Oggetto del Consiglio n. 70 del 6 ottobre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 70/VIII - PROTESTA CONTRO LA PROPOSTA GOVERNATIVA DI RIDUZIONE DELLA QUOTA DI RIPARTO FISCALE SPETTANTE ALLA REGIONE VALLE D'AOSTA.- (Approvazione di ordine del giorno).
PRESIDENTE: E' finita ieri la discussione generale sugli ordini del giorno presentati, relativi alla riduzione del riparto fiscale; passiamo ora alla votazione. I Capigruppo hanno concordato il nuovo ordine del giorno, del quale esiste una nuova stesura a firma dei Consiglieri Mafrica, per il P.C.I., De Grandis, Voyat, Lanivi e Beneforti per i gruppi di maggioranza.
Do lettura del testo dell'ordine del giorno concordato.
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA
riunito in data 5 ottobre 1983
- venuto a conoscenza della richiesta avanzata nell'art. 14 della legge finanziaria dello Stato dal Consiglio dei Ministri di ridurre di due decimi il gettito delle imposte erariali attribuito dal Parlamento italiano con legge 26.11.1981, n. 690 alla Regione Valle d'Aosta, in applicazione della legge costituzionale 26.2.1948, n. 4, dopo anni di trattative con il Governo centrale;
- constatato come tale atto sia una palese violazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta ed una anomala procedura per abrogare una legge votata dal Parlamento stesso a larga maggioranza;
- preoccupato per il fatto che la decurtazione dal bilancio regionale di un quarto delle entrate derivanti dal riparto fiscale impedirà di fare tutti quegli investimenti necessari per fronteggiare la grave crisi industriale ed occupazionale della Valle d'Aosta, causando così pesanti riflessi su tutta l'economia valdostana;
- evidenziato che con il ritorno a soli 7/10 il popolo valdostano verrebbe penalizzato due volte dovendo subire sia le misure restrittive che gravano su tutte le altre Regioni sia una netta perdita nel proprio bilancio regionale;
- constatato altresì che il Disegno di legge finanziaria per il 1984 rimanda il ripristino dell'autonomia impositiva dei Comuni; sceglie di tamponare il disavanzo dello Stato con uno sconcertante condono sull'abusivismo edilizio; rinuncia ancora una volta a colpire adeguatamente l'evasione fiscale e ad attingere alle grandi rendite patrimoniali;
CONDANNA
il Governo centrale che con tale richiesta ha commesso un grave errore politico perchè, menomando l'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta, pone limiti e vincoli al processo di crescita globale dell'autonomia valdostana;
RESPINGE
fermamente, da una parte, il tentativo e la volontà di attentare alla specificità della Valle d'Aosta sancita dalla Costituente per le ragioni etniche, culturali, linguistiche e storiche che caratterizzano il nostro popolo, dall'altra l'affermazione che i 9/10 costituiscono un "privilegio" per la nostra Regione, perchè il riparto fiscale così come è stato ottenuto nel 1981 non è che la logica conseguenza del particolarismo e della specificità della Valle d'Aosta;
CHIEDE
al Governo italiano di ritirare tale ingiusto provvedimento e al Parlamento della Repubblica di respingere comunque tale norma restrittiva in sede di discussione e di votazione della legge;
SOLLECITA
i Parlamentari valdostani ad assumere nei confronti del Governo e del Parlamento tutte le iniziative necessarie per salvaguardare i diritti del popolo valdostano sanciti dalla Costituzione.
PRESIDENTE: Se non ci sono dichiarazioni di voto su questo testo, possiamo procedere alla votazione. La parola al Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE - (P.S.I.): Per dichiarazione di voto. Noi avevamo manifestato la nostra disponibilità per concordare un ordine del giorno unitario che tenesse conto della nostra impostazione, perchè ritenevamo che non fosse questo il momento di porre questioni di principio, ma, piuttosto quello, favorevole per badare ala sostanza partendo da questo provvedimento per aprire una trattativa globale con il Governo centrale.
Questa disponibilità da parte delle forze di maggioranza non c'è stata, quindi noi non voteremo questo ordine del giorno. Il Gruppo socialista si asterrà.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Noi avevamo chiesto una sospensione per concordare un ordine del giorno unitario, ma questo non è stato possibile per un atteggiamento che non riesco a comprendere da parte del Partito Comunista, per cui noi ci asterremo su questo documento.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Noi voteremo questo ordine del giorno perchè rispecchia quella che è a nostra impostazione. Non riusciamo a capire che cosa avremmo dovuto fare per accontentare il Partito Socialdemocratico se lui è convinto che il Governo, il Ministro del Bilancio, abbiano fatto bene a decurtare questi 2/10; probabilmente le posizioni sono differenti. Ci dispiace, dobbiamo dirlo, che la maggioranza non abbia fatto tutti gli sforzi possibili per avere la più larga adesione del Consiglio su un ordine del giorno di questa importanza.
Questo indebolisce in qualche misura l'ordine del giorno. Per la nostra parte ci riconosciamo nelle posizioni presentate nel documento che abbiamo sottoscritto.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. Valdos.): Per dichiarazione di voto su questo testo che è stato compilato e che ho avuto modo di leggere.
Al di là degli schieramenti politici, di parte, mi spiace che i colleghi socialdemocratici e del partito socialista si astengano perchè ritengo questo documento di fondamentale importanza come documento politico. Perchè avesse avuto più influenza al momento della presentazione al Parlamento avrebbe dovuto trovare una unanimità di intenti fra tutte le forze politiche presenti. Si vede che, a questo punto, la maggioranza non è stata abbastanza diplomatica da trovare un accordo tra le varie forze, come avevamo fatto nella passata legislatura in questi casi, quando appunto si devono abbandonare gli schieramenti politici di parte. Per fare l'interesse della nostra Regione penso ci dovrebbe essere una certa unanimità di intenti su questo documento.
Già una ventina di giorni fa avevo sollecitato l'argomento con una interrogazione, perchè avevo avuto dei dubbi a questo proposito nel corso di un precedente incontro da me avuto (non come rappresentante di questo Consiglio) a Roma con le forze sociali e con gli economisti del Presidente incaricato Craxi. In quell'occasione avevo avuto infatti questo sentore per cui ho presentato l'interrogazione (che, mi è stato detto ieri, discuteremo nell'ordine del giorno successivo). Nel documento programmatico questi Signori hanno detto, appunto, che la nostra Regione è un'isola di paradiso terrestre e come tale, con i tagli imposti da questo nuovo risvolto di Governo, pare che non si tenga conto dei nostri principi costituzionali; ma la cosa peggiore è che sono andati contro la legge statale, votata nel 1981 dal Parlamento. Il Consiglio dei Ministri non ha tenuto doverosamente conto di questo fatto e mi meraviglio anche che i nostri Parlamentari, nel momento della formazione del Governo, non siano intervenuti adeguatamente, almeno per avere la tutela e la garanzia del mantenimento di quella poca autonomia che è rimasta alla Valle d'Aosta.
Dei comunicati che avevo letto a quei tempi, Dujany e Fosson votavano a favore del Governo con tutta tranquillità, avevano avuto certe garanzie, a meno che la maggioranza non fosse stata a conoscenza di questi fatti e non abbia voluto, in quei momenti, darne notizia, così ora ci troviamo con questa "grana". Oltre ad essere un fatto di così grande importanza politica, influirà anche nella stesura programmatica del bilancio di cui ha riferito l'Assessore Martin ieri sera nel suo intervento.. Auspico quindi che ci sia un'unità di intenti su questo documento e propongo di formare eventualmente una delegazione del Consiglio per costringere i parlamentari a rivedere l'art. 14 in sede di conversione in legge del D.L. con un emendamento che almeno rimetterà in discussione i 9/10, come era già stato preventivato.
Solo a queste condizioni sono d'accordo di votare su questo ordine del giorno.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Perrin, ne ha facoltà.
PERRIN - (U.V.): Hier matin déjà, en illustrant l'ordre du jour, j'avais dit que les forces de la majorité étaient disponibles à apporter des modifications l'ordre du jour, de façon à pouvoir arriver à un vote unitaire.
Hélas, cela n'a pas été possible, tout en ayant fait bien des efforts. On aurait pu très bien y arriver, puisque nous avons accepté, par exemple, des propositions qui nous sont venues de la part du Parti Communiste. Evidemment, il y a deux positions divergentes, qui sont inconciliables, parce que, évidemment, les forces de la majorité (et le Parti Communiste aussi l'a déclaré) ne peuvent pas accepter un retranchement, tout en étant d'accord d'arriver à des pourparlers globaux pour la sauvegarde et l'autonomie.
Donc au nom des forces de la majorité je déclare évidemment que nous voterons cet ordre du jour.
RESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): avevo già espresso il nostro giudizio fortemente negativo e critico sul metodo con cui è stato proposto l'art. 14 all'interno della legge finanziaria. Ribadisco questo giudizio che è contenuto, lo ripeto, anche nell'ordine del giorno che ho presentato.
Non mi sento, invece, di sostenere la tesi che non bisogna assolutamente ridurre da 9 a 7/10 il riparto fiscale della Valle d'Aosta. Ritengo, infatti, che questa situazione, nell'attuale momento di riparto finanziario, prefiguri una sorta di patto iniquo in cui la Valle d'Aosta si trova ad essere oggettivamente in una condizione privilegiata; non riteniamo che si debba contribuire ulteriormente a creare confusione su questo tema e che ogni sorta di patto iniquo risulti poi essere tanto debole da essere messo in continua discussione.
Quindi, sull'ordine del giorno proposto dalle formazioni della maggioranza e dal Partito Comunista mi asterrò, perchè non contiene di fatto questa posizione nei termini in cui l'ho espressa e mantengo così l'ordine del giorno che avevo presentato.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Voterò a favore dell'ordine del giorno perchè ritengo essere una questione di principio: se lo Stato fa le leggi, è giusto che poi le faccia applicare. Se si tratta di un diritto acquisito dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, sancito dalla Costituzione e dal Parlamento, è giusto che venga rispettato.
Solo per questo principio voterò a favore.
PRESIDENTE: Se non ci sono altri interventi, possiamo procedere alla votazione per alzata di mano.
Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Mafrica, De Grandis, Voyat, Lanivi e Beneforti.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27
Votanti: 22
Astenuti: 5 (Baldassarre, Breuvé, Pascale, Riccarand e Torrione)
Favorevoli: 22
Il Consiglio approva
