Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 327 del 25 gennaio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 327/VIII - RITIRO DELLA MOZIONE CONCERNENTE: "IMPEGNO PER L'ATTUAZIONE A LIVELLO REGIONALE DI RECENTI DISPOSIZIONI MINISTERIALI IN MATERIA SCOLASTICA".

PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica e Cout:

MOZIONE

VISTA la Circolare Ministeriale n. 217 del 30.7.1983, avente per oggetto: "D.M. sulla costituzione di cattedre-orario nelle scuole medie integrate a tempo pieno ed ordinanza ministeriale sul riordinamento del doposcuola" che prevede l'istituzione di cattedre a tempo prolungato e modifica la composizione delle cattedre-orario nella scuola media;

TENUTO CONTO della positività delle innovazioni introdotte dai provvedimenti in oggetto e della necessità di emanare anche per le scuole dipendenti dalla Regione analoga normativa al più presto, vista anche la recente Circolare Ministeriale n. 363 del 2.12.1983: "Iscrizione degli alunni alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 1984/1985" che fissa la data di iscrizione alle prime classi della scuola media per il 30 gennaio,

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione a far sì che venga emanata al più presto per le scuole della Valle d'Aosta la normativa per l'attuazione dei provvedimenti di cui sopra e di dare la massima pubblicità all'iniziativa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): In tutta Italia entro il 31 gennaio, fra pochi giorni, si dovrebbero chiudere le pre-iscrizioni alla scuola dell'obbligo. Quest'anno c'è una novità per ciò che riguarda l'iscrizione alle prime classi delle scuole medie: infatti le famiglie potranno quest'anno decidere se iscrivere i loro figli ad una prima normale, come tutti gli altri anni, oppure ad una prima che dovrebbe essere una classe a tempo prolungato, cioè oltre alle lezioni del mattino c'è la possibilità di avere i loro figli seguiti a scuola anche il pomeriggio per alcune ore, dalle 36 alle 40 ore precisamente.

Su questa questione ci sono delle posizioni diverse, è giusto che ce lo diciamo; c'è anche il fatto però, al di là delle varie polemiche o discussioni in cui non voglio entrare, anche se si potrebbero fare delle osservazioni su tutta una serie di pretestuosità che vengono avanzate per bocciare questo progetto di scuola a tempo pieno, che quest'anno questa scuola a tempo prolungato sarà una realtà; il Ministro Falcucci, oltre ad avere affermato ancora in questi ultimi giorni che non tornerà indietro, ha già emanato nei mesi scorsi una ordinanza ministeriale in proposito, che prevede, in attuazione dell'art. 8 della legge 517, il riordino del doposcuola, e c'è già stata anche l'emanazione di un decreto ministeriale nel mese di luglio per le nuove disposizioni sulle cattedre-orario, che tiene conto di questo tempo prolungato che dovrebbe essere attuato dal 1984.

Si è arrivati a questo tempo prolungato non senza travaglio; infatti è da quando è stata istituita la scuola media che si discute di come fare il doposcuola, di come attuare delle sperimentazioni di scuola a tempo pieno, dopo tutta una serie di valutazioni sui doposcuola che erano stati istituiti (fra l'altro anche in Valle d'Aosta) e che hanno purtroppo dato dei risultati abbastanza negativi.

Nelle attività di doposcuola i ragazzi intanto erano seguiti da insegnanti diversi; si iscriveva, secondo il parere degli insegnanti, chi aveva bisogno di recuperare, si trovavano assieme una serie di ragazzi che avevano problemi analoghi, però erano scollegati da quella che era l'attività che veniva portata avanti nelle ore mattutine e dal programma svolto. Alla fine, questi tentativi di doposcuola sono in molti casi naufragati, per cui si doveva senz'altro arrivare ad una soluzione diversa.

La soluzione si è trovata con una proposta di scuola a tempo prolungato, in cui gli stessi insegnanti che seguono i ragazzi al mattino possono seguirli al pomeriggio, svolgendo attività integrative varie, oltre alle quali possono essere previste attività sportive.

Questa - dobbiamo dirlo - non dovrebbe essere una realtà solo per l'Italia; negli USA, in Francia e in tanti altri paesi, da tempo la scuola dell'obbligo viene svolta non solo al mattino ma anche al pomeriggio, proprio nell'interesse dei ragazzi.

Si deve purtroppo constatare che da alcune parti vengono avanzate critiche pretestuose sul carico di lavoro per i ragazzi e su tutta una serie di questioni. Siamo convinti che per la generalità dei ragazzi sia una cosa positiva questa scuola a tempo pieno, soprattutto per coloro che non possono essere seguiti in modo adeguato al di fuori della scuola ma anche per gli altri. E' un'attività che continua oltre il normale orario di servizio, che va a beneficio non solo del singolo, ma al limite anche della classe, per tutto un lavoro che deve essere portato avanti.

Dobbiamo però constatare che in Valle d'Aosta ci sono delle carenze nelle disposizioni che devono essere impartite e nella sollecitazione di una discussione fra gli insegnanti, fra la scuola ed i genitori su questo problema.

Di solito vengono emanate circolari di attuazione delle ordinanze ministeriali; in questo caso abbiamo purtroppo dovuto constatare una carenza, che è ancora una volta confermata dalle disposizioni che sono state emanate per ciò che riguarda l'iscrizione degli alunni per l'anno scolastico 1984/85. Infatti i Direttori, i Coordinatori, i Rettori e tutti i vari Presidi, soprattutto della scuola media, vengono informati che la normativa concernente l'iscrizione degli alunni delle scuole secondarie non ha subito modificazioni, tranne che per quanto riguarda il calendario degli adempimenti, riportato nella circolare ministeriale 362 del 23 dicembre, allegata in copia.

E' vero che in questa circolare non venivano modificate le norme per l'iscrizione, però veniva detto specificatamente che per ciò che riguarda le scuole medie entro il 30 gennaio 1984 la domanda di iscrizione dovrebbe contenere, per chi desidera frequentare classi a tempo prolungato, esplicita richiesta in tale senso.

Per favorire la formazione di queste prime classi si fa anche cenno al fatto che possono essere consentite deroghe alla disposizione sulla competenza territoriale delle scuole, ecc., e viene detto poi alla fine delle disposizioni, per ciò che riguarda le scuole medie, che i Presidi e i Direttori didattici sono pregati di invitare ad effettuare, unitamente ai docenti, un esame approfondito del nuovo ordinamento. Ciò anche al fine di darne la più ampia e completa illustrazione alle famiglie, affinché l'eventuale scelta del tempo prolungato risulti consapevole e motivata.

La nostra preoccupazione è questa: con le disposizioni che sono state impartite questo non è emerso a sufficienza, le famiglie non sono a conoscenza della possibilità di istituire queste prime classi a tempo prolungato, anche perché mi risulta che nelle schede che sono state distribuite non viene elencata la possibilità di scegliere o la scuola normale o la scuola a tempo prolungato e neanche sono state messe in atto tutte quelle iniziative necessarie per far sì che le famiglie fossero a conoscenza di questo. Come risultato, c'è il pericolo che in Valle d'Aosta, ancora una volta, si rimandi una scelta che a nostro avviso potrebbe essere qualificante per la scuola.

La nostra richiesta nella mozione è di far sì che vengano impartite con circolare apposita tutte le istruzioni necessarie, rimandando semmai il termine del 31 gennaio. Dalle scadenze, mi risulta che in Valle d'Aosta si potrebbe comunque arrivare alla definizione delle cattedre in tempo utile anche se si rimandasse leggermente questo termine, proprio per fare in modo che tutti ne possano essere a conoscenza e che possano in breve tempo essere organizzati degli incontri fra la scuola e le famiglie, affinché tutti possano essere edotti su questa possibilità di scelta.

Pensiamo che quando ci sono delle iniziative positive nazionali, si debba fare in modo che queste possano dare i loro buoni frutti anche in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval, ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): L'argomento trattato in questa mozione è un argomento che merita un certo approfondimento.

Innanzitutto una considerazione di carattere generale: anche qui ci troviamo di fronte ad un provvedimento di carattere statale che, fondamentalmente, cerca di portare dei rimedi a storture che si sono create all'interno dell'apparato statale, in questo caso quello della scuola.

Mi riferisco in particolare al fatto che, al di fuori della Valle d'Aosta, in moltissime province c'è del personale in soprannumero, cioè del personale che appartiene ai ruoli, non ha il posto e viene pagato.

Per utilizzare in qualche modo questo personale ogni tanto ci troviamo di fronte a provvedimenti del tipo di quello che la mozione prende in esame. E questo induce già una riflessione molto importante, e cioè se l'obiettivo del decreto ministeriale sia veramente quello di modificare la struttura e l'assetto della scuola media. Qui metterei un grosso punto interrogativo, perché questa è una situazione che già in altre occasioni abbiamo dovuto subire; voi ricorderete tutti, in particolare lo ricorderà il Consigliere Cout, che problemi analoghi abbiamo dovuto affrontarli per quanto riguarda la n. 57, quella legge che il Consiglio regionale ha votato nello scorso mese di maggio, per cui, per esempio, per quanto riguarda in particolare la possibilità di stacco di personale per svolgere attività parallele, siamo stati costretti a contenere di molto questo numero in relazione al fatto che la legge 270, dalla quale discende la nostra legge 57, prevedeva un limite molto basso, percentualmente, rispetto al numero degli insegnanti, proprio per motivi analoghi a quelli che ho illustrato all'inizio.

Inoltre il Consigliere Cout ha parlato di scuola a tempo pieno: in questo caso non si tratta assolutamente di scuola a tempo pieno, e questo non lo dico per fare del nominalismo, ma soprattutto per evitare di indurre in errore coloro che ci ascoltano e che dal Consiglio regionale pensano giustamente di avere delle indicazioni rispetto alle scelte che devono fare.

Ripeto, non si tratta di scuola a tempo pieno: infatti la circolare stessa parla di scuole medie con classi a tempo prolungato, che è un concetto del tutto diverso rispetto a quello che stiamo esaminando. E' scritto addirittura fra virgolette all'art. 1: "Dette scuole assumono la denominazione di scuole medie - e questo è messo fra virgolette - con classi a tempo prolungato".

Per questo tempo prolungato le indicazioni circa l'attività da tenersi in queste ore che vanno al di là di quelle normali, sono molto vaghe; infatti si parla in modo molto generico di cattedre-orarie comprensive di ore di insegnamento di discipline curriculari, di studio sussidiario e di libere attività complementari con orari indicati nella graduatoria.

Tutta questa serie di aggettivi e sostantivi non ci danno delle indicazioni circa quelli che devono essere i programmi da attuare in questo periodo di scuola successivo a quello dell'orario normale.

Fatto questo tipo di considerazione, di carattere generale, vorrei invitare i sottoscrittori della mozione a rinviarla perché, nonostante quanto affermato dal Consigliere Cout relativamente al fatto che da parte della Regione ci sarebbero delle carenze nelle disposizioni da impartire e che anche in questo caso la Regione non interviene con la tempestività che sarebbe necessaria per modificare l'assetto della scuola valdostana, ritengo che la mozione sia prematura. Il decreto stesso stabilisce che cattedre di orario prolungato debbano essere stabilite in relazione alla richiesta delle famiglie; infatti l'art. 2 stabilisce: "Le condizioni per l'istituzione di classi a tempo prolungato sono le seguenti: a) disponibilità di adeguate strutture edilizie e delle attrezzature idonee ecc., b) richiesta delle famiglie da esercitare attraverso opzioni al momento delle prescrizioni ecc.. Dobbiamo quindi verificare che effettivamente il numero delle famiglie che richiedono l'attuazione del tempo prolungato sia sufficiente per poter istituire queste classi.

La mia intenzione è che non appena ci saranno i risultati delle pre-iscrizioni, cioè la settimana prossima, sulla base di questi risultati provvederemo ad analizzare la situazione con i Sindacati, in modo tale che si possa avere un confronto chiaro e concreto sulla situazione alla quale ci troviamo di fronte, valutare effettivamente quali sono le esigenze che saranno manifestate e sulla base di ciò stabilire se le classi ad orario prolungato debbano essere istituite; soprattutto ci dovremmo dare assieme - e questo lo sottolineo - dei contenuti per quelle cattedre.

E' vero che il decreto stabilisce che praticamente dovrebbero essere i docenti a stabilire un programma; credo però doveroso dare delle indicazioni, in modo che non ci sia troppa diversità e difformità fra ciò che si fa alla Cerlogne di Aosta ed alla "XXV Aprile" e ciò che si fa a Châtillon o altrove. Mi pare che almeno un minimo di coerenza, senza volere assolutamente imporre un programma rigido, sia necessaria.

Oltretutto vi sono altre considerazioni da fare, perché quando non molto tempo fa chiesi, a livello sperimentale, di prolungare il tempo nelle scuole materne - per tre mesi soltanto e in quattro sezioni soltanto, due in Aosta e due a Pont-Saint-Martin - per venire incontro a esigenze manifestate da parte di genitori di bimbi che frequentano la scuola materna, portando cioè fino alle ore 18 l'orario di queste scuole, i Sindacati mi hanno coperto di improperi, accusandomi di voler in tal modo fare dell'assistenza anziché della pedagogia e della didattica, cosa che non era assolutamente nella mia intenzione.

Ho dimostrato con la mia buona fede ai Sindacati che questi, pur essendo stati convocati in precedenza, pur avendo chiesto loro di fare le dovute assemblee con gli insegnanti interessati, sono poi venuti a dirmi che assolutamente non si poteva fare perché si confondeva - ripeto - la pedagogia e la didattica con l'assistenza; qui siamo all'inverso, perché se non ci diamo dei contenuti e degli orientamenti di carattere anche didattico e pedagogico, facciamo solo dell'assistenza.

Sono convinto ora, come lo ero in precedenza, che dobbiamo evitare di fare dell'assistenza, ma fare degli interventi educativi di carattere pedagogico e didattico, quindi dobbiamo anche dare dei contenuti.

Non sono del parere - forse quello che dico può dare fastidio però mi pare che vada detto - di dare soddisfazione a certe tendenze provenienti da certi strati della nostra Comunità che ritengono di dover delegare ad altri responsabilità che la famiglia deve comunque assumersi. C'è, dal mio punto di vista anche questo rischio, lo verifico in varie occasioni.

Queste cose danno fastidio, normalmente non bisogna dirle, non ho l'abitudine di essere ipocrita, anzi sono addirittura piuttosto rozzo e perciò le dico perché queste cose succedono. In conseguenza di questi atteggiamenti poi ci troviamo di fronte a fenomeni degenerativi di cui in precedenza parlava anche la Signora Breuvé.

Per questi motivi e soprattutto sottolineando il fatto che, secondo noi, dall'esame della situazione attuale ci pare in questo momento prematuro stabilire tutta una serie di procedure che potrebbero poi essere addirittura vanificate nel caso in cui non ci fossero delle richieste di tempo prolungato, tenuto conto degli impegni che mi sono assunto e cioè quello di convocare appena avremo i dati le Organizzazioni Sindacali per esaminarli e valutarli (perché un'altra cosa è importante sottolineare e non è stata detta, l'istituzione è facoltativa ed è in relazione a quelle che sono esigenze di vario genere, non ultima per esempio la disponibilità degli Enti Locali, i Comuni, a fornire tutta una serie di attrezzature che si rendono indispensabili per l'attuazione di questa scuola a tempo prolungato), chiederei ai Consiglieri proponenti di voler ritirare la mozione. Mi impegno, nel Consiglio immediatamente successivo a quello del 31 gennaio, quando avremo i dati e avremo consultato i Sindacati, a portare i risultati ed indicare quelle che sono le linee sulle quali la Regione, intende avviarsi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Ci rendiamo conto che la materia deve essere valutata con attenzione.

Il primo problema è quello dell'informazione. Noi abbiamo il dubbio che molte famiglie in cui erano presenti dei bambini che avrebbero potuto essere pre-iscritti a questi corsi a tempo prolungato non abbiano avuto informazioni sufficienti, quindi temiamo che i risultati che l'Assessore Faval vuole portare per il prossimo Consiglio non siano sufficientemente significativi. Non essendo stata data in Valle d'Aosta una particolare pubblicità a questa possibilità di pre-iscriversi a corsi di tempo prolungato, probabilmente non ci saranno richieste in numero adeguato, corrispondenti ad effettive volontà, nel caso che l'informazione ci fosse stata.

Se l'impegno che l'Assessore prende per riportare la discussione in Consiglio significa anche che dopo un incontro con i Sindacati - e dopo un incontro noi suggeriremmo con i Consigli di Istituto in cui sono presenti i rappresentanti delle famiglie e degli insegnanti - si valuti la possibilità di una soluzione idonea alla realtà valdostana, chiediamo che si studi la possibilità di una riapertura delle pre-iscrizioni con l'adeguata informazione per le famiglie. Cioè prendiamo per buoni questi risultati, ma con beneficio di inventario: facciamo questi incontri con i Sindacati ed i Consigli di Istituto, vediamo se viene fuori una proposta che tenga conto delle diverse esigenze che siano adatte al più possibile alla realtà valdostana e nel caso che questa esigenza sia sentita, riapriamo i termini e procediamo su questa proposta.

Se l'Assessore è disponibile a seguire questa procedura, possiamo ritirare la mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): La procedura è esattamente questa: intendo solo sottolineare uno degli aspetti cui ho accennato prima e cioè che sarà comunque indispensabile che si diano da parte dell'Assessorato - d'accordo con i Sindacati - quelle indicazioni circa i contenuti di carattere educativo e culturale che questo prolungamento di orario deve avere.

Credo questo sia indispensabile da fare, anche perché è su questa base che eventualmente i genitori potranno scegliere e quindi richiedere il prolungamento di orario.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): A questo punto ritiriamo la mozione, visti gli impegni dell'Assessore.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, i lavori terminano qui. Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 18,06.