Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 220 del 29 novembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 220/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "AUMENTO, PER L'ANNO 1983, DELLA SPESA PER L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 3 AGOSTO 1971, N. 10, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, RELATIVA ALLA SOTTOSCRIZIONE DI CAPITALE AZIONARIO DI SOCIETA' DI FUNIVIE E SEGGIOVIE LOCALI E DI ALTRE SOCIETA' AVENTI PER FINE INIZIATIVE DI INTERESSE TURISTICO LOCALE".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.): L'attuale Disegno di legge aumenta lo stanziamento del capitolo di £ 5.800.000.000. Come i colleghi vedono, nella prima pagina della relazione c'è un prospetto con una serie di interventi relativi alla funivia di Champoluc, a quella del Gran Paradiso a Cogne, a quella del Piccolo S.Bernardo a la Thiule ecc. interventi per i quali è previsto un aumento di capitale di circa 1.600.000.000 di lire.

Con lo stesso Disegno di legge è previsto l'ingresso della Regione nella società della funivia della Val Veny per un importo di circa 1.500.000.000. Non entro nei particolari perchè ritengo che la relazione, in seconda e terza pagina specifichi bene i motivi peri quali la Regione e la Giunta propongono al Consiglio regionale di entrare in questa società.

Devo dire inoltre che la Giunta deve ancora stilare un programma esecutivo, ma certamente è interesse dell'amministrazione regionale intervenire in questo settore, poichè la maggior parte degli impianti funiviari sono in fase di scadenza (come tempo) per il rinnovo, per cui, per forza di cose, le varie società dovranno fare delle modifiche agli impianti obsoleti, per i quali stanno cercando di ottenere delle proroghe, al fine di poter usufruire ancora per qualche tempo.

Nei prossimi mesi faremo quindi degli interventi non indifferenti, per cui in questo Disegno di legge prevediamo sin d'ora la disponibilità per dare garanzie alle Società che devono chiedere determinati preventivi e assumersi degli impegni presso ditte specializzate per la costruzione degli impianti funiviari.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Desidero fare un breve intervento che è anche una dichiarazione di voto sul complesso della legge.

Innanzi tutto voglio sottolineare come emerga, anche dalla relazione presentata dall'Assessore Borbey, il fatto che la Regione, in questo settore, svolge sempre più la funzione di correre dietro alle richieste senza avere un quadro di valutazione definito sulla base di scelte prioritarie.

Da un po' di tempo noi insistiamo sulla tesi di prevedere un intervento della Regione laddove sia necessario promuovere lo sviluppo, oltre che favorire la raccolta del risparmio privato e della imprenditorialità locale, in maniera che sia soprattutto l'economia locale a sopportare gli investimenti e a raccogliere gli utili di queste strutture, che sono fondamentali per il nostro turismo.

Questa impostazione, già altre volte spiegata, è sempre stata tenuta in scarsa considerazione da questa Giunta regionale ed oggi, addirittura, secondo quanto affermato dall'Assessore Borbey, c'è una involuzione. Infatti, una delle società che lavorava con capitali privati, la "Val Veny" di Courmayeur, avanza anch'essa la richiesta di avere del capitale pubblico, a causa di difficoltà economiche. Anche in questo caso la Regione, in modo acritico, accetta di aderire alla richiesta erogando 1.500.000.000 di lire. Questa è una scelta che non condividiamo perchè ci possono essere altri sistemi capaci di non far ricadere sulle società che gestiscono gli impianti di risalita quegli oneri indicati nella relazione. Caso mai possiamo affrontare il problema, ma non si può prendere a pretesto il fatto che ricadono oneri indiretti sulla gestione della stazione invernale per aumentare la quota azionaria della Regione.

Dal nostro punto di vista ci sembra una tesi molto debole e soprattutto una tesi che relega ancora una volta il ruolo della Regione a Ente che pompa finanziamenti per far fronte a difficoltà di alcuni privati.

Ribadisco che, secondo noi, il compito della Regione dovrebbe essere quello di promozione nelle zone in cui c'è necessità di promuovere lo sviluppo e di graduale ritiro dalle società che si trovano in stazioni ormai affermate e consolidate.

Con questo disegno di legge, addirittura , si sceglie la strada inversa.

In merito a quanto descritto nella relazione, per entrare nello specifico, ci sono interventi comprensibili ed altri invece, come questo appunto della Val Veny, che non ci trovano concordi. E' questa la ragione per cui, aspettando la risposta dell'Assessore Borbey, noi ci asterremo sul complesso della legge.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Contrariamente a quanto ha appena finito di dire il collega Tonino, io invece, indipendentemente dalla Società "Val Veny", dico che era ora che la Regione provvedesse così decisamente per programmare una serie di interventi che dovrebbero essere messi sempre più in evidenza, specie dall'anno 1980 (famoso anno disastrato) che portò la maggior parte delle società funiviarie valdostane in uno stato di grave difficoltà. Queste società ora stanno cercando di recuperare, ma speriamo che nevichi quanto prima perchè, se per caso, ci dovessimo trovare di fronte ad un inverno come quello appena citato, purtroppo tutte le società si troverebbero sull'orlo del fallimento totale.

Vorrei soltanto pregare l'Assessore di tenere conto che sono stati impegnati 1.591.000.000 su 5.300.000.000 definiti. Mi auguro che tutte le società, indistintamente, dopo aver presentato la dovuta documentazione, possano far fronte ai loro impegni in maniera tale da offrire un servizio turistico che veramente sia all'altezza delle altre regioni e, in particolare, del Trentino Alto Adige.

Chiudo dicendo: "auguriamoci che venga la neve!"

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Anche noi abbiamo delle perplessità, soprattutto riguardo alla partecipazione azionaria nella società Val Veny.

Mi pare che la relazione che accompagna questo intervento sia lunga e in parte contraddittoria, perchè si critica lo sviluppo delle seconde case e la diminuzione dei posti alberghieri.

A Courmayeur infatti lo sviluppo delle seconde case è stato abbastanza abnorme mentre per i lavoratori del posto non si sono mai fatte case. Se questa è la situazione allora sarebbe preferibile investire queste risorse piuttosto che darle alla Società "Val Veny" per lo sviluppo del turismo alberghiero.

Mi sembra un po' contraddittorio questo atteggiamento nei confronti della Val Veny oggi, perchè in passato, quando le cose andavano bene ed i profitti erano molto alti, nessuno ha mai chiesto la partecipazione della Regione.

Per questi motivi, con atteggiamento critico, ci asterremo sul provvedimento.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Anche il nostro giudizio du questo Disegno di legge è di perplessità, con alcuni rilievi critici sul metodo con cui viene proposto questo intervento.

Si tratta di un aumento di spesa su una legge regionale già esistente di ben 5.800.000.000, di cui solo 1.591.000.000 hanno una destinazione precisata in qualche modo, nella relazione allegata al Disegno di legge. Gli altri 4.200.000.000 invece hanno una destinazione che sarà precisata e gestita esclusivamente dalla Giunta: infatti l'art. 2 dice che la Giunta regionale è delegata a procedere con proprie deliberazioni all'impiego e alla liquidazione delle somme di cui al precedente art. 1.

In questo modo quindi si dà carta bianca alla Giunta circa l'utilizzo di questi 4.200.000.000. L'Assessore Borbey prima ha parlato di 1.500.000.000 di lire per l'ingresso della Regione nella Società "Val Veny" senza sapere però che fine faranno i rimanenti miliardi. In questo modo credo venga capovolta quella che dovrebbe essere una impostazione corretta e cioè prima la presentazione di un piano di intervento sulla base di una analisi della situazione e poi la copertura finanziaria e gli impegni di spesa. Questa procedura, che dovrebbe essere normale, viene stravolta poichè si fa solo un consistente impegno di spesa, che poi verrà gestito dalla Giunta.

Per quanto riguarda L'ingresso della Regione nella "Società Funivie Val Veny" si fa una proposta che è contenuta nella relazione ma della quale non si fa cenno nell'articolato del Disegno di legge, una proposta che viene fatta senza mettere minimamente il Consiglio nelle condizioni di potere esprimere una valutazione con elementi di conoscenza precisa. Infatti nella relazione non troviamo alcun elemento concernente la situazione patrimoniale della società e la sua situazione finanziaria in questo momento.

E' ben difficile, al di là di tutte le considerazioni che si possono formulare, fare una scelta di questo tipo, senza conoscere minimamente cosa sia oggi la Società "Val Veny", quale sia la sua situazione patrimoniale, quali intenzioni abbia e come intenda muoversi. Pertanto, essendo il nostro giudizio di perplessità, il nostro voto sarà di astensione.

PRESIDENTE: La parola all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.): Siamo d'accordo con il Consigliere Pedrini quando ha detto di essere contrario a quanto affermato dal Consigliere Tonino.

Per quanto concerne l'indirizzo della Giunta regionale il Presidente della Giunta ne ha già parlato quando ha presentato le linee programmatiche di questa maggioranza; testualmente si dice di non creare altri poli e di rimanere alcuni anni fermi con quello che abbiamo, salvo la costruzione di qualche piccolo impianto di seggiovia o di skilift in alcune zone, perchè siamo in una situazione difficile anche con il turismo invernale.

In Valle d'Aosta ci troviamo in difficoltà perchè non siamo più competitivi, specialmente con gli impianti di risalita.

Come diceva Pedrini, tutte le società sono in passivo e, per forza di cose, devono avere l'aiuto dell'Ente pubblico, come avviene in Francia, in Austria e in Svizzera. In Austria quasi tutti gli impianti sono statali oppure dipendono dalle Aziende di Soggiorno, le quali godono di un contributo statale o si autofinanziano perchè le imposte di soggiorno sono altissime.

In Francia gli impianti sono di proprietà dell'Ente locale e a costo totale dell'Ente pubblico; anche in Italia la Regione Lombardia ha fatto una legge che, se non vado errato, arriva a dare contributi a fondo perso per circa il 50% della spesa.

Questo succede perchè attualmente, in campo europeo, esiste una grossa battaglia a livello di concorrenza, causa la diminuzione del turismo.

I prezzi delle settimane bianche in Valle d'Aosta sono superiori del 25% rispetto a quelli della Francia. I nostri alberghi costano solo il 10% in più, ma gli impianti di risalita non sono concorrenziali: a Cervinia e a Courmayeur i giornalieri costano 24.000 lire mentre in Francia costano 15-16.000 lire.

Non si deve pensare che le nostre società attuino una politica tendente ad avere dei disavanzi; purtroppo sono obbligate a questi prezzi perchè fra personale, ammortamento ecc. arrivano a costi altissimi.

Se vogliamo avere una Regione alla altezza dei compiti e se riteniamo che il turismo rappresenti ancora uno dei settori trainanti della Valle d'Aosta, l'Ente pubblico deve partecipare. Se Courmayeur è conosciutissima in Inghilterra e in quasi tutto il mondo, forse, può dire grazie alla "Val Veny", oltre naturalmente a tutti gli operatori turistici e alla Regione.

Se nella politica del turismo vogliamo fare la stessa politica fatta nell'industria, sbagliamo e ci troverete contrari; io posso concordare con quanto ha detto Riccarand circa questo Disegno di legge, che non è chiaro in tutti i dettagli, ma non lo è perchè stiamo ancora incontrandoci con le varie società per avere determinate relazioni, le quali dimostrino perchè alcune cose non vanno.

Ci siamo accorti che dobbiamo fare un programma ben preciso per intervenire massicciamente, non perchè abbiamo degli impianti vetusti e obsoleti ma per stare all'altezza di altre Regioni come la Lombardia, il Veneto, senza parlare del Trentino Alto Adige.

Dobbiamo erogare dei fondi pubblici per questi impianti, se vogliamo riuscire a portare dei turisti in queste zone.

Siamo d'accordo col Consigliere Tonino quando dice che ci sono delle piccole zone nelle quali dovranno nascere degli impianti, ma parliamoci chiaro, non è vero che noi Giunta regionale e i vari operatori che si interessano di costituire delle società non facciamo opera di persuasione verso i privati; io sono al corrente degli sforzi che stà facendo il Sindaco di Saint-Rhemy per sensibilizzare i privati. Saint-Rhemy è un piccolo comune con delle grosse difficoltà per cui non è facile oggi convincere il privato a investire del denaro. Invece è più facile coinvolgere gli albergatori ecc. nelle zone più lanciate; infatti per Ayas-Champoluc noi abbiamo acconsentito ad aumentare il capitale solo dopo avere visto quello che avrebbe aumentato la Società e in questo modo si sono trovati 580 milioni con i fondi privati. Questo è un buon segno perchè vuol dire che gli albergatori si sono accorti che non basta più stare davanti alla porta per aspettare il turista, ma bisogna essere più uniti perchè solo con l'unità delle forze si può riuscire a superare questo difficile momento.

Si dà atto che alle ore 16,38 assume la Presidenza il Vice-Presidente De Grandis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI (Fed. DP.-UVP): Desidero dire che non è la paura che fa consorziare gli albergatori, ma una legge regionale per la quale, in virtù di un obbligo a consorziarsi con almeno 10 soggetti, si può avere il rimborso del 40% delle spese per la commercializzazione turistica all'estero. Con chiarezza devo dire che ho proposto alle Società di impianti di risalita di fare una serrata e di non aprire gli impianti per un anno, perchè all'estero gli operatori turistici contribuiscono al mantenimento delle stazioni turistiche.

Non è giusto che a Courmayeur vi siano quattro gioiellerie (fra le quali una Cartier) e che queste gioiellerie e tutti gli operatori - visto che l'indotto è un ottimo produttore di reddito-non diano un contributo a chi è all'origine del loro reddito, cioè agli impianti di risalita.

Quindi non credo sia nato uno spirito associativo: siamo stati noi come Giunta (quindi è merito nostro) che abbiamo fatto una legge per la quale diamo il 40% di rimborso, a condizione che siano associati almeno 10 soggetti. Personalmente rimango sempre dell'idea della serrata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Per dichiarazione di voto e perchè, dopo questo intervento dell'Assessore Pollicini, facciamo la serrata anche noi. Non ho capito perchè dovremmo intervenire massicciamente: se l'opposizione aveva delle perplessità, queste sono rimaste e i dubbi si sono accentuati. L'amico Borbey ha detto che non vorrebbe che succedesse come per l'industria; io credo invece che quel provvedimento sia analogo, cioè un provvedimento tampone.

Quando le cose andavano bene l'impresa non è scesa a Valle per chiedere aiuti! Non credo che fossero dei benefattori di Courmayeur e che lavorassero in passivo: facevano gli imprenditori!

Le considerazioni fatte dall'Assessore sulla presenza della "Val Veny" nella zona nessuno le mette in dubbio, ma ci nasce il sospetto che, in effetti, questo intervento sia stato richiesto quando l'acqua era ormai arrivata alla gola, per cui la Regione in questo caso non svolge un'azione programmatoria e di propulsione.

Se non si cambia modo di fare turismo in Valle d'Aosta è inutile sottoscrivere una partecipazione azionaria di questo tipo. Se la situazione permane quella che è, con il discorso di "mamma Regione" che interviene, non so se riusciremo ad invertire la tendenza o se non andremo ulteriormente incontro ad altri periodi di crisi. A noi sembra che la questione vada trattata diversamente.

Si tratta di invertire una tendenza, sarà difficile ma-il tentativo va fatto, se poi questo tentativo coinvolge sempre e solo la Regioni mentre gli altri stanno a guardare, allora le nostre perplessità sono sempre maggiori.

Noi vogliamo che la Giunta ci dica chiaramente quale obiettivo vuole raggiungere.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Premetto che sono favorevole a questa legge, proprio perchè ne avevamo discusso anche nella III Commissione Consiliare.

Visto che avevamo richiesto per la Valle d'Aosta il bacino di crisi, visto che le industrie (la nazionale Cogne, le piccole industrie) stanno chiudendo, mi pare che l'unica fonte di reddito per la Valle sia rimasto il cosiddetto "Circo bianco" e gli impianti di risalita.

Se questi impianti di risalita si trovano in difficoltà, io trovo corretto che la Regione intervenga e cerchi di dare un contributo per sanare la situazione.

Per quanto riguarda la "Val Veny" non vedo perchè, se si interviene nei confronti degli altri impianti di risalita o delle altre società, non si debba intervenire anche nei confronti di questa.

Vorrei rivolgere una preghiera alla Giunta in questo senso: fino ad ora gli abitanti della Valle d'Aosta non hanno avuto alcun vantaggio da questi interventi regionali nei confronti degli impianti di risalita, a differenza dell'Alta Savoia, dove gli abitanti delle zone in cui vi sono impianti di risalita hanno delle riduzioni. Quindi inviterei la Giunta, se è possibile, a far partecipi i cittadini della Valle d'Aosta di queste agevolazioni, visto che c'è un certo contributo regionale.

Questa è l'unica cosa che chiedo, per il resto sono d'accordo.

PRESIDENTE: Chiudiamo la discussione generale dando la parola al Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): Vorrei sottolineare alcuni aspetti: il primo, che la nostra Regione interviene laddove gli interventi sono a carico delle finanze dello Stato, per garantire una infrastruttura turistica indispensabile allo sviluppo e al mantenimento di un certo tipo di attività economica. Bisogna dire che in due anni sono stati prestati 18.000.000.000 di lire per costruire alberghi i quali sono un indotto degli impianti di risalita. E' vero che sono stati prestati per cui ritorneranno, però evidentemente sono funzione di quello che si fa, perchè si possano esplicare certe attività come gli impianti di risalita.

Punto secondo, i costi: di questi, per una volta tanto, nessuno di noi è responsabile, neanche il Consigliere Aloisi. I costi degli impianti di risalita stanno sfuggendo ad ogni controllo, tanto basta prendere il bilancio di un qualsiasi impianto di risalita per accorgersi che gli ammortamenti fatti, anche dopo la "Visentini bis", sono degli ammortamenti completamente al di fuori di quelli che sono i costi per la sostituzione, non dico dell'impianto, ma delle funi dell'impianto dopo un certo numero di anni.

Il che presupporrebbe, come possibilità, due politiche: quella di far pagare il ticket, per fare dello sci, a 100.000 lire al giorno, oppure avere una opportuna liquidità indispensabile, sia per pagare i dipendenti, che sono poco più di 2.000, sia per potere far si che questi bilanci, al momento opportuno, siano in grado di affrontare le enormi spese di manutenzione e di sostituzione degli impianti stessi.

Senza l'intervento pubblico le Società non possono stare in piedi.

E' vero che ci sono stati dei casi meritori di sottoscrizione (Valgrisenche, Saint-Rhemy, Champoluc) ma ci sono stati anche degli esempi demeritori. Non vorrei guardare dalla parte del Consigliere Maquignaz, ma parliamo di Courmayeur, dove non è stata sottoscritta una lira. Evidentemente Courmayeur è una delle località più povere dell'arco alpino, perchè non può sottoscrivere neanche per un impianto di risalita che la riguarda. Questo non toglie che tutta l'Alta Valle e certe altre stazioni lavorino grazie al sovrappiù.

Noi proponiamo semplicemente di mettere dei soldi a disposizione di questo tipo di attività economica con sottoscrizione di capitali. Non riesco a capire dove sia l'ostacolo. Di conseguenza, per quanto ci riguarda, voteremo a favore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE ( P.S.I.): Per dichiarazione di voto e perchè non ho capito l'affermazione del Presidente della Giunta quando ha detto che abbiamo prestato 18.000.000.000: allora c'è stata un'altra partecipazione della Regione?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): C'è stata nel complesso.

PRESIDENTE: Se nessun altro chiede di intervenire, si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

ART. 1

Per l'applicazione della legge regionale 3 agosto 1971, n. 10, e successive modificazioni e integrazioni, concernente: "Sottoscrizione di capitale azionario di società di funivie e seggiovie locali e di altre società aventi per fine iniziative di interesse turistico locale" è autorizzata, limitatamente all'anno 1983, la maggiore spesa di £ 5.800.000.000.

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul cap 37500 del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1983.

Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:

- quanto a lire 500.000.000 mediante riduzione di pari importo dallo stanziamento iscritto al cap 50050 (Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali - spese di investimento") - allegato n. 8 - Settore 2° - Sviluppo economico del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1983.

- quanto a lire 5.300.000.000 mediante l'accertato incremento delle entrate iscritte al capitolo 1300 del bilancio per il corrente esercizio, per conguaglio quote di ripartizione di cui alla legge 1981, n. 690.

PRESIDENTE: Metto in approvazione

l' art. 1 testè letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 30

Votanti 20

Favorevoli 20

Astenuti 10 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino, Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

ART. 2

La Giunta regionale è delegata a procedere con proprie deliberazioni all'impiego e alla liquidazione delle somme di cui al precedente art. 1, con le modalità di cui alla legge regionale 3 agosto 1971, n. 10, e successive modificazioni e integrazioni.

PRESIDENTE: Metto in approvazione

l' art. 2 testè letto.

ESITO DELIA VOTAZIONE

Presenti 30

Votanti 20

Favorevoli 20

Astenuti 10 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino, Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

ART. 3

Al Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1983 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE ENTRATA

(Variazione in aumento)

Cap. 01300 "Quote fisse di ripartizione delle tasse ed imposte erariali sugli affari di cui all'art. 3 della legge 26 novembre 1981, n. 690

01 imposta sul valore aggiunto

02 imposta di registro

03 imposta di bollo

04 imposta erariale dovuta per la trascrizione, iscrizione e annotazione di atti nel pubblico registro automobilistico

05 imposte ipotecarie

06 tasse sulle concessioni governative

07 tasse di pubblico insegnamento

08 tasse di circolazione sui veicoli a motore e rimorchi immatricolati nella regione"

£ 5.300.000.000

PARTE SPESA

(Variazione in diminuzione)

Cap. 50050 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese di investimento)"

£ 500.000.000

(Variazione in aumento)

Cap. 37500 "Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di società di funivie e seggiovie locali e di altre società

- L.R. 3 agosto 1971, n. 10

- L.R. 14 dicembre 1972, n. 40 £ 5.800.000.000

PRESIDENTE: Metto in approvazione l' art. 3 testè letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 30

Votanti 20

Favorevoli 20

Astenuti 10 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino, Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:

ART. 4

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 4 testè letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 30

Votanti 20

Maggioranza 18

Favorevoli 20

Astenuti 10 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino, Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione il disegno di legge regionale n. 21 nel suo complesso.

VOTAZIONE SEGRETA

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 31

Votanti 20

Favorevoli 19

Astenuti 11 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Dolchi , Mafrica, Millet, Pasca le, Riccarand, Tonino, Torrione)

Contrari 1

Il Consiglio approva