Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 450 del 22 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 450/XVII - Discussione generale sul D.L. n. 13: "Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per il triennio 2026/2028. Modificazioni di leggi regionali".

Aggravi (Président) - Point n° 5.01 à l'ordre du jour. Pour l'illustration du rapport, la collègue Borre a demandé la parole.

Borre (UV) - Il disegno di legge di variazione al bilancio di previsione 2026-2028 si inserisce nell'ambito dell'aggiornamento della programmazione finanziaria regionale e si caratterizza per una manovra di natura prevalentemente manutentiva, costruita attraverso una puntuale rimodulazione delle risorse disponibili, con l'obiettivo di garantire continuità amministrativa ed equilibrio dei conti.

Sul versante delle entrate, l'articolo 1 dispone l'iscrizione di maggiori trasferimenti correnti da Amministrazioni pubbliche per 2.600.000 nel 2026, 2.700.000 nel 2027 e 1.400.000 nel 2028, per un totale complessivo nel triennio pari a 6.700.000. Si tratta di risorse che vengono integralmente destinate alla copertura di spese, in particolare nell'ambito della finanza locale e che rappresentano circa il 52% della copertura degli incrementi previsti per i trasferimenti alle Unités nel 2026. Ricordo a questo proposito che il finanziamento destinato alle Unités copre spese del personale a regime e non adeguamenti contrattuali arretrati coperti dagli accantonamenti nelle varie Unités.

L'articolo 2 introduce misure fiscali che, pur non quantificate puntualmente, incidono su tre tributi regionali distinti: imposta di trascrizione, IRAP e tassa automobilistica, determinando una riduzione di gettito che viene compensata attraverso variazioni compensative di spesa. Un elemento centrale della manovra è rappresentato dalla finanza locale.

L'articolo 3 dispone un incremento di trasferimento senza vincolo di destinazione pari a 5 milioni di euro annui, per un totale nel triennio di 15 milioni, rideterminando lo stanziamento per il 2026 in 7 milioni di euro, un aumento percentuale circa pari al 250% rispetto allo stanziamento originale. La copertura di tale incremento è assicurata per: - 2.600.000 nel 2026, 2.700.000 nel 2027 e 1.400.000 nel 2028 mediante nuove entrate;

- 2.400.000 nel 2026, 2.300.000 nel 2027 e 3.600.000 mediante riduzione di spesa.

A ciò si aggiunge quanto previsto dall'articolo 9, che determina un incremento complessivo delle risorse per la finanza locale pari a 6.010.000 euro nel 2026, di cui:

- 5 milioni su trasferimenti senza vincolo;

- 1.010.000 euro sui trasferimenti vincolati.

Le risorse aggiuntive vengono allocate in diversi ambiti, tra cui:

- 435 mila euro per ambiente e territorio;

- 320 mila euro per interventi sociali;

- 100 mila euro per cooperazione e associazionismo;

- 150 mila euro per le relazioni finanziarie con Enti locali.

In ambito sociale, l'articolo 5 prevede incrementi per un totale di 190 mila euro interamente finanziati tramite riduzione di spesa.

Per quanto riguarda le politiche abitative, si registra uno sforzo finanziario più consistente.

L'articolo 6 prevede:

- 500 mila euro nel 2026 per ARER;

- fino a 1 milione di euro nel 2028.

Complessivamente, nel biennio considerato, l'intervento raggiunge 1 milione e mezzo.

L'articolo 7 istituisce inoltre un fondo speciale con una dotazione di 1.800.000 euro nel 2027 e nel 2028, per un totale di 3.600.000 euro. Nel complesso il comparto abitativo mobilita quindi risorse pari a 5.100.000 euro nel triennio.

In relazione al PNRR, l'articolo 4 incrementa di 150 mila euro il trasferimento al Comune di Arvier, portando lo stanziamento complessivo a 423 mila euro, mentre l'articolo 10 autorizza un'anticipazione di liquidità fino a 7 milioni, che rappresenta una delle operazioni finanziarie più rilevanti del provvedimento, sebbene a carattere temporaneo e con l'obbligo di restituzione.

Nel settore dell'istruzione e della cultura gli stanziamenti complessivi ammontano a circa 900 mila euro, ripartiti tra Università, studentato di Verrès, Forte di Bard.

Nel comparto sportivo l'articolo 15 autorizza spese per 132 mila euro nel 2026, 162 mila euro nel 2027 e 162 mila euro nel 2028, per un totale di 456 mila euro, mentre l'articolo 16 aggiunge 350.000 nel 2026 per la piscina di Pré-Saint-Didier.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico e il lavoro, gli interventi previsti dagli articoli 17, 18 e 19 si traducono in stanziamenti contenuti ma diffusi: 30 mila euro per il 2026, 40 mila euro nel 2027 per la competitività delle imprese, 8.600 euro di incremento per le politiche del lavoro - che portano lo stanziamento complessivo a 8.594.000 euro nel triennio, di cui oltre 3 milioni nel 2026 - e 30.000 euro per l'internazionalizzazione. A questi si affiancano misure in ambito agricolo e sanitario di cui agli articoli 20, 21 e 22, pari rispettivamente a 100 mila euro per la zootecnia, 6.500 per lo sviluppo rurale e 60 mila euro per il contrasto all'antimicrobico-resistenza.

Il contributo alle cooperative sociali, disciplinato dagli articoli 23, 24, 25 e 26, presenta una dotazione complessiva pari a 30 mila euro, con un contributo unitario massimo a 800 euro per lavoratore e un tetto per beneficiario pari a 15 mila euro, che implica un numero potenziale massimo di poco meno 40 lavoratori finanziabili.

Dal punto di vista tecnico-contabile, il provvedimento si fonda su variazioni compensative complessive pari a 16.008.612 euro nel 2026 e 6.211.100 euro nel 2027.

Infine, è previsto il riconoscimento di un debito fuori bilancio disciplinato dall'articolo 29 per 199.915 euro, di cui 147.779 euro a valere sul fondo di riserva.

A completamento del quadro, si evidenzia che il disegno di legge comprende ulteriori disposizioni che, pur non incidendo direttamente con nuovi stanziamenti rilevanti, concorrono alla definizione complessiva dell'assetto finanziario e ordinamentale. In particolare, l'articolo 8 introduce meccanismi di variazione compensativa nell'ambito della finanza locale; gli articoli 27 e 28 disciplinano ulteriori variazioni compensative e riequilibrano il complesso della spesa; l'articolo 30 consente la rinegoziazione dei mutui regionali fino a un massimo di 5 anni; l'articolo 31 reca modifiche alla disciplina del patrimonio regionale senza nuovi oneri; gli articoli 32 e 33 definiscono le variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa; l'articolo 34 aggiorna le autorizzazioni di spesa, mentre l'articolo 35 interviene sul programma regionale dei lavori pubblici; l'articolo 36 approva gli allegati tecnici presenti e collegati a questo provvedimento e l'articolo 37 dispone l'entrata in vigore della legge in via d'urgenza.

In conclusione, la manovra si caratterizza per un volume complessivo di risorse movimentate significativo, ma distribuito su numerosi interventi di dimensione medio-piccola. Le scelte operate privilegiano il rafforzamento della finanza locale, che assorbe oltre 15 milioni di euro, e il sostegno a politiche sociali e abitative, mantenendo al contempo un equilibrio finanziato fondato prevalentemente su compensazioni interne. Si tratta pertanto di un provvedimento che non espande in modo strutturale la spesa, ma che redistribuisce risorse per garantire continuità ai servizi e risposta a esigenze specifiche, confermando un'impostazione prudente e coerente con gli obiettivi di stabilità della finanza regionale.

Nei lavori di Commissione sono stati presentati dalla Giunta e dai Consiglieri quattro emendamenti, due dei quali all'articolo 3, che permette per gli anni 2027 e 2028 una diversa ripartizione delle risorse assegnate alle Unités.

Si aggiunge un articolo 31bis che soddisfa la richiesta formulata dal Consiglio permanente degli Enti locali, che tiene conto delle elezioni che si svolgeranno il 24 maggio 2026 per il rinnovo del Consiglio comunale di Pontboset, al fine di anticipare al 15 giugno il termine per l'approvazione e la sottoscrizione delle convenzioni per l'ufficio di segretario, ai sensi della medesima legge, per accelerare il processo di riforma e definire in breve tempo il quadro delle future sedi di segreteria.

Il comma 1 sostituisce il comma 5 dell'articolo 20 della legge regionale 26 maggio 2025 n. 15. Per effetto di tale disposizione transitoria, così come è modificata, viene anticipata al 1° maggio la decorrenza del termine di 45 giorni, di cui al primo periodo del comma 7, per l'approvazione e la sottoscrizione delle convenzioni per l'ufficio di Segretario a seguito delle elezioni generali del 28 settembre 2025, così da permettere, come richiesto dal CPEL, la conclusione del procedimento al 15 giugno 2026.

Viene inserito tramite emendamento anche l'articolo 31ter. L'emendamento inserisce, all'articolo 31ter, modificazioni alla legge regionale 7 dicembre n. 54. Si rendono opportune al fine di chiarire e adeguare la normativa regionale oggetto della censura contenuta nella sentenza 16/2026, depositata lo scorso 19 febbraio 2026, con cui la Corte costituzionale, pronunciandosi sul ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della medesima legge. I commi 1 e 3 intervengono rispettivamente sui commi 1 e 7 dell'articolo 22. Con tale modificazione si adegua l'ordinamento regionale alla disciplina statale, prevedendo che le Amministrazioni locali valdostane possano valutare la possibilità, trattandosi anche a livello nazionale di una facoltà e non di un obbligo, di nominare Assessori esterni direttamente ai sensi di legge per il Comune di Aosta, oppure per gli altri Comuni valdostani, modificando in tal senso il proprio Statuto. Il comma 2 sostituisce il comma 6 del medesimo articolo 22, che prevedeva il divieto che della Giunta facessero parte, oltre che il coniuge, i parenti e gli affini in primo grado del Sindaco e del Vicesindaco, e che è stato censurato in quanto difforme dell'articolo 64, comma 4, del TUEL, sia per la restrizione delle cause di incompatibilità ai soli parenti affini di grado del Sindaco, in luogo del più ampio perimetro del terzo grado di parentela previsto dalla normativa statale. Il comma 4 sopprime il comma 2ter dell'articolo 30bis della legge regionale 54/1998, che prevedeva la non immediata ricandidabilità alla carica di Sindaco e Vicesindaco. Il comma 5, atteso il carattere retroattivo della pronuncia di incostituzionalità, precisa che le modificazioni alla norma regionale, di cui alle disposizioni precedenti, si applicano con effetto della data di entrata in vigore delle disposizioni di legge censurate dalla Corte costituzionale. Il disegno di legge, più questi emendamenti, confermano e dimostrano che l'azione del Governo è attenta e sensibile alle spiccate esigenze in primo luogo degli Enti territoriali e in seguito alle richieste specifiche. Se da una parte un bilancio che dopo pochi mesi prevede una variazione, sembra o è definito un bilancio non preciso, sono convinta rispetto al fatto che un bilancio, per essere puntuale, necessiti di continui aggiusti e variazioni perché possa essere così sempre rispondente alle richieste del territorio. Comuni e Unités sono le Istituzioni più vicine ai cittadini ed è in quest'ottica che il Consiglio regionale ha incentrato le sue manovre di contabilità e di bilancio, principalmente dando risposta alle loro esigenze.

Président - Pour l'illustration du rapport de minorité, la parole au collègue Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Mi accingo a svolgere questa relazione di minoranza su questo primo provvedimento di variazione di bilancio per il triennio 2026-2028 e farlo in questa veste mi dà l'opportunità non soltanto di esprimere una valutazione tecnica sul provvedimento, ma di condividere con l'Aula alcune riflessioni di metodo, che, a mio avviso, meritano di essere rappresentate prima ancora di entrare nel merito degli articoli.

Come peraltro ho illustrato ampiamente anche ai colleghi di minoranza, che ringrazio per la fiducia accordatami rispetto a questo ruolo di relatore, ovviamente condividerò una serie di riflessioni che non sono espressioni né mie, né del gruppo o non esclusivamente mie e del gruppo che rappresento, ma rappresentano la molteplicità delle posizioni che sono state portate all'interno del dibattito in Commissione da parte di tutti gli esponenti dell'opposizione. Su questo potremmo cominciare con una questione su cui tutti i gruppi di opposizione hanno concordato. Sappiamo infatti che la II Commissione ha svolto il proprio lavoro in due sessioni il 7 e il 13 aprile del 2026.

Nel corso della prima seduta diversi fra Commissari e Consiglieri hanno formulato domande puntuali, circoscritte su temi ben identificati: le modalità di aggiornamento dei canoni di edilizia residenziale pubblica e relativo impatto sulle famiglie assegnatarie, la natura e la destinazione del fondo speciale istituito dall'articolo 7, l'avanzamento e i rischi del progetto PNRR del Comune di Arvier e i criteri di erogazione dei contributi delle cooperative sociali. A fronte di queste richieste, parte della risposta dell'Assessore al bilancio è risultata parziale o rinviata per iscritto. Lei, presidente Aggravi, sa che io non sono solito leggere semplicemente la relazione e non mi piace che le persone, invece di fare attenzione a quello che viene detto, seguano con il dito sul foglio e quindi spesso mi permetto anche nella relazione di fare le osservazioni che sul foglio non sono scritte. Su questo mi permetto di fare un'osservazione che è stata anche questa condivisa da praticamente tutta l'opposizione, cioè un Assessore al bilancio che arriva e non ha le risposte sulle allocazioni dei fondi obiettivamente ci sembra quanto meno surreale e che al momento si dica: "Beh, vi daremo poi le risposte per iscritto" è altrettanto surreale e questo voglio che rimanga agli atti perché chi si occupa di bilancio e lo fa una volta l'anno, ovviamente firmando il bilancio che gli viene passato dal Presidente della Regione, perlomeno dovrebbe essere in grado di rispondere alle domande.

Su questo la maggioranza, proprio sulla richiesta di approfondimento, ha deciso di non accogliere le richieste di audizioni di alcuni portatori di interesse, come i sindacati, le associazioni di consumatori, le centrali cooperative, limitando le audizioni della seconda seduta ai soli Assessori di potenziale competenza e qui ho scritto: "potenziale" volutamente perché, mentre da parte della maggioranza è stato proposto di audire l'assessore Sapinet, sulla misura, per esempio, per quanto concerneva appunto l'ARER, abbiamo evidenziato dai banchi dell'opposizione che quella misura era diretta in realtà, da una parte, a mitigare l'effetto degli affitti, dall'altra parte su interventi non ben specificati che avrebbero potuto interessare l'assessore Marzi. Evidentemente l'assessore Sapinet, che in effetti in Commissione ha fatto solo un breve intervento, ma poi il dibattito si è svolto con l'assessore Marzi, non era l'Assessore indicato dalla discussione che si è articolata poi sull'articolo 7, quindi evidentemente avevamo ragione anche da questo punto di vista e poi invece l'assessore Lavevaz per quanto riguardava il progetto del PNRR…

Lo voglio dire con rispetto e senza polemiche, ma credo sia opportuno dirlo anche con nettezza: una Commissione che non può ascoltare chi è direttamente coinvolto dalle decisioni che esamina in quel momento e quindi se si esaminano delle questioni che hanno una competenza economica e se viene impedito di ascoltare quelli che sono definiti in maniera orribile in inglese, in una certa maniera io preferisco parlarne come portatori di interesse… ovviamente non consente di lavorare o perlomeno, come ho voluto specificare, si lavora in maniera dimidiata. Non è una questione di forza dei numeri, lo sappiamo bene, la maggioranza ha tutto il diritto di approvare, anche a fronte di una serie infinita di audizioni di soggetti che dicono di non essere d'accordo con quello che viene detto, ha ovviamente il diritto e la possibilità, attraverso i numeri, di approvare ciò che ritiene più opportuno, ma è un problema di qualità del processo e abbiamo ottenuto, grazie infatti a conferma di questo, grazie all'audizione della seconda seduta, alcuni chiarimenti utili e significativi che nella prima sessione erano mancati e questo dimostra che, nonostante le audizioni fossero di competenza limitata ai soli esponenti della Giunta… è evidente che, se avessimo avuto più voci, il nostro lavoro sarebbe stato migliore. Questo dimostra che le audizioni servono, che la Commissione dovrebbe poter disporre degli strumenti necessari per svolgere il proprio ruolo di approfondimento e su questo punto, che è di metodo, prima che di merito, desidero innanzitutto ringraziare il presidente del Consiglio Aggravi, che ha recepito la richiesta formulata dai gruppi di opposizione rispetto a una sollecitazione dei Presidenti di Commissione su una maggiore elasticità e disponibilità nell'ascolto dei portatori di interesse e ci auguriamo che quest'azione possa essere utile affinché il metodo cambi, quindi vedremo nelle prossime settimane se questa moral suasion che è stata posta in essere potrà produrre degli effetti.

Entrando invece nel merito del provvedimento, questa variazione di bilancio si presenta come prevalentemente compensata, le risorse aggiuntive nette sono limitate, abbiamo detto 6,7 milioni di euro di maggiori entrate, di cui 5,3 destinati a spesa corrente, 1,4 a investimenti, mentre la parte più consistente della manovra, pari a 30,6 milioni, è finanziata attraverso rimodulazioni interne, per un totale complessivo di 37,3 milioni. È un provvedimento che nasce a pochi mesi dall'approvazione di bilancio previsionale, lo diceva anche il relatore di maggioranza, bilancio che, occorre ricordarlo, era un bilancio definito come di carattere esclusivamente tecnico; qualcuno lo definiva di carattere esclusivamente tecnico, cioè quelli che non lo avevano redatto nella scorsa legislatura e non erano al Governo per giustificare il fatto che lo votavano dicono: "È un bilancio tecnico", quindi questo qualche curiosità e qualche divertimento personale lo suscita, ma considerare e immaginare che sia fondamentalmente ereditato dalla legislatura precedente… nonostante un altrettanto formale cambio di maggioranza che ad oggi però non ha ancora fatto rimarcare sostanziali differenze rispetto a quella precedente.

Lo abbiamo già visto questa mattina, di fronte ai risultati sbandierati, anche in maniera proterva durante i congressi di partito, non abbiamo visto e apprezzato quelli che in teoria dovrebbero essere i risultati che una forza di governo porta in Valle d'Aosta. Credo quindi che questo cambio di maggioranza - e spero che i colleghi possano apprezzare questa cosa che non ho scritto nella relazione ma ci tenevo molto a dire - lo possiamo spiegare con una metafora: ad oggi questo cambio di maggioranza pare avere lo stesso valore di quando si fa il cambio del materasso dal lato estivo al lato invernale, non fa molta differenza, a meno che tu non sia il materasso. Di materassi qui qualcuno c'è che ne ha beneficiato, però diciamo che la Regione non è che abbia registrato questi grossi miglioramenti. La necessità di variare così presto dimostra che alcune criticità erano già presenti e note e che la nuova compagine di governo si è trovata a doverle affrontare in modo urgente, operando però con una copertura limitata, con possibilità di azione e ovviamente abbiamo detto anche questo, ci sono risorse limitate, noi non abbiamo la cassa in mano, non abbiamo la possibilità quindi di immaginare quali fossero le possibilità di manovra, né potenziali, né alla fine quelle che poi sono state tradotte nel provvedimento, però ne prendiamo atto. A questo proposito occorre riconoscere che alcune delle poste principali di questa variazione rispondono a esigenze reali, concrete e non rinviabili.

L'incremento di risorse nelle Unités des Communes, questa - ripeto - non è una parte che condivido, o che non condivido in toto, ma è giusto perché è parte dei rilievi espressi in Commissione, il sostegno all'ARER, il finanziamento del Giro d'Italia, gli eventi di promozione turistica, il rifinanziamento delle politiche giovanili e sportive, i contributi alle cooperative sociali sono tutti interventi che nel merito incontrano un giudizio non pregiudizialmente negativo, e quindi nel merito da parte dell'opposizione, e le critiche che svolgeremo sono critiche di metodo, di trasparenza e in alcuni casi di adeguatezza delle soluzioni proposte, non di opposizione sistematica.

Cominciamo con un po' le questioni aperte, ovvero da una parte il primo elemento è il trasferimento alle Unités des Communes, l'articolo 3, l'incremento di 5 milioni annui per le Unités è la posta più significativa della variazione. È la risposta a una richiesta del Consorzio degli Enti locali, legata ai maggiori costi del personale derivanti dai rinnovi contrattuali, la giustificazione è comprensibile, ma rimane aperta tuttavia la domanda posta in Commissione: perché alcune Unités non avevano prudenzialmente accantonato risorse per far fronte ai rinnovi contrattuali che non erano certo imprevedibili? Questa domanda non è ovviamente retorica, risponde alla necessità di capire se si tratta di un episodio eccezionale o di una fragilità strutturale nella programmazione finanziaria degli Enti locali valdostani, in vista anche dell'imminente riorganizzazione… e poi l'ARER e le politiche abitative, articoli 6 e 7, che hanno occupato una parte sostanziosa delle audizioni.

L'articolo 6 proroga al 2027 l'aggiornamento dei canoni di locazione al valore OMI, una misura di protezione sociale che l'opposizione ovviamente condivide, trasferendo ad ARER mezzo milione di euro nel 2026 e 1 milione nel 2028 per coprire i minori introiti.

L'articolo 7 istituisce un fondo speciale di 1,8 milioni per il 2027 e il 2028, destinato a finanziare il futuro disegno di legge sulle politiche abitative.

Sull'articolo 6, ovviamente, non possiamo che essere favorevoli, il collega Marzi lo sa, lo abbiamo detto più volte, che questa sterilizzazione dei potenziali aumenti degli affitti di chi occupa un alloggio di edilizia residenziale pubblica era necessario e sarebbe stato in realtà necessario neanche deliberarli, ma così avete voluto e, quando l'abbiamo sollevato in aula, mi piace ricordare quest'episodio, il fatto che sarebbero aumentati gli affitti delle case popolari, perché voi avete detto che con la ristrutturazione del bonus 110% avete migliorato il quartiere… io consiglio sempre alle persone di fare un giro al quartiere, per esempio il Quartiere Cogne, per vedere se dopo aver ingabbiato le case che sono tuttora ingabbiate, dopo aver fatto dei lavori, per esempio, lo ricordo anche qui con nostalgia… non so se avete presente la via principale che attraversa il Quartiere Cogne, il cappotto del 110% è stato fatto su due pareti su quattro e non quelle che sono esposte al vento e alle intemperie, ma quelle che sono nei cortili interni; perché? Perché, secondo quello che è stato detto, c'era un vincolo urbanistico per quegli alloggi, quindi praticamente quel cappotto che è stato fatto è un cappotto smanicato, che a volte copre il petto, ma le braccia rimangono fuori. Io vi invito ad andare in montagna con un cappotto smanicato e vedere l'effetto che fa, quindi, a seguito di questo e a seguito di tutti gli effetti da trasmittanza dell'umidità, le persone adesso, dopo questo bellissimo intervento che ha migliorato le loro case, permettendo un aumento degli affitti, si trovano con la muffa in casa, ma tutto questo ovviamente non è valso a eliminare questo aumento degli affitti. A fronte di questo, avevamo detto che non era il caso di aumentarli. Si è voluto sterilizzare con questo intervento, bene, ci chiediamo però fino a quando, perché il blocco degli aumenti è necessario, ma fino a quando si può continuare a rinviare questo aumento e quando invece si deciderà di sterilizzare? La risposta dell'assessore Marzi è che la nuova legge sulle politiche abitative, di cui è già in preparazione la bozza, dovrebbe essere presentata entro la fine del 2026 e approvata nel 2027. Prendiamo atto di quest'impegno, lo monitoriamo e lo ricorderemo soprattutto nelle nostre preghiere la sera.

Sull'articolo 7 la nebbia era fitta in sede di audizione. La seconda ha contribuito a diradarla grazie all'intervento sempre dell'assessore Marzi. Il fondo da 1,8 milioni annui è un accantonamento preventivo per gli strumenti nuovi che la futura legge dovrà introdurre: agenzia sociale per la casa, co-housing, sostegno strutturale alla morosità, edilizia convenzionata, accompagnamento all'uscita dell'ERP. È una visione sicuramente condivisibile, Assessore, e siamo impazienti di vedere cosa verrà partorito rispetto al disegno di legge precedente, che era stato depositato nella scorsa legislatura, ma rimangono alcune perplessità di fondo legittime. Il fondo è quantificato senza che la legge cui è destinato esista ancora, quindi voi oggi dite: "Ci sarà 1.800.000 euro sulla nuova legge sull'edilizia residenziale pubblica", ma questa legge ancora non c'è, quindi obiettivamente non ci ha saputo spiegare in Commissione a cosa servirà questo 1.800.000, ci ha detto genericamente qualcosa, però, se io decido che su quella legge metterò 1.800.000 e non 1.600.000 o 1.900.000, evidentemente devo aver fatto delle stime di grandezza e dove questi soldi andranno a incidere. Ecco, di questo non è stata data comunicazione e quindi, senza che vi sia un dettaglio degli strumenti che finanzierà e senza che vi sia una previsione normativa dei vincoli di utilizzo di queste risorse, a obiettivi specifici è difficile esprimere una valutazione. Si tratta tecnicamente di una prenotazione di bilancio su una norma non ancora scritta. Lo comprendiamo, può essere un segnale politico che si vuole dare, lo valuteremo come atto concreto quando il disegno di legge sulle politiche abitative sarà effettivamente presentato ma, come poi ovviamente dirò nella fase successiva, quando farò l'intervento come gruppo, noi questi soldi riteniamo che andrebbero impiegati meglio in altro modo.

Passiamo poi al progetto PNRR "Agile Arvier". L'articolo 10 autorizza un'anticipazione di liquidità di massimo 7 milioni di euro al Comune di Arvier per sostenere l'avanzamento del progetto PNRR "Agile Arvier" da restituire entro un anno dalla liquidazione. È una misura tecnicamente corretta, come ci ha spiegato in modo esauriente il dottor Tripodi in Commissione, si tratta di uno strumento di mitigazione del rischio di cassa, non un finanziamento a fondo perduto, questo è quello che è stato detto, ma l'audizione del 13 aprile ha fornito un quadro più rassicurante di quello che i dati del portale di monitoraggio PNRR sembravano suggerire. Gli impegni giuridicamente vincolanti hanno raggiunto l'81% del finanziamento, l'avanzamento fisico dei cantieri è stimabile intorno al 50, la scadenza per le infrastrutture è stata concordata con il Ministero il 31 agosto 2026 e noi prendiamo atto di questi elementi positivi. Permangono però preoccupazioni legittime che non siamo disposti a mettere da parte. Un Comune piccolo, con una struttura di tre persone è chiamato a gestire entro pochi mesi pagamenti per circa 14 milioni di euro. Sono un po' (incomprensibile) con la memoria, l'assessore Bertschy se lo ricorderà, alla nostra audizione in Commissione rispetto a un altro provvedimento, un atto amministrativo, che riguarda VDA Structure, che si propone di spendere 100 mila milioni di euro in un programma che è faraonico… il problema è che l'orizzonte è che VDA Structure con tutta la sua struttura può spendere, e l'ha dimostrato, fra gli 1 e i 3 milioni all'anno, quindi immaginare un piano con i soldi che si ipotizzavano in quella misura porterebbe ad avere un piano che si realizza in 50 anni… immaginare che un Comune come Arvier invece spenda 14 milioni di euro in questo lasso di tempo è un po' difficile. È chiaro quindi che la Regione fa bene a mettere a disposizione questo strumento di liquidità, al tempo stesso è necessario che il monitoraggio sia costante e che l'Aula venga aggiornata con regolarità sull'avanzamento del progetto.

Poi la promozione turistica: anche qui ovviamente si riportano sempre una serie di osservazioni che non sono soltanto del nostro gruppo, ma anche di altri, nell'ambito delle variazioni compensate una delle poste più significative è la promozione turistica con 1,42 milioni aggiuntivi nel capitolo che è stato indicato. La tabella fornita dall'Assessore, in risposta alle richieste formulate in sede di audizione, che avrebbe dovuto essere disponibile già in Commissione, secondo quello che avevamo richiesto ma che, purtroppo, non lo è stato, mostra una concentrazione quasi esclusiva su eventi sportivi: il Giro d'Italia, gli atleti FISI, l'UTMB, le due squadre di calcio in ritiro, il Torix, gran finale a Saint-Barthélemy, le bocce e l'Hockey. Complessivamente più di un milione di euro su eventi sportivi a fronte di stanziamenti più modesti per saloni, materiale pubblicitario e campagna estiva. Non si contesta il valore della promozione sportiva che ha dimostrato la sua efficacia nel posizionare il marchio "Vallée d'Aoste", chiediamo però che l'Aula possa discutere in modo aperto e trasparente di strategia turistica. È questa la composizione ottimale? Esistono altri segmenti, turismo culturale, enogastronomia, natura, famiglie, che meriterebbero interventi più strutturati? Queste domande sono rimaste in Commissione senza una risposta esaustiva. Sarebbe stato interessante ascoltare anche le sue risposte, magari poi oggi potrà fornirle ovviamente. Ripeto: sono considerazioni che tutti i Commissari hanno fatto, ma non gli è stata data l'opportunità, credo che il limite sia questo. Il contributo straordinario invece per quanto riguarda le cooperative sociali, 800 euro per dipendente a tempo indeterminato fino a 15 mila euro per cooperativa, è un riconoscimento, secondo quanto prospettato sempre in sede di audizione, necessario dei maggiori oneri derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore socio-sanitario. Una parte della minoranza ne condivide le finalità - e ci tengo a dirlo -, questa stessa parte però ha sollevato in Commissione una questione di equità e dei criteri: l'ampliamento della platea dei beneficiari estesa rispetto al 2025 alle cooperative con contratti in essere dal 1° gennaio 2024, e non soltanto quelli stipulati a quella data, rischia di diluire le risorse in modo non proporzionale al danno subito. Chi ha avuto il contratto con la Pubblica Amministrazione rinnovato a partire dal 2024 ha già incorporato il nuovo contratto collettivo nazionale nel corrispettivo; chi aveva contratti precedenti ne ha sopportato i costi senza una copertura. Questa differenza meritava una riflessione più approfondita in Commissione, che la Commissione però non ha avuto modo di svolgere in assenza della richiesta centrale dell'audizione delle centrali operative che non hanno potuto essere convocate.

In conclusione il provvedimento che esaminiamo adesso è nei suoi tratti essenziali una variazione di gestione ordinaria e non una manovra di indirizzo. Contiene interventi che in alcune sue parti rispondono a esigenze reali e condivisibili, così come è altrettanto evidente che la minoranza non ha chiesto approfondimenti sui temi ed espresso le sue perplessità soltanto per il gusto di farlo, io direi in generale che non lo ha fatto per il gusto di farlo. Tuttavia, quindi, nel merito di quanto evidenziato, il voto finale dovrà tener conto dell'insieme, inclusa la valutazione sui temi che rimangono aperti, la mancanza di chiarezza sulle destinazioni del fondo abitativo, i dubbi sui criteri per le cooperative, la scarsa trasparenza iniziale sulle risorse turistiche e le preoccupazioni, sebbene in parte mitigate, sul PNRR.

Presidente - Il disegno di legge è stato presentato, è aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il collega Sorbara.

Sorbara (FI) - Presidente e colleghi Consiglieri, la variazione di bilancio che oggi siamo chiamati a esaminare rappresenta uno strumento fondamentale di adeguamento della programmazione finanziaria alle esigenze del territorio.

Desidero innanzitutto evidenziare come la relazione della collega Borre, in qualità di relatrice del provvedimento per la maggioranza, abbia già illustrato, in modo puntuale e dettagliato, i contenuti della variazione, offrendo a quest'Aula un quadro completo delle misure proposte. Come Commissione Bilancio, abbiamo svolto un lavoro attento e approfondito, analizzando nel dettaglio le poste oggetto di modifica e valutando non solo la loro sostenibilità economica, ma anche la coerenza con gli obiettivi strategici dell'Amministrazione regionale. Questa variazione non è un mero atto tecnico, è una scelta politica che orienta risorse, definisce priorità e risponde ai bisogni concreti dei cittadini e del tessuto economico valdostano. Abbiamo posto attenzione alla tutela degli equilibri di bilancio, che restano solidi e coerenti con i principi di responsabilità e prudenza, all'efficacia degli strumenti previsti, con un focus su misure realmente attuabili e con impatto concreto e alla capacità di rispondere in modo tempestivo a nuove esigenze emerse nel corso dell'anno. Il contesto economico attuale, ancora segnato da elementi di incertezza, ci impone serietà e visione. Ogni euro pubblico deve essere utilizzato con attenzione, ma anche con determinazione laddove vi sia un'opportunità di sviluppo e di sostegno alle famiglie, alle imprese e ai territori.

Come Presidente della Commissione, desidero sottolineare il clima che ha caratterizzato i lavori, un confronto serio e costruttivo tra le diverse sensibilità politiche, che si è tradotto anche nella condivisione delle audizioni proposte dalla minoranza e accolte dalla maggioranza, contribuendo così a migliorare il testo e a rafforzarne la qualità complessiva. Le audizioni si sono svolte regolarmente e hanno riguardato tutti i soggetti ritenuti utili ai fini dell'esame di questo specifico atto, inclusi quelli indicati dalla minoranza. Eventuali ulteriori soggetti potranno essere auditi nel proseguo dei lavori qualora ritenuti pertinenti.

Naturalmente una scelta di bilancio è perfettibile e potrà essere oggetto di ulteriori valutazioni nel proseguo dell'esercizio, tuttavia la proposta oggi in esame appare equilibrata, responsabile e orientata nell'interesse generale della nostra comunità. Per queste ragioni esprimo una valutazione complessivamente favorevole sul provvedimento auspicando che possa trovare il più ampio consenso possibile all'interno di quest'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Vorrei cominciare quest'intervento con una frase precisa pronunciata in quest'aula esattamente quattro mesi fa, la frase è: "Lo stiamo già facendo". È stata la motivazione con cui la maggioranza si è astenuta su 16 ordini del giorno presentati dal nostro gruppo durante la discussione del bilancio 2026-2028, 16 proposte concrete respinte con la formula, come dicevo: "Lo stiamo già facendo". Oggi la prima variazione di bilancio è davanti a noi ed è il momento della verifica, se lo stavate già facendo questa variazione di bilancio, che la Giunta stessa a dicembre aveva qualificato come il luogo delle scelte politiche della nuova legislatura, dovrebbe contenerne traccia. Deve contenere i piani di copertura che avevate promesso, le revisioni strutturali che avevate annunciato. Proviamo a verificarlo insieme. Affronterò questo passaggio su tre piani: il primo, la natura complessiva della manovra, che conferma quello che a dicembre avevamo previsto e non smentisce quello che avevamo contestato; il secondo, la questione della finanza locale, dove lo stiamo già facendo, si è trasformata nella quarta deroga consecutiva alla legge 48/1995; il terzo, il test degli impegni mancati, dove leggeremo la variazione di bilancio con in mano i nostri ordini del giorno per capire se lo stavate già facendo.

Partiamo dai numeri: 37,3 milioni di manovra triennale, di questi 6,7 milioni sono maggiori entrate, il resto, cioè 30,6 milioni è coperto da riduzione di spesa, cioè è stato tolto da un'altra parte. Mi fermo un momento sui 6,7 milioni di maggiori entrate, perché qui c'è il punto politico che va chiarito. Non sono un risultato politico della nuova Giunta, sono il rimborso MEF per gli effetti finanziari della riforma IRPEF statale, quantificata dalla legge 199/2025 e prevista dall'intesa tra Stato e Regione a Statuto speciale nel dicembre scorso. In quest'aula quattro mesi fa, proprio su questo punto, avevo posto una domanda precisa: quale garanzia scritta abbiamo che lo Stato ci rimborserà euro su euro per i tagli IRPEF decisi a Roma? Stiamo costruendo un bilancio triennale su una speranza di compensazione.

Mi era stato risposto che c'era il tavolo tecnico e che si stava lavorando alla soluzione. Oggi vedo che la compensazione è arrivata, ma vedo anche che la forma con cui è arrivata è il problema che avevo sollevato a dicembre, perché questi 6,7 milioni sono un flusso decrescente: 2.6 nel 2026, 2.7 nel 2027, 1.4 nel 2028, e non strutturale, non stabilizzano quindi la nostra autonomia finanziaria e voi li state usando tutti subito, in parte corrente, senza costruire in parallelo una linea di finanziamento più stabile. Il tema quindi della dipendenza strutturale della Valle d'Aosta dalle compartecipazioni erariali rimane invariato.

Passiamo ai 30.6 milioni di compensazione, una variazione che si autofinanzia all'82% spostando risorse tra missioni non è una manovra di indirizzo politico, è un ribilanciamento contabile, è un ribilanciamento che non dice dove vuoi andare, dice solo da dove vuoi prendere i soldi per spostarli altrove. Guardiamo dove volete andare. Le voci principali del versante più sono queste: 1,42 milioni della promozione turistica, 550 mila euro per extra costi del Convitto di Verrès, 405 mila per manutenzione straordinaria della piscina, 290 mila per il Ventennale del Forte di Bard, 734 mila per piste forestali, quasi 900 mila di extra costi sui lavori idraulici nel Vallone dell'Urtier post alluvione di Cogne, riconoscimento di debiti fuori bilancio per circa 200 mila euro. Colleghi, io ho fatto il Sindaco per dieci anni, so riconoscere una manovra di manutenzione dell'esistente…

(brusìo in aula)

Presidente - Colleghi, per favore. Prego collega.

Centoz (PD-FP) - …queste non sono scelte di nuova legislatura, sono pezze, sono extra costi, sono aggiornamenti di quadri economici, sono adeguamento prezzi, questa è l'attività di una Giunta che rattoppa, ma non di una Giunta che programma.

C'è una sola scelta politica veramente visibile in questa variazione - e ne va dato atto con onestà - ed è la promozione turistica: 1,42 milioni in più, alla missione 7; 610 mila euro per la tappa di Aosta/Pila nel Giro d'Italia; 128 mila euro di contributi individuali a cinque atleti fisici; 100 mila euro a due squadre di calcio non nominate; 186 mila euro di agenzia DPR. Non sono qui a dirvi che è sbagliato sostenere il turismo, anzi, sarebbe assolutamente stupido in Valle d'Aosta, tanto più nell'anno in cui il Giro passa nella nostra regione. Sono qui a dire due cose: primo, questa non è una scelta nuova, è il rafforzamento di una traiettoria esistente, il comparto dove già spendete di più e dove continuate a concentrare risorse discrezionali; secondo, è l'unica vera direzione visibile in questa variazione, su tutto il resto, cioè sanità, sociale, lavoro, politiche abitative, politiche giovanili, ambiente, non c'è nulla o quasi, o ci sono micro stanziamenti simbolici e ci sono tagli silenziosi che affronterò nel terzo tema.

Torno alla domanda di apertura: avevate detto a dicembre che questa sarebbe stata la variazione politica. Io non vedo politica in senso programmatorio, vedo gestione, vedo una Giunta che ha distribuito risorse che arrivavano comunque, che ha coperto fabbisogni magari prevedibili, che ha rifinanziato misure esistenti, che ha aperto una spesa incrementale su di un solo settore: il turismo. Avete gestito, non scelto. A dicembre, di fronte a questo scenario, il nostro gruppo aveva presentato 16 ordini del giorno, "non concessione alla minoranza" avevamo detto in aula, ma - cito testualmente -: "Il minimo sindacale per un bilancio che voglia dirsi responsabile". Li avete respinto con la formula: "Lo stiamo già facendo", proviamo a vederlo insieme. Parto dalla finanza locale, tra i 16 ordini del giorno respinti a dicembre ce n'è uno che impegnava la Giunta "ad avviare - cito - un percorso di revisione strutturale del riparto finanziario degli Enti locali superando la logica dei contributi straordinari negoziati di anno in anno". Ci era stato risposto che lo stavate già facendo. Avevo detto in aula: "La finanza locale non è più basata su regole certe, ma su una contrattazione politica annuale". I 12,5 milioni di trasferimenti straordinari aggiuntivi per il "Caro energia" e il personale sono la riprova che il sistema ordinario non regge più, serve una riforma strutturale, non una deroga annuale. Oggi, quattro mesi dopo, questa variazione contiene quattro articoli che si aprono con la formula, o in mezzo all'articolo: "In deroga alla legge regionale 48/1995", l'articolo 3, l'articolo 6, l'articolo 9 e l'articolo 10, quattro deroghe nella stessa legge. Se questo è il "Già stiamo facendo", probabilmente c'è qualche problema di comprensione. Quando una deroga diventa regola, la legge è morta.

Veniamo al punto più specifico: il criterio di riparto dei 5 milioni nel 2026, nel testo originario della Giunta era: "La proporzione della spesa di personale sostenuta da ciascuna Unité nel 2023, desunta dal rendiconto". Tradotto: riparto sulla spesa storica, chi ha speso di più nel 2023 prende di più nel 2026. Non fabbisogni standard, non funzioni effettive, non dati oggettivi sulla popolazione del territorio, spesa storica e qui voglio sottolineare un elemento che mi pare significativo e che ringrazio i colleghi per aver esplicitato: l'emendamento n. 1 della stessa maggioranza conferma il criterio della spesa personale del 2023 per il solo anno 2026"; l'emendamento n. 2 rinvia al reparto per il biennio 2027-2028 a una deliberazione di Giunta da adottarsi previo parere del CPEL e nella relazione degli emendamenti si legge che "Serve l'aggiornamento dei criteri delle modalità di ripartizione per consentire una diversa assegnazione delle risorse alle Unités sulla base di nuove valutazioni".

Colleghi, questa mi sembra una missione scritta nero su bianco dalla maggioranza stessa. Il criterio della spesa personale del 2023 non è adatto; serve un aggiornamento, servono nuove valutazioni, ma per il 2027 abbiamo lo stesso, cioè dal 1° gennaio 2027 quel criterio è sbagliato, al 31 dicembre quel criterio è giusto. La risposta onesta è: lo teniamo per il 2026, perché è quello che abbiamo già usato, perché cambiarlo ora richiederebbe un'istruttoria che non è stata fatta, ma allora ammettiamolo, diciamolo: non è una buona riforma, è una continuità amministrativa per inerzia.

La domanda politica è una sola: quando presenterete la revisione organica della legge 48/1995? Non un ennesimo intervento in deroga, dentro una variazione di bilancio, non un rinvio a delibere di Giunta. Una riforma con criteri oggettivi, con fabbisogni standard, con trasparenza, i Comuni valdostani se lo meritano, i Sindaci che siedono nei loro Consigli se lo meritano e anche noi, come Consiglio regionale, meritiamo di legiferare su di una materia così delicata in sede di legge ordinaria e non dentro articoli della variazione di bilancio.

Secondo tema: la sanità. Tra i 16 ordini del giorno respinti a dicembre uno in particolare impegnava la Giunta a presentare un piano di copertura organico già nella prima variazione di bilancio del 2026, quindi subito. Lo fondavamo sul disavanzo strutturale, almeno a leggere all'epoca i giornali, dell'Azienda USL della Valle d'Aosta stimato per il 2026 in 24.700.000 euro, ci era stato risposto che lo stavate già facendo. Guardando l'allegato F, missione 13, Tutela della salute, la variazione per il 2026 è di 60 mila euro in più in conto capitale vincolati, quindi nulla su quel disavanzo di cui parlavamo. Il terzo ordine del giorno a dicembre che… avevamo chiesto alla Giunta "di presentare - cito - una relazione precisa entro il primo trimestre 2026 sui fabbisogni, sulle risorse disponibili, sul cronoprogramma per rimettere in circolo gli alloggi sfitti". Il primo trimestre è scaduto il 31 marzo, quella valutazione ovviamente non è stata fatta perché l'ordine del giorno è stato respinto. Tre ordini del giorno, tutti respinti e gli impegni mi sembra che non siano stati in qualche modo presenti su questa variazione, mentre tagliate mezzo milione dal Fondo regionale per le politiche abitative, aggiungete 500 mila euro ad ARER, motivandolo con crescenti difficoltà socio-economiche delle famiglie, somma algebrica zero.

Ogni voce in più è una scelta, ogni voce in meno è una scelta e la mappa che emerge dice che state già facendo campagne turistiche ventennali ed eventi promozionali, invece non state già facendo il piano di copertura sanitaria che avevate promesso a dicembre, non state già facendo la prevenzione idrogeologica, non state già facendo le politiche abitative. Questa non è continuità, questa è un'inversione silenziosa delle priorità. Una maggioranza che a dicembre dice: "Lo stiamo già facendo sulla sanità" e quattro mesi dopo, nella variazione politica per eccellenza, mette 60 mila euro vincolati obbligatoriamente ha il dovere, non davanti a noi, ma davanti ai cittadini valdostani, di spiegare il perché.

Chiudo e mi riservo di intervenire nel secondo intervento sugli emendamenti presentati dai colleghi della Lega, aspettandomi delle risposte. A dicembre avevate appunto respinto 16 ordini del giorno con la formula: "Lo stiamo già facendo", oggi, alla prima variazione, abbiamo potuto verificare che almeno tre di quegli impegni non sono stati rispettati. Sul disavanzo sanitario avete messo 60 mila euro in più, sulla revisione strutturale della finanza locale c'è la quarta deroga consecutiva, sulla relazione in materia di politiche abitative non mi sembra che ci sia nulla, tre promesse, tre promesse mancate.

Devo, per onestà intellettuale, riconoscere che un impegno è stato mantenuto, sul disegno di legge n. 9: "Disposizioni per il sostegno e la promozione del terzo settore", che poi andremo a discutere dopo, dobbiamo dare atto che nella nostra richiesta di incrementare le risorse destinate al CSV l'assessore Marzi ha presentato un emendamento in Commissione che aumenta la dotazione finanziaria di 180 mila euro, cioè 60 mila euro all'anno, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 20 novembre 1995 n. 48, quindi di nuovo in deroga, il che mi porta a una conclusione di metodo, prima ancora che di merito. A dicembre ci è stato chiesto di fidarci della formula "Lo stiamo già facendo", noi ci siamo astenuti in buona fede riconoscendo che quel bilancio era anche frutto del nostro lavoro precedente. Oggi la verifica è stata fatta e il metodo "Lo stiamo già facendo" si è rivelato per quello che è: una formula per non discutere le nostre proposte senza doverne riconoscere il merito. Questa, colleghi, non è buona politica, è gestione della maggioranza per maggioranza.

Colleghi, una variazione di bilancio non è un foglio di calcolo, è un atto politico che dice dove vuole andare la Regione e in una Valle d'Aosta in cui le nascite sono crollate, in cui il flusso dei separati è raddoppiato, in cui alcune scuole chiudono, in cui 50 Comuni su 74 hanno perso lo sportello bancario una maggioranza non può permettersi di rispondere: "Lo stiamo già facendo" e poi presentare una variazione di semplice manutenzione. Questa Valle d'Aosta che invecchia, che perde abitanti e che vede sparire i servizi sul territorio non ha bisogno di manutenzione, ha bisogno di scelte e queste non si vedono.

Président - Le collègue Lattanzi a demandé la parole.

Lattanzi (FdI) - I colleghi che mi hanno preceduto hanno già avuto modo, in particolare il relatore di minoranza, il collega Manfrin, di entrare un po' nel merito tecnico dello sviluppo della legge di variazione di bilancio che stiamo discutendo, ma devo partire necessariamente dalle parole della relatrice, collega Borre, perché penso che le sue parole non potevano esprimere meglio il nostro pensiero. È una legge di variazione manutentiva, di continuità e di equilibrio, concordiamo, è così.

Al collega Centoz dico: "Non dovreste neanche essere troppo scontenti, perché nulla cambia rispetto a quello che facevate voi prima". Ha ragione quando dice: "Le linee di tendenza e i trend dell'azione politica di questa maggioranza non si differenziano molto da quello che c'era prima". È vero che i 7 milioni in più che ritroviamo nel bilancio, al di là degli altri 30 che vengono spostati da una voce all'altra per poche centinaia di migliaia di euro, giusto a livello manutentivo, vedano capitoli di spesa messi nell'altro per fare quello che si fa durante una gestione di bilancio amministrativa, stiamo parlando di poco meno dell'1,5% dell'intero bilancio della Regione, non stiamo stravolgendo un bilancio, 37 milioni su 1.800.000 di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando dell'1,5% che una maggioranza non solo ha il dovere, ma credo che abbia il diritto di riposizionare.

Certo, agli amici di Forza Italia diciamo: "Ci avevate illuso anche stavolta". Dopo il Centro Destra unito, dopo "Entriamo in maggioranza ma tranquilli che faremo un lavoro anche per voi, seguiremo l'accordo di programma che abbiamo firmato e condiviso insieme", un colpo d'ala ce lo aspettavamo, ma le papere galleggiano e raramente volano. Della manutenzione del bilancio noi ne prendiamo atto, non stiamo neanche a perdere un secondo del nostro tempo, perché, tra l'altro, i colleghi della Lega hanno fatto un lavoro eccellente per andare a puntualizzare alcuni aspetti del bilancio che vanno segnalati politicamente, dico così, perché tanto vanno respinti tutti gli emendamenti, prendiamo atto che sulle Unités la riflessione del collega Centoz, che certamente su questo ha esperienza, è vera, abbiamo un trend di costi in aumento ma non c'è nessuna scelta, non ce l'aspettavamo in questa variazione, ce l'aspettiamo nei prossimi mesi però, una definizione della gestione dei nostri Comuni, perché da una parte la desertificazione, dall'altra la necessità di mantenere sul territorio la presenza anche ai fini del nostro PIL e della nostra economia imporrà prima o poi una scelta che vada oltre al riconoscere l'aumento del costo del personale, grazie a Dio, coperto da un riposizionamento dell'IRPEF nazionale, per cui da una posta di giro che arriva dal nazionale, sulla quale ha ragione il collega Centoz, non abbiamo nessun drive se non riposizionarlo.

L'aumento del costo del personale ci dovrebbe indurre a fare una valutazione sulla riforma degli Enti locali della Valle d'Aosta. Possiamo permetterci ancora 74 Comuni? Possiamo accontentarci delle Unités che allargano le braccia e dicono: "Non abbiamo il personale né per gestire le fasi amministrative, né delle nostre attività locali, né dei PNRR perché abbiamo dovuto supportarle con le cabine di regia regionali", giustamente, e il capitolo Arvier è l'emblema, in Commissione il dirigente è stato precisissimo e anche, devo dire, preziosissimo per scoprire e per conoscere il ruolo che la Regione ha dovuto giocare a supporto di quelle Amministrazioni locali che… qualcuno non l'ha neanche visto passare il PNRR, e chi è riuscito a intercettarlo, senza l'aiuto della Regione non avrebbe avuto nessuna opportunità, come Arvier, ad esempio, di ricevere in anticipo 7 milioni per poi vedere di chiudere la partita, ma il dirigente ci ha rasserenati.

Sulle politiche abitative - me lo potete permettere - c'è la marchetta unica di far vedere che Forza Italia esiste, ma anche qui non c'è nessun cambiamento politico se non dell'intervento pubblico sulle politiche abitative pubbliche e residenziali, non c'è nessuna scelta su come incentivare i privati con economie, con bilanci, con finanza a rendere disponibili le risorse private allocative in affidamento a chi ha bisogno di un alloggio. Non c'è niente, eppure i colleghi di Forza Italia avevano firmato questo nel contratto che avevamo fatto insieme di presentarci con una traiettoria che da una parte con il denaro pubblico si sostenesse l'abitazione pubblica di emergenza e per chi non se lo può permettere, ma contestualmente, contemporaneamente, si creasse una forma di incentivazione fiscale per chi gli alloggi li ha, ma semplicemente non li affitta perché non ha convenienza, anzi, ha solo rischi e sono asset, (incomprensibile) patrimoniali delle famiglie che non vengono buttate sul mercato per fare della beneficenza.

In questo senso entrare nel merito delle centinaia di voci, 100 mila qui, 70 mila euro là, le riconosciamo, sono manutenzioni di un bilancio da 1,8 miliardi che su 30 milioni è veramente poca cosa, facciamo nostre le osservazioni sia dei colleghi che sono già intervenuti di opposizione con la consapevolezza, Presidente… Noi ci rendiamo conto che la maggioranza ha una sua visione che Forza Italia non ha modificato per nulla, ha un suo trend, ha anche delle scelte che noi abbiamo anche condiviso sulla questione turistica, ad esempio, sul marketing turistico, sulla comunicazione, noi su quella posta siamo assolutamente favorevoli, non abbiamo nessun imbarazzo a dirlo perché l'onestà intellettuale ci impone di dire, come abbiamo detto dall'inizio di questa legislatura: se le cose vanno nella direzione che noi auspichiamo: aumento del PIL, qualificazione del turismo, in quella direzione andiamo, quindi noi su quelle poste ci siamo, non ci troviamo nulla di scandaloso che anche il PD avesse nella legislatura precedente sposato un'incentivazione, un investimento strategico di comunicazione e di marketing nel turismo, ci mancherebbe altro che adesso arriviamo noi a dire che non andava bene solo perché siamo di un altro partito. Noi non siamo fatti così, noi, quando le cose ci sembrano fatte bene, le condividiamo.

Questa legge oggi cambia poco il trend, la linea di politica che la precedente maggioranza, che è dominata dalla stessa maggioranza relativa dell'attuale, ha coscientemente sposato e che continua a sposare. Noi attendiamo i cambiamenti che il Presidente aveva annunciato nella presentazione del programma, ricordo una discontinuità nella solidità, vi ricorderete le parole che il presidente Testolin aveva detto al suo insediamento e che noi avevamo sposato, un trend di una discontinuità nella solidità, perché è una Regione che ancora può permettersi di avere un PIL virtuoso rispetto ad altre Regioni che fanno più fatica oggettivamente… di giocarci i nostri atouts, aspettiamo con ansia di vedere questo cambiamento, e se questo cambiamento ci sarà, noi lo voteremo.

Quando si presentano atti e leggi come queste, che non cambiano assolutamente nulla e che ci vanno e ci mantengono in una traiettoria a noi preoccupa, perché il declino demografico, udite, udite, in Valle d'Aosta non c'è, ma abbiamo un declino demografico dovuto non al numero, ma all'età. Noi aumentiamo di anzianità e diminuiamo i giovani che vanno a studiare fuori, che rimangono fuori e che, quando tornano, non hanno nessuna opportunità se non quella di tornare fuori a lavorare. Abbiamo un espatrio in Svizzera che è ormai palese e chiaro a tutti, i lavoratori valdostani che vanno a lavorare in Svizzera qui vicino, adesso non so come faranno con la chiusura delle autostrade contemporanee a destra e a manca, saremo praticamente isolati, così i Verdi saranno contenti, ma noi siamo preoccupati perché a un declino demografico in termini di età non corrisponde una scelta politica di incentivare il ritorno dei nostri giovani, di start-up, noi quella roba lì, che era anche nel vostro programma di legislatura, ancora dopo sei mesi in questa legge di bilancio non la vediamo e, siccome non vediamo, noi non possiamo votare.

Presidente - La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Questa prima variazione di bilancio mette in campo una manovra significativa: oltre 37 milioni di euro, articolata su molti ambiti diversi. Alcuni elementi si possono valutare positivamente, sarebbe anche strano se non fosse così, penso in particolare alle disposizioni sul terzo settore, agli interventi a sostegno delle cooperative sociali che cercano di compensare gli effetti dei rinnovi contrattuali pur prevedendo delle risorse ancora insufficienti e delle modalità di erogazione non del tutto adeguate. Allo stesso tempo però il provvedimento presenta aspetti su cui nutriamo dei dubbi e delle perplessità.

Mi soffermo su alcuni punti. Il primo riguarda i trasferimenti agli Enti locali e alle Unités, comprendiamo le difficoltà legate all'aumento anche qui dei costi del personale, però resta sullo sfondo il tema della distribuzione delle risorse e dei criteri utilizzati che meriterebbero comunque un maggiore approfondimento e condivisione, in particolare, come ha segnalato nella sua relazione anche il collega Manfrin, sulla programmazione delle Unités.

Il secondo elemento riguarda l'intervento sull'ARER, si tratta di un trasferimento straordinario motivato dalla necessità di garantire la continuità operativa e la tenuta del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; anche qui però si pone una questione di fondo che è annosa: quali sono le cause strutturali che rendono necessario questo intervento e quali sono le prospettive nel medio periodo. Da molto tempo parliamo in quest'aula della revisione della legge del 2013, ma ancora non ci siamo e sarebbe opportuno dare assoluta priorità a questa revisione, concentrandosi anche su altri aspetti, oltre a quello dell'emergenza abitativa. Sappiamo che il problema della casa non riguarda più o non soltanto più chi è in condizioni particolarmente disagiate, è un problema che tocca i ceti medi, i giovani, le famiglie monoparentali e mononucleari. Sarà indispensabile confrontarsi e studiare il tema in sede di Commissione quando - e mi chiedo quando - arriverà il disegno di legge da tempo atteso.

C'è poi il tema dell'anticipazione fino a 7 milioni di euro al Comune di Arvier nell'ambito del progetto finanziato dal PNRR. Comprendiamo la necessità di garantire la liquidità per l'attuazione degli interventi che ci è stata illustrata in Commissione, ma proprio su questo punto, per esprimere un giudizio meditato e sereno, sarebbe stato utile avere un quadro esaustivo della situazione del progetto.

Abbiamo posto alcune domande in Commissione, a mio avviso legittime, sia sul progetto, sia sulla struttura complessiva dell'operazione, ad alcune è stata data risposta, risposte anche complete e esaustive, su altre no, perché c'è stata anche da parte degli esponenti della maggioranza una levata di scudi nonostante la disponibilità a offrire chiarimenti espressamente dichiarata dall'assessore Lavevaz, presente con la Soprintendente, e i funzionari che si occupano del progetto "Agile Arvier", che io non credo fossero lì soltanto per confermare la questione tecnica dell'anticipo e del rientro di cassa di quei 7 milioni. È vero che l'audizione verteva sul disegno di legge, su due articoli del disegno di legge, però mi pare evidente che la nostra richiesta, che era stata fatta precedentemente, di approfondimento in Commissione non fosse solo per avere conferma di quanto aveva già affermato nella sua audizione l'assessore Baccega e cioè la mera questione tecnica dell'anticipo dei fondi. Quando si parla di risorse pubbliche rilevanti - e non mi riferisco solo a questo caso -, la piena disponibilità delle informazioni è una condizione essenziale per consentire al Consiglio di svolgere fino in fondo il suo ruolo, perché non si tratta di mettere in discussione degli interventi in sé, ma di poterli valutare in modo consapevole.

Vorrei anche chiarire che le nostre domande non volevano essere un attacco al Comune di Arvier, ma esprimere, anzi, preoccupazione riguardo le difficoltà che una piccola comunità come quella si trova a dover affrontare, per un bando che personalmente ho criticato fin dalle sue origini, per la sua formulazione e per le modalità scelte dal PNRR. Questo perché sono del tutto consapevole che gestire un finanziamento di 20 milioni di euro per un piccolo Comune sia qualcosa di estremamente complesso, nonostante anche l'appoggio della Regione e questo lo dico per sgombrare il campo da eventuali equivoci circa quanto è stato detto in Commissione e anche, e lo voglio fare, per ringraziare pubblicamente le strutture per la loro disponibilità che ho sinceramente apprezzato. Per inciso - e questo lo dico in senso lato riguardo al disegno di legge nel suo complesso - io continuo a credere che le Commissioni siano il luogo principe per il confronto, per la discussione sugli argomenti che dobbiamo affrontare in modo ampio e che ogni informazione in più che gli auditi possono o vogliono darci sia utile e lo dico anche in relazione ad altre richieste di audizione che c'erano state.

Certo, senza andare a mescolare le mele con le pere e a chiedere cose che non c'entrano nulla, credo che le cose che avevamo chiesto, e anche le audizioni a cui avevamo fatto riferimento non contemplassero questo caso. Non è la prima e non è l'ultima volta che succede così, ma noi, nel rispetto delle regole, continueremo a chiedere di avere il massimo di elementi possibili per poterci pronunciare. In sintesi, riguardo al disegno di legge n. 13, voteremo nel merito degli articoli, ci sono degli articoli che voteremo, altri no, perché ci sono alcuni elementi condivisibili, ma anche tanti aspetti che richiederebbero, se non altro, una maggiore chiarezza. Questo lo dico sia rispetto al merito che al metodo, nel complesso lo anticipo, ma tanto avremo modo di tornarci anche nella discussione sia degli emendamenti che degli ordini del giorno che ho visto essere stati scaricati, nel complesso il nostro sarà un voto di astensione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Carrel, dopodiché, se siete d'accordo, sospenderei i lavori consiliari.

Carrel (ADC) - Siamo qui a discutere la prima variazione di bilancio, quella che avevamo atteso proprio dopo aver approvato il primo bilancio tecnico di questa maggioranza, ce l'avevamo detti, era un bilancio ovviamente tecnico legato al fatto delle elezioni in autunno che non poteva prevedere degli aspetti politici già nel mese di dicembre. Ci aspettavamo questa prima variazione sicuramente prima della fine di aprile del 2026, ma sicuramente una variazione più politica, più di visione, come abbiamo già avuto modo di dire. Al netto delle partite di giro, stiamo parlando di 6,7 milioni, di cui 5,3 milioni di spese correnti e 1,4 milioni di spese di investimento. Questo è il quantum di cui stiamo parlando, questo è l'oggetto della discussione di oggi, perché talvolta, leggendo i comunicati stampa, correttamente chi sta in Giunta ovviamente cerca di valorizzare il lavoro, sembra che stiamo parlando di una variazione di bilancio importante che dà dei segnali. No, questa è una variazione di bilancio che interviene singolarmente su una serie di problemi, alcuni che li condividiamo, altri non li condividiamo, ma questo fa parte della logica e del dibattito consiliare e delle posizioni dei vari movimenti, ma non dà una visione e non dà una risposta concreta alle esigenze che più volte portiamo in quest'aula. Questo credo sia l'atto e il messaggio politico più importante, dopodiché possiamo fermarci e discutere dei vari articoli, uno su tutti l'articolo 11.

Leggendo l'articolo 11 sul nuovo master universitario sulle tematiche della governance e della sostenibilità delle aree di montagna italiana, ho detto: wow, che bello!, la prima impressione che ho avuto leggendo quest'articolo… ho detto: "Bene, allora stiamo incidendo sull'Università della Valle d'Aosta e stiamo dando una nuova direzione all'Università della Valle d'Aosta", tema che abbiamo trattato più e più volte e con diverse sfaccettature anche in campagna elettorale. Leggendolo bene, stiamo parlando di 70 mila euro per partecipare a un fondo che invece è predisposto dal Ministero, quindi bene che ci partecipiamo, bene che interveniamo, ma sicuramente non è una nostra visione del dove vogliamo andare, bensì è un approfittare di una situazione che si è venuta a creare e quindi andiamo sicuramente ad approfittare di questa situazione. Tanti altri possono essere i casi che andiamo a citare, ma il grosso di questa variazione di bilancio viene messo esclusivamente per far fronte a maggiori spese legate ai rinnovi contrattuali e a dei contributi correnti agli Enti locali, allora dobbiamo aspettare nuovamente altri mesi per avere l'assestamento, il bilancio di assestamento, laddove avremo delle cifre, immagino, molto più importanti su cui discutere e là potremo andare a valutare le nuove idee, la visione politica di questa maggioranza, dell'Assessore al bilancio, ma di tutta la maggioranza e di tutta la Giunta.

Dove andiamo a investire risorse? Su quali temi andiamo realmente a investire? Come possiamo cambiare la storia della legislatura precedente? Perché, se non abbiamo questo tipo di risposte, diventa anche difficile opporsi e per questo motivo noi ci asterremo su tutti gli articoli e sul disegno di legge, ma semplicemente perché questo nuovo disegno di legge non ci dà una visione, non ci dà delle risposte concrete.

Assessore Girod, ci aspettavamo che in questa variazione di bilancio lei trovasse gli 11 milioni per i giovani agricoltori. Non ci sono, non c'è neanche un inizio di quegli 11 milioni purtroppo, vi è solamente un prolungamento di leggi e di finanziamento di leggi già esistenti.

Quali sono le risposte che diamo? Noi ne troviamo poche. Ovviamente voi valorizzate quelle che siete riusciti a dare, ma ci auguriamo che questa discussione si possa fare nel mese di giugno o luglio, prima in Commissione, auspicandoci di avere un confronto un po' più sereno e un po' più libero e non blindato come quello che abbiamo avuto in Commissione, perché è stato veramente triste partecipare alle audizioni della II Commissione dove i membri di maggioranza ci dicevano: "Questo è, se vi pare", citando Rocco e non citando nessun altro viste le citazioni che stanno uscendo sui giornali, non è stato sicuramente carino e non è stato sicuramente utile al dibattito di quest'Aula, che invece continuiamo a dire che vogliamo alimentare e di cui vogliamo far parte tutti.

Ci auguriamo che a giugno ci siano più risorse, ma soprattutto che ci sia la possibilità di vedere quale visione ha questa maggioranza e quali sono i veri temi su cui vogliamo ragionare in questa legislatura, perché il tempo corre e sono già passati sei mesi, ne mancano quattro anni e mezzo e non vorrei dirlo, ma gli ultimi sei mesi o un anno si pensa alle elezioni, il tempo è poco, per fare le cose non ne abbiamo troppo. Iniziate a lavorare perché solamente così permettete anche a noi di dire la nostra e di portare il nostro contributo.

Presidente - Se i colleghi sono d'accordo, sospenderei il Consiglio e ci rivediamo alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 12:04.