Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 302 del 24 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 302/XVII - Interpellanza: "Aumento dei reati commessi da giovani tra i 18 e i 25 anni in Valle d'Aosta e politiche di prevenzione giovanile".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 29 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) - La delinquenza giovanile rappresenta di per sé un problema più pericoloso rispetto alla criminalità adulta, poiché una parte della popolazione è particolarmente vulnerabile ed espone molto presto i giovani al rischio di esclusione e di stigmatizzazione sociale.

La delinquenza giovanile è aumentata in modo allarmante in Italia e la questione diventa preoccupante per via delle considerevoli proporzioni che assume oggi, anche in una realtà come la nostra, per i reati commessi da ragazzi sempre più giovani e dal fatto che i loro atti sono sempre più crudeli. Numerosi studi dimostrano che i principali fattori che alimentano la delinquenza giovanile sono la descolarizzazione, la mancanza di punti di riferimento, la mancanza di comunicazione e di valorizzazione di modelli adeguati all'interno della famiglia (l'assenza quindi dei genitori), problemi psicopatologici legati a possibili violenze fisiche nell'ambiente familiare, carenze del sistema educativo nella trasmissione dei valori sociali, la povertà, la disoccupazione, i mezzi di comunicazione, siti Internet e social.

Vi leggo una parte dell'articolo Truenumbers che analizza i dati forniti dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità: "Nel corso del 2025 il circuito della giustizia minorile ha preso in carico 23.518 minorenni e giovani adulti fino a 25 anni attraverso gli uffici di servizio sociale per minorenni. Non si tratta di ragazzi detenuti, ma di giovani seguiti dai servizi su disposizione dell'Autorità giudiziaria per indagini sociali, progetti educativi o misure penali sul territorio. Nel 2025 8.056 minorenni e giovani adulti sono entrati per la prima volta nel circuito della giustizia minorile, mentre 15.462 risultavano già seguiti dai servizi negli anni precedenti e sono tornati in carico nel periodo considerato.

Il dato che colpisce di più è lo squilibrio di genere: la giustizia minorile riguarda quasi esclusivamente i ragazzi, una dinamica che mostra come la devianza penale in età minorile sia un fenomeno prevalentemente maschile, che coinvolge nella maggior parte dei casi giovani di cittadinanza italiana. I maschi sono infatti 21.356, contro 2.162 femmine, una forbice che lascia poco spazio di interpretazione. All'interno della componente maschile gli Italiani rappresentano il 76,4%, mentre gli stranieri sono il 23,6%.

A che età si entra oggi nel circuito della giustizia minorile? Nel 2025 l'accesso alla giustizia minorile si concentra sempre più negli anni dell'adolescenza. I ragazzi con meno di 14 anni sono 147, un numero ancora contenuto ma significativo, perché segna l'ingresso anticipato nel sistema. A 14 anni i casi iniziano a salire, 578, mentre è tra i 15 e i 17 anni che la presa in carico cresce rapidamente: 1.888 quindicenni, 3.672 sedicenni e 4.946 diciassettenni risultano seguiti dai servizi della giustizia minorile, numeri che indicano come l'età di avvio dei comportamenti violenti e penalmente rilevanti si stia progressivamente abbassando.

Il gruppo più numeroso resta quello dei giovani adulti tra i 18 e i 24 anni, pari a 12.287 casi. Non si tratta di nuovi ingressi, ma di ragazzi che continuano a essere seguiti dalla giustizia minorile perché il loro percorso penale è iniziato prima della maggiore età, confermando come l'anticipazione della devianza tenda poi a protrarsi nel tempo. I delitti complessivi sono 63.468, un numero superiore ai soggetti coinvolti perché molti ragazzi accumulano più reati. A dominare sono i reati contro il patrimonio (25.545), furti (8.900) e rapine (8.473), che rappresentano in questo momento l'asse portante della devianza minorile. Subito dopo emergono i reati contro la persona, che nel complesso raggiungono 21.663 casi. A pesare di più sono le lesioni personali e volontarie e le minacce, una crescita che va letta anche alla luce del maggior ricorso a lame e coltelli tra i giovanissimi. Questi non sono solo strumenti criminali, ma sempre più spesso oggetti identitari, vissuti come una moda e come simboli di forza e potere all'interno di gruppi. A confermare questo passaggio culturale sono anche i reati specifici legati al porto, alla detenzione e all'uso illegale di armi, che arrivano a 722 casi, mel capitolo dei reati contro la persona figurano anche le violenze sessuali: 1.398 i delitti registrati.

Purtroppo anche la nostra Valle sta attraversando un momento di profonda trasformazione sociale e, purtroppo, non in una direzione rassicurante. Anche in questo caso non stiamo parlando di semplice percezione, ma di numeri tratti dal bilancio sociale della Procura della Repubblica di Aosta. Nel 2025 le denunce sono aumentate del 16%, ma il dato che deve farci riflettere più profondamente è lo spostamento, come a livello nazionale anche qui, anagrafico. Il crimine sta diventando sempre più giovane, colpendo in particolare la fascia tra i 18 e i 25 anni.

Analizzando brevemente la gravità di questi numeri, possiamo vedere come i furti sono aumentati di quasi il 10%, truffe e frodi informatiche del 22, reati legati allo spaccio di droga del 41, ma ci sono due dati che definirei da codice rosso: l'incremento delle estorsioni, che segna un +111%, e l'aumento delle violenze sessuali, cresciute del 61% rispetto all'anno precedente.

Quando il Sostituto Procuratore parla di un vero allarme sociale, ci sta dicendo che il tessuto connettivo della nostra Comunità si sta sfilacciando. Non si tratta solo di ordine pubblico, si tratta di un malessere profondo che sta portando i nostri giovani a cercare risposte, o purtroppo sfoghi, in percorsi di devianza e violenza. Davanti a questo scenario la risposta non può essere esclusivamente repressiva. Se l'età dei responsabili si abbassa, significa che i nostri sistemi di protezione, educazione e accompagnamento hanno fallito o non sono più adeguati ai tempi. Le politiche giovanili non sono solo un costo accessorio o un insieme di attività ricreative, sono lo strumento primario di prevenzione del disagio. Dobbiamo chiederci quindi se stiamo offrendo ai nostri ragazzi delle alternative valide alla strada, se i servizi sono in grado di intercettare il disagio prima che si trasformino in reato e, soprattutto, come stiamo misurando l'impatto delle nostre azioni.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Lotto.

Lotto (CA) - La ringrazio anche per i dati che ha riportato. È vero che in Valle d'Aosta, dati i numeri, bisogna sempre stare un po' attenti alle percentuali, perché ovviamente, con numeri molto piccoli, l'impatto nelle percentuali è sempre molto grande, ma i dati rappresentano sicuramente un trend abbastanza preoccupante, o sicuramente meritevole di attenzione e, soprattutto, i dati che lei ha riportato fanno pendant, quelli regionali, con quelli nazionali, e mostrano quindi un trend importante.

L'altra cosa molto interessante che lei ha detto è sicuramente l'attenzione a non affrontare questa che lei ha chiamato "emergenza". Io vorrei evitare di usare questa parola, insomma evitare di usare un approccio puramente repressivo, ma sicuramente le politiche giovanili hanno e stanno avendo un ruolo importante.

L'ultima cosa che tengo ad aggiungere in premessa è che sicuramente le politiche giovanili devono essere un motore per risollevare e per migliorare questi dati che lei ha riportato. Vero è che, per poter valutare l'impatto di politiche giovanili, ci vuole del tempo e quindi non si può valutare dopo poco tempo, sicuramente non dall'inizio della legislatura, l'impatto di politiche giovanili.

Inoltre, per quanto riguarda le attuali banche dati presenti a livello istituzionale nostro, non abbiamo una rappresentazione sufficientemente oggettiva del fenomeno, i dati che però lei ha riportato sono sicuramente meritevoli di attenzione.

Sono numerose le iniziative continuative e/o a carattere progettuale messe in atto a cura delle competenti strutture regionali, che a vario titolo intercettano quest'importante target di popolazione. In particolare, io mi sono confrontato con i colleghi della Sanità e dell'Istruzione per cercare di mettere insieme tutti. Le azioni di prevenzione e di accompagnamento a favore dei nostri giovani sono fatte facendo rete con gli Assessorati e con soggetti pubblici e privati, e anche, ovviamente, con le Forze dell'ordine e le strutture sanitarie competenti in materia. Tramite le politiche giovanili abbiamo stretto delle collaborazioni per progettualità su tematiche delicate di estrema attualità, con protagonisti ovviamente i giovani, in particolare per gli studenti di istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. Nello specifico, i progetti attualmente in essere, "Switch Off" e "Navigare verso il benessere, un viaggio di crescita e resilienza", sono realizzati con il SerD dell'Azienda USL della Valle d'Aosta: il primo avente a oggetto un approfondimento sulle dipendenze in senso generale, attraverso elaborati svolti da studenti insieme ai propri familiari e docenti, mentre il secondo dà la possibilità a giovani in carico al SerD di vivere un'esperienza inclusiva ed educativa attraverso un soggiorno in una nave con la collaborazione di Nave Italia.

Per quanto riguarda la parte di psicologia, il Consultorio adolescenti e delle loro famiglie è un servizio dell'Azienda USL di psicologia denominato Pangolo. È attivo presso la sede di Aosta e rappresenta da oltre vent'anni un punto di riferimento stabile per i ragazzi tra i 13 e i 21 anni e per le loro famiglie. Offre uno spazio di ascolto, consulenza psicologica e supporto multidisciplinare, garantendo anche ai minorenni un primo accesso libero e gratuito, nel rispetto della loro autonomia. A questo si affianca l'Ambulatorio dei giovani adulti, dedicato alla fascia 18-25, pensato per intercettare precocemente il disagio emotivo e accompagnare i giovani nella delicata fase di transizione verso l'autonomia. Si tratta di un modello integrato che assicura continuità tra adolescenza e prima età adulta, prevenzione, tempestività di intervento e lavoro in rete con i servizi territoriali. Investire su questi percorsi significa rafforzare la capacità delle comunità di prendersi cura dei propri giovani prima che il disagio diventi fragilità strutturata, a questo si aggiunge il progetto "Valle degli adolescenti", che amplia l'intervento sul benessere giovanile con una dimensione territoriale strutturata e continuativa. Si tratta di un progetto triennale finanziato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, con un investimento complessivo ministeriale di 700.000 euro e con un cofinanziamento del terzo settore.

Il progetto coinvolge una rete regionale composta da cooperative sociali, Ordine degli psicologi, Regione e Azienda USL, con l'obiettivo di integrare competenze educative, sociali e sanitarie. È rivolto agli adolescenti tra gli 11 e i 18 anni su tutto il territorio valdostano. L'azione si articola in attività di prevenzione e aggancio nei contesti informali, interventi individualizzati e di gruppo per situazioni di disagio, percorsi di sostegno alle famiglie e formazione rivolta a docenti e operatori. Sono previste, inoltre, campagne di sensibilizzazione per promuovere una cultura diffusa del benessere psicologico. L'accesso ai servizi è gratuito e può avvenire sia in autonomia, sia tramite segnalazione degli operatori territoriali. Il valore aggiunto non è solo nell'offerta di singoli interventi, ma nella costruzione di una rete stabile e coordinata, capace di intercettare precocemente i segnali di malessere e di intervenire prima che le difficoltà si strutturino in problematiche più complesse.

Ci sono poi i progetti di servizio civile regionale, che affrontano queste tematiche grazie al coinvolgimento di tecnici e delle Forze dell'ordine durante i percorsi di formazione organizzati dall'Assessorato per il tramite dell'Ufficio delle politiche giovanili. Nello specifico, vengono dedicate ore in cui gli studenti e i giovani tra i 16 e i 25 anni possono confrontarsi e comprendere meglio le conseguenze di comportamenti sbagliati, al fine di cercare ovviamente di prevenirli, e di accompagnarli ed educarli verso azioni consapevoli e corrette.

Ci tengo a sottolineare poi come, di nuovo, queste tematiche siano assolutamente trasversali e sinergiche tra i vari Assessorati, in particolare anche all'Assessorato dell'istruzione, che ha iniziative di competenza della Sovrintendenza agli studi in collaborazione con il Tavolo tecnico permanente legalità e intergenerazionalità e con l'istituzione scolastica.

In primo luogo, attraverso azioni quali le "Settimane della legalità e della cittadinanza", aventi l'obiettivo di favorire in rete iniziative di promozione della cultura della legalità e del rispetto delle regole, al fine di sviluppare lo spirito di partecipazione e la responsabilità sociale nei giovani e negli adulti; i Forum di comunità, percorsi che comportano la realizzazione di incontri di informazione e sensibilizzazione in collaborazione con gli enti e le strutture del territorio, rivolti a tutte le figure adulte, con particolare attenzione agli over 65 e ai soggetti deboli, e i Forum camp, percorsi che comportano la realizzazione di incontri di informazione e sensibilizzazione in collaborazione con gli enti e le strutture del territorio, rivolti ai giovani e giovanissimi e alle loro famiglie, con la finalità di generare confronto e ricerca su questioni sociali e giovanili. Si intende lavorare in modo continuativo e costante in tema di prevenzione e contrasto alle dipendenze e alle violenze, di educazione alle emozioni e alle relazioni, di educazione alla responsabilità e al rispetto. Si vuole poi supportare adeguatamente, in un'ottica preventiva, i giovani del territorio alla presenza di personale qualificato, attraverso la presenza di momenti educativi strutturati dedicati alla prevenzione degli stili di vita a rischio. Si ritiene estremamente significativo agire in senso preventivo, sviluppando percorsi tali da implementare stili educativi e relazionali, in grado di aumentare i fattori protettivi e diminuire quelli a rischio.

Un'ulteriore riflessione di fondo riguarda il fatto che i giovani partecipanti vengano coinvolti in maniera attiva e abbiano la possibilità nel contesto carcerario, attraverso un confronto diretto con alcuni detenuti, di accrescere la loro capacità riflessiva e il loro senso critico in relazione al personale contesto di vita, andando a stimolare i processi di riflessione in tema di relazioni tra pari e con il mondo adulto della quotidianità.

L'educazione alla legalità in un'ottica intergenerazionale è attualmente uno tra gli obiettivi più importanti che si propone, volendo formare cittadini capaci di rispetto e responsabilità, sia verso sé stessi, sia nei confronti della Comunità. Attraverso la realizzazione delle azioni del piano si intende, in itinere, accompagnare giovani e adulti in un percorso di crescita in cui, da protagonisti, possano riflettere sul personale senso di responsabilità.

Inoltre, la Sovraintendenza agli Studi, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, organizza direttamente una serie di iniziative inerenti alla cittadinanza attiva e alla scuola che promuove la salute. In particolare, vengono promosse attività e progetti aventi a oggetto i diritti, la legalità e la solidarietà dall'infanzia alla secondaria di secondo grado, nell'ambito della loro autonomia, relative al primo asse dell'educazione civica, quello della Costituzione, dei diritti e della legalità. Si segnalano poi le attività proposte dal Forum permanente contro la violenza di genere, volte a creare una cultura di pari opportunità e di tolleranza. Così come quelle proposte dall'Associazione nazionale magistrati, sulla cultura della legalità, e dalla Guardia di Finanza, sempre sulla legalità economica, finanziaria e attività antidroga.

Una terza iniziativa molto importante - scusate, cerco di velocizzare - destinata a una fascia di età più bassa rispetto a quella in oggetto delle politiche giovanili è quella relativa al "Percorso smartphone" per le secondarie di primo grado, che tratta anche il tema delle dipendenze digitali e ogni anno, da quattro anni, prevede il coinvolgimento di 500 tra genitori, studenti e docenti del primo anno delle medie.

Oltre a questa particolare iniziativa, segnalo il progetto delle fake news, specifico per le scuole secondarie di secondo grado, in particolare per studenti del terzo e quarto anno, sempre sull'uso corretto e consapevole del digitale. Quest'anno vi hanno partecipato circa 500 studenti. Oltre al progetto "Youngle" del SerD, di cui ha già parlato il collega Marzi anticipatamente.

Ora, come dicevamo all'inizio, ciò che è stato messo in campo dall'Amministrazione regionale è tanto, molto e lo vedete anche dalla risposta, in cui sono andato lungo e mi scuso. Sicuramente si può sempre fare di più e sicuramente, come dicevo prima, ci vuole un po' di tempo per vedere i veri risultati, dopodiché…

Presidente - Assessore…

Lotto (CA) - …come ho detto al collega prima, le nostre porte sono sempre aperte. Se voi avete opportunità o proposte, noi, io in particolare sono sempre aperto a ogni vostra proposta e vi ringrazio ancora per la domanda.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) - Sarò brevissima. Non è per fare polemica, però lei ha elencato una serie di progetti esistenti, andrò poi a rivedermi anche qui la registrazione e li studierò, ma mi sembra evidente che ci sia un paradosso, perché, se tutte queste misure fossero efficaci, i dati della Procura non segnerebbero un +41% nello spaccio e un +61% nelle violenze sessuali. È quindi evidente che c'è un problema. Soprattutto in una Regione piccola come la nostra, dove, proprio perché è una realtà piccolissima, dovrebbe essere un nostro punto di forza, non il tallone d'Achille di nessuno.

Comunque capisco anche che lei sia qua da poco, come lo sono io, quindi sicuramente tornerò su quest'iniziativa. Le chiedo, appunto, di attivare un monitoraggio serio e costante sulle iniziative che ha messo in atto in modo che si possa valutare se aiutano realmente i giovani o meno.

Presidente - Grazie collega. Riprenderemo i lavori domani mattina alle ore 9:00. Auguro una buona serata a tutti.

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La seduta termina alle ore 20:02.