Oggetto del Consiglio n. 485 del 10 giugno 2026 - Verbale

Oggetto n. 485/XVII del 10/06/2026

CONTINUAZIONE DELLA DISCUSSIONE GENERALE CONGIUNTA SULLA RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ SVOLTE DALLA REGIONE NELL’ANNO 2025 PER L’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE PROMOSSE DALL’UNIONE EUROPEA E IN MATERIA DI RAPPORTI INTERNAZIONALI, SULL'INFORMATIVA AL CONSIGLIO REGIONALE SULLE RIPROGRAMMAZIONI CHE HANNO INTERESSATO I PROGRAMMI FESR 2021/27 E FSE+ 2021/27 DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA NEL CORSO DEL 2025 E SULL'APPROVAZIONE DELL’ATTO PLURIENNALE DI INDIRIZZO RELATIVO ALLE ATTIVITÀ DELLA REGIONE NELL’AMBITO DELLE POLITICHE PROMOSSE DALL’UNIONE EUROPEA E DEI RAPPORTI INTERNAZIONALI, AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 16 MARZO 2006, N. 8 (DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ATTIVITÀ DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA/VALLÉE D’AOSTE NELL’AMBITO DELLE POLITICHE PROMOSSE DALL’UNIONE EUROPEA E DEI RAPPORTI INTERNAZIONALI). (APPROVAZIONE DI UNA RISOLUZIONE. RITIRO DI UNA RISOLUZIONE).

Il Presidente AGGRAVI, richiamato il dibattito avvenuto (oggetti nn. 483/XVII e 484/XVII), invita il Consiglio a continuare la discussione sui punti 1, 2 e 3 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Ricorda che sono state depositate due risoluzioni collegate ai punti in oggetto e informa che, in sede di coordinamento formale, occorre modificare le premesse dell'atto iscritto al punto 3 dell'ordine del giorno, aggiungendo la lett. g) al punto k.2.

Interviene l'Assessore agli affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili, LOTTO, che comunica che è stata depositato un nuovo testo emendato della risoluzione n. 1.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 14,46 alle ore 14,49.

Alla ripresa dei lavori replicano l'Assessore LOTTO e il Presidente della Regione TESTOLIN.

Il Consigliere MANFRIN illustra il nuovo testo emendato della risoluzione n. 1 e comunica il ritiro della risoluzione n. 2

Intervengono l'Assessore LOTTO, i Consiglieri LATTANZI e GUICHARDAZ e il Presidente TESTOLIN.

IL CONSIGLIO

nel testo emendato;

con voti favorevoli: trentaquattro (presenti e votanti: trentaquattro)

APPROVA

la sottoriportata

RISOLUZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

PREMESSO CHE:

i Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), e in particolare i fondi di coesione, rappresentano uno strumento fondamentale dell'Unione europea per ridurre le disparità di sviluppo tra le Regioni, promuovere la convergenza economica e sociale e sostenere la crescita nei territori;

la politica di coesione europea si fonda sul principio di sussidiarietà e su un modello di governance multilivello che attribuisce un ruolo centrale agli enti regionali e locali nella programmazione, gestione e attuazione dei Fondi, in quanto soggetti più vicini ai bisogni delle comunità e dei territori;

la Valle d'Aosta ha storicamente svolto un ruolo attivo nella gestione dei Fondi strutturali, beneficiando di un modello di governance decentrata che ha consentito di indirizzare le risorse comunitarie verso le priorità specifiche del territorio montano, tenendo conto delle sue peculiarità geografiche, demografiche e socioeconomiche;

in sede di discussione del futuro Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione europea (QFP 2028-2034), sono emersi orientamenti della Commissione europea volti a una progressiva centralizzazione della gestione dei fondi di coesione, con una riduzione del ruolo degli enti regionali e locali a vantaggio dei livelli centrali nazionali ed europei;

in base alla proposta della Commissione europea, gli attuali circa 540 programmi operativi territoriali - attraverso i quali Comuni e Regioni accedono ai fondi e li programmano sulle specificità locali - verrebbero sostituiti da soli 27 Piani Nazionali, uno per ciascuno Stato membro, con un accorpamento in un unico macro-fondo di Coesione (FESR, FSE+), PAC, politiche sociali, pesca e migrazione, comprimendo due pilastri che rappresentavano ciascuno circa un terzo del bilancio UE al di sotto del 40% delle risorse totali;

la proposta prevede altresì che la negoziazione sui fondi, storicamente condotta direttamente tra Commissione europea e Regioni, divenga un processo intermediato dagli Stati, con il concreto rischio che decisioni assunte a livello centrale nazionale penalizzino le Regioni e ne svuotino l'autonomia programmatoria;

CONSIDERATO CHE:

una centralizzazione delle risorse destinate alla coesione comporterebbe il concreto rischio che i governi nazionali si sostituiscano alle Regioni nella definizione delle priorità di investimento, vanificando il principio di prossimità che costituisce il fondamento della politica di coesione europea;

le Regioni a Statuto Speciale, e in particolare le Regioni alpine come la Valle d'Aosta, sarebbero tra i soggetti maggiormente penalizzati da un approccio centralizzato, poiché perderebbero la capacità di programmare risorse in funzione delle proprie specificità strutturali e delle esigenze delle comunità locali;

il principio di sussidiarietà, sancito dai Trattati europei, impone che le decisioni vengano adottate al livello di governo più vicino possibile ai cittadini, e che il livello superiore intervenga solo laddove il livello inferiore non sia in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati;

il depotenziamento delle politiche regionali di coesione non solo impoverirebbe i territori, ma rappresenterebbe un arretramento nel processo di costruzione di un'Europa delle Regioni fondata sul rispetto delle autonomie territoriali;

CONSIDERATO CHE il Consiglio delle Regioni e dei Comuni d'Europa (CCRE) e il Comitato delle Regioni dell'Unione europea hanno espresso analoga preoccupazione per le tendenze centralizzatrici in atto, richiamando le istituzioni europee al rispetto del principio di partenariato nella governance dei Fondi;

PRESO ATTO CHE:

sin dalle prime fasi di presentazione della proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028/34 (QFP), la Regione ha assicurato un presidio attivo e sostanziale, sia nelle sedi deputate a livello nazionale ed europeo - in particolare nell’ambito della Conferenza delle Regioni e della relativa Commissione affari europei e internazionali, e, a livello UE, nell’ambito del partenariato Euregions4cohesion e del Patto per la montagna - sia a livello territoriale, allo scopo di assicurare un contributo fattivo al negoziato in corso e una rilevazione tempestiva dei fabbisogni regionali per la futura programmazione;

in sede di Conferenza delle Regioni, è stato approvato, il 1° aprile 2026, il documento "Posizione delle Regioni e delle Province Autonome sui principali temi del negoziato per la politica di coesione 2028-2034" che, oltre a rappresentare la posizione delle Regioni e delle Province Autonome in merito ai punti salienti del futuro quadro di riferimento 2028/34 (Governance dei Piani nazionali e regionali di partenariato e ruolo delle Regioni e delle Province autonome; Struttura dei Piani e requisiti per la programmazione territoriale; Impianto performance-based ed effettiva semplificazione; Assetto finanziario (budget) e salvaguardia delle risorse assegnate in continuità con il ciclo 2021-2027; Coordinamento con le altre politiche europee e integrazione strategica), richiede un incontro con il Presidente del Consiglio ed il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione e la tempestiva istituzione di un tavolo di confronto politico e tecnico sul negoziato del ciclo di programmazione 2028/34;

l’Atto pluriennale di indirizzo relativo alle attività della Regione nell’ambito delle politiche promosse dall’Unione europea e dei rapporti internazionali per la XVII Legislatura prevede, tra le Linee di indirizzo, i seguenti punti:

b. Presidio e partecipazione attiva nell’ambito del negoziato della programmazione dei Fondi europei della coesione e della Politica agricola comune 2028/34

c. Valorizzazione e rafforzamento delle zone di montagna come asse strategico trasversale delle politiche europee, nazionali e regionali

IMPEGNA

la Giunta regionale/l’Assessore competente, fatte salve le iniziative già intraprese e quelle in essere,

  1. ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali competenti - ivi incluse la Conferenza Stato-Regioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, il Comitato delle Regioni dell'Unione europea e ogni altro organismo di raccordo - per esprimere la netta opposizione della Regione autonoma Valle d'Aosta a qualsiasi ipotesi di centralizzazione dei fondi di coesione europei e nazionali che comprima il ruolo delle Regioni nella loro programmazione e gestione;

  2. a sostenere e promuovere, anche in raccordo con le altre Regioni italiane, in particolare quelle a Statuto speciale, e le Regioni europee di montagna, la costruzione di un fronte comune istituzionale in difesa del principio di sussidiarietà e della governance multilivello nella politica di coesione europea, con particolare attenzione alla tutela delle specificità dei territori montani e delle realtà regionali di piccole dimensioni;

  3. a trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Parlamento europeo, al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea competente per la Coesione e le Riforme, al Presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione europea, ai rappresentanti italiani al Parlamento europeo, ai Ministeri competenti e alle altre Regioni italiane, quale atto di indirizzo politico del Consiglio regionale della Valle d'Aosta;

  4. a richiedere, in sede di negoziato per il futuro Quadro Finanziario Pluriennale e per il Regolamento sui Fondi strutturali post-2027, il mantenimento e il rafforzamento del partenariato con le autorità regionali e locali, nonché il riconoscimento delle specificità delle Regioni montane e delle Regioni ultraperiferiche e a Statuto speciale italiane nella definizione dei criteri di allocazione e di gestione delle risorse comunitarie.

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