Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 20 del 21 settembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 20/VIII - INTERVENTO PER VIETARE IN VALLE D'AOSTA L'ESERCIZIO DEL TIRO AL PICCIONE. (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Tonino, Mafrica e Cout:

INTERROGAZIONE

CONSIDERATO che l'attività di tiro al piccione è vietata nella maggioranza dei Paesi europei (tra cui la vicina Svizzera, che per altre situazioni viene considerata dalla Giunta un modello da seguire) e che anche nel vicino Piemonte sono stati chiusi i poligoni di tiro in cui essa veniva praticata;

RIBADITA l'opinione che lo svolgimento di tale attività, che si contraddistingue per l'intrinseco disprezzo ed il cinico uso della vita di animali inoffensivi, non rechi alcun prestigio all'immagine turistica e culturale della Regione, ma che anzi le ricorrenti e crescenti polemiche possano produrre reazioni controproducenti nella pubblica opinione;

TENUTO PRESENTE che l'attrezzatura di tiro a volo potrebbe essere comunque proficuamente utilizzata per altre attività, quali il tiro al piattello, non rivolte allo sterminio di innocui volatili;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERROGANO

l'Assessore all'Agricoltura e Foreste per sapere se, nell'ambito delle funzioni a lui assegnate dall'art. 1 della L.R. n. 28 del 1973, concernente provvedimenti per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia, non sia sua intenzione intervenire perché venga vietata in Valle d'Aosta l'attività di tiro al piccione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): A nostro avviso, dovrebbe essere perlomeno una delibera di Giunta, visto che il tiro al piccione è stato votato dal Consiglio; comunque la risposta alla domanda posta in questa maniera è no, per le ragioni già spiegate diverse volte al Consiglio precedente e che si sostanziano nella considerazione seguente.

Il Consiglio regionale, nel 1971, ha preso una decisione, a larghissima maggioranza, che ha comportato delle spese a carico del bilancio regionale per la realizzazione di questa infrastruttura; fino a quando queste spese non saranno ricoperte dai proventi derivanti dall'attività del tiro al piccione, non vediamo per quale motivo dovremmo lasciare inutilizzata un'opera regionale costosa e non redditizia.

Si parla sovente di programmazione: allora, poiché era stata presa quella decisione, se proprio vogliamo chiudere il tiro al piccione, cosa per la quale ho scarsa simpatia, aspettiamo di essere stati rimborsati delle spese documentate, già presentate al Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Noi crediamo che questa sia una questione che non può essere affrontata in termini economici. Abbiamo a suo tempo votato contro quella struttura, perchè questa pratica è tollerata solo nel nostro paese e non in tutte le Regioni d'Italia. L'Italia è ad ogni modo l'unico paese europeo a consentire ancora questo massacro, che a quanto mi risulta è condannato e non è condiviso dagli stessi cacciatori degni di questo nome.

E' nostra opinione che per lo sviluppo turistico di Saint-Vincent ci siano altri strumenti, altre iniziative assai più civili di questa, per attirare turisti e clienti; crediamo che la Regione dovrebbe, in tempi brevissimi, porre fine a questa iniziativa, che non esito a definire spregevole. Sappiamo che la Giunta, non so se la stessa maggioranza, è di questa opinione; prendo atto del fatto che il Presidente della Giunta chiede perlomeno un nuovo pronunciamento del Consiglio. Ci faremo perciò promotori di una proposta di legge di iniziativa popolare perché si discuta finalmente in Valle d'Aosta della necessità di chiudere quel poligono di tiro al piccione. Ci sono alternative altrettanto valide e possibili, che non ci coprono di vergogna di fronte al paese ed all'Europa e ne discuteremo in altre occasioni. Questa resta la nostra opinione, per cui siamo evidentemente insoddisfatti della posizione del Presidente della Giunta e della Giunta.