Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 120 del 27 ottobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 120/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Ritengo doveroso, aprendo i lavori di questa adunanza di rivolgere un pensiero alle numerose vittime del tragico attentato perpetrato sabato sera contro il contingente americano e francese della forza nazionale di pace operante in Libano.

Il bilancio della tragedia è tremendo, circa 300 morti e numerosi feriti. La notizia di tale barbaro atto che dimostra la precisa volontà, da parte di qualcuno, di ostacolare con tutti i mezzi possibili la ricerca di una soluzione negoziata che metta fine alla guerra civile che da anni insanguina il Libano, ha colto di sorpresa il mondo intero, le coscienze civili e democratiche che guardavano con fiducia all'inizio; ormai prossimo, dei lavori della conferenza di riconciliazione tra le parti in lotta.

Dicevo, sdegno e commozione, perché in Libano è anche presente un contingente di soldati italiani per la cui sorte abbiamo trepidato tutti, quando abbiamo appreso dagli organi di informazione la notizia del terribile attentato.

Al di là di quelle affermazioni che si fanno a caldo, quando si sentono tali dolorose notizie, penso che in un momento grave per le conseguenze per la pace come quello che stiamo vivendo, occorre l'azione unitaria di tutti i paesi democratici e civili per isolare i fautori di tensioni ed i seminatori di odii.

Penso di interpretare il pensiero dell'assemblea tutta, porgendo ai familiari delle vittime di tale esecrabile atto, la più completa solidarietà di questo consesso; solidarietà agli Stati Uniti d'America, alla Francia i cui soldati muoiono lontani dal proprio Paese per cercare di garantire stabilità e pace in Libano che da anni è in preda ad una assurda guerra civile.

Colleghi Consiglieri, vorrei brevemente ricordare l'attività degli organi consiliari dal 6 ottobre ad oggi.

In data 7 ottobre Franco De Grandis ha partecipato a Torino, presso la sede del Consiglio regionale del Piemonte, ad una riunione dei Presidenti dei Consigli regionali, convocata per l'esame di alcuni problemi che interessano il funzionamento degli istituti regionali.

Sabato 8 ottobre ho avuto modo di incontrare i dirigenti dell'Association Levalloisiens d'origine valdôtaine, numerosi esponenti della comunità valdostana presenti a Levallois.

L'incontro è stato particolarmente cordiale ed ha costituito l'occasione per rinsaldare i legami tra gli emigrati valdostani ed il Consiglio regionale.

Ho pure preso contatto con il Sindaco di Levallois, Patrick Balkany, il quale mi ha manifestato la piena disponibilità per un incontro fra una delegazione del Consiglio regionale ed il Comune di Levallois per un esame dei numerosi problemi che assillano la comunità valdostana operante in questo Comune della "banlieu" parigina.

I dirigenti dell'A.L.O.V. mi hanno presentato delle proposte operative per incrementare gli scambi fra la Valle d'Aosta che ho provveduto a trasmettere al Presidente della Giunta e agli Assessori, ai componenti dell'Ufficio di Presidenza e ai Capigruppo consiliari.

Mercoledì 12 ottobre una delegazione consiliare dei Capigruppo ha effettuato una visita alle carceri giudiziarie di Aosta.

Sempre in tale data, ho provveduto all'insediamento della Consulta regionale per la condizione femminile.

Sempre in tale data ho avuto un incontro con il deputato dell'assemblea regionale di Cantabria, Manuel Pardo Castillo, latore di un messaggio del Presidente dell'assemblea regionale di Cantabria, nel quale si sostiene la necessità di uno scambio di informazioni sugli ordinamenti delle due Regioni che molte affinità hanno in comune. L'esponente spagnolo ha dimostrato particolare interesse all'instaurarsi di più stretti legami di collaborazione fra le nostre due Regioni.

In data 14 ottobre il Consigliere Tonino ha partecipato a Roma ad una manifestazione per la siderurgia.

L'On.le Dujany ha comunicato a questa Presidenza che la Commissione al Bilancio della camera dei deputati, in sede di esame della proposta della conversione in legge del Decreto legge 12 settembre 1983 n. 463, recante misure urgenti in materia previdenziale, sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, nonché la proroga di alcuni termini, ha approvato un emendamento proposto dallo stesso Deputato della Valle d'Aosta per il differimento dei termini di delega al Governo per completare i trasferimenti di funzioni amministrative alla Regione Valle d'Aosta, ai sensi dell'art. 72 legge 16 maggio '78, n. 196 e dell'art. 2 della legge 5 agosto '81, n. 453.

In data 19 ottobre una delegazione del Consiglio regionale ha incontrato nello stabilimento ILSSA-Viola Pont-Saint-Martin le maestranze dell'azienda.

Infine vorrei ricordare brevemente un avvenimento di politica internazionale di cui hanno parlato diffusamente gli organi di informazione di tutto il mondo. Voglio solo ricordare il significato che riveste per tutte le coscienze civili e democratiche del mondo, l'attribuzione del premio Nobel per la pace '83 a Lech Walesa, intrepido difensore dei diritti della classe lavoratrice polacca.

Non possiamo che esprimere tutto il nostro compiacimento per il giusto riconoscimento dell'operato di un uomo che si batte in condizioni difficili per il riscatto dei lavoratori, per le libertà sindacali e politiche che il regime comunista di Varsavia cerca di reprimere. Speriamo, come ha detto Walesa, che questo Nobel possa spianare la strada ad una soluzione pacifica dei problemi che travagliano la Polonia.

Infine devo comunicare che il Direttore del servizio di Segreteria del Senato della Repubblica ha comunicato a questa Presidenza che la petizione al Parlamento Europeo ed al Parlamento italiano per la riforma democratica della comunità stessa, è stata annunciata all'Assemblea del Senato, nella seduta dell'11 ottobre e l'ha assegnata alla III^ Commissione permanente, competente per materia.

La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Il Presidente del Consiglio ha ricordato che nei giorni scorsi è stata insediata la Consulta femminile. Devo dire che ho appreso con stupore che l'Ufficio di Presidenza abbia ammesso, tra le rappresentanti femminili, anche quella del Movimento Sociale.

Mi sono stupito perché la norma, all'art. 3 della legge che istituisce la Consulta femminile, stabilisce che facciano parte della Consulta femminile i rappresentanti dei partiti democratici e antifascisti. Ora si potrebbe disquisire a lungo sugli orientamenti del Movimento Sociale Italiano, ma sicuramente non può essere definito partito antifascista.

Credo che questo non possa essere sostenuto da alcuno: ecco perché non capisco come mai l'Ufficio di Presidenza, di cui fanno parte autorevoli esponenti di partiti antifascisti e del quale fa parte anche l'estensore materiale della legge, non abbia rilevato questa incongruenza.

Io penso che l'esame sia stato fatto in modo frettoloso, cosa che può capitare a causa di tutte le incombenze che hanno i Consiglieri comunali, regionali, le Commissioni e lo stesso Ufficio di Presidenza. Pertanto invito l'Ufficio di Presidenza a riesaminare, ai sensi dell'art. 4 della legge, i requisiti dei componenti la Consulta femminile.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.): Ritengo che questa presa di posizione da parte di un partito, quale è quello comunista, che si definisce esso stesso democratico - il che mi meraviglia in modo particolare - prenda spunto da questa composizione della Consulta femminile creando dei presupposti di discriminazione verso una forza politica.

Io ritengo che l'obiettivo di questa Consulta femminile sia quello di discutere nell'ambito regionale i problemi della donna, per cui penso che tra le donne non ci sia e non ci debba essere alcuna discriminazione perché le donne di destra, come quelle di sinistra, e del centro, hanno tutte gli stessi problemi, le stesse esigenze, le stesse necessità.

Quindi ritengo questo atteggiamento, da parte del Partito Comunista, un atteggiamento provocatorio e vorrei soprattutto sottolineare una cosa: il Movimento Sociale Italiano è un partito che è rappresentato nel Parlamento nazionale, è un partito rappresentato nel Parlamento Europeo, è un partito che ha tutte le caratteristiche e le carte in regola per essere un partito democratico.

Considerato che c'è una famosa legge (Scelba) che vieta la ricostituzione del partito nazionale fascista in Italia, e visto che il movimento sociale italiano ha tutte le carte in regola perché ai sensi di quella legge non può essere incriminato e non può essere accusato di volere ricostituire il partito fascista, e visto inoltre che è rappresentato nel parlamento e nelle istituzioni di questa Repubblica che si definisce democratica, esso deve avere tutti i diritti e i doveri degli altri partiti.

Quindi, sotto questo aspetto, rigetto nel modo più assoluto questa provocazione portata avanti dal Partito Comunista.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Anche io vorrei intervenire sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Mi associo alla richiesta del Capogruppo comunista, rispetto alla interpretazione distorta che è stata fatta della legge regionale, la quale usa una espressione molto chiara: "Rappresentanti di partiti e di organizzazioni democratiche e antifasciste".

Non dice che devono essere organismi distanti dal fascismo, ma antifasciste, usando un termine molto chiaro, che implica un atteggiamento attivo nei confronti del fascismo.

Quindi il fatto che il Movimento Sociale Italiano sia presente nel Consiglio regionale, nel Parlamento Europeo e in quello italiano non cambia assolutamente niente rispetto alla norma della legge che ha un significato ben preciso.

Il Consiglio regionale ha voluto, con una norma ben precisa - che poteva non esserci ma che c'è nella legge e finché c'è va rispettata - che in questo organismo fossero presenti delle donne rappresentanti di organismi attivamente antifascisti.

Non credo che il Movimento Sociale possa essere considerato tale perché più volte ha fatto professione di dichiarato fascismo. "Il fascismo é qui" ha detto Almirante nell'ultimo Congresso del M.S.I. e dalle parole del Consigliere Aloisi non è mai venuta una parola chiara per dire "Noi siamo antifascisti". Io vorrei sentirle queste parole dal Consigliere Aloisi come le vorrei sentire dal Segretario del M.S.I..

In questo caso non ci sono possibilità di scelta, è stato fatto un errore madornale da parte del Presidente del Consiglio e questo errore va corretto, altrimenti non viene rispettata la legge.

Oppure, se la maggioranza di questo Consiglio ritiene che sia sbagliata la legge, allora va modificata. Ma finché la legge prevede quella norma attiva, bisogna che sia applicata.

Inoltre vorrei intervenire anche su un altro aspetto: ho notato che il Presidente del Consiglio ha parlato ed ha condannato, giustamente, la morte nel Libano e l'attentato terroristico che ha provocato molte vittime fra i soldati americani ed i soldati francesi, così come ha parlato del premio Nobel che, giustamente, è stato dato a Lech Walesa e di tante altre cose che sono successe nel mondo.

Credo però che il Presidente del Consiglio debba tenere un atteggiamento molto più corretto e saper essere un pochino più oggettivo anche nelle sue comunicazioni e non condannare e denunciare solo gli atti di violenza che si operano nel mondo e che sonò di matrice dei cosidetti paesi a regime comunista.

In questi giorni noi abbiamo un episodio di violenza internazionale estremamente grave e cioè l'invasione, da parte delle truppe americane, di un'isola del Mar dei Caraibi, Grenada.

Se si vuole parlare di queste cose, soprattutto nel momento in cui le comunicazioni le fa il Presidente del Consiglio, il quale dovrebbe rappresentare tutto il Consiglio, si facciano le comunicazioni su tutti i fatti gravi che sono successi in questo lasso di tempo e che noi dobbiamo condannare. Credo che si debba condannare l'attentato terroristico di Beiruth con la stessa forza con la quale dobbiamo condannare l'invasione americana a Grenada. Non possiamo condannare l'uno e non l'altro.

Chiedo quindi che il Presidente del Consiglio, che più volte ha assunto questo tipo di atteggiamento, cerchi di essere più obiettivo e più equilibrato nel momento in cui fa delle comunicazioni che coinvolgono tutto quanto il Consiglio e non solo il partito e la maggioranza di cui il Presidente fa parte.

PRESIDENTE: Se nessun altro prende la parola sulle comunicazioni vorrei dire due cose. Per quanto riguarda la Consulta femminile, è già pervenuta una lettera da parte della rappresentante del Partito Comunista, una certa signora Calligaris, ed ho già provveduto a convocare l'Ufficio di Presidenza mettendo all'ordine del giorno questa richiesta. Questo Ufficio, se lo riterrà, lo prenderà di nuovo in esame, dal momento che questo stesso Ufficio, nella sua totalità, aveva, in un primo tempo, deciso di accettare la rappresentante del Movimento Sociale Italiano come rappresentante della Consulta femminile.

Essendo pervenuta questa richiesta, la porremmo in discussione e valuteremo la cosa.

Per quanto riguarda poi le questioni di cui ha parlato il Consigliere Riccarand, le rigetto facendo una brevissima parentesi, affermando cioè che, per altri motivi, era mia intenzione portare il discorso sulla questione dell'isola di Grenada nelle comunicazioni del prossimo Consiglio.