Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 417 del 8 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 417/XVII - Interrogazione: "Ticket e medicinali".

Aggravi (Président) - Point n° 19 à l'ordre du jour. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Marzi.

Marzi (CA) - In premessa anticipiamo che gli assistiti con maggiore difficoltà economiche e gli assistiti con patologie gravi o croniche, che prevedono quindi il ricorso all'utilizzo regolare di farmaci, non sono tenuti al pagamento di alcun importo, come di seguito spiegheremo nel dettaglio.

Rispondendo al primo quesito, si informa che esistono due tipologie di ticket sui farmaci, il primo: il ticket derivante dal superamento del prezzo di riferimento definito dalla lista di trasparenza dell'AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco), che tale Agenzia pubblica ogni mese e da cui è tratta la differenza di costo tra il farmaco originale, di marca per capirci, e il prezzo del farmaco generico, gratuito, che è presente sul mercato e che il farmacista è sempre tenuto a proporre come disponibile. L'assistito non paga questa differenza solo nei casi in cui al farmaco originale il medico apponga sulla ricetta la clausola di non sostituibilità in ragione di una specifica motivazione clinica personale che non consiglia l'assunzione di un farmaco generico. Questo tipo di ticket è normato a livello nazionale per omogeneità in tutte le Regioni, non segue quindi le logiche di differenziazione regionale, che invece si applicano al classico ticket sulla ricetta. Il principio si basa sull'assicurare la sostenibilità generale del Servizio sanitario nazionale e sul principio che l'acquisto di un farmaco originale sia di fatto una scelta discrezionale del cittadino, principio sul quale è necessario soffermarsi proprio per separare le motivazioni personali da quelle cliniche. Il Servizio sanitario garantisce gratuitamente il farmaco generico in quanto ritenuto bioequivalente all'originale; di conseguenza, la scelta dell'originale è considerata una preferenza del cittadino, a meno che non intervenga il medico apponendo alla ricetta la clausola appunto di non sostituibilità per specifiche ragioni cliniche. Di conseguenza, non essendo considerata una spesa sanitaria essenziale a poter ottenere la cura, per la stessa non esistono esenzioni, nemmeno per coloro con esenzione totale per patologia o per reddito, i quali devono comunque versare la differenza di prezzo con il farmaco generico proposto dal farmacista. È da sottolineare che, qualora i farmaci equivalenti siano momentaneamente carenti, l'azienda elimina il farmaco dalla lista di trasparenza, che è la lista di riferimento nella quale il farmacista consulta il prezzo del farmaco originale di marca in modo che lo stesso possa essere quindi acquistato senza alcuna spesa aggiuntiva.

Due: la seconda tipologia di ticket è la cosiddetta "quota fissa" su ogni confezione e ricetta, che le Regioni possono in questo caso introdurre e quantificare in maniera discrezionale. Sempre nell'ottica della sostenibilità del Sistema sanitario nazionale, la maggior parte delle Regioni prevede una quota fissa sui farmaci e la Valle d'Aosta l'ha prevista nel 2016 con l'articolo 15 del decreto-legge 185/2008, convertito nella legge 2/2009, i cui principi sono stati ripresi anche dalla legge regionale 19/2015, che hanno introdotto le disposizioni per rendere più equo l'accesso ai farmaci, specialmente per le categorie più deboli.

Nella volontà di garantire un accesso più equo ai farmaci, nel corso degli anni sono state introdotte modifiche naturalmente a quest'articolo per tutelare i pazienti più fragili rispetto alla previsione generale che vede il cittadino compartecipare al costo della spesa farmaceutica. Le azioni per tutelare gli assistiti più fragili sono avvenute con i seguenti correttivi: introducendo un sistema di tariffazione basato sull'ISEE; prevedendo numerosi casi di esclusione dal pagamento della quota fissa legati all'esenzione per condizioni e patologia e allo scaglione ISEE; dal 2025 inoltre prevedendo anche l'esclusione del pagamento della quota fissa per gli assistiti esenti per motivi di reddito. In sintesi, la situazione attuale vede esclusioni del pagamento della quota fissa: 1) per tutte le persone con ISEE inferiori a 10.000 euro; 2) per tutte le persone esenti per reddito; 3) per tutte le persone in possesso di un'esenzione per condizione o patologia relativamente ai farmaci correlati alla patologia che prevede l'esenzione. Le persone con ISEE tra i 10.000 e i 25.000 euro sono tenute al pagamento di una quota fissa ridotta di 1 euro a confezione fino ad un massimo di 2 euro a ricetta per i farmaci e di una quota fissa di 1 euro a ricetta per l'assistenza integrativa. Le persone prive di patologie gravi croniche e di relative esenzioni con ISEE superiore a 25.000 euro, oppure senza ISEE, sono invece tenute al pagamento dell'intera quota fissa di 2 euro a confezione fino ad un massimo di 4 euro a ricetta per i farmaci e di 2 euro a ricetta per l'assistenza integrativa.

Relativamente al secondo quesito, si sottolinea che la Struttura semplice Farmacia territoriale dell'Azienda USL si è sempre premurata di ricordare ai farmacisti la necessità di verificare con l'assistito all'atto del ritiro del farmaco che il valore dello stesso non sia inferiore alla quota fissa dovuta, nel qual caso è consigliato all'assistito il pagamento del farmaco. Il farmacista è comunque tenuto a fornire tale informazione in osservanza al proprio codice deontologico.

Per quanto riguarda il terzo quesito, si indicano di seguito i valori complessivi del ticket sui farmaci pagati dagli assistiti negli ultimi due anni:

- 2024, ticket derivante dal prezzo di riferimento, quindi la differenza di prezzo tra farmaco di marca e farmaco generico: euro 1.649.793, pari al 7% della spesa lorda; quota fissa, euro 1.575.586, pari al 6,8% della spesa lorda;

- 2025, ticket derivante dal prezzo di riferimento, quindi la differenza tra il farmaco di marca e il farmaco generico: euro 1.641.353, pari al 6,8% della spesa lorda, e una quota fissa pari a 1.472.143, che è pari al 6% della spesa lorda.

Relativamente al punto n. 4, ad oggi, in conclusione, gli assistiti con difficoltà economiche, ISEE basso, esenti per reddito, e gli assistiti con patologie gravi o croniche che prevedono il ricorso all'utilizzo regolare di farmaci non sono tenuti al pagamento di alcun importo. Esclusivamente gli assistiti privi di patologie gravi o croniche e privi di difficoltà economiche sono tenuti a pagare 2 euro a farmaco e 4 euro massimo a ricetta, spesa che può ritenersi sostenibile poiché sostenuta saltuariamente. Ipotizzando invece l'abolizione totale della quota fissa sull'anticipo di farmaci, si renderebbe necessario compensare un mancato introito, come richiamato poc'anzi.

Un secondo elemento a favore del mantenimento di una quota fissa sui farmaci è la responsabilizzazione dei pazienti nel consumo delle risorse farmaceutiche. L'idea è che anche un piccolo contributo economico possa frenare l'abuso o lo spreco di medicinali, rendendo il cittadino più consapevole del valore della prescrizione. Nel contempo l'Azienda sta comunque lavorando da anni al fine di promuovere l'utilizzo dei farmaci equivalenti, che si ipotizza porterebbe un risparmio da parte dei cittadini di circa 1.600.000 euro.

Président - Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Grazie Assessore. Le chiederei poi la gentilezza di avere la risposta scritta, perché ha dato molti numeri, molti dati che non sono riuscita a registrare in toto.

Quest'interrogazione nasce ovviamente da alcune segnalazioni di pazienti che assumono quei farmaci considerati salvavita o comunque necessari per delle malattie croniche, i cosiddetti "farmaci di fascia A". Per fare un esempio e per farci capire da tutti, sto parlando di farmaci come la cardioaspirina o l'Eutirox, che assume una quantità di popolazione non indifferente, e non sono poi prodotti da banco, quindi necessitano della prescrizione medica.

Lei ha ben chiarito la questione del farmaco generico, che deve essere indicato sempre in sostituzione del farmaco, diciamo così, "di marca", insomma quello più conosciuto. Può essere - non so se questo corrisponde a realtà - che ci sia stata, nei casi che ci hanno segnalato, anche una mancanza di disponibilità di quei farmaci generici e quindi che le segnalazioni siano avvenute anche per questo, non sono in grado di esserne certa.

Sulla questione però che ci siano le indicazioni dall'Agenzia che sovrintende alle farmacie credo sia importante e forse necessario anche qualche volta un rappel, perché le assicuro che non è stata un'unica segnalazione, quindi vuol dire che qualche volta questo succede.

Sulla questione delle fasce lei ha specificato l'esenzione per chi ha un ISEE inferiore ai 10.000 euro e poi che chi sta tra i 10 e i 25.000 euro paga 1 euro a confezione e 2 euro a ricetta. Questa fascia, che non è la fascia degli indigenti, è già una fascia superiore ed è quella forse che è più in difficoltà in questo momento, perché è un costo per chi è in quella fascia di ISEE e che ha una patologia cronica per cui i medicinali si acquistano tutte le settimane o tutti i mesi, credo che fare una valutazione anche su un'ulteriore esenzione almeno su quella fascia possa avere un senso.

Sulla questione dell'esenzione totale, come hanno fatto alcune Regioni, credo che il ragionamento che lei ha fatto un attimo fa ha una sua ragione d'essere, cioè quello di un contributo che deve essere minimo, per evitare anche - e questo è un argomento degno di attenzione - abusi di farmaci o anche comportamenti non corretti, perché c'è chi poi fa, lo sappiamo, anche tra le persone anziane, scorta di medicinali, non si sa bene in previsione di che cosa.

Davvero però sulle fasce… ma non è un discorso che riguarda soltanto i ticket farmaceutici, credo che, se le cose continuano a essere quelle di adesso, se la situazione economica generale non migliora, una riflessione sulle fasce a cui dare un aiuto maggiore dovrà essere fatta non solo per i farmaci, anche per altre forme di esenzione o di contribuzione.