Oggetto del Consiglio n. 74 del 27 gennaio 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 74/VII - APPROVAZIONE DEL PROTOCOLLO DI ACCORDO FRA LA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA E LA RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA - PER LA RICEZIONE TELEVISIVA IN VALLE D'AOSTA DEI PROGRAMMI IN LINGUA FRANCESE E IN LINGUA TEDESCA. REIEZIONE DELLA PROPOSTA DI RINVIO.
PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:
IL CONSIGLIO REGIONALE
- richiamata la legge 14 aprile 1975 N.103;
- visto il DPR 10 agosto 1981, N. 521;
DELIBERA
1°) di approvare il sottoriportato schema di protocollo di accordo da stipulare fra la Regione Valle d'Aosta e la Rai - Radiotelevisione italiana per la ricezione televisiva in Valle d'Aosta dei programmi provenienti dall'area culturale francese di Antenne 2 e della Svizzera Romanda, nonchè in lingua tedesca per l'area walser da Gressoney a Issime;
2°) di autorizzare il Presidente della Giunta regionale a sottoscrivere lo schema del protocollo, nonchè di demandare al medesimo ed alla Giunta regionale l'adozione dei conseguenti provvedimenti finanziari.
(...omissis...)
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Bisogna dire che malgrado la buona volontà dimostrata dalla RAI nelle discussioni preliminari, questo protocollo non corrisponde a quelle che erano le nostre aspirazioni; alle nostre domande la RAI ha opposto le specifiche concessioni che da un lato ha per la 1° e 2° rete, dall'altro per la 3° rete, come concessionaria del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, con obblighi e diritti ben precisi. In particolare a noi sembrava che un'applicazione concreta dell'art. n. 6 della Costituzione avrebbe dovuto evitare alla Regione di pagare, sotto qualsiasi forma, un canone per l'assicurazione data di ritrasmissione nel territorio Valle d'Aosta dei programmi di Antenne 2 e della Suisse Romande, e che quindi potesse essere questo posto addirittura a carico del Ministero, in ogni caso a carico della RAI. La RAI, in base alla convenzione che ha, ha potuto dimostrare che per quanto riguarda gli impianti può provvedere direttamente, di conseguenza paga il costo dell'installazione specifica, consistente in una serie di ripetitori che vanno da Col-Courtil fino a Saint-Nicolas a Cogne, ecc., ma che non può, o non vuole, ma in linea di diritto ha ragione, farlo per quanto riguarda le spese di personale e quelle legate alla formazione di programmi.
All'art. 8 è specificato quali sono gli oneri che la Regione rimborsa a termini di convenzione alla RAI, ed all'art. 9 sono spiegati i motivi di questi rimborsi e poi evidentemente le possibili estensioni delle reti che porterebbero evidentemente a dei costi personali.
L'altro aspetto che ha già preoccupato il Consiglio, il quale ha approvato una mozione sulla quale, con alcune correzioni, ci siamo trovati tutti d'accordo, è l'art. 15 dove però, contrariamente a quanto detto nella mozione ed a quanto avevamo detto anche noi, è ricordato alla lettera c) della vigente convenzione: "Verranno messe a carico della Regione le spese specifiche per quelle zone d'ombra risultanti in particolare per la terza rete" per la quale la RAI è obbligata a dare un servizio per il 60% della popolazione. Viste le condizioni della Valle d'Aosta, questo praticamente la esime da tutte quelle situazioni marginali che invece sarebbero, sotto altri profili, quelle che ci interessano di più.
Detto questo la convenzione a giudizio della Giunta, e credo anche della Commissione che l'ha discussa, rappresenta quanto di meglio fosse ottenibile in questo momento per quello che riguarda le ritrasmissioni di programmi francesi o svizzeri in lingua francese; mentre non è risolta con questa convenzione la parte riguardante la produzione da parte della RAI in sede di programmi specifici, fatti su_ misura per la Valle d'Aosta, che era stata oggetto di una mozione presentata dal Consigliere Minuzzo.
Bisogna dare un'ultima attestazione alla RAI ed è che per quanto riguarda la liquidazione delle competenze del precedente contratto ha aspettato che la Regione avesse comodità di pagare. Saranno liquidati 178 milioni sul programma del 1983, senza che la RAI abbia fatto valere quelli che sarebbero stati anche dei diritti di interessi o di risarcimento danni per un ritardo non dovuto alla Regione, che a sua volta ha potuto vantare dei crediti verso lo Stato, che è il concedente della RAI. Di conseguenza la Giunta propone l'approvazione di questa convenzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Per chiedere il rinvio di questo oggetto alla prossima adunanza consiliare, per il fatto che recentemente il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione con la quale si prevedeva la ricostruzione di una Commissione speciale per l'informazione. Fra gli altri compiti affidati a questa Commissione, c'era appunto la questione della convenzione fra la Regione e la RAI; oltre a questo, devo dire ai colleghi Consiglieri che abbiamo partecipato tutti all'elezione del CO-RE-RAT, il quale per legge ha il compito di fornire una consulenza al Consiglio. Mi risulta che per quanto riguarda questa convenzione non è stato sentito, o almeno io non ho avuto la possibilità di sentirlo, anche perchè noi come partito non abbiamo nessun rappresentante in questo organismo.
Per questi motivi chiedo di rinviare l'oggetto al prossimo Consiglio regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Vorrei dire che il rinvio, se la motivazione è quella del mancato parere del CO.RE.RAT, è completamente da escludere, perchè è chiaro che non si possono dare dei pareri a proposito delle trasmissioni francesi o svizzere: questa è una convenzione destinata unicamente a garantire, attraverso il servizio RAI, la ricezione dei programmi che sono elaborati gli uni da "Antenne 2" gli altri dalla Suisse romande.
D'altra parte la questione è urgente, quindi pregherei il Consiglio, quali che siano le ragioni, di rinviare la proposta del Consigliere Minuzzo, e di votare questa bozza di convenzione.
PRESIDENTE: Il Consigliere Minuzzo ha chiesto di parlare per formalizzare la sua richiesta di rinvio, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Formalizzo la proposta di rinvio per quindici giorni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Anche in relazione alle valutazioni che ha dato il Consigliere Minuzzo, a me pare leggermente strumentale questa richiesta, perchè se è vero, come ha detto il Presidente della Giunta, che la convenzione non è competenza specifica di quel Comitato, non vedo a cosa serva rinviare l'oggetto di 15 giorni: non cambia nulla. Se invece si vuole far notare alla Giunta di non avere interpellato il CO.RE.RAT per un parere, può anche essere stata una svista; anche questo non è giusto, perchè non è di sua competenza. Quando ci sarà quella famosa Commissione Speciale per l'Informazione ci adegueremo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
BORDON - (D.C.): Concordo in buona parte con quanto ha detto il Consigliere Minuzzo, ma sarà per il carattere o per l'età cerco di arrivare sempre ad una mediazione. Effettivamente faccio parte di questa Commissione per l'Informazione ed aggiungo (mi spiace che non sia presente il Consigliere Nebbia, che è il Presidente) che è composta di valide persone.
Ritengo di non dover rinviare questa approvazione, perchè ci farebe perdere quindici giorni, però prego il Presidente della Giunta di fare qualcosa per il CO.RE.RAT, perchè non ha una sede, non ha personale: se ha delle funzioni che paiono di una certa importanza, lo si metta in condizioni di lavorare.
PRESIDENTE: A questo punto non resta che mettere ai voti la proposta del Consigliere Minuzzo.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27
Votanti: 27
Favorevoli: 9
Contrari: 18
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Non essendo stata approvata la proposta di rinvio, prosegue la trattazione dell'oggetto n° 30.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.
TAMONE - (U.V.): Mon intervention se compose de deux parties, même si elle sera très brève.
Le Président du Gouvernement nous a déjà dit, à propos de l'application de l'art. 19 de la loi n. 103, qu'une partie de cet article n'a pas été encore approuvées; la loi n. 103 (je veux le rappeler parce qu'on pourrait penser qu'il s'agit d'une loi du 1982) malheureusement est celle du 1975.
Nous nous trouvons en face d' une non application de cette loi et ce qui nous tracasse le plus c'est que le Président du Gouvernement nous a dit aujourd'hui que l'année prochaine sera "un anno di vacche magre". Alors, les choses qui nous intéressent à cette occasion seront de plus en plus renvoyées, tandis qu'au contraire pour la Province de Bolzano et les zones slovènes de la Province de Trieste, l'art. 19 a été complètement appliqué et on a là les trasmissions dans les deux langues qui intéressent ces minorités. Par conséquent, même si nous donnons un jugement en principe positif de cette convention, nous devons recconaître que l'aspect qui concerne les trasmissions locales en langue française a été encore une fois oublié et malheureusement nous ne pouvons pas dire avec Renato Zero:"Viva la RAI".
En ce qui concerne plus spécifiquement la convention, l'Union Valdotaîne aurait beaucoup de choses à dire sur les différents articles, mais s'elle affirme d'être suffisamment satisfaite du contenu de cette convention. Nous comprenons que les conventions qui arrivent au Conseil difficilement peuvent être modifiées, mais on voudrait demander une simple modification à l'art. 17: j'explique avant tout pourquoi.
Nous savons que la technologie des satellites est en train d'avancer à grande vitesse; ceux qui suivent les programmes de la Suisse romande sont déjà informés que, au plus tard dans l'année prochaine, elle sera à même de retransmettre ses programmes à travers les satellites. Cela signifie que dès l'année prochaine chacun d'entre nous, avec une petite installation chez lui, pourra recevoir gratis les émissions de la Suisse romande. En ce qui concerne la France, on peut prévoir qu'en 1985 - 86 là aussi les satellites retransmettront les émissions d'Antenne 2 et aussi la première et la troisième chaîne. Car à l'art. 17 on dit: "La presente convenzione avrà validità dalla sua approvazione e sottoscrizione da parte dei contraenti fino a scadenza della convenzione principale RAT--STATO", nous voudrions mettre un point après "contraenti" et couper le reste, car la convention RAI-STATO aura échéance le 10 août 1987. Nous croyons qu'à ce moment là nous n'aurons plus besoin de cette convention et nous pourrons nous défendre de cette façon.
Nous remercions dès maintenant le Président du gouvernement s'il voudra accepter ce petit amendement, qui ne change pas la substance de cette convention.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Dobbiamo dire di non essere completamente soddisfatti di come ci viene presentata questa convenzione, poichè anche noi pensiamo che sarebbe stata molto utile una discussione in Commissione, dove tutta una serie di questioni avrebbe potuto essere maggiormente approfondita, perchè qui di cose da approfondire ce ne sono.
Inoltre vi è tutta una serie di problemi, che avevamo già altre volte evidenziati e che non vediamo ancora come possano essere realizzati. E' vero che si fisseranno alcuni criteri per i costi a carico della Regione, però se noi guardiamo, per esempio, come verrà coperto il territorio della Valle da nuovi impianti supplementari ed anche per ciò che riguarda la ricezione di Antenne 2 o la televisione svizzera, sembra che si faccia, mi passi il termine, solo un elenco di buoni propositi, perchè subito dopo si dice, all'articolo 3, che per quanto riguarda la lingua francese, dovrà essere "subordinata da definizione degli accordi". Per quanto riguarda la trasmissione in lingua tedesca si dice: "a condizione che vengano superati problemi tecnici" di tutto un lungo giro che deve essere fatto; per ciò che riguarda la possibilità di estendere la lingua francese oltre il servizio conseguibile di cui all'art. 5, si dice: "compatibilmente con le frequenze disponibili ed in base a quelle convenzioni che dovrebbero essere stipulate con gli Enti locali".
Quello che maggiormente ci preoccupa è l'indeterminatezza che viene data all'art. 15 quando si fa riferimento all'art. 10 lettera c) del DPR n. 521 che determina la nuova convenzione fra la RAI e lo STATO. Se andiamo a vedere a questo articolo si dice che con la prima e seconda rete si arriverà fino a 900 abitanti, e questo lo si sapeva già, il 75% per la terza rete, ed è il discorso che già avevamo fatto altre volte per cui non verrà allargato di più; infine la lettera c) dice che la RAI potrà stipulare convenzioni che le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità Montane o appositi consorzi di Enti locali che prevedono apporti di beni, di diritti, servizi dandone preventiva comunicazione all'Amministrazione. Penso che qui sarebbe importante sapere quale debba essere questa contropartita, quindi siamo dell'idea che se anche sono stati fissati alcuni criteri per i pagamenti ed i costi di manutenzione, ci sia tutta una serie di cose ancora da definire con la RAI, ad esempio quali dovranno essere questi apporti in base all'art.l0 lettera c) che dovranno essere stabiliti con alcune indicazioni di massima; poi per quegli enti minori che hanno saputo sfruttare un'iniziativa loro ed hanno dei ripetitori in questo momento funzionanti, molti non potranno essere rilevati dalla RAI perchè non conformi alle norme. E' necessario che si diano delle indicazioni su come devono essere fatti i ripetitori; nei confronti degli enti locali si precisi quali possono essere le loro iniziative, da soli o eventualmente consorziandosi fra di loro oppure a livello di Comunità Montane per avere un allargamento di questa rete.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Nell'esaminare i contenuti di questo protocollo, non si deve dimenticare che fra non molto, nel giro di tre anni, anche dal punto di vista tecnico sarà tutto sconvolto con l'avvento della trasmissione via satellite; questo consentirà, indipendentemente dalla volontà degli uni e degli altri, di ricevere le trasmissioni a prescindere da quella che è l'attrezzatura attuale. Quindi in previsione di ciò, dobbiamo fare molta attenzione perchè rischieremmo di spendere del denaro inutilmente. Il lavoro qui previsto deve poter soddisfare, nel frattempo, le esigenze e ci consente di affrontare abbastanza bene quello che il futuro ci riserva e che sconvolgerà il sistema attuale di trasmissione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Per dire che secondo noi l'art. 4 non garantisce assolutamente la ritrasmissione di programmi in lingua walser nella zona interessata, in quanto è abbastanza contorto.
In questo discorso non ci sono gli impianti installati dalle varie Comunità Montane e non si fa assolutamente cenno alla questione di assistenza e manutenzione. Inoltre, per quanto riguarda la diffusione dei programmi, le zone rimangono quelle stesse che finora li ricevevano, a differenza dei ripetitori che si intendono installare a Perloz Gaby, Pont Saint Martin, Issime, Fontainemore e Gressoney. Infine, abbiamo grosse perplessità per quanto previsto all'art. 10, dove si dice che "la Regione rimborserà le eventuali spese dovute dalla RAI agli aventi diritto, in conseguenza dell'utilizzazione, diffusione dei programmi originati all'estero e oggetto della presente nota". Non abbiamo ben capito cosa voglia dire questo articolo. Mi fermo qui benchè vi sarebbero molte altre cose da aggiungere. Mi asterrò dal votare questa convenzione, un pò per i motivi che ho accennato, un po' perchè non vi è stato il tempo materiale per discutere ed approfondire la problematica.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Je commence à répondre par ordre. M. Tamone, il est dit que la convention pourra être renouvelée et je ne vois pas pourquoi on devrait couper la dernière partie: ce n'est pas une question de principe.
A M. Bordon nous annonçons que leurs désirs sont des ordres; en ce qui concerne par contre ce qu'ont dit M. Minuzzo et M. Cout: à l'art. 4, le Tribunal fédéral suisse a déclaré que toute transmission suisse qui est retransmise à l'extérieur doit payer les droits d'auteur. Il s'agit d'une question juridique.
En ce qui concerne la question Walsser: le signal pourrait être capté avec des frais assez bas à une seule condition, qu'il n'ait pas des émissions privées qui brouillent le signal transmis à travers le canton Ticino. La RAI nous prèvient que nous devons payer une installation à très haute fréquence pour arriver au-dessous de ce signal.
Je me souviens à ce propos qu'il y a eu à Aoste, il y a quelques années, un grand congrès national des radio-tv privées,( à l'époque c'était Milanesio qui avait fait les honneurs de la maison); un Ministre, Vittorino Colombo, avait promis l'élaboration urgente d'une loi concernant les droits des émissions privées, etc.: le temps s'est passé, et nous n'avons rien vu.
Cela dit, nous devons faire face à la situation actuelle et la Région doit étudier quelles sont les installations à mettre sur place parce que là la RAI est disponible, car cette convention garantie un certain type de transmissions.
M. Cout: ici nous sommes en train de parler de la transmission générale; la RAI ne peut pas changer l'art. 10 de la convention. Ce n'est pas qu'elle soit obligée à garantir la transmission de la 3e chaîne à toute la population valdôtaine et dans certains cas, par exemple celui de Montjovet, il est possible que la Région accepte de faire une transmission par câble, ce qui coûtera encore plus cher.
La question est celle de résoudre les problèmes techniques, d'autre part il n'y aura jamais une convention qui obligera la RAI à faire des travaux coûteux, qui ne sont pas conformes à la convention qu'elle a souscrite. Cette convention répond aux actuelles nécessités de la Vallée d'Aoste.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la delibera in oggetto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 28
Votanti: 26
Astenuti: 2 (Carlassare, Minuzzo)
Favorevoli: 26
Il Consiglio approva
