Oggetto del Consiglio n. 432 del 9 aprile 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 432/XVII - Interpellanza: "Stato di avanzamento e modalità di esecuzione dell'intervento di demolizione e riqualificazione della struttura 'Beirut' presso lo stabilimento Cogne Acciai Speciali di Aosta".
Aggravi (Président) - Point n° 34 à l'ordre du jour. La parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Come abbiamo voluto inquadrare anche il tema, peraltro c'è stata un'anticipazione fortuita in Commissione quando abbiamo parlato della questione del piano delle alienazioni e valorizzazioni, mettiamola così, di Vallée d'Aoste Structure e per caso abbiamo avuto modo di parlare di questa struttura sopraelevata, che si trova sopra il forno fusorio UHP del reparto dell'acciaieria della Cogne, che viene appunto denominata, tanto per capirci, così almeno chi conosce lo sa, Forno "Beirut", che non è neanche così ben augurante rispetto alla sua funzione.
È un edificio datato alla fine degli anni 60, costruito dalla Demag tra il '67 e il '69 e in passato ospitava sili, nastri trasportatori e impianti per l'affinazione dell'acciaio.
Quello che è stato un po' l'aggiornamento è che da anni non è più utilizzato per nessun processo produttivo, da qui appunto il suo mancato utilizzo, ma, nonostante il suo mancato utilizzo, continuava e continua a dominare il panorama della città di Aosta, costituendo un simbolo visibile che, per chi passa da lì, si accorge perfettamente che è un degrado sicuramente architettonico e anche strutturale.
Rispetto alla struttura, le criticità tecniche, che sono documentate fin dal 2021, da quello che abbiamo potuto appurare, sono gravi e sono molteplici: c'è il deterioramento e il distacco dei pannelli esterni di tamponamento, il pesante accumulo di polvere e di calce su tutta la struttura, l'effetto camino che disturba il sistema di aspirazione fumi dell'acciaieria, il mancato rispetto delle normative strutturali vigenti in materia di carichi neve e adeguamento sismico, e anche qui, come abbiamo avuto modo di approfondire, sembra che già a settembre 2021 la struttura venisse considerata come giunta al termine della propria vita utile e gli elementi che la compongono sono in larga parte irrecuperabili.
La situazione, peraltro, è anche peggiorata nel tempo, ma immaginiamo che una struttura che non si può utilizzare e che è deteriorata in questo modo non possa che ovviamente peggiorare, con pannelli di copertura che si staccano e, purtroppo, cadono sulla zona sottostante, quindi sicuramente sono anche un pericolo.
Quello che colpisce e che abbiamo voluto mettere a nudo con quest'iniziativa è non tanto la problematicità dell'intervento in sé, quanto - e qui sta un po' uno dei temi che già avevamo cominciato ad accennare in Commissione - la straordinaria lunghezza del percorso amministrativo che, a oggi, non ha portato all'avvio dei lavori, nonostante le risorse siano state già stanziate anni fa, risorse che peraltro ammontano a 700.000 euro, ma questo l'abbiamo messo nel testo dell'iniziativa.
A novembre 2021, come sappiamo, la Cogne Acciai Speciali invia formale richiesta di demolizione a VDA Structure, Regione e Comune di Aosta, allegando la relazione tecnica sulle criticità strutturali, ambientali e urbanistiche.
A febbraio 2022, c'è un sopralluogo congiunto con la compartecipazione della Regione, del Comune di Aosta - immagino che la collega Forcellati ne sia assolutamente a conoscenza, così come ovviamente l'allora vice Sindaco che assiste anche oggi qui ai lavori - della Sovrintendenza, della Cogne Acciai Speciali e di VDA Structure.
In quella sede il CAS si rese disponibile a coprire il 50% dei costi dell'intervento, stimato complessivamente in circa 800-900 mila euro. La Sovrintendenza non solleva obiezioni alla demolizione trattandosi di un manufatto con oltre 70 anni di vita, in precarie condizioni di stabilità e non più utilizzato.
A ottobre 2022, a quel punto, come abbiamo anticipato, la Giunta regionale, con la deliberazione 1218, stanzia 700 mila euro a favore di VDA Structure per l'abbattimento di una struttura e rifacimento della copertura ai sensi dell'articolo 38 della 18/22 e i fondi vengono assegnati, quindi noi abbiamo, già nel 2022, 700 mila euro stanziati proprio per questa demolizione.
Da qui ci perdiamo un po', a giugno 2022 infatti viene consegnato il progetto preliminare e lo studio di fattibilità tecnico-economica redatto dallo studio BCP su incarico della Cogne Acciai Speciali con una stima di costi aggiornata a 1,48 milioni per il solo progetto di demolizione e di riqualificazione.
A luglio 2023, nel verbale della riunione del 25 luglio 2023 soprattutto, VDA Structure riferisce di non aver ancora ricevuto il progetto esecutivo dalla Cogne Acciai Speciali e la struttura regionale sollecita formalmente la trasmissione del progetto per poter avviare i lavori entro l'autunno.
A febbraio 2024 il progetto esecutivo realizzato dalla Cogne Acciai Speciali viene finalmente completato e risulta anche approvato e validato da VDA Structure.
Arriviamo così ai giorni nostri dove, a ben cinque anni dalla prima richiesta formale - ricordiamo, eravamo nel 2022 - siamo ancora in attesa che venga data applicazione a quanto previsto.
Qui ci sono diverse criticità che vengono appunto segnalate: VDA Structure stima che la procedura di appalto pubblico richieda ulteriori sei mesi, con lavori che cadrebbero in pieno inverno e il rischio concreto del cantiere di slittare non solo nella primavera del 2027 e la Regione ha espresso anche esplicitamente la propria insoddisfazione giudicando inaccettabile tenere bloccate risorse pubbliche stanziate da oltre due anni, e su questo non possiamo ovviamente che concordare, cioè 700 mila euro bloccati lì direi che sono sicuramente un qualcosa di inaccettabile, e viene, da quello che abbiamo potuto approfondire, discusso un piano B, che prevede l'affidamento diretto alla Cogne Acciai Speciali, analogamente a quanto già fatto per la rimozione dei tetti in eternit, con l'obiettivo di aggiudicare l'appalto entro fine marzo 2026 e concludere i lavori entro la fine dell'anno. Su questo la prosecuzione è un po' nebulosa.
Alla luce di quanto esposto abbiamo quindi formulato alcune domande, io mi permetterò, Assessore, e, se potrà, di aggiungerne ancora una rispetto a quelle che le ho prospettato.
"A distanza di oltre quattro anni dallo stanziamento delle risorse, dalla condivisione dell'opportunità dell'intervento da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, quali sono le ragioni che hanno impedito di avviare i lavori nei tempi originariamente previsti?", ne abbiamo viste alcune, non sappiamo se siano complessivamente soddisfacenti o ci siano anche delle altre questioni;
"Quali sono le tempistiche aggiornate e vincolanti per l'avvio del completamento dei lavori e quali meccanismi di monitoraggio sono stati predisposti per evitare ulteriori slittamenti?";
"Considerato che la Cogne Acciai Speciali contribuisce nella misura del 50% all'investimento, come viene tutelato l'interesse pubblico nella gestione delle risorse regionali già stanziate, tenuto conto dei rischi connessi a un appalto da eseguirsi sopra un'acciaieria in piena attività?";
"La struttura presenta tuttora condizioni di sicurezza accettabili per i lavoratori dello stabilimento e per la cittadinanza?";
"Abbiamo visto e abbiamo elencato i problemi, sono state adottate misure di messa in sicurezza nell'attesa dell'avvio dell'intervento definitivo?";
Poi le aggiungo, se potrà e se vorrà, Assessore, "Se sia stato formalizzato il piano B discusso nella riunione del 16 gennaio 2016, ovvero l'affidamento diretto alla Cogne Acciai Speciali con stipula di apposita convenzione tra Regione, Structure VDA e Cogne Acciai Speciali e, in caso affermativo, a che punto è la procedura? In caso negativo, quali ostacoli si frappongono?".
Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Bertschy.
Bertschy (UV) - Collega Manfrin, non me l'aspettavo così interessato agli immobili industriali, nasce un nuovo settore, anche perché me l'ha già un po' anticipato in Commissione...
Parto dall'ultima domanda sennò me la dimentico, ma credo sia anche un po' il cuore dell'iniziativa: è stata formalizzata, da VDA Structure mi dicono, circa un mese fa alla Cogne Acciai Speciali una proposta di convenzione per poter arrivare, seguendo le procedure e le norme di legge, all'affidamento diretto, da parte della società, del lavoro del quale lei ha parlato ...e delle risposte che poi le darò.
La società è in attesa della valutazione di questa convenzione da parte di Cogne Acciai Speciali, ovviamente è una convenzione molto complessa perché regola l'affidamento e tutto quello che riguarda i temi anche della sicurezza e dell'esecuzione dell'opera, quindi credo che la Cogne la stia valutando per dare una risposta, altrimenti i tempi sono quelli che ha indicato lei: procedura CUC, appalto e rischio di slittamento, ed è per quello che nell'ultima riunione abbiamo annunciato la nostra insoddisfazione.
Parto però dall'inizio cercando di essere sufficientemente esaustivo: le risorse le abbiamo assegnate con legge in assestamento, ovviamente la proposta è stata della Giunta, ma è stata una scelta fatta poi dal Consiglio regionale con l'obiettivo d'intervenire sia per garantire sicurezza a quella porzione d'immobile ma soprattutto anche per una visione più paesaggistica e un miglioramento complessivo anche dell'immobile.
Quella zona è una zona tra l'altro su sollecitazione della società... quindi abbiamo messo a disposizione queste risorse proprio per dare esecuzione a un lavoro molto importante che poi ha visto il pieno consenso dell'Amministrazione comunale e anche la condivisione dell'obiettivo.
La prima domanda è "Se quanto evidenziato corrisponde a verità": il quadro informativo che lei ha richiamato nell'interpellanza risulta sostanzialmente aderente allo stato dell'arte, preciso però che le criticità non sono di natura procedurale, bensì sono legate alla complessità di questo lavoro, in particolare l'intervento si caratterizza per: interferenza diretta con un impianto industriale in esercizio continuo, il forno fusorio, la necessità di esecuzione di lavorazioni in quota in ambiente industriale compresso, gli elevati requisiti in materia di sicurezza dei lavoratori e continuità del ciclo produttivo.
Tali condizioni determinano vincoli operativi stringenti che impongono una pianificazione integrata tra attività produttive e attività di cantiere, nonché l'individuazione di finestre temporali compatibili con le fermate programmate in impianto.
La seconda domanda è: "In caso affermativo quali siano le soluzioni alternative che si intendono mettere in campo per evitare ulteriori slittamenti, tenuto conto che i fondi sono stati stanziati dal 2022": qui faccio un po' più una sintesi, però l'ultima riunione, quella di gennaio, è stata proprio una delle riunioni nelle quali ho sollecitato le due parti a mettere in valore le risorse che il Consiglio regionale ha messo a disposizione, perché è sempre più difficile e sempre più complesso eseguire delle opere pubbliche, evidentemente capiamo bene che il lavoro vada fatto con la massima attenzione, però poi passa il tempo, le risorse non impiegate lì potevano essere impiegate da altre parti, ovviamente è inutile che le dica che la soddisfazione non c'era neanche da parte mia in rappresentanza del Governo e del Consiglio, quindi più volte ho sollecitato di cercare di trovare una soluzione.
Nei vari incontri però sono emersi sempre questi problemi: l'interferenza con i cicli produttivi, la necessità della sincronizzazione delle fermate, tutta una serie di temi che hanno allontanato e avvicinato, a seconda dei momenti, il raggiungimento dell'obiettivo.
Nel gennaio 2026, il 16 di gennaio per la precisione, ho chiesto alle due parti, perché poi non è che ci mettiamo a dire se sia responsabilità dell'uno o dell'altro, io ho visto delle difficoltà operative da parte di entrambi e non la volontà di rallentare, ma probabilmente è un lavoro che, se fosse stato fatto in un'altra situazione, oggi lo avremmo già fatto, finito e ovviamente saremmo tutti più soddisfatti.
Quella particolare situazione ha creato sempre una certa difficoltà ad agire, però il 16 gennaio ho chiesto proprio di trovare una soluzione o piuttosto di rinunciare al finanziamento e di rinunciare all'opera e la sollecitazione ha prodotto quell'indicazione di andare a valutare la possibilità per eliminare le difficoltà che oggi ci sono ad operare come esterni all'interno di un ambiente funzionante a livello industriale e produttivo, quindi di capire se a livello normativo era possibile assegnare, come è stato fatto per l'esecuzione del fotovoltaico sui tetti, direttamente l'esecuzione delle opere alla Cogne Acciai Speciali.
VDA Structure si è presa il tempo per valutare la proposta che poi si è sviluppata attraverso questa convenzione che è stata messa a disposizione e che pensiamo, spero, possa produrre quello che lei, come noi, auspica: l'inizio finalmente di questi lavori e la conclusione possibilmente prima dell'inverno, così che sia finalmente tutto in sicurezza.
"Quali siano le stime dei costi aggiornati all'intervento": leggo così non mi sbaglio: "Con riferimento al terzo quesito si rappresenta che il costo aggiornato dell'intervento allo stato attuale, fatto salvo l'adeguamento dei prezzi e gli esiti della procedura di affidamento, è quantificato in euro 1.303.370,27 complessivi, al lordo di eventuali ribassi d'asta. Di tale importo, una quota fino a euro 687.000 risulta coperta mediante risorse stanziate nell'ambito della Convenzione della DGR 1305, mentre l'altra parte è oggetto di ripartizione tra i soggetti coinvolti secondo gli accordi intercorrenti. La definizione puntuale del quadro economico del relativo cronoprogramma resta subordinata all'individuazione della situazione attuativa, che evidentemente immaginiamo e speriamo, che possa essere questa.
Io quindi mi prendo l'impegno di darle piena informazione della risposta della CAS e di farle sapere se finalmente si potrà partire con questo lavoro come tutti auspichiamo.
Président - Pour la réplique la parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Sa che mi sono sempre interessato soprattutto delle fonti di degrado, e le preannuncio già che ci saranno altri interessamenti sulle strutture in futuro, soprattutto in riferimento al degrado, ma direi che per adesso ci ha fatto un quadro piuttosto approfondito rispetto alle necessità di spesa e anche di tempistiche.
In realtà a oggi, rispetto a quello che ci ha detto, non possiamo che rimanere a guardare rispetto alla questione della proposta di convenzione, perché come è stato detto, se a questo punto se ne occuperà la Cogne Acciai Speciali potrà intervenire con una certa celerità in più rispetto alle procedure pubbliche, se invece ci sarà un'evidenza pubblica di una procedura di gara con tutto quello che questo comporta, soprattutto con appalti di entità così rilevante, è evidente che i tempi saranno sicuramente più importanti.
Quello che mi preoccupa sono innanzitutto questi 700 mila euro che sono stati erogati nel 2022 e mai spesi e sono ancora lì fermi, quindi è un po' curioso che si diano risorse così ingenti per un lavoro che sembra così imminente e che poi dopo non si utilizzino; dall'altra parte, se le stime dell'epoca prevedevano dei lavori che avevano un costo inferiore, guardare oggi una rivalutazione rispetto al costo dei materiali, al costo della manodopera e quant'altro, con costi che lievitano, ha detto 1.303.370,27 è chiaro che, se i tempi si allungheranno ancora, il rischio è che quest'opera vada a costare ancora di più e io non vorrei che poi qualcuno bussasse per dire: "Guardate che dovete integrare qualcosa", perché questa è ovviamente una delle preoccupazioni. Ovviamente è stata stanziata già una cifra piuttosto ingente nel 2022, dover integrare ancora - anche alla luce, e lei sa benissimo della Convenzione, che prevede che le spese sia ordinarie sia straordinarie siano comunque a carico della Cogne Acciai speciali - ci fa un po' specie.
Non vorrei che poi questa rimanesse la solita incompiuta con tutto quello che ne consegue in ordine al degrado, in ordine alla pericolosità sia per chi lavora, sia per chi passa da quelle parti, quindi è evidente che la nostra attenzione sul tema sarà alta.
Presidente - Se i colleghi sono d'accordo riprenderei alle ore 15:00, così abbiamo terminato le interpellanze dell'assessore Bertschy e riprenderemo con quelle relative all'assessore Sapinet. Ci rivediamo alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 12:04.
