Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 335 del 12 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 335/XVII - Interrogazione: "Risultanze dell'incarico nell'ambito della revisione riguardante lo Statuto speciale".

Aggravi (Presidente) - Punto 16 all'ordine del giorno. Per la risposta, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Rispetto all'interrogazione della collega Minelli, preliminarmente si rende necessario effettuare alcune precisazioni in ordine a quanto indicato nelle premesse dell'interrogazione.

Con deliberazione n. 288 del 18 marzo 2024, la Giunta regionale ha approvato la partecipazione della Regione ai tavoli tecnico-politici per lo svolgimento dei lavori istruttori preordinati alla modifica degli Statuti speciali, avvalendosi della professoressa avvocato Barbara Randazzo dello studio legale Onida, Randazzo e associati, quale referente tecnico di alto profilo giuridico.

Con detta DGR è stata effettuata una prenotazione di spesa per euro 80.000, rimandando al coordinatore del Dipartimento legislativo Aiuti di Stato l'affido degli incarichi nel limite massimo della spesa indicata.

Con successivo provvedimento dirigenziale n. 1880 in data 11 aprile 2024 l'incarico è stato affidato alla professoressa avvocato Randazzo, per un totale di euro 21.960.

Il tavolo tecnico al quale ha partecipato la professoressa ha convenuto di suddividere le attività in due parti, di cui la prima concernente i principi comuni a tutti gli Statuti speciali delle cinque Regioni, mentre la seconda, da avviare in un momento successivo, riguardava l'attribuzione di ulteriori materie nell'ambito della competenza legislativa regionale e provinciale, in relazione alla quale le proposte avanzate dalle singole autonomie speciali presentavano maggiori differenze; questione della quale è stato reso conto nell'adunanza della I Commissione consiliare del 22 gennaio scorso e di cui si era parlato già nella precedente seduta del 16 maggio 2024.

L'incarico di cui alla DGR 288/2024 concerneva la sola prima fase e, stante la ripresa del percorso di modifica dello Statuto speciale, la Giunta regionale, con deliberazione n. 121, in data 6 febbraio 2026 ha approvato la partecipazione della Regione al tavolo tecnico congiunto di lavoro con il Ministero degli Affari regionali e le autonomie, per avviare nuovamente il percorso finalizzato alle modifiche dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, nel solco di quanto già intrapreso dalle altre autonomie speciali, seppur nel rispetto delle specificità dell'ordinamento valdostano.

A tal fine, si è stabilito di avvalersi di un referente tecnico di alto profilo giuridico che partecipi alle riunioni di carattere tecnico di concerto con le strutture regionali competenti, affianchi il Presidente della Regione negli incontri di natura politica, ove richiesto, e predisponga una bozza di disegno di legge costituzionale di revisione e aggiornamento dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

Con detta delibera è stata individuata, quale referente tecnico di alto profilo giuridico, la professoressa Randazzo ed è stata prenotata la somma di euro 45.000. L'incarico è stato poi affidato con il provvedimento dirigenziale n. 880 in data 23 febbraio 2026, impegnando la somma di 43.920 euro.

Venendo al quesito numero 1, "Che risultati ha prodotto l'incarico di cui alla DGR n. 288 del 2024", l'incarico di cui a questa DGR e al PD n. 1880 dell'11 aprile 2024 aveva ad oggetto, quali elementi essenziali: la partecipazione ai tavoli ministeriali di natura tecnica e politica finalizzati allo svolgimento dei lavori istruttori preordinati alla modifica degli statuti speciali e, laddove richiesto, agli incontri con i rappresentanti del Governo; il supporto al Presidente della Regione nella preparazione delle riunioni e affiancamento del medesimo laddove sarà richiesta la presenza; la predisposizione di una relazione finale indirizzata al Presidente della Regione sullo svolgimento dei lavori istruttori svoltisi nei tavoli convocati; illustrazione del contenuto dell'elaborato finale diretto alla modifica degli Statuti speciali.

La professoressa Randazzo, nel rispetto di quanto previsto dall'incarico affidatole, ha partecipato alle attività del gruppo di lavoro dei referenti regionali, ai lavori del tavolo tecnico e, conseguentemente, ha predisposto e trasmesso alla Presidenza della Regione la relazione finale sulle attività svolte in riferimento all'incarico ricevuto.

"Quali documenti, relazioni o testi sono stati prodotti dalla stessa professoressa Randazzo in merito alla revisione dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta?" è il secondo quesito.

Come detto, in esito all'incarico affidatole, la professoressa ha provveduto a redigere e trasmettere la relazione finale dell'attività svolta e, unitamente a tale relazione, è stato trasmesso l'allegato costituito dalla nota introduttiva e dalla bozza di disegno di legge costituzionale concernente le modifiche degli Statuti delle Regioni a Statuto speciale, elaborata dal detto tavolo tecnico.

Il terzo quesito chiede "Quali sono i contenuti essenziali dei testi prodotti dalla professoressa Randazzo e come sono stati utilizzati": la bozza del disegno di legge costituzionale di modifica degli Statuti delle Regioni a Statuto speciale, preceduta da una nota introduttiva esitata dai lavori del tavolo tecnico, è suddivisa in due parti.

La prima parte contiene le proposte di modifica degli Statuti speciali relative ai principi comuni, ovvero i limiti della potestà legislativa, gli interventi di manutenzione straordinaria, cioè promulgazione di leggi regionali e impugnativa delle leggi statali e regionali e l'introduzione del principio d'intesa nel procedimento di revisione statutaria, che è stato peraltro presentato nell'ultima riunione del 22 gennaio scorso, come già anticipato nella risposta precedente.

La seconda parte, riportata solo per memoria, riguarda invece le proposte di modifica dei singoli Statuti speciali avanzate dai referenti regionali, relative alle Commissioni paritetiche e alle norme di attuazione, le quali saranno oggetto di ulteriori approfondimenti e valutazioni.

In detto articolato, per quanto riguarda la Valle d'Aosta si prevede:

la modifica dell'articolo 2 dello Statuto, eliminando, con riferimento ai limiti della competenza legislativa, quelli relativi ai principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica, agli interessi nazionali e alle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, allineandoli così a quelli previsti, per le competenze legislative delle Regioni ordinarie, all'articolo 117, primo comma, della Costituzione, con la necessaria contestuale introduzione dell'aggettivo "esclusiva";

la modifica dell'articolo 15 dello Statuto valdostano, che al comma 3 contiene un riferimento dell'articolo 31, nel senso di operare il necessario coordinamento con la modifica del medesimo articolo 31;

la sostituzione dell'articolo 31 dello Statuto relativo alle modalità di promulgazione delle leggi approvate dal Consiglio regionale, che allo stato prevede il controllo preventivo di legittimità da parte del rappresentante del Ministero dell'Interno, non più applicabile in forza del cambiamento disposto dall'articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001 e del vigente articolo 127 della Costituzione. La proposta di modificazione in esame riproduce fedelmente la nuova disposizione costituzionale concernente la proposizione della questione di legittimità costituzionale; infine, la modifica dell'articolo 50 dello Statuto speciale in ordine al procedimento di revisione dello Statuto medesimo, attraverso l'introduzione del principio dell'intesa, mentre la formulazione dell'articolo 50 vigente prevede solo un parere del Consiglio della Valle.

Non è chiaro cosa l'interrogazione volesse intendere quanto all'utilizzo dei lavori della professoressa Randazzo ma, per quanto ci riguarda, la bozza del disegno di legge costituzionale nelle due parti appena ricordate costituisce il contesto di riferimento per il proseguimento dei lavori preordinati alla modifica dello Statuto.

In merito al quarto quesito, "Se e in che modo i risultati della collaborazione...", non si capisce tanto la domanda, quindi non diamo una risposta in merito.

Se necessario, ovviamente fornirei una copia della risposta.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Mi scuso per l'incompletezza dell'ultima domanda, che voleva capire se e in che modo i risultati della collaborazione saranno sia utilizzati che resi disponibili al Consiglio. È saltato. Si poteva intuire, ma capisco la ragione della non risposta, perché non c'era la domanda.

Sono molti anni che si parla di revisione dello Statuto speciale e negli ultimi tre anni si sono anche spesi dei soldi in trasferte, in incarichi e in partecipazioni a commissioni, senza però, per quello che riguarda il Consiglio, che siano stati trasmessi dei risultati concreti.

Si era partiti, lo ha ricordato anche lei, nel 2023 con un'azione corale di tutte le Regioni a Statuto speciale, poi tutto si è fermato. Noi non sappiamo neanche bene il perché, sappiamo che il Trentino-Alto Adige però è andato avanti, mentre noi siamo rimasti fermi.

La Giunta aveva dato questo incarico di 80.000 euro - di cui apprendiamo ora, e non lo sapevamo - che il provvedimento dirigenziale ha poi liquidato una somma inferiore, ed effettivamente ci stupiva un poco che, per quanto lei ha esplicitato, cioè l'accompagnamento al Presidente, la partecipazione a tavoli e a incontri di Governo e preparazione delle riunioni, si dovesse impegnare una somma così ampia. Perché 80.000 euro sono obiettivamente molti, ma abbiamo appreso che la somma è diversa.

Adesso c'è un ulteriore incarico da 45.000 euro e si accenna nella delibera di nuovo all'accompagnamento del Presidente e alla stesura di un disegno di legge di revisione dello Statuto valdostano.

Lei poi ha anche dato alcuni elementi relativamente agli articoli che dovrebbero essere modificati o sostituiti, e la ringrazio - se può darci la risposta completa, perché non sono riuscita a segnare tutto.

Quello che però vorrei osservare è che questa è un'iniziativa palesemente tardiva, visto che siamo ormai a un anno e poco più dal termine della legislatura e di concreto non è stato prodotto nulla. Nulla che noi abbiamo in mano.

Anche perché poi, lo ricordo, in quella riunione ci è stato chiesto di avanzare delle proposte sulla modifica dello Statuto e di tenere conto che la base su cui bisognava lavorare era lo Statuto del Trentino. Un po' di tempo dopo, poi, ci è stata trasmessa la formulazione delle modifiche che oggi sono state viste con doppia lettura alla Camera e al Senato.

Mi chiedo allora, visto che c'è del materiale, come mai, nel momento in cui se ne è discusso e ci è stato chiesto di fare delle proposte sulla base di quel testo, non ci è stato dato il materiale che era stato prodotto, ovvero la relazione divisa in due parti. È una cosa quantomeno strana, perché si chiede una collaborazione alla Commissione consiliare competente e non si fornisce un materiale che è comunque costato ai contribuenti: 23.000 euro e poi adesso parliamo di altri 45.000.

Però fateci ragionare su dei testi.

Si fa tutto un gran parlare di revisione dello Statuto, su cui io credo che non si arriverà a qualcosa prima della fine di questa legislatura parlamentare, mentre si è fermi e silenti su importanti interventi d'integrazione o anche correzione dello Statuto, che si potrebbero - e a nostro avviso si dovrebbero - fare subito, con le norme di attuazione.

Ancora prima di pensare a modificare lo Statuto, secondo noi bisognerebbe pensare ad applicarlo e a utilizzare gli strumenti che già ci sono proprio a partire dalle norme di attuazione.

Troviamo anche sorprendente che la dottoressa incaricata - che ovviamente è stata identificata nel testo dell'interpellanza come una signora "omissis", ma poi per fortuna lei ne ha fatto il nome, visto che la persona siede anche nella Commissione paritetica Stato-Regioni - non segnali la gravità del modo con cui si procede riguardo alle norme di attuazione.

La vicenda più grave, lo sappiamo, è quella della norma di attuazione sull'idroelettrico, però non è l'unico caso. Noi ci chiediamo che cosa si aspetti a definire una procedura operativa per le norme di attuazione che impedisca il ripetersi di situazioni come quella che stiamo vivendo con le concessioni idroelettriche.

A nostro avviso è bene che si concentrino le risorse intellettuali e finanziarie su cose utili da fare subito e non su dei diversivi che molto probabilmente non porteranno a nulla nei tempi a disposizione prima della fine della legislatura.