Oggetto del Consiglio n. 347 del 25 marzo 2026 - Resoconto
OBJECT N° 347/XVII - Communications du Président du Conseil.
Aggravi (Président) - À la présence de 33 collègues on peut commencer les travaux de la journée. Point n° 1 à l'ordre du jour.
In apertura di quest'adunanza ci tengo a ricordare che ieri, martedì 24 marzo, ricorreva il 27° anniversario del tragico incendio nel Tunnel del Monte Bianco in cui persero la vita 39 persone. A nome del Consiglio, desidero rinnovare il ricordo delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie. Questa tragedia ci richiama ogni anno all'importanza della sicurezza, della prevenzione e della cooperazione tra Istituzioni per garantire che eventi simili non si ripetano.
Il 22 marzo si è celebrata la Giornata internazionale dell'acqua, un'occasione per riflettere sull'importanza della tutela e della gestione sostenibile delle risorse idriche.
Il 13 marzo scorso la Giunta regionale ha presentato un disegno di legge che contiene disposizioni per il potenziamento della capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile e per l'adeguamento della rete regionale di radiocomunicazioni. L'atto è stato assegnato alla III Commissione per competenza e alla II per la compatibilità finanziaria.
Il 20 marzo sempre la Giunta ha depositato il primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2026-2028. Il disegno di legge è stato assegnato alla II Commissione.
La Conferenza dei Capigruppo nella riunione di ieri ha deciso la trattazione congiunta dei seguenti punti all'ordine del giorno: 28 e 29 (servizio antincendio Tunnel Monte Bianco); 34 e 35 (contributi alloggi universitari); 14 e 41, 19, 44, 45 e 46. Il punto 17 è invece ritirato, mentre i punti 37 e 43 sono rinviati alla prossima adunanza consiliare vista l'assenza del collega Torrione. Il Presidente della Regione ha chiesto di anticipare la trattazione dei punti di sua competenza entro la mattinata di giovedì in quanto sarà assente per impegni istituzionali ma, come ha deciso la Capigruppo, nel corso o al termine della giornata di oggi la Capigruppo si riunirà per valutare l'organizzazione dei lavori.
Sur invitation de la Région Europe de l'Assemblée parlementaire de la francophonie j'ai participé à une mission à Rome, au Parlement italien, du 18 au 20 mars. Cette mission diplomatique a été organisée pour promouvoir l'adhésion du Parlement italien à l'APF dans le cadre de la Journée internationale de la francophonie. Au cours des prochains jours je transmettrai un rapport de mission à tous les Conseillers.
Qualcuno intende prendere la parola sulle comunicazioni? La parola al collega Marquis.
Marquis (FI) - Ieri si è tenuta sul piazzale antistante l'imbocco del Traforo del Monte Bianco, lato italiano, la commemorazione del 27° anniversario del tragico evento, tragico rogo che ha portato la perdita di 39 persone e ha lasciato un ricordo indelebile nelle loro famiglie. Non solo, ha costituito questo un momento di grande tristezza, ma è stato anche uno spartiacque sulla cultura… diciamo sulla sicurezza e sulla prevenzione nell'ambito delle grandi infrastrutture.
Dobbiamo dire che in quegli anni è stato recuperato il Traforo del Monte Bianco con delle procedure molto innovative che hanno dato poi luogo nel 2004 a una direttiva di carattere europeo che ha disciplinato la costruzione e gli adeguamenti delle infrastrutture stradali, delle gallerie e della rete transeuropea di sviluppo oltre i 500 metri. In questi anni è stato fatto molto per andare nella direzione del potenziamento della sicurezza e per questo dobbiamo ringraziare anche tutti gli operatori, il GEIE, che si occupa della gestione per conto della società italiana Traforo del Monte Bianco e della società TMB della gestione della sicurezza e della prevenzione nell'ambito della struttura. Crediamo che questi momenti di ricordo siano molto importanti non solo per riattualizzare la tragedia che è stata vissuta, ma per ricordare tutti gli sforzi che vengono fatti giorno per giorno per migliorarci e per contribuire a creare delle situazioni in cui non si devono più ripetere delle tragedie di questo genere.
Presidente - Nel corso della Conferenza dei Capigruppo di ieri il gruppo della Lega ha chiesto la possibilità di intervenire per ricordare la figura del senatore Bossi, recentemente scomparso. La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Come sappiamo, giovedì 19 marzo è mancato il senatore Umberto Bossi, senatore che ha avuto una grande capacità di unire quella che fu la Prima Repubblica nel momento in cui si sbriciolò per arrivare nella Seconda, e chissà se siamo arrivati anche nella Terza.
Abbiamo chiesto con forza questo momento per ricordare una persona, un uomo che, con quelle che furono le sue idee, con quelle che furono le sue posizioni, riuscì a portare un'idea nuova all'interno della politica italiana, un'idea che vive da allora ad oggi. Io ricordo che vidi Bossi per la prima volta, ero ragazzino, in televisione e, quando seppi che Umberto Bossi sarebbe venuto ad Aosta nel 1997 per poter partecipare - purtroppo non avevo la macchina, non avevo mezzi per potermi spostare -, chiesi ai miei genitori di potermi portare al comizio e i miei genitori negarono il permesso, ai tempi era considerato pericoloso partecipare ai comizi in piazza, c'era pericolo, almeno così consideravano i miei genitori, di tafferugli, di scontri, quindi non mi venne accordato il permesso di poter assistere a quel comizio che avvenne in Piazza Chanoux.
Ricordo distintamente che il 29 novembre del 1997 ci fu poi una manifestazione studentesca, la prima della poi successiva manifestazione studentesca, quando a quel punto io ero all'ultimo anno delle medie e non comprendevo cosa stava accadendo e decisi di chiedere spiegazioni alla sede locale della Lega che era situata in Piazza del Mercato. Ebbene loro, con grande cortesia, mi spiegarono il tutto e mi dissero che Bossi sarebbe tornato in Valle d'Aosta e che, se avessi avuto piacere di incontrarlo, avrei potuto farlo. Ricordo che lo feci, ricordo che quando arrivò c'era un cordone di persone che da quello che è il bar Villetta alla Piazza Chanoux faceva questo corridoio per farlo arrivare, io cercai di mettere la mano all'interno di questo cordone, fui spinto via e Umberto Bossi fermò tutto, aprì questo cordone, mi mise una mano sulla spalla, vide che ero un ragazzino, che ero molto piccolo e mi disse: "Bravo, bravo, continua così" e poi riprese il suo percorso verso la piazza. Fu un incontro davvero emozionante, soprattutto per un ragazzo che aveva visto quel personaggio soltanto in televisione. Di lì a poco, a marzo del 1998, ascoltai uno dei più grandi interventi di Bossi che porto ancora con me e che vorrei leggervi. In un comizio di Milano Umberto Bossi disse: "Con l'ingresso in Europa l'Italia non avrà più a disposizione la leva monetaria, cioè, se gli mancano i quattrini, non potrà più stampare altri titoli di Stato per favorire l'economia. Non potrà più svalutare la moneta perché gli resterà solo la leva fiscale e i quattrini dovrà toglierli maledettamente subito dalle tasche dei cittadini, evidentemente aumentando la pressione fiscale. Lo ripeto: numerosi sono i dubbi nei confronti dell'Europa. L'idea, nata nel dopoguerra per scongiurare altre guerre tra Stati europei, ora sta partorendo un mostro che non genererà né democrazia, né stabilità, né vantaggi economici per tutti. Non può generare democrazia perché il suo Parlamento non legifera e l'Europa dei grandi capitalisti, il popolo, gli artigiani, gli imprenditori, i cittadini non ci sono oggi, né tanto meno ci saranno domani perché non potrà mai nascere un'Europa politica". A marzo ascoltai questo discorso e ad aprile feci la mia prima tessera che porto ancora con me, era il 28 aprile del 1998, e la conservo come una reliquia nel mio cassetto. Era una Lega che, per quanto si possa dire oggi, già ricalcava i tratti odierni, era la Lega che si chiamava Lega Italia Federale, che provava e promuoveva un accordo per un Paese dinamico, un Paese ovviamente federale ed è lo stesso spirito che è rimasto oggi all'articolo 1 della Lega, che dice: "La Lega è un movimento politico confederale e che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale attraverso metodi democratici ed elettorali. La Lega promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo".
Umberto Bossi ha il merito di aver aperto questo canale, di aver portato l'istanza del federalismo, dell'autonomia, di tutti i territori in tutto il nostro Paese e a questo ovviamente non possiamo che essergli grati.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Campotaro.
Campotaro (AVS) - Come ha ricordato il Presidente, domenica è stata la Giornata mondiale dell'acqua. "Sono ciò che vi tiene in vita, proteggermi non è una scelta". Questa è una frase del documentario "Where life flows" (Dove scorre la vita), che è stato proiettato in Università lunedì scorso. Penso che non sia una suggestione, è un richiamo, perché l'acqua non è una risorsa tra le altre, è la condizione stessa della nostra esistenza; e forse, proprio perché qui, nei nostri territori alpini, l'abbiamo sempre avuta, abbiamo anche finito per darla per scontata. Eppure qualcosa sta cambiando, lo vediamo tutti, lo vediamo nelle precipitazioni sempre più irregolari e violente, lo vediamo nella neve che arriva tardi, che non arriva o che ci sorprende quando la primavera è alle porte, lo vediamo nei ghiacciai che arretrano; e non è un caso se nei programmi con cui a settembre ci siamo presentati agli elettori, da Destra a Sinistra, parlavamo di cambiamento climatico. È perché la realtà non è più negabile: gli eventi estremi che hanno colpito anche le nostre comunità hanno chiuso definitivamente ogni alibi. Il punto non è più se il cambiamento climatico esista, il punto è se siamo all'altezza di affrontarlo, perché l'acqua, per come l'abbiamo conosciuta, non sarà più la stessa. Avremo siccità e alluvioni nello stesso periodo e nello stesso anno, avremo meno neve, meno ghiaccio, meno accumulo naturale e questo mette in crisi il nostro modello di sviluppo, il modello a cui siamo abituati. Non basta quindi che lo diciamo nei programmi, serve davvero cambiare, significa ripensare alla produzione energetica, ad esempio; ripensare al turismo, non più legato in modo preponderante alla neve; significa costruire sistemi più resilienti; significa, come ha illustrato la Direttrice generale di SEV, pianificare, conoscere, controllare, intervenire. Ma c'è anche un altro aspetto, meno visibile e forse ancora più inquietante: noi parliamo sempre di quanta acqua abbiamo, troppo poco parliamo di che acqua abbiamo, perché è vero, l'acqua del rubinetto, come ci ha illustrato la ricercatrice del Politecnico di Milano, è sicuramente più controllata e più sicura di quella in bottiglia, ma è altrettanto vero che i dati ci dicono che anche nelle nostre acque emergono criticità, contaminazioni da nickel, arsenico o perfino tracce di elementi radioattivi.
Non possiamo permetterci di compromettere ciò che abbiamo di più prezioso. Serve una responsabilità collettiva, concreta, quotidiana; perché l'acqua è un bene comune, ma è anche un indicatore, ci dice quanto siamo capaci di prenderci cura del nostro territorio. E allora forse il messaggio più potente emerso dalla Conferenza è proprio questo: dove scorre l'acqua può crescere l'uguaglianza, ma non succede automaticamente. Succede se garantiamo accesso, qualità e gestione pubblica efficace; succede se investiamo, come si sta facendo, in infrastrutture, controllo e innovazione, succede se cambiamo anche i nostri comportamenti quotidiani, perché proteggere l'acqua non è solo una scelta ambientale, è anche una scelta politica, sociale e culturale.
Presidente - La parola al collega Marquis per i minuti restanti.
Marquis (FI) - Cari colleghi, nel ricordare Umberto Bossi desidero esprimere, a nome di Forza Italia Valle d'Aosta, un pensiero di rispetto per una figura che ha segnato in modo profondo la storia politica del nostro Paese. Bossi è stato un interprete di un'idea forte e riconoscibile: il federalismo, inteso come valorizzazione delle autonomie e dei territori, valori che non solo condividiamo ma che, come Forza Italia, intendiamo rafforzare nell'azione di governo della Valle d'Aosta, che rappresenta da sempre un esempio concreto e avanzato di autonomia e di autogoverno. Accanto al profilo politico vogliamo ricordare anche l'uomo, profondamente legato alla sua famiglia, così come alla comunità politica che ha contribuito a fondare e a guidare. Alla sua famiglia e a tutta la famiglia della Lega, a livello nazionale e locale, rivolgiamo il nostro cordoglio e la nostra sincera vicinanza in questo momento di dolore.
Presidente - La parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Le 22 mars on a célébré la Journée mondiale de l'eau, une initiative des Nations Unies visant à attirer l'attention sur la valeur stratégique de la ressource eau et sur l'urgence d'en garantir une gestion plus durable.
Le thème 2026 a été "Eau et genre : l'eau source d'égalité". Tout cela met en évidence les impacts inégaux de la crise mondiale de l'eau. Ce thème est, certes, moins d'actualité dans la Vallée d'Aoste, mais il l'est certainement dans plusieurs Pays du monde et nous tenons à le rappeler. Les initiatives n'ont pas manqué sur l'égide du BIM VdA qui mène actuellement à l'importante transition vers une nouvelle gestion de l'eau dans la Vallée d'Aoste.
Comme vous le savez, le juillet dernier ce Conseil régional a approuvé le PTA 2030, un document qui n'est pas seulement une étape importante, mais surtout un point de départ essentiel pour une gestion de l'eau de l'eau capable de faire face aux opportunités et au scénario futurs. À cette fin le Comité de pilotage de PTA, prévu par le plan lui-même, a été mis en place et s'est réuni le 10 mars dernier. Il est inutile de rappeler à cette Assemblée les multiples facettes de la ressource eau, l'eau potable, la ressource d'irrigation indispensable à la gestion agricole en Vallée d'Aoste, l'hydroélectrique, mais aussi la protection de l'environnement et la gestion du territoire dans un monde en mutation rapide.
Président - La parole au collègue Carrel.
Carrel (ADC) - I temi oggi delle comunicazioni del Presidente sono sicuramente dei temi molto à la une in questo Consiglio, quando si parla di acqua in Valle d'Aosta, non si può non parlare di energia, di energia pulita, del nostro oro blu.
Ci troveremo nelle prossime settimane a discutere delle variazioni di bilancio, ci troveremo a discutere di importanti investimenti che non sarebbero possibili se non avessimo l'acqua e non avessimo un sistema capace di produrre energia pulita come la produciamo in Valle d'Aosta, quindi credo che guardare all'acqua come risorsa scarsa per questo Consiglio sia ancora più opportuno e necessario cercando di calarlo e qui ricordo il compianto senatore Bossi, in un'ottica federale, in un'ottica autonomista, cioè guardiamo a quello che possiamo fare noi come Consiglio regionale. Pragmaticamente, come Consiglio regionale, dobbiamo cercare in tutti i modi e con tutte le forze, ognuno con le proprie capacità, ognuno con le proprie conoscenze, di risolvere la questione della norma di attuazione, una questione ormai annosa, su cui torneremo in seguito, ma non possiamo parlare di acqua in Valle d'Aosta senza parlare di questo tema. Idem vale per il Tunnel del Monte Bianco, sicuramente è importante ricordare quanto è avvenuto, ricordare tutti i passaggi che abbiamo fatto da quel tragico 24 marzo 1999, tutte le migliorie che ci sono state imposte, ma che abbiamo contribuito a creare per mettere in sicurezza un traforo che è un anello importantissimo per l'Europa e qui dobbiamo ribadirlo: noi crediamo nel Tunnel del Monte Bianco, noi crediamo che quel Tunnel abbia una valenza reale transfrontaliera, abbia una valenza che passa sopra anche gli interessi di questo Consiglio e della nostra comunità, della comunità che rappresentiamo: ecco perché, come Pour l'Autonomie, abbiamo sempre ribadito la necessità di andare ad affrontare sui vari tavoli il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco. Perché vogliamo il raddoppio? Proprio per una questione di sicurezza. Ci troviamo oggi, e ci siamo trovati anche nella scorsa legislatura, a dover discutere della messa in sicurezza e quindi dei lavori di manutenzione del Tunnel del Monte Bianco. Purtroppo questo porta delle chiusure, porta dei disguidi, andare a insistere politicamente sul raddoppio è un tema che ci permette appunto di parlare di sicurezza e di parlare della centralità della nostra Regione. Credo che questo sia il modo con cui vogliamo ricordare il senatore Bossi, una persona molto eccentrica, molto sicuramente anche colorita nei modi di esporsi, che aveva però passione, che aveva voglia di federalismo reale e che aveva la volontà di difendere le comunità. Spetta a noi, appunto, difendere gli interessi delle nostre comunità e, quando parliamo di acqua, dal mio punto di vista e dal nostro punto di vista, non possiamo non parlare di norma di attuazione per quanto riguarda la produzione di energia pulita di cui la Valle d'Aosta vanta dei numeri eccezionali e, dall'altra, quando ricordiamo il Tunnel, non possiamo non ribadire la centralità per noi di quest'importante opera e infrastruttura che collega l'Italia e la Francia, ma collega realmente l'Europa e quindi insistere sulla necessità di un raddoppio.
Président - La collègue Minelli a demandé la parole.
Minelli (AVS) - Ritorno sulla questione del Tunnel e lo faccio dopo l'intervento del collega Carrel che ha sollecitato una riflessione. L'incendio del 24 marzo del 1999 è stata - e lo ricordiamo tutti - una tragedia terribile ed è assolutamente doveroso ricordarla ogni anno e soprattutto è doveroso ricordare la memoria, fare memoria delle 39 vittime, un evento drammatico che aveva colpito tutta la nostra comunità, ma non solo, e che è rimasto nel nostro immaginario collettivo. I tre anni di chiusura, con tutti i disagi che ricordiamo, le ricadute economiche che certamente ci sono state e tutto il sistema, e lo ha già ricordato qualche collega, delle misure di sicurezza dei servizi antincendio che sono stati importanti, ma è evidente anche che con il progresso tecnologico che c'è stato in questi anni si possa, e forse si debba, fare ancora di più senza risparmiare sugli investimenti per quello che riguarda la sicurezza.
Ciò però che, a nostro avviso, va evitato è di dare un rilievo sproporzionato alle ricadute economiche di allora e soprattutto utilizzare quella tragedia per sostenere oggi il raddoppio del Tunnel. Queste sono argomentazioni che noi non condividiamo per due ragioni sostanzialmente: la prima è che la chiusura del Tunnel tra il 1999 e il 2001, come sappiamo, non ha prodotto degli effetti catastrofici sull'economia regionale. I tre rapporti che sono stati realizzati nell'ambito degli studi Interreg tra il 2000 e il 2001 non evidenziano un crollo del PIL e segnalano per contro un miglioramento delle condizioni ambientali e anche una capacità di resilienza delle comunità. Anche lo studio sulle chiusure temporanee del 2024, della durata di tre mesi, non rileva dei danni economici rilevanti. Se non ricordo male, si parla di 12 milioni di perdita, che è pari circa allo 0,4% del PIL, quindi una percentuale, direi, piuttosto contenuta.
La seconda è il tema della sicurezza che sta a cuore a tutti, credo, nessuno escluso, ma noi riteniamo che la sicurezza si rafforzi, si persegua innanzitutto riducendo il numero dei mezzi pesanti, in particolare di quei camion che trasportano anche sostanze infiammabili, ciò che era stato poi all'origine della tragedia del 1999. Il traffico dei TIR rappresenta un rischio costante, una fonte significativa di congestione del traffico e incentivarne il passaggio attraverso le Alpi va nella direzione opposta rispetto a quello che ci chiede la stessa Europa. Le politiche europee puntano, lo sappiamo, al trasferimento del traffico merci su rotaia. Per queste ragioni noi riteniamo che il raddoppio del Tunnel non sia la risposta giusta, non aumenterebbe la sicurezza ma rischierebbe di aumentarne il traffico e con esso i rischi.
Ricordare oggi, come si fa ogni anno, quella tragedia per noi significa anche trarne degli insegnamenti coerenti, investire sulla sicurezza sì, ma anche ridurre i fattori di rischio a partire dal traffico pesante e, a nostro avviso, questo è il modo più serio e responsabile per onorare la memoria delle vittime del 1999, cioè fare delle scelte che vadano nella direzione della prevenzione, della sicurezza delle persone e anche della tutela dell'ambiente che ha delle ricadute sulla salute e non nella loro messa in discussione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Abbiamo aperto questo Consiglio con tre temi, a mio avviso, importanti, abbiamo ricordato e ci siamo uniti al cordoglio per il ricordo delle vittime del Tunnel del Monte Bianco del 1999, quelle 38 persone rimarranno per sempre nella nostra memoria perché sono lì a ricordarci la grande incompiuta della sicurezza. Lo dico perché, al di là di quello che ho sentito dagli interventi dei colleghi, del collega Marquis e della collega Minelli adesso, collega Minelli, forse la questione economica è una questione su cui possiamo confrontarci, ma la sicurezza è sufficiente andare a fare una tratta, e l'ho fatta proprio qualche giorno fa, nel Tunnel del Monte Bianco per comprendere che è ancora un'opera incompiuta, una grande incompiuta e, al di là dei dati del PIL, quello che è palese è che quel Tunnel è fuori dal tempo e dallo spazio e ha necessità di essere raddoppiato. Questo lo chiedono non gli operatori economici, lo chiedono i rapporti transfrontalieri, lo chiede un'Europa moderna, un'Europa dei popoli, un'Europa del federalismo, se così vogliamo ricordarlo. Qui il ricordo al senatore Umberto Bossi viene spontaneo. Bossi è stato un grande innovatore della politica della fine degli anni Ottanta, ha portato all'attenzione nazionale il tema del federalismo, un federalismo che anche qui è ancora oggi una grande incompiuta.
Noi sappiamo che con la legge 86/2024 il Governo Meloni ha promulgato la norma per l'autonomia differenziata alle Regioni, ma ancora oggi molte Regioni non hanno, come noi, l'opportunità di autogovernarsi, quindi aspettiamo con ansia che i Livelli Essenziali di Servizi (i LEPS) possano essere definiti, sappiamo che sono questioni economiche e speriamo proprio che con il ricordo di Umberto Bossi si ricordi anche che non può esistere un'Europa senza le Regioni, non può esistere una Nazione senza le Regioni e non possono esistere neanche i popoli senza un riconoscimento regionale.
L'ultimo argomento che abbiamo toccato nell'apertura di questo Consiglio è il tema dell'acqua, di cui il Presidente del Consiglio ha ricordato il convegno. Io cito solo tre dati: l'Italia è il paese in Europa che consuma più acqua in bottiglia di tutti e ha la miglior acqua d'Europa in termini di qualità, questo grazie ai nostri servizi di controllo che sono stati ricordati in quel convegno. Altresì è stato ricordato che la dispersione idrica che nel Paese è al 40%, in Valle d'Aosta anche ruota intorno a un 25-30%, quindi c'è ancora un grande lavoro da fare in monitoraggio e abbiamo ascoltato con piacere il programma e il lavoro che il BIM e SEV stanno programmando nei prossimi anni per mettere a utilizzo della comunità tutta l'acqua che è possibile e disponibile, proprio perché, come diceva il collega Campotaro, non è più una questione di Destra o di Sinistra, è una questione di sopravvivenza di tutti noi.
Io vorrei lanciare un invito: beviamo più acqua del rubinetto, perché nell'acqua delle bottiglie c'è un inquinamento dieci volte superiore a un bicchiere d'acqua del nostro rubinetto. Ringraziamo le Comunità montane che hanno difeso questo bene prezioso e ricordiamolo nei nostri piccoli comportamenti.
Il Tunnel è un monito, è un ricordo, il senatore Bossi è un monito, è un ricordo, anche l'acqua è un monito, è un ricordo.
Président - Le collègue Viérin Marco a demandé la parole.
Viérin M. (CA) - Oggi i temi, come ha detto qualcuno, esposti dal nostro Presidente del Consiglio, sono tanti nelle comunicazioni. Sarò molto sintetico, il primo, voglio ricordare oggi proprio la tragedia del Tunnel che molti colleghi hanno già toccato, una tragedia che è nostro dovere ricordare anche dopo 27 anni, perché ricordare il passato ci può aiutare a capire meglio cosa si può fare e migliorarsi per il futuro, soprattutto sulla sicurezza oggi, quindi crediamo come Centro Autonomista che il tema passi alla politica e il suo raddoppio sia ormai quasi irrinunciabile. Rinnoviamo con calore il nostro profondo e sentito cordoglio a tutte le famiglie delle vittime perché soffrono ancora certamente questo grosso peso sulle spalle.
L'altra questione è l'acqua, imparare a usare l'acqua è un modo responsabile, è un nostro dovere, lo ricordava il collega Lattanzi, e giustamente ritengo che uno sforzo che possiamo fare è quello di usare meno bottiglie, ma più acqua del nostro rubinetto, vista la situazione che abbiamo in Valle che è invidiata da tantissime Regioni, se non da tutte quelle italiane, ma è anche un dovere però per la nostra comunità e per il suo futuro guardare alle sue esigenze, perché spesso discutiamo in quest'aula di tantissime questioni sull'acqua, ma dobbiamo ricordare che viviamo in una Regione autonoma e, come ha detto bene anche l'assessore Sapinet, dobbiamo guardare avanti, non dimenticandoci le esigenze di chi abita la Valle d'Aosta.
Infine, parlando del "sénateur", chiamato così Bossi, Bossi non è stato solo un leader di partito, ma è stato anche colui che, piaccia o non piaccia, ha scosso la politica nazionale, ha lavorato fortemente sul fronte del federalismo e questo va riconosciuto perché altrimenti non faremo politica ma faremo solo gioco delle parti.
Esprimiamo quindi le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e il nostro cordoglio al suo movimento politico.
Aggravi (Président) - Point n° 2 à l'ordre du jour : communications du Président de la Région. Il n'y a pas de communications.
