Oggetto del Consiglio n. 33 del 13 gennaio 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 33/VII - PIANO DI RIPARTO DEI FINANZIAMENTI DA ASSEGNARE AI COMUNI PER L'ANNO 1983, IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 15.12.1982, N. 93 ("TESTO UNICO DELLE NORME REGIONALI IN MATERIA DI PROMOZIONE DI SERVIZI A FAVORE DELLE PERSONE ANZIANE ED INABILI") NONCHE' DELLA LEGGE REGIONALE 29.1.1980, N. 6 ("PROVVEDIMENTI PER LE INFERMERIE DI COGNE E DI LA THUILE").
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Già in occasione del dibattito in Commissione si è cercato di evidenziare quale è stato lo sforzo portato avanti in questi anni per migliorare l'assistenza alle persone anziane. Penso che uno sforzo non indifferente sia stato fatto nel momento in cui è stato predisposto un nuovo disegno di legge, approvato in Consiglio, che riguarda le modifiche della legge 47, riprendendo alcuni concetti e modificando le parti che l'evidenza stessa e soprattutto l'applicazione, in questi tre anni, aveva di fatto superato. Nella relazione esplicativa si è cercato di fare un quadro della situazione in Valle, evidenziando le difficoltà di avvio di questi servizi negli anni 79-80-81 e 82 e in effetti, in precedenti occasioni, discutendo di questo argomento in Consiglio, si è fatto rilevare come sia difficile far partecipare i Comuni a questo tipo di discorso. In effetti, questo è un tipico esempio di decentramento, in quanto i fondi sono gestiti direttamente dai Comuni, e riguarda un campo molto delicato, molto ampio, dove un problema si inserisce con tutta evidenza: è quello della mancanza di una riforma specifica nel campo sociale a livello di normative statali e questo complica ad esempio, il problema del personale a disposizione per questo tipo di servizio.
A questo proposito, a livello regionale e in accordo con i Comuni, sono già stati fatti dei corsi per l'assistenza domiciliare, corsi che hanno avuto un buon successo soprattutto nell'evidenziare come sia indispensabile ed importante preparare personale che sappia adeguatamente presentarsi con la persona "anziana", comunque con la persona che ha determinate necessità in particolari momenti. Un aspetto, sottolineato dagli operatori sociali e sanitari, è stato in molti casi il rifiuto da parte di persone, soprattutto nelle zone periferiche, nel vedersi avvicinare da una persona estranea per determinati servizi. Quindi è stata necessaria un'opera di sensibilizzazione per fare accettare questo servizio in quanto dovuto e non come un regalo o qualcosa di estraneo. Va tenuto conto della discussione che si sta portando avanti a livello nazionale ed internazionale. Non dimentichiamo che l'ONU ha avviato un discorso proprio nell'anno appena ultimato, sulla figura dell'anziano. Non ultima va ricordata la Carta per la terza età, predisposta nell'ultima riunione di Vienna, dove si è sottolineato l'aspetto determinante del problema dell'anziano. Tra l'altro, sempre in questa occasione, è stato evidenziato come ci sia stato uno scarso interesse da parte degli organi di informazione per un problema di questo tipo, quindi una scarsa sensibilizzazione a questi problemi.
Il punto determinante, che io ritengo qualificante, emerso in questi dibattiti a livello internazionale è stato quello di verificare come sia indispensabile trovare, anche per la persona di una certa età, un interesse che dia ancora uno scopo all'esistenza e conseguentemente dia la possibilità di sentirsi attivo. A questo proposito vanno sottolineati i vari problemi che si inseriscono in quest'ottica qual è quella di abbassare sempre di più il limite del pensionamento. La giustificazione ufficiale è quella di poter permettere un maggiore inserimento dell'elemento giovanile disoccupato e questo non sempre corrisponde a verità, pertanto è necessario considerare con attenzione del tutto particolare questo problema.
Teniamo conto che secondo i dati emersi a livello di queste riunioni in Italia la popolazione totale supera i 56 milioni, con un incremento annuo che è passato come popolazione attiva del 6,4%, nel decennio 51/61, al 3,8% in questi ultimi dieci anni. Il nostro paese, attorno al 2000 avrà il 22,1% di popolazione superiore ai 60 anni e il 6,6% di persone superiore ai 65 anni. Ora non necessariamente queste percentuali sono significative in toto, perché ci sono dei casi in cui l'età non è sinonimo di necessità, però senz'altro la problematica si amplia e ci sono tutta una serie di predisposizioni che, a livello regionale, devono essere attuate. In questo quadro si inserisce il programma degli adeguamenti finanziari che, a livello regionale, sono stati predisposti per attivare una rete di servizi che venga incontro alle esigenze della popolazione della terza età nella nostra Regione.
Nell'analisi dei programmi per il 1983, allegata alla relazione si fa rilevare come ci sia stata una crescita progressiva di Comuni che hanno predisposto piani per i servizi, tant'è che i piani che stiamo esaminando riguardano ben 53 Comuni. Siamo partiti da una situazione di 21 piani nel '79, 30 nell'80, 31 nell'81, 43 nell'82 e 53 nell'83, con in più una proporzione di persone interessate che ormai abbraccia il 75%. Teniamo conto inoltre che di questi Comuni molti hanno fatto rilevare come al di là di una struttura che riesca a superare determinati problemi di frazionamento del territorio, degli insediamenti abitativi non si potrà arrivare. Tant'è vero che a questo proposito sono state studiate, predisposte e finanziate una serie di iniziative di strutture a livello di distretto, approvate dal Consiglio, che vedranno la loro realizzazione nel-1'83.
Va ancora sottolineato come, malgrado tutte le attenzioni, i richiami portati avanti, il termine previsto dalla legge il 31 maggio di ogni anno solare, termine utile in cui i Comuni possono presentare i programmi, non è stato rispettato. Era stata predisposta questa norma onde poter fare un'analisi approfondita da una parte e, contemporaneamente, poter svolgere un esame comparato con quella che è l'attività in corso ma soprattutto dare la possibilità alle varie associazioni, in particolare la Consulta dei pensionati, di attivare solo quei sistemi di analisi disponibili. Tutto ciò ancora non è stato possibile, tant'è che nella relazione sono stati citati i diversi solleciti fatti ai Comuni, perché infatti si arrivava al paradosso che i Comuni con servizi attuati non avevano presentato i piani entro i termini, per cui, a rigore si doveva escluderli dai finanziamenti per il 1983.
A seguito di queste riunioni con la Consulta dei pensionati e con l'Associazione Sindaci - questo programma e gli allegati sono stati discussi con gli organismi sopraccitati ed anche con i sindacati - si è giunti alla determinazione che per l'analisi del programma dell'84 si dia come scadenza inderogabile il 31 maggio 1983 onde evitare ulteriori difficoltà programmatorie.
Va evidenziato inoltre che mettiamo a disposizione per 1'83 una somma rilevante: infatti abbiamo a disposizione 2 miliardi 108 milioni e 990 mila lire per quello che si riferisce all'assistenza, più 100 milioni che ancora riguardano questa legge e che entrano in conto capitale. A questo proposito, proprio per il conto capitale, rileviamo che c'è una legge appena approvata concernente interventi di settore, mirati sulle strutture per anziani, per un imputo di 5 miliardi ancora nel triennio. Ritengo che rispetto ad altre Regioni la somma a nostra disposizione sia dalle tre alle dodici volte superiore a quella in percentuale concessa nelle altre Regioni italiane. Questo basti ad indicare qual è stato l'impegno della Giunta verso questi problemi specifici.
Un altro aspetto importante evidenziato nella relazione è come sia estremamente difficile esaminare i piani presentati dai Comuni tant'è che, malgrado uno schema tipo inviato a tutti i Comuni e che doveva rendere leggibili i piani, non vi è stata sufficiente attenzione nella loro compilazione, quindi vi sono state difficoltà di interpretazione circa le intenzioni dei Comuni. Si è poi cercato di dare dei criteri validi, pur con delle riserve, nella compilazione, quindi nella predisposizione dell'esame della proposta che oggi viene presentata in Consiglio e qui sono riportati alcuni dei criteri: gli oneri di una assistenza domiciliare ammontano a 16 milioni annui, l'onorario di una infermiera professionale è stato calcolato 7000 lire l'ora, l'intervento per ogni pasto caldo (3000 lire) e poi un indirizzo nel verificare, con larga approssimazione - perché non è stato l'unico criterio a cui ci si è attenuti - i possibili utenti tra la popolazione residente.
Benché siano stati elencati in altre occasioni, vorrei ricordare ancora i diversi servizi, che vanno dall'assistenza domiciliare (che vede interessati 51 Comuni) alle microcomunità (che vede interessati 9 Comuni come punti di distretto, e quindi non solo come
Comune singolo), ai centri di ogni assistenza (che interessano 11 Comuni) ai centri di incontro (15 Comuni), ai soggiorni termali (9 Comuni che sono interessati a questo tipo di attività).
Tutto questo vede differenziati i singoli momenti di attività perché in effetti mentre i Comuni a maggiore aggregazione demografica hanno la possibilità di attivare dei sistemi di assistenza validi, in quei Comuni che hanno un elevato numero di frazioni molto distanziate, diventa estremamente problematico predisporre un valido servizio di assistenza domiciliare. In questi casi estremi diventa indispensabile fare ricorso ad un processo di microcomunità qual è quello che già è stato previsto ed approvato dallo stesso Consiglio.
Agendo dunque su queste due forme, che sono il tipo di attività indispensabili per attivare un corretto sistema di assistenza, si potranno ottenere risultati validi onde evitare l'ospedalizzazione dell'anziano, che è il punto fondamentale.
Un altro punto fondamentale di questo tipo di intervento è quello di vedere sempre il momento sociale inserito e integrato con il momento sanitario, in modo da non creare mai una barriera tra le due attività, perché di fatto sarebbe una barriera fittizia e controproducente. Teniamo conto che quando si parla della persona anziana, in difficoltà, dobbiamo tener presente anche l'handicappato e il dimesso dall'ospedale psichiatrico, poiché non va dimenticato che proprio nei punti prima ricordati delle strutture vi è la possibilità di recupero di queste persone. Ritengo che, pur con certe modifiche che saranno possibili, questo sia già un passo avanti.
Ultimo punto - in base già alla nuova legge la n. 93, è stata predisposta una tabella, qui allegata, di contribuzione dell'utenza, cioè l"'assistito" che riceve un determinato servizio e che a sua volta dispone di un determinato reddito può, e secondo me deve, partecipare a quella che è la spesa contribuendo con una certa somma, come è evidenziato nelle tabelle. Tutto questo è stato discusso con i Comuni ed approvato all'unanimità. Quindi ritengo possa essere approvato anche in Consiglio.
PRESIDENTE: Come previsto dalla legge, la Commissione IV in una riunione del 7 gennaio 1983 ha preso in esame il provvedimento e, dopo aver ascoltato la relazione dell'Assessore Rollandin, presente ai lavori della Commissione, si è espressa come segue: "Lustrissy e Voyat parere favorevole; Bajocco e Péaquin parere in linea di massima favorevole con riserva di formulare eventuali osservazioni nel corso del dibattito".
E' iscritto a parlare il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.
PEAQUIN - (P.C.I.): Avevamo già avuto modo di discutere in Commissione questo piano. C'è da rilevare che, dopo un avvio incerto da parte dei Comuni, nel formulare delle proposte, nel richiedere fondi alla Regione per l'attuazione
di servizi in favore delle persone anziane, adesso, considerando i Comuni che hanno fatto richiesta per attuare tali servizi, possiamo ritenere che si inizi una strada accettabile, seppure non ancora soddisfacente. Infatti 53 Comuni hanno richiesto tali fondi su un totale di 74.
L'auspicio che tutti facciamo è che in tempi più brevi possibile tutti i Comuni della Valle d'Aosta attuino questi servizi a favore delle persone anziane. A tutt'oggi, il livello dei servizi effettuati nei vari Comuni non è ancora del tutto soddisfacente; parecchi Comuni che negli anni passati avevano richiesto dei finanziamenti non hanno poi attuato tutti quei servizi che si erano prefissi. Un anno fa avevamo lamentato, in occasione della approvazione del piano di ripartizione per l'82, lo stato di disagio e di incertezza in cui potevano venirsi a trovare i Comuni non potendo disporre di direttive precise in questo senso.
Avevamo chiesto, in quell'occasione, che l'Assessorato si facesse carico di dare direttive più precise nell'ambito di una critica che noi avevamo fatto al piano di riparto per 1'82 e che ci aveva visti dissenzienti per parecchi motivi: mancanza di indicazioni più generali, entità della tabella dei ticket, limitazione ad una sola assistenza domiciliare per ogni Comune.
Avevamo chiesto che fossero dati degli indirizzi e questo è stato fatto dall'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale con una circolare che ha inviato a tutti i Comuni, e questo ci fa piacere. Non possiamo giudicare in modo completo il piano, comunque in questa occasione ci pare che sia stato modificato in modo abbastanza consistente rispetto a come era stato impostato l'anno passato. Inoltre non siamo in grado, forse perché la Commissione non l'ha richiesto, di esaminare le richieste presentate dai comuni - richieste che sono complessivamente aumentate per le spese in conto capitale a 3 miliardi e 700 milioni.
Il piano che viene proposto prevede un intervento di 2 miliardi, 108 milioni e 990 mila lire per spese di gestione e 100 milioni in conto spese capitale. Se avessimo potuto esaminare meglio le richieste dei Comuni forse saremmo oggi in grado di dare con maggiore sicurezza la nostra approvazione.
Comunque ritengo che questa cifra sia di una certa entità e per il momento soddisfacente, anche se dovremo in futuro approfondire meglio tutte le richieste. Dovremo soprattutto garantirci che quanto proposto dai Comuni venga attuato, diversamente continuerà ad esserci disparità di vedute per quanto riguarda il lato finanziario, senza portare risultati concreti.
L'Assessore ha già detto sia in Commissione che oggi in aula, qual è stato il motivo del ritardo per cui siamo arrivati a metà gennaio dell'anno successivo all'approvazione del piano che, com'è previsto dalla legge 47, prima, e dalla legge 93 poi, dovrebbe essere approvato entro la fine di ottobre di ogni anno. Tali difficoltà sono dovute al notevole ritardo con cui i Comuni hanno presentato i propri piani; noi concordiamo con quanto detto dall'Assessore ma chiediamo che per gli anni a venire - questo sia un impegno che dovremo mantenere e che investirà la prossima Amministrazione - i Comuni presentino i piani entro la data stabilita, in modo da potere avere la possibilità di esaminare con la Consulta dei pensionati, con i sindacati e con tutti gli organismi preposti le proposte fatte.
Un altro motivo di ritardo, ci è stato detto, è dovuto al fatto dell'approvazione del Testo Unico della legge 93 che raggruppa le leggi precedenti, tuttavia per i motivi che ho espresso essendosi manifestato un cambiamento di indirizzo per quanto riguarda la tabella dei ticket, noi siamo favorevoli, e lo eravamo già stati nell'approvazione della legge che appunto prevedeva la partecipazione degli utenti alle spese di gestione. Per concludere riteniamo di poter dare il nostro voto favorevole a questo piano di riparto per il 1983.
PRESIDENTE: Altri che intendono prendere la parola? Ci sono dichiarazioni di voto? L'Assessore Rollandin ritiene di dover intervenire nuovamente? La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Solo per dire che sulla possibilità di migliorare quella che è la collaborazione con i Comuni c'è il pieno accordo da parte della Giunta e penso che, come nell'applicazione di altre leggi, sia interesse di tutti verificare un'attuazione più puntuale, anche per andare incontro alle reali necessità dei singoli Comuni.
PRESIDENTE: Ci sono dichiarazioni di voto? Prima di mettere in votazione palese il provvedimento con un'unica votazione faccio presente che il comma II è modificato per quanto concerne la parte finanziaria. Cioè l'importo è sempre lo stesso 2.208.990 di lire - ma ovviamente facendo carico al bilancio 1983 viene modificata la ripartizione fra i vari capitoli.
E' un aspetto puramente tecnico, lo rendo noto, per cui nell'approvazione del punto II non approviamo quello a pag. 5 che è stato trasmesso nel primo testo originale, ma con le variazioni d'ufficio che concernono l'esatta imputazione e quindi i provvedimenti di carattere puramente contabile.
Metto in votazione la delibera iscritta all'oggetto n. 33:
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELIBERA
1) di approvare l'unito piano di riparto dei finanziamenti regionali per l'istituzione e/o la gestione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili per l'anno 1983, a favore dei Comuni di cui all'allegato B, negli importi a fianco di ognuno indicati;
2) di dare atto che la spesa complessiva di £. 2.208.990.000 (duemiliardi duecentottomilioninovecentonovantamila) graverà:
a) quanto a £. 1.600.000.000 (unmiliardoseicentomilioni), mediante impegno al Cap. 22805 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1983 "Contributi ai Comuni e ad altri Enti locali nelle spese di gestione dei servizi sociali a favore delle persone anziane ed inabili", che presenta la necessaria disponibilità;
b) quanto a £. 508.990.000 (cinquecentottomilioninovecentonovantamila), con imputazione al Residuo Passivo n. 22905 del bilancio regionale per l'anno 1983 "Contributi ai Comuni e ad altri Enti locali nelle spese di gestione di servizi sociali a favore delle persone anziane" (fondo di £. 1.105.000.000 impegnato con deliberazione della Giunta regionale n. 7805 in data 23.12.1982);
c) quanto a £. 95.000.000 (novantacinquemilioni), con imputazione al Residuo Passivo 22820 del bilancio regionale per l'anno 1983 "Contributi ai Comuni e ad altri Enti locali nelle spese di investimento di servizi a favore delle persone anziane ed inabili" (fondo di £. 95.000.000 impegnato con deliberazione della Giunta regionale n. 7805 in data 23. 12.1982);
d) quanto a £. 5.000.000 (cinquemilioni), con imputazione al citato Residuo Passivo n. 22820 del bilancio regionale per l'anno 1983 (fondo di £. 5.000.000 disponibile alla chiusura dell'esercizio finanziario 1982);
3) di stabilire che alla liquidazione dei finanziamenti assegnati ai Comuni interessati provveda la Giunta regionale con successivi provvedimenti deliberativi;
4) di stabilire che i Comuni applichino, nei confronti degli utenti dei servizi, le contribuzioni contenute nell'allegata tabella C e sotto tabelle C/1, C/2, C/3, C/4, C/5.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: Metto in votazione le tabelle A) B) e le sotto tabelle di sviluppo.
...Omissis...
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità
