella soluzione di alcuni problemi, che non riguardano solo la Consulta femminile, ma investono anche l'attività stessa del Consiglio regionale. Quindi il cercare di risolverli in accordo e tenendo conto anche delle esigenze primarie del mondo della donna, credo sia un dovere da parte nostra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Nella riunione che abbiamo avuto con l'esecutivo è emerso un fatto particolare: è vero che oggi la Consulta femminile sottopone al Consiglio l'approvazione del programma e il relativo finanziamento, indispensabile perché la Consulta possa funzionare, ma quello che risalta è che nel suo programma la Consulta parla di interventi per il miglioramento ed il funzionamento dei consultori, analisi dello stato della salute. Dobbiamo ammettere che questa è una iniziativa lodevole, con la quale la Consulta ha inteso sostituirsi all'Assessorato, perché questa mancanza di informazioni, di studio, di analisi dello stato di salute della popolazione valdostana rappresenta una carenza di funzionalità dell'Assessorato.

Non ne do la colpa all'attuale Assessore, che è in carica da poco tempo, ma spettava all'Assessorato competente prendere i provvedimenti del caso. La Consulta ha fatto bene ad occuparsi delle carenze, che sono state denunciate in Commissione, di cui sono responsabili gli Assessorati competenti. Non si può che essere favorevoli ad un provvedimento del genere e giustamente gli altri Consiglieri hanno fatto notare che successivamente bisogna provvedere con una legge alla copertura finanziaria.

Mi auguro che questa sia una legge sollecita, anche perché non penso che approvare questo provvedimento e poi lasciar passare mesi prima che arrivi il finanziamento, sia un atteggiamento serio.

Insieme ad un grazie a questa Consulta che si è sostituita nel compito che spettava all'Assessorato competente, esprimo il mio voto favorevole a questa delibera.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.

RICCO - (D.C.): Come già abbiamo avuto occasione di dire nell'apposita Commissione, appoggiamo questo programma presentatoci dalla Consulta femminile, anzi, contrariamente a quanto qualcuno afferma, non riteniamo che tale programma invada il campo di azione dell'Assessorato alla Sanità. Noi diciamo anzi che lo integra, funge da sprone, quindi è di valido aiuto e non lo supera.

In Commissione abbiamo anche discusso per quanto riguarda i locali; ci siamo impegnati quasi tutti a far sì che venga fatto un elenco degli immobili regionali disponibili in modo da dare una degna sede a questo organismo di valido aiuto a tutta la collettività. Per quanto riguarda il personale, non appena la riforma sarà varata, sarà necessario assegnare del personale che si impegni a tempo pieno, perché è inconcepibile che un ente che deve agire in un campo così difficile possa solo servirsi di volontari.

Noi siamo favorevoli al programma presentatoci dalla Consulta femminile, come già dichiarato in Commissione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.): Voglio fare alcune piccole osservazioni. Innanzitutto voglio essere sincero anche con me stesso e dire quello che penso in merito alla Consulta femminile.

Sono convinto - e mi auguro di sbagliarmi - che questa Consulta farà la fine di tutte le altre Commissioni allargate, di tutto ciò che è diventato burocratizzato, anche se mi rendo conto che da parte delle persone che partecipano alla Consulta c'è tutta la buona volontà e l'impegno di portare avanti determinati problemi che esistono e one sono a livello drammatico. Basta vedere come funziona la Sanità in Italia, per cui la possibilità di operare in questo campo è necessaria ed utile. E' questa la motivazione per cui sono favorevole a dare alla Consulta la possibilità di poter operare, e per operare è necessario avere una sede, avere i mezzi.

Quindi, anche se per principio non sono del tutto d'accordo con la costituzione di questa Consulta, visto che esiste, visto che è stata voluta e c'è, allora la si metta in condizioni di operare, altrimenti non ha alcun significato.

In ultimo vorrei dire che ritengo assurdo voler discutere adesso un programma di attività per il 1984, quindi chiedo di fare perlomeno un programma per il 1985 e nel frattempo cercare di dare alla Consulta le strutture per metterla in condizione di poter svolgere questa attività.

A nome del M.S.I. mi dichiaro favorevole, anche se rimango scettico sulla possibilità di operare come si dovrebbe.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Non volevo intervenire su questo argomento per ragioni che i miei colleghi Consiglieri intuiscono senz'altro, però sentiti gli interventi dei colleghi devo dire che la riunione che abbiamo avuto con la Consulta per la condizione femminile è servita, se non altro, a chiarire due aspetti fondamentali: prima di tutto a fare in modo che i Consiglieri leggessero la legge istitutiva della Consulta, ed in secondo luogo che si comprendesse che quest'organismo in effetti aveva tutta la volontà di funzionare.

Non condivido per niente quanto ha appena detto il Consigliere Aloisi, che pensa che questa Consulta farà la fine delle varie Commissioni che facciamo noi e che poi scompaiono e si perdono in mezzo alla burocrazia con un nulla di fatto; no invece la preoccupazione che questa volta la Consulta funzioni, nel qual caso noi ci faremo una bella ... brutta figura.

Questo programma che approviamo oggi rappresenta, come ha detto il Presidente della Giunta, una questione di principio, perché approvata la delibera con il programma, occorrerebbe per il finanziamento predisporre una apposita legge di bilancio, fare lo stanziamento, approvare la legge, che deve restare per 30 giorni a disposizione delle Commissioni, che deve essere promulgata e pubblicata sul Bollettino della Regione. Quindi i tempi tecnici perché possa materialmente attribuire il finanziamento alla Consulta non ci sono.

Però bisogna anche dire che non dobbiamo fare confusione fra competenze degli Assessorati e competenze della Consulta, perché i primi hanno la loro sfera d'azione, questo è fuori dubbio, la seconda ha le competenze che le attribuisce la legge; quello che è auspicabile è la collaborazione fra i due enti, perché sovrapposizioni sarebbero inutili e dispersive.

Bisogna che ci rendiamo conto, perché forse fino ad oggi non l'avevamo capito, di che tipo di organismo sia la Consulta e che la collaborazione che la Consulta aveva richiesto non era stata fornita dall'Amministrazione regionale nei modi e nei tempi che sarebbero stati auspicabili. Abbiamo quindi tutto il tempo per cambiare atteggiamento; gli incontri che ci sono stati sono serviti proprio a superare certe difficoltà, certe non conoscenze della situazione, per cui mi auguro che nel mese di gennaio, quando ci verrà presentato il programma effettivo per il 1985, non avremo grosse difficoltà a discuterlo e ad approvarlo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

PEDRINI - (P.L.I.): Dopo tutto quello che è stato detto, vorrei aggiungere solo che mi associo a quello che ha detto il Consigliere Ricco, che mi pare si sia espresso in maniera corretta sotto tutti i profili.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.): Pour tranquilliser les Conseillers, je dirai qu'il n'y a pas de problèmes de notre part pour approuver, comme a très bien dit le Président

de la Junte, ce programme, pourvu qu'on respecte la loi, parce que la loi à l'art. 2, 3ème alinéa, dit "promuovere in collaborazione con i competenti uffici dell'Amministrazione regionale".

Moi je n'ai pas la crainte, M. Baldassarre, que la Consulte prend la place de l'Assessorat, mais au contraire je suis convaincu que la volonté de la Consulte soit de collaborer avec l'Assessorat, et non uniquement avec celui-ci, parce qu'il y a d'autres associations aussi qui s'intéressent de ces problèmes. Alors à mon avis il faut qu'il y ait des bureaux de l'Administration régionale auxquels confier la tâche de coordonner tout le travail qu'on fait dans ce domaine. C'est pour ça que je dis qu'on doit avoir des contacts continus.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Solo per una precisazione all'Assessore. Ho letto l'art. 2, dove si dice che è necessaria una collaborazione fra la Consulta e l'Assessorato, però ho cercato di far notare come la Consulta nel sottoporci il suo programma abbia evidenziato, in modo particolare iscrivendo i punti 2 e 3, una carenza da parte dell'Assessorato. Era un atteggiamento critico ed è un plauso per la Consulta.

Capisco che ci voglia una collaborazione fra i due enti, guai se l'Assessorato alla Sanità e la Consulta fossero in contrasto fra di loro, però ho voluto evidenziare questa carenza, della quale non ritengo responsabile l'attuale Assessore in carica; tuttavia questo è un programma che doveva essere presentato all'inizio del 1984, è stato presentato alla fine del 1984 e la legge per la copertura dello stanziamento andrà a gennaio o febbraio del 1985.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la delibera in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 30

Astenuti: 1 (Tamone)

Favorevoli: 30

Il Consiglio approva