Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1 del 12 gennaio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 1/VII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Informo i Consiglieri sulla attività svolta dal Consiglio dall'ultima adunanza del Consiglio regionale

avvenuta in data 16 dicembre 1982:

Disegni di legge presentati:

D.L. n. 460, presentato dalla Giunta in data 17.12.1982, concernente il Consiglio di Amministrazione del Convitto regionale "Federico Chabod" di Aosta (I^ e V^ Commissione).

D.L. n. 461, presentato dalla Giunta regionale in data 30.12.1982, concernente norme riguardanti i termini per la presentazione di istanze, domande, richieste e ricorsi all'Amministrazione regionale e all'U.S.L. della Valle di Aosta. (I- Commissione).

P.L. n. 462, presentata dal Consigliere Minuzzo in data 4.1.1983, concernente "Istituzione del Difensore Civico della Regione Autonoma Valle d'Aosta e sue competenze presso l'U.S.L.".

D.L. n. 463, presentato dalla Giunta regionale in data 5.1.1983, concernente disposizioni temporanee per l'affidamento di funzioni di responsabilità di servizio per la nomina di coordinatore sanitario ed amministrativo dell'U.S.L. della Valle d'Aosta. (IV-Commissione).

P.L. (statale) n. 20, presentata dai Consiglieri Tamone, Clusaz, Faval, Rolando e Voyat in data 22.12.1982, concernente "Modifications à la loi constitutionnelle du 26 février 1981, n. 4". (I- Commissione).

Disegni di legge vistati:

D.L. n. 433, concernente concessione di premi a produttori di aziende agricole che contribuiscono alla conservazione del paesaggio agricolo montano

ed alla difesa idro-geologica del suolo.

D.L. n. 436, concernente concessione di un contributo straordinario all'ASIVA.

D.L. n. 423, concernente costituzione di fondi di rotazione per l'artigianato, commercio e cooperazione.

D.L. n. 448, concernente finanziamenti regionali nel settore dell'edilizia residenziale pubblica.

D.L. n. 444, concernente aumento della spesa per l'applicazione della legge concernente l'istituzione dell'EVART.

D.L. n. 445, concernente l'aumento della percentuale d'intervento per l'attuazione dei compiti attribuiti alla Federachon des sports de noutra tera.

D.L. n. 450, concernente l'autorizzazione di spesa per la costruzione del canile regionale.

D.L. n. 453, concernente proroga della garanzia fideiussoria della Regione a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.

D.L. n. 446, concernente provvedimento generale finanziario per l'anno 1983 ed il pluriennale 1983/1985.

D.L. n. 447, concernente approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1983.

Disegni di legge non vistati:

D.L. n. 432, concernente inquadramento del personale trasferito alla Regione

ai sensi del D.P.R. 22.2.1982, n. 182.

Deliberazioni vistate: 19

Deliberazioni non vistate: ----

Riunioni di Commissioni:

Conferenza dei Capigruppo ed Ufficio di Presidenza: 2

Ufficio di Presidenza: 2

I^ Commissione: 3

II^ Commissione: 1

V^ Commissione: 2

III^ e IV^ Commissione in seduta congiunta: 1

Commissione speciale per la Châtillon S.p.A.: 2

Commissione speciale per l'Informazione (quella che aveva terminato il suo compito): 1

Commissione speciale per l'Informazione (la stessa Commissione rinnovata, integrata ed ampliata, per la riunione di insediamento): 1; informo il Consiglio che in quell'occasione è stato nominato Presidente della Commissione il Consigliere Nebbia e Vicepresidente il Consigliere Minuzzo.

Gruppo di lavoro che coordina l'attività ed il programma per la visita che il Consiglio regionale della Valle di Aosta ed alcuni esponenti della vita economica e sociale della Regione faranno in Franche-Comté nei giorni 17-18-19 gennaio 1983: 3

Per quanto concerne le comunicazioni relative all'attività del Consiglio regionale del 1982, anche quest'anno come negli anni scorsi si è provveduto a fare il lavoro statistico e di confronto con i quattro anni precedenti - in questo caso tutta la legislatura, salvo gli ultimi mesi che ci rimangono del 1983 - accompagnato da alcuni rilievi statistici ed alcune informazioni sull'attività esterna del Consiglio regionale.

I Consiglieri che l'avranno letta, così come avranno anche potuto seguire dalla stampa alcune considerazioni che sono state fatte su questo argomento, potranno intervenire ed avere ulteriori chiarimenti.

Infine alcune comunicazioni di carattere più generale che è doveroso che io fornisca al Consiglio:

Il Pretore di Aosta, Dott. Giovanni SELIS, mi ha incaricato di esprimere a tutti i Gruppi politici la sua gratitudine per la solidarietà dimostrata in occasione del vile attentato di cui è stato oggetto.

Il Presidente della "NUOVA SIAS", Ing. Tommaso LIBERATI, mi ha indirizzato una lettera nella quale ringrazia tutti i Consiglieri regionali che hanno, in data 9 dicembre, visitato lo Stabilimento di Aosta.

Sempre nella sua lettera, il Presidente della NUOVA SIAS conferma che è intendimento dell'azienda che la situazione, le prospettive ed i problemi di fondo della NUOVA SIAS siano conosciuti dalle autorità regionali e comunali, delle quali è di grande importanza il sostegno, in un momento di transizione verso un assetto impiantistico, produttivo ed organizzativo rispondente alla rapida evoluzione delle tecnologie e del mercato.

Il Canonico Joseph VAUDAN, Presidente del Consiglio di Amministrazione della fondazione "Institut Agricole Régional" costituita in data 7 settembre 1982, prevista dalla legge regionale 1° giugno 1982, n. 12, mi ha inviato una lettera nella quale, in considerazione del breve periodo di attività della fondazione stessa, ritiene prematura la trasmissione ai Consiglieri regionali della relazione annuale prevista dallo Statuto.

Manifesta tuttavia la sua disponibilità a fornire tutte quelle informazioni che il Consiglio regionale desideri eventualmente conoscere.

Il Sindaco di Aosta, Edoardo BICH, mi ha fatto pervenire il testo di un ordine del giorno sul tema del disarmo e della pace votato dal Consiglio comunale di Aosta.

Nel documento in questione si ricorda la positiva azione di molti Comuni e Comunità territoriali organizzate in Italia e nel mondo, tendente ad impedire la corsa agli armamenti e si dichiara il territorio del Comune di Aosta "Zona libera da armi nucleari".

Di conseguenza - si legge sempre nel documento - il Consiglio comunale di Aosta impegna il Governo ed il Parlamento della Repubblica a non adottare decisioni che prevedano nel territorio del Comune installazioni, laboratori di ricerca, industrie di armi ed invita i Parlamentari valdostani a votare contro i provvedimenti di installazioni di armi e di ordigni nucleari in qualsiasi parte d'Italia.

Il Comune di Aosta chiede che il Consiglio regionale adotti una simile dichiarazione per quanto concerne l'intero territorio della nostra Regione.

Infine, come è già stato precisato da un comunicato dell'Ufficio Stampa della Presidenza della Giunta, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha presentato ricorso attraverso l'Avvocatura dello Stato presso la Corte Costituzionale, per conflitto di attribuzioni relativo ad un accordo di amicizia e collaborazione, che come voi tutti sapete, la Regione Valle d'Aosta e la Regione Franche-Comté, hanno sottoscritto nel corso di una cerimonia pubblica ufficiale il 4.9.1982. Il ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri è motivato dal fatto che tale accordo rappresenterebbe un'iniziativa assunta dalla Regione Valle d'Aosta nell'ambito dei rapporti internazionali che sono di competenza esclusiva degli organi statali. Devo aggiungere, per la mia lunga esperienza nell'attività internazionale di città, province, regioni, non solo italiane ma di tutto il mondo, che questi protocolli vengono considerati soprattutto documenti di amicizia, manifestazioni di volontà, di intenzione, ed ovviamente quando si parla di disarmo, di riduzioni delle armi, non si assumono impegni per conto dello Stato o di chi ha competenza in materia, ma sono l'espressione che gli amministratori, eletti sia a livello comunale che regionale, sentono di manifestare, interpretando sentimenti di pace e di amicizia delle loro popolazioni.

Credo si possa dire ufficialmente, poiché è stato argomento di dibattito presso l'A.N.C.I., presso la Lega per le Autonomie ed a livello internazionale delle organizzazioni che fanno capo all'O.N.U. ed all'UNESCO, che c'è una tendenza, da parte della diplomazia ufficiale degli Stati, a riprendere in mano l'esclusiva dei rapporti fra gli Stati devoluti interamente alla competenza dei Ministeri degli Esteri.

Voglio ricordare, per concludere, una frase del Prof. La Pira che era stato Sindaco di Firenze e Presidente della Federazione Mondiale delle Città Gemellate, il quale già vent'anni fa di fronte a queste prese di posizione dei vari Ministeri degli Esteri, diceva che gli eletti delle Regioni, delle Province e di qualsiasi organismo intermedio non volevano certamente sostituirsi alla diplomazia ufficiale degli Stati, ma esprimere e rappresentare quelle che erano le aspirazioni e le necessità delle loro popolazioni e che in questo anzi aiutavano la diplomazia ufficiale e non certo la limitavano o si mettevano in contrasto con essa.

Apro la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio. Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Credo che non ci si possa esimere da fare qualche considerazione sull'ultima cosa riferita dal Presidente del Consiglio, cioè sulla decisione del Governo di ricorrere alla Corte Costituzionale per impugnare quel protocollo che nel mese di settembre era stato stilato tra il Consiglio regionale della Valle d'Aosta e la Franche-Comté. Credo che questa presa di posizione del Governo sia esagerata al punto di cadere nel ridicolo.

Chiedere che venga annullato un documento, come d'altronde diceva già il Presidente del Consiglio, che non è altro che un suggello di un gemellaggio fra regioni che hanno grande affinità, un documento che auspica la pace ed il disarmo come fanno tutti gli uomini di buon senso, significa dimostrare un'attenzione molto occhiuta a problemi di scarso rilievo, invece che occuparsi dei problemi reali che travagliano il Paese in questo periodo.

Non ci stupisce che a prendere questa iniziativa sia stato il Governo Fanfani, che dopo pochi giorni dal suo insediamento è riuscito (cosa non facile) ad innescare estese zone di protesta, di malcontento, di sfiducia in larghe fasce sociali e soprattutto fra i lavoratori.

Mi riferisco alla stangata a puntate, una per Capodanno ed un'altra per l'Epifania, mi riferisco ai provvedimenti del Governo per racimolare i quindicimila miliardi che dovrebbero servire a mettere in quadro il bilancio dello Stato. Questi provvedimenti in realtà sono stati presi in modo da aumentare imposte, tasse, balzelli sui ceti sociali più deboli e sui lavoratori dipendenti e non rispondono ad alcun disegno generale, al punto che sono stati criticati ad esempio anche da autorevoli imprenditori e da esperti economici che pur fanno parte di partiti della maggioranza. Questi provvedimenti in modo particolare tendono a colpire sempre i soliti soggetti, mentre nulla fanno per colpire quei tre milioni di italiani che, secondo una inchiesta demoscopica pubblicata da "Il Mondo", guadagnano più di cinquanta milioni all'anno. Di questi al fisco risultano in realtà poche decine di migliaia. Questo tentativo del Governo probabilmente incontrerà già in Parlamento delle difficoltà e sicuramente creerà dei problemi perché in particolare i provvedimenti relativi alla seconda fase, cioè al taglio della spesa pubblica, non sono altro che nuove imposizioni, non tagliano assolutamente gli sprechi, ma vanno nuovamente a colpire i ceti sociali più deboli con imposte fra le più inique come il ticket, che è una imposta sulla salute.

Ci auguriamo che i Parlamentari della Valle d'Aosta, prima di votare questi decreti, provino un po' a sentire di che umore sono i valdostani rispetto a queste misure e si regolino nel loro voto in conformità al parere ed alle aspettative della popolazione valdostana.

In quanto al ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale, secondo noi bisogna fare come se non fosse stato presentato; bisogna non tenerlo in alcuna considerazione, continuando nei programmi di visite che già si erano stabiliti.

Il Governo Fanfani invece di occuparsi di queste cose, farebbe molto meglio ad occuparsi di situazioni come quella della Montefibre e promuovere al più presto quell'incontro fra Regione, Sindacati e Montefibre che può servire per il rispetto di quell'accordo che era stato stipulato il 7 ottobre. Quindi nel dare un giudizio molto negativo su questo provvedimento del Governo ci auguriamo che anche la Giunta regionale segua questo tipo di orientamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

MINUZZO - (P.S.D.I.): Sebbene il mio partito faccia parte di questo Governo, non è certo mia intenzione iniziare la campagna elettorale oggi sui provvedimenti presi dal Governo Fanfani in materia fiscale. Chiaramente ognuno ha il suo ruolo e lo svolge come meglio crede.

Il mio intervento, seppure molto brevemente, riprende quanto affermato dal Presidente del Consiglio in merito al protocollo d'intesa fra la Regione Valle d'Aosta e la Regione Franche-Comté.

Ritengo che come Consiglio regionale abbiamo avuto modo di esprimere le nostre opinioni in materia già in altre occasioni ed in momenti molto più importanti che non quelli della firma del protocollo: basta vedere il convegno svoltosi lo scorso anno e quest'anno a Casablanca, dove grosso modo è stato lanciato lo stesso appello, per cui mi stupisce la presa di posizione del Governo nei confronti di questo protocollo. Non dimentichiamo che un provvedimento analogo è stato preso nei confronti della Giunta che ha deliberato di destinare 60 milioni alla Polonia, e ritengo che questo sia ancora peggio del provvedimento preso dal Governo quando ha impugnato il protocollo d'intesa.

Devo dire che come partito c'eravamo già resi conto di questa situazione molto tempo fa, quando nel mese di novembre presentammo una mozione intesa a cercare in qualche modo di prendere delle iniziative per salvaguardare la autonomia della nostra Regione.

Vorrei dire subito che siccome nel passato Consiglio il Consigliere Tamone aveva chiesto un rinvio della mozione che il nostro Gruppo aveva presentato e che doveva essere discussa nella seduta dell'11-12 novembre, già per questa seduta chiedo nuovamente il rinvio, chiaramente con l'impegno da parte dell'Union Valdôtaine, che mi sembra abbia parlato per bocca del Consigliere Tamone, a voler concretizzare questa iniziativa per sottoporla all'approvazione del Consiglio, a meno che non ci sia la volontà dell'Union Valdôtaine di approfondirla oggi, oppure domani, per poterla comunque discutere in questa seduta del Consiglio. Questo era quanto ci sembrava doveroso dire; come Partito ci sentiamo di denunciare il comportamento tenuto dal Governo Fanfani in questa occasione e più ancora il fatto di aver bocciato la delibera della Giunta che destinava 60 milioni in favore del popolo polacco.

PRESIDENTE: A seguito della proposta del Consigliere Minuzzo concernente la discussione della mozione, siccome sia il Consigliere Minuzzo che il Consigliere Tamone fanno parte dell'Ufficio di Presidenza, credo che il luogo più adatto possa essere, se non trovano loro un momento di incontro prima, la prossima riunione dell'Ufficio di Presidenza, nel corso della quale predisporre un testo unificato.