Oggetto del Consiglio n. 83 del 6 ottobre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 83/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "APPROVAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1982".
PRESIDENTE: La parola all'Assessore Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. D.P.-U.V.P.): Il rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1982 è il seguente: la situazione di cassa ala chiusura dell'esercizio finanziario del 1981 aveva un deficit di circa 9.782.000.000 (tralascio gli spiccioli per semplificare).
Le riscossioni effettuate nell'esercizio 1982 sono ammontate a 280.420.000.000. Abbiamo effettuato pagamenti per lire 296.065.000.000 per cui si è registrato un deficit di cassa al 31 dicembre 1982 di 25.418.000.000. La situazione dei residui attivi al 31 dicembre 1982 era di 237.884.000.000 mentre quella dei residui passivi, ala stessa data, era di 157.877.000.000. Tutto questo ha comportato un avanzo di amministrazione al 31 dicembre 1982 di 54.588.000.000.
Si potrebbe dire che è un avanzo un pochino alto, ma io ritengo che bisogna anche tenere conto del fatto che, in pratica, si trattava del primo anno di gestione del riparto fiscale (a legge 690 è della fine del 1981).
Abbiamo assistito, lo scorso anno, a notevoli ritardi da parte dello Stato nell'assegnazione di somme alla Regione, per cui per far fronte agli impegni assunti siamo ricorsi anche al credito ed è per questo che si spiega un deficit negativo alla fine dell'82 di circa 25.000.000.000. In questo modo però non è stata rallentata la manovra amministrativa della Regione in quanto i pagamenti sono stati effettuati con una ragionevole regolarità.
In questo primo anno sono stati anche messi in atto i primi accorgimenti per avere le assegnazioni statali con più regolarità e soprattutto per avere la consapevolezza dell'ammontare delle assegnazioni stesse. Evidentemente come abbiamo già detto ieri, in risposta ad una richiesta del Consigliere De Grandis e Ricco, si tratta ancora di mettere a punto alcuni meccanismi per rendere la struttura dell'Assessorato alle Finanze più idoneo a seguire meglio tutte le varie entrate, in particolare quelle entrate che competono alla Regione ma sono quote che vanno versate fuori dalla Regione. Si tratta di ristrutturare un pochino meglio l'Assessorato alle Finanze per renderlo più agile e per riuscire soprattutto a quantificare meglio queste entrate, cosa che al momento non siamo ancora in grado di fare.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): La discussione sul consuntivo tende ad essere ristretta molto più di quella sul bilancio e, in realtà, come ci siamo anche detti in questo Consiglio, dovrebbe essere una discussione approfondita, perchè al momento del consuntivo si può valutare la differenza tra quello che ci si proponeva di fare e quello che si è riusciti a fare.
Credo che si debbano sottolineare fondamentalmente tre aspetti: il primo è quello di una grande discordanza fra le previsioni iniziali fatte con il bilancio per il 1982 e i risultati che si possono poi ritrovare nel consuntivo. L'Assessore alle Finanze, ha, direi, abbastanza succintamente illustrato questo rendiconto, perchè ha ripreso l'art. 1 della legge che stiamo per approvare e non ha fatto considerazioni di natura politica sul tema. Credo che, innanzitutto, questa discordanza vada esaminata. Si erano previsti 429 miliardi in entrata nel 1982, si è avuta in realtà una entrata superiore di 19 miliardi per cui la discordanza è contenuta.
Si erano previste spese per 429 miliardi qui la discordanza invece è grande. Le spese impegnate, cioè quelle per cui la Giunta ha fatto una deliberazione, sono solo 380 miliardi: avendo la possibilità di impegnare 429 miliardi ed avendone la Giunta impegnati solo 380: ci sono 49 miliardi non impegnati. Se poi andiamo a vedere le somme pagate, (perchè una volta che la Giunta ha impegnato delle somme per una certa iniziativa si tratta di pagare) i pagamenti sono molto più lenti; le somme pagate risultano 233 miliardi rispetto ai 380 impegnati e ai 429 di spese previste inizialmente in bilancio.
Il dato più significativo però è quello dell'avanzo di amministrazione: nel bilancio per il 1983 si era previsto di chiudere alla parsi l'esercizio 1982, ma noi avevamo sostenuto, come Gruppo, che si nascondeva un avanzo di amministrazione. Oggi, in consuntivo, vediamo che, c'è un avanzo di amministrazione di 55 miliardi. Il fatto può essere ritenuto positivo ma non credo che togliere tale cifra dalla circolazione degli investimenti nella Regione, sia di per sè un fatto positivo.
Il secondo elemento che voglio mettere in evidenza - credo che qui Martin abbia, forse involontariamente, nascosto la verità - è quello delle difficoltà della cassa regionale. Nel mese di novembre 1982 la Giunta ci ha proposto una anticipazione di cassa di 120 miliardi e per pagare possibili investimenti fatti con il denaro delle banche, si è portato un onere, nel bilancio, per interessi passivi, da 1 a 7 miliardi.
Ricordo che con l'imperiosità che gli è congeniale il Presidente della Giunta rispose alle nostre critiche (noi dicevamo che non saremmo riusciti ad impegnare questi 120 miliardi e che sarebbe stato meglio fare una anticipazione più ridotta) dicendo che sarebbe stata usata anche l'ultima lira. Andiamo a vedere che cosa è successo in realtà: mentre gli oneri passivi, per tutto l'anno 1982, cioè per quando la cassa era in rosso, sono di 727 milioni, gli interessi attivi sono di 998 milioni, il che significa che, mediamente, la cassa regionale è stata più in attivo che non in passivo e che quindi questa operazione di anticipazione di cassa è stata una operazione politica, non finanziaria, fatta per creare un clima di particolare necessità di queste casse regionali. Però io non so se ai fini della corretta valutazione della situazione finanziaria sia possibile fare queste cose, perché poi capita quello che ci è successo in questi giorni e cioè che, probabilmente, per voci che circolano e che non sono fondate, si diffondono l'idea che la Valle d'Aosta sia il paese dei nababbi, per cui i tagli finanziari diventano reali.
Il terzo aspetto che voglio sottolineare è di come si spendono i soldi in questa Regione. Sara una cosa che, forse non a tutti i Consiglieri risulta immediatamente verificabile, ma è possibile farlo; mi sono preso a briga di far lavorare il centro di calcolo della Regione, ho fatto contare per a seconda volta il numero dei mandati di pagamento della Regione, classificati per ordine di grandezza.
E' risultato che nell'anno 1981 i mandati di pagamento erano 43.146. Ogni mandato di pagamento significa che, oltre a quello dell'Assessorato alle Finanze, c'è stato prima un lavoro di qualche ufficio che ha fatto una pratica, ha esaminato dei documenti, ha fatto una delibera di Giunta, un ordine all'Assessorato alle Finanze e quindi il mandato di pagamento per il cittadino che va a ritirarsi a sua somma. Quindi nel 1981 c'erano 43.000 mandati di pagamento. Nel 1982 sono diventati 52.000. Di questi 52.000 12.999 sono inferiori alle 100.000 lire. Nel 1981 le quantità di mandati di pagamento irrisori (chiamiamoli così) erano il 21%, nel 1982 diventano il 25%. Allora significa che fra l'81 e l'82 la frammentazione della spesa regionale è aumentata. Questo è il dato politico, perchè i capitoli in cui sono più questi mandati di pagamento sono fondamentalmente tre (penso che l'Assessore all'Agricoltura e Foreste possa fare un pensierino): uno è il cap. 31950 (contributi per macchine agricole), l'altro è il 33700 (indennità per il verde agricolo), il terzo riguarda l'Assessorato ala Sanità e sono le spese che a Regione fa al di là del fondo sanitario. Anche in questo capitolo ci sono numerosi interventi inferiori alle 100.000 lire... INTERRUZIONE... Sono 1.000 su 2.000, avranno una giustificazione, ma sto facendo un ragionamento, non dico che siano cose che non hanno una giustificazione. Il problema è questo: quando noi facciamo venire, ad esempio, un agricoltore per ritirare cifre che variano dalle 5 alle 10, alle 20 fino alle 100.000 lire... INTERRUZIONE... Non ce ne sono? Ce ne sono anche inferiori... INTERRUZIONE... Io ti dico che qui occorre fare una revisione delle leggi di spesa.....
TAMONE - (U.V.): Vagabondo!!!
MAFRICA - (P.C.I.): Vagabondo te lo tieni per te perchè non sono un vagabondo!
Come secondo elemento ci sono anche delle cose che non si spiegano e riguardano l'Assessore alla Sanità. Ci sono dei sussidi, ad esempio, di 50.000 lire. Una persona che fa una domanda, che ha bisogno (perchè io parto dal principio che se fa una domanda è perchè ha bisogno) dopo essere venuta a sollecitare più volte, riceve questo mandato per 50.000 lire... INTERRUZIONE... Se vuoi ti posso dire nome e cognome! Io ti dico che questo tipo di dispersione non risolve i problemi. Se noi usiamo 1/4 del lavoro dell'Amministrazione regionale per fare mandati sotto le 100.000 lire, secondo me significa che bisogna rivedere qualcosa.
Il quarto elemento che voglio mettere in evidenza è che questa difficoltà di spesa della Regione non riguardava solo l'81 o solo l'82 ma sta riguardando anche l'83. Ho chiesto all'Assessore alle Finanze i dati al 31 agosto di quest'anno, e del bilancio regionale, su 446 miliardi disponibili, al 31 agosto erano stati impegnati 262 miliardi. Teniamo conto che a questi 446 miliardi adesso andiamo ad aggiungere altri 55 miliardi, per cui risulta che a 2/3 dell'anno siamo presso a poco alla metà dell'impegno delle cifre disponibili. Io pongo questo problema alla Giunta regionale che nel programma ha detto che sono necessarie delle iniziative per una revisione delle leggi di spesa.
Il secondo problema che si deve affrontare è quello di una migliore utilizzazione della macchina burocratica dell'Amministrazione regionale. Non penso che questo tipo di situazione possa continuare a lungo: se l'Amministrazione regionale non riesce ad impegnare e ad utilizzare tutte le risorse viene meno ai suoi compiti istituzionali. Deve mettersi in grado, migliorando l'utilizzazione del proprio personale, riorganizzando gli uffici, di utilizzare tutte le risorse disponibili. Questa la seconda questione.
La terza questione è quella di avere dei progetti che guardano anche in altre direzioni. Con l'aumento delle disponibilità regionali, dai circa 200 miliardi di prima del riparto agli attuali 450, qui non è cambiata, in realtà, la struttura della spesa regionale.
Sono state, come si può vedere anche dal disegno di legge successivo, ampliate voci di spesa che sono tradizionali in questa Regione. Non si sa finora niente di progetti di investimento, di iniziative diverse che possano ben utilizzare le risorse della Valle d'Aosta. In questo senso credo che sia necessaria anche una ulteriore iniziativa, che è quella di un potenziamento della ricerca. Sono numerosi gli incarichi affidati dalla Giunta regionale a professionisti o a studiosi (per lo più estranei alla Regione) per ricerche anche di prospettiva. Io penso che se l'Amministrazione regionale riuscisse ad organizzare al proprio interno una struttura per utilizzare i laureati, le persone che possono fare questi lavori a livello della Regione Valle d'Aosta, probabilmente si otterrebbe un duplice effetto: per prima cosa di non essere tributari verso l'esterno della Regione, per tutte le questioni di un certo rilievo. Ricordo che la ricerca sulla siderurgia è stata affidata a Longhi, quella sul tessile ad un altro esperto, studi anche per determinate opere stradali sono stati affidati a studi esterni ala Regione.
Per quello che riguarda il settore dell'energia, il settore dell'industria, il settore del territorio ci sono delle possibilità di utilizzo di energie che esistono in Valle d'Aosta. Non parliamo della ricerca energetica di Masoli, il quale dopo avere ottenuto lo studio per le fonti energetiche alternative, ha recentemente ottenuto uno studio che, secondo me, poteva essere fatto da professionisti della Valle d'Aosta, da persone magari all'interno dell'Amministrazione regionale, cioè lo studio sulla possibilità di estrarre ghiaia dall'acqua della Dora. Siccome ricordo che alcuni studi per tratti precedenti sono stati dati a professionisti valdostani, devo dire che anche questo indirizzo è, dal nostro punto di vista, da mettere in discussione. Secondo noi occorre lavorare perché sia possibile avere immediatamente, in collegamento con la struttura regionale, un centro di ricerca che utilizzi tutte le energie, che sono numerose, di giovani laureati e diplomati valdostani.
Per concludere il conto consuntivo ha due aspetti, uno puramente di regolarità delle operazioni contabili (da questo punto di vista, come rappresentante del Gruppo comunista, ho ritenuto di dovere firmare il rendiconto), l'altro di giudizio sulla utilizzazione delle spese; a questo riguardo credo di avere dimostrato come il nostro giudizio sia completamente negativo, perchè non sono stati rispettati gli impegni presi al momento dell'approvazione del bilancio e perchè, soprattutto, si è continuato a gestire la pubblica Amministrazione in modo che non è adeguato alle necessità attuali della crisi economica e sociale della Valle d'Aosta.
Si dà atto che alle ore 17,42 assume a Presidenza il Presidente Bondaz.
PRESIDENTE: Vorrei dire al Consiglio che il presente disegno di legge ha avuto il parere della prima Commissione consiliare permanente. Tale Commissione in data 9 settembre 1983, presente il Presidente Beneforti e i Componenti Baldassarre, Lanivi, Mafrica e Riccarand, ha preso in esame il sopra citato disegno di legge e sentita l'illustrazione del Ragioniere Capo Vitali i presenti si sono così espressi:
Beneforti e Lanivi: parere favorevole; Mafrica: "Pur essendo dal punto di vista tecnico rispondente ai requisiti richiesti dalla legge di contabilità dello Stato e della Regione, il conto consuntivo evidenzia una gestione politica che ha portato a notevoli discordanze tra i programmi di attività presentati al momento di approvazione del bilancio e le effettive realizzazioni"; Riccarand: parere favorevole "per l'aspetto tecnico contabile del disegno di legge con giudizio critico sui gravi limiti delle azioni amministrative quali emergono dal documento";
Baldassarre: parere favorevole trattandosi di un documento tecnico contabile e perplessità dal punto di vista politico.
La parola al Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): A scanso di equivoci dirò subito che nell'affrontare questo argomento, noi del Gruppo socialista ed io per primo, paghiamo certamente lo scotto del noviziato, perchè addentrarsi in un bilancio complesso e difficile come quello regionale non è sempre un'operazione che riesce in due minuti, anche perché bisognerebbe avere avuto un riscontro della partecipazione alla discussione generale e all'approvazione o alla non approvazione del bilancio preventivo. Ecco perchè io non ho l'abitudine, se non altro per un fatto personale, di addentrarmi nelle cifre con molta dimestichezza.
Il vagabondare nelle cifre del bilancio regionale, come ha fatto il collega Mafrica, con una precisione assoluta, non mi è proprio congeniale, anzi trovo sempre il bilancio un documento che va sempre visto da un punto di vista contabile. Bisogna poi tirare fuori dal bilancio quella che è la volontà politica, per cui io esprimerò un giudizio di carattere politico, sulla base di considerazioni che ho già fatto anche in altre sedi. Se ci atteniamo a quello che prevede la legge, il bilancio con il conto consuntivo è qui e lo dobbiamo approvare, abbiamo la relazione dei revisori dei conti. Però, io l'ho detto anche a livello comunale, se vogliamo mettere il Consiglio nella condizione di dare un giudizio non solo rigorosamente contabile, ma anche politico sull'operato della maggioranza, sarebbe opportuno, come fanno anche le aziende private, che il conto consuntivo venisse accompagnato da una relazione di tipo politico sull'attività dell'ente nel periodo di tempo a cui si riferisce il conto stesso.
Io qui non posso fare altro che prendere atto delle cifre che sono state elencate, e sotto questo aspetto la relazione tecnica non fa una grinza; ma da quella che era a previsione (faccio una domanda) che cosa è successo nel settore dei lavori pubblici? Tutte le opere sono state realizzate? Il paravalanghe in Valgrisenche nella Valle X o Y è in fase di attuazione?
Mancando questo dato è chiaro che a discussione diventa monca, non solo, ma la dove sono introdotti meccanismi legislativi diversi, il giudizio potrebbe essere anche motivato dall'effetto che la legge ha avuto nei riguardi del problema che trattava. Dico questo perchè mi sembrava che questo bilancio contenesse un dato di fatto che i bilanci precedenti non avevano e che riguardava la legge sul decentramento dei fondi ai Comuni. Ora, io dico: a giudizio della Giunta regionale, in sede di consuntivo, questa legge che cosa ha prodotto? Ha prodotto degli effetti positivi per cui è da ripetersi, in aumento o in diminuzione, nel bilancio del prossimo anno? Io dico che, per carità, non è compito della Giunta fare questo discorso, neppure dell'Assessore, però è altrettanto vero che il dato contabile resta un dato aridamente contabile. Se invece noi avessimo detto: l'approvazione della legge di decentramento di fondi ai Comuni ha avuto questi pregi in sede di consuntivo ed ha avuto questi difetti, gli elementi di valutazione a disposizione sarebbero ben di altra portata che non il dato di un aumento in percentuale in più o in meno.
Dirò subito che, per coerenza con quello che avevamo fatto in sede di bilancio di previsione, noi approviamo il conto consuntivo nella misura in cui è un documento aridamente contabile. Direi che c'è da ricollegarsi un pochino - il discorso diventa politico - a quello che dicevano ieri sulla capacita di spesa effettiva dell'Ente Regione, in rapporto alle entrate; questo discorso del bilanciamento fra ciò che entra nelle casse regionali e ciò che la Regione, invece, è in grado effettivamente di investire, è già stato trattato ieri se pure da angolature diverse. Non stiamo a ripeterlo qui per brevità di discussione.
Pregherei l'Assessore alle Finanze, che ieri ha dato delle risposte convincenti, di trattare in futuro questo discorso del consuntivo anche con un taglio politico, in modo da poter successivamente fare e dare elementi ai Consiglieri regionali all'atto dell'esame e dell'approvazione del bilancio preventivo dell'anno successivo, ed in modo da avere un quadro quanto mai definito ed esatto di ciò che è stato l'andamento finanziario e politico nell'anno precedente.
Con queste raccomandazioni noi diamo il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. D.P.-U.V.P.): Due brevi considerazioni per una risposta a Mafrica. Sono stato accusato di non essere entrato troppo nel vivo del rendiconto finanziario. L'ho fatto essenzialmente per due motivi: perchè non ho condotto in prima persona questa gestione, per cui mi sembrava giusto non entrare molto nell'argomento, e inoltre perchè il Consigliere Mafrica non ha bisogno che io entri nell'argomento poichè, come dicevo ieri, sono 6 anni che fa l'Assessore alle Finanze per conto dell'opposizione, e perciò conosce meglio di me queste cose. Tra l'altro è uno dei revisori dei conti e mi risulta che l'abbia fatto con molta passione ed abbia avuto tutti gli strumenti necessari per fare una valutazione molto efficace, per cui conosce molto bene questo problema.
Seconda questione, il problema del prestito di 120 miliardi, che è stato deliberato e poi non è stato usato: c'è una accusa da parte del Consigliere Mafrica di fondi non impegnati. Ritengo che questa sia una scelta politica perchè ci siamo trovati con degli enormi problemi di cassa e io penso che a Giunta abbia deciso di non ricorrere a questi crediti, visti anche gli alti tassi per interessi passivi, e abbia quindi contratto un pochino le spese: non penso che si possa accusarci di questo, visto che poi, tutto sommato, si tratta di un risparmio di soldi. Fra l'altro, mi sembra di ricordare che quando si discusse in quest'aula il provvedimento dei 120 miliardi fra i Gruppi ci fu una grossa discussione perchè non era un provvedimento che si vedeva di buon occhio, per cui, in fondo, siamo andati in quella direzione.
Terza questione: il discorso della frammentazione dei pagamenti e dell'eccessivo numero dei mandati. Io concordo con l'impostazione del discorso di Mafrica riguardo a certi mandati che sono veramente irrisori; sono cose che ho detto quando ero Consigliere e sono cose che dico adesso che sono Assessore. In effetti ci sono dei mandati di pagamento che dovremmo rivedere. Però, come giustamente faceva notare l'Assessore Rollandin, ci sono dei pagamenti che siamo obbligati a fare, e che sono di valore molto modesto. Ci sono poi delle leggi che, come ricordava il Consigliere Tamone, abbiamo votato in quest'aula (in particolare la n. 49 e 50) e che ci costringono a fare questi tipi di pagamenti; infatti io ricordo di un pagamento di 2500 lire! Fino a quando avremo queste leggi in piedi questi mandati dovranno essere emessi, non potremo farne a meno. Quindi si tratta di risolvere il problema a monte, lo abbiamo detto in Commissione lo scorso anno, quando abbiamo votato questa legge. Fin quando esisteranno questi provvedimenti non possiamo rimediare; si tratterà di rivedere a legge, perchè anch'io so benissimo che per fare un mandato di 2.000 lire probabilmente ce ne vogliono 30.000 agli uffici per pratiche varie, e quindi il gioco non vale la candela.
Per quanto riguarda il Consigliere Torrione, certamente prendo atto di quello che ha detto e vedrò di fare andare in questa direzione.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI - (Féd. D.P.-U.V.P.): Solo per sottolineare un dato che è anche una raccomandazione: mi riferisco all'intervento del Consigliere Mafrica: dobbiamo non essere contraddittori ed essere precisi; dobbiamo evitare che sotto più di una giustificazione, almeno formale, il punto di arrivo sia sempre quello di aumentare le dimensioni della burocrazia regionale. Far prefigurare un servizio o un ufficio regionale a soluzione dei molteplici e numerosissimi problemi che ci stanno davanti, è una soluzione troppo facile, che apparentemente sembra risolvere i problemi, ma nella sostanza li risolve con un aumento degli organici regionali, un aumento delle spese correnti regionali e con una sottrazione di energie umane e finanziarie allo sviluppo regionale.
Quindi studiare forme alternative significa avere una maggiore fiducia nelle iniziative che si organizzano o che si possono organizzare all'esterno della Regione: non sono cose da scartare o comunque sono cose da verificare, prima di procedere alla costruzione continua di uffici all'interno della Regione perchè - questo è un dato storico incontrovertibile - i servizi che fornisce l'ente pubblico sono abbastanza costosi e soprattutto mancano di quel minimo di flessibilità che iniziative esterne possono avere.
Per quanto riguarda poi il grande problema (non lo pongo in termini di polemica, bensì in termini di dato problematico su cui dobbiamo misurarci) è quello della dimensione dei laureati nella nostra Regione. Offrire loro come unica via di uscita o come situazione assolutamente appetibile il posto nel Palazzo regionale certamente è semplice, ma stiamo attenti, si tratta di creare situazioni occupazionali relativamente sane se non rapportate alla situazione dello sviluppo in generale. Voglio dire che è già troppo pesante, già troppo allettante il posto in Palazzo regionale; dobbiamo pensare ad una Amministrazione regionale che abbia una dimensione rapportabile alla nostra dimensione e che agisca perchè queste energie si auto organizzino e diventino produttive all'esterno. In caso contrario avremo un assorbimento di energie eccessivo da parte del Palazzo. Anche con questi risultati non è detto che un aumento e un incremento di occupazione del Palazzo corrisponde ad una migliore efficienza dei servizi. Mi pare che fare una affermazione del tipo "più dipendenti regionali più e migliori servizi" sia un dato - la storia ce lo insegna - sul quale va meditato e non accettato così semplicemente.
Per quanto riguarda le piccole cifre, nelle indicazioni programmatiche abbiamo sostenuto la necessita di procedere ad una revisione della legge di spesa, tendente, più che verso l'aspetto della dimensione della cifra (a parte alcuni sfoltimenti che andranno fatti quando raggiungono limiti minimi paradossali), ad uno snellimento delle procedure. Il fatto che per 2.500 lire si segua la stessa prassi che per i due miliardi, forse è eccessivo, (è eccessivo anche arrivare alle 2.500 lire che stanno in piedi finché ci saranno certe leggi che dovremo modificare), ma il problema è anche dello snellimento delle procedure.
Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Torrione, anche nelle indicazioni programmatiche è sottolineato che le due leggi di finanziamento ai Comuni hanno scadenza 31 dicembre 1983. E' in quella sede; cioè nella fase di riproposizione di quella legge, che bisogna verificare i risultati obiettivamente raggiunti e proporre le modifiche. Molto probabilmente, in quel momento, si porrà il collegamento del finanziamento agli enti locali, con il bilancio triennale dell'Amministrazione regionale.
Anche la mia è una dichiarazione di voto favorevole al rendiconto generale della Regione; comunque sottolineo il fatto che non sono tante le Regioni che (anche se quest'anno sono leggermente in ritardo) nel 1983 arrivano a conoscere i rendiconti dell'esercizio 1982. Anzi, credo che questo, al di là delle parole, sarà un dato obiettivo da sottolineare in modo positivo.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.) - A proposito dei 120 miliardi che il Consiglio regionale ha stabilito di fare entrare nelle casse regionali ricorrendo al credito, mi pare sia importante dire perchè ci siamo trovati in questa situazione. Qui non va sottaciuto il fatto che ci trovavamo, così come ci troviamo ancora oggi, di fronte ai ritardi gravissimi dello Stato nell'accreditare alla Regione quanto le spetta.
Rispetto, ad esempio, a quei famosi 2/10 di cui si è parato tantissimo ieri, sono state già dette tante cose, ma ci sembra che ne vada pur detta una: alcuni Consiglieri regionali si sono permessi - dal mio punto di vista per lo meno - di lamentare, rispetto a questo, una situazione di privilegio.
Ebbene, alcuni colleghi hanno già risposto a questo con le argomentazioni di un certo tipo. Io ne faccio un'altra non perchè non condivida le altre, ma perché aggiungo una considerazione, cioè se si tiene conto dei ritardi notevolissimi con i quali lo Stato rida alla Regione ciò cui la Regione ha diritto, troveremmo già un motivo assolutamente valido per cui i 2/10 dovrebbero rimanere. Ripeto: questa considerazione sempre in aggiunta a ciò che è già stato detto da altri.
Non voglio ricordare ai Consiglieri che hanno fatto quel tipo di considerazioni, che noi paghiamo tutta l'istruzione pubblica con un costo annuale di 60-80 miliardi.
Non voglio ricordare a questi Consiglieri che noi paghiamo il sovrapprezzo per produzione di energia termoelettrica, quando la Valle d'Aosta ha una produzione di oltre 2.500.000.000= KW/ora di energia idroelettrica. Ne consumiamo 700.000.000=, tutto il resto viene portato al di fuori. Ieri, qui, qualcuno ha parlato di solidarietà. Bene, la nostra solidarietà esiste in termini assolutamente concreti. Consigliere Torrione, non dimentichiamo per esempio... INTERRUZIONE... Per quanto riguarda l'energia elettrica non l'abbiamo voluta noi.... INTERRUZIONE...
Consigliere Torrione, per esempio l'energia così com'è non la abbiamo voluta noi perchè lo Statuto parla in termini molto diversi. Per esempio, per consentire al resto della Repubblica di fruire di questa importante quantità di energia idroelettrica la Valle d'Aosta ha sopportato grossi sacrifici, perchè vi sono delle popolazioni che se ne sono dovute andare da dove abitavano per permettere la costruzione di dighe per produzione di energia della quale usufruiscono gli altri. Per esempio a me è successo di illustrare, in modo molto pratico, queste cose a dei ragazzini della scuola media. Io ho detto loro quanto produciamo, quanto consumiamo e quanto paghiamo di sovrapprezzo per la produzione di energia termoelettrica e un ragazzino di prima media mi ha detto: "Allora ci fregano". Mi pare un ragionamento molto elementare.
La pretesa situazione di privilegio, che qualcuno in Consiglio ha millantato, non esiste, perchè tutti questi costi sono fatti in aggiunta a quanto è stato detto ieri. Siamo di fronte ad uno Stato che si permette di fare fronte ai propri impegni consentendo amnistie agli esportatori di valuta e agli evasori fiscali (l'anno scorso); l'ultima invenzione è stata sottolineata anche nello o.d.g. che abbiamo votato questa mattina ed è quella di amnistiare, tramite il pagamento di una cifra modica e irrisoria, gli abusi edilizi. Cosa significa questo?... INTERRUZIONE... Allora diciamo il governo. Il Governo, in questo modo, premia coloro che non rispettano le leggi. Questa è la verità indiscutibile! Questo è un fatto oggettivo, non è una valutazione soggettiva!
In questa situazione il consiglio regionale si è trovato nella condizione di fare ricorso al credito; rispetto ad una situazione di impossibilità a valutare correttamente quando sarebbero arrivati i fondi del riparto rispetto alle cose che si dovevano fare... INTERRUZIONE... egregio Consigliere Torrione, bisogna valutare i tempi in cui si sono fatte determinate scelte e i tempi successivi perchè noi, in quel momento non sapevamo quando tali soldi sarebbero arrivati. Nel valutare politicamente (questo è importante) ciò che è rimasto di non speso, bisogna tenere conto anche di questa situazione nella quale il Consiglio regionale si è trovato. Ma a questo punto aggiungo che, tenendo conto di queste valutazioni, noi, Consiglio regionale della Valle d'Aosta, dobbiamo rivendicare la nostra capacità di spendere e di spendere correttamente i fondi che abbiamo avuto a disposizione, rispetto a tutta una serie di altri "istituti" che non funzionano e che non li spendono. Di recente, tutti i giornali hanno parlato che la Regione Puglia, ad esempio, ha 1.500 miliardi di residui passivi. Giusto che qualcuno sollevi lo scudo nei confronti delle Regioni che si comportano in questo modo. Collega Mafrica, tu che sei appassionato di percentuali, 49 miliardi su 429 di previsione è leggermente superiore al 10%. Onestamente, dal punto di vista politico, questo significa che bene o male questa macchina, sia dal punto di vista burocratico che dal punto di vista amministrativo, e soprattutto dal punto di vista politico è in grado di marciare e marcia bene. Questo è uno degli aspetti che avremmo voluto, noi come Consiglieri regionali della Valle d'Aosta e noi come Giunta, portare come argomento di sostegno per la restituzione dei 2/10 che ci sono stati sottratti, perchè esiste, e deve essere messa in evidenza, la capacità di servirsi di ciò che abbiamo a disposizione. Questa Regione è senz'altro la Regione che al meglio si serve delle disponibilità che ha. Questo per quanto riguarda i 120 miliardi.
L'altra osservazione che ritengo di fare in parte me l'ha rubata il Consigliere Lanivi. Rispetto all'affidamento che la Regione fa per determinati studi a liberi professionisti o- studi specialistici esterni alla Regione, non credo che la soluzione possa essere quella di istituire per ogni singolo problema un ufficio regionale, perchè una volta risolto il problema, una volta accertato, una volta esaminato lo studio, noi dovremmo mantenere, senza nulla fare, lo ufficio che abbiamo messo in piedi. Non sto a ripetere le valutazioni correttissime che ha dato il consigliere Lanivi. Faccio un esempio pratico: quello dello studio Masoli. Il Consigliere Mafrica sa perfettamente che chi vi parla è stato un osservatore critico (in senso etimologico) della loro condotta. Se noi avessimo istituito un ufficio per lo studio e l'indagine delle fonti energetiche alternative della Valle d'Aosta, nella Regione, oggi quell'ufficio non avrebbe più nulla da fare, o per lo meno molto di meno di ciò che è stato fatto in questo periodo.
La seconda considerazione è questa: il Consigliere Mafrica, implicitamente, ha lamentato che in certe occasioni, l'Amministrazione e in particolare a responsabilità della Giunta, affida certi studi a dei privati piuttosto che ad enti pubblici. Bene, per quanto riguarda quello studio in modo particolare, avendo avuto occasione di partecipare a congressi nazionali ed internazionali, la risposta che mi è stata data, soprattutto a livello di Repubblica Italiana, è che se noi avessimo richiesto quello studio ad una Università, oggi 1983, non lo avremmo ancora, mentre invece, abbiamo già potuto legiferare nella materia. Per cui, se una parte del discorso di Mafrica è giusto, io dico che noi dobbiamo, al di fuori del palazzo, incentivare le capacità locali, le intelligenze locali e la scienza locale a contribuire con la Regione. Questo sì, ma ripeto, al di fuori di quella che è la struttura nel palazzo, perchè altrimenti creeremmo delle strutture parassitarie, parassitarie nel senso che, una volta esaurita la funzione, noi dovremmo comunque mantenerle senza fare niente.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.) - Credo che, molto opportunamente, l'Assessore Faval abbia collegato la discussione che stiamo facendo sul rendiconto generale della Regione dell'82 con il dibattito che c'è stato ieri sulla legge finanziaria della riduzione del riparto fiscale e potremmo anche collegarlo col dibattito che abbiamo fatto questa mattina sul programma per la legislatura '83-'88.
Io sono perfettamente d'accordo con l'Assessore Faval quando dice che ci sono delle gravi responsabilità dello Stato, che è inaccettabile un certo metodo per cui si decidono alcuni provvedimenti nei confronti della nostra Regione, come di altre, e poi si ritardano i pagamenti; è inaccettabile il metodo con cui si è introdotto questo articolo nella finanziaria poichè questo provvedimento è il responsabile, del condono, dell'abusivismo edilizio, che servono a introitare soldi nelle casse dello Stato. Si potrebbe fare un lungo elenco di cose che non vanno nel funzionamento dello Stato e nell'operato del Governo italiano.
Io credo però che noi dobbiamo dire con uguale chiarezza che la stessa irresponsabilità che ha dimostrato il Governo con questo condono dell'abusivismo edilizio, in una certa misura lo ha dimostrato il Parlamento italiano quando ha votato, nel novembre dell'81, la legge 690 che prevedeva, pur con un regime transitorio di 7/10, un riparto pari a 9/10 per la Valle d'Aosta. Questo stesso atteggiamento, questa stessa superficialità, questo modo affrettato di prendere visione dei problemi senza fare dei calcoli e delle valutazioni precisi, hanno creata una situazione che è di fatto insostenibile. Io credo che possiamo verificare questo proprio attenendoci ai dati che ci vengono forniti dal rendiconto generale dell'82.
Una volta tanto credo che bisognerebbe andare al di là delle belle parole, dei discorsi, delle teorie che ho sentito questa mattina ed andare a vedere un pochino anche le cifre. Penso che a discussione sul rendiconto generale dello 82, il primo anno di gestione della legge del riparto fiscale, come diceva giustamente l'Assessore alle Finanze, sia un'occasione per vedere che cosa ha rappresentato questa legge per le finanze della Regione Valle d'Aosta, se è una legge che conteneva degli elementi di squilibrio evidenti o no. Facciamo questa analisi e vediamo.
Altri Consiglieri, e in particolare il Consigliere Mafrica, si sono soffermati sulla parte spesa del rendiconto dell'82; io esprimerò alcune valutazioni sulla parte della spesa, però voglio soffermarmi soprattutto sulle entrate della Regione Valle d'Aosta per il 1982 e vedere che cosa ha comportato, nella politica delle entrate, l'approvazione della legge di novembre '81. La scarna reazione che accompagna il rendiconto mette in luce una differenza di Lire 1.800.000.000 fra a previsione definitiva del bilancio e l'accertamento finale. Aveva cioè ragione, oggi possiamo dirlo, chi sosteneva che le entrate del bilancio di previsione del 1982 erano state volutamente sottostimate per evitare di accentuare ulteriormente il già straordinario aumento delle entrate regionali determinato dalla legge sul riparto fiscale del novembre '81. Dal rendiconto, questo enorme aumento delle entrate regionali che si è verificato in un solo anno, nel passaggio dall'81 all'82, emerge in tutta la sua evidenza. Le entrate di competenza accertate nel 1981 ammontavano a 168 miliardi; le entrate di competenza accertate nel 1982 ammontano a 448 miliardi. In un solo anno le entrate di competenza della Regione sono aumentate di 280 miliardi, sono più che raddoppiate, sono cresciute del 166%, eppure, Consigliere De Grandis, eravamo nell'anno del contenimento della spesa pubblica, del tasso di inflazione programmato del 16%. Non siamo al 16% ma al 166% in più.
Ma c'è un altro dato del rendiconto che è ugualmente significativo e che finora non è emerso, ed è la consistenza patrimoniale della Regione. Io non sono un esperto di queste cose, però ho guardato le cifre, ho fatto dei confronti e viene fuori che l'attivo netto patrimoniale della nostra Regione è passato dai 13 miliardi del 31 dicembre '81 ai 133 miliardi del 31 dicembre '82, con un aumento del 920%. Questo è quello che dicono i dati. La moltiplicazione delle entrate di competenza e dell'attivo patrimoniale ci indicano quindi che il 1982 ha rappresentato un anno di svolta fondamentale nell'entrata regionale; svolta a cui avrebbe dovuto corrispondere una svolta altrettanto radicale e fondamentalmente reale nella spesa regionale. Così non è stato, però su questa parte della spesa ritornerò in seguito.
Prima di passare alla spesa vorrei ancora esporre al Consiglio alcuni interrogativi che, personalmente e come Gruppo politico, ci siamo posti sulla composizione di questa entrata della Regione Valle d'Aosta nell'82, che poi è l'entrata dell'83 e che continuerà. Cioè da dove vengono questi 448 miliardi che la Regione ha incassato o potenzialmente incassato nel 1982? Anzitutto, una prima valutazione da fare: questi 448 miliardi, al di là del loro aumento rispetto all'81, sono da considerare tanti o pochi? Rispetto alle esigenze, rispetto al luogo, rispetto alla realtà di una Regione a statuto speciale? Fanno di noi una Regione, cioè, con entrate scarne, misere, o con entrate notevoli?
Secondo punto: questi 448 miliardi da dove vengono? Chi li tira fuori? Chi ce li dà concretamente?
Terzo punto: questi 448 miliardi sono stati il frutto di una annata particolarmente buona e favorevole e hanno rappresentato quindi un tetto massimo e invalicabile, oppure sono suscettibili di ulteriori e sensibili aumenti?
Vorrei cercare di rispondere brevemente a questi tre punti. La prima risposta è molto semplice: i 448 miliardi del nostro bilancio sono tantissimi. L'ho già detto ieri, non voglio ripetere le cifre. Limitandoci al bilancio di previsione, ai. 429 miliardi e non ai. 448 miliardi, ho detto ieri che tali cifre facevano della Regione Valle d'Aosta la Regione d'Italia con le più alte entrate in proporzione agli abitanti, il doppio, ad esempio, rispetto alla Provincia di Bolzano. Per rispondere all'osservazione di stamani di Lanivi, anche la Provincia di Bolzano non è una Regione, è una Provincia autonoma, piccola, un pochino più grande della Valle d'Aosta ma sempre piccola, montuosa, eppure con una situazione di autonomia radicata, con delle motivazioni certamente valide, profonde quanto le nostre. La provincia autonoma di Bolzano, nel 1982, aveva le entrate del suo bilancio che erano la metà, in proporzione agli abitanti, rispetto a quelle della Valle d'Aosta. Ieri qualcuno ha detto che nella legge finanziaria si aumentano le entrate della Provincia autonoma di Bolzano; non è vero, si aumentano le entrate per il 1984 della Provincia di Bolzano del 10% rispetto a quelle del 1983. Ciò vuol dire, poichè il tasso di inflazione è programmato e previsto nel 10%, che in realtà saranno inferiori al 1983 perchè probabilmente il tasso di inflazione supererà il 10%. Quindi non è affatto vero che verranno aumentate le entrate della Provincia di Bolzano. Non solo, ma ho detto ieri che quel dato che noi abbiamo dei 429 miliardi di previsione e 448 miliardi di consuntivo, fanno della Regione Valle d'Aosta una realtà in cui le entrate sono superiori, non solo a tutte le altre Regioni del nord Italia (non ho i dati di tutte le Regioni) a statuto ordinario o a Statuto speciale, ma addirittura dello stesso Stato italiano.
La seconda domanda, è cioè da dove vengono questi 448 miliardi, è un pochino più complessa, però credo che si possa disaggregare minimamente questo dato perchè è importante anche rispetto al dibattito che abbiamo fatto questa mattina.
Questo mucchio di miliardi che sono a disposizione della Regione Valle d'Aosta sono espressione di una economia particolarmente florida, di 100.000 redditi da capogiro, di affari particolarmente fiorenti, di uno sviluppo riproduttivo eccezionale, di uno sviluppo, come diceva questa mattina il Consigliere Lanivi, autocentrato della Regione?
Dal Rendiconto apprendiamo che non è così, perchè di questi 448 miliardi accertati nell'82, soltanto poco più della metà, cioè circa 250 miliardi vengono dai contribuenti valdostani, sotto forma di imposta sul reddito, sul patrimonio, sugli affari, sulla produzione e sui consumi, oppure vengono sotto forma di trattenute sulla busta-paga per l'assistenza sanitaria, per l'edilizia popolare, oppure sono entrate derivanti dal patrimonio della Regione, da utili di enti o aziende regionali. L'insieme di tutte queste voci ammonta a circa 250 miliardi. Rimangono fuori oltre 200 miliardi che sono costituiti essenzialmente da due gruppi di cespiti: primo, da proventi che ci giungono tramite l'autoporto di Pollein e il Casinò di Saint-Vincent (circa 150-1.60 miliardi), cioè da corpi essenzialmente estranei alla realtà economica e produttiva della Valle d'Aosta, che non sono certamente realtà di sviluppo autocentrato. Oppure sono fondi che lo Stato ci dà per specificati interventi, cioè per leggi di settore (trasporti, consultori, programmi di sviluppo, ecc.), soldi che lo Stato dà a noi come a tutte le altre Regioni e che fanno sì che con quello che dicevo ieri, con un riparto dei 9/10; noi veniamo, di fatto, ad avere dallo Stato una situazione di entrate di 10-11/10.
Se questa analisi delle entrate del nostro bilancio regionale è corretta - naturalmente può essere anche sbagliata, però vorrei che mi si rispondesse nel merito di queste osservazioni, non con discorsi generali - allora noi dobbiamo fare una riflessione attenta e preoccupata, dobbiamo cioè prendere atto che la nostra Regione autonoma si regge soltanto per il 50% col contributo finanziario dei cittadini valdostani e tende quindi a configurarsi come una Regione finanziariamente assistita.
Altro che sviluppo autocentrato! Se autonomia e autodeterminazione non significa rivendicare i privilegi, ma significa possibilità e capacità di contare sulle proprie forze e risorse, come stamani è stato detto, allora credo che noi abbiamo imboccato la strada leggermente sbagliata, leggermente deviante e credo che sarebbe bene per la nostra coscienza autonomistica, per la nostra capacità di autogoverno, per programmare il nostro sviluppo, rendersene conto in tempo.
Anche rispetto alla terza questione, cioè se questi 448 miliardi sono una annata eccezionale, rappresentano un tetto invalicabile, è abbastanza facile rispondere. Non è vero, perchè chiaramente quando avremo il rendiconto del 1983 ci renderemo conto che quest'anno saremo arrivati, se non avremo superato, ai 500 miliardi: 445 erano i miliardi già inseriti nel bilancio di previsione dell'83, 51 li inseriremo con l'assestamento di bilancio nel punto successivo, nell'82, come sapete tutti quanti, abbiamo percepito ancora i 7/10 dél riparto fiscale, mentre nell'83 siamo ritornati ai 9/10; nell'84 vedremo, certamente, i destini della legge finanziaria.
Inoltre alcune entrate dell'82 non sono state inserite nel rendiconto perchè sono state, in pratica, direttamente cancellate, come dice la relazione a pagina 3 e verranno aggiunte automaticamente alla competenza dell'esercizio 1983. L'anno prossimo vedremo a che punto sarà arrivato.
Infine, per dimostrare che questo tetto non è assolutamente invalicabile se ci fosse la volontà politica, nel caso che se ne presentasse la necessità, il bilancio regionale, sappiamo benissimo, potrebbe essere facilmente aumentato con una politica dell'entrata, che può essere anche dolorosa ma che è molto semplice: la Regione può agire in molti modi, può agire sull'esenzione fiscale, può agire sull'imposizione fiscale, può agire sull'evasione fiscale, cioè ha degli strumenti propri di intervento in questo campo, se volesse usarli, cosa che finora evidentemente non è stata fatta e non c'era neanche motivo per farlo in queste condizioni.
Riassumendo quindi il discorso della parte entrata, vorrei ribadire che dai dati (non da teorizzazioni) che abbiamo del rendiconto dell'82, a nostra Regione aveva e continua, a mio avviso, ad avere, delle entrate che sono cospicue e con il minimo sforzo, e direi che dal rendiconto emerge anzi una certa difficoltà per la Regione proprio nello spendere questi soldi. Questo è il dato che caratterizza proprio la parte della spesa del rendiconto dell'82.
Anzitutto, per quanto riguarda la spesa, va qui sottolineato che se c'è stato questo grosso incremento dell'entrata e quindi una situazione di eccezionalità, una identica capacità di rendere eccezionale la spesa regionale. Del resto, questa capacita di utilizzare bene le somme, di spenderle rapidamente, non si inventa; se non si hanno, se non si creano gli strumenti necessari e se non esiste una volontà politica di governo, la spesa regionale continuerà inevitabilmente a mantenere gli attuali caratteri di ripetitività, di disordine e di dispersione, dispersione che risulta evidente dai dati che ha fornito il Consigliere Mafrica: i 52.000 mandati per pagare, compresi i residui, 289 miliardi significano 5 milioni per mandato, significa una dispersione di spesa enorme.
Ma oltre alla dispersione il rendiconto mette in luce una grossa difficoltà di spesa di carattere generale. L'avanzo di competenza è di 78 miliardi, lo avanzo di amministrazione di 54 miliardi e mezzo; la Giunta non è riuscita nemmeno ad impegnare una grossa fetta delle risorse finanziarie disponibili nell'82 e non ha utilizzato cospicue assegnazioni statali per la cassa, i consultori familiari, la formazione professionale. Queste entrate sono state tranquillamente spostate al 1983. Cioè la Regione non riesce a utilizzare tali fondi e li trasmette da un bilancio all'altro.
Ancora più preoccupante è il dato riguardante la capacità di spesa e c'è una tabella in proposito nella relazione.
Dei 372 miliardi impegnati nell'82 soltanto 226 sono stati effettivamente pagati con una capacità di spesa del 60%, cioè la Regione riesce ad utilizzare rapidamente soltanto poco più della metà delle sue risorse.
Non solo, la capacità di spesa, questo è un dato estremamente interessante, è alta per quanto riguarda le spese correnti e disastrosamente bassa nelle spese del cosiddetto investimento. Dei 226 miliardi effettivamente pagati, soltanto 88 sono andati per le spese di investimenti e poco più di 136 sono andati per le spese correnti. Il rapporto non cambia se inseriamo nel conto anche i pagamenti sui residui, perchè calcolando anche il pagamento sui residui risulta che su questi 289 miliardi effettivamente pagati, 168 sono andati per la spesa corrente e solo 120 per gli investimenti.
Alla luce di questi dati, ha ben scarso significato quanto viene affermato nella relazione, esattamente a pag. 15, quando si sottolinea che il 45% delle risorse disponibili sono state assegnate per le spese correnti e il 54% per le spese di investimento. E' evidente che con un aumento di 280 miliardi delle risorse disponibili, ci sarebbe stato un notevole incremento delle spese cosiddette di investimento. Ma quello che noi dobbiamo andare a guardare è se anche la spesa corrente è aumentata oltre o sotto la soglia del tasso di inflazione, cioè se, e in che misura, le nuove risorse, provenienti dal riparto fiscale, sono state utilizzate per spese di investimento o per rigonfiare ulteriormente l'apparato regionale. E la risposta anche qui l'abbiamo dal rendiconto: le spese correnti che erano state di 132 miliardi nell'81 (rendiconto '81) sono attualmente arrivate a 169 miliardi nel rendiconto '82, più 37 miliardi, più 28% che si pone ben oltre il tasso programmato di inflazione.
Se vogliamo fare una ulteriore verifica sulla dinamica delle spese correnti, basta andare a vedere l'evoluzione delle spese di funzionamento istituzionale. Anche qui, nella reazione, abbiamo una affermazione a pag. 7 in cui si dice: "E' da porre in rilievo che tra le previsioni iniziali (23 miliardi) e gli impegni definitivi (26 miliardi) si evidenzia un tasso di crescita pari al 10,9% che denota l'attenzione posta al contenimento delle spese di funzionamento istituzionale e in relazione all'aumento dei costi e tariffe per effetto del tasso di inflazione". Non capisco che significato abbia questa affermazione. Si fa il confronto tra la previsione iniziale e il rendiconto definitivo, ciò non ha alcun significato. Il confronto va fatto fra l'accertamento finale dell'81 e l'accertamento finale dell'82 per vedere quanto è aumentata la spesa. E da questo confronto fra accertamento finale '81 e accertamento finale '82 vediamo che siamo passati dai 21 miliardi di spese istituzionali nell'81 ai 26 miliardi dell'82. Quindi più 5 miliardi e non più 3 miliardi come si dice qua, più 24% quindi anche qui ben oltre il tasso programmato di inflazione.
Fra l'altro, dico questo come dato di dettaglio che non è assolutamente significativo, ma può indicare qualcosa: gli aumenti percentualmente maggiori che noi abbiamo tra rendiconto '81 e rendiconto '82 sono proprio su capitoli in cui, invece, sarebbe facilissimo contenere la spesa. Mi riferisco ai capitoli 20250 che sono le indennità di carica per il Presidente della Giunta e gli Assessori che hanno avuto un incremento del 100%; cap. 22100, spese per partecipazioni a convegni, celebrazioni pubbliche, ecc. ed anche qui siamo andati ad un aumento estremamente alto.
In conclusione il rendiconto mette in luce le grandi risorse finanziarie di cui dispone, di cui disponeva e di cui continua a disporre la nostra Regione, risorse che ci davano e ci danno la possibilità di impostare una efficace azione, non solo di amministrazione dell'esistente, ma di trasformazione economica e sociale della Valle d'Aosta.
Questa possibilità purtroppo non è stata ancora sfruttata dalla Giunta regionale. Né vi sono, a nostro avviso per ora, segni chiari di una modifica di tale comportamento.
Si dà atto che alle ore 18,30 assume la Presidenza il Vice Presidente Dolchi.
PRESIDENTE: Colleghi consiglieri, nel momento in cui ho assunto provvisoriamente, per incarico del Presidente Bondaz, la Presidenza del Consiglio, si erano iscritti a parlare, perché siamo sempre in discussione generale, i Consiglieri Baldassarre e De Grandis. Per ordinare i lavori chiedo se vi sono altri colleghi che intendono prendere la parola in sede di discussione generale.
Il Consigliere Mafrica, l'Assessore Rollandin.
Colleghi, vi ricordo che ordini del giorno ed emendamenti devono essere presentati in sede di discussione generale.
Sono iscritti a parlare 4 Consiglieri, dopo di che se non ci saranno altre iscrizioni, si chiuderà la discussione generale e l'Assessore alle Finanze, se lo ritiene, potrà prendere ancora la parola per rispondere.
Il Consigliere Baldassarre rinuncia alla parola.
La parola al Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.) - Per prima cosa vorrei ricordare al Consigliere Riccarand che secondo la concezione spadoliniana, quella repubblicana e quindi anche mia, rigore non significa assolutamente perpetuare una situazione di ingiustizia nei confronti della Regione Valle d'Aosta o di qualunque altra Regione. Se a quell'epoca è stato approvato un riparto, credo sia stato approvato con estremo ritardo nei confronti della Valle d'Aosta, quindi il rigore in questo caso non c'entrava; c'entrava, caso mai, la eventuale trattativa con la Regione per vedere, contemporaneamente, di contenere questo riparto in considerazione delle difficoltà di carattere generale, economico che attraversava il Paese.
Su questo consuntivo è stata fatta una disamina piuttosto attenta, direi anche diligente, specialmente da parte del Consigliere Riccarand; però vorrei anche sottolineare che a volte, ad essere troppo diligenti con un documento di questo genere, si finisce per andare a ricercare alcuni risvolti contabili che hanno un valore del tutto relativo e di perdere di vista quelli che sono invece i risvolti di carattere politico che sono molto più interessanti, soprattutto perchè la ricerca così puntigliosa porta poi a fare delle considerazioni che sono di carattere statistico; sappiamo che le statistiche hanno un valore per darci una indicazione, per suggerirci una ricerca, ma in genere sono di per sé stesse bugiarde, perchè presentano limiti che tutti conosciamo, soprattutto quando si tratta di un bilancio come il nostro che, agli effetti delle ricerche statistiche, è di piccoli numeri e non di grandi numeri, indispensabili per potere avere delle indicazioni credibili in fatto di statistiche.
Vorrei ricordare anche una cosa: quando si è parlato del bilancio di previsione dell'82 e delle entrate, vi fu, da parte dell'opposizione, una levata di scudi piuttosto pesante, contro quella previsione di entrate, ritenendola assolutamente fuori dalla realtà, ritenendola addirittura un metodo voluto politicamente per nascondere entrate per fini diversi, per non fare vedere che il bilancio regionale lievitava in maniera eccessiva e per tenersi poi eventuali margini di manovra durante il corso dell'anno, quando i vari flussi delle entrate sarebbero stati maggiori.
Debbo dire che, per quelle che sono le mie conoscenze, la previsione che è stata fatta dai tecnici della Regione sulle entrate è stata particolarmente felice, anche se, ed era stato detto allora dall'Assessore alle Finanze, improntata alla prudenza. Quindi è stata una previsione di una correttezza, secondo me, estrema proprio perchè era stato detto che era stata fatta una previsione cercando di avvicinarsi il più possibile alla realtà, il che era molto difficile, e in più era stata fatta con prudenza per ragioni politiche che io condivisi in quel momento.
Si discusse parecchio poi, sul fatto dell'anticipazione di cassa (120 miliardi) che io criticai tecnicamente sotto molti aspetti ma che aveva in sé anche una finalità politica; ricordiamoci però che, sotto il profilo tecnico, una parte di questa anticipazione di cassa è stata utilizzata, è stata necessaria alla Regione che l'ha poi rapidamente coperta però l'ha utilizzata. Quindi questa operazione era necessaria.
Nella stessa epoca facemmo anche delle altre operazioni che possiamo definire di ingegneria contabile e che potrebbero, sotto certi aspetti squisitamente tecnici, essere discusse, come quella di fare delle previsioni di accensioni di mutui che sapevamo non sarebbero stati contratti, anche perchè non c'erano i tempi tecnici per contrarli. Ma erano operazioni giustificate dalla necessità di avere la copertura di certe spese e per poter fare certi impegni che altrimenti non si sarebbero potuti fare, soprattutto per fare forti investimenti. Quindi tutta a grossa difficoltà che nasceva dalla incertezza e dalla lentezza dei flussi delle entrate - sono cose che abbiamo constatato perchè era difficilissimo fare delle previsioni, ameno che le previsioni dell'opposizione non fossero volutamente campate in aria e quindi fatte in mala fede, ma non ci credo - evidentemente era materia estremamente opinabile ed è ancora oggi estremamente opinabile. Non a caso io ieri raccomandavo all'Assessore Martin, che ha gentilmente raccolto la raccomandazione, di fare un grosso sforzo proprio per accertare quali sono le entrate che spettano alla Regione per effettuo del riparto, dei singoli settori di imposizione fiscale e di fare un altro sforzo per accelerare questo flusso delle entrate che è altrettanto importante. Sono due dati sui quali il bilancio si deve basare per avere a certezza di ciò che si può spendere. Sappiamo tutti che l'Ente pubblico non è rapido come un privato nella spesa, per tutta una serie di controlli che impongono certi tempi per poter erogare; ragione per cui se non cerchiamo di accelerare, laddove è possibile, i flussi delle entrate, se non abbiamo la certezza di quello che possiamo spendere, questi tempi, fatalmente, si allungano e fatalmente si dilatano anche i residui passivi, contro i quali tutti abbiamo levato la nostra protesta, in quest'aula, nelle varie occasioni in cui abbiamo discusso questi argomenti.
Ora si tratta, evidentemente, di fare uno sforzo proprio in quella direzione, ma soprattutto si tratta di andare alla ricerca delle cause che ritardano a spesa, il flusso delle entrate e il flusso delle uscite per poter suggerire i metodi e gli strumenti ed ovviare a questi ritardi. Questa è la funzione, secondo me, che dobbiamo svolgere e che dobbiamo anche ricavare dall'esame di questi documenti.
Credo che l'Assessore Martin sia stato particolarmente signore per la prudenza che ha dimostrato nel presentare (non lo ha gestito lui) questo bilancio; quindi aveva un obbligo morale, direi, di essere estremamente prudente. Oggi ci darà poi qualche risposta in più in questo secondo intervento, ma la prudenza si imponeva., Sarà diversa, ne sono convinto, la sua posizione quando si presenterà il consuntivo del 1983, perchè per metà dell'anno l'avrà gestito lui in maniera diretta, anche se su cose già fatte da altri certamente il segno del suo intervento ci sarà. In quell'occasione ci dirà di più.
Questi motivi mi portano a contenere il mio intervento di questo consuntivo anche perché evidentemente non è un consuntivo che riguarda questa Giunta Regionale, non è un consuntivo che riguarda questa maggioranza, riguarda quella precedente.... INTERRUZIONE...
E' diversa la cosa, collega Riccarand, tu hai gia fatto prima una confusione, un errore non so se volontario o no: hai voluto raffrontare questo consuntivo alle linee programmatiche discusse ieri, che vanno dal 21 luglio in avanti, non riguardano il 1982. Questo è un raffronto che non puoi fare, che non devi fare perchè, correttamente, non può essere fatto! Allora c'era un tipo di programma che era stato fatto con l'ingresso dei democratici popolari nella maggioranza, uno schemino che potevi anche tirare in ballo con questo consuntivo (non lo hai fatto), ma mi tiri in ballo le linee programmatiche che sono state discusse ieri! Non mi pare che questo sia un paragone che si possa fare.
Tu stesso hai riconosciuto che quel documento rappresentava una svolta e allora vuol dire che questa Giunta è una cosa diversa dalla Giunta di ieri, anche se presenta tutta una serie di caratteri di continuità rispetto alla precedente; ma continuità non significa staticità. Nella continuità ci può essere il progresso e io credo che ci sarà il progresso. La mia presenza in questa maggioranza ha anche questo significato, se mi perdoni l'immodestia.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Rollandin che effettua il suo primo intervento; ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.) - Avendo ascoltato gli interventi, in particolare quello di Riccarand, volevo fare solo due brevissime considerazioni, che non entrano nel merito di quanto ha già detto e diramato. Mi riferisco ai raffronti che vengono fatti su quanto la Regione riceve rispetto alle spese che deve sostenere. E' un raffronto che non sta in piedi, perchè in tutti i settori di competenza che la Regione ha, è sempre penalizzata da un dato di fatto: che, in generale, come politica, si cerca di prevenire piuttosto che sanare. Mi spiego: nelle quote che la Regione Valle d'Aosta ha assegnato ai consultori, si fa il calcolo della mortalità infantile.
Più sono i morti più sono i soldi. Allora, se io cerco di organizzarmi per fare un'azione preventiva, sono penalizzato, perchè l'anno dopo non ho più i soldi.
Incendi: si fa in proporzione della superficie di bosco bruciata; più sono le aree bruciate più soldi arrivano. Allora, seguendo il tuo ragionamento diamo fuoco, così abbiamo i soldi!
Il tuo errore di fondo è nel calcolo del dieci. Quando tu mi dici 11-12/10 mi devi spiegare come facciamo a comporre il dieci, perchè il tuo dieci è falso, è un errore in quanto la spesa storica accertata per le Regioni non è mai stata equiparata, perchè tutti gli anni, come si sta dimostrando anche quest'anno, i deficit si ripianano. Si dice: benissimo, lo Stato copre tutti i morti. Morale: chi ha speso, non importa con quale criterio, è sempre a posto. Ti porto un esempio: i Comuni della nostra Regione in generale, si tenevano al pareggio, morale: fregatura solenne, tutti penalizzati, gli altri deficit lo Stato li ha ripianati i nostri no. Di esempi di questo tipo per comporre dieci ce ne sono a iosa. Stesso discorso per la difesa del suolo e dell'ambiente. che cosa si guarda? Non si guardano le difficoltà oggettive della nostra Regione, si guarda quante sono state le frane e i disastri. Se sono stati pochi allora meritiamo poco. Questo è accertabile.
Allora, se noi studiamo questi calcoli - stessa cosa si può fare per le valanghe, ecc. - se il discorso viene visto sotto questi parametri è dimostrato che noi non abbiamo quanto ci spetta; non gli 11 o 12/10 come tu, con questi numeri crudi vorresti farci credere, perchè le cose bisogna vederle al momento della composizione della spesa normale, però a questo punto viene fuori in modo palese che quanto tu stai dicendo è assolutamente falso.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.) - Voglio ribadire due concetti: il primo è sulle discussioni che facciamo in quest'aula e sul peso che hanno. Devo dire che non mi è piaciuta la dichiarazione del Presidente della Giunta in occasione della decurtazione dei 2/10 rispetto alle critiche che noi avevamo già anticipato sulla incapacità di spesa della Regione. Non mi è piaciuta non perchè il Presidente della Giunta non abbia il diritto di contestare le affermazioni, ma perchè è stata aprioristica: "se lo dice l'opposizione è assurdo". Questo è il ragionamento. A parte che il Presidente della Giunta ieri, come oggi, non assiste a delle parti interessanti del dibattito, secondo me è un segno che non va nella direzione del programma, in cui si diceva che i rapporti tra opposizione e maggioranza dovevano essere riferiti ad un possibile miglioramento del dibattito, della qualità del confronto.
Allora ci tengo a ribadire che le osservazioni che noi abbiamo fatto in sede di bilancio di previsione 1982, in sede di anticipazione di cassa di 120 miliardi e in tema di previsione di bilancio 1983 erano corrette e vengono, man mano, dimostrate dai fatti.
Nel 1982 noi avevamo detto che il bilancio era sottostimato perchè c'era una entrata in ritardo sul riparto fiscale che avrebbe dovuto venire. Dobbiamo dire che, contrariamente a quanto affermavano altri che non credevano ala possibilità che lo Stato desse il riparto 1981, oggi come oggi, l'Assessore Martin mi può smentire, tutti gli arretrati sono arrivati. Invece che gravare, per esempio, nella parte entrata dell'82, graveranno in quella dell'83. Ma questo dato di fatto, cioè che c'erano delle somme per arretrati del riparto 1982 da incamerare, era un dato vero. Quando si discuteva dell'anticipazione della finanziaria per 120 miliardi, noi dicevamo che la Giunta, in due mesi, non avrebbe potuto impegnare 120 miliardi: infatti non li ha impegnati.
Nel 1982, a chiarimento di quanto ho detto prima, anche per l'Assessore Faval che, forse, ha frainteso, c'è una differenza fra l'avanzo di competenza, la discordanza di impegno e i residui passivi. Ci sono 49 miliardi di differenza fra la previsione iniziale e le somme impegnate; ci sono 157 miliardi di residui passivi. Non è che come Valle d'Aosta siamo in una percentuale così lontana dagli altri; questo è il fatto che voglio sottolineare. Aggiungo un elemento sulla capacità di spesa: quest'anno la capacità di spesa è diminuita rispetto all'anno precedente. Il ragionamento quindi che noi facciamo è il seguente: che per un determinato periodo si è utilizzata la lentezza nel pagamento da parte dello Stato per mascherare quella che invece è una incapacità di operare a livello di Giunta regionale.
L'Assessore Martin pochi giorni prima che venisse la notizia del taglio aveva affermato che per quello che riguarda il 1983 in pratica, lo Stato è in regola. Infatti lo Stato ha versato 144 miliardi, prima tranche del riparto per l'83, ha versato 94 miliardi di riparto per l'arretrato, complessivamente la Regione ha già avuto dallo Stato buona parte delle entrate del 1983. Poi c'è stata la mai sufficientemente criticata decisione del taglio dei 2/10 che abbiamo discusso ieri, ma da questo punto di vista non credo che si possa accusare, far ricadere sul Governo la responsabilità di una incapacità di spesa che è della Giunta regionale.
La Giunta regionale aveva 448 miliardi a disposizione, ne ha impegnati 380. Certamente rispetto all'anno prima, quando avevamo un bilancio molto inferiore, c'è stato un impegno in valore assoluto rilevante. Però non si è stati in grado di impegnare tutte le cifre che erano a disposizione. Ribadisco che anche quest'anno, al 31 agosto del 1983, in cassa c'erano 36 miliardi, c'era stato da parte dello Stato il rispetto dei pagamenti per gli arretrati di riparto e per le quote del 1983; quindi io credo che il problema che noi sottolineamo è quello di arrivare ad una migliore capacità di impegno e di pagamento da parte dell'esecutivo regionale. Questo è il punto che vogliamo sottolineare.
Noi pensiamo che uno degli elementi sia quello di avere dei progetti, e su questo non mi sono state fatte delle contestazioni, e che il secondo sia quello di una migliore utilizzazione della macchina regionale. Se la macchina regionale è impostata per seguire quella trafila dei mandati di pagamento così frammentari e dispersivi, probabilmente non può essere utilizzata per spendere, meglio le risorse che la nostra Regione ha a disposizione.
Avevo fatto una ulteriore proposta, che credo meriti di essere discussa, che è quella di attivare le energie intellettuali, le competenze che sono presenti nella nostra Regione. Non credo che tutto sia risolvibile così semplicemente facendo una serie di uffici, ma una struttura, in qualche modo collegata al potere regionale, che utilizzi ai fini della ricerca le competenze e le energie intellettuali che qui ci sono, secondo noi è un obiettivo da perseguire. Potrà essere anche una struttura autonoma, se si vuole evitare l'appesantimento della macchina burocratica, ma io credo che ci si debba porre questo obiettivo, perchè per avere una iniziativa politica adeguata alle necessità della crisi occorre prima di tutto avere dei dati di conoscenza, poi dei progetti e poi avere una macchina amministrativa capace di spenderli. Quindi noi non concordiamo con altri interventi dell'opposizione che ritengono eccessive le entrate della nostra Regione: noi riteniamo che le entrate della nostra Regione siano adeguate ad una serie di diritti che storicamente si sono affermati.
Riteniamo invece che si siano, in questi anni, persi numerosi autobus, se posso usare questa espressione. Avevamo 140 miliardi di arretrati, li abbiamo utilizzati senza cambiare il funzionamento della macchina regionale; se non riusciremo a spuntare la battaglia per il riparto, avremo nei prossimi anni una quantità di risorse a disposizione che sarà più o meno sufficiente soltanto per quella che è la normale amministrazione. Se noi quei 140 miliardi che abbiamo avuto in più perchè era un arretrato, durante questi anni, li avessimo utilizzati diversamente invece di non riuscire ad impegnare neppure tutte le somme disponibili, probabilmente avremmo potuto creare, attraverso investimenti, maggiore occupazione e migliori servizi sociali.
La nostra critica quindi che ci porta ad un voto negativo su questo bilancio consuntivo è di tipo politico, è riferita al modo con cui sinora si è speso, si è utilizzato la struttura regionale.
Siamo sempre fiduciosi che le cose possano cambiare, ma se dobbiamo dare un giudizio su quello che è accaduto nel 1982 dobbiamo dire che la Regione Valle d'Aosta non è riuscita ad utilizzare le risorse che aveva a disposizione e le ha utilizzate in modo frammentario e dispersivo.
Si dà atto che alle ore 19,07 assume la Presidenza il Presidente Bondaz.
PRESIDENTE: Credo che la discussione generale possa intendersi finita. Se nessuno chiede la parola passerei ala lettura dell'articolato.
Ha chiesto di parare il consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.) - Chiedo la parola per due brevi osservazioni sulle affermazioni del Consigliere De Grandis e dell'Assessore Rollandin.
Il Consigliere De Grandis diceva che non è corretto confrontare il rendiconto 1982 con le linee programmatiche discusse questa mattina. Infatti io non ho fatto assolutamente quel tipo di confronto, non avrebbe alcun significato. Quello che ho detto è che dalla discussione del rendiconto '82, dai dati che emergono da questo rendiconto, noi dobbiamo trarre delle conclusioni anche rispetto alla discussione che abbiamo fatto questa mattina rispetto alle scelte di governo che si fa.
Rispetto a quello che ha detto l'Assessore Rollandin io non ho ben capito il suo ragionamento. Credo però che non si possano fare dei raffronti, fra l'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta e la situazione delle altre Regioni a statuto ordinario o dei Comuni. Si tratta di situazioni completamente diverse. Può darsi, anzi sarà probabilmente vero, che la Regione Valle d'Aosta, su tutta una serie di leggi di settore, venga a prendere meno di quanto può prendere la Regione Piemonte ad esempio, o la Regione Calabria, o la Regione Campania o il Comune di Napoli, ecc. La differenza sostanziale, fondamentale, è però che mentre le altre Regioni e gli altri Comuni prendono solo quello e poco più, la Regione Valle d'Aosta prende quello più i 9/10. Il che mi sembra che faccia una bella differenza. E' questo che l'Assessore Rollandin non capisce, perchè io dico che noi arriviamo ai 12/10. La cosa è semplicissima, perchè se oltre a ricevere dallo Stato i 9/10 di quasi tutte le imposte e le tasse che i cittadini valdostani versano allo Stato, riceviamo anche i finanziamenti di tutte le leggi per settore... INTERRUZIONE... parla pure, ma io mi riferisco alla nostra situazione. Se tu cambi continuamente discorso, tu divaghi da quello che è il tema centrale.
Il problema è di mettere a fuoco se quella situazione dei 9/10 è una situazione equa oppure se è una situazione che dà una situazione privilegiata alla Valle d'Aosta; oppure se è la situazione dei 7/10 la più equilibrata. Non è questione di masochismo, è questione di avere una concezione autonomistica un pochino più corretta.
Il Consigliere Tamone diceva che noi nello Stato italiano non vogliamo starci: è una scelta legittima. Io non ho nessun motivo di particolare affezione per lo Stato italiano e posso anche condividere, ma non è questo il problema. Però se non si vuole stare all'interno di uno Stato, non si può neanche pretendere di essere assistiti, di essere posti in una condizione privilegiata da questo Stato. Mi permetti che questo è assurdo.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Fédération D.P. - U.V.P.) - Sarò telegrafico. Il discorso ci ha portato molto lontani, ci ha portato a discussioni già fatte ieri e questa mattina, soprattutto perchè al Consigliere Riccarand ha già risposto molto bene il Consigliere De Grandis, che mi ha preceduto. Però è necessario dire due cose: al Consigliere Mafrica che diceva che, praticamente, non abbiamo più da percepire degli arretrati per quanto riguarda l'81 e l'82, devo dire che non è vero. In effetti, dobbiamo percepire ancora alcune quote dell'81 e dell'82, che si riferiscono in particolare all'art. 6, le quote versate fuori Valle, cioè la ritenuta alla fonte e le imposte sugli interessi bancari versate fuori della Regione.
Al Consigliere Riccarand, il quale ha fatto un'analisi sulle capacità di spesa, ossia ha detto che la capacità di spesa è stata grande per le spese correnti e molto minore per gli investimenti, direi che è la conseguenza logica della situazione di cassa che avevamo nel 1982. In quel momento, per un certo periodo, mancavano fisicamente i soldi in cassa, quindi evidentemente le spese correnti, cioè gli stipendi (professori delle scuole, forestali, ecc.) venivano pagate, mentre venivano ritardati certi pagamenti, che erano invece le spese di investimento. Questa è la spiegazione a questa minore capacità di spesa per gli investimenti rispetto alle spese correnti.. E' normale che ci sia questa situazione.
PRESIDENTE: Credo che la discussione generale sia chiusa, per cui metto in votazione il D.L. n° 2 articolo per articolo.
Do lettura dell'articolo l:
ART. 1
Approvazione del rendiconto generale situazioni: di cassa, finanziaria e patrimoniale
Il rendiconto generale della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 1982 è approvato nelle singole risultanze e nelle risultanze riassuntive finali del presente articolo e degli articoli successivi:
SITUAZIONE DI CASSA
- Deficit di cassa alla chiusura dell'esercizio 1981 £ 9.772.532.103
- Riscossioni nello esercizio 1982 £ 280.420.006.485
Differenza risultante £ 270.647.474.382
- Pagamenti nell'esercizio 1982 £ 296.065.671.662
Deficit di cassa al 31.12.1982 £ 25.418.197.280
SITUAZIONE FINANZIARIA
- Deficit di cassa al 31.12.1982 £ 25.418.197.280
- Residui attivi al 31.12.1982 £ 237.884.037.336
- Totale dell'attivo al 31.12.1982 £ 212.465.840.056
- Residui passivi al 31.12.1982 £ 157.877.294.269
Avanzo di amministrazione al 31.12.1982 £ 54.588.545.787
SITUAZIONE PATRIMONIALE
- Attivo netto di inventario al 31.12. 1981 £ 13.694.947.475
- Variazioni attive nell'esercizio 1982 in aumento dell'attivo £ 221.891.509.577
in diminuzione del passivo £ 76.070.218.561
£ 297.961.728.136
TOTALE £ 311.656.675.613
- Variazioni passive nell'esercizio 1982 in diminuzione dell'attivo £ 12.076.805.168
in aumento del passivo £ 166.504.167.098
£ 178.580.972.266
Attivo netto di inventario al 31.12.1982 £ 133.075.703.347
PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 1:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:
ART. 2
Gestione di competenza: entrate
Le entrate derivanti da tributi propri, gettito tributi erariali o quote di esso devolute, da contributi e assegnazioni dello Stato ed in genere da trasferimento di fondi statali, rendite patrimoniali, utili di enti o aziende regionali, alienazioni di beni patrimoniali, da accensione di mutui e altre operazioni creditizie e per contabilità speciali, accertate nell'esercizio finanziario 1982 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in: £ 448.039.192.330
delle quali:
- riscosse £ 228.228.629.779
- rimaste da riscuotere £ 219.810.562.551
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
-Il Consiglio approva-
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:
ART. 3
Gestione di competenza: spese
Le spese correnti, di investimento e per rimborso di mutui e prestiti e per contabilità speciali della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1982 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in £ 379.682.163.915 delle quali:
- pagate £ 232.802.032.654
- rimaste da pagare £ 146.880.131.261
PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 3:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
Il Consiglio approva.
- PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:
ART. 4
Gestione di competenza: riassunto entrate e spese
E' approvato il seguente riassunto generale delle entrate e delle spese di competenza dell'esercizio finanziario 1982
- Entrate £ 448.039.192.330
- Spese £ 379.682.163.915
Avanzo della gestione di competenza dell'esercizio 1982 £ 68.357.028.415
PRESIDENTE: Metto in votazione l'articolo 4:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:
ART. 5
Residui attivi alla chiusura dell'esercizio finanziario
I residui attivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1982 sono riassunti ed approvati in complessive £ 237.884.037.336 come segue:
- Residui attivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio
£ 70.444.406.887
- minori accertamenti in conto residui attivi degli esercizi precedenti
£ 179.555.396
Differenza £ 70.264.851.491
- residui attivi - riscossi £ 52.191.376.706
- residui attivi degli esercizi precedenti rimasti da riscuotere al 31.12.1982
£ 18.073.474.785
- residui attivi accertati in conto esercizio 1982 (art. 2)
£ 219.810.562.551
Totale residui attivi al 31.12.1982 £ 237.884.037.336
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 5:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:
ART. 6
Residui passivi alla chiusura dell'esercizio finanziario
I residui passivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1982 sono riassunti ed approvati in complessive £ 157.877.294.269 come segue:
- residui passivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio
£ 86.127.378.739
- residui passivi pagati
£ 63.263.639.008
Differenza £ 22.863.739.731
- residui passivi degli esercizi precedenti riconosciuti insussistenti o perenti agli effetti amministrativi
£ 11.866.576.723
- residui passivi degli esercizi precedenti rimasti da pagare al 31.12.1982
£ 10.997.163.008
- residui passivi accertati in conto esercizio 1982 (art. 3)
£ 146.880.131.261
Totale residui passivi al 31.12.1982 £ 157.877.294.269
PRESIDENTE: Metto in votazione l'articolo 6:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7:
ART. 7
Situazione finanziaria
E' accertato ed approvato nell'ammontare di £ 54.588.545.787 l'avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 1982, risultante come segue:
Variazioni migliorative miglioramento della gestione dei residui passivi (art. 6)
£ 11.866.576.723
Variazioni peggiorative disavanzo esercizi precedenti
£ 25.455.503.955
peggioramento della gestione dei residui attivi (art. 5)
£ 179.555.396
- miglioramento della gestione di competenza (art. 4)
£ 68.357.028.415
Avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio 1982
£ 54.588.545.787
PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 7:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 8:
ART. 8
Situazione patrimoniale
La consistenza patrimoniale alla data del 31.12.1982 (art. 1) è approvata nelle seguenti risultanze riassuntive finali:
ATTIVO
Beni immobili £ 58.740.470.873
Beni mobili £ 9.067.808.643
crediti diversi £ 265.446.893.011
£ 333.255.172.527 PASSIVO
Mutui passivi £ 16.883.977.631
Debiti diversi £ 183.295.491.549
£ 200.179.469.180
Attivo netto patrimoniale al 31.12.1982 £ 133.075.703.347
PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 8:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 9:
ART. 9
Ai sensi dell'art. 39 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, sono convalidati i prelievi di complessive Lire 2.422.264.000= dal cap. 50800 "Fondo di riserva per le spese impreviste", come da sottoelencati provvedimenti della Giunta regionale:
n. 1276 in data 17 marzo 1982; n. 1592 in data 2 aprile 1982; n. 2808 in data 28 maggio 1982; n. 2546 in data 14 maggio 1982;
n. 3917 in data 23 luglio 1982; n. 4563 in data 3 settembre 1982; n. 4680 in data 10 settembre 1982; n. 4886 in data 16 settembre 1982; n. 5368 in data 8 ottobre 1982; n. 5464 in data 15 ottobre 1982; n. 5888 in data 5 novembre 1982; n. 6616 in data 3 dicembre 1982;
nn. 7252, 7347 e 7418 in data 31 dicembre 1982.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'arti colo 9:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 10:
ART. 10
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 10:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Maggioranza 18
Favorevoli 23
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.) - Vorrei motivare il voto favorevole al D.L. Non sono emerse nel lavoro di revisione dei conti delle osservazioni e delle obiezioni in merito all'articolato, nel merito della contabilità sulla revisione dei conti. Noi siamo chiamati ad esprimerci rispetto ad un articolato. Personalmente, non ho degli emendamenti e delle proposte di modifica da fare a questo rendiconto; ritengo che fotografi bene una situazione su cui io dò un giudizio negativo e quindi esprimo un parere favorevole.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.) - Per dichiarazione di voto. Volevo motivare la mia astensione: siccome sono solo due mesi che sono Consigliere regionale, non ritengo di dare oggi una valutazione in campo finanziario. Questa è la motivazione per cui mi astengo su questo disegno di legge..
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Berti; ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. valdostani) - Pur essendo un documento tecnico ed elaborato dai tecnici, sempre su indicazione politica comunque, non lo condivido in quanto rispecchia il solito Bilancio di tutti gli anni; mi asterrò per coerenza, poichè in quella occasione io mi ero astenuto, tanto più che i fondi che si dovevano investire (soprattutto mi riferisco alla formazione professionale) e che provenivano sia dallo Stato che dalla Cee, vengono portati da un anno all'altro senza spenderli. Io vorrei chiedere alla Giunta che, con la prossima stesura del bilancio, ci sia una volontà politica di spendere questi soldi, perché è inutile che presentiamo dei documenti programmatici se poi i soldi rimangono in bilancio e vengono portati a residuo di anno in anno.
Per questi motivi io mi astengo.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.) - Visto che dobbiamo criticare la gestione politica che scaturisce da questi numeri, noi riteniamo che non si possa distinguere tra giudizio tecnico e giudizio politico; riteniamo il giudizio politico prevalente, quindi votiamo contro il consuntivo.
Testimoniamo che i numeri sono giusti, però non ci piace come si è arrivati a questi numeri.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.) - Noi ribadiamo che voteremo a favore del D.L. per i motivi che ho già espresso nel precedente intervento e per coerenza di carattere politico: il rendiconto si riferisce ad un momento in cui il P.S.I. aveva individuato la linea di appartenere alla maggioranza e quindi di condividerne le responsabilità. Credo che questo chiuda anche una fase, per quello che ci riguarda, di carattere politico. D'altra parte il documento, al di là delle considerazioni che sono state fatte, è puramente contabile.
Non ho condiviso alcune affermazioni (non intendo riaprire una discussione), che ho trovato addirittura provocatorie, dell'Assessore Faval perchè era più giusto intervenire ieri quando abbiamo trattato questo argomento che non ritornarvi oggi. Noi non abbiamo parlato né di privilegi, né di diritti violati; noi abbiamo tenuto un atteggiamento coerente con quella che è stata la decisione del partito nel momento in cui si è discusso il problema del riparto.
In quella sede avevamo detto, per una serie di considerazioni che non sto a ripetere, che noi eravamo favorevoli ai 7/10; credo sia più coerente rimanere legati, forse sbagliando, ad una impostazione che avevamo cioè che questi 7/10, con l'attuale situazione del Paese, non erano congrui e venivano a ledere i diritti della Valle d'Aosta.
Avremo comunque la possibilità di ritornare su questo argomento, perchè, ripeto, l'argomento non riguarda solo un problema che tocca da vicino il discorso dell'autonomia finanziaria della Regione, ma riguarda anche un modo di concepire l'autonomia valdostana. Io spero, e mi auguro, che in quest'aula noi avremo ancora là possibilità di un confronto serrato, perchè riteniamo che le nostre posizioni debbano essere giustamente confrontate con quelle che sono emerse come linee di tendenza che non ci trovano consenzienti.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.) - Anche se in Commissione ho espresso un parere favorevole, trattandosi di un documento contabile tecnico importantissimo, le mie perplessità politiche sono enormi, per cui ecco il motivo della mia astensione.
Vorrei solo precisare all'Assessore Faval che questo Stato che lui continua a criticare per le numerose amnistie (l'ultima quella presentata dal compagno Nicolazzi), questo Stato, dicevo, non bisogna criticarlo troppo perchè anche questa Giunta è nelle stesse condizioni del governo italiano, perché non è capace di spendere.
PRESIDENTE: Se nessun altro chiede la parola per dichiarazione di voto, possiamo passare alla votazione segreta.
VOTAZIONE SEGRETA
ESITO DELLA VOTAZIONE
Votazione nulla.
PRESIDENTE: Signori Consiglieri, dobbiamo ripetere a votazione segreta.
II^ VOTAZIONE SEGRETA
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti 27
Votanti 24
Astenuti 3 (Aloisi, Baldassarre, Berti)
Favorevoli 19
Contrari 5
- Il Consiglio approva -
