Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 391 del 26 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 391/XVII - Interpellanza: "Disparità tra Comuni nella gestione dell'imposta di soggiorno per le locazioni turistiche".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 48 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al consigliere Campotaro.

Campotaro (AVS) - Con quest'interpellanza vogliamo porre all'attenzione dell'Assessorato una questione che riguarda la semplificazione amministrativa e il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Mi riferisco alla gestione dell'imposta di soggiorno per le locazioni ad uso turistico, disciplinata dalla legge regionale 18 luglio 2023, n. 10, e dalle successive modalità applicative entrate in vigore dal 1° maggio 2024.

Per le dichiarazioni relative al secondo semestre 2025, è stato attivato il servizio online 36.t, raggiungibile tramite il portale del CELVA, che consente di riepilogare, tramite un modulo FINES, l'imposta dovuta e procedere al pagamento tramite PagoPA. FINES è infatti il servizio del CELVA che favorisce la standardizzazione delle procedure di presentazione e gestione delle pratiche agli Enti locali della Valle d'Aosta attraverso l'unificazione dei servizi online e della relativa modulistica. Tuttavia il servizio 36.t non è attivo in tutti i Comuni della Valle d'Aosta. Tra quelli che non lo utilizzano troviamo Aosta, Châtillon, Courmayeur, Saint-Vincent, Valtournenche, oltre ai Comuni delle Unités Mont-Emilius e Grand-Combin; in totale quindi 26 Comuni su 74. Ciò significa che oltre un terzo dei Comuni valdostani si è dotato di gestionali alternativi, acquistando software diversi per svolgere sostanzialmente la stessa funzione della modulistica FINES del CELVA. Ciò rappresenta già un primo elemento problematico. La Valle d'Aosta è una regione piccola, con un sistema turistico che cerca sempre di più di presentarsi come un sistema integrato e, proprio per questo, sarebbe ragionevole aspettarsi procedure amministrative uniformi, soprattutto quando riguardano adempimenti che coinvolgono direttamente i cittadini.

Il problema principale è un altro: i proprietari di locazione a uso turistico, soprattutto quelli per i quali quest'attività non è un'attività imprenditoriale, sono oggi chiamati a diversi adempimenti amministrativi, che comportano però soprattutto l'inserimento ripetuto degli stessi dati, in particolare devono: comunicare i dati degli ospiti al portale nazionale "Alloggiati Web" della Polizia di Stato, inserire gli stessi dati nella piattaforma regionale "Locazioni Turistiche" per gli adempimenti statistici Istat e, infine, una terza volta dichiarare e versare l'imposta di soggiorno con modalità che variano da Comune a Comune. In sostanza gli stessi dati vengono inseriti tre volte in sistemi diversi che non dialogano tra loro e ciò avviene nonostante quei dati siano già nella disponibilità della Pubblica Amministrazione. È una situazione che francamente è difficile da comprendere. Esiste infatti da anni, anche a livello europeo, il principio amministrativo del cosiddetto "once only", principio che è stato richiamato anche dall'assessore Lotto qualche Consiglio fa, secondo cui il cittadino non dovrebbe essere costretto a fornire più volte alla Pubblica Amministrazione informazioni che questa possiede già. In questo caso, invece, accade esattamente il contrario.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: anche nei Comuni che hanno aderito al sistema 36.t il processo non è completamente automatizzato: il locatore deve comunque effettuare calcoli manuali per determinare l'imposta dovuta. Questo significa conteggiare le notti di soggiorno, distinguere tra soggetti esenti, riduzioni o a pagamento pieno e calcolare l'importo complessivo. Si tratta di operazioni che potrebbero essere facilmente automatizzate considerando che i dati relativi ai soggiorni sono già stati comunicati per le finalità di pubblica sicurezza e per le finalità statistiche. Questa situazione produce almeno tre conseguenze principali: la prima è un aggravio burocratico per i cittadini, in particolare per quei piccoli proprietari che affittano occasionalmente una seconda casa o un alloggio familiare; la seconda è un aumento della possibilità di errore, perché, quando gli stessi dati devono essere reinseriti più volte, è inevitabile che possano verificarsi incongruenze, e la terza è un'evidente disomogeneità territoriale, perché le modalità di dichiarazione e pagamento cambiano a seconda del Comune in cui si trova l'immobile. È una situazione ancora più paradossale se pensiamo che in una Regione piccola come la Valle d'Aosta non è affatto raro che una stessa persona abbia locazioni turistiche in comuni diversi.

Con quest'interpellanza quindi non si vuole mettere in discussione né l'imposta di soggiorno, né l'autonomia dei Comuni. L'obiettivo è più semplice: è capire se sia possibile rendere questo sistema più coerente, più uniforme e più semplice per i cittadini. Per questo motivo chiediamo alla Giunta regionale: "quali siano le ragioni per cui alcuni Comuni non hanno aderito al servizio online unificato 36.t; se la Regione abbia avviato un confronto con i Comuni non aderenti per promuovere l'uniformità delle procedure su tutto il territorio regionale; e se sia intenzione della Giunta lavorare alla realizzazione di un sistema integrato che consenta l'interoperabilità tra il portale "Alloggiati Web" della Polizia di Stato, la piattaforma regionale per gli adempimenti statistici e il sistema di calcolo e versamento dell'imposta di soggiorno". Riteniamo che questo rappresenterebbe un passo concreto verso una vera semplificazione amministrativa, che spesso viene evocata, ma che in casi concreti come questo può essere effettivamente realizzata.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Grazie collega Campotaro per aver evidenziato una situazione che è piuttosto complessa, che adesso cercherò di spiegare.

Faccio comunque qualche premessa, evidenziando in primis che ad oggi abbiamo 7.972 alloggi a uso turistico, che costituiscono un insieme molto eterogeneo, ripartito su 74 comuni e nel quale troviamo locatori aventi un singolo alloggio, che viene utilizzato occasionalmente, e vere e proprie imprese che gestiscono numerosi appartamenti e si avvalgono di applicativi specializzati.

È anche opportuno precisare che la Regione condivide il principio della semplificazione amministrativa, ma non lo può attuare direttamente per quanto riguarda i procedimenti dello Stato, nel caso specifico le comunicazioni alla Questura, né quelli dei Comuni per quel che riguarda l'imposta di soggiorno. I dati da comunicare alla Questura, all'Istat e per l'imposta di soggiorno sono diversi e, sebbene riguardino gli ospiti delle attività turistico-ricettive e degli alloggi a uso turistico, non sono i medesimi. A titolo d'esempio, alla Questura vanno comunicate le generalità di ogni singolo ospite, all'Istat vanno trasmessi solo dati cumulati relativi ad arrivi, presenze e Stato o Regione di origine, ai Comuni vanno indicati dati cumulati e filtrati in base alle categorie di esenzione o riduzione dell'imposta.

Vorremmo anche evidenziare che l'ordinamento della nostra Regione si basa su principi di autonomia e di sussidiarietà e che la Regione, a sua volta, riconosce come un valore la piena autonomia amministrativa e gestionale dei Comuni. Imporre metodologie, criteri o addirittura applicativi in nome di principi di concorrenza e di semplificazione senza una valutazione e la ricerca di un equilibrio tra i diversi gradi di autonomia politica e gestionale della Pubblica Amministrazione rischierebbe di creare un appiattimento e uno svuotamento di poteri e funzioni che la nostra Regione ha criticato più volte nei confronti dello Stato.

Fatte queste premesse, entrerei nel merito delle questioni che lei ha posto. Quanto al primo quesito, il CELVA nell'ambito del progetto FINES, che mette a disposizione dei cittadini servizi online e modulistica PDF, ha creato un nuovo servizio appositamente dedicato alla dichiarazione e al calcolo del pagamento con PagoPA dell'imposta di soggiorno sia per le strutture turistico-ricettive, sia per gli alloggi a uso turistico. La Regione, nella deliberazione di Giunta n. 1534/2024, attuativa della disciplina regionale dell'imposta di soggiorno istituita con la legge regionale 10/2023, ha individuato come elementi minimi necessari da inserire nelle dichiarazioni quelli previsti dai modelli predisposti dal CELVA, ma non ha ritenuto, così come non ha fatto il CELVA, di imporre ai Comuni uno specifico modello o una specifica piattaforma a fronte di un'imposta comunale la cui gestione è in capo ai singoli territori direttamente come Comuni, oppure tramite le Unités des Communes. In virtù quindi della propria autonomia organizzativa, alcuni Comuni hanno preferito usare altre modalità per consentire gli adempimenti previsti, anche tenendo conto delle proprie complessità organizzative o della necessità di supportare i soggetti meno avvezzi alla tecnologia con altri sistemi. Nella maggior parte dei casi i Comuni che hanno deciso di non utilizzare FINES hanno acquisito un applicativo che consente i medesimi adempimenti dichiarativi, con il vantaggio di una gestione amministrativa interna degli uffici comunali più efficiente. È del resto ragionevole che gli Enti locali in cui ci sono pochi alloggi a uso turistico decidano di utilizzare sistemi più semplici, mentre quelli che hanno diverse centinaia di alloggi si orientino verso procedure maggiormente automatizzate, anche se più complesse. Questa varietà, peraltro, dovrebbe costituire un problema soprattutto per i locatori che hanno tanti alloggi distribuiti su più Comuni, piuttosto che su quelli richiamati nell'interpellanza, che hanno attività molto limitate, con cui integrano il reddito familiare.

Le riporterei un quadro acquisito per le vie brevi dal CELVA sui sistemi utilizzati nei diversi Enti locali, poi, se le serve il dato specifico, le lascerò la copia. Courmayeur, i Comuni delle Unités Mont-Emilius e Grand-Combin avevano in dotazione un applicativo già prima dell'approvazione della nuova legge regionale. Saint-Vincent, Châtillon e i Comuni dell'Unité Grand-Paradis hanno acquisito il medesimo software dopo la nuova legge regionale, ma i Comuni dell'Unité Grand-Paradis hanno ancora attivo contemporaneamente il servizio online FINES 36.t. Aosta e Valtournenche non hanno tale software, ma hanno deciso di non usare il servizio online FINES. Il servizio online 36.t con pagamento è attivo solo per i Comuni aderenti all'iniziativa, che sono Antey, Arnad, Arvier, Avise, Ayas, Aymavilles, Bard, Brusson, i due Challand, Chambave, Chamois, Champdepraz, Champorcher, Cogne, Donnas, Emarèse, Fontainemore, Gaby, i due Gressoney, Hône, Introd, Issime, Issogne, La Magdeleine, La Salle, La Thuile, Lillianes, Montjovet, Morgex, Perloz, Pontboset, Pontey, Pont-Saint-Martin, Pré-Saint-Didier, i due Rhêmes, Saint-Denis, Saint-Nicolas, Saint-Pierre, Sarre, Torgnon, Valgrisenche, Valsavarenche, Verrayes, Verrès e Villeneuve.

Con riferimento al secondo quesito, l'Amministrazione regionale si confronta periodicamente con il CELVA e in alcune occasioni ha espresso l'auspicio di avere modalità omogenee di gestione dell'imposta, il che consentirebbe alla Regione di dare direttamente informazioni agli utenti su come espletare gli adempimenti relativi alla dichiarazione e al calcolo del pagamento senza doverli indirizzare ai singoli Comuni.

Tuttavia, consapevoli che rientra nell'autonomia organizzativa di ciascun Comune definire le proprie modalità per consentire tali adempimenti, si è preso atto che c'erano esigenze e scelte organizzative diverse a livello locale e quindi ci si è limitati al monitoraggio delle diverse modalità adottate. Peraltro, come le ho già anticipato, l'uniformità non ha necessariamente e sempre un valore positivo.

Venendo alla risposta alla terza domanda, in questo momento le attività su cui sta lavorando l'INVA, che peraltro sono state definite sulla base delle richieste degli utenti, sono: in primis lo sviluppo sulla piattaforma "Locazioni turistiche", sulla quale vengono già caricate le presenze ai fini statistici, di una funzionalità per la raccolta e successiva trasmissione automatica dei dati alla piattaforma "Alloggiati Web"; lo sviluppo sulla piattaforma "Locazioni turistiche" di una funzionalità che consenta di importare i dati delle presenze ai fini statistici da diverse tipologie di applicativi gestionali allo scopo di consentire a chi già inserisce i dati nei propri software, con cui gestisce l'attività, di effettuare un trasferimento automatizzato dei dati su "Locazioni turistiche". Si tratta di due funzionalità che sono già operative per le strutture turistico-ricettive alberghiere ed extra-alberghiere e che dovrebbero essere rese disponibili anche per gli alloggi a uso turistico nel corso dell'anno 2026.

Inoltre INVA sta progettando alcune migliorie alle funzionalità per caricare le presenze ai fini statistici, in modo che sia possibile tenere memoria delle presenze di soggetti esenti dall'imposta di soggiorno. Al riguardo si evidenzia che la piattaforma "Locazioni turistiche" già consente la visualizzazione di dati sintetici riguardo alle presenze, che possono facilitare la verifica dei dati da inserire nelle dichiarazioni per l'imposta di soggiorno. La compilazione automatica dei documenti fiscali e il calcolo da parte della Regione dell'imposta dovuta sono invece passaggi più complessi e delicati, che vanno condivisi con i Comuni e progettati e sviluppati gradualmente, anche in funzione delle diverse procedure in essere negli Enti locali.

Evidenzio infine che nel corso del 2025 sono emerse a livello nazionale alcune ipotesi di modifica dell'imposta di soggiorno, che potrebbero portare a significative modifiche della base impositiva. Se tali ipotesi dovessero tradursi in una modifica legislativa, esse determinerebbero un rilevantissimo impatto su un eventuale sistema automatizzato di calcolo dell'imposta dovuta.

Président - Pour la réplique, la parole au conseiller Campotaro.

Campotaro (AVS) - Grazie Assessore. Devo dire che la risposta non mi ha soddisfatto pienamente. È stata all'inizio molto difensiva e poi in qualche modo è stato detto che il sistema FINES non va bene con i grandi numeri. In qualche modo quindi screditiamo il sistema che i due terzi dei Comuni invece utilizza. È chiaro che i Comuni hanno autonomia nella gestione dell'imposta di soggiorno, tuttavia qui non stiamo parlando di scelte politiche sull'imposta, ma di un'organizzazione amministrativa e di strumenti digitali. È proprio su questi aspetti che il livello regionale può e dovrebbe svolgere un ruolo di coordinamento.

Il punto che abbiamo sollevato resta irrisolto. Oggi un cittadino è costretto a inserire più volte gli stessi dati, perché comunque il dato del numero di presenze comunque viene ripercorso in tutti e tre i diversi sistemi. Io capisco che quello del portale della Questura debba seguire un filone, ma gli altri due, che sono di competenza regionale, dovrebbero dialogare tra di loro, almeno quei due!

In una fase storica in cui si parla molto di digitalizzazione, semplificazione della Pubblica Amministrazione, è difficile sostenere che questa situazione sia soddisfacente. Poi, proprio perché la Valle d'Aosta è una regione piccola, sarebbe invece più semplice che altrove costruire procedure integrate. Io per questo motivo auspico che su questo tema si possa comunque aprire un confronto con i Comuni e migliorare il sistema, anche in vista poi delle future evoluzioni che ci saranno, ma, com'è attualmente, non penso possa funzionare.