Oggetto del Consiglio n. 442 del 9 aprile 2026 - Verbale
Oggetto n. 442/XVII del 09/04/2026
REIEZIONE DI MOZIONE: "PREOCCUPAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA PER L'ESCALATION MILITARE IN MEDIO ORIENTE CONSEGUENTE AL CONFLITTO IN ATTO TRA ISRAELE, STATI UNITI E REPUBBLICA ISLAMICA DELL'IRAN".
Il Presidente AGGRAVI dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri GUICHARDAZ, CENTOZ e FORCELLATI e iscritta al punto 43 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustra il Consigliere GUICHARDAZ.
Prende la parola il Consigliere MARGUERETTAZ per chiedere una sospensione dei lavori.
Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 18,18 alle ore 18,30.
Alla ripresa dei lavori, intervengono i Consiglieri MINELLI, BELLORA, FORCELLATI, PERRON, TORRIONE, GUICHARDAZ, l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, MARZI, il Consigliere DOMANICO e l'Assessore agli affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili, LOTTO.
Replicano il Presidente della Regione TESTOLIN e il Consigliere GUICHARDAZ.
Prende la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere PERRON (astensione)
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli sei (presenti: ventinove; votanti: sei; astenuti: ventitré, i Consiglieri AGGRAVI, BACCEGA, BACCINI, BELLORA, BERTSCHY, BORRE, GIROD, GROSJACQUES, JORDAN, LAVEVAZ, LOTTO, MANFRIN, MARQUIS, MARTINET, MARZI, PERRON, PETEY, SAPINET, SORBARA, TESTOLIN, TRIONE, VIÉRIN Laurent e VIÉRIN Marco);
NON APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
PREMESSO CHE:
la Repubblica Islamica dell’Iran è governata da un regime teocratico autoritario che da decenni limita gravemente le libertà civili e politiche della propria popolazione, reprime violentemente il dissenso e discrimina sistematicamente donne, minoranze e oppositori politici;
numerosi organismi internazionali hanno più volte denunciato le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime iraniano, tra cui arresti arbitrari, torture, condanne a morte e repressioni delle proteste popolari;
tali violazioni non possono in alcun modo essere ignorate né giustificate e non possono suscitare alcuna forma di indulgenza da parte delle istituzioni democratiche;
CONSIDERATO CHE:
l’attacco militare condotto contro obiettivi in territorio iraniano da parte di Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, ha determinato una grave escalation militare nello scenario mediorientale, aprendo una fase di instabilità dalle conseguenze difficilmente prevedibili;
tale escalation, promossa dalle scelte del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu con il sostegno dell’amministrazione statunitense, rischia di trascinare l’intera regione in una spirale di violenza sempre più ampia;
dalle informazioni diffuse nelle ore successive agli attacchi è emerso che il Governo italiano non sarebbe stato preventivamente informato dell’operazione e ne avrebbe appreso i dettagli soltanto a posteriori, circostanza riconosciuta pubblicamente dallo stesso Ministro degli affari esteri;
non risulta inoltre che Israele e gli Stati Uniti abbiano condiviso tali scelte con nessuno degli alleati europei;
tale situazione evidenzia la fragilità e la marginalità politica del Governo italiano e, più in generale, dei governi europei nelle decisioni che riguardano scenari di guerra destinati tuttavia a produrre effetti diretti e rilevanti anche sul continente europeo;
RILEVATO INOLTRE CHE:
l’escalation militare in Medio Oriente rischia di aggravare ulteriormente una regione già segnata da conflitti e crisi umanitarie, con il pericolo concreto di un allargamento del conflitto e di inevitabili nuovi flussi migratori;
gli attacchi militari, pur presentati come operazioni mirate, finiscono inevitabilmente per colpire anche le popolazioni civili, come dimostrano i bombardamenti che nelle stesse ore hanno interessato il Libano e la città di Beirut, causando vittime tra la popolazione;
tali dinamiche contribuiscono ad alimentare ulteriormente la spirale di violenza e rischiano di rafforzare i settori più radicali e repressivi del regime iraniano, rendendo ancora più difficile qualsiasi prospettiva di apertura democratica all’interno del Paese;
la destabilizzazione dell’intera area mediorientale rischia inoltre di produrre conseguenze geopolitiche che possono indirettamente favorire altri attori internazionali interessati a indebolire gli equilibri europei e occidentali, tra cui la Federazione Russa;
CONSIDERATO INOLTRE CHE:
gli effetti di questo conflitto stanno già producendo conseguenze concrete sul piano economico globale, a partire dall’aumento dei prezzi del petrolio, del gas e delle altre fonti energetiche;
tali aumenti si riflettono inevitabilmente sul costo dell’energia, dei trasporti e delle materie prime, generando effetti inflazionistici a catena che incidono direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’economia dei territori europei;
anche comunità apparentemente lontane dai teatri di guerra, come la Valle d’Aosta, subiscono quindi le conseguenze dirette delle tensioni geopolitiche internazionali attraverso l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e le ripercussioni economiche generali;
RITENUTO PERTANTO CHE:
di fronte a scenari internazionali di tale portata non sia possibile sentirsi estranei o neutrali, poiché le conseguenze dei conflitti ricadono inevitabilmente anche sulle popolazioni civili e sulle economie dei territori europei;
l’esperienza storica dimostra inoltre che le operazioni militari esterne raramente producono processi di democratizzazione nei Paesi colpiti e che la libertà dei popoli non può essere imposta attraverso la guerra;
i conflitti in Medio Oriente producono effetti immediati anche sul piano economico globale, incidendo sui costi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime e generando conseguenze inflazionistiche che ricadono direttamente anche sui territori europei;
anche comunità territoriali lontane dai teatri di guerra, come la Valle d’Aosta, subiscono quindi gli effetti indiretti delle tensioni geopolitiche internazionali;
IMPEGNA
il Presidente della Regione:
-
a farsi portatore, attraverso i canali istituzionali ritenuti più opportuni, presso il Governo italiano delle preoccupazioni espresse dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta rispetto all’escalation militare in Medio Oriente e alle sue possibili conseguenze umanitarie, economiche e geopolitiche;
-
a trasmettere tali preoccupazioni anche alle rappresentanze diplomatiche competenti – in particolare alle ambasciate degli Stati Uniti d’America, dello Stato di Israele e della Repubblica Islamica dell’Iran – affinché sia ribadita la necessità di evitare ulteriori escalation militari e di favorire ogni iniziativa diplomatica utile alla stabilizzazione della regione;
-
a rappresentare nelle sedi istituzionali opportune la necessità che ogni azione internazionale tenga conto delle conseguenze umanitarie ed economiche che i conflitti producono anche sui cittadini europei.
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